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Come scegliere le batterie più adatte al mio fotovoltaico [simulatore]

13 gennaio 2016
Voto:4/5 (26 voti)

Impianto fotovoltaico e batterie di accumulo elettrico, insieme, possono garantire un risparmio in bolletta che, in alcuni periodi dell’anno, arriva ad essere del 100%. Come scegliere le batterie più adatte?

La “nuova era” del fotovoltaico è quella dei sistemi di accumulo tramite batterie. Un sistema di accumulo è un sistema che, per mezzo di accumulatori elettrici, raccoglie l’elettricità prodotta di giorno dal fotovoltaico (o eolico o altra fonte) per renderla disponibile la sera e la notte, quando il fotovoltaico non produce.

Mettere i pannelli fotovoltaici e immagazzinare nelle batterie parte dell’energia prodotta di giorno, permette di avere a disposizione la “propria” energia pulita anche la sera, quando l’impianto non produce. E’ questo il modo migliore per sfruttare al massimo il proprio impianto e per aumentare al massimo l’autonomia dalla rete elettrica Enel.

In termini più semplici.

  • Di giorno l’impianto produce.
    L’energia prodotta viene in parte auto-consumata sul momento. In parte viene stoccata nelle batterie. La rimanenza, quando le batterie sono cariche, viene immessa in rete e pagata eventualmente con lo “scambio sul posto”.
  • Di sera l’impianto non produce.
    L’energia di cui si ha bisogno viene prelevata dalle batterie (ricaricate durante il giorno). Quando le batterie sono scariche, l’impianto elettrico preleva dalla rete elettrica di Enel (addebitando i kwh in bolletta).

scegliere le batterie per il fotovoltaico

In questo modo il risparmio sui costi energetici diventa il massimo ottenibile col proprio impianto.

 

Come funziona l’impianto fotovoltaico con batterie

Mettere batterie di accumulo col fotovoltaico è la soluzione per risparmiare in bolletta. Come scegliere le batterie più adatte? Prima di capire come scegliere le batterie più adatte, vediamo un po più nello specifico come funziona l’impianto fotovoltaico con accumulo.

Il sistema di accumulo viene collegato all’impianto fotovoltaico, da un lato, ed (eventualmente) alla rete elettrica esterna, dall’altro. Attraverso una centralina il sistema governa i flussi di energia in base alle necessità dell’utente. Attraverso un regolatore di carica, invece, il sistema regola la carica delle batterie evitando dannosi sovraccarichi. Il tutto, ovviamente, deve essere dimensionato in maniera proporzionale alla potenza dell’impianto, alle batterie ed alla quantità dei consumi elettrici.

Ecco come funziona. L’elettricità pulita prodotta dal fotovoltaico viene “dirottata su vie diverse” in ordine di priorità:

  • direttamente all’utenza di casa (ai carichi domestici) per l’autoconsumo immediato;
  • alle batterie di accumulo, per l’autoconsumo “differito”;
  • alla rete Enel (solo se previsto dal progetto e solo quando le batterie sono completamente cariche), per la valorizzazione attraverso il meccanismo dello scambio sul posto (leggi qui la guida completa allo scambio sul posto).

Un semplice schema chiarisce, più di mille parole, il funzionamento del sistema di accumulo domestico tramite batterie.

 

sistema di accumulo tramite batterie

Schema e componenti del sistema di accumulo fotovoltaico con batterie
Legenda: 1=Pannelli FV — 2=Inverter — 3=Batterie — 4=Centralina e Contatore
DC=corrente continua in uscita dai pannelli — AC=corrente alternata al sevizio delle utenze di casa

 

Si tratta in genere di un sistema “intelligente” in grado di stabilire se e quando autoconsumare, accumulare o (se previsto) immettere in rete l’energia auto-prodotta.

Nell’era dell’accumulo domestico da fonti rinnovabili l’aspetto principale degli impianti diventa, dunque, non più solo la capacità produttiva dei pannelli fotovoltaici, nè  l’efficienza di conversione dell’inverter, ma la capacità di accumulo elettrico delle batterie: “quanta energia pulita saranno in grado di stoccare le mie batterie?”

Come scegliere le batterie più adatte al mio tipo di impianto? Quante me ne servono per soddisfare le mie necessità? Di quanti kwh di stoccaggio mi servono per ridurre la spesa in bolletta in maniera significativa?

Ciò che oggi è fondamentale capire è se e come le batterie sono necessarie a garantire i maggiori risparmi in bolletta e se i loro costi vengono ammortizzati in tempi utili.

Leggi qui per approfondire benefici e vantaggi dello stoccaggio di energia e come la spesa viene ammortizzata nel tempo.

 

Quanto costa un Kit Fotovoltaico con e senza accumulatori?

I prezzi degli impianti fotovoltaici “chiavi in mano” sono arrivati oggi a costare anche meno di 2mila euro per kw. Un impianto da 3 kilowatt chiavi in mano costa meno di 6 mila euro, inclusa installazione.

Se, anzichè acquistare il servizio “chiavi in mano”, si opta per l’acquisto di un kit fotovoltaico completo di moduli, inverter, strutture di fissaggio e cablature, i prezzi scendono a cifre inferiori ai 1.000 euro per kilowatt di potenza impianto.

Su negozi online come Ebay o Amazon si trovano i prezzi in assoluto più economici: kit fotovoltaici da 3 kw con batterie si trovano, ad esempio, a meno di 3.000 euro. Kit da 4 KW con batterie al piombo vengono venduti a 3.500 euro + iva.

Per approfondire leggi anche: Il costo di un kit fotovoltaico al kw.

 

Come scegliere le batterie più adatte per il mio impianto fotovoltaico

Il fabbisogno medio di elettricità di una famiglia è di circa 3.000 kwh/anno che, suddiviso su base giornaliera, è di circa 8,2 kwh al giorno (cioè: 3.000 diviso 365 gg).

Il consumo giornaliero medio per una famiglia è di circa 8,2 kwh/giorno.

Se consideriamo che almeno il 50% dei consumi domestici avviene la sera o la notte, quando l’impianto non produce, si avrà bisogno di accumulare circa 4 kwh/giorno per avere un buon margine di autonomia dalla rete.

Per inciso: se riduco i prelievi di rete del 50%, le bollette si ridurranno del 50%. Se prelevo il 90% in meno, il mio risparmio sarà del 90%, ecc…

In una tipica giornata l’impianto potrà produrre per l’immediato consumo diurno, ma anche per il consumo notturno caricando le batterie di accumulo disponibili per la notte.

In questo caso una capacità di stoccaggio di 4 kwh sarà sufficiente a ridurre le bollette in maniera già significativa (ovviamente in estate le batterie incideranno meno sui consumi domestici, a causa della maggiore insolazione naturale).

 

Quali sono le differenze tra i diversi tipi di batterie?

Per una famiglia media di 2/3 persone solitamente il fabbisogno nelle ore serali/notturne è sui 4/5 kwh al giorno, ma in base al tipo di batterie si potranno adottare soluzioni diverse. Ecco i due principali tipi di batterie con il loro punto di forza e la loro criticità.

  • Batterie al piombo e Batterie al piombo/gel (per capirci: sono simili a quelle della macchina).
    Per queste si considera il 50% di utilizzo.
    Cioè: se ho bisogno di 4,5 kwh userò un accumulo da 9 kwh in quanto devo considerare che il sistema nel ciclo di “carica-scarica” si trattiene circa il 50% di energia (questo per evitare di danneggiare le batterie).
    Le batterie al piombo/gel durano mediamente 5 anni e quelle al Piombo durano 2/3 anni.
  • Batterie al litio (simili a quelle degli apparecchi elettrici).
    Per queste si considera l’80% di utilizzo.
    Cioè: per 4,5 kwh avremo bisogno di un accumulo di circa 5,7 Kwh. Questo tipo di batteria costa di più ma garantisce una maggiore durata rispetto a quelle al piombo, ed una maggiore efficienza. Hanno in genere 10/12 anni di funzionamento contro i 5 anni delle batterie a Piombo/Gel e contro i 2/3 anni di quelle al Piombo.

 

I costi delle batterie sono al ribasso e più andiamo avanti, meno costeranno. La batteria al Piombo è oggi la soluzione più economica, ma ha una minore efficienza e durata rispetto alle batterie al litio.

 

Di quanta energia ho bisogno per coprire i miei consumi con le batterie?

Per avere un’idea di quanto possa essere il mio fabbisogno di elettricità il calcolo è semplice: bisogna moltiplicare i watt assorbiti dagli apparecchi utilizzati, per le ore stimate di funzionamento.

Dunque: facciamo la lista di cosa dobbiamo alimentare e per quanto tempo. Leggiamo sulle targhette dei vari apparecchi quanto consumano e moltiplichiamo ogni consumo per il numero di ore di utilizzo stimate e sommiamo il tutto.

Esempio.

Di quanti kwh ho bisogno per far funzionare….
Utilizzatore Consumo di targa (watt) Ore di utilizzo giornaliere Energia necessaria (Wh)
4 lampadine da 40 watt 160 watt 6 960 Wh
1 Radio 60 watt 3 180 Wh
1 TV 100 watt 2 200 Wh
 …  …  …  ….
 …  …  …  ….
TOTALE ENERGIA NECESSARIA 1.340 Wh/giorno
(cioè: 1,34 Kwh/giorno)

 

Quante batterie ci vogliono per stoccare X kwh/giorno?

Fatte le opportune premesse, anche se ovviamente si parla sempre di stime: come capire quante batterie ci vogliono per accumulare “un quantitativo” di energia al giorno? In linea di massima, per capire come scegliere le batterie più adatte a garantire una certa  autonomia abbiamo bisogno di tre dati:

  • i kwh di stoccaggio desiderati
  • i Volt di ogni batteria (in genere le batterie sono a 12 o 24 Volt)
  • gli Amperora (Ah) di ogni batteria. L’Amperora è un indicatore della quantità effettiva di elettricità che la batteria è in grado di fornire in ogni ora di utilizzo. Gli Amperora (Ah) che ci interessano sono quelli dichiarati dal produttore sulla targhetta del prodotto e rappresentano la massima quantità di carica accumulabile nella batteria stessa.

Moltiplicando i Volt per gli Ampere si ottiene la potenza, in Watt. Moltiplicando i Volt per gli Amperora si ottiene la quantità di elettricità fornita dall’accumulatore, misurata in Wattora.

Il Wattora, o meglio il Kilowattora, è l’unità di misura utilizzata per quantificare l’elettricità che quotidianamente utilizziamo: in ogni contatore elettrico, come in ogni bolletta elettrica, l’unità di misura utilizzata è il kWh. Sulla base dei KWh vengono misurati, ad esempio, i consumi effettivi di un’abitazione, vengono calcolate le bollette e, per chi ha un impianto fotovoltaico, vengono calcolati i contributi dello scambio sul posto, l’autoconsumo o gli incentivi.

Ecco un piccolo simulatore per calcolare quante batterie sono necessarie per stoccare una certa quantità di corrente elettrica. L’assunto di base è che: “Wattora” = “Volt x Amperora”. Se questa è la “regola teorica”, “nella pratica” le batterie, per potersi ricaricare più volte e per durare a lungo nel tempo, non si devono mai scaricare completamente prima di essere ricaricate: diverse batterie (al piombo), ad esempio, possono raggiungere una scarica massima del 50% prima di essere ricaricate. Per questo motivo per scegliere le batterie più adatte bisogna considerare anche la “profondità di scarica” garantita da ogni tecnologia e dai relativi produttori.

 

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56 Commenti

  1. Aldo Barbero, il 6 giugno 2015 ore 15:50

    Potrebbe essere una buona idea utilizzare la capacità d’accumulo di un’auto elettrica? Ad esempio una piccola SMART elettrica possiede una capacità di 17,6 Kw/h. Chi non “sfrutta molto” l’automobile unirebbe così il meglio delle due tecnologie…

    • Alessandro F., il 25 novembre 2015 ore 17:32

      Diciamo che utilizzare un impianto fotovoltaico può contribuire, oltre che ad alimentare l’impianto elettrico di casa, anche a ricaricare le batterie dell’auto elettrica o dello scooter elettrico.

      In futuro, secondo le prospettive delle smart cities, molte tecnologie legate alla domotica verranno alimentate dagli impianti fotovoltaici e dagli impianti minieolici insieme ai sistemi di accumulo a batterie.

  2. Pietro, il 2 ottobre 2015 ore 08:15

    Grazie

  3. paolo ghirlanda, il 25 dicembre 2015 ore 20:30

    ho installato il fotovoltaico per 6 kw nell’aprile 2014 con il sistema scambio sul posto , posso ora installare le batterie di accumulo.

    • Alessandro F., il 28 dicembre 2015 ore 13:26

      si puoi

  4. Alex, il 30 dicembre 2015 ore 04:14

    Controlla bene le unita di misura delle formule.
    Ci sono molti errori concettuali
    che generano confusione.

    • Alessandro F., il 30 dicembre 2015 ore 11:34

      ok, tipo?

    • gipi, il 4 gennaio 2016 ore 19:50

      Ciao Alex & Alessandro F.

      Sul fatto che ci sia qualcosa da rivedere nella formula di calcolo per trovare il numero di batterie richieste vi sono ,pare anche a me ,i vari tipi di errori segnalati da Alex in modo criptico e sbrigativo .

      Gli errori di formula si “impastano”in un tutt’uno con quelli delle unità di misura e di concetto per cui è anche difficile spiegare la sitazione in modo semplice e breve .

      Cominciamo dalla pura sostanza :IL NUMERO DI ACCUMULATORI CHE VIENE FORNITO DAL TUO SISTEMA DI CALCOLO AUTOMATICO .

      Inserisco : 1) kWh da accumulare = 5
      2) Volt per ogni batteria = 12
      3) Ampere per ogni batteria = 50

      Il Calcolatore mi restituisce il valore = 9 Batterie(accumulatori)

      Ora :Se mi servono 5kWh “utili” ,e tenendo conto che gli accumulatori
      a piena carica ne devono contenere una quantità doppia , allora avrò bisogno di tanti accumulatori che contengano ,nel loro insieme ,la carica energetica di 10kWh .

      Dato che ogni accumulatore ,a piena carica ,contiene 12Vx50Ah=600Wh ossia 0,6kWh allora mi serviranno 10:0,6=16,66 accumulatori…=17 .
      In pratica il numero è doppio di quello del Calcolatore perchè questo non tiene conto che la scarica sarà al 50% del disponibile teorico massimo .

      La formula di calcolo rivista in modo “universale” per l’impiego con qualsisi tipo di accumulatore e con qualsiasi percentuale di scarica dovrebbe essere quella sottoindicata :

      ((kWhACC x 1000) : PS ):(Vac x Ahac)

      Dove : kWhACC = I Kilowattora che si vogliono riprendere
      1000 = Fattore di conversione da kWh a Wh
      PS = Profondità di scarica (100%=1..50%=0,5..10%=0,1)
      Vac = Voltaggio di lavoro di 1 accumulatore
      Ah = Amperaggio fornito con continuità nel corso di 1h
      e che scarica al 100% l’accumulatore

      NOTA : Il valore Ah è quello garantito dal costruttore dell’
      accumulatore ed è riportato sulla etichetta

      Facendo “funzionare” la formula con gli stessi dati già immessi nel Calcolatore automatico si ottiene il risultato cercato(giusto!)

      ((5 x 1000): 0,5)) : (12 x 50) = 16,66 …= 17 accumulatori

      Se la PROFONDITA’ DI SCARICA fosse stata prevista (tipo di accumulatore permettendo) all’ 80% allora il risultato sarebbe

      ((5 x 1000): 0.8)) : (12 x 50) = 10,42 …= 11 accum.

      Quanto esposto riguarda la rivisitazione della FORMULA in senso puramente numerico e logico. Per le altre considerazioni di Alex sugli errori delle UNITA’ DI MISURA e sugli ERRORI CONCETTUALI farò ,se ne avrò il tempo , un altro intervento .Il tutto sperando di non generare anche io altra confusione .

    • gipi, il 4 gennaio 2016 ore 22:37

      Ciao Alex & Alessandro F.

      Continuo ,in coda al precedente mio intervento ,sulla FORMULA DI CALCOLO DEL NUMERO DI ACCUMULATORI per quanto riguarda le osservazioni inesplicate di Alex.

      Dunque…..con riferimento alle POSTILLE ESPLICATIVE a corollario del CALCOLATORE AUTOMATICO DEL NUMERO DI BATTERIE :

      1) 1kWh = 1000Wh -TUTTO OK-

      2) In genere 2/6/12/24/o 48V -TUTTO OK-

      3) Pot(Watt) = Tens(V)xCorrente(Ah) -QUALCOSA NON QUADRA-

      I due termini della formula non sono della stessa DIMENSIONE.
      Se scrivo Pot(watt) ,nel 1° termine ,nel 2° termine dovrò scrivere Tens(V)xCorrente(A) mentre invece è stato scritto(Ah).
      Questo perchè la Potenza(watt)è ,per definizione fondamentale ,la risultante dalla moltiplicazione di V(volt) x A(ampere) .

      Pertanto la formula scritta classicamente sarebbe: W = V x I
      ma ,per i non addetti ai lavori ,poteva andare bene anche come scritta ma con la DIMENSIONE (A) e non (Ah).

      La spiegazione di cui sopra è puramente accademica in quanto lo scopo della formula presentata non era quello di calcolare la POTENZA (che non serve ai fini del calcolo N° accumulatori) ma la QUANTITA’ DI ENERGIA contenuta nell’accumulatore a base del sistema.

      La formula avrebbe dovuto essere scritta così :

      Energia(Wh) = Tens(V) x Corrente(Ah)

      4)Numero di batterie necessarie : kWh /(V x Ah) -QUALCOSA NON QUADRA-

      I kWh non sono una DIMENSIONE omogenea con i wattora che risultano dalla moltiplicazione (V x Ah). Infatti se si prova a risolvere la formula immettendo i dati 5kWh ; 12V ; 50Ah si ottiene il risultato

      N° batterie(accumulatori) : 5 / (12 x50) = 0,0083333 ?!?!?

      Evidentemente manca per i kWh il fattore 1000 di conversione in Wh per cui la formula correttamente scritta risulterebbe :

      (kWh x 1000) / (V x Ah)

      e rifacendo il calcolo di prima si ottiene (giustamente!) :

      (5 x 1000) / (12 x 50) = 8,33 … = 9 accumulatori

      che però andrebbero scaricati al 100% ma scaricandoli solo al 50% di accumulatori ce ne vogliono 18 (il doppio !) .

      Spero di non avere deragliato e di aver soddisfatto Alex ,ma ,chissà anche Alessandro . Speriamo bene !!!!!

      • Alessandro F., il 8 gennaio 2016 ore 13:16

        Benissimo!! Grazie per i tuoi preziosi consigli.
        Ho corretto le legende della formula.
        E, giustamente ancora più importante, appena ho un attimo aggiungo la “profondità di scarica” tra le variabili da inserire.
        Ci aggiorniamo a breve.

  5. Alessandro F., il 8 gennaio 2016 ore 19:01

    Ecco aggiornato il simulatore, fatemi sapere se è ok!

    • gipi, il 12 gennaio 2016 ore 12:02

      Ciao Alessandro F.

      Aggiornamento ottimo anche per l’aspetto grafico che e molto buono e già proprio del tuo Sito . Attendiamo eventuali consigli di miglioramento (ma per favore ESPLICITI) da ALEX o da chiunque altro.
      L’Uomo è in miglioramento tecnico continuo da circa 1 milione di anni e anche l’ottimo di oggi sarà mediocre domani. Bisogna fare e facendo si sbaglia spesso (chi più,chi meno) fare tesoro di tutti gli sbagli propri e altrui è arte somma di vita. Di più : Solo chi sbaglia poco è più disposto ad ammettere i propri errori .

    • gipi, il 13 gennaio 2016 ore 10:16

      Ciao Alessandro F.

      Lo sapevo già da subito ma…. non avevo osato dirtelo (anche per non creare troppo scompiglio e procedere con ordine a piccoli passi): Ci sarebbe ancora qualcosa da sistemare nello scritto di”QUANTE BATTERIE CI VOGLIONO PER STOCCARE…..”

      A—-Ampere e non Amphere (perchè il sig. Andrè-Marie di cognome faceva proprio Ampere (Vedi Wikipedia alla voce).

      B—-(Gli ampere di ogni batteria.Gli Ampere sono……).
      La definizione non mi pare quella giusta perchè, per convenzione, l’UNITA definita AMPERE rappresenta un FLUSSO ELETTRICO detto più comunemente INTENSITA DI CORRENTE (vedi sempre Wikipedia).
      Per esprimere la quantità di carica contenuta in un accumulatore si deve usare l’Unità Ibrida che è l’Ah (AMPERORA). Nel tentativo di spiegare, anche a me stesso nel passato, il motivo che ha generato questa strana Unità mi ero reso conto che la cosa era di difficile comprensione/spiegazione per cui….sorvoliamo!
      Quindi direi che la scrittura corretta potrebbe essere :
      “gli Amperora di ogni batteria. Gli Amperora (Ah) che ci interssano sono quelli dichiarati dal produttore della batteria sulla targhetta del prodotto e rappresentano la massima quantita’ di carica accumulabile nella batteria stessa.”

      C—“Moltiplicando i Volt per gli Amphere……” e poi ancora
      “Ecco un piccolo simulatore per calcolare…..” io riesco solo ad intuire in modo confuso il senso dei due Capoversi ma non sarei in grado di spiegarli a nessuno e …mi è pure impossibile dire il perchè punto per punto.
      Sperando di interpretare lo spirito e la sostanza di quanto già scritto io proporrei questa riscrittura (magari migliorabile):

      La massima quantità di ENERGIA IMMAGAZZINABILE in una batteria può essere calcolata moltiplicando tra loro i valori Ah(Amperora)e V(Voltaggio), che sono indicati nella targhetta della batteria stessa, ottenendo il valore di ENERGIA IMMAGAZZINABILE espressa in
      Wh(Wattora): Ah x V = Wh . Dividendo i Wh per 1000 si ottengono i kWh(kilovattora) che sono la stessa UNITA’ DI MISURA dell’ energia che si rileva dai Contatori ENEL e che viene conteggiata in bolletta.
      Ecco un piccolo simulatore …..(TUTTO OK) .
      Poi invece di: “L’assunto di base è che: Wattora=………”
      L’avvertenza fondamentale da rispettare è che, per mantenere le batterie efficienti sul lungo termine,non si deve mai scaricarle completamente ma solo in parte (come già risaputo per quelle delle automobili).

      • Alessandro F., il 14 gennaio 2016 ore 15:51

        ok grazie ancora per i preziosi consigli.

  6. Alex, il 26 gennaio 2016 ore 01:50

    ok ragazzi
    ora va molro meglio.

    le formule sono giuste
    (dimensionalmente corrette)
    ed i nomi delle unita di misura sono corretti.

    Occhio sempre ad un frequentissimo errore: l energia non si genera
    ma si puo solamente convertire (da una forma ad un altra )

    • gipi, il 27 gennaio 2016 ore 19:12

      Ciao Alex

      FINALMENTE !!!!! Dopo tutte le Novene e Rosari finalmente ti appalesi. Scherzi a parte,la tua approvazione ci rincuora e fornisce maggiore slancio .

      Per il tuo richiamo (giusto in principio, ma criptico come al solito)
      A CHE COSA TI RIFERISCI ????? . Io sicuramente non posso mai averlo detto poichè la mia massima,da quando ho cominciato a capire qualcosa
      di Fisica, è sempre stata “NULLA SI CREA(GENERA)MA TUTTO SI TRASFORMA DA SOLO,O CON L’INTERVENTO ACCELERATORE UMANO,AL PREZZO DI UNA PERDITA DI ENERGIA CHE ASSUME FORMA ENERGETICA DI RANGO INFERIORE. Il fattore “RENDIMENTO” me lo porto sempre in tasca dovunque io vada .

      Se ti riferisci a qualche “salto a piè pari” nelle descrizioni funzionali degli Impianti FV hai sicuramente ragione. Però, con tutto lo SCONQUASSO che c’è già nel Sito…..non puoi pretendere.

      Se ti riferisci a dizioni frequenti tipo “GENERARE ENERGIA DAL SOLE” e similari allora…… LO FAI APPOSTA !!!!

      Qui io non credo di trovarmi in una Aula Universitaria! Si parla al meglio ma relazionandosi anche a quella che è la BASE degli interventisti.

      Scusami ma mi richiami alla memoria un certo Giudice della Suprema Corte di Cassazione italiana che,di cognome,faceva CARNEVALE ma che non faceva divertire per nulla i suoi colleghi Magistrati(anni ’90)
      Infatti non esisteva sentenza,emanata da suoi Colleghi,che a lui piacesse. E LUI….. CASSAVA, CASSAVA, CASSAVA …..SEMPRE FORTEMENTE CASSAVA.

      Abbi pietà di noi !!!!

  7. Ivano, il 20 febbraio 2016 ore 20:15

    Salve a tutti.
    Scusate l’intrusione essendo ignorante in materia avrei un paio di domande da porre:
    Ho installato un fotovoltaico da 16 kwh quinto conto energia con pompe di calore e solare termico e sarei interessato ad installare un accumulatore.
    Ho letto da qualche parte che se installi accumulatore su impianto fotovoltaico preesistente puoi perdere incentivi GSE anche in modo retroattivo, è vero o falso?
    2 domanda nel caso sia possibile installarlo, ho consumi di circa 21000 kwh circa 6000 euro anno tariffa agevolata D1.
    Di che tipo di batteria avrei bisogno per abbassare drasticamente la bolletta e indicativamente di che cifre si parla per acquisto .
    saluti e grazie in anticipo a chi ha voglia e tempo di rispondere

  8. Alex, il 24 febbraio 2016 ore 13:31

    Ivano
    se riesci a concentrare i tuoi consumi elettrici durante il giorno,cioe quando il tuo fotovoltaico fornisce energia, la tua bolletta diminuira.

    Per determinare il numero di batterie dovremmo sapere quanto consumi di notte (quando il fotovoltaico non funziona).

    Tanto per dare un numero
    minimo ti direi di mettere batterie per almeno 4kWh.

    Probabilmente quando ne vedrai il costo ti passera la voglia.

    Sono un sacco di soldi per avere poca energia accumulata (sempre che il tuo inverter sia compatibile con l accumulo cosa che a priori non e detto).

    Consiglio:prova a concentre i tuoi consumi elettrici durante le ore di sole !

    • Alessandro F., il 25 febbraio 2016 ore 10:37

      concordo, prima di tutto aumentare per quanto possibile l’autoconsumo diurno. Poi eventualmente utilizzare un piccolo pacco batterie come ausilio all’autoconsumo (anche se i prezzi batterie sono graduale in diminuzione)

  9. Massimo, il 25 febbraio 2016 ore 17:06

    Ciao, un info interessante, Dgr4769 28012016 reg LOMBARDIA incentivo x installazione accumulatori fotovoltaico.Avete qualche consiglio da darmi per installare un accumulatore al mio impianto da 4.32 su doppia falda, alimenta 2 appartamenti, consumo annuo al netto dell autoconsumo 3500 kwh. Che tipo di batterie litio… mi consigliate e a che prezzo onesto pensate si possa arrivare? Grazie Massimo

  10. Alex, il 26 febbraio 2016 ore 00:13

    massimo
    non tutti gli inverter sono predisposti e/o adatti per funzionare con batterie di accumulo.

    ipotizzando che il tuo lo sia direi che dovreste orientarvi su valori di energia accumulabile di almeno almeno 6 kWh al giorno.

  11. armando, il 5 marzo 2016 ore 18:36

    Buongiorno a tutti e complimenti per tutte le informazioni, ma grazie alla mia scarsa conoscenza, ancora non sono riuscito a capire come calcolare il tipo di accumulatore da usare, in pratica i kwh che puo erogare/accumulare.
    Ogni impianto è a se, ma non è che per caso conoscete un software dove si possono inserire tutti i dati tipo costi, consumi, produzione per calcolare che tipo di accumulo è meglio mettere?
    Grazie per l’attenzione.
    Armando.

  12. michele, il 28 marzo 2016 ore 17:47

    consumo circa 2500 euro all’anno tra eni gas e enel elettricita’.ho la possibilita’ di impiantare un fotovoltaico con accumulo su una superficie di 60 mq. quanto mi costa l’impianto?

    • Alessandro F., il 29 marzo 2016 ore 14:27

      su 60 mq, se sono tutti sfruttabili per i pannelli, si possono installare fino a 7-8 kw al costo di meno di 2.000 euro/kw più detrazioni fiscali. Sfruttando scambio sul posto ed un buon autoconsumo diurno è possibile ridurre la spesa energetica di almeno il 50%, magari integrando gli impianti a gas con gli impianti elettrici.
      Ovviamente, però, il tutto richiede un’analisi approfondita.

  13. alessandro, il 5 aprile 2016 ore 10:18

    Buongiorno su impianto da 3 kw installato nel 2010 si possono mettere le batterie di accumulo? Chiaramente credo bisognera’ cambiare il tipo di inverter x la modifica. premetto che e’ attivo lo scambio sul posto. Se la risposta e’ no vorrei sapere il perche’. grazie

    • Alessandro F., il 5 aprile 2016 ore 17:24

      se sei col primo conto energia No non puoi (perchè lo vieta la normativa).

  14. GIAMPIERO PEDRAZZINI, il 5 aprile 2016 ore 13:59

    giampiero, 5 aprile 2016

    avendo un impianto fv.di 5kw consumando sera/notte circa 10kw
    cortesemente quanto devo poter accumulare per soddisfare il fabisogno sera/notte di 10kw? con batterie al liteo di nuova generazione tipo telsa o lg
    con una carica e scarica di almeno 80% .
    quante batterie necessitano?
    quale potrebbe essere all incirca la spesa?

    che mi sapreste dir sul contributo a fondo perso dato dalla regione lombardia sull accumulo?

    saluti e grazie anticipatamente

    • Alessandro F., il 5 aprile 2016 ore 17:23

      Se intendi 10 kwh, per le batterie con scarica all’80% considera per la capacità nominale circa il 20% in più: dunque circa 12 Kwh di accumulo nominale. L’impianto da 5 Kw potrebbe produrre giornalmente circa 15 kwh.
      Di questi, alcuni andrebbero in autoconsumo istantaneo (dipende dai tuoi consumi diurni), altri verrebbero accumulati nella batteria. Verifica che ciò che NON autoconsumi istantaneamente sia sufficiente a caricare il pacco batterie. Se hai dubbi diminuisci la capacità di accumulo (compra meno batteria).
      ..e tieni presente della stagionalità della produzione dell’impianto: in estate riempirai le batterie e immetterai anche in rete le eccedenze. In inverno non arriverai a riempire le batterie come in estate.

  15. Carlo, il 7 aprile 2016 ore 20:49

    Salve a tutti, sono già in possesso di un impianto fotovoltaico domestico medio grande, circa 7 kw installato a dicembre 2011 e ricadente, pertanto, nel quarto conto energia. Mi è stato proposto di collegare una batteria agli ioni di litio della portata di 10 kw al fine di accumulare l’energia prodotta e non consumata evitando, quindi, di immeterla in rete e poter prelevarla di notte o durante le girnate più buie.
    L’offerta prevede un esborso iniziale di 9.900,00€ soggetti a detrazione fiscale (rientro di 495,00€ ogni anno per dieci anni) e un ulteriore rientro di altri 2.000,00€ al termine dei 10 anni da parte dell’azienda fornitrice mediante un meccanismo che loro definiscono patto di riacquisto il quale prevede, appunto, un bonus al termine dei 10 anni con il quale si può rigenerare o sostituire le batterie o decidere di tenerselo(sarà vero? me li danno solo se riacqisto? se l’azienda nel frattempo fallisce?).
    Volevo gentilmente sapere da Alessandro se a suo avviso l’offerta è convienente oppure se è meglio non fare niente.
    Grazie 1000

    • Alessandro F., il 8 aprile 2016 ore 09:43

      Ciao Carlo, mettere le batterie conviene, ma, come giustamente dici, dipende dal prezzo, che deve essere ammortizzato in tempi utili.
      Non conosco questa formula di “riacquisto” dopo 10 anni.
      I 10 Kwh di accumulo sono (probabilmente) nominali, non effettivi. I kwh di accumulo effettivo dipendono dal tipo di batteria e quindi dalla “profondità di scarica” che cambia se sono batterie al Piombo Acido, Litio, ecc..
      Per le detrazioni: verifica di avere abbastanza capienza, altrimenti rischi di perderle.
      Ipotizzando profondità di scarica al 70% la batteria potrebbe accumulare circa 7 kwh/giorno che moltiplicati per 0,25 (costo lordo energia) vorrebbe dire 1,75 €/giorno. 53 €/mese. 636 €/anno. 6360 euro/10anni. –> conviene se avrai capienza fiscale per i prossimi 10 anni per sfruttare le detrazioni.
      Nelle batterie è incluso il costo IVA?
      Negli anni la capacità di accumulo batteria è costante o diminuisce nel tempo?
      Ci sono costi accessori? Tipo manutenzione o altro?

      Se ci dai un riscontro su queste domande, può essere utile a tutti. Grazie

  16. Carlo, il 12 aprile 2016 ore 22:47

    Innanzi tutto ti ringrazio per avermi tempestivamente risposto.
    Per iniziare ti dico che la batteria sarebbe un’apparecchiatura singola da applicare ai due inverter che già possiedo.
    Questo è il primo inconveniente sia per quanto riguarda l’ingombro sia perché credo che gli inverter più moderni nati già con l’accumulo incorporato possano dare meno problemi (anche se qui si entra nella casistica. Mi sono così in parte agganciato alla tua domanda riguardante la manutenzione che l’azienda venditrice la definisce nulla.
    In realtà è sempre un dispositivo elettronico complesso che può dare problemi, essere difettoso o “bruciarsi” con un fulmine. È vero che ci sono garanzie e assicurazioni, ma sono comunque cose rognose. Questo per dire che affinché l’offerta diventi negli anni “fruttuosa”, bisogna sperare che tutto vada per il verso giusto. Il prezzo è comprensivo di IVA e non ci sono costi accessori. Non sono un esperto, ma credo (esclusivamente per mio personale intuito) che le batterie agli ioni di litio siano come quelle dei nostri cellulari le quali hanno un certo numero di cicli di carica-scarica, non hanno l’inconveniente dell’essere scariche per poter essere ricaricate, ma alla lunga perdono di efficienza.
    Credo di avere risposto a tutto quello che mi hai chiesto.
    In merito al tuo conteggio economico matematico piú che verosimile, mi permetto di aggiungere che mi sembra di comprendere sis potenziale. Nel senso che tiene conto del fatto di consumare ogni giorno l’accumulo nella sua interezza. Penso che non sia così, in quanto ci saranno giornate con le batterie piene e che durante la notte nn vengono del tutto scaricate e giornate che invece avranno una carica insufficiente a garantire l’autoconsumo perfino durante le ore diurne (penso all’inverno con 2 o più giornate molto buie o nebbiose). Ciò determinerebbe una diminuzione dei tuoi conteggi, ma di questo ti chiedo conferma.
    Cordiali saluti

  17. samuele, il 25 giugno 2016 ore 15:34

    ho installato un impianto fotovoltaico da 4,1 kw – usufruisco degli incentivi GSE del 5° conto energia – posso installare un impianto di accumulo fotovoltaico? considerando che concentro molto i consumi di giorno, di quanto deve essere l’impianto da montare ? grazie

    • Alessandro F., il 30 giugno 2016 ore 12:44

      Si il 5° conto energia è compatibile con l’integrazione di un accumulatore.
      Se concentri molto i consumi di giorno, meglio. Avrai bisogno di un accumulo minimo per ammortizzare bene le spese.
      Il dimensionamento dipende dai consumi serali/notturni, per intenderci: escludendo sabati, domeniche e festivi, quelli in fascia F2-F3. Un accumulo intorno ai 3 kwh effettivi (non nominali) potrebbe fare al caso tuo.

  18. Alex, il 29 giugno 2016 ore 20:07

    Tanto per capirsi. . . ottenere il 100% di autoconsumo di energia
    tecnicamente e’ fattibile
    ma economicamente non conviene quasi mai. . .

    . . . specialmente nelle case provate con impianti con potenze di pochi kWp.

    • Alessandro F., il 30 giugno 2016 ore 12:35

      concordo, soprattutto per via della stagionalità e delle fluttuazioni di produzione (e consumi).

  19. franco, il 14 settembre 2016 ore 17:42

    Buongiorno sto comprando un appartamento mi garantisco 6Kw con i pannello fotovoltaico chiedo se conviene montare un accumulatore o la spesa non vale premetto che vivo solo e di giorno non sono mai a casa ma la mia intenzione e’ sfruttare in inverno l’utilizzo della pompa di calore per il riscaldamento a pavimento
    grazie

    • Alessandro F., il 15 settembre 2016 ore 14:37

      se sei da solo ti consiglio di diminuire la potenza impianto, 6 kw sono fin troppi.
      Diminuire la potenza a 2-3 kw, sfruttare la domotica per far andare gli elettrodomestici di giorno ed, eventualmente, sfruttare l’accumulo.

  20. Alex, il 15 settembre 2016 ore 15:39

    Franco,
    non si capisce bene che vuoi dire.

    Forse che stai comprando un appartamento nuovo il quale e’ dotato, fin dalla nascita, di pannelli fotovoltaici in quantita predeterminata con una potenza di picco di 6 kw?

    Se cosi fosse credo che allora dovresti tenere in conto quanto segue:

    -i pannelli sono gia installati e non si puo variare il loro numero (leggi potenza)
    -i 6kw di picco, sono un valore assai poco indicativo
    -quello che veramente e’ da prendere in considerazione ‘ l ENERGIA che i pannelli riescono a produrre ( o meglio convertire) in un mese.

    Se vivi da solo e stai fuori per lavoro non credo che avrai grossi benefici nell’usare i pannelli FV.

  21. carmine, il 27 settembre 2016 ore 22:01

    l’argomento è interessante, volevo chiedervi, quando ho bisogno dell’energia che ho stoccato nelle batterie, queste sono in grado di fornire i watt che richiedo? l’inverter che caratteristiche deve avere per poter fornire l’energia richiesta? Perché nè ho uno da 1000 watt (così sta scritto sull’etichetta) e con quattro batterie da 40 Amp. riesco a far funzionare solo quattro lampadine da 20 watt, per circa 4 ore. Se aggiungo un’altra lampadina
    mi si spegne tutto. Come mai?
    Grazie
    Carmine

  22. Alex, il 28 settembre 2016 ore 18:11

    Carmine
    con 4 batterie da 40 Ah (ampere x ora, non ampere!) dovresti avere piu autonomia.
    In termini di energia, le batterie accumulano
    4x40Ahx12Volt=1920 watt x ora

    Le lampade assorbono (sempre in termini di energia)
    4x40wattx4ore=320 watt x ora

    numero totale di ore di autonomia=1920/320= 6 ore
    (considerando nulle tutte le perdite di conversione di energia, cosa impossibile nella pratica)

    Quindi nel tuo caso e’e qualcosa che non va: o le batterie sono vecchiotte/scariche, o l’inverter e’ pessimo (ha uno scarso rendimento,scalda molto, un inverter cinese comprato su ebay),oppure entrambe le precedenti.

    Altra ipotesi e’ che le lampade in effetti consumino qualcosa di piu di 20 watt ognuna, magari unita alle problematiche di cui sopra.

    In ogni caso la scarsa durata e’ indice di scarsa qualita dell’impianto.
    (batterie mediocri, inverter mediocre, cavi lunghi e di piccola sezione etc)

    Stai toccando con mano cosa significa avere un impianto a basso rendimento (occhio non bassa potenza): durante la conversione di energia (dalla batteria alle lampadine) una buona parte della stessa va sprecata.

    Potresti valutare la possibilita di passare a lampade LED cosi da prolungare la autonomia.
    Se vale economicamente la pena, lo devi valutare tu.

    • gipi, il 27 ottobre 2016 ore 20:50

      Ciao Alex e Carmine.

      Alex, vedo ora (oggi 27 Ott)quanto da te scritto per Carmine.
      Direi che sei incappato in un errore, magari per la fretta.

      La formula dalla quale ricavi i 320Wh contiene un refuso dove tu scrivi 4×40 anzichè 4×20 come sarebbe corretto. Il risultato 320 Wh risulta comunque numericamente giusto.
      La tua successiva operazione1920/320 = 6h fornisce il valore 6 che non sono ore bensì “periodi di 4 ore cadauno. In pratica le ore di funzionamento risultanti sarebbero 6periodi x 4ore = 24h.

      A te non sfuggirà che facendo 1920Wh/320Wh si ottiene un valore “numerico”che non ha una “dimensione”e si tratta quindi di un “rapporto” tra due valori numerici di identica “dimensione”……

      Rifacendo il calcolo in modo corretto e con gli stessi valori da te usati il tutto risulta :
      (4 Batt.x(40Ax12V))/(4Lamp.x 20W) = 24h

      Carmine non dice chiaramente se il suo “sistemino FV” è indipendente (a Isola), totalmente sconnesso dalla Rete e serve solo le 4 lampadine. Potrebbe anche essere che lui ha “Bricolato” e ha connesso il tutto alla Rete nel qual caso le sue batterie le scaricherebbe anche, in buona parte, in Rete…….. Potrebbe essere che ha montato in “Isola” un Inverter cinese di quelli a ONDA QUADRA (fatti sul principio di quelli che si possono inserire nella presa accendisigari delle automobili) e dalla dubbia funzionalità.
      Inoltre non dice nulla del tipo e voltaggio delle batterie (accumulatori) usate. L’accenno ai 40A sembrerebbe indicare batterie da Automobile delle più piccole in commercio, poco adatte per il FV, e che possono essere scaricate di non più del 50% della Carica Nominale (a nuovo) . Poi non dice parecchie altre cose (sicuramente non sa tutti i dati necessari). Ovviamente la potenza dell’Inverter non sarebbe in discussione (1000Wp per una potenza richiesta di 4 x 20W = 80W ).

      Rifacendo tutti i calcoli, supponendo le batterie NUOVE da 40A di “targa”, scaricandole al 50% (0,50) (l’Inverter dovrebbe essere adeguatamente tarato tanto per la percentuale di scarica come anche per il flusso massimo di Ampere da prelevare dalle batterie che richiedono scariche “dolci, continue e senza troppe punte”), ponendo il rendimento di scarica batteria a 0,85 (85%) e quello dell’Inverter a 0,9 (90%), il formulone di calcolo delle ore risulta :

      ((4Batt.x40Ax12v)x0,50×0,85×0,90)) / (4Lamp.x20W) = 9,18h
      Questo per la Teoria e anche abbastanza vicino alla Realtà ! (così mi sembra).

      Per l’impedimento offerto dalla resistenza dei cavi (quelli della Corrente Continua delle batterie). Se sono anche solo da 1,5 mmq sarebbero “un po’ tirati” ma ancora accettabili se non lunghi oltre 10 Mt. Il calcolo valutativo è : 80W/12V = 6,66A , da cui 6,66A/1,5mmq = 4,44A/mmq .

      Se la aggiunta di una 5a lampadina provoca lo spegnimento generale delle altre 4 potrebbe dipendere dalla “soglia massima di prelievo istantaneo”concessa dal parametro ( fisso o modificabile ? ) impostato sull’Inverter per il prelievo dalle batterie.

      Evidentemente Carmine deve trovare il difetto del suo Sistema perchè a me pare che lui usi già lampadine da 20W fluorescenti e anche passando a quelle Led potrebbe migliorare di un 40% o poco più ma il suo Impianto continuerebbe ad assere molto inefficiente.

      Il “fai da te” è una ottima attività, di grande soddisfazione e anche molto istruttiva, però …..bisogna faticare parecchio e anche essere disposti a vedere volatilizzarsi qualche soldino dal portafoglio per gli esperimenti.

    • gipi, il 28 ottobre 2016 ore 10:54

      P.S.
      Mi scuso per una dimenticanza occorsa.
      Nella formula di calcolo del “carico” di Ampere sul conduttore da 1,5mmq ho dimenticato di inserire il “rendimento” dell’Inverter che avevo stabilito al valore 0,9.

      La formula corretta risulta :
      80W/12V/0,9 = 7,41A , da cui 7,41A/1,5mmq = 4,94A/mmq

  23. sebastiano, il 9 ottobre 2016 ore 17:32

    Salve a tutti.
    Scusate l’intrusione essendo ignorante in materia avrei un paio di domande da porre:
    Ho installato un fotovoltaico da 5.28 kwh con lo scambio sul posto (SSP) da 15 giorni cioè il 20/09/2016, sarei interessato ad installare un accumulatore.
    Ho letto da qualche parte che se installi accumulatore su impianto fotovoltaico preesistente puoi perdere incentivi GSE anche in modo retroattivo, è vero o falso?
    Di che tipo di batteria avrei bisogno considerando di avere un consumo serale/notturno di circa 10 kw.
    saluti e grazie in anticipo a chi ha voglia e tempo di rispondere.

    Nota :L’impianto e ancora in fase di disbrigo documenti con il GSE e in fase di collando.

    • Alessandro F., il 10 ottobre 2016 ore 10:56

      Sul sistema di accumulo: è incompatibile solo con gli impianti incentivati col primo conto energia (quelli del 2007).
      In ogni caso gli incentivi non ci sono più da parecchi anni ormai. Oggi c’è lo scambio sul posto (che non sono “incentivi”) ed i sistemi di accumulo possono essere installati senza alcun problema. Sono cumulabili anche con le detrazioni fiscali.

      • sebastiano, il 19 ottobre 2016 ore 17:16

        Grazie per la risposta, per quello che riesco a capire, se installo un accumulatore di energia non perderei la detrazione del 50 per cento per i 10 anni. Per cui in qualsiasi momento posso installare l’accumulatore. Grazie

      • gipi, il 3 novembre 2016 ore 18:53

        Ciao Sebastiano

        ATTENZIONE : l’informazione che ti è stata data è INCOMPLETA.

        In realtà il tuo Impianto di Accumulo deve rispettare tutte le normative tecniche previste e deve anche essere CERTIFICATO nel suo insieme da un TECNICO ABILITATO.

        Credo ci sia anche da fare una Pratica presso ENEL….

        Inoltre il tuo Accumulo deve essere anche notificato al GSE quale modifica del tuo attuale Fotovoltaico Semplice.

        Se fai invece tutto senza seguire le Procedure Imposte , quando il GSE se ne accorge (e se ne accorge sicuramente dal cambiamento che si determina nel tuo SSP), ti sospende qualsiasi tipo di pagamento, e ti sanzionerà anche.

        Spero tu possa leggere questo avvertimento ritardatario in tempo prima di cacciarti nei guai.

        • sebastiano, il 6 novembre 2016 ore 09:54

          Salve,gigi
          Ti ringrazio per la risposta tutte le pratiche che ai detto sono state eseguite come impianto fotovoltaico semplice, ok quindi devo eseguire una nuova procedura per inserire l’accumulo,ma la mia domanda è posso inserire l’accumulo senza perdere l’ incentivo del 50 per cento per i prossimi 10 anni.
          Grazie perla risposta.

        • gipi, il 9 novembre 2016 ore 12:26

          Ciao Sebastiano.

          Quello che tu chiami “incentivo” sarebbe meglio chiamarlo “SGRAVIO IRPEF”.
          Questo perchè il termine INCENTIVO è già stato usato per indicare la forma di SOVVENZIONE STATALE per gli Impianti FV messi in Servizio sino al 30 Giugno 2013.
          A partire da detta data le Regole sono state radicalmente modificate e, da quel momento, si parla di SISTEMA SSP.

          Il tuo Sistema di Accumulo lo potrai “scaricare IRPEF” (al 50% in 10 anni) tale e quale come hai già fatto per il tuo FV già esistente.

          Se fai le cose in regola (assistito da un Tecnico Abilitato) non corri nessun rischio (salvo quelli soliti, ed inevitabili, dovuti a casuali malfunzionamenti della trafila burocratica).

          Comunque, visto che il tuo FV è appena nato (20/9/2016), ti consiglierei di “farti la mano”per capire di fatto come ti funziona il Sistema in rapporto alle tue necessità di casa. Per avere alcune certezze dovresti attendere almeno sino a fine Maggio 2018 (maturare il 2017 intero e “avere in vista” i conti Energetici ed Economici del GSE per il detto 2017).

          Fai pratica per “entrare” nel tuo Conto SSP attraverso il Portale del GSE.
          Potrai trovarvi qualcosa SOLO dopo il 20 maggio 2017 quando potrai vedere la liqidazione del 2016 e il 1° acconto per il 2017 (5,28 x 12,32 = 65€) nonchè 2 “trattenute di gestione Conto” ciascuna di 36,6€ (una per il 2016 passato e una per il 2017 in anticipo).

          Nel frattempo potrai valutare meglio la reale convenienza di installare un Accumulo dimensionato secondo le tue necessità.

  24. Alex, il 10 ottobre 2016 ore 15:23

    Sebastiano
    per trarre il maggior vantaggio economico dal tuo impianto FV,
    cerca di massimizzare il tuo autoconsumo energetico.

    Cioe’ cerca di usare la potenza eletttrica disponibile nel momento stesso in cui e’ disponibile, vale a dire per esempio, se devi stirare o passare l’aspirapolvere,usare lavatrice e lavapiatti cerca di farlo (o farlo fare) durante le ore di sole e non di notte.

  25. marco, il 18 ottobre 2016 ore 20:19

    Salve,
    sono un italiano che vive all’estero,mi sono costruito un impianto fotovoltaico per autoconsumo utilizzando un grid tie inverter,quindi senza batterie.Mi spiego meglio:l’energia prodotta dai pannelli viene riversata direttamente nella rete di casa,la casa deve essere pertanto già fornita dal gestore di elettricità, e finchè i consumi non siano superiori alla potenza installata il mio contatore non gira.Questo è un metodo che negli Stati uniti per esempio è divenuto molto comune,tant’è che,essendo anche gradito all’amministrazione in termini di risparmio energetico,vengono impiantati contatori a due vie.Ossia,quando non consumi gira in senso inverso e vendi la corrente che produci.Ora la mia domanda è:siccome so che con i nuovi contatori elettronici in Italia non è possibile farsi un tale impianto,mentre oggigiorno tutto sarebbe reperibile e fattibile a costi bassi,non si potrebbe provare ad
    ottenere la possibilità di installare questo tipo di contatori anche in un paese benedetto dal sole? O ci sono già delle soluzioni per questo? Vi prego se potete di darmi una risposta,ho una casa nel sud Italia dove vorrei fare lo stesso impianto.Spero non sia il solito problema politico…….
    Saluti

    • marco, il 23 ottobre 2016 ore 14:52

      Cercando nel vostro sito,ho letto del sistema “scambio sul posto”.Credo sia più o meno lo stesso sistema,ma a chi è necessario rivolgersi per un tale impianto,e questo dovrà essere certificato o è possibile installare da soli un impianto fotovoltaico di qualsivoglia potenza e richiedere poi lo scambio sul posto al gestore elettrico?
      Grazie

      • Alessandro F., il 24 ottobre 2016 ore 10:37

        Per accedere allo scambio sul posto l’impianto deve essere connesso per immettere energia nella rete. Per questo motivo deve essere realizzato da un installatore qualificato e deve aderire agli standard normativi. Una volta realizzato l’impianto, allacciato in rete e messo in funzione, è possibile chiedere a gse (per via telematica) la convenzione per lo scambio sul posto.

    • gipi, il 24 ottobre 2016 ore 19:10

      Ciao Marco

      In fatto di Energia ,del suo costo,delle regole (anche di quelle tecniche) tutto dipende proprio dalla POLITICA di ogni singolo Stato (Politica intesa nel senso più ampio del termine e senza voler suggerire un significato negativo).

      E’ interessante la tua succinta spiegazione di quello che succede negli USA.

      Se vieni in Italia accantona pure tutto nel dimenticatoio (qui il “fai da te come ti pare basta che funzioni” non esiste).

      Devi riprendere tutto da capo. Scorri con pazienza questo Sito leggendoti gli Articoli di Testa che vanno per la maggiore e che siano di pubblicazione non troppo datata. Qualcosa potrai anche imparare dalle discussioni che ne seguono (però è un lavoro faticoso e lungo come i “Puzzle” da 5000 tessere (almeno). Esistono pure altri Siti (discreti) che però non posso nominare qui per dovere di ospitalità.

      • marco, il 26 ottobre 2016 ore 19:51

        grazie x la risposte,gipi ed Alessandro.Leggerò con interesse i post a riguardo.Il riferimento alla politica era rivolto all’interesse o meno della nazione di incentivare la riduzione dei consumi energetici da parte dei propri cittadini.E’una mera utopia,probabilmente,finchè i costi degli impianti resteranno elevati.

        • Alessandro F., il 27 ottobre 2016 ore 11:18

          Ciao Marco. Stando a quanto dicono “le istituzioni” qui in Italia, quello che costa è la gestione di rete: tantissime piccole immissioni in rete fatte da tantissimi piccoli impianti sparsi sul territorio. In altri termini (stando a quanto dice l’Autorità) la rete in Italia dovrebbe essere ammodernata ed adattata per accogliere in maniera efficiente tanti piccoli punti di immissione con flussi molto variabili di energia. Questo “ammodernamento” della rete (compresi i sistemi di “storage” di rete), però, ha un costo, che lo Stato per ora sembra intenzionato a NON sostenere in maniera decisa.
          Gli impianti fotovoltaici in sè, oggi, non hanno più prezzi così elevati, anche se potrebbero diminuire ulteriormente.
          Lasciare che si sviluppino gli accumuli domestici/industriali significa, in qualche modo, far gravare ancora una volta sulla collettività l’attuale insufficienza della rete elettrica nazionale.
          Sarebbe interessante capire come in America viene gestita la cosa dal punto di vista burocratico e della “gestione di rete”.

  26. Maurizio De Angelis, il 23 novembre 2016 ore 17:07

    Salve, io vorrei avere un piccolo impianto fotovoltaico per alimentare un rustico usato poco ma dove si trovano freeze,lavatrice e un frigo. Cosa mi consigliate?

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