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Preventivo per mettere il fotovoltaico, cosa valutare

Ultimo aggiornamento: 10-04-2018
Voto:4/5 (7703 voti)

Se cerchi informazioni per installare un impianto fotovoltaico di sicuro richiederai dei preventivi. Arriverai ad un punto in cui, con diversi preventivi in mano, ti toccherà scegliere il “migliore”. Dovrai scegliere e valutare le migliori condizioni, il miglior rapporto tra costi e benefici, la migliore qualità, le migliori garanzie di ritorno economico, ecc… Come scegliere? Con quali criteri? Cosa guardare per ogni proposta? Il prezzo finale “chiavi in mano”, anche se è quello che di sicuro “salta all’occhio”, non è l’unico criterio per scegliere il giusto preventivo. E’ indispensabile saper valutare, è importante avere la giusta “chiave di lettura” delle proposte tra le mani.

guida al preventivo fotovoltaico domestico

Vediamo quali considerazioni possono essere utili per dedicarti alla valutazione critica delle proposte di installazione che ti vengono sottoposte dalle varie aziende interpellate.

Innanzitutto: il testo del preventivo è  un buon indicatore della qualità dell’azienda installatrice. E’ un po’ il “biglietto da visita” aziendale attraverso il quale puoi valutare “di prima mano” la qualità e l’affidabilità dell’impresa che hai di fronte, la lettura attenta del preventivo è senz’altro il primo strumento di valutazione. Il preventivo deve essere dettagliato e deve evidenziare le varie voci di costo in maniera chiara e trasparente.

Non solo leggere e confrontare, ma: chiedere. Anche se può sembrare poco importante, ancora prima della valutazione del costo è importante che l’azienda che propone il preventivo sia disponibile a rispondere a tutte le domande e dubbi sollevati dal cliente: le risposte ai quesiti da te posti non devono essere evasive, ma chiare ed esaustive.

Per la corretta stesura del preventivo l’azienda deve fare un sopralluogo preliminare. L’incontro personale in loco è necessario, oltre che per conoscersi reciprocamente, per una corretta valutazione dei lavori e dei costi necessari. Le voci di spesa elencate nel preventivo, infatti, devono essere chiare e dettagliate.

 

Una check-list per avere un quadro completo, e non dimenticare niente

Check-list per Preventivi di Impianti Fotovoltaici

N. Task
1 Chiedere almeno 5 preventivi
2 Cercare informazioni sul web per ogni azienda
3 Chiedere a ciascuna informazioni/foto sui lavori fatti
4 Il preventivo prevede un sopralluogo preliminare?
5 Le voci di spesa sono dettagliate o generiche?
6 C’è qualche preventivo tra quelli raccolti che si discosta di molto dalla media?
7 C’è una descrizione dettagliata dell’impianto da installare?
8 Sono indicate marche e modelli di moduli, inverter e strutture di supporto?
9 E’ indicato il tipo di modulo che si installa? Mono/Poli-cristallino, ecc..
10 Tipo di connessione alla rete (cessione totale, parziale o nulla)
11 Il preventivo include un sistema di accumulo?
12 Sono indicate la garanzia di prodotto e di rendimento dei moduli fv e dell’inverter?
13 E’ indicato un piano economico che indica “nero su bianco” quanto produrrà l’impianto e per quanti anni?
14 E’ indicata una stima del risparmio generabile in bolletta in base ai tuoi consumi?
15 Sono indicate chiare tempistiche per l’effettuazione dei lavori (compreso l’allaccio Enel)?
16 Viene prodotto un piano di ammortamento dell’investimento?
17 Viene calcolata l’incidenza delle detrazioni fiscali nel conto economico?
18 Sono indicate chiare modalità di pagamento?
19 Sono indicate eventuali spese accessorie quali, per esempio, costi di allacciamento rete, costo sollevatore tetto, ecc..
20 Verificare coerenza dell’installazione impianto con le normative vigenti
21 Verificare per tempo tutte le questioni autorizzative col Comune/Regione
22 Verificare la modalità di accettazione del preventivo
23 Verificare modalità e tempistiche di pagamento
24 E’ indicato il tipo di convenzione da stipulare col Gse (Scambio sul Posto)?
25 Chi si occupa delle pratiche amministrative col GSE? Sono incluse nel preventivo?
26 E’ indicata una stima indicativa del ritorno ottenibile dallo Scambio sul Posto e dalla cessione in rete delle eccedenze (ricordarsi che le eccedenze se vengono liquidate vengono tassate)?
27 E’ indicato chiaramente un periodo di ritorno economico dell’investimento?

 

Cosa valutare per scegliere il miglior preventivo

Ok i primi passi sono stati fatti: ho richiesto ed ottenuto alcuni preventivi. E quando si hanno in mano diversi preventivi, come comportarsi? E’ buona norma accogliere con occhio critico i prezzi molto più bassi della media (ovviamente a parità di servizio offerto): prezzi molto inferiori alla media possono nascondere facilmente criticità, costi non previsti, difetti o qualità parecchio scarsa. Il prezzo di fornitura dei moduli, come quello degli inverter o di altre componenti è una costante dalla quale l’installatore non può prescindere. Possono variare di un più o meno 20 per cento rispetto alla media, ma non oltre.

In ogni caso, la regola generale è: diffidare dei prezzi troppo bassi. Il prezzo ottimale non è in genere troppo basso rispetto alla media di mercato. Per questo è buona norma raccogliere più preventivi e studiarli con cura per farsi un’idea dei costi medi.

preventivo fotovoltaico

Cosa valutare per scegliere il miglior preventivo

Se si dovessero presentare situazioni che richiedessero modifiche al preventivo nel corso dei lavori, è buona norma fare una comunicazione scritta per avere sempre una tracciabilità delle comunicazioni tra te e l’installatore.

Anche le tempistiche di pagamento possono far la differenza: sembrerà scontato dirlo, ma mai pagare mai tutto in un’unica soluzione anticipata. La prassi di pagamento corretta si delinea indicativamente attorno a queste modalità: 15% all’ordine, 35% ad avviso merce pronta, 35% alla consegna ed il rimanente 15% al collaudo/entrata in esercizio. Se la spesa non è elevata, quella per esempio per piccoli impianti da 3 kw, può bastare un 30% di acconto, 40% ad avanzamento lavori e 30% a saldo a collaudo impianto.

La modalità proposta non è una regola, ognuno avrà i suoi criteri, ma diffidare da chi ti chiede i soldi “tutti e subito”. Meglio pagamenti “in progress” che seguono l’avanzamento lavori. Visti i costi ormai bassi dei piccoli impianti domestici anche tre sole rate possono andar bene: una per accettazione del preventivo, l’altra “in itinere” e un’ultima all’entrata in esercizio impianto con pratiche gse già inoltrate e, cosa non indifferente, a pratiche allaccio Enel già avviate.

 

Preventivo per il fotovoltaico, quali informazioni minime deve contenere ?

Un preventivo “tipo” per installazione del fotovoltaico, quali informazioni minime deve contenere? Le informazioni minime sono necessarie per avere dei “termini di paragone” importanti per confrontare le diverse proposte ricevute. Se chiedo ed ottengo diverse stime di costo lavori è importante che queste possano essere facilmente confrontabili.

 

Descrizione impianto fotovoltaico

Nel piano dei costi ci deve essere prima di tutto la descrizione dell’impianto fotovoltaico che si va ad installare. Questa descrizione deve contemplare informazioni sul dimensionamento dell’impianto, tipologia, numero, disposizione e marca dei moduli fotovoltaici e degli inverter utilizzati. Quanti pannelli verranno installati? Pannelli di che tipo? Monocristallini? Policristallini? Che potenza avrà ogni singolo pannello? Si va in genere dai 200 ai 300 watt ciascuno. Dovrà essere indicata anche la superficie occupata dall’impianto, in genere di circa 8-10 metri quadrati per Kw installato su tetto a falda.

Se l’impianto viene realizzato su superfici piane, tipo tetti piani, terrazzi,  lastrici solari o terreni, la superficie necessaria è leggermente maggiore: si arriva a circa 12-13 metri quadri per kWp installato. Stessa cosa se si installano moduli in silicio amorfo (anzichè monocristallino o policristallino): i moduli a film sottile richiedono infatti superfici di installazione un poco maggiori rispetto a quelli in silicio cristallino, a parità di potenza generata. Richiedono superfici un poco maggiori, ma hanno il vantaggio di essere più efficienti con luce non diretta e con i raggi di sole non perfettamente perpendicolari alla superficie dei moduli (in altre parole: “lavorano” bene anche con luce “diffusa” e non diretta).

 

Modalità di connessione alla rete: cessione totale, parziale o nulla?

Nel piano dei costi deve essere indicata anche la modalità di connessione alla rete elettrica nazionale: cessione totale, cessione parziale o cessione nulla (nel caso degli impianti cd. “stand alone”). Non solo, deve essere indicata il tipo di convenzione per la cessione dell’energia alla rete: scambio sul posto o ritiro dedicato. Oggi il 99 per cento degli impianti realizzati e connessi in rete sono in “scambio sul posto”. Quelli che non aderiscono allo scambio sul posto sono in genere quelli non connessi alla rete e dotati di batterie di accumulo per ottimizzare l’autoconsumo “in autonomia”, senza l’ausilio della rete Enel. Grazie alla diminuzione dei prezzi, i sistemi di accumulo, soprattutto quelli al Litio, oggi, vengono installati anche al servizio di impianti connessi in rete e in scambio sul posto.

Sulla modalità di connessione una nota importante va evidenziata: bisogna assicurarsi fin da subito che l’impianto potrà permettere l’autoconsumo istantaneo dell’energia senza passare per la rete. L’autoconsumo istantaneo dovrà bypassare la rete Enel. Molti utenti ci segnalavano in passato casi in cui, mancando questo accorgimento, pagavano in bolletta tutta l’energia in autoconsumo vedendo così raddoppiare, anzichè dimezzare, il conto in bolletta.

 

Tipo di inverter

Anche la scelta dell’inverter è fondamentale, perchè permette di convertire in corrente alternata tutta l’energia prodotta dai moduli. La corrente alternata è il “formato” utilizzato in tutti gli edifici. L’inverter determina l’efficienza di questa “conversione” da corrente continua a corrente alternata. L’efficienza dell’inverter influenza il rendimento effettivo dell’impianto fotovoltaico.

Dell’ inverter proposto devono essere indicati marca, modello e caratteristiche tecniche. E’ buona norma farsi indicare con precisione la durata “di targa” dell’inverter per la sua successiva sostituzione e soprattutto la durata ed il tipo di garanzia. Un inverter si sostituisce, in genere, dopo 10 anni.

I modelli più innovativi di inverter sono già predisposti per l’integrazione con i sistemi di accumulo al Litio e per una gestione “smart” (“intelligente”) dell’energia prodotta a accumulata dall’impianto. Altri modelli di taglia domestica, inoltre, integrano “già in sè” gli accumulatori rendendo il fotovoltaico con accumulo un sistema più compatto.

 

Calcolo producibilità impianto

Un altro indicatore per nulla scontato, e che a nostro parere deve essere messo in preventivo, è il calcolo della producibilità stimata dell’impianto: quanta energia produrranno i moduli sul mio tetto ogni anno? E quanta sui 20-25 anni garantiti di attività? Si tratta ovviamente di stime e di fluttuazioni stagionali, ma, in base ai dati disponibili, è facile fornire una stima cautelativa. In genere si fa riferimento ad un dato di questo tipo: kWh/kWp/anno (corrente media prodotta ogni anno per ogni kw installato). La quantità di corrente viene indicata in kWh (chilowattora), la potenza, invece, viene espressa in kW (chilowatt).

La stima realistica della produzione dell’impianto fotovoltaico è fondamentale per calcolare il corretto piano di ammortamento ed il ritorno economico dell’impianto sui 25-30 anni.

 

Calcolo del risparmio in bolletta ottenibile con autoconsumo + accumulo (eventuale) + scambio sul posto con la rete

Ogni impianto fotovoltaico, per essere installato, deve garantire una certa convenienza. Nel preventivo, dunque, devono essere indicati chiaramente i vantaggi economici derivanti dal risparmio in bolletta. Si tratta di stime calcolate sulla base dei consumi attuali e soprattutto sulla base delle fasce orarie di consumo prevalente (consumo di più di giorno o di notte?). Questo tipo di risparmio è, com’è ovvio, dipendente dalla quota di autoconsumo istantaneo. Mediamente un impianto fotovoltaico domestico, senza nessun tipo di accorgimento, viene utilizzato con una quota di autoconsumo intorno al 30 per cento. Con gli opportuni accorgimenti è possibile arrivare in alcuni periodi dell’anno a quote di autoconsumo del 50-70 per cento. Con piccoli sistemi di accumulo in alcuni periodi dell’anno è facile ottenere dall’impianto il 100 per cento del proprio fabbisogno.

L’autonomia energetica aumenta, com’è ovvio, in relazione alla capacità di accumulo della propria installazione. Oggi Tesla, con il suo Powerwall 2, propone un accumulatore al Litio da ben 14 kWh (fin troppo dimensionato per una famiglia “standard”) ad un prezzo abbastanza competitivo.

Tutta l’energia non autoconsumata viene immessa in rete e valorizzata con lo scambio sul posto: nel preventivo è importante avere già una stima del contributo del Gse ottenibile in funzione dell’energia scambiata con la rete Enel e in funzione delle “eccedenze” generate.

Ovviamente queste informazioni saranno delle stime indicative e “cautelative” perchè dipenderanno dalla produzione dell’impianto e soprattutto dalle modalità di consumo dell’utente. In altre parole: quanto più l’utente consuma elettricità di giorno, tanto maggiore sarà l’autoconsumo istantaneo, tanto maggiore sarà il risparmio in bolletta. Non solo. Tanto più l’utente sarà in grado di sfruttare di sera la capacità di energia stoccata nelle batterie, tanto ulteriore sarà il suo risparmio in bolletta.

 

Calcolo del beneficio delle detrazioni fiscali

Se l’installazione ha i requisiti per accedere agli sgravi fiscali per le ristrutturazioni ed il fotovoltaico, nel preventivo, o meglio, nel piano di ammortamento, è utile considerare anche i benefici economici derivanti dalla detrazione fiscale 50%.

Il recupero fiscale, a conti fatti, dimezza il costo complessivo dell’impianto fotovoltaico: una riduzione del 50% attraverso la riduzione dell’imposta Irpef nei 10 anni successivi all’installazione. I benefici riguardano tutti gli impianti domestici sotto i 20 kw di potenza (intestati e persone fisiche, cooperative o condomini).

 

Tempistiche lavori e connessione impianto

Nel preventivo ci devono essere anche impegni chiari sulle tempistiche di realizzazione. I tempi di realizzazione dell’impianto dipendono in parte dall’installatore, in parte da Enel che provvede all’allaccio dell’impianto in rete. Anche Enel deve effettuare l’allacciamento impianto entro i limiti temporali previsti dalla normativa: in situazioni “tipiche” si va da un massimo di 30 giorni per le connessioni “semplici” ad un massimo di 90 giorni per installazioni complesse.

Le tempistiche indicate nel preventivo dettagliato devono prevedere le fasi relative alla predisposizione del cantiere (con l’eventuale deposito temporaneo dei materiali), la posa in opera effettiva dell’impianto, con l’installazione dei cablaggi e dell’inverter, l’allacciamento in rete (che dipende da enel) ed infine il collaudo e l’entrata in esercizio dell’impianto.

Per ulteriori informazioni sulle tempistiche di Enel per l’allaccio in rete leggi questo articolo.

 

Norma di legge, accettazione preventivo, modalità di pagamento…

E’ buona norma, infine, che nel preventivo vengano esplicitate queste ulteriori informazioni:

  • la coerenza dell’installazione e dell’impianto fotovoltaico con la normativa vigente
  • la modalità di accettazione del preventivo
  • la modalità e tempistiche di pagamento

 

Queste considerazioni di base dovrebbero far sì che non si incappi in spiacevoli sorprese e pongono le basi per una valutazione critica delle proposte di installazione dell’impianto. Come detto, ribadiamolo, è buona norma raccogliere analizzare e confrontare diversi preventivi, scorporandoli nelle principali voci di costo. Questa è sempre la migliore strategia per ridurre i margini di incertezza e trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.

 

Per un preventivo fotovoltaico completo: piano di ammortamento e convenzione Gse

Un buon piano dei costi deve includere anche il piano di ammortamento dell’investimento e il tipo di convenzione col Gse.

Un’ultima cosa spesso trascurata, ma necessaria per maggior chiarezza tra le parti: far inserire nel preventivo il piano di ammortamento con il tipo di convenzione stipulato con il gse (che per il 99 per cento è lo scambio sul posto). Il piano di ammortamento dovrà contenere, oltre alle stime dei consumi, dei prelievi e delle immissioni di energia in rete, anche la quota stimata di autoconsumo in sito e, qualora si acquistasse anche un sistema di accumulo con batterie, anche la quota di autoconsumo “differito”, quello cioè derivante dall’utilizzo dei propri sistemi di accumulo.

Il tipo di convenzione stipulata con il Gestore dei Servizi Energetici, che si occupa di remunerare l’energia immessa in rete, è ormai solo lo Scambio sul Posto. Il ritiro dedicato (vecchia alternativa allo Scambio sul Posto) non è praticamente più conveniente per tutte quelle utenze che hanno un consumo anche minimo di energia: case, condomini, aziende, capannoni, officine, centri commerciali, ecc.. Rimane una opzione conveniente solo per grandi impianti che riescono ad abbattere di molto i costi di installazione e di mantenimento, visto che il kwh può essere pagato dal gestore anche meno di 5 centesimi di euro (e fluttuare in base alle condizioni di mercato).

Anche la stima del contributo annuale dello scambio sul posto dovrà essere indicata in preventivo, anche se, come abbiamo visto, la reale remunerazione, la reale convenienza, dell’impianto proviene dall’autoconsumo in loco.

 

Una simulazione “ragionata” di un preventivo fotovoltaico

Se vuoi approfondire ulteriormente con:

  • una simulazione “ragionata” di preventivo
  • una spiegazione del piano di rientro dall’investimento
  • costi e ricavi di un impianto domestico “standard”
  • stime dei risparmi ottenibili con l’autoconsumo domestico
  • stime dei benefici dello scambio sul posto

prosegui la lettura con quest’altro articolo: Preventivo fotovoltaico online: una simulazione “ragionata”.

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11 Commenti

  1. Sabina, il 11 settembre 2017 ore 14:56

    Buongiorno
    scrivo perchè sono in cerca di pannelli HELIOSPHERA per la sostituzione di uno rotto dalla grandine.
    Se qualcuno avesse delle indicazionei serie e più precise da inviarmi. Grazie
    Sabina

  2. gipi, il 13 settembre 2017 ore 23:43

    Ciao Sabina

    Se fai una ricerca con Google, o quant’altro di analogo, digitando “pannelli fotovoltaici heliosphera” troverai tutti i punti di appoggio che possono esserti utili.

    Interpellali e senti cosa ti dicono, ma dovrai almeno dire loro il tipo del tuo Pannello con precisione.

    Scusa, ma chi ti può dire qualcosa di veramente chiaro e dirimente se non chi li commercializza in Italia ???

  3. gipi, il 14 settembre 2017 ore 00:00

    Ariciao Sabina

    Ho visionato un momento fa i riferimenti disponibili dalla ricerca con Google.

    Sembra che la HELIOSPHERA sia in brutte acque da tempo e praticamente sparita dalla circolazione.
    Inoltre cui sono notizie di contestazioni fatte dal GSE sulle Certificazioni di certi loro Pannelli montati in passato.

    Se lo sapevi potevi dirlo……
    Spero che tu riesca a risolvere la situazione ma credo che sarà dura.
    Al limite farai con un pannello in meno.

    A proposito: il Pannello andrebbe smaltito.
    Prova saggiare il terreno per vedere quanti guai ti comporterebbe lo smaltimento.
    Poi magari ce lo puoi raccontare. Suppongo che ti terrai il Pannello come souvenir in cantina o nel box auto…….

  4. giovanni, il 11 aprile 2018 ore 17:52

    Visto che è una situazione che può accadere facilmente (quella di dover sostituire un pannello rotto), sarebbe una cosa intelligente se scambiassero i pannelli vecchi con i nuovi in cambio di uno sconto. Tipo una “rottamazione” dei pannelli fotovoltaici danneggiati. Qualcuno sa se esiste già qualcosa in merito?

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