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Fotovoltaico domestico con batterie, già in grid parity

11 gennaio 2016
Voto:4/5 (9 voti)

Il fotovoltaico domestico con batterie è già in grid parity. La “grid parity” è quella situazione di mercato in cui auto-rifornirsi dal proprio impianto fotovoltaico, senza incentivi, è più conveniente rispetto ad acquistare l’energia dalla rete enel. Più conveniente, anche senza gli incentivi.

Come mai il fotovoltaico domestico con batterie è già in grid parity?
Il concetto è semplice: l’autoconsumo in sito è il fattore di maggiore risparmio per ogni installazione fotovoltaica.
Questo per almeno due motivi: l’energia autoprodotta sul momento, “qui ed ora”, è più economica, non avendo costi di trasporto, e l’energia autoprodotta non passa per la rete elettrica e non è soggetta ai costi aggiuntivi dell’utilizzo della rete. Essendo prodotta da fonte solare, sul posto, e nel momento stesso del suo utilizzo l’energia fotovoltaica in autoconsumo ha un costo medio di 0,10 €/kwh per l’utente finale. In bolletta si hanno costi totali lordi che vanno da 0,20 a 0,30 €/kwh.

L’autoproduzione rende immediatamente disponibile energia elettrica pulita e a basso costo, senza passare dalla rete, che ne fa lievitare il prezzo.

Il rapporto è mediamente di 3 a 1: ogni 3 kwh autoprodotti costano quanto 1 kwh acquistato dal proprio operatore elettrico.

 

Perchè conviene il fotovoltaico domestico con batterie ?

Il fotovoltaico domestico con batterie conviene per autoprodurre più energia. Le batterie convengono per autoconsumare più energia.
Come detto, l’autoproduzione e l’autoconsumo sono più economici rispetto al prelievo di elettricità dalla rete.
Vediamo perchè.

Facciamo un esempio.

Se metto un impianto da 3 Kw sul mio tetto, produco in 20 anni circa 50-60 mila Kwh di energia pulita. Se pago l’impianto 6mila euro +Iva 10%, vuol dire che con circa 7mila euro produco 50-60 mila kwh di energia in 20 anni. Il costo per kilowattora prodotto da fotovoltaico è in questo esempio di circa 0,12 euro/kwh (cioè: 7.000 euro diviso 55.000 kwh).

Oggi il costo di un impianto da 3 kw è inferiore ai 6mila euro.

Quanto costa il kilowattora pagato in bolletta? Il prezzo lordo dell’energia pagata in bolletta varia da 0,20 fino ad oltre 0,35 €/kwh. Basta prendere una bolletta elettrica e rapportare consumi e costo. In bolletta, infatti, non si paga solo l’energia consumata, ma si pagano anche i servizi di distribuzione, dispacciamento, oneri, imposte, ecc…

fotovoltaico domestico con batterie

Il fotovoltaico domestico con batterie
permette di ottenere un interessante ritorno economico

Quindi:

  • prezzo del kwh fotovoltaico: € 0,12 €/kwh
  • prezzo del kwh in bolletta: da € 0,20 ad oltre € 0,35 €/kwh

 

Perchè, nonostante ciò,  il fotovoltaico installato in ambito domestico sarebbe ancora costoso senza gli incentivi?
Per tre motivi molto semplici:

  • non tutta l’energia che utilizziamo viene prodotta al momento dall’impianto fotovoltaico
  • non tutta l’energia prodotta dall’impianto viene immediatamente auto-consumata
  • parte dell’energia viene immessa nella rete e remunerata parzialmente dal Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, con lo Scambio sul Posto.

Per questo motivo viene utilizzata la rete elettrica come se fosse un grande serbatoio in cui immettere quando non si consuma e da cui prelevare quando sia ha bisogno (o quando l’impianto non produce abbastanza).

Questo meccanismo di immissione e prelievo dalla rete è “oneroso” (per una serie di costi che non vediamo qui) e fa aumentare il costo del kilowattora prodotto dall’impianto fotovoltaico domestico.

Quindi: se è vero che l’autoconsumo in sito è il fattore di maggior risparmio è anche vero che il meccanismo di immissione e prelievo dalla rete è un “fattore di costo” che fa aumentare il prezzo del kilowattora fotovoltaico in ambito domestico.

Come ovviare a tutto ciò?

La soluzione è cercare di massimizzare il più possibile l’autoconsumo in sito dell’energia prodotta dall’impianto: la soluzione è autoconsumare l’energia ancor prima che passi dalla rete.

Come?

Grazie alle batterie,utilizzate come accumulatori temporanei dell’energia fotovoltaica prodotta. Più che di semplici “batterie” sarebbe meglio parlare di “impianto fotovoltaico domestico con batterie”.
Attraverso l’utilizzo delle batterie, sistemi di accumulo ben dimensionati in grado di stoccare temporaneamente una certa quantità di energia, l’utente può prima di tutto di utilizzare l’energia prodotta dal proprio impianto, limitando al massimo il prelievo dalla rete e limitando, per quanto possibile, anche le immissioni in rete dell’energia auto-prodotta.

L’obiettivo del fotovoltaico domestico con batterie è produrre tutto il giorno per poter consumare in qualsiasi momento limitando l’utilizzo della rete elettrica. Nel contempo un buon sistema dovrà anche garantire l’immissione in rete, quando le batterie si caricano completamente, per farsi remunerare con lo scambio sul posto l’energia effettivamente in eccesso.
A tal proposito qui hai una guida completa allo scambio sul posto.

 

Quale il futuro del fotovoltaico domestico con batterie?

Sarebbe il caso di dire: “il futuro è già presente”. Un impianto fotovoltaico domestico con batterie di accumulo temporaneo, chiamato anche sistema di storage fotovoltaico, permette alle famiglie di autoconsumare quasi tutta l’energia prodotta, anche in momenti differenti dalla produzione, procurando importanti risparmi in bolletta.

Grazie a questo semplice principio le famiglie arrivano alla grid parity grazie all’installazione del fotovoltaico domestico con batterie, comunque connesso in rete, il cui “punto di forza” è l’accumulo di energia. Queste soluzioni sono già in commercio ed è molto interessante seguirne l’evoluzione dei prezzi: oggi in rete si trovano kit fotovoltaici “stand alone” con batterie a circa 1.200 euro/kW.

La convenienza progressiva si ha, infatti, in rapporto ai costi e benefici che questi sistemi hanno: ovviamente il prezzo deve essere tale da essere ammortizzato nel giro di qualche anno. L’ammortamento avviene attraverso i risparmi procurati in bolletta.

Gli impianti fotovoltaici così pensati sono in grado, attraverso sistemi automatizzati, di gestire con intelligenza la produzione, l’immagazzinamento ed il consumo della corrente elettrica prodotta dal fotovoltaico.  Si tratta di accoppiamenti batterie-inverter, o meglio: smart inverter, in grado di raccogliere dati e di ottimizzare al meglio i flussi di elettricità da e per la rete. Questi inverter uniscono alle loro tradizionali funzioni, quelle di ottimizzazione dei flussi per:

  • rendere massimo l’autoconsumo istantaneo (nel momento stesso di produzione impianto)
  • ricaricare le batterie quando non c’è richiesta di elettricità dall’utenza
  • scaricare le batterie prima di attingere dalla rete
  • prelevare dalla rete solo quando le batterie sono scariche

 

Quale è il futuro del fotovoltaico domestico con batterie per la grid-parity?

In sintesi: il fotovoltaico con accumulatori permette di massimizzare la quota di energia fotovoltaica destinata all’autoconsumo domestico. Con l’utilizzo di batterie si può consumare attingendo prima di tutto dall’energia autoprodotta anche nelle fasce orarie in cui l’impianto non produce. Si può così evitare di dirottare i propri consumi nelle fasce orarie diurne, produttive per l’impianto, per consumare tranquillamente anche la sera, o la notte, continuando a risparmiare in bolletta.

 

Quale tipo di batteria è oggi disponibile sul mercato ed è quella più funzionale?

Le batterie disponibili e più diffuse  sul mercato sono di due tipi: al Piombo (per intenderci, come quelle della macchina) ed al Litio (o “Ioni di litio“). Le batterie iniziano oggi ad essere disponibili a prezzi più accessibili, tali da giustificare l’investimento per il fotovoltaico domestico con batterie. Il prezzo di queste batterie iniziano a permette all’impianto di avere già un buon rientro dall’investimento attraverso la massimizzazione dell’autoconsumo, infatti iniziano ad essere commercializzate dai grandi brand del fotovoltaico e degli accumulatori elettrici (Bosch in primis, ma non solo).

Le batterie al piombo sono più economiche, ma hanno minore durata. Quelle al Litio sono più costose, ma durano più a lungo, hanno maggiore efficienza, un maggior livello di “profondità di scarica” ed un maggior numero di cicli di ricarica.

Per approfondire tutti i vantaggi che possono apportare gli accumulatori al fotovoltaico leggi anche: Accumulatore fotovoltaico, quanto si risparmia con l’autoconsumo.

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6 Commenti

  1. Giorgio Ruffini, il 23 febbraio 2014 ore 17:47

    Complimenti!
    Un articolo esauriente e con il dono duplice della sintesi e della chiarezza.

  2. massimo, il 26 febbraio 2014 ore 13:24

    Si, ma se pago 6mila euro +Iva 10% per un impianto da 3kW, quanto mi costa in più un pacco di batterie adeguato?

    • Alessandro F., il 26 febbraio 2014 ore 15:04

      eh .. qui la questione è un po’ più delicata. Bisognerebbe fare qualche calcolo in più..
      Secondo me se con 8mila euro (+ detrazioni 50%) raggiungi almeno il 70% di autoconsumo dovresti recuperare l’investimento in un periodo di tempo accettabile.
      Rilancio la domanda.
      Qualcuno ha già un sistema di accumulo? Quanto l’ha pagato?

  3. Alfavolt, il 7 novembre 2014 ore 19:26

    Complimenti per l’articolo

    • Riccardo, il 16 febbraio 2015 ore 18:01

      Buonasera, seguo sempre e da anni il sito.ottimo.
      Premesso ciò, volevo sottolineare come lo scambio sul posto renda pressoche’ inutile l’investimento per l’accumulo in quanto garantisce un’ottima remunerazione per l’energia immessa in rete, e anche arrivando all’80% di autoconsumo dato dalle batterie, il rientro non si attesta praticamente mai sotto agli 8-12 anni…proprio la vita utile delle pacco di accumulo.

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