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Lo scambio sul posto fotovoltaico: guida completa

14 novembre 2015
Voto:4/5 (7 voti)

Il fotovoltaico dopo gli incentivi : quali forme di incentivazione
Con la nuova politica del fotovoltaico “oltre gli incentivi”, oltre alla possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali sul 50% delle spese sostenute per l’installazione degli impianti domestici (al servizio di casa), il soggetto responsabile dell’impianto (chi firma la convenzione con il Gse, Gestore dei servizi energetici) ha la possibilità di scegliere tra tre ulteriori forme di valorizzazione economica dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico. Il titolare dell’impianto fotovoltaico può optare alternativamente tra:

  • il meccanismo dello Scambio sul Posto (SSP)
  • il Ritiro Dedicato (RID)
  • la vendita dell’energia direttamente sul libero mercato elettrico (opzionabile per i grandi impianti che accedono alla borsa elettrica).

 

Escludendo la terza opzione, che è accessibile dalle grandi centrali elettriche, le scelte più diffuse e più vantaggiose per le utenze che consumano “in proprio” l’energia auto-prodotta, anche se in piccola parte, riguardano lo Scambio sul Posto ed il Ritiro Dedicato (o “vendita indiretta” dell’energia tramite il Gse).

In questa guida, alcune delucidazioni sul meccanismo dello ssp. Vediamo:

  • che cosa è
  • come funziona per l’utente che decide di produrre e consumare energia autonomamente con un impianto fotovoltaico
  • che cosa ci guadagna

Prima di fare questo, però, è necessario un breve cenno sullo schema di connessione dell’impianto fotovoltaico: come deve essere per far funzionare correttamente il meccanismo di scambio?

 

Lo schema di connessione dell’impianto fotovoltaico

Scambio sul posto: il corretto schema di connessione impianto fotovoltaico

Il corretto schema di connessione dell’impianto fotovoltaico in scambio sul posto

Per capire cosa è e come funziona lo scambio sul posto è necessario capire qual è il “percorso” che l’energia può fare  nel caso di un impianto a cessione parziale alla rete elettrica: l’impianto deve permettere prima di tutto l’auto-consumo istantaneo dell’energia prodotta sul momento.

Vediamo di spiegare meglio , in una frase: l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico deve poter essere prima di tutto autoconsumata istantaneamente. In questo caso quindi l’utente che consuma energia elettrica mentre l’impianto è produttivo consuma innanzitutto direttamente e sul momento l’energia elettrica autoprodotta.

In altri termini, facendo riferimento allo schema qui riportato, la corrente elettrica autoconsumata passerà solamente dal contatore di produzione (M2) e non dal contatore di scambio (M1). Questa non deve quindi essere fatturata dal venditore.

L’autoconsumo istantaneo è dunque, nello scambio sul posto come nel ritiro dedicato, sempre il fattore di maggior risparmio.

Quindi: l’energia prodotta dal fv, se c’è richiesta da parte dell’utenza, viene prima di tutto autoconsumata istantaneamente; solo se non c’è richiesta istantanea da parte dell’utenza l’energia prodotta viene immessa in rete, facendo “girare” il contatore di immissione (M1).

 

Dunque, fin qui abbiamo visto: le opzioni possibili oggi (dopo la fine degli incentivi) per valorizzare l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto fotovoltaico ed il corretto schema di connessione impianto per sfruttare bene l’autoconsumo istantaneo e l’allaccio alla rete elettrica.

L’utente che produce/consuma energia con il meccanismo dello scambio sul posto ha due possibilità: può attingere energia elettrica direttamente dal proprio impianto di produzione, oppure, nei momenti di non produzione, può prelevare dalla rete di distribuzione elettrica. Tutta e solo l’energia elettrica prelevata dalla rete verrà fatturata in bolletta da parte delle società di vendita (es. Enel, A2A, Hera, ecc..).

In altri termini, l’utente ha due possibilità per il consumo elettrico:

  • o l’autoconsumo istantaneo,
  • oppure il prelievo dalla rete nazionale, pagando il relativo importo nella bolletta elettrica con tutti i costi annessi (quelli relativi ai servizi di distribuzione, dispacciamento, oneri, tasse, accise, ecc…).

Tutta l’elettricità prodotta dal proprio impianto fotovoltaico ha due possibili vie: o l’autoconsumo istantaneo (in “tempo reale”) o l’immissione nella rete di distribuzione elettrica.

E’ in questa dinamica tra immissione e prelievo che “entra in gioco” il meccanismo dello scambio sul posto fotovoltaico.

 

Cosa è lo Scambio sul Posto?

Il meccanismo dello scambio sul posto è definito nelle normative come

il servizio erogato dal GSE atto a consentire la compensazione tra il valore associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione

Spieghiamo meglio questa sintetica, ma “densa”, definizione.
Lo scambio sul posto permette di compensare/rimborsare il valore economico dell’energia prelevata (per esempio di notte) nei limiti del valore economico di tutta l’energia prodotta e immessa in rete. Attenzione, si parla qui di “valore economico” (in euro) e non di “quantità di energia”: ogni quantitativo di energia ha un suo valore economico, ha un suo prezzo di mercato, che varia sia in base alla zona di mercato, che alle fasce orarie di immissione e vendita (F1, F2, F3).
Inoltre: quando si parla di “energia prelevata” dalla rete, si intende l’energia acquistata dalla rete e pagata con le normali bollette elettriche del proprio operatore.

Semplificando, dunque: il meccanismo dello ssp permette di farsi rimborsare parte della quota pagata nella bolletta elettrica al proprio fornitore, pagata per i prelievi effettuati dalla rete. Il rimborso avviene però “nei limiti dell’ energia immessa”, o meglio: nei limiti del valore economico dell’energia precedentemente immessa in rete. Si tratta di fatto di una compensazione economica tra prelievi e immissioni di elettricità “da” e “per” le rete elettrica.

Cosa succede se, nell’anno solare, le immissioni totali di energia in rete sono maggiori dei prelievi effettuati dalla rete?

In questo caso il valore economico dell’energia immessa è molto probabilmente superiore al valore economico dell’energia prelevata. In tal caso abbiamo un’ eccedenza, ovvero una quantificazione economica dell’energia in eccesso (immessa in rete) maggiore rispetto al valore economico di quella ri-prelevata per i propri consumi. E’ più facile a farsi che a dirsi.
Più avanti vediamo il tutto con un esempio numerico e vediamo come questa eccedenza di energia data alla rete viene ulteriormente valorizzata dal Gse, ma prima definiamo un altro concetto fondamentale dello scambio sul posto: il “Contributo in conto Scambio”. Cosa è e come viene calcolato dal Gse.

 

Ricapitolando, abbiamo visto fin qui: il corretto schema di installazione del fotovoltaico (tale da permettere l’autoconsumo immediato senza passare dal contatore di scambio), una sintetica definizione dello scambio sul posto e come questo costituisca la possibilità di compensare tutta l’energia immessa in rete (al momento di produzione senza consumo) con l’energia prelevata dalla rete al momento di consumo senza produzione. Ciò che vengono conteggiate, abbiamo visto, non sono tanto le quantità di energia immessa e prelevata, ma il loro valore economico: il meccanismo dello ssp fotovoltaico è una sorta di rimborso che il titolare dell’impianto fotovoltaico riceve dal Gse nel momento in cui immette in rete l’energia non immediatamente autoconsumata. Questo rimborso è il Contributo in Conto Scambio (Cs).

 

Cosa è il contributo in conto scambio dello scambio sul posto (Cs)

Il Contributo in Conto Scambio è il rimborso, o “compensazione economica”, di cui sopra.
E’ essenzialmente una formula matematica che restituisce un valore in euro che il Gse dovrà erogare al soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico che abbia immesso la “propria energia” in rete. Tale contributo dovrà essere erogato dal Gse al titolare dell’impianto secondo le seguenti modalità: quattro acconti trimestrali ed un conguaglio annuale sulla base dei dati rilevati tra immissioni e prelievi.

Il contributo in conto scambio (Cs) di fatto costituisce, nel caso di immissioni in rete superiori ai prelievi, una sorta di rimborso per tutta l’energia prelevata e pagata in bolletta nell’anno solare di riferimento. Il rimborso, però, non è totale. Non vengono rimborsate interamente le bollette pagate al proprio fornitore, ma una percentuale che tra il 70-80%, in quanto non tutte le voci di costo elencate in bolletta vengono prese in considerazione ai fini del rimborso. Ad esempio: tasse e imposte pagate in bolletta non vengono rimborsate dal Gse, come non vengono rimborsati alcuni “oneri minori”.

Il contributo prevede, invece, il rimborso delle voci in bolletta relative alla distribuzione, trasporto, dispacciamento, oneri, ecc…

Il contributo in conto scambio (Cs) prevede quindi un rimborso parziale delle bollette elettriche ricevute e pagate a seguito del prelievo di energia dalla rete elettrica.
Come è costituito questo rimborso parziale? Quali dati prende in considerazione? Ai fini dell’individuazione del contributo in conto scambio (Cs) due soli dati sono necessari: la quantità di energia immessa e la quantità di energia prelevata dalla rete. Dati rilevati attraverso il solo contatore bidirezionale, definito anche “contatore di scambio” (nello schema sopra: l’M1).

La formula di calcolo del contributo è la seguente:

Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf  x  Es

Ovvero: il “contributo in conto scambio” è uguale al valore Minimo (min) tra l'”Onere Energia” (Oe) ed il “Controvalore dell’Energia Immessa in rete” (Cei) + il “Controvalore Unitario relativo ai Servizi” (Cus) dell'”Energia scambiata con la rete” (Es).

Breve legenda:

  • Oe = Onere energia, cioè il prezzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagato dall’utente. Il prezzo dell’energia è espresso in euro ed è il prodotto tra i Kwh prelevati ed il prezzo unico nazionale (PUN) (questo è un elemento di novità delle semplificazioni attuate da inizio 2013). Il prezzo unico nazionale è variabile in base ai prezzi di mercato ed è una media nazionale dei prezzi rilevati ogni mese in ogni regione.
    Quindi: Oe = Kwh x PUN.
  • Cei = Controvalore dell’energia immessa, cioè il prezzo, o meglio il valore economico, dell’energia immessa in rete. Questo è il prodotto tra Kwh immessi ed il prezzo zonale dell’energia sul “mercato del giorno prima”. Ogni giorno infatti, in tempo reale, come una vera e propria borsa, i prezzi di acquisto e vendita dell’energia fluttuano in base alle dinamiche del mercato.
    Quindi: Cei = Kwh x prezzo energia sul mercato del giorno prima.
  • CUsf = Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, cioè un valore espresso in centesimi di euro calcolato forfettariamente dal gse in base a vari parametri. Nel dettaglio questo valore contiene le tariffe di: trasmissione, distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri normalmente addebitati in bolletta (componenti A, UC, UC3 e UC6) vigenti nel mese in corso (non viene rimborsata la componente MCT).
    Quindi: CUsf = c€/kwh
  • Es = Energia Scambiata, cioè i Kwh che ho prima immesso e poi ri-prelevato per i miei consumi. Tecnicamente è pari al minimo tra kwh immessi e kwh prelevati in totale durante l’anno.
  • Quindi: Es = Kwh scambiati con la rete.

In altri termini il Contributo in conto scambio dello scambio sul posto prevede il rimborso del minimo tra: il valore dell’energia prelevata, e già pagata in bolletta(*), e il valore dell’energia complessivamente immessa in rete. A questo valore minimo si aggiunge il rimborso, per la sola energia scambiata, di alcuni servizi pagati in bolletta.

 

Esempio numerico di calcolo del contributo in conto scambio

Semplificando al massimo, per fare un esempio.

Se:

  • immetto 500 Kwh, per un valore di 50 euro,
  • prelevo 200 Kwh, per un valore di 22 euro (che però in bolletta “costano” il doppio perchè comprensivi di imposte, oneri e servizi)

il contributo in Conto Scambio sarà un rimborso di parte della bolletta pagata per l’energia prelevata.
Il rimborso sarà indicativamente pari ai 22 euro relativi all’energia prelevata (e pagata in parte della bolletta) più il costo dei principali servizi pagati in bolletta relativi ai 200 Kwh prelevati. Dal rimborso sono sicuramente escluse le tasse (accise, iva, addizionali,…) ed altre voci minori.

 

Vediamo ora un elemento in più: la differenza tra i 500 Kwh immessi ed i 200 Kwh prelevati è un’ eccedenza di energia immessa rispetto a quella prelevata. Il surplus di energia immessa in rete viene valorizzata ulteriormente dal Gse a beneficio dell’utente-produttore.

Vediamo come vengono trattate le eventuali eccedenze di energia immessa in rete.

 

Le eccedenze di energia immessa rispetto a quella prelevata. Come vengono trattate con lo scambio sul posto?

Ricapitoliamo: fin qui abbiamo visto:

  • il corretto schema di configurazione dell’impianto fv
  • cosa è il “contributo in conto scambio” (Cs)
  • quale è la “formula” che lo determina.
    Abbiamo visto che i dati fondamentali per individuare il valore del contributo sono solo due, rilevabili attraverso il contatore di scambio: la quantità di energia immessa in rete e la quantità di energia prelevata dalla rete.
    Il rimborso riguarderà il valore minore tra a queste due misurazioni di energia ed alcuni costi dei servizi ad esso associati.

La bolletta comprende diverse voci di costo raggruppabili, molto sommariamente, in “quota energia”, “quota servizi” e “imposte”. Il contributo comprende sicuramente la quota energia (sulla quantità di energia immessa o prelevata) e parte della quota servizi, nello specifico vengono rimborsati i costi di: trasporto, dispacciamento e parte degli oneri generali di sistema (le componenti “A” e “UC”, non la componente tariffaria MCT). Il contributo/rimborso non comprende le imposte (che incidono da sole per circa un terzo della bolletta elettrica).

Un esempio: se viene immessa energia in rete per un valore di X euro e viene prelevata per un valore di Y euro, durante tutto l’anno si pagano le regolari bollette elettriche al proprio fornitore relative a tutta l’energia prelevata. Nella bolletta elettrica sono incluse però non solo le quote relative all’energia prelevata per il valore di Y euro (sola quota “energia”), ma anche: i costi di trasporto, dispacciamento, servizi di rete, .. + oneri generali di sistema (componenti A, UC, MCT) + imposte (Accise, addizionali, iva..).

Contemporaneamente al pagamento delle normali bollette si ricevono durante l’anno dal Gse acconti trimestrali, e poi conguaglio annuale, relativi al rimborso della quota “energia” e di alcune voci relative ai “servizi”. Quindi durante tutto l’anno mi verranno rimborsate, per tutta l’energia non immediatamente autoconsumata e immessa in rete, parte delle quote pagate in bolletta.
Questo avviene come forma di compensazione tra immissioni e prelievi, una sorta di pareggio o compensazione economica.

Cosa succede se poi ci sono delle eccedenze immesse in rete? O meglio: come viene valorizzata tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella ri-prelevata per il proprio fabbisogno?

In questo caso si parla di “eccedenze” di immissioni rispetto ai prelievi. Il meccanismo dello scambio sul posto prevede la scelta a cura dell’utente tra due possibili opzioni di trattamento dell’eccedenza di energia immessa in rete: la liquidazione monetaria delle eccedenze oppure la messa a credito del suo valore per i conteggi dell’anno successivo.

Quindi: se a fine anno, a seguito del conteggio complessivo tra energia immessa e prelevata, risultano (in euro, non in kwh) immissioni maggiori rispetto ai prelievi, l’energia immessa in più rispetto a quella “compensata” viene valorizzata (ovvero: le viene dato un valore economico in euro). Questo valore, che è di fatto il prezzo di mercato medio dell’energia rilevato nell’anno di riferimento, può essere monetizzato e liquidato da parte del Gse, oppure può essere messo a credito nel contributo in conto scambio dell’anno successivo.

 

 

Ricapitoliamo il tutto.
Producendo energia col proprio impianto fotovoltaico e immettendo in rete quella non immediatamente autoconsumata, si ha a disposizione la possibilità di essere rimborsati per l’energia prelevata dalla rete, e pagata in bolletta, per un quantitativo pari al valore dell’energia immessa.
In altre parole: se io immetto energia per un valore di 100 euro, ho poi la possibilità di avere un rimborso sulle bollette pagate per il prelievo di 100 euro di energia. Attenzione però al fatto che in bolletta vengono pagate anche altre voci di costo non rimborsabili dal “contributo in conto scambio” dello scambio sul posto. Il rimborso della bolletta non sarà quindi del 100%, ma di circa il 70% (per esempio non sono rimborsabili le imposte pagate nelle bollette elettriche, nè alcune altre voci di costo minori, ad es. la componente MCT degli oneri generali di sistema).

Abbiamo visto quindi che il contributo emesso da Gse serve per compensare le immissioni con i prelievi di energia fino ad un loro “pareggio”. Poi: se nell’anno di riferimento (con i dati di conguaglio) le immissioni di energia risultano superiori ai prelievi , allora si hanno delle eccedenze, ovvero un surplus di energia immessa in più  rispetto al proprio fabbisogno.
Il Gse riserva per queste eccedenze di immissioni due possibili trattamenti: o la liquidazione monetaria delle eccedenze, o la messa a credito del loro valore per il contributo (rimborso) dell’anno successivo. Ogni anno l’utente dello scambio ha la possibilità di scegliere per la liquidazione monetaria o per la messa a credito.

 

Come viene valorizzata l’energia immessa e prelevata

Il valore riconosciuto a tutta l’energia immessa in rete (come per tutta l’energia prelevata) è un valore economico definito in relazione al prezzo zonale orario per i clienti in regime di maggior tutela (prezzi definiti dall’Aeeg, Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), o ai prezzi di mercato per i clienti sul libero mercato. I criteri di valorizzazione dell’energia (immessa o prelevata che sia) sono due: uno è quello temporale, l’altro è quello territoriale.
L’aeeg definisce infatti tre fasce orarie di immissione/prelievo, riscontrabili anche nelle normali bollette elettriche. In ciscuna di queste fasce l’energia avrà un valore, un prezzo, differente: le Fascie orarie sono:

  • F1 : dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00
  • F2: dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 oppure il sabato dalle 7 alle 23
  • F3: tutte le notti dalle 23 alle 7 oppure le domeniche e festivi tutto il giorno

La fascia F1 è quella in cui l’energia ha un valore maggiore: si pagherà quindi di più se si preleva, ma si guadagnerà di più se si immette energia in rete in questa fascia oraria.
La fascia oraria F3 è quella in cui, invece, l’energia ha un prezzo minore: si pagherà quindi di meno se si preleva, ma si guadagnerà di meno si si immette energia in quest’altra fascia oraria.

L’altro criterio è invece quello “territoriale”: l’Aeeg definisce specifiche zone tariffarie di mercato in Italia in cui l’energia ha un valore differenziato. Le zone tariffarie individuate dall’Autorità sono 7:

  • Polo di Brindisi
  • Zona Centro Nord
  • Zona Centro Sud
  • Zona Nord
  • Zona Sardegna
  • Zona Sicilia
  • Zona Sud

 

In relazione a questi ed altri criteri, dunque, il Gse calcola il valore del contributo in conto scambio (cioè il “rimborso” delle bollette) ed il valore dell’ eccedenza di energia immessa. Per il calcolo il Gse si basa soprattutto sui prezzi medi di mercato rilevati durante l’anno (o l’ultimo trimestre).

 

Quanto viene valorizzata mediamente l’energia?

Indicativamente, il prezzo lordo medio dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagata in bolletta (compreso dunque di tasse, servizi, oneri, ecc..) è di circa 0,20-0,25 euro/Kwh. Questo è il prezzo lordo che l’utente finale paga in bolletta.

Il prezzo “netto”, cioè il prezzo medio della sola quota di energia, senza servizi, oneri, imposte o altre voci annesse, è quotato sul mercato mediamente a 0,09-0,10 €/kwh, con differenze significative su base territoriale. In Sicilia, ad esempio, il prezzo è mediamente più alto e può superare i 0,125 €/kwh.

 

Più sotto vediamo meglio, con un esempio pratico, quanto e come si ha del risparmio sull’energia elettrica autoprodotta ed autoconsumata con un piccolo impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione.

 

Come funziona lo scambio sul posto

Fin qui abbiamo visto come l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico e immessa in rete viene valorizzata economicamente attraverso un prezzo che è orario e zonale. Orario perchè il prezzo dell’energia è diverso nelle tre fascie orarie settimanali (F1, F2, F3): l’energia vale (costa) di più nelle fasce diurne settimanali e vale (costa) di meno nelle fasce serali/notturne infrasettimanali, oppure nei sabati, domeniche e festivi.
Per questo motivo conviene maggiormente autoconsumare di giorno, utilizzando l’energia prodotta dal proprio impianto, ma anche immettere energia di giorno (o nei sabati-domeniche-festivi), perchè in questa fascia l’energia verrà maggiormente remunerata.

Abbiamo visto un’altra regola importante: l’energia prodotta dal proprio impianto deve essere prima di tutto istantaneamente autoconsumata. L’autoconsumo immediato è sempre il fattore di maggior risparmio, in quanto evita all’utente l’acquisto dal proprio fornitore dell’energia di rete.

Tutta l’energia che non viene immediatamente autoconsumata viene immessa in rete, facendo “girare” il contatore di scambio nelle diverse fasce orarie. Tutta questa energia immessa verrà conteggiata ai fini dello scambio sul posto.

Quando l’impianto fotovoltaico non è in produzione l’utente avrà bisogno di prelevare l’energia dalla rete. Tutta questa energia prelevata verrà fatturata e pagata in bolletta alla propria società di vendita dell’energia (es. Enel, A2a, ecc..), il prelievo fa “girare” il contatore di scambio conteggiando l’energia prelevata nelle diverse fasce orarie (F1, F2, F3) sulla base della quale verrà emessa la bolletta elettrica.

Parlando di quantità di energia, a fine anno l’utente dello scambio potrà avere:

  • X Kwh totali di energia prodotta dal proprio impianto. Su questa quantità riceverà le relative tariffe incentivanti.
  • Y Kwh di energia prodotta e autoconsumata istantaneamente. Su questa quantità l’utente ha il maggior risparmio in quanto consuma l’energia autoprodotta senza doverla acquistare dal proprio fornitore. Si eviterà quindi una serie di spese e costi fissi di servizio.
  • (X-Y) Kwh di energia immessa in rete. Questa quantità di energia immessa verrà conteggiata ai fini del calcolo del contributo in conto scambio dello scambio sul posto
  • Z Kwh di energia prelevata dalla rete, per esempio di notte. Questa quantità verrà regolarmente addebitata in bolletta con tutte le annesse voci di costo, imposte, ecc..
  • I consumi totali annuali dell’utente saranno di (Y+Z) Kwh. Di questi consumi complessivi maggiore sarà la quota di energia autoconsumana istantaneamente, maggiore sarà il suo risparmio.

Il contributo in conto scambio, ipotizzando immissioni per un valore superiore rispetto ai prelievi, sarà un rimborso parziale della quota Z (energia prelevata) pagata in bolletta.

Parlando invece di risparmio (o guadagno) economico, l’utente avrà i seguenti benefici:

  • il risparmio, guadagno indiretto, per tutta l’energia in autoconsumo istantaneo non acquistata dalla rete. Questo è il fattore di maggiore risparmio per l’utente domestico.
  • il rimborso parziale per le bollette pagate al proprio fornitore (quota “energia” e parte della “quota servizi”) per tutta l’energia prelevata e acquistata dalla rete. Questo è il contributo in conto scambio dello scambio sul posto.
  • Poi: nel caso si immette energia per un valore maggiore rispetto a quello del prelievo, c’è un ulteriore riconoscimento economico per le eccedenze di energia immessa. Questo valore di energia “in più” immessa in rete può venir liquidato in euro (in tal caso si configura come “vendita” ai fini fiscali), oppure può essere messo a credito per l’anno successivo.
    La scelta tra queste due opzioni può essere rivista ogni anno.
  • Infine: lo sgravio fiscale permette di detrarre dall’imponibile Irpef in 10 anni il 50% delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto fv. (la detrazione fiscale vale solo per gli impianti domestici posti al servizio dell’abitazione).

 

Lo scambio sul posto fotovoltaico in numeri

Per concludere questa breve guida, e per esemplificare quanto fin qui visto, vediamo un esempio pratico che mostra, anche al di là del solo meccanismo dello scambio sul posto, l’effettivo risparmio a cui può portare l’installazione di un piccolo impianto fotovoltaico (3 Kw di potenza) sul tetto della propria abitazione. L’esempio qui mostrato ha carattere puramente indicativo, ma dà l’idea del risparmio effettivo che si può ottenere installando un impianto che garantisca una produzione di energia vicina al proprio fabbisogno.

Prendiamo l’esempio di un piccolo impianto di 3 Kwp di potenza installato sul tetto (rivolto a sud) della propria abitazione. L’utente preso a riferimento è l’utente domestico tipo, ovvero connesso in bassa tensione, con le classiche bollette in “regime di maggior tutela”, con il classico contratto di fornitura di 3 Kw (potenza contrattualmente impegnata) e con consumi medi annuali di 3.000 Kwh/anno.

Dividiamo il ragionamento in due “blocchi”: nel primo prendiamo in considerazione le sole quantità di energia in gioco, nel secondo guardiamo all’aspetto economico dei costi, dei risparmi e dei guadagni effettivi del meccanismo dello scambio sul posto.

 

Calcolo energetico su base annuale con ssp

Energia prodotta in totale dall’impianto fotovoltaico: 3.200 Kwh
Energia autoconsumata istantaneamente: 600 Kwh
Energia immessa in rete: 2.600 Kwh  (cioè: 3.200-600 Kwh)
Energia prelevata dalla rete: 2.400 Kwh
Energia immessa in eccedenza rispetto ai prelievi: 200 Kwh (cioè: 2.600-2.400)
——————————————————————————————
Consumi annuali dell’utente: 3.000 Kwh (cioè: 600+2.400 Kwh)

 

Calcolo economico su base annuale con ssp

– Ipotizziamo che l’energia prelevata dalla rete ha un costo per l’utente finale di circa 0,20 €/Kwh (compreso di tutto: imposte, accise, servizi, …)
– L’energia immessa in rete ha un valore di circa 0,10 €/Kwh (valore che riguarda la sola “quota energia”, senza tutte le altre voci che paghi in bolletta)
– Il rimborso del contributo in conto scambio ha un valore di circa 0,14 €/Kwh (ovvero il valore dell’energia più il “Controvalore unitario relativo ai servizi”)

 

Attraverso l’energia autoconsumata istantaneamente l’utente risparmierà:

600 X 0,20 = 120 €  (0,20 è il prezzo medio lordo, comprensivo di tutto, dell’energia pagata in bolletta)

Attraverso le bollette elettriche l’utente paga:
Energia prelevata: 2.400 X 0,20= 480 €

Attraverso lo Scambio sul Posto l’utente riceverà dal Gse:
– Contributo in conto scambio, a titolo di rimborso: 2.400 X 0,14= 336 €  (circa, non tassato)
– Valore delle eccedenze di energia in più immessa in rete: 200 X 0,10= 20 € (circa, tassato come reddito “altro”/occasionale)

Queste cifre, abbastanza indicative, rendono l’idea del risparmio, e del guadagno, che l’utente può ottenere installando l’impianto fotovoltaico di 3 Kw con una certa quota di autoconsumo (per una spesa di circa 8 mila euro che, con le detrazioni fiscali del 50%, diventa di 4 mila euro effettiva).

In definitiva ciò che è utile confrontare sono i seguenti dati:

Spese annuali pagate in bolletta dall’utente senza impianto fotovoltaico: 600 €/anno (per consumi di 3.000 Kwh/anno)
Spesa annuali pagate in bolletta dall’utente con impianto fotovoltaico in autoconsumo: 480 € (cioè: 600-120) anzichè 600€.
Rimborso annuale ricevuto per l’energia immessa in rete con lo scambio sul posto: 356 € (cioè: 336+20)

 

Guadagno annuale con i benefici dello scambio sul posto

Sommando il risparmio proveniente dall’autoconsumo, in questo esempio meno del 20% dell’energia prodotta, con i contributi Gse si ha un risparmio in bolletta di quasi 500 euro l’anno sulla bolletta energetica:

  • Risparmi conseguiti/anno: 120 (da autoconsumo) + 356 (da ssp) = 476 €
  • Spesa energetica/anno: 600 – 120 – 356 = 124 € (anzichè 600 €, con autoconsumo del 20%)

 

Si tenga presente che l’autoconsumo è sempre e comunque il fattore di maggior risparmio: più aumenta la quota di autoconsumo più aumentano i risparmi, fino a poter ipoteticamente azzerare la bolletta.

In questo esempio abbiamo ipotizzato una produzione, per un impianto di 3 Kw, di 3.200 Kwh/anno, in realtà molti impianti nel nord italia producono almeno 3.500 Kwh il primo anno, con un rendimento decrescente fisiologico dello 0,5 – 1% l’anno.

Considerando, infine, le detrazioni fiscali sul 50% delle spese, l’impianto, anzichè costare 8.000 euro, ne costa, a conti fatti, 4.000. I tempi di rientro saranno quindi dimezzati: in questo caso saranno intorno agli 8 anni che, con un’autoconsumo del 30-40% potranno scendere a meno di 7 anni.

Leggi qui ulteriori informazioni sulle detrazioni fiscali per il fotovoltaico domestico.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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255 Commenti

  1. Antonio, il 14 novembre 2013 ore 21:50

    ciao Alessandro,
    direi che è tutto esposto in modo chiaro e comprensibile, non capisco però il calcolo finale che hai fatto nel guadagno annuale.
    “Sommando il risparmio proveniente dall’autoconsumo, in questo esempio meno del 20% dell’energia prodotta, con i contributi Gse si ha un risparmio in bolletta di oltre 850 euro l’anno:
    876,8 + 120 – 480 + 336 + 20 = 873 €”
    non capisco da dove vengono gli 876,8 iniziali.
    secondo me se prima spendevo 600 € in bolletta, adesso ne spendo 480 – 336 -20= 124, per cui il risparmio annuale sarà di 600 (vecchia spesa) – 124 = 476€. Con una spesa di 4000 € (8000-detrazione) rientro della spesa in circa 4000/476= 8 anni.
    Saluti
    Antonio

    • Alessandro, il 15 novembre 2013 ore 12:25

      …corretto, fatto confusione coi numeri.
      Il risparmio annuale è di 120 (autoconns) + 356 (ssp) = 476 € rientro in 8 anni col 20% di autoconsumo e detraz. fisc.

      grazie, ciao

  2. nino pisasale, il 15 novembre 2013 ore 11:22

    Finalmente una guida chiara e completa di tutti i dati e i riferimenti. Peccato che ora che abbiamo le idee chiare non si vendono impianti e i nostri governanti sempre più sordi non si rendono conto di aver distrutto l’unico settore che in Italia ha prodotto PIL negli ultimi tre anni e ha rappresentato una speranza per molti giovani, laureati e non, forse l’ultima occasione per non espatriare come tanti altri.

    • Alessandro, il 15 novembre 2013 ore 12:31

      Mmmahh.. in realtà con le detrazioni fiscali 50% le condizioni sono le stesse di quelle che c’erano con gli ultimi incentivi. Tempi di ritorno tra 6 e 8 anni.

      • nino pisasale, il 19 novembre 2013 ore 12:50

        Sono d’accordo, però mi pare che le detrazioni fiscali abbiano due limiti:
        1) sono fruibili solo dai privati e non dalle imprese (50% di potenziali clienti esclusi)
        2) sono accessibili solo per i soggetti che hanno imposte da pagare, e quindi sono esclusi tutti i lavoratori con solo reddito da lavoro dipendente e/o con redditi tassati alla fonte.
        Confermi? o è solo una mia impressione che il beneficio delle detrazioni fiscali può raggiungere una piccola minoranza dei potenziali soggetti interessati a impiantare impianti fotovoltaici?

        • Alessandro, il 19 novembre 2013 ore 13:11

          1) esatto, i contributori Irpef
          2) tutti i lavoratori con solo reddito da lavoro dipendente sono comunque contributori Irpef, quindi beneficiano della detrazione irpef (ovviamente nei limiti del reddito imponibile che hanno, cioè: se per il 2013 devo pagare 600 euro di irpef, potrò detrarre al massimo 600 euro per il 2013). La detrazioni per le ristrutturazioni (fotovoltaico compreso) è spalmata su 10 anni con quote annuali di pari importo. Es: se pago l’impianto fv 8.000 euro, possono detrarre dall’Irpef 400 euro l’anno per 10 anni.

  3. luca rossato, il 17 novembre 2013 ore 19:57

    Salve,
    innanzitutto complimenti per il sito nel quale ho trovato molte informazioni interessanti.
    Avrei un quesito da porvi.
    Supponiamo che abbia l’intenzione di installare un impianto fotovoltaico su un tetto di una mia abitazione o di un capannone industriale/agricolo.
    Se uso io l’abitazione od il capannone (e quindi consumo io l’energia elettrica per le varie necessità) mi sembra di capire che non ho particolari problemi: ho un risparmio proveniente dalla quota che autoconsumo, un ricavo da quello che immetto in più ed un risparmio/ricavo dalla detrazione al 50% per le spese di installazione.
    Ma se io in futuro decidessi di affittare l’abitazione od il capannone cosa succede?
    1- Posso ancora usufruire delle detrazioni al 50%?
    2- Posso variare innanzitutto (volturare credo si dica) l’intestazione del contratto ENEL (ma qualcuno mi dice che con la presenza di impianti fotovoltaici non si può fare sennò si perdono tutte le agevolazioni), in modo tale che le spese provenienti dall’energia in eccesso consumata dall’affittuario se le paghi effettivamente lui.
    3- Nei contratti di affitto si usa comunemente indicare che le spese per le utenze (quindi anche energia elettrica) sono a carico dell’affittuario. La questione è che, se non vario l’intestazione della fornitura, affittando una casa/capannone con un impianto fotovoltaico rispetto a una casa/capannone senza impianto, la bolletta ENEL che mi arriverà (se ho ben capito) riporterà solo i costi per l’energia che l’affittuario prende in più di quella che consuma (se per assurdo non ne prendesse in più sarebbe sempre zero o pari al canone mensile fisso). Come posso addebitargli anche la quota di autoconsumo (altrimenti se non gli addebito la quota di autoconsumo l’affittuario va a beneficiare/risparmiare per una spesa/investimento che ho sostenuto io, soprattutto in rapporto ad uno stesso casa/capannone presa in affitto ma senza impianto fotovoltaico)? Come la conteggio? A che tariffa? Che dicitura legale userò nel contratto? Qualcuno mi diceva che non è possibile indicare nei contratti di affitto per esempio che “per la quota di energia auto consumata l’affittuario dovrà dare al proprietario x €/kw”, in quanto il privato non può vendere energia.
    Non so se sono stato contorto nei discorsi.
    La questione è che prima di effettuare una spesa piccola o grande che sia (3 kw o 20 kw ad esempio) vorrei capire tutte le problematiche che posso avere oggi e che potrò avere in futuro.
    Altrimenti rischio oggi di farmi un’idea di un piano di rientro economico dell’investimento (la parte autoconsumo è decisamente importante) che invece non si realizzerà mai per il mutare di certe situazioni.
    Le previsioni vanno purtroppo fatte su un arco di tempo piuttosto lungo (20-25 anni).
    Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione
    Un saluto
    Luca Rossato

    • Alessandro, il 18 novembre 2013 ore 12:22

      Ciao, la detrazione fiscale (sull’Irpef) è valida solo per gli impianti al servizio di abitazioni e persone fisiche (no capannoni industriali, dunque, o attività commerciali).
      Le detrazioni fiscali sono valide sia per gli affittuari, che per i proprietari delle abitazioni (anche se le danno in affitto).

      L’intestatario del contratto enel, che paga le bollette, deve essere lo stesso che firma la convenzione di scambio sul posto col gse: la stessa persona paga le bollette e poi riceve il rimborso gse. Questo perchè immissioni e prelievi in rete passano dallo stesso contatore che è a nome di una sola persona.

      Per la parte “commerciale” non so..
      – o fai una “cessione totale in rete” dell’energia prodotta (ritiro dedicato). Così l’affittuario paga le normali bollette, non usufruisce dell’autoconsumo e tu vendi tutta l’energia alla rete (in questo caso non puoi usufruire delle detrazioni).
      – oppure fai l’impianto in scambio sul posto o ritiro dedicato, fai usufruire all’inquilino dell’autoconsumo e trovi il modo di conteggiarlo mensilmente addebitandolo nel canone di affitto (l’autoconsumo si calcola sottraendo all’energia prodotta , tutta l’energia immessa).
      Es: in un mese:
      energia prodotta: 300 kwh,
      energia immessa in rete: 200 kwh
      –> autoconsumo: 100 kwh (cioè: 300-200).
      .
      100 kwh * 0,20€/kwh = 20 €
      .
      L’inquilino pagherà: canone affitto + bolletta elettrica + 20€

      • luisella, il 6 ottobre 2014 ore 12:01

        se acquisto una casa con impianto fotovoltaico,i bonus provenienti da questo passano a me o restano al vecchio proprietario?

        • Alessandro F., il 6 ottobre 2014 ore 14:46

          I contributi dello scambio sul posto seguono l’intestatario del contratto enel.
          Gli incentivi, qualora l’impianto sia incentivato, possono invece rimanere a beneficio del proprietario dell’impianto.
          Ma, acquistando casa, ti conviene comprare anche l’impianto e quindi anche il “diritto” a ricevere gli incentivi, cambiando l’intestazione e la proprietà dell’impianto fv.

  4. Michele, il 18 novembre 2013 ore 20:02

    Ciao Alessandro,

    Un dubbio..riguardo allo ssp quando si parla di “valore economico” (in euro) e non di “quantità di energia”.Delle eccedenze nel tuo esempio perchè vengono considerati eccedenza i 200 kW? Proprio perchè si parla di valore economico non andrebbe considerata eccedenza solo il valore economico dato dal totale dell immissione in rete che in questo caso è 2600*0.14= 364 quindi inferiore a 2400*02= 480
    Secondo me l’eccedenze esisterebbe solo nel caso il VALORE dell’immissione in rete SUPERI il Valore dell’energia prelevata.Cioè dovremmo immettere 3428.5 kW per pareggiare il valore dell’ energia prelevata(3428.5*0.14=480) e oltre tale quota potrammo parlare di eccedenza.Dimmi se il mio ragionamento è sbagliato e perchè ed eventualmente perchè..
    Grazie ciao

    Michele

    • Alessandro, il 19 novembre 2013 ore 12:31

      Ciao Michele, io i 2.600 immessi li moltiplicherei per 0,10€, non per 0,14€ (0,10 e 0,14 sono comunque numeri indicativi).
      Perchè il valore dei servizi (il Cus) è riconosciuto solo per l’energia scambiata.
      Invece, mi sa che c’è un altro errore (o magari è lo stesso che dicevi tu).
      .
      Riprovo a fare i calcoli usando semplicemente la formula dello scambio sul posto:

      Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf x Es

      Cs = min [ 2.400 x 0,10 ; 2.600 x 0,10 ] + 0,04 x 200 kwh
      Cs = min [240 ; 260] + 8
      Cs = 240 + 8 = 248
      .
      Dunque:
      risparmio da autoconsumo (20% di autocons.): 120 €
      Scambio sul posto: 248 €
      Per le eccedenze, invece, abbiamo: 200kwh x 0,10 (oppure: 260 € – 240 €) = 20€

      (Ritorno investimento con 20% di autoconsumo e senza considerare l’inflazione bolletta per i prox 20 anni: 4.000/388 = 10 anni)

      Così forse ci siamo..

      • AF, il 19 dicembre 2013 ore 13:25

        Ciao, mi sa che anche questo conto è sbagliato. Infatti Es (energia scambiata) non è 200 kWh, ma credo 2400 kWh, basta guardare le formule dello SSP. Quindi farebbe: 240 + 0.04*2400 = 336 euro, esattamente come scritto nell’articolo (e che torna con la stima del 70-80% della bolletta).

  5. Michele, il 19 novembre 2013 ore 19:20

    Perchè è sparita la mia domanda?Ho detto qualcosa di sbagliato…bho..

    • Michele, il 19 novembre 2013 ore 19:27

      no tutto a posto scusa

  6. moino gianni, il 20 novembre 2013 ore 17:15

    Posseggo un impianto fv da tre anni. Praticamente tutta l’energia prodotta la immetto in rete, in totale finora circa 52.000 Kw. Finora ho percepito per lo scambio sul posto circa € 2.500. Ora il GSE mi chiede una restituzione (mediante bonifico) di oltre € 800. Non mi pare regolare…

    • Alessandro, il 20 novembre 2013 ore 17:57

      ..neanche a me. Come giustifica questa richiesta?

    • Massimo Lazzarini, il 1 aprile 2014 ore 16:53

      Visto che immetti quasi tutto, se non hai optato per la remunerazione delle eccedenze di contributo per scambio sul posto ti spetta molto poco. Negli scorsi anni gli acconti erano copiosi e quindi ti hanno anticipato molto più di quello che ti spettava. Nella lettera che hai ricevuto dovrebbero averti scritto una cosa del tipo ” visto che ci vorrebbe molto tempo per compensare ti chiediamo i soldi indietro”. Verifica se ti conviene optare per la liquidazione delle eccedenze, che ti ricordo a differenza del contributo SSP sono da indicare in dichiarazione dei redditi mi pare alla voce redditi diversi.

  7. patrizio, il 22 novembre 2013 ore 09:33

    ho un impianto a tetto di 3 kw. segno mensilmente quanto immetto nella rete, ma il contributo GSE è sempre errato, a che bisogna inoltrare ( o indirizzo) contestazioni o chiarimenti? grazie

    • Alessandro, il 22 novembre 2013 ore 11:27

      Ciao Patrizio, tieni presente che il gse emette acconti semestrali (prima erano trimestrali) e poi fa un conguaglio annuale per il contributo in conto scambio. Gli acconti sono quindi indicativi ed i conteggi definitivi vengono poi fatti a fine anno.

      Comunque fai riferimento direttamente al gse.

  8. Trenti Romano, il 28 novembre 2013 ore 18:26

    Ciao Michele, sono Romano abito nella zona di Riva del Garda in Trentino. Ho letto il tuo interessante articolo, io sarei interessato per l’installazione di un impianto fotovoltaico. In famiglia siamo in due e siamo fuori casa dalle 7.30 alle 17.00, attualmente il nostro consumo è di 3450 KWh annui e usiamo gli elettrodomestici soprattutto nella fascia F3. Ero interessato a un impianto da 4 KWh per poter installare in futuro condizionatori-pompe di calore e asciugatrice.
    Ci conviene installarli e fare questa spesa? Ci saranno ancora gli incentivi nel 2014?
    Grazie.

  9. patrizio, il 28 novembre 2013 ore 19:17

    Grazie dell’informazione ma un recapito / indirizzo del gse a cui scrivere?? grazie

    • Alessandro, il 29 novembre 2013 ore 11:30

      sul sito gse hai il numero del callcenter

  10. Bruno, il 29 novembre 2013 ore 09:37

    Non ho capito se l’importo che mi viene riconosciuto per le eccedenze lo devo dichiarare o no nel 730.
    Grazie

    • Alessandro, il 29 novembre 2013 ore 11:34

      Se richiedi la liquidazione delle eccedenze, l’importo va dichiarato nel 730 sotto “altri redditi”, perchè di fatto è un altro reddito occasionale.

  11. Articolo correlato: Fotovoltaico, costi e benefici

  12. bernardino, il 18 dicembre 2013 ore 01:00

    buana sera Alessandro,

    Mi occorre un aiuto per la compilazione della domanda di richiesta connessione a Enel.

    Sto per realizzare un piccolo impianto fotovoltaico di 2,6 KWp sul tetto di casa mia, Mi trovo in difficolta nel rispondere alla domanda di connessione on-line nella sezione D2 e D3 potresti darmi qualche chiarimento ???.
    Vorrei aderire allo scambio sul posto.
    grazie

    • Alessandro, il 18 dicembre 2013 ore 11:42

      Condividi pure.. qual è il dubbio?

    • ligabue82, il 18 dicembre 2013 ore 12:15

      Ciao Bernardino: spero tu sia un tecnico (anche se alle prime armi, nel senso che effettui per la prima volta la domanda di connessione) perchè se sei un cliente/produttore, ti consiglio di affidare a qualcuno questa pratica, perchè la domanda di connessione è abbastanza semplice, mentre tutto il proseguio (fine lavori, regolamento esercizio, Terna, ecc) è alquanto complesso…
      In ogni caso, per la richiesta che fai, devi indicare D2 nessun incentivo e D3c (Scambio sul Posto).
      saluti.

  13. Domenico, il 30 dicembre 2013 ore 22:23

    Ciao Alessandro, complimenti per il bel articolo. Volevo sapere se il conteggio dell’energia scambiata è riferito solo a quel specifico contatore, o possono entrare in gioco anche altre utenze, sempre a me intestate ma non collegate all’impianto FV ma sempre con lo stesso gestore (ENEL).
    Grazie e buon anno
    Domenico

    • Alessandro, il 31 dicembre 2013 ore 17:41

      Ciao il conteggio dell’energia scambiata nello scambio sul posto è riferito solo a quello specifico contatore: un unico contatore, un unico punto di allaccio alla rete.

  14. alex, il 5 gennaio 2014 ore 19:10

    ciao Alessandro, il mio commercialista al quale avevo chiesto info sullo sgravio fiscale che permette di detrarre dall’imponibile Irpef in 10 anni il 50% delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto fv mi ha detto che non potevo beneficiare di questa detrazione in quanto questa possibilità è data a chi rinuncia agli incentivi del GSE

    da quello che leggo in questo post non è cosi…cosa sai dirmi?

    grazie

    • Alessandro, il 7 gennaio 2014 ore 11:01

      Ciao alex, il tuo commercialista ha ragione: o incentivi o detrazioni fiscali.
      Detto questo: incentivi e scambio sul posto sono due cose diverse.
      Il contributo dello scambio sul posto non è un incentivo, ma un tipo di remunerazione dell’energia immessa nella rete. L’incentivo, quando c’era, era qualcosa in più (tranne per il “quinto” conto energia che univa ssp e incentivi).
      Oggi la soluzione per una famiglia è:
      scambio sul posto + detrazioni fiscali

      • alex, il 7 gennaio 2014 ore 11:09

        grazie della conferma

  15. FILIPPO CATALANO, il 10 gennaio 2014 ore 17:47

    Ho una convenzione “scambio sul posto” da genn.2011; non riesco a capire se i 36 cent a kw prodotto sono ancora validi o se è cambiato qualcosa.
    Prima sulla bolletta trovavo la dicitura “scambio sul posto”,ora non c’è più.
    Grazie

    • Alessandro, il 11 gennaio 2014 ore 17:11

      ciao, i 36 cent/kwh è l’incentivo del conto energia che c’era nel 2011 e rimane valido per 20 anni. Lo scambio sul posto, invece, (se non sei con il quinto conto energia) è una cosa ulteriore rispetto all’incentivo.
      Questo dura invece per tutta la durata in vita dell’impianto, ma può cambiare nel tempo col cambiare delle normative.
      Probabilmente non trovi più la dicitura “scambio sul posto” in bolletta perchè non è più gestito dall’operatore elettrico (enel o altro), ma dal Gse (inizialmente era gestito dal enel).

  16. Alessandro, il 13 gennaio 2014 ore 22:33

    Ciao Alessandro, vedo che sei molto esperto, mi serve un chiarimento oggettivo, e non dei soliti venditori a tutti i costi.

    IL MIO OBBIETTIVO:
    Ho un capannone di mq 1.000 con tetto in eternit, ho già comprato il tetto nuovo. Smantellare la vecchia copertura, smaltirla e montare il nuovo tetto mi costa 15.000 euro più iva, vorrei istallare sul tetto un piccolo impianto che mi rendesse oltre la somma spesa per l’impianto fotovoltaico anche i 15.000 euro più iva. (non consumo corrente, devo solo venderla)
    Per avere 1)più possibilità di affittare il capannone 2)lo sgravio del 50% sull’Irpef 3)rientrare dei costi sostenuti per smaltire l’eternit.

    LA PROPOSTA CHE MI HANNO FATTO:
    Impianto di 6kwp = 8.280 kwh/anno (località Pescara)
    GSE 8.290x 0,22= 1.820 euro/anno (scambio sul posto)
    costo impianto (chiavi in mano) 14.900 euro

    Cosa ne pensi? Ho già dei dubbi sulla “rendita” che verrà tassata…

    • Alessandro, il 14 gennaio 2014 ore 15:43

      Ciao Alessandro, tre cose:
      – primo: lo sgravio 50% Irpef non vale per aziende e attività commerciali. Al limite per imprenditori individuali, ma non per immobili strumentali all’attività. Verifica col tuo commercialista
      – secondo: senza autoconsumo diretto, alle aziende in questo momento non conviene molto (per questo si attendono i SEU). L’energia ha un valore di circa 0,22 se viene autoconsumata. Ma, non essendoci autoconsumo, lo scambio sul posto remunera l’energia a circa 0,10 (ma anche meno) Lo 0,22 sarebbe quello che si paga in bolletta con tasse, servizi, oneri, ecc…
      – terzo: i proventi annuali, che sarebbero di circa 820 euro, verrebbero sommati al tuo reddito e tassati.
      .
      Alle condizioni attuali ritorni comunque dall’investimento, ma in molti anni.
      Poi dipende anche se porti l’impianto in ammortamento come bene strumentale all’attività, o altro..
      .
      Diverso è il discorso, invece, se dentro al capannone si svolge un’attività che consuma energia..

  17. gianluca, il 15 gennaio 2014 ore 22:13

    Buonasera. volevo chiederle una cosa. mi è stato detto che per una miglior scambio,se ho un impianto fotovoltaico da 6 kw anche il contratto con il gestore (enel) della mia utenza dovrà essere di 6 kw, in modo da scambiare totalmente quanto produco. è vera questa cosa ?

    • Alessandro, il 16 gennaio 2014 ore 12:33

      Ciao Gianluca, no non è corretto.
      Sono due cose diverse:
      la potenza del contatore enel della tua utenza deve essere coerente con i tuoi consumi domestici (per la casa in genere è ok 3 Kw, ma dipende dai tuoi consumi (NON dall’impianto fv).
      Puoi tranquillamente installare un impianto da 6 kw, e fare un contratto da 3 kw per i prelievi dalla rete.
      6 kw è la potenza massima di immissione nella rete.
      3 kw è la potenza massima di prelievo dalla rete (salta il contatore se hai accesi contemporaneamente: frigo, lavatrice, lavastoviglie, phon, forno elettrico, tv)

  18. Mansoor, il 16 gennaio 2014 ore 12:18

    Hello Alexander,

    My Italian is bad, so I write in English. I have trouble understanding the calculation of the new SSP rules. I know that,

    Cs = min(Oe, Cei) + Cusf*Es

    Oe = Energy prelevata * PUN
    1. Do I get PUN values from GME website?
    2. Is PUN the end customer price (Including energy,tax,levy costs?)

    Cei = Energy immessa * Zonal market price
    1. Zonal market price is just the cost of energy generation on the market?

    Cusf:
    1. Where can I find the value for this?

    Es:
    1. Is this (Energy immessa – Energy prelavata) or min (Energy imessa, Energy prelevata)

    I am sorry if my questions sound stupid :) Feel free to answer in italian! But please answer :)

    Best regards,
    Mansoor
    Bremen

    • Alessandro, il 16 gennaio 2014 ore 13:20

      Hi Mansoor,
      you can see PUN (National Unique Price) values on the GME website, PUN Index section. It’s an average and it is not end customer price, but at wholesale market price. This value also exclude tax, levy and service costs.
      .
      Zonal market price is “at the day before” market price. You can see this value on Gme web site too.
      .
      Cusf: there are Aeeg resolutions for this. I dont remember witch now.
      .
      Important: Es (Energia scambiata) is min(energy immessa;energy prelevata) (not difference!, I made a mistake)
      Hope I was helpful for you.

      • Marco, il 21 gennaio 2014 ore 15:54

        Marco il 21 gennaio 2014 ore 14:55

        Ciao Alessandro ti volevo chiedere se il contributo in conto scambio si basa sul prezzo che io pago l’energia (ho un contratto da 6 kw) oppure sul prezzo di mercato che con 3 kw è quasi la metà.
        Grazie.

        • Alessandro, il 21 gennaio 2014 ore 16:09

          Il contributo in conto scambio rimborsa:
          – l’energia immessaeriprelevata al suo prezzo di mercato + la quota servizi (rimborsa a circa il 70% del prezzo in bolletta);
          – l’energia immessaeNONriprelevata al suo prezzo di mercato, che è circa la metà del prezzo in bolletta.
          .
          Il prezzo che tu paghi in bolletta include infatti imposte, tasse, oneri, servizi, ecc..

      • Moghul Mansoor, il 21 gennaio 2014 ore 17:35

        Hi Alessandro,

        First of all thanks for the reply. Just after I had posted this question, I read your other articles. The new articles cleared most of my doubts. Just some clarifications.

        1. So basically the PUN is the “national average” of the wholesale market price (electricity) and the Zonal market price is the wholesale market price of the corresponding zone where the PV plant is installed?

        2. If I go by this assumption, then for tomorrow(22.1.2014), the PUN is 0.0578 €/kWh and the zonal selling price(of my plant) in Zona Nord is 0.05639 €/kWh? Arent the values too close?

        source: http://www.mercatoelettrico.org/It/WebServerDataStore/MGP_ReportGiornalieroEn/20140122MGPReportGiornalieroEn.pdf

        Thanks and looking forward to your reply!

        With best regards,
        Mansoor
        Bremen

        • Alessandro, il 22 gennaio 2014 ore 11:48

          Hi Mansoor,
          1) exactly..
          2) Yes, values ​​can also be equal,
          but sorry these types of technical arguments are beyond the scope of this blog..

          good day

        • Moghul Mansoor, il 29 gennaio 2014 ore 10:47

          Thanks for the clarification Alessandro!

  19. Marco, il 21 gennaio 2014 ore 17:01

    Quindi se ho ben capito il gse mi rimborsa circa il 70% della mia bolletta anche se ho un contratto da 6 kw?

    • Alessandro, il 21 gennaio 2014 ore 19:36

      si la potenza in prelievo non c’entra

  20. Vincenzo, il 21 gennaio 2014 ore 21:05

    Ciao Alessandro, complimenti per le spiegazioni date sono molto chiare precise, essendo che sono in fase di realizzazione di un impianto FV da 6,5 Kw e non avendo ancora l’allaccio alla rete ENEL avremmo pensato di effettuare un’unica richiesta di nuovo allaccio e connessione dell’impianto FV per evitare ulteriori ed inutili spese aggiuntive, ma non riusciamo a trovare nessuno che ci indichi cosa fare neanche chiamando ad ENEL servizio elettrico.
    Inoltre mi vogliono far fare un contratto di prelievo da 6Kw essendo che l’impianto immeterà 6,5Kw, quando in realtà la mia abitazione necessita di 3Kw, come posso fare per attestare questo?
    Grazie per l’interesse

    • Alessandro, il 22 gennaio 2014 ore 11:31

      Bisogna capire perchè ti propongono il contratto da 6 kw per un nuovo allaccio.. prova a sentire altri installatori

    • ligabue82, il 22 gennaio 2014 ore 12:02

      Affidati ad un installatore competente.
      Innanzitutto non effettuare un impianto da 6,5 kWp perchè per soli 500W (cioè superati i 6 kWp in immissione) Enel chiede la trifase, nonchè l’interfaccia esterna di protezione (con conseguente inutile aggravio dei costi). Puoi chiedere contestualemnte 6 kW in prelievo e immissione, tramite domanda di connessione.
      In che zona ti trovi?
      Se sei interessato puoi contattarmi in privato per il disbrigo di queste pratiche.

      saluti

  21. Patrizio Vito Saccomanno, il 23 gennaio 2014 ore 17:25

    Ciao Alessandro, da poco tempo mi sono inserito nel settore del fotovoltaico quale rappresentante di un giovane installatore della mia zona (Novara). Ti faccio i complimenti per la tua pubblicazione circa lo ssp. Entro subito nel merito chiedendoti: qual’è la percentuale di autoconsumo da calcolare nel piano economico, sia per i privati che per le aziende? ovvero se il consumo è composto dall’energia prodotta e autoconsumata + quella immessa in rete e successivamente ripresa in consumo senza eccedere la produzione, dovrei avere un autoconsumo del 100%? correggimi se sbaglio. grazie e complimenti ancora.

    • Alessandro, il 24 gennaio 2014 ore 11:59

      Ciao, la percentuale di autoconsumo dipende dal tipo di utenza, e dalla dimensione dell’impianto.
      Per autoconsumo, però, si intende l’uso diretto dell’energia al momento della produzione.
      L’energia che immetto e poi riprelevo è invece energia ‘scambiata’.
      L’energia che immetto e NON riprelevo è l’eccedenza.

      Il solo autoconsumo per i privati-domestici in genere è intorno al 30% della produzione. Con gli opportuni accorgimenti (cambio delle abitudini di consumo + ottimizzatori + sistemi di accumulo temporaneo) si può arrivare al 100% del fabbisogno.
      Ovviamente tutto dipende da: impianto, consumi, batterie, abitudini di consumo, stagione.

  22. Patri Vito Saccomanno, il 25 gennaio 2014 ore 21:03

    Grazie per il chiarimento.
    ciao

  23. Annalisa Venturi, il 28 gennaio 2014 ore 16:28

    Gent.mo’
    Come faccio a capire se mi conviene far liquidare le eccedenze oppure mettere a credito per l’anno prossimo?
    Un cordiale saluto e grazie!

    • Alessandro, il 28 gennaio 2014 ore 17:17

      Se è poca roba ti conviene mettere a credito per l’anno prox.
      Se chiedi la liquidazione poi ci paghi le tasse.

  24. ale, il 2 febbraio 2014 ore 12:20

    Ciao Alessandro e complimenti per il sito,io vivo in Sardegna e ho deciso di montare un impianto fv da 6kw a 12 mila euro,potrebbe sembrare una follia visto che il mio consumo annuo della mia famiglia cioe 2 adulti e una bambina e di max 3000kw,ma di solito e rimango sconvolto mi sembra che i conti o meglio le proposte di chi vende siano fatte un po cosi,diciamo seza molti calcoli.Mi spiego meglio di solito ci viene chiesta l ultima bolletta per visualizare il consumo annuo e da li si risale al tipo di impianto da installare,secondo me niente di piu sbagliato,certo per prima cosa bisogna vedere il consumo annuo e poi chiedere al cliente quanto ci si limita con la corrente per non pagare cifre enormi,poi bisogna capire come si produce l acqua calda nel mio caso scaldino a gas(600euro al anno di gas e un consumo enorme d acqua)e i il tipo di riscaldamento sempre nel mio caso (1100 euro all anno di pellet) solo dopo aver capito questi consumi si puo creare un fv a misura….Secondo i miei calcoli e spero di non sbagliare con un impianto da 6kw ed elimando per primo lo scaldino a gas e quindi passando ad uno scaldabagno eletrico con un consumo di circa 2500kw all anno vado a risparmiare 600 euro per secondo riducendo almeno a metta il consumo del pellet(usando i climatizzatori almeno di giorno nelle ore di max produzione)vado a risparmiare circa 500 euro l anno quindi sempre secondo i mie calcoli il mio risparmio annuo dovrebbe essere cosi calcolato -600 detrazioni -600gas -550 pellet per un totale di 1750 poi a tutto questo il risparmio del 70 per cento sule bollette,spero che si capisca cioe che intendo dire e che sia giusto come calcolo…..Volevo aggiungere che e un investimento come tale si deve vedere cioe secondo me conviene solo nel caso di investimento senza finanziamenti da parte di terzi,considerando che con 12mila euro in banca o poste che siano gli interessi annui sono di circa 40 euro….quindi mi sembra che la convenienza ci sia.

    • Alessandro F., il 3 febbraio 2014 ore 19:36

      ciao, sicuramente per quantificare il risparmio generabile, come tu dici, bisogna prendere in considerazione molti fattori: dalle bollette dell’ultimo anno, agli apparecchi che utilizzi per il riscaldamento o per l’acqua sanitaria. Ovviamente per sfruttare al massimo il fotovoltaico si potranno sostituire apparecchi tradizionalmente a gas con apparecchi elettrici.
      Non sottovaluterei, infine, (ma dipende dai costi), un sistema di accumulo domestico che ti consente di arrivare almeno al 70% di autoconsumo.
      Cioè: se riesco ad utilizzare tutta la “mia” energia prima di immetterla in rete, la convenienza sarà massima. Le batterie servono a questo.

  25. Alberto, il 3 febbraio 2014 ore 23:48

    Solo per ringraziarti dell’articolo.. finalmente ho capito il meccanismo. Nessuna omanda, solo grazie!
    Ciao
    Alberti

  26. Andrea Carretti, il 6 febbraio 2014 ore 19:32

    Ciao e complimenti, finalmente ho capito qualcosa… Vorrei realizzare un impianto da 5 kw visto che consumo circa 5.500 kw annui, puoi indicarmi aziende a cui chiedere preventivi od in alternativa quanto sarebbe “giusto” spendere per un impianto simile e se secondo te ho davvero bisogno di 5 kw per i miei consumi?
    Grazie
    Andrea

    • Alessandro F., il 7 febbraio 2014 ore 16:55

      ciao Andrea, sui costi calcola (chiavi in mano) circa 2.300 – 2.700 €/kw, ma ovviamente dipende dal costo dei moduli (sunpower, per es., sono tra i più costosi, ma di miglior qualità, altri moduli sono più a buon mercato.. confronta le garanzie di produzione sui 20 anni e fatti fare un chiaro piano di rientro dall’investimento calcolando un autoconsumo di circa il 30%.
      Ovviamente considera le detrazioni fiscali 50% che dimezzano i costi sul lungo periodo (10 anni).
      faccia sapere ciao

    • ligabue82, il 10 febbraio 2014 ore 14:41

      Ciao Andrea. In che zona ti trovi? c’è parecchia differnza sui prezzi per un’installazone al sudItalia, rispetto al nord.
      Saluti

  27. Massimo, il 7 febbraio 2014 ore 12:06

    Ciao Alessandro , complimenti per le spiegazioni sul FV e SSP, precise e chiare, dovrei farti una domanda anche io, lunedì prossimo dovrebbe venirmi l’enel ad avviarmi un impianto FV da 4 kwp, ho già il contatore bidirezionale ma a quanto pare dal 1/1/2014 non basta più, mi fanno montare un secondo contatore non so per cosa, ho chiesto anche al tecnico Enel ma neanche lui aveva le idee molto chiare, tu ne sai qualcosa? Vorranno misurare la quantità di kw in autoconsumo?
    Grazie
    Massimo

    • Alessandro F., il 7 febbraio 2014 ore 16:57

      ciao massimo, anch’io per ora non ti so dire niente.
      Anzi, se c’è qualche tecnico all’ascolto, rigiriamo a lui la domanda.

      • Massimo, il 7 febbraio 2014 ore 18:43

        Domani ho qui il mio tecnico installatore che gli prepara montato a fianco dell’inverter la basetta per agganciare il contatore, vediamo se ha qualche novità.

        Massimo

        • Alessandro F., il 7 febbraio 2014 ore 19:49

          perfetto facci sapere, grazie!

        • Massimo, il 8 febbraio 2014 ore 13:43

          Niente, il mio installatore non è riuscito ad avere altre info riguardo la funzione del secondo contatore, a questo punto aspetto il tecnico enel per l’avvio e chiedo a lui sperando che mi sappia dire qualcosa…

        • dajego, il 21 marzo 2015 ore 19:57

          Salve a tutti
          quello che vi posso dire é questo.Ho un amico che in Sardegna ha installato um impianto da 3Kw,con il solo contatore bidirezionale,a partire da febbraio 2014.Io ho installato in Lombardia un impianto da 3Kw con il contatore bidirezionale,chiamato” scambio”e il contatore normale posto vicino all’inverter,chiamato”produzione”.Quest’ultimo é stato sigillato.Ho chiesto il motivo del secondo contatore e mi é stato detto per essere”sicuri”della misura perché i contatori bidirezionali non sono tanto”affidabili”.Ho chiesto al mio in Sardegna di domandare perché lui solo uno e gli é stato detto che a partire da una certa matricola é previsto il secondo contatore.Boh
          la mia situazione é questa: ho installato un impianto

      • Massimo, il 7 febbraio 2014 ore 18:45

        Comunque risulta anche a te che va montato un secondo contatore?

        Massimo

        • ligabue82, il 10 febbraio 2014 ore 14:40

          Il secondo contatore è obbligatorio per tutti gli impianti allacciati dal 01/01/2014; stabilito da una delibera AEEG.
          Servirà per misurare la produzione e quindi l’autoconsumo di ognuno di noi, forse in vista di una tassa sull’autoconsumo…

          saluti

        • Alessandro F., il 10 febbraio 2014 ore 18:31

          Si confermo, la delibera AEEG in questione è la 578/2013 (uscita in dicembre 2013).

    • Massimo, il 18 febbraio 2014 ore 04:09

      Ieri abbiamo fatto partire l’impianto ed ho chiesto ancora al tecnico Enel il motivo del secondo contatore, la risposta è stata che il contatore bidirezionale che normalmente è già montato, è certificato solo per l’energia che utilizzo, quindi quella in ingresso e non quella in uscita, mentre il contatore che fanno montare in più da quest’anno è certificato in uscita, serve quindi per misurare l’energia che produco, con questo sistema hanno un controllo sull’energia auto consumata preciso, o quantomeno “certificato”, probabilmente hanno avuto dei problemi in passato sui calcoli energia immessa, auto consumata e prelevata.

      • Alessandro F., il 18 febbraio 2014 ore 12:56

        ah ok serve per calcolare l’autoconsumo. Cioè: energia prodotta meno energia immessa in rete uguale energia autoconsumata..

        • Massimo, il 22 febbraio 2014 ore 13:18

          sicuramente è come cici tu,
          che tu sappia c’è in giro un misuratore o analizzatore da poter montare sulla rete in qualche maniera e che vada a misurare proprio quelle letture privatamente senza dover dipendere dall’Enel? così poi alla fine sarebbe bello fare qualche confronto.

        • Alessandro F., il 24 febbraio 2014 ore 14:04

          io non ne conosco.. se qualcuno …

  28. moreno, il 9 febbraio 2014 ore 23:27

    STO VALUTANDO LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 100 KW IN AUTOCONSUMO NELLA MIA AZIENDA AGRICOLA. IL CONSUMO ANNUALE E’ DI 165.000 KW QUINDI CONSUMERO’ SICURAMENTE TUTTI I KW PRODOTTI. ATTUALMENTE IL COSTO MEDIO E’ DI 193 EURO MWh, MA IL COSTO PURO DI ENERGIA, IN FATTURA, E’ DEL 47% MENTRE X I SERVIZI DI RETE, LE IMPOSTE, L’IVA E’ IL RESTANTE 53%. IL 50% DEL MIO CONSUMO AVVIENE NELLE ORE NOTTURNE. CONSIDERANDO CHE UN KW DI FOTOVOLTAICO DOVREBBE PRODURRE NELLA MIA ZONA CIRCA 1000/1050 KW IN UN ANNO, COSA MI RENDERA’ ANNUALMENTE L’IMPIANTO?

    • Alessandro F., il 10 febbraio 2014 ore 18:05

      La domanda giusta è: “quanto mi farà risparmiare..”
      Mi lascia un po’ dubbioso il 50% di consumo notturno.
      Ovviamente devi farti fare un prospetto preciso di consumi e stime di risparmio.
      Fai valutare, eventualmente, anche la spesa per un sistema di accumulo temporaneo dell’energia prodotta.

  29. Massimo, il 10 febbraio 2014 ore 20:38

    …forse in vista di una tassa sull’autoconsumo… grazie Ligabue e Alessandro, una tassa sulla quantità di kw autoconsumi è la prima cosa che mi è venuta in mente anche a me, speriamo non sia così altrimenti sarebbe un bel incentivo per non montare il FV e visto che il settore non va proprio a gonfie vele sarebbe assurdo…

    • Alessandro F., il 11 febbraio 2014 ore 12:21

      nel caso , mi sa che l’unica soluzione sarebbe il totale distacco dalla rete con autonomi sistemi di accumulo (rinunciando ahimè alle immissioni in rete) o la vendita diretta ad altro utente.

      • Massimo, il 11 febbraio 2014 ore 12:55

        Il mio impianto inizialmente era progettato con accumulo a batterie da 6/8 kw da poter utilizzare nelle ore notturne, con potenza installata 6 kwp proprio per utilizzare al massimo l’energia autoprodotta ma dopo aver visto i prezzi degli accumulatori ho calcolato che per ora non conviene, almeno fino a quando non calano un po i prezzi o aumenta la resa/durata degli accumulatori.
        Ripensandoci un po sarebbe assurdo tassare l’energia utilizzata autoprodotta, fino a ieri tutti hanno spinto per quella direzione e ora me la vengono a tassare? Secondo me sarebbe la fine del FV…
        Massimo

        • Alessandro F., il 11 febbraio 2014 ore 15:33

          mmhh… non so.. qui si entra nell’ambito privatistico.
          Se io produco l’energia di casa mia con una dinamo a pedali ;-) sono affari miei. Cosa fanno? Si mettono a fare i controlli casa per casa?
          Diverso è, invece, se per questa energia autoprodotta ricevi incentivi o qualsiasi altra forma di agevolazione pubblica…

  30. william, il 12 febbraio 2014 ore 11:52

    buongiorno,
    ho installato ad Agosto dell’anno scorso, per sopperire in parte ai consumi elettrici di casa mia, un impianto fotovoltaico di 10,14Kwh (produzione stimata circa 11.000/11.500kwh)
    I suddetti consumi derivano dall’utilizzo di una pompa di calore per il riscaldamento ed il condizionamento, dal piano cottura ad induzione e dalle varie utenze domestiche (circa 18.000 kwh annui)
    L’energia autoconsumata si aggira sul 48% quella scambiata sul 52% dalla differenza tra produzione e consumi si evince che non ho alcuna eccedenza.
    ho letto attentamente il “Calcolo economico su base annuale con ssp” riportato e sono a chiedere chiarimenti sulla veridicità di quanto affermato.
    Chiedo questo perchè dal primo acconto ricevuto dal GSE mi viene riconosciuto attraverso il parametro “alfa” solo il 16% di coefficiente scambio a fronte del 52% reale ( 1/3).
    A questo punto sono curioso di vedere se con il conguaglio del GSE l’energia che ho immesso in rete mi verrà riconosciuta o perderò definitivamente il 36% della mia produzione (11.500 X 0,36= 4140kwh sono soldoni)
    Se così fosse il messaggio che verrebbe dato a chi crede nell’utilizzo delle energie rinnovabili e come me progetta la sua casa e quella degli altri con uno spirito ecologico è estremamente negativo e finirebbe ancora una volta con disincetivare l’utilizzo di queste risorse.

    • Alessandro F., il 12 febbraio 2014 ore 13:25

      aspetta i conguagli, ciao. I conti devono tornare

      • William, il 12 febbraio 2014 ore 21:16

        Grazie Alessandro, spero tu abbia ragione.

  31. Matteo Patrizio Stoppa, il 26 febbraio 2014 ore 12:09

    Salve, volevo sapere se l’abbinamento all’impianto fotovoltaico di una bolletta bioraria molto spinta con costi diurni elevati e notturni bassi potesse contribuire a migliorare il conto economico.
    Grazie Matteo.

    • Alessandro F., il 26 febbraio 2014 ore 12:54

      Si, può convenire nella misura in cui riesci ad autoconsumare di più di giorno.
      In ordine di priorità:
      – autoconsumo diurno (in presenza di sole)
      – prelievo serale (addebitato in bolletta)

  32. Ubaldo Pizzoli, il 3 marzo 2014 ore 12:38

    Una domanda: è possibile realizzare un impianto fotovoltaico da 4,5 Kw mantenendo un contratto enel da 3 Kw? Oppure è necessario modificare il contratto di fornitura e portarlo a 4,5 Kw?

    • Alessandro F., il 3 marzo 2014 ore 13:33

      no, è possibile mettere un impianto fv da 4,5 kw mantenendo il contratto enel da 3 kw.

  33. Alessandro, il 6 marzo 2014 ore 10:57

    Ciao Alessandro, ho un quesito da porti ed è il seguente: se realizzo un impianto per un azienda che copre solo una parte dei consumi elettrici per mancanza di superficie utile delle coperture, quindi l’energia prodotta dall’impianto FV sarà autoconsumata senza immissioni in rete, il contributo in Scambio sul posto è pari a zero?

    Grazie, ciao.

    Alessandro

    • Alessandro F., il 7 marzo 2014 ore 10:09

      Se viene tutta autoconsumata (che è il miglior modo per ammortizzare l’impianto), sì, il contributo dello scambio sul posto è pari a zero, perchè di fatto non c’è energia scambiata.

  34. enrico, il 6 marzo 2014 ore 17:29

    Ciao Alessandro, grazie per il pezzo chiaro ed esaustivo che mi conferma quanto avevo capito del ssp.
    Faccio appello a te, o a chi sa e può aiutarmi: nel caso, come il sottoscritto, si faccia richiesta di portare a credito le eccedenze, c’è una sezione del sito GSE dove posso leggere questo credito? Non la trovo…!

    • Alessandro F., il 7 marzo 2014 ore 10:11

      nell’area riservata verrà pubblicata entro (mi pare) giugno.

  35. Franco, il 14 marzo 2014 ore 16:38

    Gent.mo Alessandro, ho una problematica piuttosto complessa da sottoporLe.Ho comprato casa nel maggio 2010 classe A, nel novembre 2010 e’ stato instaurato il condominio con conseguente nomina dell’amministratore, che a tutt’oggi ci amministra. Siamo due palazzine, in totale 11 appartamenti,1 mio di residenza e proprieta’, mentre gli altri 10:1 residenza e tutti di proprieta’della societa’che mi ha venduto casa.Ad oggi non ho mai ricevuto alcun rimborso sul fotovoltaico presente,tengo a precisare che ogni assemblea annuale,a mia richiesta dei conteggi sul fotovoltaico (che tra l’altro aveva ancora in mano la societa’ venditrice e non l’amministratore,fino a meta’ febbraio 2014), mi veniva detto, che ci sarebbe stato il passaggio imminente dalla societa’ al condominio e comunque si trattava di cifre ridicole , quindi….. Ora dopo una lettera spedita dal mio legale all’amministratore di richiesta dei rimborsi in questione, sono stato convocato tramite assemblea straordinaria per giovedi’20 marzo. Visto l’evidente conflitto d’interessi, tenteranno (amministratore e societa’) di farmi vedere i loro loschi conteggi, facendomi credere per l’ennesima volta che e’ tutto in ordine e non c’e’ nulla di preoccupante. Per evitare di essere preso nuovamente per i fondelli, Le chiedo cortesemete Alessandro, quali consigli puo’ darmi in occasione di questa assemblea straordinaria? Quali documenti e quali voci devo vagliare? In poche parole, Caro Alessandro mi aiuti a vederci chiaro. RingraziandoLa Cordialmente Saluto Franco

    • Alessandro F., il 17 marzo 2014 ore 12:48

      Non ho capito cosa vuoi sapere, ma: in sede di questo forum l’unica cosa che ti posso dire è verificare chi è il proprietario impianto, come è stato “registrato al gse” e il tipo di convenzione stipulata.
      Le detrazioni fiscali, solo se l’impianto è pagato dal condominio, sono suddivise tra i condomini.
      Lo scambio sul posto è relativo a quanta energia viene immessa in rete.

  36. Enzo, il 21 marzo 2014 ore 17:13

    Salve,
    complimenti per l’ottimo sito e le vostre spiegazioni.
    Vorrei chiedervi se per un impianto da 5,75 Kw su edificio è consigliabile lo scambio sul posto o il ritiro dedicato (cessione parziale).
    Aggiungo che l’abitazione è ad uso stagionale e dunque spesso tutta l’energia prodotta è ceduta in rete.
    Valutare i ritorni del ritiro dedicato è abbastanza facile, perché basta moltiplicare l’energia ventuta per i prezzi minimi garantiti (che adesso sono bassissimi, circa 3,8 cent.) ma valutare il ritorno con lo scambio sul posto è molto complicato.
    Cosa mi consigliate?
    cordiali saluti
    enzo

    • Alessandro F., il 24 marzo 2014 ore 11:41

      Valutare i ritorni del ritiro dedicato è abbastanza facile, perché basta moltiplicare l’energia ventuta per i prezzi minimi garantiti (che adesso sono bassissimi, circa 3,8 cent.)

      E’ più realistico moltiplicarla per il prezzo medio di mercato della tua zona, perchè, come giustamente dici, i prezzi MINIMI garantiti sono ormai solo una forma di tutela per quando il prezzo di mkt scende molto in basso. I PMG sono più bassi dei prezzi medi di mercato.
      Proprio per questo motivo, io metterei comunque lo scambio sul posto, il valore di retribuzione dell’energia nella maggior parte dei casi è lo stesso.

  37. Raffaele, il 22 marzo 2014 ore 19:17

    Ciao Alessandro,

    in primis complimenti per questi articoli, davvero molto utili.
    Volevo portarti all’attenzione la mia fattispecie;
    alla luce della revisione dei prezzi minimi garantiti, che sono passati da 0.09-0.10 a 0.05 stavo valutando l’idea di passare allo scambio sul posto.
    Attualmente ho il RID, il mio è un impianto da 150kw, il mio autoconsumo si attesta mediamente al 35% della produzione (circa 200.000kw)
    ti chiedo un parere…mi conviene lasciare il RID per lo scambio sul posto?
    Ti ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Saluti.

    • Alessandro F., il 24 marzo 2014 ore 11:52

      bisognerebbe fare due calcoli, la differenza non credo sia rilevante, ma riusciresti a sfruttare lo scambio se hai molti consumi nelle ore serali

    • ligabue82, il 7 aprile 2014 ore 18:41

      A mio parere, a causa dell’abbattimento sensibele del PMG nel RID, anche nel tuo caso converrebbe passare a SSP…

      saluti

  38. Denis, il 23 marzo 2014 ore 20:36

    Ciao Alessandro

    Riesci per cortesia a dirmi i costi di manutenzione di un’impianto fotovoltaico ?
    Esistono delle assicurazioni per i Pannelli ?
    Infine, qual’è la durata media di un Pannello ?

    Sto valutando un’impianto di 4.5 Kwp e grazie anche a quanto ai scritto, dovrei risparmiare in 25 anni circa 10.000 €.

    Se però dovrò aggiungerci costi di manutenzione e/o Assicurazione, il tutto non conviene proprio.

    Grazie infinite

    • Alessandro F., il 24 marzo 2014 ore 12:31

      i costi di manutenzione sono in genere minimi (qualche decina di euro l’anno). Ma non ti so dire..
      Un pannello dura 25-30 anni con calo di rendimento fisiologico di circa 0,8%/anno.
      Un impianto da 4,5 kw produce almeno 5.400 kwh/anno in 20 anni sono circa 100.000 kwh.
      100.000 kwh in bolletta costano (ai prezzi di oggi) circa 20.000 euro se autoconsumi il 50% risparmi, senza alcun rimborso dello scambio sul posto, 10.000 euro.
      Con le detrazioni fiscali, poi, i costi effettivi dell’impianto scendono del 50%.
      .
      Il tutto conviene ovviamente in base al prezzo di installazione e in relazione alla quantità di autoconsumo…
      Con le detrazioni fiscali, invece, il tutto conviene a prescindere, ma fino al 31 dicembre.

    • antonio, il 23 aprile 2014 ore 16:52

      bravo Denis,
      hai fatto centro! Sono proprio le spese ulteriori, che non vengono mai menzionate in questo genere di 3D, a sballare i conti. Specialmente quelli riguardo i tempi di rientro. Dopo aver ottenuto dei preventivi per l’istallazione di un impianto da 3Kwp, ho esaminato altre problematiche, tipo assicurazione, indispensabile se si abita in Veneto (grandine frequente) poi, manutenzione ordinaria e straordinaria. L’assicurazione, comprensiva di manutenzione ordinaria costa 200e annui, per la straordinaria la criticità sta nell’inverter. Solitamente è garantito 5 anni, periodo che puo essere esteso ma con sovraprezzo. Tre miei conoscenti proprietari di impianto fv hanno dovuto cambiarlo, uno in garanzia, gli altri a proprie spese circa 1500e+ iva tutto compreso. Si son fidati dell’istallatore che aveva affermato che l’inverter è eterno!
      Considerando tutto questo ho ricalcolato i tempi di rientro dell’investimento, da 7-8 anni a 15. Ovviamente detrazione fiscale compresa.
      saluti

      • Alessandro F., il 23 aprile 2014 ore 17:06

        15 anni con detrazioni fiscali mi sembra eccessivo. Ma quanto lo hai pagato l’impianto?
        Oggi ci sono sul mercato costi che in detrazione non superano i 1500 al kw, 3000 senza detrazioni fiscali..

        • antonio, il 25 aprile 2014 ore 17:36

          ciao,
          proprio ieri ho trovato impianti da 3/kwp, chiavi in mano, per 6000e. Non ho idea di che qualità possano essere.
          Personalmente l’impianto non l’ho comprato, per problemi tecnici riguardo a ombreggiamenti presenti, oltre alla scarsa convenienza. L’impianto che avrei montato costava 7600e, meno detrazione tot. 3800e.
          Se dall’impianto ottengo, sommando autoconsumo e scambio sul posto, risparmi per 500e poco più, devo da questi sottrarre 200e per assicurazione e manutenzione e mi restano poco più di 300e. Per rientrare di 3800e occorrono 12 anni!
          Questo è anche il periodo medio di durata degli inverter, la cui riparazione non è conveniente, almeno per quelli di piccola taglia. E non è nemmeno conveniente il prolungamento della garanzia visti i costi e il rischio, con un periodo così lungo, che il produttore chiuda, fallisca o ceda ad altri l’azienda. Inoltre i nuovi inverter diventano via via più efficenti e a costare, come tutte le apparecchiature elettroniche, sempre meno.
          Quindi, prevedendo il cambio dell’inverter, ho stimato il rientro a 15 anni.

        • Alessandro F., il 27 aprile 2014 ore 16:46

          Quanto autoconsumo hai stimato? 500 euro mi sembrano un po pochini.
          Hai previsto 200 euro /anno tra menutenzione e assicurazione?

        • antonio, il 25 aprile 2014 ore 18:37

          la mia risposta è stata cancellata? ma la verità fa proprio così paura?

        • Alessandro F., il 27 aprile 2014 ore 16:47

          no era in coda di moderazione

  39. tina, il 5 aprile 2014 ore 17:50

    Complimenti per la spiegazione di tutto.

  40. Genny55, il 14 aprile 2014 ore 13:01

    ciao Ale, vorrei effettuare un impianto fv da 6 kw sul mio tetto(villetta a schiera).Il mio consumo annuo è di 3200-3600 kw.Visto che ho il riscaldamento la cucina e l’acqua calda alimentate a gpl è conveniente se abolisco tutto questo tipo di alimentazione per passare a tutto elettrico?Inoltre con tutte queste voci elettriche, dovrei convertire il mio contratto da 3 kw a 4,5kw? cosa ne pensi? inoltre ci guadagnerei anche? dammi un consiglio.-

    • Alessandro F., il 14 aprile 2014 ore 15:38

      Ciao Genny, togliere il GPL è una buona soluzione dal p.to di vista ambientale ed economico.
      Hai un serbatoio che viene riempito periodicamente?
      Gli interventi che proponi sono sicuramente risparmiosi sul lungo periodo (cioè: richiederanno alcuni anni per essere ammortizzati), ma il tutto richiede un sostanzioso investimento iniziale.
      Io mi farei fare più di un dettagliato piano economico per vedere in quanto tempo riusciresti ad ammortizzare il tutto, ma ad occhio direi che ha la sua convenienza cercando di utilizzare il più possibile l’autoconsumo fotovoltaico: se metti cucina, riscaldamento e caldaia elettrici, non dovrebbe essere difficile autoconsumare buona parte dell’energia prodotta.
      Dovresti farti fare una stima dei consumi elettrici di tutte le utenze.
      Poi calcola che questi consumi in bolletta li pagheresti da 0,20 a 0,30 €/kwh.
      Col fotovoltaico il pagheresti (SE AUTOCONSUMATI) circa 0,05 €/kwh (senza detrazioni fiscali: 0,10 €/kwh).
      Considera che nel sud italia il fv produce fino a 1.500 kwh/kw/anno, nel nord italia almeno 1.100 kwh/kw/anno.

      Facci sapere, ciao!

  41. stefano, il 16 aprile 2014 ore 09:41

    buongiorno,
    per un errore in fase di installazione, maggio 2012, della ditta (mancanza della messa a terra polo positivo dei moduli e cornici) il mio impianto ftv integrato innovativo SunPower SRP 238E da 3.3 Kwh ha reso, in questi due anni, circa il 20% in meno del dovuto! oltre al diritto di risarcimento per mancanza di energia prodotta quale altro indennizzo posso richiedere alla ditta installatrice… per lavori effettuati non a regola d’arte e per tutta una serie di disagi che hanno comportato al sottoscritto perdita di tempo notevole (lavorativo e non).
    grazie, cordialmente. stefano

    • Alessandro F., il 16 aprile 2014 ore 16:54

      avevi una garanzia sulla produzione?

    • ligabue82, il 17 aprile 2014 ore 12:44

      Pretendi rimborso incentivo mancato, mancato contributo SSP, danni morali…
      Se invece, come consiglio, vuoi rimanere in buoni rapporti, fatti estendere la granzia dell’inverter gratuitamente, abbinando qualche anno di manutenzione (anch’esso gratuito).

      saluti

  42. Domenico Pistone, il 16 aprile 2014 ore 18:44

    Ciao alessandro, avrei un’ altra domanda … :-)
    Ho installato un impianto da 5,88KW e non sono contento del funzionamento … ti spiego …
    Non appena raggiunge i 4-4,5 Kw di produzione l’inverter va in blocco perchè la tensione sulla rete Enel è troppo alta (253Volt) … l’inverter si spegne e dopo 5 minuti ritorna a caricare per rifermarsi al valore soglia …
    L’installatore ha controllato ed ha detto che il problema sono i cavi dell’enel che fanno da collo di bottiglia e non sono in grado di gestire il carico proveniente dal mio impianto FV (ambiente rurale, la linea è su palo e provengono da una cabina distante alcuni Km). Ha temporaneamente aggirato il problema, configurando l’inverter in maniera tale da “buttargiù” alcuni pannelli al raggiungimento della soglia, facendo così produrre una quantità minore di KW di quella che l’impianto sarebbe capace, ma pur sempre maggiore di quella che sarebbe altrimenti possibile con tale im-pianto. Oltrettuto c’è anche il problema opposto, che quando vado ad accendere un forno elettrico che consuma oltre 3 Kw, la tensione si abbassa a tal punto che l’inverter va in allarme per “tensione troppo bassa” … uff … sono arrabbiatissimo … secondo te come si può risolvere il problema? Grazie mille, sei veramente indispensabile per noi “novellini”!

    • ligabue82, il 17 aprile 2014 ore 12:49

      Al 90% il problema è del Distributore (Enel).
      Hai 3 soluzioni.
      1) Alzare momentaneamente la tensione di blocco degli inverter da 253V a max 260V, in attesa che Enel intervenga sulla linea (che comunque devi far adeguare)
      2)chiedi ad Enel una verifica tensione in maniera tale che venga registrato il problema e che Enel prenda provvedimenti. Enel deve
      a) abbassare la tensione in cabina (ma non reputo sia una soluzione definitiva in quanto dici di soffrire anche di tensione bassa)
      b) adeguare la linea potenziando la sezione dei cavi (dovrebbero portarti il 70mmq in alluminio.

      Ci vorrà tempo e pazienza sperando che tu abbia un installatore disponibile ad aiutarti e sperando che i tecnici Enel siano in gamba e disponibili…

      saluti e in bocca al lupo…

      • Domenico Pistone, il 29 aprile 2014 ore 16:28

        …grazie mille della risposta … in effetti il picco mi è stato già configurato a 260V … purtroppo però nn basta … L’installatore ha pure detto che l’ENEL non farà niente in quanto gli verrebe a costare troppo adeguare la linea …
        Io mi chiedo due cose:
        1) ho pagato l’ENEL di oltre 130 € per un sopralluogo e per la verifica tecnica prima dell’allaccio … soldi buttati via? La verifica avrebbe dovuto accertare il problema?
        2) se l’ENEL per contratto deve garantire la fornitura di 230V *- 10%, evidentemente, come uso 3 KW (ho un contratto da 6 kW), la tensione scende addirittura sotto ai 200V … posso citarla per inadempienza contrattuale?

        Grazie mille per la cortese risposta!

        • ligabue82, il 5 maggio 2014 ore 17:10

          A questo punto non ti resta che la seconda opzione.
          In particolare puoi:
          a) richiedere verifica tensione tramite numero verde o tramite negozio Qui Enel. In tal caso Enel verrà entro qualche giorno a installarti un macchinario che misura la tensione e lo terrà per circa 7/10 giorni installato nei pressi del tuo contatore
          b) puoi effettuare una segnalazione guasti al numero verde Enel Distribuzione (lo trovi in bolletta): entro qualche ora Enel interviene e misura la tensione sul tuo contatore.

          Se la tensione è fuori dal range, intervengono abbassando la tensione sul trasformatore oppure, nei casi più complessi, potenziando la linea (entro 3/4 mesi). Ricorda che se per tua sfortuna intervengono e la tensione è nei limiti, ti addebitano la chiamata/segnalazione (se non erro circa 150€).
          Naturalemnte i controlli devono essere effettuati con FTV in funzione.

          saluti

  43. alessio, il 27 aprile 2014 ore 09:55

    Salve Alessandro,ho un impianto domestico da tre Kwh dal 2009…vorrei saper se gli incentivi erogati sono cambiati!! sento voci in proposito che allarmano..i miei sono di 43cent/kwh..grazie alessio

    • Alessandro F., il 27 aprile 2014 ore 17:30

      ciao Alessio.
      No gli incentivi non sono cambiati, al massimo puoi scegliere di farteli spalmare su un periodo più lungo (25 anni anzichè sui 20).

  44. Vanni Rossi, il 29 aprile 2014 ore 12:19

    Buongiorno Alessandro! Mio fratello intende installare un impianto fv sul tetto della casa che sta ristrutturando. Fatti un po’ di conti, ho calcolato un consumo annuo di almeno 6000 kwh, considerato che, anche se la casa è stata isolata molto bene, qui gli inverni sono abbastanza rigidi e d’estate arriviamo facilmente a 36-38 gradi. Ovviamente pensa di eliminare completamente il gpl (il metano non c’è) e forse riusciamo anche a non installare la caldaia a pellet, che nel calcolo complessivo dovrebbe aiutare la pompa di calore tra la metà di dicebre sino alla fine di febbraio. Un venditore ci ha parlato del contatore dedicato per la pompa di calore come rimedio più efficace, ma secondo me l’ha sparata grossa! Tolta la seccatura di dover pagare le bollette in maniera regolare, presto o tardi il bonifico dal Gse arriva e se compensano il 70-80% del valore speso per pagare le bollette, ho calcolato che tutto il conto energetico della casa di mio fratello dovrebbe attestarsi intorno ai 300 euro l’anno, (considerato un 30% della corrente prodotta, consumata all’istante). Cosa ne pensa lei, è verosimile il conteggio che ho fatto, riferito ad un consumo di 6000 kwh? Grazie

    • Alessandro F., il 29 aprile 2014 ore 15:05

      La pompa di calore è il metodo più efficace per utilizzare l’energia in surplus (massimizza l’autoconsumo ed evita l’utilizzo di batterie, più costose) e potrebbero essere previste a breve agevolazioni sulle tariffe elettriche per chi le utilizza.
      La pompa di calore, inoltre, è utilizzabile, a differenza di una caldaia o stufa, sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo..
      Fa bene ad eliminare il GPL che è ormai decisamente anti-economico.
      Sui numeri devi farti fare un piano dettagliato di costi e benefici considerando, ovviamente, il risparmio di gas (o GPL).

  45. auleia, il 22 maggio 2014 ore 23:51

    sono in procinto di richiedere un preventivo per pannelli fotooltaici. da premettere che non sono un tecnico, e le poche informazioni le ho tratte dal web. il mio consumo annuale è di circa 400o kw, mi sono stati proposti alcuni impianti per circa 2,94 3 kw, non so se posso indicare le marche dei pannelli, mi hanno consigliato l’autoconsumo, ed ho cercato di capire, che dovrei modificare lo “stile” di consumo attuale, adesso in fascia f1 consumo il 28% mentre nelle fasce f2/f2 il restante. cosa vuol dire allora autoconsumo e scambio sul posto, cioè, sono la stessa cosa? e se adesso dimensiono per 3 kw, e poi volessi ad esempio comprare, un asciugatrice, climatizzatori, e quindi consumare più degli atuali 4000 kw, cosa succede? grazie, e chiedo scusa per la lungaggine.

    • Alessandro F., il 23 maggio 2014 ore 11:22

      Ciao auleia, scambio sul posto e autoconsumo non sono la stessa cosa.
      Il principio per avere convenienza da un impianto fotovoltaico è quello di sfruttare le detrazioni fiscali 50% e di sfruttare al massimo l’autoconsumo.

      Tutta l’energia che produce l’impianto ha due possibili vie: o autoconsumo, o immissione in rete.
      Autoconsumando nel momento stesso della produzione si hanno i migliori benefici economici perchè si riducono le bollette. Ma per autoconsumare il più possibile devi accendere gli apparecchi di casa quando il sole produce energia (cioè di giorno).
      In questo modo eviti di pagare l’energia in bolletta (che è almeno di 0,25 €/kwh).
      La parte di energia che non riesci ad autoconsumare istantaneamente viene immessa in rete ma la rete te la paga poco (anche se in scambio sul posto).

      Quindi: ridurre al minimo le immissioni in rete (che ti vengono pagate con lo scambio sul posto) e aumentare al massimo l’autoconsumo istantaneo. In questo modo riduci i tempi di ammortamento dell’impianto.

      Occhi anche ai costi: non spendere più di 8mila per 3 kw, paga con bonifico e fai le procedure per le detrazioni fiscali 50%.
      facci sapere ciao

      • auleia, il 23 maggio 2014 ore 11:53

        “scambio sul posto e autoconsumo non sono la stessa cosa.” allora lo scambio sul posto a cosa si riferisce?
        ho due preventivi, uno con pannelli sunpower a circa 8400 euro, un altro con pannelli el.ital a 6500 euro, a chi devo “credere”
        grazie per la risposta.

        • Alessandro F., il 23 maggio 2014 ore 12:47

          con lo scambio sul posto immetti in rete energia e poi ricevi un contributo. Ma il contributo Non ti paga 0,25 € per kwh immesso.

          Con l’autoconsumo, invece, consumi direttamente l’energia prodotta, senza passare per la rete enel.

    • ligabue82, il 23 maggio 2014 ore 12:11

      8000€ (come di ce Alessandro) è fin troppo; dovresti poter spendere parecchio meno. In che zona ti trovi?

      saluti

      • auleia, il 23 maggio 2014 ore 12:55

        sono in provincia di crotone, l’ho detto prima, ho due preventivi, ma la differenza è troppo, perchè?

        “con lo scambio sul posto immetti in rete energia e poi ricevi un contributo. Ma il contributo Non ti paga 0,25 € per kwh immesso.

        Con l’autoconsumo, invece, consumi direttamente l’energia prodotta, senza passare per la rete enel.”
        quindi autoconsumo, e nello stesso tempo se non “si usufruisce di tutto quello prodotto” il rimanente viene immesso in rete (scambio) e pagato, giusto?

  46. mauro, il 30 maggio 2014 ore 11:38

    ciao,
    complimenti per l’articolo, ma ho un dubbio. Io ho un impianto dal 2009 e ricevo un contributo di 0,431 euro/kwh , mi conviene lo stesso autoconsumare? Penso che ogni kwh mi venga pagato più rispetto a quanto io lo pago all’Enel.
    che ne dici?

    Grazie

    • Alessandro F., il 3 giugno 2014 ore 12:38

      Si autoconsumare rimane sempre la soluzione più conveniente.
      Quello che ricevi, infatti, non è il contributo dello scambio sul posto, ma l’incentivo.
      L’incentivo lo ricevi comunque: sia che autoconsumi, sia che immetti in rete.

  47. Lucio, il 4 giugno 2014 ore 00:39

    04/Giugno/2014 salve ho istallato un impianto fotovoltaico di 5,5 kw però ho una potenza di rete enel di 4,5 kw,alimento due appartamenti ecco perchè la potenza enel nella rete è di 4,5 kw.A questo punto vorrei sapere cosa mi conviene mantenere 4,5 kw,o istallare un nuovo contatore da 3,00kw e ridurre così anche l’altro contatore a 3,00kw.Così come stanno le cose io vengo a pagare ancora in bolletta cica 200 euro.Datemi un consiglio grazie

    • Alessandro F., il 4 giugno 2014 ore 10:31

      Il limite della potenza in prelievo dipende dai consumi di casa (o delle case), o meglio: dai watt assorbiti contemporaneamente accendendo diversi elettrodomestici. Se saltano spesso i contatori allora si possono aumentare i kw, altrimenti lascerei tutto così. Per due appartamenti 4,5 kw possono bastare.
      Il limite di kw in prelievo, però, è indipendente dalla potenza del fotovoltaico: si può avere un impianto da 10 kw ed un contatore da 3 kw.

  48. Saverio, il 11 giugno 2014 ore 16:10

    Buonasera,
    ho un impianto allacciato alla rete elettrica da dicembre 2010, dal 2011 quindi mi avvalgo dello scambio sul posto, premetto che penso di avere (a grandi linee) capito la formula per il calcolo del CS, quello che non capisco però è l’oscillazione del fattore per il calcolo del OE (se non erro dal 2013 si chiama PUN), nel 2011 ho avuto una media di 9,5 euro/cent x kwh, nel 2012 è salito a 15 euro/cent x kwh (praticamente mi hanno rimborsato in toto le bollette ENEL!!!) e nel 2013 è crollato a 6 euro/cent x kwh!!! Sono normali queste oscillazioni? Sapresti consigliare un periodo/fascia oraria in cui concentrare il prelievo per ottimizzare il rendimento in SSP?

    • Alessandro F., il 11 giugno 2014 ore 17:01

      ciao Saverio, l’oscillazione dei prezzi dell’energia è cosa normale.
      I prezzi dipendono dalle dinamiche del mercato e variano nel tempo e nello spazio (fasce orarie, stagioni, giorni, zone d’italia, ecc…).
      I prelievi di rete in genere costano meno in fascia oraria f2-f3 (cioè: sera, notte e weekend).
      Per ottimizzare il tutto conviene aumentare per quanto possibile l’autoconsumo istantaneo.

      • auleia, il 11 giugno 2014 ore 17:05

        ad esempio, esiste un modo per gli asciugacapelli, visto che la sera servono e dobbiamo comunque attaccarli alle prese?

      • Saverio, il 12 giugno 2014 ore 01:23

        Grazie mille per la celere risposta, comunque una “oscillazione” da 15 a 6 €/cent da un anno all’altro mi lascia veramente perplesso……

  49. Giovanni, il 19 giugno 2014 ore 17:46

    perché quando si parla di anni di rientro dell’investimento nessuno accenna ai costi di gestione dell’impianto?
    1)costi di manutenzione ordinaria (pulizia moduli, serraggio cavi etc)
    2) costi di manutenzione straordinaria (guasti non coperti da assicurazione e/o garanzie)
    3) assicurazione Rc e furto
    4) cambio inverter dopo 9-10 anni
    5) la perdita del valore reale della detraibilità fiscale legata all’inflazione che nel frattempo si registra
    etc.
    se si considerano i costi di gestione il tempo di rientro per un 3 kW che costa 8.000 Euro passa da 8 a 14 anni; se poi si dovesse procedere ad un acquisto rateale, gli interessi sposterebbero il recupero dopo i 18 anni!
    Lo dico perché il legislatore dovrebbe valutare questi aspetti quando ritiene che siamo prossimi alla grid parity e addirittura ha previsto di ridurre la detraibilità dal 50% al 36% dal 2015.

    • Alessandro F., il 20 giugno 2014 ore 15:16

      Nei piani di rientro devono essere previsti i punti che tu elenchi.
      In particolare la manutenzione ordinaria, assicurazione, e sostituzione inverter.

      La perdita del valore reale della detraibilità fiscale legata all’inflazione si compensa, invece, con l’inflazione del costo dell’energia negli anni. Cioè: aumentando il costo lordo dell’energia in bolletta negli anni, in proporzione aumenta la quota di risparmio sull’energia autoconsumata.

  50. Ferdinando, il 4 luglio 2014 ore 12:59

    Buongiorno Alessandro,
    Ho visto il tuo articolo ben illustrato e la tua disponibilità a rispondere ai vari dubbi che affliggono il popolo del fotovoltaico.
    Io ho un problema, non so se risolvibile, nell’aprile 2012 (IV Conto Energia) installavo ed andava in produzione il mio impianto fotovoltaico da 3 Kwp dopo circa 3 mesi ricevevo regolarmente il contributo GSE per la produzione che tutt’oggi ricevo quasi ogni tre mesi.
    Il mio dubbio rimane lo scambio sul posto per la produzione effettuata in eccedenza (ovvero quella che immetto in rete) poichè per tale eccedenza non ho mai ricevuto alcun accredito.
    Può essere che il mio installatore non abbia mai attivata lo Scambio sul posto?
    E se è questo il problema è risolvibile? Avrò gli arretrati?
    Grazie. Buona giornata

    • Alessandro F., il 4 luglio 2014 ore 15:02

      Prova a sentire il Gse. L’installatore non ti ha rilasciato le credenziali di accesso al portale?
      Nel momento in cui l’impianto è connesso (in immissione) in rete devi avere un contratto con il gse per definire le modalità di ritiro dell’energia da parte della rete (scambio sul posto o ritiro dedicato).

    • ligabue82, il 7 luglio 2014 ore 18:22

      Mi pare strano che l’installatore abbia attivato il conto energia (incentivo) e non lo SSP. Prova prima a chiedere a lui e poi interfacciati con GSE. SE hai le Password si può vedere tutto lo storico dei pagamenti e le convenzioni attive.

      saluti

  51. AGHITO ZAMBONINI SPA, il 8 luglio 2014 ore 11:55

    BUONGIORNO,ABBIAMO MESSO SUL TETTO DELLA NS AZIENDA UN IMPIANTO DI 97 KW ED E’ PARTITO DEL FEBBRAIO 2012.
    PURTROPPO ABBIAMO AVUTO DA FEBBRAIO A LUGLIO 2012 UN IMPRESA DI VENDITA, DA AGOSTO A SETTEMBRE ENEL, DA OTTOBRE INVECE L’IMPRESA CHE ABBAIMO TUTT’ORA.
    PURTROPPO FINO AL MESE DI SETTEMBRE 2012 I NOSTRI DUE FORNITORI NON HANNO COMUNICATO I DATI SUL PORTALE DEL VENDITORE PER FAR SI CHE AVVENISSE IL CONGUAGLIO; AD OGGI ABBIAMO RICEVUTO SOLO ACCONTI DI SCAMBIO MA MAI CONGUAGLIO.

    ATTUALMENTE ABBIAMO APERTO UNA PROCEDURA DI RETTIFICA CON IL GSE PERCHE POSSANO DARE L’ACCESSO AI DUE FORNITORI DI CARICARE I DATI, MA I TEMPI CI SEMBRANO DAVVERO LUNGHI.
    COME POSSIAMO FARE PER ARRIVARE A FARE QUESTO CONGUAGLIO DEI SUE ANNI?

    GRAZIE

    • Alessandro F., il 8 luglio 2014 ore 12:53

      Io proverei a sollecitare l’impresa di vendita a comunicare le letture al Gse.
      E comunicherei al gse l’avvenuto cambio di fornitore.
      Ovviamente verificherei anche la situazione nell’area riservata del portale

  52. renato, il 15 luglio 2014 ore 11:31

    Alessandro,congratulazioni innanzitutto per la chiarezza degli interventi.Vorrei che mi spiegasse come sono stati calcolati i contributi ricevuti.Ho un impianto da kw 6 a Udine per il 2013 ho ricevuto 2 contributi semestrali in conto scambio € 74,44 e il conguaglio a fine anno di € 1363,67 con la seguente formola.
    Cs Min( 709,2372;331,110)+Max(0;Min(0*;Min(709,2372;331,110)+20,300*5085,998
    energia immessa kwh 508,998
    energia prelevat kwh 10793,21
    OE 709,237
    CEI 331,111
    Minimo(OE;CEI) 331,111
    CUS 20,302
    Energia Scambiata 5085,998

    Qest’anno cambierò le condizioni di consumo di energia elettrica perchè quella attuale è troppo onerosa, e avrò
    energia prodotta dall’impianto fotovoltaico kw 7.200
    energia consumata dall’abitazione kw 3.300
    energia autoconsumata presunta kw 1.300
    potrebbe farmi una simulazione di quale sarà il conto scambio che avrò
    la ringrazio in anticipo e di nuovo congratulazioni
    cordialità renato

    • ligabue82, il 21 luglio 2014 ore 17:13

      I contributi semestrali ricevuti sono acconti forfettari. Il primo sarà sempre di quell’importo, mentre il secondo, una volta avuti due anni di storico, sarà più vicino alla realtà e al conguaglio presunto.
      La formula del contributo in conto scambio (CS) somma due termini.
      Il primo è il minimo tra Onere energia (cioè costo energia pagato in bolletta OE che si basa sul prezzo zonale orario, da quest’anno molto più basso) e Corrispettivo Energia Immessa (CEI che si basa sul prezzo unico nazionale PUN).
      Il secondo è il rimborso del corrispettivo unitari specifico (CUS) moltiplicato per i kWh scambiati. Questo termine tiene conto delle spese variabili in bolletta.

      Se dovessi cambiare i tuoi consumi, come ipotizzato, avrai un conguaglio decisamente più basso perchè (OE sarebbe minore di CEI) e avresti un’eccedenza (la differenza tra CEI e OE) che potrai decidere di accantonare o vendere (pagandoci eventualmente le tasse poichè rappresenterebbero altri redditi).

      Spero di essere stato d’aiuto.

      saluti

      • renato, il 23 luglio 2014 ore 11:03

        grazie mille,
        ora proverò a riesaminare la formola che mi è stata assiciata al conguaglio con gli elementi da te esplicitati se non riesirò trovare una interpretazione chiara ti reinterpellerò;per quanto concerne il nuovo profilo mi è chiaro,avendo ben acquisito le tue esaurienti spigazioni, che avrò un contributo inferiore(con acquisto di energia molto più basso)ma volevo avere da te una valorizzazione con i valori del contributo 2013 perchè,come hai capito,sono un pò in difficoltà nel valorizzare le singole voci.
        grazie mille per tutto!!

  53. Paolito, il 26 luglio 2014 ore 00:43

    Ho letto notizie interessanti ma non riesco a decidere che tipo di impianto installare da 4.5KWp.
    Il dubbio è se aderire allo scambio sul posto (4500 KWh prodotti, 1350 consumati e il resto ceduti alla rete) oppure installare un sistema di accumulo (costo in più sull’impianto di circa 4000 euro) ed utilizzare dei 4500 KWh prodotti almeno l’80%.
    In quest’ultimo caso non avrei burocrazie per domande e allacci e poi potrei calare la potenza del contatore, attualmente a 4.5KWh, passando ai nativi 3KWh, risparmiamdo ulteriormente su altri costi fissi.
    Attualmente consumo circa 6500 KWh
    Grazie per eventuali aiuti

    • Alessandro F., il 28 luglio 2014 ore 15:57

      Scambio sul posto e sistema di accumulo non sono assolutamente alternativi: puoi fare entrambi (o meglio: ti conviene fare entrambi).
      .
      Un consiglio importante: prima dell’accumulo elettrico (ancora un po’ costoso se non usi le detrazioni fiscali), prova a valutare l’accumulo termico. Cioè: utilizzare l’energia fotovoltaica che non viene immediatamente autoconsumata, per pre-scaldare l’acqua sanitaria e per riscaldamento. In questo modo puoi valutare di diminuire il numero delle batterie (o eliminarle completamente immettendo in rete il surplus che comunque avresti).

      • paolito, il 28 luglio 2014 ore 16:24

        Grazie delle indicazioni Alessandro.
        Innanzi tutto userò le detrazioni fiscali del 50% altrimenti rientrare dai costi di installazione diventa una chimera.
        Sul riscaldamento ho già una caldaia a pellet con costi già abbondantemente ridotti rispetto al gas.
        Il discorso di fare sia l’accumulo che lo scambio sul posto quanto mi pesa di più sul costo impianto?
        Per esempio:
        Se l’impianto con solo SSP costa xxx
        E l’impianto con batterie di accumulo costa xxx+4000 euro,
        Quanto costa lo stesso impianto che prevede sia SSP che batterie?
        Parlando invece di sistemi di accumulo, cosa ne pensi delle batterie plantè con piastre massicce di piombo puro, anzichè le classiche batterie con griglia impastata?

      • auleia, il 28 luglio 2014 ore 16:43

        Scusate, ma l’acqua sanitaria e il riscaldamento di solito si usano in momenti della giornata in cui il sole non c’è, come possiamo fare. Grazie

        • Alessandro F., il 28 luglio 2014 ore 16:49

          il calore, a differenza dell’elettricità, si riesce ad accumulare a “costo quasi zero” con la coibentazione.

        • auleia, il 28 luglio 2014 ore 16:53

          Calore e coibentazione, come? Grazie ancora

        • Alessandro F., il 28 luglio 2014 ore 17:06

          Con l’isolamento il calore si può mantenere per parecchie ore. Come un termos. http://www.sitsistemi.com/termico%2012.jpg

        • auleia, il 28 luglio 2014 ore 17:11

          Ho visto, ma sul sito non trovo niente. Sarebbero dei “boiler” che mantengono l’acqua calda?

        • Alessandro F., il 28 luglio 2014 ore 18:07

          si esatto il principio è quello

  54. Paolo, il 26 luglio 2014 ore 14:01

    Notizie molto utili e interessanti.
    Vorrei però un aiuto nella scelta della migliore soluzione per casa mia.
    Impianto fotovoltaico da 4.5KWp…
    Meglio con accumulo a batterie (sostenendo un costo più alto e sicuramente più costi di manutenzione) oppure scegliere lo scambio sul posto?
    Attualmente consumo 6500KWh.
    Grazie per tutto.

    • Alessandro F., il 28 luglio 2014 ore 15:58

      vedi sopra

  55. paolo, il 27 luglio 2014 ore 15:05

    Evidentemente le mie domande non sono piaciute o ritenute “intralcianti” a qualche interesse commerciale. Ho postato per 2 volte ma non c’è traccia di quanto scritto. Il mio obiettivo era soltanto cercare di capire se per la mia situazione fosse meglio un sistema ad accumulo oppure lo scambio sul posto. Credo che la domanda fosse di interesse comune. Mi adeguo e andrò a porre le mie domande su altri blog/forum più democratici di questo. Un saluto

    • Alessandro F., il 28 luglio 2014 ore 16:34

      Come indicato nel messaggio, il tuo commento era in coda di moderazione.
      A causa del tanto SPAM i commenti vengono moderati e approvati manualmente, uno per uno.
      Questo proprio per garantire la qualità delle discussioni.

      • paolo, il 28 luglio 2014 ore 17:01

        Ok, dovevo avere più pazienza. Chiedo scusa

  56. Claudio, il 29 luglio 2014 ore 10:20

    Buongiorno e grazie per la chiarezza dell’articolo.
    Desidero comunque segnalare un problema.
    Ho fatto installare ad Aprile 2014 un impianto fotovoltaico da 3,2Kwh con contratto “Scambio sul posto”.Tutte le pratiche sono state fatte dall’installatore. Il 6 Maggio 2014 L’impianto è stato allacciato alla rete ENEL, per cui mi è stato sostituito da personale ENEL il vecchio contatore con un contatore di produzione e uno di scambio.
    A oggi ho ricevuto 2 fatture da ENEL servizio elettrico (L’ultima fattura riguarda i consumi del bimestre Giugno-Luglio) il cui importo è calcolato su un consumo stimato in base ai consumi pre- impianto fotovoltaico.
    Ho telefonato più volte al servizio clienti di Enel servizio elettrico per segnalare che il consumo stimato nel periodo dal 31-03-2014(Data ultima lettura del vecchio contatore)al 21-07-2014(Data emissione ultima fattura)è di 1239Kwh mentre quello reale nello stesso periodo è di 751Kwh, vale a dire che il consumo presunto è il 65% in più del consumo reale.
    Mi è stato sostanzialmente risposto che la cosa non è di loro competenza e comunque di aspettare l’arrivo della prossima bolletta.
    Non capisco che problema ci sia, da parte di enel servizio elettrico, nel leggere i consumi sul nuovo contatore.
    Grazie anticipate per l’eventuale risposta

    • Alessandro F., il 29 luglio 2014 ore 14:34

      Purtroppo le letture dipendono da Enel o cmq dal proprio operatore elettrico. Dovrebbe puoi andare tutto in compensazione

    • ligabue82, il 29 luglio 2014 ore 16:14

      Ci sarà scritto sulla bolletta di ESE il periodo in cui tu puoi comunicare le letture reali. Non preoccuparti che tutto si mette a regime nel giro di qualche mese. Se hai problemi recati in un Punto Enel.
      saluti

  57. Anna, il 12 agosto 2014 ore 16:47

    Buongiorno, vorrei sapre se le detrazioni irpef sono valide anche per impianti su capannoni non utilizzati per attività nè industriali nè commerciali. Grazie.

    • Alessandro F., il 28 agosto 2014 ore 18:24

      non credo. Al massimo sono detraibili al 50% se sono utilizzati per uso abitativo (promiscuo professionale-residenziale).
      L’ufficio territoriale dell’agenzia delle entrate dovrebbe poterti dare maggiori ragguagli

      • Anna, il 8 ottobre 2014 ore 16:33

        Buonasera, avrei bisogno di sapere se posso sostituire il contatore da 3 kW con uno trifase. Si si devo comunicarlo al GSE o è sufficiente fare richiesta al mio gestore ?
        Grazie.
        Anna

        • Alessandro F., il 8 ottobre 2014 ore 17:35

          Posso chiederti perchè devi sostituire il contatore?
          ..In ogni caso devi passare da Enel distribuzione.
          E’ Enel che comunica i dati di lettura al Gse per i conteggi dello scambio sul posto e delle eccedenze.

        • Anna, il 14 ottobre 2014 ore 08:09

          Sto cercardo di affittare l’immobile e l’attività svolta dal nuovo conduttore richiede un contatore trifase. Sono preoccupata perchè ho letto che potrei essere obbligata a sostituire l’inverter e se così fosse temo che il gioco non varrà la candela.

        • ligabue82, il 14 ottobre 2014 ore 13:07

          Non c’è bisogno di cambiare inverter.
          Dichiara solo al GSE la sostituzione del contatore, mandando una A/R con copia dei verbali di sostituzione.

          saluti

  58. auleia, il 12 agosto 2014 ore 20:47

    le letture che enel farà nelle bollette, sono relative ai mesi, o dall’inizio della produzione? oggi 12/08/2014 hanno attivato il mio impianto, un grazie al portale e a chi mi ha dato suggerimenti, il calcolo avverrà dal 12 al 12 di ogni mese allora? cosa devo controllare sul contatore bidirezionale? grazie acnora?

    • ligabue82, il 1 settembre 2014 ore 17:50

      Il calcolo dei prelievi (sono solo quelli che vedi in fattura Enel, mentre le immissioni le vedrai sul portale GSE in fase di conguaglio, a giugno dell’anno successivo a quello di riferimento) è sempre mensile, cioè dal primo giorno del mese.
      Logicamente, soltanto per il primo mese, la lettura partirà dal giorno di allaccio (12/08) in cui il contatore bidirezionale di scambio dovrebbe essere stato riprogrammato e azzerato.

      saluti

      • auleia, il 4 settembre 2014 ore 00:34

        scusate ma non ho capito, è ua mia lacuna, grazie.

  59. Luciano Michel, il 21 agosto 2014 ore 11:22

    salve, io ho attivato l’impianto fotovoltaico a fine 2012 e ogni tanto, attraverso delle regole che non riesco a comprendere, ricevo dei soldi da GSE. La rappresentante della ditta che ci ha fatto i lavori ci ha parlato di contributi dello stato per 20 anni. Questi contributi dello Stato sono effettivamente questi pagamenti del GSE? In casa abbiamo rivoluzionato gli orari dei consumi spostando nelle ore diurne lavatrici e altro. Per acqua calda e riscaldamento, abitando in campagna, abbiamo un buon impianto a legna, ma per la produzione di acqua calda in estate ci serviamo di un boiler elettrico che teniamo acceso solo durante la produzione della corrente. Le bollette dell’Enel le riceviamo sempre, ma pur essendo sicuro di risparmiare rispetto a quando non avevamo l’impianto, non sono ancora nelle condizioni di capire esattamente come funziona il meccanismo. L’Enel ci ha cambiato il contatore originario e poi ne ha messo uno accanto all’inverter. L’addetto dell’Enel non sapeva rispondere alle domande che gli facevo, ma ho capito che c’era qualche risvolto che non riuscivo a comprendere, le poche parole che mi diceva denotavano una certa propensione ” anti ” insomma non era assolutamente collaborativo. Intanto sia l’Enel che la ditta si erano dati appuntamento a casa mia senza quasi interpellarmi e poi quando si sono ritrovati hanno fatto subito “scintille” al punto tale che per una bischerata quello dell’Enel voleva andarsene via. Spero che nessuno di voi debba trovarsi in queste imbarazzanti situazioni. Il fatto è che non capisco ancora bene come funzionano i due contatori, mi sono imbattuto casualmente sul vostro sito e mi sembra molto esaustivo, grazie

    • Alessandro F., il 2 settembre 2014 ore 18:43

      se hai aderito al conto energia ricevi tariffe incentivanti per 20 anni (previo lo “spalma-incentivi”).
      Cosa diversa, invece, sono in contributi dello scambio sul posto.
      I primi (gli incentivi) sono riconosciuti su tutta l’energia prodotta.
      I secondi (i contributi dello scambio sul posto) sono riconosciuti solo sull’energia immessa in rete.
      Questo è il primo distinguo da fare.

      Il primo contatore serve per gli incentivi.
      Il secondo (quello tra impianto fv e rete) serve a conteggiare scambio sul posto.
      Questo è il secondo distinguo da fare.
      .
      Se fai le ricerche utilizzando la casella di ricerca in alto trovi tutte le informazioni.
      ..
      ..a disposizione…

      • Luciano, il 3 settembre 2014 ore 18:38

        Ti ringrazio Alessandro :)

  60. Marco, il 25 agosto 2014 ore 13:24

    Ciao
    Ho un impianto da 6kWp in RITIRO DEDICATO entrato in servizio a fine 2010 (secondo conto energia).
    Produco circa 6,5 MWh/anno ed ho un consumo quasi nullo di circa 50KWh/anno di cui circa la metà in autoconsumo.
    Quest’anno (2014) mi stanno pagando circa 0,0038 euro/kWh (il minimo garantito è molto più basso del costo dell’energia!!!).
    E’ possibile che a fine anno ci sarà un conguaglio a un prezzo di vendita simile a quello degli anni scorsi?

    Posso passare da un RID a uno SSP? visto che il prezzo medio di valorizzazione dell’energia è molto più alto?
    Esiste un rapporto minimo tra energia prodotta e energia consumata per accedere allo SSP oppure posso richiedere lo SSP pur consumando solo pochi kWh all’anno?

    • Alessandro F., il 2 settembre 2014 ore 18:58

      col 50% di autoconsumo conviene sicuramente lo ssp. Penserei anch’io a passare da RID a SSP, anche perchè ormai i prezzi minimi garantiti sono bassissimi e si usufruisce comunque, in entrambi i casi, di prezzi di mercato.
      Per fare il passaggio devi rivolgerti al gse.

  61. giovanni, il 15 ottobre 2014 ore 10:53

    ciao alessandro.
    Io ho installato una pompa di calore con inpianto da 6 kwh 3 kwh incentivati con il 5°conto energia e 3 con scambio sul posto.
    siccome ho per necessita visto i consumi pdp 4,5 kwh i costi di trasporto sono molto superiori ai normali 3kwh come mi viene calcolato questa differenza? grazie

  62. Andrea, il 21 novembre 2014 ore 17:55

    Buongiorno,

    ho messo da poco un fotovoltaico da 3.75 kW. Attualmente ho una tariffa mono-oraria da circa 0.07 Euro/kWh.
    Ma visto che ora autoconsumo ed immetto di giorno, e prelevo di notte, dovrebbe convenirmi passare ad una bioraria, è così?

    Grazie e complimenti, tutto molto esauriente.

    • Alessandro F., il 21 novembre 2014 ore 19:26

      se di sera/notte l’elettricità ha un costo lordo inferiore ai 0,07, sì, conviene passare alla bioraria, ma dipende dalle condizioni economiche del tuo fornitore.

    • ligabue82, il 24 novembre 2014 ore 09:28

      Genericamente dovrebbe convenire, però dipende molto dall’autoconsumo e soprattutto da quanto preleverai durante il giorno (Fascia F1). Calcola che durante l’inverno, di giorno, l’apporto del FTV è abbastanza scarso…

      saluti

      • Andrea, il 28 novembre 2014 ore 15:28

        Alla fine ho scelto una tariffa bioraria, da 0.1 in F1 e 0.025 in F2/F3, contro i 0.07 della mono oraria attuale (sempre prezzi solo energia).
        Ho fatto una simulazione sulla base dei consumi da letture degli ultimi 2 mesi, consumo il 73% in F2/F3, ho un risparmio del 40% (solo energia) o 20% (costo totale).

        • Andrea, il 28 novembre 2014 ore 15:29

          Senza contare che i kW prodotti ed immessi di giorno dovrebbero valere di più.

        • Alessandro F., il 28 novembre 2014 ore 16:52

          Interessante. Anche secondo me è la migliore soluzione.

  63. luciano, il 21 novembre 2014 ore 20:17

    Salve, ho spiegato al mio commercialista le somme introitate da GSE e lui ha deciso di dichiarale nella dichiarazione dei redditi. E’ giusta tale procedura? grazie

  64. fabrizio, il 22 novembre 2014 ore 02:21

    salve.
    vorrei capire le differenze che ci sono (in termini di scambio sul posto) tra un impianto installato su un tetto di una azienda (p.iva).
    1 dal punto di vista del rimborso cosa cambia
    2 dal punto di vista fiscale
    3 se il rimborso dello scambio avviene in modo automatico sul conto corrente.
    grazie

    • ligabue82, il 24 novembre 2014 ore 14:40

      1) il rimborso è più o meno un 60/70% del costo sostenuto in bolletta per l’acquisto dell’energia…

      2) Per una azienda lo SSP va portato in dichiarazione redditi (va emessa fattura al GSE)

      3) Si, a seguito di una pratica al GSE.

      saluti

  65. luigi, il 24 novembre 2014 ore 00:39

    Ciao Alessandro, io ho un impianto da 3,66 Kw sul tetto, attualmente il mio gestore è Enel energia mercato libero, ma secondo te quale è la società più conveniente?

    • Andrea, il 28 novembre 2014 ore 15:42

      Dipende che tariffa hai.
      Io ho installato due mesi fa un 3.75 kW, e sono appena passato da una monoraria da 0.07 ad una bioraria 0.1/0.025, con un risparmio stimato del 20%.
      Ho scelto Edison, ma anche Enel aveva la stessa offerta. Attenzione però che le offerte spesso sono dedicate a chi cambia gestore.

  66. davide, il 12 gennaio 2015 ore 17:12

    Buongiorno, desideravo gentilmente un’informazione: io sono intestatario di un contratto enel per usi domestici D2 per abitazioni di residenza kW 3,0 e contestualmente sono intestatario di un contratto di Scambio sul porto con il GSE, nella medesima abitazione, avendo installato un impianto fotovoltaico di kW 3,0.
    Al contratto Enel attualmente in vigore subentrerà mia moglie, sempre con tariffa D2: cosa è necessario fare per continuare a ricevere le quote di scambio sul porto da parte del GSE? E’ necessario comunicare qualcosa?
    Grazie mille per la risposta.
    Davide

    • Alessandro F., il 13 gennaio 2015 ore 15:52

      Enel effettua le letture del contatore e poi le comunica al Gse per l’emissione del contributo.
      Prova a sentire il gse, che sicuramente dovrai avvisare perchè in genere emette i rimborsi all’intestatario del contatore enel

      • davide, il 15 gennaio 2015 ore 11:16

        Grazie mille, ho infatti scritto al GSE per avere tutti i chiarimenti necessari.

    • ligabue82, il 13 gennaio 2015 ore 16:27

      Buonasera.
      E’ necessario effettuare una pratica sul portale GSE.
      In particolare bisogna effettuare il Cambio di Titolarità dell’impianto.
      Se lo stesso impianto gode di incentivi in Conto Energia, va effettuata anche la variazione di titolarità della convenzione in Conto Energia.
      E’ importante verificare tutti i documenti necessari alla variazione PRIMA di effettuare qualsiasi operazione (es: atti notarili, volture Enel, passaggi di proprietà, ecc).
      Per info: f.ancona@alice.it

      Saluti

      • davide, il 15 gennaio 2015 ore 11:17

        Grazie mille, il mio contratto con GSE è SSC (scambio sul posto), ho letto la normativa ma per essere più tranquillo ho scritto direttamente al GSE, spero risponda a breve. saluti

        • Alessandro F., il 15 gennaio 2015 ore 18:09

          ok facci sapere

        • ligabue82, il 15 gennaio 2015 ore 18:26

          Allora devi semplicemente effettuare cambio titolarità tramite portale GSE nella sezione SSP.
          Puoi provarci da solo (attenzione però agli aspetti tecnici) o contattare un tecnico (i costi non sono eccessivi) per lo svolgimento della pratica.

          saluti

  67. Paolo, il 2 febbraio 2015 ore 21:46

    Ciao, ho istallato un impianto fotovoltaico per la produzione di circa 6 kw, uso domestico optando per una casa in classe a con riscaldamento elettrico con tappetini al carbonio e piano induzione, fino al montaggio del fotovoltaico (enel e’ arrivata a fine settembre),le mie bollette oscillavano tra 200/250 euro a bimestre.

    Improvvisamente quella relativa al bimestre dicembre -gennaio e’ schizzata a 700 euro …..

    come e’ possibile ????

    • Alessandro F., il 4 febbraio 2015 ore 12:28

      c’è evidentemente qualcosa che non va, probabilmente nel conteggio dell’energia autoconsumata (che non deve passare dal contatore di scambio). Verifica con l’installatore.

    • Francesco Cannavò, il 2 gennaio 2016 ore 19:57

      Ti hanno messo in fattura la tua produzione fotovoltaica.
      E’ successo anche a me, ho dovuto fare causa e l’ho vinta.

  68. pasquale 48, il 4 febbraio 2015 ore 10:11

    grazie x la chiarezza nell’esporre il problema ed il relativo risultato finale che ha dissipato tutti i dubbi del fotovoltaico con ssp.

  69. Luigi, il 13 marzo 2015 ore 12:17

    Ciao Alessandro, ho letto la tua recensione ed è tutto molto chiaro.
    Vorrei chiederti se ti è mai capitato di imbatterti in una fattura di energia elettrica di un fornitore del mercato libero che ti addebita la componente “oneri di sistema e reti” relativa all’energia autoconsumata dall’impianto.
    La cosa mi ha subito messo un gran bel dubbio non tanto sul fatto se vada o non vada applicata ma sulla liceità del fornitore..
    Nelle delibere di riferimento purtroppo si parla di consumo, non distinguendo il prelievo dall’autoconsumo..
    Puoi darmi il tuo parere?
    Grazie

    • Alessandro F., il 13 marzo 2015 ore 13:00

      L’ultima normativa prevede il 5% degli oneri sull’autoconsumo. L’autoconsumo viene calcolato, per gli impianti in bassa tensione, a circa 30-40 euro l’anno..
      L’autoconsumo viene calcolato come differenza tra consumi e prelievi (cioè: “energia consumata e non prelevata”).
      http://www.autorita.energia.it Del 519/14

      • Luigi, il 16 marzo 2015 ore 10:56

        Grazie Alessandro, il 5% riguarda impianti sopra i 20 kw. Nel mio caso trattasi di impianto sotto i 20 kw e con un addebito degli oneri di sistema sia sull’energia consumata ma non prelevata sia su quella prelevata..considera che questo mio cliente è uno dei 7000 clienti che ha l’impianto in comodato d’uso gratuito…pensate anche voi quello che sto pensando io?

    • auleia, il 13 marzo 2015 ore 13:08

      Alla faccia del mercato libero. Vogliono “spolpare” sempre. Cosa succederà dal 2018,se dovesse passare lo scellerato disegno di legge.

  70. dajego, il 21 marzo 2015 ore 20:03

    L’articolo é interessante. Volevo sapere che fino hanno fatto i 2600 messi in rete?

    • Alessandro F., il 23 marzo 2015 ore 18:12

      I 2.600 vengono “splittati” in 2.400 + 200.
      2.400 kwh è l’energia immessa e riprelevata (pagata, indicativamente, 0,14 €/kwh con il contributo in conto scambio dello SSP)
      200 kwh è l’energia immessa e basta (pagata, indicativemtne, 0,10 €/kwh come “eccedenza”)

  71. Roberto, il 24 marzo 2015 ore 11:44

    Buon giorno,
    innanzitutto grazie per il bell’articolo che mi ha chiarito alcuni dubbi.
    Vi propongo una situazione che non ho trovato leggendo i post precedenti e alla quale non riesco a dare risposta neppure interpellando il GSE ed ACEA in qualità di fornitore.
    Nel 2011 ho attivato un impianto fotovoltaico di 2,70 KW su impianto di fornitura monofase.
    Avendo la necessita’ di adoperare delle apparecchiature trifase ho pensato di modificare la fornitura ACEA da monofase a trifase allacciando l’impianto fotovoltaico su una delle tre fasi.
    In pratica l’impianto fotovoltaico non viene toccato ma cambierà il contatore esterno da monofase a trifase e forse anche il mio numero di contratto di fornitura ACEA.
    Chiedo quindi quali comunicazioni devo fare per far si che tutto il sistema di incentivi e calcolo dello sps proseguano senza interruzioni e senza variazioni di convenzione.
    Grazie un saluto

    • Luigi, il 27 marzo 2015 ore 12:01

      All’interno della sezione guasti/Furti del portale Gse devi modificare la matricola del contatore.
      Tutto qui

  72. antonio, il 8 maggio 2015 ore 18:19

    Ciao Alessandro vorrei chiederti chiarimenti in merito alla produzione: in sostanza il mio impianto da 3 kw mediamente annualmente produce 4000 kw , ma per 12 mesi non ha prodotto quasi nulla circa 15 kw mensili,questo fra luglio 2013 e luglio 2014 poi ha ripreso nella norma. Son venuto a conoscenza di ciò tramite il portale GSE, a questo punto si è generato un debito. Potresti aiutarmi a capire cosa è potuto succedere? Dove son finiti i kw persi? Grazie saluti

    • Alessandro F., il 11 maggio 2015 ore 09:44

      Innazitutto cercherei da capire se è un problema del contatore, delle letture del gse o dell’inverter.
      In ogni caso chiamerei l’elettricista che ha fatto i lavori perchè molto probabilmente si tratta di un malfunzionamento.
      Con una termocamera si possono rilevare eventuali moduli malfunzionanti

  73. paolino, il 11 maggio 2015 ore 10:01

    Come si fa non accorgersi che l’impianto non produce per un anno intero?
    Il fotovoltaico non è una installazione “set and forget”. Installerei un semplicissimo monitoraggio (quelli semplici costano poco più di 100 euro)e da remoto con pc, tablet o smartphone ogni tanto collegarsi per verificare la produzione

  74. Ivano, il 27 maggio 2015 ore 11:32

    Salve, avrei una domanda un po’ particolare: ho installato a casa un impianto FVT da 2,98 kW picco nel 2009 cui aderisce al 2° conto energia ed allo scambio sul posto dell’epoca (che è molto vantaggioso in quanto mi riconoscono i kW in eccesso al consumo, quindi non ci perdo nulla nello scambio se non la tassa annuale di 15 Euro).
    Ora dovrei aumentare la potenza e portarlo a 5,98 Kw di picco però mi sorge un dubbio: per quanto riguarda gli incentivi GSe non è un problema in quanto le due produzioni (vecchio impianto e nuovo di ampliamento) avranno dei contatori di produzione separati e quindi uno continuerà ad essere incentivato e quello nuovo no… per quanto riguarda invece lo scambio sul posto? mi manterranno il vecchio contratto aumentando la potenza di scambio sul posto oppure mi faranno una nuova convenzione perdendo il vecchio contratto che era molto vantaggioso?
    Grazie x eventuiale aiuto.

    • Alessandro F., il 27 maggio 2015 ore 11:50

      Non sono sicuro, ma secondo me dovrai fare (purtroppo) un nuovo contratto di ssp.
      Prova a sentire comunque il gse.

    • ligabue82, il 27 maggio 2015 ore 12:24

      Il contratto viene rinnovato e adeguato con la nuova potenza; non perdi nessun beneficio. L’unico inconveniente è che la tassa di 15€+iva diventerà di 30€+iva (perchè supererai i 3 kWp); le condizioni economiche restanti rimangono invariate.
      Il contratto di SSP è annuale, quindi, in generale, potrebbe essere soggetto a variazioni ogni anno…
      N.B: sta molto attento alla pratica di potenziamento perchè non è di facile gestione (Enel, GSE-DTR, TERNA). Se sei intenzionato a potenziare puoi contattarmi in privato (Alessandro potrebbe dare l’ok a seguito di tua richiesta) per lo svolgimento delle pratiche che naturalmente ti farai scalcolare dall’installatore…
      saluti

  75. Michele, il 28 maggio 2015 ore 11:25

    Ciao Alessandro vorrei cercare di capire qualcosa in più rispetto ad un conguaglio SSP 2014: ho immesso in rete 61691 kW con un controvalore economico di soli € 2619; ho prelevato dalla rete 48868 kW con un onere economico di € 2475,8. Il totale del conguaglio è pari ad € 3672 che però non corrisponde assolutamente al 60-70% di quello che ho pagato in bolletta! Mi dai un aiuto?

    • Alessandro F., il 28 maggio 2015 ore 12:04

      Ciao Michele,
      qui in effetti non si parla di impianti domestici..

      l’energia immessa ti è stata pagata a circa 0.04 (che, ahimè, è un realistico prezzo di mercato).
      l’energia prelevata l’hai pagata circa 0.05 dal tuo fornitore.
      (parliamo di sola energia).

      il tuo rimborso dovrebbe essere, indicativamente:
      Cs = 2.475 + (CUsf x 2.475)

      (leggi qui per avere un’idea sul valore del CUsf relativi al 2013) (dal sito Aeeg).
      Oltre a questo dovrebbe poi esserci il pagamento delle eccedenze.
      In ogni caso senti il gse per una verifica dei conteggi.

  76. luciano, il 28 maggio 2015 ore 12:37

    Salve, visto che siamo in fase di dichiarazione dei redditi, qualcuno sa se gli introiti del GSE vanno dichiarati? io l’anno scorso l’ho fatto, ma forse non dovevo. Grazie

    • Alessandro F., il 28 maggio 2015 ore 13:27

      Vanno dichiarate le eccedenze se te le fai liquidare

      • luciano, il 3 giugno 2015 ore 10:53

        Grazie Alessandro :)

  77. Luciano, il 1 giugno 2015 ore 17:04

    Buonasera Alessandro
    approfitto della tua competenza per chiarirmi una volta per tutte come si leggono i contatori perchè ormai non ci capisco più nulla avendo appunto 2 contatori 1 che è lo “scambio” e l’ latro che è il “generazione”.
    Contatore generazione misura tutto ciò che il FV produce
    Contatore scambio misura in prelievo tutto ciò che consumo e in immissioni ciò che cedo alla rete.
    Detto questo se considero tot. generazione – tot. immissioni = tot. autoconsumo
    Successivamente se calcolo tot. prelievo – tot. autoconsumo = tot da pagare in bolletta

    E’ giusto quello sopra descritto ?

    • Alessandro F., il 3 giugno 2015 ore 10:13

      no. La bolletta che viene pagata è conteggiata su tutta l’energia prelevata.
      Il rimborso dello scambio sul posto viene calcolato sulla base di quanta energia hai immesso.
      Se paghi l’energia in balletta a 0,25 €/kwh lordi (cioè compreso di tutto: tasse, oneri, servizi di distrib, dispacciam, ecc..) il prezzo che ti viene rimborsato è proporzionale all’energia immessa in rete e NON è di 0,25 €/kwh, ma di circa il 50-70% (dipende dalle tariffe).
      Ecco pechè, anche con lo scambio sul posto, conviene di più autoconsumare (che porta a zero il costo dell’energia) piuttosto che immettere per ricevere rimborsi.
      In ordine di priorità conviene:

      – autoconsumo istantaneo
      – autoconsumo “differito” (per esempio tramite eventuali batterie)
      – immissione in rete (per poi ricevere il contributo di scambio su posto) –> qui viene rimborsato il costo di alcuni servizi ed oneri pagati in bolleta
      – immissione in rete per poi ricevere il pagamento delle Eccedenze –> qui viene pagata la sola quota energia al suo prezzo di mercato (che va mediamente da 0.04 a 0.09 €/kwh)

      • Luciano, il 3 giugno 2015 ore 20:27

        Grazie Alessandro ma se capisco bene anche leggendo i contatori non riuscirò mai a capire quanti KW mi fattureranno ma solo quanto produce il mio FV …

        • Alessandro F., il 4 giugno 2015 ore 10:15

          Dal contatore di produzione vedi quanto produce l’impianto (in kWh).
          Dal contatore di scambio dovresti vedere i kWh prelevati ed i kWh immessi.
          I primi sono quelli fatturati in bolletta.
          I secondi sono quelli “rimborsati” dal gse (sia come “contributo in conto scambio” sia come “eccedenze”).

  78. paolino, il 2 giugno 2015 ore 08:11

    Salve,
    sebbene mi sia chiaro il meccanismo di scambio sul posto, ho ancora un paio di dubbi ai quali non sono riuscito a dare risposta.
    1) Qual’è il periodo di riferimento che il GSE considera per i conteggi? L’anno solare, o viene considerato l’anno dalla data di installazione?
    2) Eccedenze: devono essere per forza incassate, viceversa possono essere usate in scambio negli anni successivi?
    Grazie

    • Alessandro F., il 3 giugno 2015 ore 10:00

      Il gse considera per i conteggi l’anno solare (1 gennaio 31 dicembre).
      Le eccedenze possono essere liquidate ogni anno oppure possono essere messe a credito per il contributo dell’anno successivo.
      A fine anno bisogna indicarlo sul portale del gse.

      • paolino, il 3 giugno 2015 ore 10:15

        Quindi non esiste l’opzione di tenere in st-by le eccedenze per quando (e se) in futuro aumenterò i miei consumi…
        Grazie

        • Alessandro F., il 3 giugno 2015 ore 10:58

          In realtà riportarle a credito per l’anno successivo è un po come tenerle in stand-by.
          Attenzione però, il credito non è in kwh, ma in euro ..
          Se prevedi di aumentare i consumi in futuro ti conviene riportarle a credito, perchè in questo modo non vengono tassate, se invece richiedi la liquidazione dell’eccedenza, il bonifico figura come integrazione di reddito e quindi tassato irpef.

  79. giampiero, il 12 novembre 2015 ore 22:51

    ho appena installato un impianto da 6 kw. Il mio impianto domestico è a 400v, trifase. Per errore del commerciale, hanno installato un inverter monofase a 220V. Gli installatori e l’ENEl dicono che funziona lo stesso e che in ogni caso riesco a consumare l’energia prodotta come se avessi un impianto mono fase. Posso stare tranquillo?

    • ligabue82, il 14 novembre 2015 ore 10:10

      Non avrai problemi di funzionamento relativamente all’autoconsumo. Dal punto di vista burocratico sei in regola perchè è possibile immettere fino a 6 kWp su una singola fase di un sistema trifase (è lo squilibrio max. consentito).
      L’unico piccolo inconveniente è che carichi molto una fase e se sei in una zona rurale, potresti avere problemi di tensione alta (> 253 V, non pericolosa!) su quella fase, con conseguente blocco dell’inverter.
      Per il resto, penso sia un “errore” voluto, dato che un inverter e un impianto monofase costano parecchio meno di un trifase…

      saluti

  80. giampiero, il 12 novembre 2015 ore 22:58

    salve,
    ho un impianto sul tetto di 6 kw. Siccome non riesco a consumare tutta la produzione, posso aggiungere delle batterie per accumulare l’energia di giorno e usarla di notte? Quando costa suppergiù mettere gli accumulatori ed è necessario di nuovo coinvolgere Enel e GSE o può farlo il mio elettricista senza dire niente a nessuno.

    • Alessandro F., il 13 novembre 2015 ore 15:15

      delle batterie aiuteranno sicuramente, ma in alcuni casi è più efficace optare per un sistema in grado sfruttare il fv per acqua calda (ad integrazione della caldaia) o di attivare elettrodomestici in maniera automatizzata (informati sulla domotica).

      Le batterie al piombo sono più economiche, ma le devi sostituire dopo qualche anno.
      Le batterie al litio sono più costose, ma sono più efficienti.
      I costi sono ancora molto variabili, vanno dai 600 €/kwh nominali di accumulo ai 1.400 €/kwh di accumulo nominale. Possono convenire se si sfruttano le detrazioni fiscali. In ogni caso la priorità la darei a dei sistemi di gestione in grado di aumentare l’autoconsumo perchè richiedono un minore investimento.

      • giampiero, il 13 novembre 2015 ore 15:51

        grazie per la cortese risposta.
        Per cortesia risponde anche all’altra domanda che ho inserito ieri?

    • ligabue82, il 14 novembre 2015 ore 10:07

      Il mio (s)consiglio è di lasciar perdere al momento il discorso accumulo per via del pessimo rapporto costi/benefici (la qualità invece è oramai di buon livello); finchè c’è lo SSP, non vi è migliore accumulo della rete elettrica…
      Inoltre dovresti coinvolgere di nuovo Enel e Terna (a meno che non fai un impianto off-grid).
      L’accumulo è detraibile se acquistato insieme a un FTV chiavi in mano; dubito che in retrofit, solo l’accumulo possa essere portato in detrazione…
      Consiglio da amico: al momento lascia stare…

      saluti

  81. giampiero, il 16 novembre 2015 ore 09:11

    salve, ho appena installato un impianto da 6 kw. Il mio impianto domestico è a 400v, trifase. Per errore del commerciale, hanno installato un inverter monofase a 220V. Gli installatori e l’ENEl dicono che funziona lo stesso e che in ogni caso riesco a consumare l’energia prodotta come se avessi un impianto mono fase. Il mio timore è che io possa consumare solo una parte (una fase) dell’energia prodotta e l’altra venga ceduta all’Enel. Posso stare tranquillo?

    • ligabue82, il 16 novembre 2015 ore 15:54

      Ti ho risposto 2 giorni fa poche righe più su…

      saluti

  82. Giovanni, il 17 novembre 2015 ore 17:26

    Salve,

    sono in procinto di acquistare casa.
    Il vecchio propietario ha fatto installare 3 anni fà un impianto fotovoltaico con la formula scambio sul posto con Enel. La formula prevede che ogni mese Enel versi al propietario 100€ proprio grazie allo scambio sul posto.

    La mia domanda è questa: divenendo io il nuovo propietario, i 100€ erogati da Enel verranno accreditati a me? Durante il cambio di nominativo in bolletta (Vecchio propietario >>> nuovo propietario) c’è il modo di invertire anche l’accredito oltre all’addebito? E’ un processo automatico o và fatta qualche procedura aggiuntiva?

    N.B.: il vecchio propietario stà ancora pagando le rate del mutuo dell’impianto fotovoltaico costato circa 8.000€

    Grazie.

    Giovanni

    • Alessandro F., il 17 novembre 2015 ore 17:51

      Per fare la voltura devi contattare il tuo operatore elettrico e il gse (sul sito del GSE c’è il numero del call center).

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