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Come fare un piccolo impianto fotovoltaico domestico con meno di 100 euro

Ultimo aggiornamento: 1-3-2016
Voto:4/5 (7736 voti)

Ecco un piccolo esperimento fotovoltaico micro-domestico e fai da tè.

E’ possibile “fare in casa” un piccolo impianto fotovoltaico spendendo meno di 100 euro? Ecco un interessante esperimento energetico domestico realizzabile con un mini investimento, per la precisione: 98 euro, per acquistare tutte le componenti necessarie.

L’impianto ovviamente sarà un piccolo impianto stand-alone e non potrà essere connesso in immissione alla rete elettrica. Nonostante ciò, grazie all’utilizzo di una batteria da 7Ah, potrà alimentare direttamente alcuni piccoli apparecchi o, con l’aggiunta di alcuni dispositivi, potrà essere di supporto all’impianto elettrico casalingo, riducendo i consumi in bolletta.

In questo articolo spiegheremo passo passo come realizzare una piccola installazione fotovoltaica domestica low-cost acquistando e montando in autonomia tutti i materiali necessari.

Sembra difficile, ma non è poi così complicato. L’unico accorgimento è che, parlando di corrente elettrica, bisogna avere le opportune precauzioni. Anche perchè il meccanismo è scalabile e, con gli opportuni accorgimenti, si può arrivare facilmente a maggiori potenze e intensità di energia in uscita. Attenzione , dunque.

Ecco lo schema generale per il montaggio del mini impianto domestico. Nel nostro esperimento, si utilizzerà un piccolo pannello fotovoltaico monocristallino da soli 20 watt di potenza: un comune modulo di 47×34 cm e 2,5 cm di spessore e circa 2 Kg di peso.

 

piccolo impianto fotovoltaico domestico

Schema generale di montaggio di un piccolo impianto fotovoltaico domestico

 

Questa immagine illustra lo schema generale di installazione del nostro progetto solare low-cost. Come si vede: non è niente di particolarmente complicato, servono solo le giuste componenti ed i corretti passi di assemblaggio.

Vediamo i componenti uno per uno.

 

Pannello fotovoltaico

pannello fotovoltaico 20 watt

Pannello fotovoltaico monocristallino da 20 Watt di potenza di picco

Ovviamente la funzione del pannellino solare è quella di ricevere l’irraggiamento in maniera ottimale per trasformare l’energia solare in corrente elettrica. Il pannellino in silicio monocristallino sarà rivolto verso il sole (verso sud con inclinazione di 30-35 gradi) e lontano da ombreggiamenti passeggeri.

Nel nostro piccolo esperimento il pannellino fotovoltaico è in silicio monocristallino, il più efficiente in minor spazio, se posizionato con la giusta inclinazione e con il giusto orientamento. Il pannello ha una potenza di 20 watt, è grande 47×34 cm e produrrà corrente continua a 12 Volt e 20 Watt ogni volta che sarà esposto ai raggi diretti del sole.

 

Come inclinare il pannello fotovoltaico in maniera ottimale

Il vantaggio di usare un modulo così piccolo è che si può facilmente posizionare nel luogo e nella posizione migliore.
L’orientamento ottimale è, com è ovvio, sempre quello a sud.
L’inclinazione, invece, cambia in base alla latitudine.

Una breve nota per individuare l’inclinazione ottimale dei pannelli fotovoltaici: ad ogni latitudine l’inclinazione migliore cambia. Più si va “in sù” nel globo più i pannelli dovranno essere verticali per sfruttare meglio la luce del sole. Più si scende verso l’equatore, invece, e più i pannelli dovranno essere “orizzontali” per ottimizzare l’irraggiamento.

In Italia l’inclinazione ottimale è di 30-35 gradi, ma, visto che in questo caso possiamo “giocare molto” sulla posizione del pannellino, questa è la formula per individuare l’inclinazione migliore (ottimale) ad ogni latitudine:

Inclinazione ottimale = 3,7 + (0,69 x Latitudine)

Inclinazione ottimale a Roma = 3,7 + (0,69 x 41,89) = 32,6
Inclinazione ottimale a Milano = 3,7 + (0,69 x 45,27) = 35
Inclinazione ottimale ad Agrigento = 3,7 + (0,69 x 37,32) = 29,45

Se si vuole recuperare un poco più di energia in inverno a discapito di parte della produzione estiva si può aumentare leggermente l’inclinazione dei pannelli, oppure, in base alla stagione cambiare leggermente l’inclinazione del pannello: in inverno aumentarla leggermente, in estate diminuirla.

 

Regolatore di carica

Questo piccolo apparecchio è il “cuore pulsante” o meglio: il “cervello”, della nostra piccola installazione. Il regolatore di carica decide infatti, attraverso un micro-controller, se e quando ricaricare la batteria, quando scaricarla e quando invece “dirottare” l’energia prodotta per consentire l’alimentazione diretta (in corrente continua) degli apparecchi elettrici collegati.

L’apparecchio ha inoltre la funzione fondamentale di regolare la carica della batteria: eviterà la scarica eccessiva dell’accumulatore o la sua sovraccarica, ed eviterà che di notte la corrente della batteria fluisca verso il pannello solare.

 

regolatore di carica per pannelli fotovoltaici con batterie

Regolatore di carica per pannelli fotovoltaici con batterie

 

Il regolatore di carica fornirà le seguenti informazioni mediante dei Led luminosi:

  • livello di carica della batteria
  • “batteria in carica”
  • disponibilità di energia per il consumo

Se l’indicatore a led è acceso significa che possiamo consumare, se è spento significa che non c’è corrente proveniente nè dal pannello nè dalla batteria.

Per evitare danni da sovraccarico o sovratensione bisogna accertarsi che il regolatore supporti in ingresso corrente e tensione compatibili con il pannello fotovoltaico collegato. Ad esempio per il nostro piccolo pannello da 12 Volt e 20 Watt il regolatore dovrà supportare in ingresso 12 Volt di tensione e almeno 20-25 Watt di potenza.

Il regolatore di carica ha 6 “slot” di collegamento per i cavetti:

  • primo e secondo sono entrata/uscita dal pannello fotovoltaico
  • terzo e quarto sono entrata/uscita dalla batteria
  • quinto e sesto sono entrata/uscita dal mini-inverter
    o direttamente dagli apparecchi funzionanti in corrente continua

 

Il regolatore di “carica” è anche un regolatore di “scarica”

Il regolatore di carica è anche un “regolatore di scarica”. Le batterie, infatti, hanno una specifica “profondità di scarica” indicata dai produttori. Ogni batteria, infatti, per potersi ricaricare più volte nel tempo, non deve mai esaurirsi completamente, ma deve sempre conservare una quantità minima di carica.

Tipicamente le batterie al Piombo Acido hanno una “profondità di scarica” intorno al 50 per cento. Questo vuol dire che se a livello nominale hanno una capacità di 3 kWh, a livello pratico hanno capacità utile di circa 1.5 kWh.

Quando viene raggiunta la soglia di “scarica” massima, il regolatore “stacca” in automatico ogni fornitura per preservare la batteria e la sua capacità di ricarica.

 

Inverter (se necessario)

L’inverter non è sempre necessario, quando possibile è meglio evitare che apparecchi che funzionano in corrente continua “subiscano” una doppia conversione tra corrente continua-alternata-continua. L’inverter è l’apparecchio che si occupa di alzare la tensione in uscita, a 12 Volt, per portarla a 220-230 Volt come quella che utilizziamo quotidianamente nei comuni impianti domestici: converte la corrente continua, in uscita da pannelli e batterie, in corrente alternata, compatibile con la comune corrente di rete.

L’inverter utilizzato in questo nostro piccolo esperimento, è un mini-inverter che si occupa di convertire i 12 Volt prodotti in corrente continua, e presenti nella batteria, in 220 Volt in corrente alternata con la quale funzionano la maggior parte degli apparecchi di casa.

In questo esperimento low-cost utilizziamo un piccolo inverter portatile per macchina o camper. Per intenderci: si tratta di una piccola “presa” come quella che si attacca all’accendi-sigari della macchina (a 12 Volt) e collegata ad un apparecchio contenente la comune presa da 220V.

Il mini-inverter ha dimensioni molto ridotte, è dotato di una piccola ventola di raffreddamento (che, attenzione, consuma energia) ed è in genere semplicissimo da collegare attraverso piccoli cavetti. Oltre certe potenze la ventole è necessaria per evitare il surriscaldamento e danni permanenti.

Questo inverter consente di avere una vera e propria presa da 220V portatile, collegandolo ad una comune batteria da 12V e pochi Ampère. In genere all’interno della confezione c’è un cavetto per collegare l’inverter alla batteria dell’auto e, più frequentemente, un cavo per collegarlo, in alternativa, all’accendisigari dell’auto. Un ottimo prodotto per il nostro utilizzo ad un prezzo low-cost: se c’è la sola presa per accendisigari bisognerà tagliare la presa e collegare i cavetti direttamente alla batteria o al regolatore di carica nei due slot “di uscita” adibiti al collegamento dell’utenza.

 

mini inverter 12v 220v 200w

Inverter da 200 watt che converte i 12 Volt corrente continua presenti nella batteria in 220 Volt corrente alternata utilizzabili dalle comuni utenze elettriche che utilizzano un trasformatore (questo modello è adatta per la presa italiana).

 

In questo esperimento l’inverter utilizzato è da 200 watt di potenza ed è forse un poco sovra-dimensionato rispetto alla potenza di picco del pannello fotovoltaico da 20 watt. In ogni caso questa calibrazione è del tutto irrilevante, ciò che conta è che la tensione “in entrata” deve essere di 12 Volt (non 24). Con gli opportuni accorgimenti si può aumentare la potenza del pannello, ma è bene rimanere sempre al di sotto dei 100 watt/picco. Allo stesso modo, aumentando la potenza del pannello fotovoltaico, si dovrà aumentare anche la potenza del regolatore di carica.

Questo tipo di inverter crea un’onda sinusoidale modificata, per questo motivo non è molto adatto per apparecchi elettronici con alimentazione diretta (come la TV), ma per l’illuminazione, per caricatori e simili.

Questo tipo di inverter è dotato anche di due prese USB, utili per caricare, per esempio, smartphone, ipad, tablet, sfruttando direttamente la corrente continua messa a disposizione della batteria o dal regolatore di carica.

Attenzione, però, che questo inverter ha un consumo di corrente anche quando è in stand-by, ed il consumo è tutt’altro che insignificante: in poco più di un giorno si può consumare l’intera batteria se rimane acceso senza produzione di energia.

Per questo motivo nel nostro schema abbiamo messo un interruttore: per evitare il consumo quando il sistema non è in funzione.

 

Batteria

Per questo esperimento abbiamo considerato l’utilizzo di una batteria al Piombo nuova, ma quando cambi la batteria della macchina o della moto puoi provare a riutilizzarla per questo esperimento. Quando una batteria non riesce più ad avviare il motore di una macchina, non significa che sia completamente inutilizzabile: il motore in fase di avvio richiede una potenza “di picco” abbastanza elevata che, quando la batteria è parzialmente scarica, non riesce a raggiungere. Non per questo la batteria ha cessato completamente le sue funzionalità.

La batteria di una macchina è almeno di 40-50 Ah. Nel nostro caso sarà sufficiente una “capacità” 6 volte minore.

La spesa per la batteria sarà in questo caso non più di 20-30 euro: sarà sufficiente una batteria da 12 Volt con una “capacità” di 7 Ah.

batteria 12V 7 Ah

Batteria al piombo acido da 12 Volt e 7 Ah

 

Più sopra abbiamo già visto come la profondità di scarica della batteria deve essere preservata per garantire un periodo di funzionamento più lungo possibile ed un maggior numero di cicli di ricarica. Su questo ha un ruolo fondamentale il regolatore di carica/scarica.

La capacità di accumulo effettiva, espressa in Wattora, è dunque dipendente e proporzionale alla profondità di scarica indicata sui dati di targa dei produttori. Così, ad esempio, una batteria con capacità “nominale” di 4 Wattora ed una profondità di scarica del 50 per cento, avrà una capacità di accumulo effettivo di circa 2 Wattora.

In linea di massima, per calcolare la capacità nominale di una batteria bisogna moltiplicare i Volt per gli Ah indicati in etichetta. Così, ad esempio la nostra batteria ed il nostro piccolo impianto fotovoltaico domestico, avrà una capacità di accumulo nominale di circa 84 Wattora di cui, effettivamente utilizzabile, circa 42 Wattora.

 

Cavi e fusibili per la sicurezza

Su questo è meglio non lesinare: ne va della sicurezza tua, dell’intero sistema e degli apparecchi ad esso collegati. Il circuito funziona infatti a 12 Volt e la corrente è molto maggiore che se funzionasse a 220 Volt. Per sicurezza è meglio utilizzare un cavo di almeno 2,5 mm di sezione. Inoltre, anche se il regolatore di carica ha delle protezioni, sarà meglio inserire due fusibili: uno tra pannello fotovoltaico e regolatore di carica, e l’altro tra regolatore e inverter.

 

Cosa ci faccio con questo mini impianto low-cost da 20 watt?

Con questo mini impianto fotovoltaico ho una capacità di stoccaggio di circa 42 Wattora. Non è tanto, ma può alimentare, per esempio, una lampada da 10 watt per circa 4 ore.

Per quanto riguarda la ricarica, in inverno possiamo ricaricare completamente la batteria in un giorno (con un pannellino da 20 watt). In estate la stessa ricarica si fa nella metà del tempo. Ovviamente i tempi si dimezzano aumentando la potenza del pannello fotovoltaico.

Ovviamente tutto il sistema è completamente scalabile: si potrà aumentare la capacità di stoccaggio collegando altre batterie in parallelo o anche utilizzare un pannello fotovoltaico di potenza maggiore. Nel caso si dovrà fare attenzione a dimensionare in maniera corretta anche tutte le altre componenti, prima di tutto il regolatore di carica.

 

 

Componenti e costo del piccolo impianto fotovoltaico domestico:

 

  • PANNELLINO FOTOVOLTAICO DA 20 WATT MONOCRISTALLINO.
    Costo: circa 30 euro su Amazon – Acquista
  • REGOLATORE DI CARICA per Fotovoltaico 12/24 Volt 15A.
    Costo: circa 12 euro su Amazon – Acquista
  • INVERTER da 200 WATT per convertire da 12 Volt corrente continua a 220 Volt corrente alternata.
    Costo: circa 27 euro su Amazon – Acquista
  • BATTERIA al PIOMBO da 12 Volt e 7.2 Ah.
    Costo: circa 10 euro su Amazon – Acquista
  • Cavi, fusibili + altre spese.
    Costo: circa 20 euro

 

Costo totale del piccolo impianto fotovoltaico domestico:  99 euro

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197 Commenti

  1. Alfonso Di Francesco, il 23 gennaio 2014 ore 13:01

    Ho letto l articolo e volevo sapere per fare un impianto in un locale adibito a deposito per accendere una lampadina da 40w(magari con quelle a risparmio energetico ne posso mettere 2 da 20w in serie) basta che metto una batteria da 30-40 amper/ora un pannello da 50w e i cavi elettrici ed i fusibili da quanto devono essere? Questo per staccarmi da Enel(che per contratti BTA2 è “usuraia”); inoltre bisogna dare comunicazione al Comune e bisogna che l impianto sia “certificato”. Grazie

    • michele, il 13 aprile 2014 ore 17:51

      …. e i costi di spedizione? Sono circa 30 eur.

    • marco, il 14 febbraio 2015 ore 02:15

      vorrei sapere cosa ci fai con il pannellino fotovoltaico se poi ci metti la batteria colleghi la batteria ad un trasformatore e alla lampadina

      • Alessandro F., il 16 febbraio 2015 ore 15:24

        ricarichi la batteria.

        • Nicola, il 24 maggio 2016 ore 16:03

          ho un pannellino monocristallino da 22 watt, un regolatore di carica da 10 ampere, è una batteria da 12 volt 7 ah .
          Lasciando stare la batteria, il pannellino da 22 watt lasciandolo per 7 ore al sole diretto, c’è la farà a far funzionare un oggetto da 50 watt solo per queste 7 ore?
          ( l’oggetto da 50 watt lo uso solo nelle 7 ore di sole che riceve il pannello)

  2. Mattia, il 17 aprile 2014 ore 10:57

    Ciao Alessandro ho letto il tuo articolo su come costruire un mini impianto fotovoltaico. Sono interessato al progetto però pensavo di utilizzare un panello un po più grande tipo da 50w sempre in vendita su Amazon. PANNELLO SOLARE FOTOVOLTAICO POLY DA 50W 12V Mi potresti aiutare con il dimensionamento degli altri componenti?
    L’inverter non mi serve xk io voglio tenere la corrente a 12v però far funzionare un mini compressore portatile ( quello che si usa per le macchine). Grazie a e presto

  3. Alessandro F., il 17 aprile 2014 ore 12:48

    quanto assorbe il compressore in watt?

    • Mattia, il 17 aprile 2014 ore 14:10

      Ma io nn l’ho ancora comprato ma diciamo che può essere tipo questo Ma può essere benissimo anche un altro nn mi serve una pressione esagerata.. due bar bastano e avanzano

      • Alessandro F., il 17 aprile 2014 ore 17:36

        Risposta da verificare (anche perchè dipende di quanta autonomia hai bisogno) però:
        per un compressore da 150 watt hai bisogno di 150 watt di potenza dalla batteria.
        Dovrebbe bastare dunque una batteria da 12V/18Ah (W = V x Ah).
        Per caricare la batteria hai bisogno di un regolatore di carica da 12V/20Ah
        Per i pannelli, non più di 100-150 watt.

  4. Mattia, il 17 aprile 2014 ore 17:53

    Ma autonomia poca perché lo farei lavorare una decina di minuti ogni ora.. ti chiedo ancora un aiutino se hai del tempo, sulla base delle caratteristiche dei vari componenti che mi hai dato mi sapresti indicare mandandomi il link di questi componenti validi ma prezzo ragionevole? Grazie ancora sei disponibilissimo e gentile :)

    • Alessandro F., il 17 aprile 2014 ore 18:25

      Sui prodotti non saprei, ma i prezzi vedo che più o meno su amazon si equivalgono.

      • Mattia, il 18 aprile 2014 ore 07:38

        Grazie mille sei stato gentilissimo!

      • Mattia, il 18 aprile 2014 ore 12:34

        Per esempio io ho scelto questo pannello che è venduto assieme al suo regolatore di carica

        KIT PANNELLO SOLARE FOTOVOLTAICO 80W + REGOLATORE DI CARICA 10A, per la batteria che mi hai indicato te 150w (12v/Ah) questo regolatore va bene?

        • Alessandro F., il 18 aprile 2014 ore 16:35

          .. dovrebbe andare, l’importante è che si rimanga sui 12 volt di tensione.
          Il modello mi pare che sia “PWM Solar Charge Controller”, cerca le istruzioni sul web.

  5. calogero, il 26 aprile 2014 ore 20:51

    ciao, vorrei fare un ‘impianto in una casetta di campagna, ma devo alimentare anche una lavatrice , e un frigo, un televisore , e le lampadine, insomma un vero impianto elettrico , senza mettere il contatore enel, visto che non ci abito sempre ma solo in estate 2 mesi. dove posso trovare i pannelli solari adatti per questo impianto, vorrei sapere che tipo di pannelli solari, e che batterie, e quante batterie ci vogliono ( anche perché devo tenere acceso il frigo anche la notte), il tipo di regolatore, e il tipo di inverter minimo 3000 wat 220 credo, l’impianto lo vorrei fare io stesso anche perché sono pratico di corrente eletrica , ma con i pannelli fotovoltaici non le conosco , ma una volta montati e collegati sia al regolatore che alle batterie e poi all’inverter , basta collegarlo all’impiato elettrico di casa, dove possotrovare il materiale .grazie

    • Alessandro F., il 27 aprile 2014 ore 17:15

      sui pannelli solari va bene qualsiasi tipo. Se hai problemi di spazio e buona esposizione sono ottimi o monocristallini. In ogni caso mono o poli vanno bene.
      Io opterei per un kit completo di fv+accumulo. Fotovoltaico basta da 1-2 kw, quello su cui devi “investire” è invece l’accumulo.. Ditte specializzate ti sapranno aiutare sui dimensionamenti adeguati..

      • Kat M, il 26 luglio 2015 ore 00:17

        domanda:
        abitando la casetta solo per due mesi l’anno, ha senso pensare ad un fotovoltaico, dato che per gli altri 10 mesi l’anno continueranno comunque a fornire elettricità?
        O l’impianto si smonta parzialmente e le celle si possono portare via?

        • Alessandro F., il 27 luglio 2015 ore 15:19

          Di sicuro non è la situazione ottimale.
          In questo caso la quasi totalità dell’elettricità immessa in rete verrebbe remunerata con lo scambio sul posto e l’autoconsumo sarebbe irrisorio rispetto alla produzione annuale. Con un livello di autoconsumo così basso si allungano di molto i tempi di rientro dai costi. Tutto comunque dipende da quanto paghi l’impianto.

          Se l’impianto è connesso in rete non puoi smontarlo e spostarlo. Se invece è un piccolo impianto a sè (tipo i micro impianti “a spina”) puoi spostare i pannelli dove vuoi (magari anche presso l’abitazione principale) e collegare la presa dell’impianto alla presa elettrica di casa per usare energia “all’occorrenza”.

  6. rino, il 4 maggio 2014 ore 10:51

    Salve, vorrei sapere se il regolatore di carica per non creare dispersione deve stare piu vicino al pannello oppure all’inverter grazie.

    • gianni, il 5 maggio 2014 ore 15:34

      Non c’è problema dove lo metti non crea dispersioni

  7. gianni, il 5 maggio 2014 ore 14:44

    Salve vorrei un consiglio. Mi hanno regalato un pannello solare da 36v 185 watt sono riuscito a dividere le stringhe e portarlo a 12v. Quindi ho fatto 36 : 3 = 12v. Funziona però ho notato che l’uscita va da 12v a 13.60 13.70 circa ed non è normale . Dovrebbe salire al massimo 17. Circa come gli altri 2 che già ho però sono originali no smontati ne manomessi. Cosa ho toppato? ???? Grazie

  8. francesco, il 10 maggio 2014 ore 18:42

    salve a tutti, parlo da profano ma mi viene da chiedere questo: se al posto del pannello fotovoltaico mettessi un trasformatore di corrente da 220v a 12/24v e lo collegassi all’inverter non sarebbe la stessa cosa consumando dalla rete elettrica meno rispetto a quanto generato?
    chiedendo scusa anticipatamente per la stupida domanda, gradirei comunque una risposta.
    grazie

    • Giovanni, il 2 ottobre 2015 ore 22:45

      Purtroppo no, un trasformatore 230 12 già di per se assorbe un pochetto ( se trasforma 900w a 12v ne assorbe almeno 1000 a 230) poi l’inverter se riceve 900w in 12v continua, restituisce 750w in 230 alternata.

      In 2 passaggi sono andati persi 250w (sono stato ottimistico)…

      Questo sistema potrebbe avere vantaggi se ad esempio in una determinata fascia oraria la corrente fosse GRATUITA.

      Già la differenza di prezzo della “bioraria” non giustifica le dispersioni del circuito….

      • Angelo, il 23 marzo 2017 ore 23:32

        Scusate se mi intrometto; io c’ho il problema di un impianto fotovoltaico di 4,25 kw e vorrei fare la seguente; dopo che l’incertezza mi ha già trasformato la corrente in 220 la trasformo nuovamente in 12 volt e ricarico 2 batterie da 100a e 12 volt…….. dopo le batterie rimetto un piccolo inverter da 300 w per alimentare l’illuminazione di tutta la villa. 2 domande: 1) riuscirei a far funzionare tutto quello che ho appena detto senza usare un solo watt dalla rete enel?
        2) quanto tempo ci impiegheranno le 2 batterie da 100 w cad per ricaricarsi completamente ?
        Grazie in anticipo

        • Angelo, il 23 marzo 2017 ore 23:36

          oppure potrei usare un carica batterie per caricare le due da 100 a e poi illuminare l’esterno della villa con un nuovo impianto tutto a 12 volt…… chiedo: quanto assorbe un carica batterie per ricaricare le 2 da 100 A…….. ? ed in quanto tempo avviene la ricarica completa?

        • Alessandro F., il 24 marzo 2017 ore 10:51

          L’inverter da 300 watt per “alimentare l’illuminazione di tutta la villa” è insufficiente, anche se dipende dai consumi.
          Riuscire a far funzionare il tutto senza allaccio enel così è impossibile. Dovresti avere un accumulo giornaliero, minimo, di 8-9 kWh. Che comunque non ti garantirebbe autonomia completa in tutti i giorni dell’anno. Con le 2 batterie indicate (100A x 12V) avresti un accumulo di circa 2,4 kWh NOMINALI che effettivi potrebbero essere intorno ai 1,2-2 kWh/giorno.

  9. Andrea, il 14 maggio 2014 ore 12:51

    Il pannello, su Amazon, non costa 27 euro, bensi 270 : hai omesso uno zero, FONDAMENTALE

    http://www.amazon.it/gp/offer-listing/B00C3JUNJO/ref=dp_olp_0?ie=UTF8&condition=all

  10. domenico, il 16 maggio 2014 ore 16:38

    Salve a tutti,dovrei fare un piccolo impianto per la casetta di campagna per poter utilizzare un piccolo frigorifero e degli utensili tipo trapano ecc….. a 220 di quanto mi occorre il pannello e tutto il resto…..non vi dico neanche quello che mi hanno consigliato……….grazie in anticipo

    • Alessandro F., il 19 maggio 2014 ore 14:31

      più che altro penserei alle batterie. Per ricaricarle basta poco.

  11. Giovanni, il 21 maggio 2014 ore 23:05

    Salve,
    vorrei costruire un piccolo impianto fotovoltaico per alimentare 4 0 5 microventilatori da posizionare nelle camere d’aria alla base della casa. Che dimensione dovrebbe avere il pannello? Basterebbe che l’impianto erogasse energia con la presenza del sole. E’ possibile? Quanto inciderebbe la distanza tra il pannello e i ventilatori (ca. 10 o 15 mt). Grazie, Giovanni

    • Alessandro F., il 22 maggio 2014 ore 10:27

      Si è possibile, ma dipende da quanti watt sono i micro-ventilatori. Se funzionano in corrente continua non serve neanche l’inverter. Un singolo pannello può erogare, come potenza di picco (cioè: pieno sole e temperatura ottimale a 25°C) da 20 watt (ma anche meno), fino a 300 watt/picco.

  12. gianni, il 29 maggio 2014 ore 08:27

    Salve vorrei un consiglio se sono nel sito giusto…..ho comprato un regolatore di carica duo da 20a. Mi dice che posso impostare da 25 50 100 hz. Che differenza c’è se lo metto a 100 hz? Anziché 25 hz. Come lo lascia la casa???? L’Ultimo consiglio ho due pannelli circa 80×50 luno non so quanti wat. Erogano co.e faccio a calcolare per non bruciare la centralina grazie in anticipo.

  13. antonio scalise, il 31 maggio 2014 ore 13:41

    quanti pannelli servono da 200w da 200 euro più spese trasporto per arrivare a 3kwp e cosa servono in più per risparmiare confronto a quelli ke sono in commercio di incentivo?

    • Alessandro F., il 3 giugno 2014 ore 12:28

      circa 15 pannelli (si sommano i watt di ogni pannello per arrivare a 3mila watt, cioè 3 kw).
      Per soluzioni da 3 kw esistono dei “kit fotovoltaici” già pronti in commercio. Hanno cosi buoni, ma devi aggiungere le spese di spedizione.
      Per essere conveniente servono due cose: la detrazione fiscale 50%. E poi l’autoconsumo: se autoconsumi gran parte dell’energia prodotta, allora l’investimento è più conveniente.

      • ANTONIO, il 4 giugno 2014 ore 15:23

        salve grazie della tua risposta a presto

  14. gianni, il 3 giugno 2014 ore 12:42

    Salve ho commentato un problema…. chi mi aiuta grazie

  15. lorenzo M, il 3 giugno 2014 ore 22:32

    Articolo bellissimo, mi è piaciuto tanto ed ha spiegato in maniera semplice come fare un piccolo impianto il fotovoltaico. Essendo ignorante in meteria volevo chiedere una informazione: ho un giardino senza corrente dove vorrei mettere una piccola fontanella con una pompa d’acqua a 12 volt: che tipo di pannello devo acquistare (con quanti w?), che tipo di regolatore e che tipo di batteria devo usare (con quanti Ah)? ps: la pompa deve andare sempre 24/24 ed è a 12 volt e consuma quasi 20 watt. Grazie mille

  16. Stefano, il 5 giugno 2014 ore 23:16

    Salve,
    ottimo articolo e complimenti.
    Sto realizzando un progetto, al momento teorico e spero magari in futuro anche pratico, per un impianto fotovoltaico di bassa/media potenza.
    Volevo chiederle, sapendo la potenza richiesta dal carico, come faccio a dimensionare correttamente l’impianto?
    Sarebbe possibile avere una sorta di formulario con i calcoli da fare per ridimensionare tutti i componenti?

    Grazie per la pazienza.

    • Alessandro F., il 6 giugno 2014 ore 09:28

      Un formulario sicuramente lo si trova in letteratura tecnica.
      Anche leggendo le istruzioni del regolatore di carica ci si può fare un’idea.
      Considera che 1 kw di fotovoltaico è un potenza “di picco” che si ottiene solo in alcuni momenti della giornata.

  17. Giuseppe, il 24 giugno 2014 ore 13:47

    Vorrei collegare il motore del ricircolo dell acqua per una piscina. Consumo 2kw . Quanto di spende?

    • Alessandro F., il 24 giugno 2014 ore 14:24

      Io non spenderei più di 4mila per il solo fotovoltaico da 2 kw (di picco) collegato in rete.
      Altrimenti puoi mettere il fv più piccolo con batterie, ma comunque connesso in immissione/prelievo da rete perchè in alcuni momenti o stagioni dovresti comunque attingere dalla rete. Coprire infatti l’intero fabbisogno con le batterie diventerebbe troppo dispendioso in alcune stagioni.
      Però dipende da:
      – in quali orari funziona la pompa (giorno, sera, notte,…)
      – in quali stagioni (piscina all’aperto?..)
      – per 2 kw conviene utilizzare lo stesso impianto anche per altri consumi fissi in modo da ottimizzare meglio la sua spesa.

  18. Leonardo, il 17 luglio 2014 ore 21:37

    Ciao Alessandro ti ringrazio in anticipo per i tuoi consigli .
    Io vorrei istallare un impianto fotovoltaico per attivare una presa per
    collegarci una pompa per l’acqua uso domestico, quale materiali devo
    Usare. quale pannello, cavi,batteria, ecc.
    Ciao Grazie per la tua disponibilità

  19. massimo, il 20 luglio 2014 ore 13:33

    Salve ho un impianto di pannelli solari con un boiler di 220 litri.
    Il boiler ha una resistenza da 1500 watt .
    Si potrebbe fare un impianto fotovoltaico per alimentare la resistenza nei mesi invernali portando l’acqua a una temperatura accettabile 35/40 gradi?
    Grazie.

    • Alessandro F., il 21 luglio 2014 ore 18:33

      si si può fare, ma senti l’installatore per dimensionare bene l’impianto fv.

  20. franco, il 2 agosto 2014 ore 19:41

    Salve non capisco niente di fotovoltaico quindi faccio una domanda forse ingenua è possibile far funzionare due lampadine da 25w che dovranno rimanere accese dalle 9 del mattino fino alle 10 disera grazie per la pazienza

    • Alessandro F., il 4 agosto 2014 ore 17:15

      certo, se sono lampade a led è meglio perchè funzionano a corrente continua (anzichè alternata) e non serve neanche l’inverter. Serve: pannello fotovoltaico + regolatore di carica + piccola batteria + set lampadine. Se le lampadine funzionano di giorno serve poca capacità di accumulo. Se funzionano di notte serve più accumulo.
      Esistono su Amazon diversi kit di illuminazione già pronti da installare: es. Kit 50 watt led con pannello fotovoltaico.

  21. luciano, il 6 settembre 2014 ore 10:39

    ciao scuate io vorrei realizzare a casa mia in camapgna in thailandia 1500 watt. 1,5 kw sara sufficente un panello solar celll da 100 watt 12 volt . con un inverte da 1,5 kw piu il solar charger control e una batteria di macchina???

  22. Giovanni, il 19 settembre 2014 ore 00:17

    Salve vorrei fare un mini impianto di un 1kw, che tipo di regolatore di carica devo avere?

  23. GIUSEPPE, il 19 settembre 2014 ore 08:28

    SALVE,VORREI MONTARE UN CANCELLA A DOPPIA ANTA INCASSATO A 24V IN UNA ZONA SENZA CORRENTE ELETTRICA
    MI CHIEDEVO ?CHE POTENZA DOVREBBE AVERE UN KIT FOTOVOLTAICO E BATTERIA PER FAR FUNZIONARE BENE ANCHE DI NOTTE 2 MOTORI A 24V DA 11AMPERE PIU RELATIVI ACCESSORI(SCHEDA A 24V,LAMPEGGIANTE A LED,FOTOCELLULE,ECC)?
    GRAZIE ANCORA

  24. Andrea, il 20 settembre 2014 ore 23:20

    Caro Alessandro,ho due pannelli solari 0,60 per 1m, una batteria da 80 hamper,
    Per auto.
    Ho un regolatore e con qst riesco ad accendere tre lampade da 12 w dalle 19,00 alle 24,00.
    Come aumentare la durata fino all’alba?

    • Alessandro F., il 22 settembre 2014 ore 15:04

      da quant watt sono i pannelli? E quanti wattora consumano le lampadine?
      Tieni presente che:
      –> Watt = Volt per Amphere
      –> collegando due batterie in parallelo (cioè: “più con più” e “meno con meno”) aumentano gli Amphère ed i Volt rimangono invariati

      • Andrea, il 17 ottobre 2014 ore 20:56

        Maximum Power 120W
        Maximum Power voltage 18.00V
        Maximum Power current 6.67 A
        Open circuit voltage 22.50V
        Shot circuit current 6.92A
        Nominal operating cell temp -45to80°C
        Maximum system voltage DC1000V
        Maximum series fuse 9A.
        Questi sono i miei due pannelli.
        Che batteria mi consigli?

        • Alessandro F., il 20 ottobre 2014 ore 10:14

          hai bisogno di una autonomia di (12×3) 36w per 12 ore, cioè: hai bisogno di accumulare circa 432 wattora. Per avere un accumulo di 432 wh hai bisogno di almeno 36 Ah (Amphere/Ora). Quindi la batteria della macchina dovrebbe bastare.
          Per i pannelli: dovrebbero bastare 200 wp (cioè: due pannellini da 100 wp collegati in parallelo).
          Per dimensionare il regolatore di carica, invece, devi sommare la corrente di corto circuito dei due pannelli, cioè: il reg di carica dovrà essere di almeno 15 A.

        • Andrea, il 3 novembre 2014 ore 21:51

          Il mio regolatore è: EP.Solar 12/24V/20A crepuscolare.
          Devo aumentare la durata delle lampade fino alle sei del mattino.
          Che mi consigli?
          Considera che io ora riesco ad avere le lampade accese dalle 17,30 alle 22,30.
          Grazie

        • Alessandro F., il 4 novembre 2014 ore 09:45

          devi aumentare gli amphère delle batterie, cioè collegare più batterie in parallelo (+con+ -con-)

  25. ernesto, il 4 ottobre 2014 ore 22:18

    chiedo un aiuto grosso:
    sarei interssato a valutare la sostituzione del riscaldamento di casa ora a gas metano, sostituendo i comuni radiatori a circolo di acqua calda dalla caldaia con dei termoconvettori elettrici a basso consumo collegati ad un impianto a pannelli solari con pompa di calore.si consideri che il fabricato è disposto su due livelli da ca. 45mq per piano attualmente serviti da 8 radiatori di varie dimensioni con una spesa di gas metano di ca. 1300€ all’anno.
    pensate sia possibile ottenere un risparmio dal cambio?
    grazie
    Ernesto

    • Alessandro F., il 6 ottobre 2014 ore 14:41

      quanto spazio hai a disposizione sul tetto? E quanto prevedi che saranno i tuoi consumi annuali in kwh?

  26. Antonjeta, il 13 ottobre 2014 ore 12:30

    Salve! Avrei anch’io una domanda sul argomento.Ho mio padre che vive in Grecia , e siccome ha una piccola casetta in campagna volevo comprare il necessario qui per poi montarlo la (A Creta esattamente). Per alimentare una luce max 2 , una TV e un frigo , mi puoi dire se bastano solo i componenti che hai descritto al inizio o altro con alt.Grazie mille in anticipo.

    • Alessandro F., il 13 ottobre 2014 ore 15:56

      devi calcolare quanti watt assorbono in totale e per quante ore di funzionamento giornaliero.
      In questo caso quello che più conta non è l’impianto (tra 0,5 e 1 kw), ma le batterie.
      In grecia la produzione del fv è anche di oltre 1.500 kwh/kw/anno, ma ovviamente dipende dai mesi dell’anno.
      Per stimare la capienza delle batterie: Watt=Volt x Amphère. (cioè: Amphere = Watt/Volt)
      Esempio.
      Se hai bisogno di un’autonomia di 500 watt per 6 ore/giorno:
      con batterie da 12 Volt avrai bisogno di circa 40 amphère ogni ora. Per sei ore di consumo continuativo a 500 watt avresti bisogno di circa 240 amphère.

  27. carlo, il 17 ottobre 2014 ore 11:17

    salve,premetto che non ci capisco niente, ma mi è piaciuto l’esempio riportato su “come fare un piccolo impianto fotovoltaico domestico con meno di 100 euro”.
    io vorrei metterne uno simile nella casetta degli attrezzi che ho in giardino. mi servirebbe però alimentare 2 prese a 230v per un massimo di 200w totale. una dovrebbe andare tutta la notte o quasi consumando circa 80w.
    cosa devo fare ? mi date una mano su cosa devo comperare e come dimensionare il tutto??
    vi ringrazio già tutti per le risposte!
    ciao!

  28. Emanuele, il 28 ottobre 2014 ore 01:46

    Salve, vorrei creare questo sistema per alimentare uno scaldabagno 220v di 1200watt.
    come devo calcolare i watt dei vari componenti.

    Una curiosità, ma se prendessi un inverter di 1200watt e lo collegassi ad un trasformatore 220v 12v, si risparmierebbe comunque energia elettrica?

    Grazie

    • Alessandro F., il 28 ottobre 2014 ore 12:14

      1.200 watt non sono pochi. L’impianto deve essere di almeno di 1.200 watt, cioè circa 5 pannelli da 250 watt (circa 10 mq).
      Per l’accumulo, dipende da quante ore stimi l’utilizzo dello scaldabagno. Se lo utilizzi 3 ore/giorno avrai bisogno indicativamente di 3.600 wattora di autonomia senza sole, cioè: una batteria da almeno 12Volt e 300 Ah (Wh=V*Ah). (o 3 batterie 12V 100Ah collegate in serie).

      • lillo, il 2 novembre 2014 ore 16:30

        Forse volevi dire 3 batterie collegate in parallelo

        • Alessandro F., il 3 novembre 2014 ore 13:43

          Ops, si esatto, volevo dire in parallelo.

  29. Franco T., il 1 novembre 2014 ore 09:27

    Ho apprezzato molto la semplicità del tuo articolo.
    Se utilizzo lampadine o stringhe a led, che funzionano a 12 volt, posso eliminare l’inverter e l energia fruibile e’ direttamente utilizzabile dalle lampade a 12 volt?
    Ad ogni pannello, a seconda della potenza, va abbinato un diverso regolatore? Grazie

    • Alessandro F., il 3 novembre 2014 ore 13:35

      Si, se le luci (o gli apparecchi) sono in corrente continua, non serve l’inverter. Potranno essere collegate direttamente alle batterie.
      Collegando più pannelli in parallelo aumenti i Watt mantenendo costanti i Volt. Basta un unico regolatore 12V dimensionato in base a quanti pannelli colleghi.

  30. lillo, il 2 novembre 2014 ore 16:42

    Articolo interessante, e ti pongo un problema che ho se puoi risolverlo.
    Ho comprato 6mesi fa un kit fotovoltaico: pannello 40 w regolatore dicarica automatico 12/24v 2 batterie da 12v 17 Ah.
    Il tutto per delle lampadine cc funzionanti in un range 10/36 v.

    ho istallato e le lampadine accendevano (ovviamente le batterie erano cariche collegate in serie 24v).
    A distanza di tempo misuro su ingresso pannello 20v. La spia delle batterie è rossa (carica bassa). Quindi le lampade spente perché il regolatore non chiude il circuito.
    Come mai? Credevo che il regolatore automatico fornisse la tensione giusta in uscita in base al carico applicato. Non funge da inverter per innalzare e stabilizzare la tensione a24v? Come mai non da 24v alle batterie? Devo cambiare pannello per averne uno a 24 v? Il pannello in realtà fornisce una doppia configurazione delle placche base e dovrebbe essere in configurazione 24v (stringhe in serie).
    Grazie per l’aiuto.

    • lillo, il 10 novembre 2014 ore 20:54

      forse la problematica è passata inosservata? la ripropongo.
      O se qualche passaggio non è chiaro, proverò a chiarirlo.

  31. Luca, il 9 novembre 2014 ore 17:02

    Buongiorno, complimenti per l’articolo, veramente interessante.
    Ho da tempo un progetto per il quale vorrei una valutazione ed è il seguente: vorrei realizzare un impianto che a valle abbia come nell’articolo un inverter e che attinga energia da una serie di batterie, ma a monte venga alimentato da vari metodi di produzione di energia, montati in parallelo, che possano generare da soli o anche insieme l’energia che andrà immagazzinata nelle batterie tramite il regolatore di carica. Le tre risorse sono: solare, eolico e meccanico. Mentre per solare ed eolico è facile immaginare, sto pensando di costruire una bici fissa, collegata ad un adeguato volano, a sua volta collegato ad un alternatore per la produzione di energia.
    Oltre alla produzione da fonti rinnovabili, si protrebbero trarre vantaggi anche dal punto di vista della salute.

    Che ne pensate?

    • Alessandro F., il 10 novembre 2014 ore 19:37

      interessantissimo. Facci sapere gli sviluppi

  32. giacinto, il 10 novembre 2014 ore 08:31

    Ciao Alessandro,
    Ho una domanda forse molto banale ma che mi consentirà di risolvere il mio problema.
    L’impianto è molto semplice. A me basta così com’è considerando che non serve l’inverter perché vorrei alimentate solo qualche lampada a 12 v. Me ne basta una per produrre il po di luce notturna al mio cucciolo che sta in un terreno senza corrente. Come posso fare per avere luce per almeno 8 ore??.
    Grazie per la risposta.

    • Alessandro F., il 10 novembre 2014 ore 19:43

      Watt assorbiti dalla lampadina per 8 ore.
      Es: 50 watt per 8 ore = 400 wattora.
      Per la batteria: ah = ( Wh / 12). Nell’esempio: batteria da circa 35-40 Ah (12V).
      Per la ricarica basterà (indicativamente) un pannello da 60 watt che rimanga al sole per almeno 8 ore

  33. antonio I., il 12 novembre 2014 ore 18:15

    Ciao Alessandro,
    sono in possesso di un’inverter della fronius un ig-plus120v-3.
    l’inverter produce fino a 10 kw trifase con l’ingresso dei moduli che va da 230v fino a un massimo di 600.
    Visto che è un affare, volevo sapere se si puo modificare in modo da utilizzarlo senza collegarlo alla rete.
    E se e possibile usare singolarmente gli inverter visto che ce ne sono 3 da 220 che lavorano insieme per produrre la corrente 380.
    Ciao e grazie per la risposta

  34. Gianfranco, il 12 novembre 2014 ore 20:04

    Salve a tutti, risiedo in Sardegna a5 km dal centro e molto spesso siamo soggetti a blackout per cui vorrei trovare una soluzione che possa rendere autonomi o quantomeno meno dipendenti – premetto che la bolletta annua si aggira intorno ai 1500€ per cui ho pensato che con una cifra del genere potrei realizzare un impianto ? Al momento la potenza in esercizio è di kw ma i costi sono decisamente alti e soprattutto i costi sono non già nel consumo ma nel dispacciamento -Ergo – cerco una soluzione praticabile -ogni suggerimento e gradito.

    • Alessandro F., il 12 novembre 2014 ore 20:18

      quanti kw?

  35. mario, il 26 novembre 2014 ore 20:16

    Buonasera vorrei realizzare un impianto per un potente faro esterno che misure mi servono ? Non riesco a capire a cosa servono i fusibili?

    • Alessandro F., il 27 novembre 2014 ore 10:31

      devi capire di quanti watt è il potente faro esterno e per quante ore dovrà funzionare in autonomia.
      Quello che conta, in questo caso, non è solo il sistema fotovoltaico, ma anche la capacità delle batterie.
      A breve verrà pubblicato sul sito un simulatore per dimensionare correttamente il tutto.. entro un paio di giorni.

  36. Angelo, il 5 dicembre 2014 ore 15:40

    sono in africa, ho una pompa sommersa con un motore trifasico 230/400V-50Hz HP 1 Kw 0,75 come posso
    alimentarla ? la dovrei fare funzionare per alcune ore al giorno, non un servizio continuativo
    mi servirebbe la lista dei materiali, le caratteristiche ed in fine naturalmente i prezzi
    mi potete aiutare ?
    grazie

    • Alessandro F., il 9 dicembre 2014 ore 10:45

      Sui dimensionamenti di pannelli fv e batterie prova a farti un’idea con questo simulatore. Tieni presente però che in più avrai bisogno di un’inverter, dimensionato in base alla potenza dei pannelli, per convertire la corrente continua in corrente alternata 230V.

      • Angelo, il 9 dicembre 2014 ore 11:00

        GRAZIE

  37. Dario, il 5 dicembre 2014 ore 17:00

    ciao, leggendo l’interessante articolo sul kit da 100E mi è venuta un’idea, sarebbe possibile collegare un (piccolo) gruppo UPS? Collegando l’ingresso a 220V dell’UPS all’inverter l’UPS verrebbe anche ricaricato mentre eroga corrente alternata a 220V, corretto? Se così fosse potrebbe alimentare anche una televisione (di potenza adeguata), giusto? Ultima osservazione, in questa configurazione la batteria diventerebbe inutile oppure è indispensabile per il corretto funzionamento del sistema fotovoltaico?
    Us saluto e grazie per la risposta

    • Alessandro F., il 9 dicembre 2014 ore 15:01

      Mi viene da pensare che, ma non ne sono sicuro, l’UPS già di per sè garantisce una certa autonomia.
      Già l’UPS include infatti la batteria, ma in genere ha un’entrata in corrente alternata, trasforma in corrente continua, accumula in batteria ed ha in uscita un inverter da corr. continua a corr. alternata.

  38. gian solo, il 16 dicembre 2014 ore 21:48

    vorrei alimentare un compiuter e la vodafone wi fi dsl
    premetto sono ingnorante in materia,col kit da 100 euro posso farlo?
    grazie

    • Alessandro F., il 17 dicembre 2014 ore 13:22

      Per quanto tempo devi farlo funzionare?
      ti dovrebbero bastare 100 watt (il mio portatile assorbe solo 65 watt).
      Fatti un’idea provando questo simulatore online.

      • Gian solo, il 17 dicembre 2014 ore 14:08

        Grazie proverò

  39. Fabrizio, il 18 dicembre 2014 ore 15:16

    Ciao alessandro un info tecnica…
    ho reperito un pannello fotovoltaico da 235w a 24v
    posso farmi un impianto nel magazzino con questi altri due pezzi per alimentare la lampadina interna e un caricabatterie per moto macchina????

    REGOLATORE di carica:
    30A 12V/24V PWM Solar Panel Battery Regulator
    Specifications:
    Rated charge current: 30A
    Rated load current: 30A
    Work voltage: 12V/24V AUTO
    No load losses current: 5mA-20mA (only when digital LEDs being lighted)
    Charging circuit voltage drop: ≤0.26V
    Load circuit voltage drop: ≤0.15V
    Over voltage protection: 14.8V; x2/24V
    Boost charge voltage: 14.6V; x2/24V
    Direct charge voltage: 14.4V; x2/24V
    Float charge voltage: 13.6V; x2/24V
    Charge recover voltage: 13.2V; x2/24V
    Over discharge recover voltage: 12.6V; x2/24V
    Lower voltage indication: 12.0V; x2/24V
    Over discharge voltage: 11.1V; x2/24V (no load) real-time modified voltage by the discharge
    rate
    Temperature compensation: -4.0 MV/℃ 2V (boost voltage direct charge, float charge and charge return voltage compensation)
    Control method: PWM pulse-duration modulation charge mode
    Working temperature: industry stage: -35℃~+55℃

    INVERTER:

    1500W 12V 220V

    Tensione di uscita:110/ 220 V

    Potenza continua erogata: Circa 750W

    Con ventilatore di raffreddamento

    Interruttore accensione e spegnimento

    UN SALUTO E GRAZIE

    • Eliseo, il 1 dicembre 2015 ore 02:57

      Piacerebbe sapere anche a me. L’inverter da 12v funzionerebbe a dovere ricevendo 24v da 2 batterie collegate in serie? Oppure conviene che il regolatore porti dai 24v che riceve dai pannelli a 12v nelle batterie e così anche all’inverter?

    • gnappa, il 2 agosto 2016 ore 23:17

      L’inverter da 12v funzionerebbe a dovere ricevendo 24v da 2 batterie collegate in serie? Oppure conviene mettere un trasformatore convertitore che porti dai 24v che riceve dai pannelli a 12v nelle batterie e così anche all’inverter?

  40. candido, il 25 dicembre 2014 ore 16:27

    buongiorno,vorrei costruire o meglio pensare di realizzare un impianto per casa utilizzando un piccolo pannello ke alimenti un motore di una lavatrice,che a sua volta muova una dinamo che produca corrente per alimentare l impianto casalingo(lavatrice,televisore,illuminazione,e tutti gli elettrodomestici presenti in una comune casa)……..e’possibile?grazie e auguri a tutti di buon natale”attendo vostra risposta”

    • Alessandro F., il 29 dicembre 2014 ore 16:59

      Si potenzialmente è possibile, ma perchè fai il doppio passaggio? Non puoi alimentare le utenze direttamente con l’impianto fotovoltaico?

      • Socio elettrotecnico, il 12 giugno 2015 ore 02:28

        candido, il 25 dicembre 2014 ore 16:27

        buongiorno,vorrei costruire o meglio pensare di realizzare un impianto per casa utilizzando un piccolo pannello ke alimenti un motore di una lavatrice,che a sua volta muova una dinamo che produca corrente per alimentare l impianto casalingo(lavatrice,televisore,illuminazione,e tutti gli elettrodomestici presenti in una comune casa)……..e’possibile?grazie e auguri a tutti di buon natale”attendo vostra risposta”

        Alessandro F., il 29 dicembre 2014 ore 16:59

        Si potenzialmente è possibile, ma perchè fai il doppio passaggio? Non puoi alimentare le utenze direttamente con l’impianto fotovoltaico?

        i scusi signor Alessandro, ma non si è reso conto che il signor candido la stava ” sfottendo” !!! Buona serata!!!

        • Alessandro F., il 12 giugno 2015 ore 10:28

          ..ah ah ah.., grande candido!

  41. federica, il 28 dicembre 2014 ore 13:47

    ciao Alessandro, scusa l incompetenza che e veramente nulla.
    vorrei poter usare il mio furgone berlingo da lavoro anche come posto letto all occorrenza senza tenereaccesa lamacchina e senza comperare accessori costosi.
    potrei mettere facilmente il pannello?quale potenza e accessori dovrei usare per avere una stufetta( ritengo ci sia anche da 12volt) e costruire un pannello adeguato? grazie mille. Federica

  42. emiliano, il 6 gennaio 2015 ore 22:07

    Salve vorrei sapere che specifiche di amperaggio deve essere il regolatore di carica mi servirebbe per ricaricare una batteria dimensionata per un inverter a onda sinusoidale pura 12v/220v 8000w e logicamente anche quanti ampere dovrebbe essere la batteria.grazie

    • Alessandro F., il 8 gennaio 2015 ore 12:36

      La corrente massima del regolatore di carica deve essere superiore alla corrente di cortocircuito (Isc) del pannello fotovoltaico (o alla somma delle correnti dei pannelli).
      Esempio: se utilizziamo 3 pannelli da 50 W con Isc (corrente di cortocircuito) di 3.55 per ciascun pannello, il regolatore di carica dovrà avere una corrente massima superiore a 3.55×3=10.65 (meglio stare larghi: maggiore di 13-14 Amphère)

      • emiliano, il 8 gennaio 2015 ore 13:24

        No io non voglio mettere il pannello devo creare un sistema a batterie 2 batterie 12v ma non so quanti amper/ora devo usare? poi devo attaccare le batterie all inverter 12v entrata uscita 220v 8000w=8kw poi dovrei attaccare un caricabatterie che carichi in alternanza (prima una e poi la seconda successivamente)adeguato per le 2 batterie e mi servirebbe le specifiche del caricabatterie per avere un minor tempo di ricarica possibile. quanti amper/ ora in uscita a 12v? Poi devo creare un sistema di scambio tra le 2 batterie che che consente di ricaricare all infinito la 1 quando la 2 sta alimentando inverter e viceversa praticamente il mio intento è quello di avere 8kw/ora a 220v a corrente alternata disponibili giorno e notte. quali sono le specifiche di tutti gli apparati per creare questo sistema a scambio/continuo?grazie anticipatamente alessandro!!!!!!

  43. Angelo, il 20 febbraio 2015 ore 15:03

    Ciao ho letto il tuo articolo ed anche un pò dei commenti con le tue varie risposte e non mi pare di aver visto una domanda come quella che vorrei farti,premesso che non sono un esperto ma ho un mio amico elettricista che credo potrebbe aiutarmi,ho acquista un buco di casa ovviamente arieggiata ma privo di qualsiasi balcone,quindi sono stato costretto a comprare una lavasciuga per lavare e soprattutto asciugare i vestiti,una abbastanza professionale e di classe A.. ovviamente i consumi saranno lo stesso alti visto che dovrò utilizzarla anche come asciugatrice 12 mesi l’anno,sperando di poter chiedere una cortesia al vicino dove eventualmente posizionare i pannellini spero pochi e piccoli :D è possibile realizzare un impianto fotovoltaico solo ed esclusivamente far funzionare bene la lavasciuga ??? spero mi aiuti al mio dilemma grazie anticipatamente

    • Alessandro F., il 20 febbraio 2015 ore 16:31

      L’impianto fotovoltaico potrà essere solo a complemento dell’energia di rete.
      Devi capire di quanta potenza ha bisogno l’asciugatrice e quanto consuma mediamente a ciclo di funzionamento.
      Un impianto fotovoltaico da 3 kw di potenza occupa circa 25 metri quadrati.

      • angelo, il 20 febbraio 2015 ore 22:02

        quindi se nn ho capito male tu ti riferisci ad un impianto vero e proprio io credevo e speravo di poter realizzare un piccolo impianto fai da te solo ed esclusivamente per la lavasciuga senza utilizzare la rete elettrica di casa ma forse nn si puo fare mi pare di aver capito

        • Alessandro F., il 23 febbraio 2015 ore 11:40

          non ho idea di quanti kw assorba l’asciugatrice.. in ogni caso hai bisogno o della rete, oppure di batterie (caricate dai pannelli) in grado di fornire elettricità in maniera stabile e sufficiente.

        • Angelo, il 23 febbraio 2015 ore 13:52

          ed infatti quello che appunto volevo fare era non utilizzare la rete “altrimenti dove sta il risparmio” e magari appunto delle batterie caricate dal sole tamite i pannelli solo cosi credo che appunto non vado a pagare le bollette al enel :D s magari hai tempo senza premura e senza impegno e puoi dare un occhiata alla scheda tecnica della mia lavasciuga e poi sempre senza premura dettagliatamente visto che sono ignorante in materia spiegarmi nei dettagli cosa mi occorre e come svolgere il lavoro te ne sarei immensamente grato,ti ripeto senza impegno :) grazie mille

          http://www.lg.com/it/lavasciuga/lg-F1695RDH7

        • Alessandro F., il 24 febbraio 2015 ore 11:51

          dai un’occhio a questo simulatore online.

  44. Andrea, il 22 febbraio 2015 ore 20:34

    Articolo chiaro e comprensibile.
    Potresti inoltrare uno schema per potenze maggiori, se diverso? (>=1 KW).
    Saluti

  45. Alex, il 11 marzo 2015 ore 23:42

    Salve vorrei realizzare un impianto fotovoltaico il quale il fabisogno giornaliero è di 1.3kw pero’ ho 3 batterie da 100ah quindi riesco ad immagazzinare 3600w. Come scelgo il regolatore?

    • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:36

      Lo scegli in relazione alla tensione che scegli per il sistema ed alla potenza dei pannelli

  46. pino santini, il 9 aprile 2015 ore 01:26

    salve sono un artista di strada giro con il mio camper che ha montato un inverte da 1000watt
    dovrei crearmi un sistema per avere corrente portatile mi hanno detto di prendere una batteria da 30 amp un inerte e caricare la batteria con il mio pannello solare sapete dirmi come e dove vado a prendere il materiale sono di padova
    grazie distinti saluti

    • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:37

      Già trovato il materiale ? La batteria dovrà essere almeno da 100Ah non 30Ah.

  47. leonessa topazio, il 17 luglio 2015 ore 15:21

    Buon giorno, grazie per la sua chiarezza nelle spiegazioni, ho letto vari suoi articoli e risposte sul fotovoltaico fai da te. Le vorrei chiedere: i pannelli costruendoli da soli possono avere una forma diversa? ovvero vorrei installarli sulla lunghezza della copertina del balcone circa 10mt ed usare l’accumulo con batterie. inoltre vorrei sapere se posso far convergere sulle medesime batterie energia prodotta da altro sistema (mini-eolico),”godo” dal lato opposto dell’immobile di un vento molto forte che vorrei sfruttare dato che riesce a spintonarmi peso 68Kg spero in una cortese risposta. grazie

    • Alessandro F., il 20 luglio 2015 ore 12:13

      Tendenzialmente se installi un impianto che non immette in rete non ci sono particolari vincoli tecnici. L’unico vincolo è quello delle autorizzazioni comunali per i pannelli fv sull’edificio. Quindi sentirei prima di tutto l’ufficio tecnico comunale e/o il condominio.

      • leonessa topazio, il 30 luglio 2015 ore 22:07

        grazie

      • Franco, il 12 dicembre 2016 ore 14:45

        Quindi se installo pannelli flessibili integrati in una tenda posso farlo tranquillamente?

  48. Stefano, il 7 settembre 2015 ore 09:12

    Salve,

    Sto leggendo questo articolo molto interessante, pensavo di fare un micro impianto proprio così per alimentare una pompa da irrigazione da mettere sul balcone (dove non ho disponibilità della linea elettrica).
    Se trovo una pompa che va in Continua non mi serve nemmeno l’inverter, giusto?

    Un’altra domanda, se la batteria è completamente carica, rischio dei sovraccarichi o il regolatore si preoccupa di interrompere la carica?

    • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:34

      Si ci sono molti modelli di pompe a 12V che possono funziomare direttamnete con il pannello e senza batteria, ne ho vendute parecchie.

  49. Bruno, il 7 settembre 2015 ore 20:53

    E’ qualcosa di molto interessante veramente, io mi sono costruito un risciò e un monopattino elettrici con ricarica a pannelli fotovoltaici, senza spese e senza limiti di corrente. Grazie a chi a ideato questo programma.

    • Alessandro F., il 8 settembre 2015 ore 15:00

      complimenti! applicazione molto interessante e particolare..

  50. franco, il 25 settembre 2015 ore 08:41

    ho letto sul manuale del mio pannello solare di non ricaricare batterie da auto Tu invece dici che si puo’ fare? Sono tentato a provarci

    • Alessandro F., il 25 settembre 2015 ore 17:29

      Forse dipende dal tipo di pannelli e di regolatori utilizzati. Mi atterrei al manuale prima di sentire un tecnico esperto

  51. giacinto pagani, il 19 ottobre 2015 ore 11:22

    via pitagora
    14 a
    buongiorno ho letto il tuo articolo e ti chiedo per immettere sull’impianto di casa la corrente prodotta come si può fare se si puo, considerando che ho già un impianto fotovoltaico sul tetto

    • Alessandro F., il 19 ottobre 2015 ore 16:46

      certo! devi poterlo fare perchè l’autoconsumo è più conveniente di immettere in rete.
      Contatta un installatore.

  52. giacinto pagani, il 23 ottobre 2015 ore 10:48

    con l’impianto suggerito cosa alimento. Se aumento i pannelli cosa succede. E’ possibile non usare la batteria. grazie

    • Alessandro F., il 23 ottobre 2015 ore 16:42

      si tratta di un piccolo impianto, ma tutto è scalabile con le dovute cautele. Senza batterie l’impianto sarà utile solo “in tempo reale”, ma può essere comunque funzionale.

  53. Paolo, il 24 ottobre 2015 ore 10:48

    Grazie del l’interessante articolo che vorrei provare a mettere in pratica.

    Che calcolo hai fatto per preventivare la capacità di carica di 42 wattora col pannello da 20W?

    Grazie

  54. EMILIO D., il 12 novembre 2015 ore 21:32

    ciao alessandro una domanda spero non troppo scema che succede se su un pannello da 200w/12 e 2 batterie da 50A metto un inverter da 2000w? se e fattibile che disponibilità ottengo.

    grazie per la risposta se ci sarà

    • Alessandro F., il 13 novembre 2015 ore 15:04

      rigiro a qualche elettricista in ascolto

    • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:32

      Di questo impianto avresti una batteria veramente piccola che accetterebbe a fatica tutta l’energia prodotta dal pannello e non potrebbe sostenere che per pochi minuti l’utilizzo dell’inverter a 2.000W

  55. Eliseo, il 1 dicembre 2015 ore 03:09

    Salve Alessandro! Grazie per la spiegazione che ci hai dato. Un articolo davvero interessante!
    Volevo chiederti, avendo pannelli da 24v, regolatore di corrente che lavora sia a 12v che 24v, 2 batterie, 1 inverter da 12va 220v…la mia domanda è: posso tenere le batterie in serie (quindi 24v) e tenere questo inverter da 12v oppure conviene che il regolatore porti dai 24v dei pannelli a 12v verso le batterie (quindi non più in serie ma in parallelo) e a sua volta all’inverter sempre a 12v?
    Grazie mille in anticipo

  56. bbboy, il 9 febbraio 2016 ore 02:48

    salve, ho letto l’articolo molto interessante.
    vorrei sapere cosa dovrei fare per poter installare un sistema simile a questo ma con maggiore potenza.
    Dovrei arrivare a circa 1000watt/H.
    se mi potessi dire tutto l’occorrente , e darmi un idea sulla spesa.

  57. Antonio, il 2 marzo 2016 ore 19:17

    Salve Gentile Alessandro,
    premetto che ho letto il Suo articolo che trovo molto utile ed esaustivo, complimenti.
    Un mio amico vorrebbe installare un Kit fotovoltaico per la sua casetta in campagna dove passa il tempo solo in estate. Mi ha chiesto un consiglio dato che un pò di eletticità ne capisco ma poco sul Fotovoltaico. Ciò che mi lascia perplesso è questo: partendo dal presupposto che lui vorrebbe alimentare le sue utenze come il climatizzatore, la lavatrice, il frigo e il microonde…che tipo di potenze avrebbe bisogno? Perchè so che ad esempio il climatizzatore e la lavatrice hanno all’accensione una “potenza di picco”, per poi scendere. Questa “botta istantanea” di fabbisogno… ecco quello che non capisco. Se ad esempio la lavatrice ha bisogno di un picco istantaneo di 2Kw per poi scendere a 200W, ci vuole un pannello da 2Kw?? Spero di non avere detto una castroneria… aspetto una tua gentile ed esaustiva risposta.

    • Alessandro F., il 3 marzo 2016 ore 12:44

      La potenza di picco (2kWp) è la potenza che l’impianto, in situazione ottimale, può produrre istantaneamente. Se per es. passa una nuvola, si abbassa.

      Un impianto non allacciato in rete per fare andare tutti questi elettrodomestici richiederebbe costi troppo elevati per i sistemi di accumulo. Viceversa se allacciato in rete con scambio sul posto, nelle stagioni estive ammortizza molto bene i consumi, in quelle invernali ammortizza un po meno, ma contribuirebbe comunque a ridurre i costi energetici. In ogni caso la connessione almeno in prelievo da rete ci vuole. In alternativa, con un sistema di accumulo si può evitare di immettere in rete sfruttando le batterie. La soluzione ottimale è scambio sul posto più piccolo accumulo.

      • Antonio, il 3 marzo 2016 ore 16:02

        Capisco. Grazie mille per la risposta, buona giornata.

  58. Claudio Mingolini, il 3 marzo 2016 ore 11:01

    Buongiorno Alessandro, Le vorrei chiedere quali attrezzature dovrei utilizzare solo per alimentare un boiler di 50 lt 230v 1200 W con il sist.fotovoltaico. Consideri che sono in appart. con balcone lungo tutta l’unità e situata al 3.o piano.
    Grazie mille

    • Alessandro F., il 3 marzo 2016 ore 12:32

      Per un boiler da 1200 watt conviene mettere il classico impianto domestico allacciato in rete e in scambio sul posto. L’impianto, durante l’anno, contribuirà a ridurre le bollette necessarie ad alimentare il boiler. Quando il boiler non assorbe energia l’impianto immette in rete. Queste immissioni vengono pagate dal gse e vanno ad ammortizzare in parte le bollette elettriche.
      In ogni caso per alimentare il boiler non riusciresti ad utilizzare tutto l’anno solo l’impianto fv. Hai comunque bisogno della rete perchè in inverno avresti carenza ed in estate avresti eccedenza produttiva.

      • Claudio Mingolini, il 5 marzo 2016 ore 11:50

        Ti ringrazio per la sollecita risposta.

        Cordiali saluti
        claudio mingolini

  59. roberto palombini, il 4 marzo 2016 ore 16:26

    Buongiorno Alessandro,
    vorrei alimentare 4 faretti led 10 w ognuno 220 v per 12 ore notturne esclusivamente con il fotovoltaico ,pensavo di sostituire l’interruttore dell inverter con un crepuscolare.
    Mi potrebbe aiutare a scegliere i componenti adeguati al mio fabbisogno?
    se ho capito bene 4 faretti 10 w accesi 12 ore sono un tot. Di 480 w
    una batteria 12v 60ah sono 720 w
    a questo punto un inverter 1000w dovrebbe essere piu che adeguato
    un pannello fotovoltaico da 60 w
    ed un regolatore di carica con quali caratteristiche?
    L impianto descritto è sopra dimensionato? Sotto dimensionato?
    Posso cambiare qualcosa ed ottenere lo stesso risultato magari spendendo meno?
    grazie per l attenzione e soprattutto per il suo articolo che credo per chi come me non è del settore ma si cimenta in esperimenti volti al rispetto dell ambiente renda l argomento eccitante e di quasi elementare comprensione.

    Roberto

    • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:27

      Non serve mettere l’inverter dato che ci sono i faretti a LED da 12V.

  60. Giuseppe Gangemi, il 15 marzo 2016 ore 12:08

    Salve ho letto l’articolo proprio al monenti giusto. Praticamente nn posso piu permettermi di pagare la bolleta della luce ( separato con tre figli ) e mi servirebbe un diciamo micro impianto per alimentare due televisori uno da 70 w ed uno ds 20 w circa solo per i bambini che tipo di impianto e di pannello dovrei usare? mi potresti consigliare?

  61. franchino, il 23 marzo 2016 ore 19:01

    Buongiorno, complimenti per i commenti sono molto istruttivi per gli appassionati del fotovoltaico, volevo chiederti, ho un piccolo impianto a energia solare che illumino il mio giardino composto da pannello 50w 12v, regolatore di carica e 2 batterie 12v 80amp, volevo aumentare la potenza aggiungendo 2 batterie e un generatore eolico da 1kw per potere avere le batterie cariche sia in giornate ventilate nuvolose, che notturne con vento. Cosa mi consigli di aggiungere e cosa dovrei modificare.in attesa ti auguro buon lavoro Franchino.

  62. Giovanni, il 11 aprile 2016 ore 23:29

    SALVE. non capisco quasi nulla di fotovoltaico, bene per far funzionare una lavatrice

    cosa avrei bisogno?

    GRAZIE.

    • Alessandro F., il 12 aprile 2016 ore 09:45

      Prova a guardare nei “dati di targa” dell’elettrodomestico: quanti watt di potenza richiede? Quanto dura un lavaggio? In base a questi dati puoi farti un’idea. La lavatrice richiede alcuni picchi di potenza per brevi periodi e per il resto consumi più bassi costanti. Esempio in alcuni minuti può richiedere 1,5 Kw di potenza, per altri solo 100 watt.
      Per i picchi di potenza sono necessarie più batterie collegate in serie/parallelo che accumuleranno la potenza “di picco” necessaria (a meno che non si metta un impianto fv sovradimensionato). Per la batterie: W=V*A e Wh=V*Ah.
      Stessa cosa per i pannelli: 2 pannelli da 200 Watt (collegati in parallelo) messi al sole producono circa 400 watt di potenza di picco in corrente continua. Avrai quindi anche bisogno di un inverter per convertire da corrente continua in alternata 220 Volt

  63. Nicola, il 23 aprile 2016 ore 12:48

    Salve, ho una piccola azienda agricola, mi servirebbe, un piccolo impianto fotovoltaico posto sul monoblocco prefabbricato che mi sviluppi una corrente per un consumo basso, necessario:

    Di giorno:

    – 4 lampadine di neon con totale consumo: 72 w

    Di giorno e notte 24 su 24 ore.

    – 1 adsl ( non so quanto consuma, credo poco visto che ha l’alimentatore 9 volt)

    – 1 telecamera di sorveglianza senza tv ( credo che consuma poco pure questo apparecchio, visto che l’alimentatore è a 5 volt ).

    – e raramente può servire la presa di corrente per ricaricare batterie del pc e dei cellulari.

    Comunque per il neon non lo usiamo tanto di giorno e nemmeno la notte perché l’azienda di notte è chiusa.

    Mentre di notte è importante la corrente per l’adsl e la telecamera di video sorveglianza per controllare il mio territorio col mio smartphone.

    Cosa mi consiglieresti?

    Un pannello sa 240 watt bastano? Sono nella zona sud, in calabria dove c’e’ spesso il sole e il cielo grigio troppo illuminato da accecare gli occhi.

    E la tensione la vorrei da 220 volt, e i watt credo che mi basti intorno tra 100 e 150 watt.

    Grazie e attendo riscontro.

    Nicola

    • Alessandro F., il 26 aprile 2016 ore 09:51

      devi sommare tutti i watt moltiplicati per le ore di funzionamento di ogni apparecchio.
      Se gli apparecchi da alimentare sono in corrente alternata hai bisogno anche dell’inveter (a cui potrai attaccare la presa elettrica).
      Un pannello da 240 produce, solo nelle ore di picco, 240 watt di potenza. Può essere sufficiente in alcuni momenti, ma in generale quello a cui devi pensare bene sono le batterie per stabilizzare la fornitura. I wattora di accumulo si calcolano pressapoco così: Wh = (V * Ah) moltiplicato per la profondità di scarica della batteria.

      • Nicola, il 26 aprile 2016 ore 13:02

        Ok, ho capito.

        Ora ho un altra idea,

        Mi può spiegare, se voglio accumulare i Wh, ad esempio, se è per uno scaldino, mi servirebbe almeno 1.5 kw al gg solo per ricaricarlo meno di un oretta e poi lavarmi e infine spegnerlo per usarlo il gg successivo. E lo scaldino è di 1200 watt. E almeno più 300 watt mi serve per la riserva di notte per uso video sorveglianza.

        Quale batteria potrei usare? Con un inverter a corrente discontinua che accrescerebbe la potenza o no?

        Tutto questo mi serve per un monoblocco prefabbricato coinbientato per uso agricolo aziendale. e non ho nessun allaccio enel.

        Nicola

        • Alessandro F., il 26 aprile 2016 ore 13:48

          prova a farti un’idea generale partendo da questo simulatore. Da un’occhio anche a quest’altro. Tieni presente che se utilizzi le classiche (più economiche) batterie al Piombo, la profondità di scarica sarà di circa il 50%. Vuol dire che l’accumulo “nominale” è circa il doppio di quello effettivo.

  64. Davide, il 27 aprile 2016 ore 16:24

    Ciao Alessandro, sto creando un piccolo impiantino per illuminare un viale di campagna e ho già acquistato un po’ di materiale tra cui:
    – Pannello Solare Polycristalline 30W 12V
    – Regolatore di Carica EP Solar 5A-PWM
    – Batteria VARTA da 12V 44Ah .

    Ora sono in fase di montaggio (premetto che l’impianto è già predisposto con attacchi lampade E27), l’ultima incognita sono le lampade e ho cercato in lungo e in largo lampade a 12V ma ho visto che queste sono introvabili e costano non poco.
    A questo punto stavo valutando l’inserzione di un piccolo inverter (12V/220V – PMax=350W – I assorbita a riposo <0,4A – costo di 23€ della LinQ) e delle lampade a LED da 8W 220V .
    In teoria aumentando la V dovrebbe diminuire l'assorbimento di corrente delle lampade e potrei anche collegare una presa a 220V nel caso dovesse servire, correggimi se sbaglio…

    Sapendo che è meglio evitare la doppia trasformazione e anche l'assorbimento dell'inverter, mi chiedo secondo te è una buona scelta o no?

    P.S. Per diminuire il consumo dell'inverter ho pensato di gestire il funzionamento di quest'ultimo da un temporizzatore che lo staccherà nelle ore notturne…

    Attendo tuoi lumi :D Grazie mille!

    • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:23

      Le lampade a LED ci sono sia a 12V che a 24V E27.

  65. Luca Giulietti, il 28 aprile 2016 ore 13:25

    Buongiorno a tutti. Vorrei chiedervi un consiglio tecnico. Ho intenzione di realizzare un piccolo impianto come da voi suggerito che possa alimentare ininterrottamente due congelatori che ho in una zona non raggiunta da energia elettrica di rete. Ho pensato di aumentare la riserva di energia utilizzando 4 accumulatori al piombo gel da 12 v e 100 ah montati sia in parallelo che in serie, aumentando quindi la tensione a 24 volt e la capacità a 200 ah. Per la carica, oltre che tramite pannello, vorrei utilizzare anche un piccolo minieolico e/o un sistema meccanico basato principalmente su una bici collegata ad un generatore. Ovviamente dimensionato tutto alla capacità di produzione e ai voltaggi. Secondo voi è necessario avere tre regolatori di ricarica o basta uno opportunamente dimensionato? Ovviamente il pacco batterie è unico come unico è l’inverter che utilizzerà l’energia delle batterie per alimentare a 220 volt i due congelatori. Vorrei inoltre un giudizio sull’idea. Grazie a tutti e buon lavoro.
    Luca G.

    • Alessandro F., il 29 aprile 2016 ore 09:11

      dovrebbe andar bene un unico regolatore di carica opportunamente dimensionato (in base agli A.)
      Per la capacità necessaria per il congelatore, tieni in considerazione anche la profondità di scarica delle batterie.
      Per il resto, lascio la parola a qualche tecnico.

      • giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:21

        Ci va messo un regolatore solare ed uno eolico che sono diversi.

  66. Alessandro, il 13 maggio 2016 ore 20:00

    Salve Alessandro,
    Ho trovato interessantissimo l’articolo. Chiaro e semplice.
    Vorrei sottoporre la mia situazione, magari hai qualche buon consiglio.
    Ho necessità di tenere acceso un deumidificatore nel box a causa dell’elevata umidità al suo interno che crea continuamente muffa.
    Tale apparecchio deve stare acceso 24h al giorno 7 giorni la settimana. Praticamente sempre, non stop.
    I dati tecnici del deumidificatore sono i seguenti:
    230v – 50Hz
    390(450) W

    Secondo te potrei realizzare un sistema del genere?
    L’aspetto che mi preoccupa di più è la quantità di batterie necessaria per tenerlo attivo anche la notte.

    Che ne dici?
    Grazie

    • Giovanni, il 18 maggio 2016 ore 17:47

      il sistema ad isola, con quell’assorbimento non è idoneo, i Watt sono troppi….

      • Alessandro, il 19 maggio 2016 ore 12:39

        Pensavo di farcela con 5 o 6 batterie.

        Quale potrebbe essere la soluzione?

  67. Gianni pallecchi, il 18 maggio 2016 ore 20:15

    Io vorrei capire come fare per usare una pompa calore inverter che assorbe 2kw.vorrei fare un mini fv che serva solo ad alimentare il condizionatore.se la batteria è carica il condizionatore va se non è carica rimane spento.che dimensione dovrebbe avere?grazie

    • Alessandro F., il 19 maggio 2016 ore 09:11

      Innanzitutto devi capire quanto consuma la pompa sulle ore di funzionamento previste. 2 kw è un picco di potenza assorbita in alcuni momenti dalla pompa. Ma in una giornata, quante volte si accende/spegne e quanti kWh consuma in media?
      Poi pensa alla capacità delle batterie considerando la profondità di scarica: se hai bisogno di 10 kwh effettivi di accumulo/giorno considera batterie che in totale accumulano 20 kwh nominali (questo per le batterie con profondità di scarica pari al 50%).
      Infine pensa ai pannelli necessari per caricarle: se esposti a sud e 30 gradi di inclinazione producono, su media annua, dai 1.100 ai 1.500 kwh/kwp/anno, alcuni giorni produrranno pochissimo, altri giorni produrranno molto..
      Io, partendo da zero, inizierei per gradi: compro prima la pompa e ne misuro i consumi (in kwh). Poi tutto il resto adattando eventualmente dopo un periodo di test.

  68. Francesco, il 20 agosto 2016 ore 08:16

    Buongiorno Alessandro ,avrei bisogno di sapere come posso tenere accesa almeno 12 ore al giorno una pompa per piscina da 45 W 220v senza collegarmi alla rete elettrica utilizzando i pannelli. vorrei sapere le varie caratteristiche dei componenti illustrati nello schema sopra , regolatore di carica , inverter e batteria grazie .

  69. luciano sanna, il 26 settembre 2016 ore 15:39

    Buongiorno, vorrei capire se faccio bene,oppure no….. sto istallando un impianto solare sul mio camper,e ho dei dubbi,per non passare dei nuovi fili dalla batteria….posso allacciarmi direttamente dove arrivano i cavi sempre della batteria che sono collegati All’inverter?nel ringraziarvi già
    da subito porgo distinti saluti.

  70. Franco, il 3 ottobre 2016 ore 12:33

    Ciao Alessandro,
    Perche’ non connettere direttamente l’impianto a una presa di casa? Immagino che farebbe rallentare il contatore nelle ore di sole.
    Grazie.

  71. Duilio, il 13 ottobre 2016 ore 18:00

    Salve,
    io vorrei fare un impiantino per mandare un termoconvettore con queste caratteristiche nel periodo invernale.. giusto per tenerla accesa 4/5 ore al giorno anche a potenza minima.. per tenere una stanza di circa 20mq ad una temperatura sui 20° la potenza del termoconvettore è su 3 livelli Potenza termica (livello 1 / 2 / 3): 750 W / 1.250 W / 2.000 W
    DI che cosa avrei bisogno?
    grazie in anticipo

    • Alessandro F., il 14 ottobre 2016 ore 11:13

      ipotizzando 2 kw per 5 h/giorno avresti bisogno di un accumulo di circa 10 kWh. Tieni presente, però, che il termoconvettore non funzionerà in maniera continuativa per 5 ore al giorno. Il termoconvettore si accenderà e si spegnerà a cicli. Inizierei con 5 kWh di capacità di accumulo effettiva. Nominale potrebbe essere, in base al tipo di batteria, anche di 8-10 kWh. Con batterie al litio la capacità nominale tende ad essere uguale alla capacità effettiva. Potrei ipotizzare 4 batterie 12V 100Ah.
      Per l’impianto: ne metterei uno da 1 kW (cioè 4 pannelli da 250 Watt), anche se dipende dall’esposizione dei pannelli e dal luogo di installazione. Dipende anche dagli orari in cui si presume funzionerà il termoconvettore (sera/notte o giorno?).

  72. giulio pozzoli, il 10 dicembre 2016 ore 20:18

    L’impianto che viene proposto non sta proprio in piedi con inverter da 200W, molto probabilmente onda quadra su una batteria da 7Ah. la cui durata è nell’ordine di muniti. Inoltre per un pannello da 20W basta ed avanza un regolatore da 5A e non da 15A e poi per una lampada non serve l’inverter dato che ci sono le lampade a lED da 12V. Se viene proposto per insegnare agli altri fare un impianto, non è il massimo.

  73. Giuseppe Romano, il 12 dicembre 2016 ore 15:55

    Ciao Alessandro,
    Vorrei caricare la batteria (24 Volt e 10 A/h) della mia bici elettrica (quando è parcheggiata al sole) con un piccolo pannello fotovoltaico da 10 Watt (caratteristiche: Vmp (V) = 17,6 ; Imp(A) = 0,57 ; Voc (V) = 21,9 Isc (A) = 0,61 . Cosa devo comperare? Penso un regolatore di carica ma di che tipo?

    Credo che al sole il pannello mi produrrà circa 20/30 Watt/giorno. Pare che il consumo della bici sia stimato in circa 4,6 Watt/h per Km. Quindi dovrei avere una “autonomia di circa 4/6 Km /giorno.
    Ti sembra corretto?
    Giuseppe Romano

    • Alessandro F., il 13 dicembre 2016 ore 10:50

      Un pannellino da 10 Watt produce, come media annuale, circa 25-30 Wh/giorno. D’estate produrrà di più, d’inverno di meno.
      Con calcoli molto approssimativi la batteria accumula circa 240 Wattora (nominali). Con questo pannellino riusciresti a produrre (sempre su media annuale) 25-30 Wattora/giorno, non tutti questi watt verrebbero accumulati nella batteria. In ogni caso penso che questo pannellino è abbastanza sottostimato per la ricarica della batteria. Io userei un pannellino da 100 Watt con relativo regolatore di carica.

      • Giuseppe Romano, il 14 dicembre 2016 ore 11:42

        Hai perfettamente ragione x i 100 Watt. Ho pensato ai 10 Watt solo per motivi di ingombro sulla bici. Il “pannellino” andrebbe a coprire il portapacchi oppure andrebbe posizionato sul manubrio.
        Tra l’altro ho visto che il caricabatterie (simile a quello dei cellulari) ha una uscita di 29,7 volt e 1,6 Ampere.
        Quindi (ma sono ignorante) il regolatore dovrebbe avere una tensione di 29,7 volt?
        Ciao e grazie per le tue risposte.
        Giuseppe

        • Alessandro F., il 14 dicembre 2016 ore 17:24

          io opterei per regolatore 24 volt. Comunque sulle specifiche del prodotto dovrebbero esserci tutte le indicazioni

  74. Giuseppe Romano, il 15 dicembre 2016 ore 10:08

    Perdonami Alessandro. Quando ho scritto del caricabatterie non ti ho indicato che la mia bici elettrica ha questo caricabatterie ed i valori che ti ho segnalato sono quelli indicati sul caricabatterie. E’ per tale motivo che ho pensato che la tensione erogata dal regolatore del pannello fotovoltaico dovesse avere i 29,7 Volt.
    Applicando 24 Volt invece di 29,7 si carica la batteria?
    Grazie
    Romano Giuseppe

  75. leonardo, il 28 dicembre 2016 ore 10:59

    Buongiorno Alessandro

    articolo interessante, ma

    in condizioni sfavorevoli esempio i pannelli montati sui camper non hanno inclinazione diciamo che hanno un bel zero gradi di inclinazione, è indifferrente al fine di inziare a produrre il numero di celle? a parita di potenza esempio 120 watt ci sono da 32 o 40 celle. per come sono montati non andranno mai massima potenza.
    C’è la possibilita di capire come e quale tipo pannello si accende/inizia a produrre prima?

    grazie
    Leonardo

    • Alessandro F., il 28 dicembre 2016 ore 11:19

      I pannellini a “film sottile” o “silicio amorfo” hanno maggiori efficienze in condizioni non ottimali (luce non diretta, inclinazione a zero gradi, ecc..), rispetto ai classici pannelli in silicio mono o policristallino, che invece lavorano meglio se inclinati di 30-40 gradi e rivolti a sud.

  76. Andrea, il 7 gennaio 2017 ore 18:26

    Salve a tutti, sto sviluppando in questi giorni un progetto per un esame universitario e mi sono trovato davanti ad un arduo problema:
    Vorrei dimensionare un pannello e batteria per alimentare ad isola un lampione stradale.
    Ho pensato di utilizzare, due pannelli da 80 W, una batteria da 24V (29,4V per la carica) da 200Ah c20 e un lampione da 225W 24V.
    Con la batteria posso fornire circa 10 A per 20h ideale per alimentare la lampada, il problema a cui non riesco a dare una soluzione è sapere come avviene la ricarica della batteria con i pannelli, ossia: data una potenza radiante massima invernale di 200 W/m2, la corrente massima che posso erogare a 29,4 V è di 1,8 A (come indicato nella caratteristica VI del pannello) a pannello quindi 3,6 A totale, con tale corrente quante ore mi servono per caricare la batteria?? 200/3,8 ??
    Grazie a tutti.
    Andrea

  77. lorenzo, il 8 febbraio 2017 ore 20:10

    Salve, Vorrei fare un paio di domante. Ho un piccolo impianto da 5 pannelli da 80w l’uno, anche se al momento ne tengo collegati solo due.
    A questo impiantino vorrei usarlo per caricare le batterie della fotocamera da 2000mAH e un pc con una batteria di 6500 mAH.Che amperaggio dovrebbe avere la Batteria dell’impianto?
    e un’altra cosa: l’inverter è meglio collegarlo al Regolatore o si può mettere anche sotto la batteria?
    Grazie mille
    Lorenzo

    • giulio pozzoli, il 9 febbraio 2017 ore 10:25

      400W di pannelli per una batteria da 1a e un pc, un po’ grande. Probabilmente le due batterie hanno un V diverso.

      • lorenzo, il 9 febbraio 2017 ore 23:27

        Ne userò uno o due. si 7 e 20v, e una batteria da 20-30a sarà ok.
        grazie

  78. Luigi, il 18 febbraio 2017 ore 20:53

    Buongiorno, volevo sapere se è possibile mettersi in contatto con un installatore per un impianto ad isola nella zona di Moncalieri (Torino)

    Grazie

    • Alessandro F., il 20 febbraio 2017 ore 11:43

      ciao, puoi compilare l’apposito modulo nella sezione preventivi.

  79. ROBERTO, il 9 marzo 2017 ore 22:27

    SALVE VOLEVO SAPERE CHE PANNELLO DOVREI AVERE E CHE BATTERIA PER ALIMENTARE UN FARETTO A LED DA 10WATT 12 VOLT PER 10/12 ORE?

    • giulio pozzoli, il 10 aprile 2017 ore 19:07

      Come minino, in inverno pannello da 50W e batteria da 30Ah in estate 30W di pannello e batteria sempre da 30Ah + regolatore solare.

  80. Salvatore, il 18 marzo 2017 ore 14:20

    Buongiorno,
    Quesito.
    il costo di 99 Euro e’ compreso di spedizione?
    Per alimentare un TV 32’consumo 25 watt , un frigo 300kw e due lampade 150w quanti watt mi occorrono +/-, e quindi quanta superfiecie di pannelli solari?
    visto che per 3kw montano 11 o 12 pannelli solari per 1000 watt ne basterebbero 3?
    Grazie

    • Alessandro F., il 20 marzo 2017 ore 10:57

      Per 1000 watt: se i pannelli sono da 330 Watt l’uno allora ne bastano tre. Se sono da 250 watt l’uno ce ne vogliono 4 (e così via.. si somma la potenza dei singoli pannelli).

  81. marco, il 7 aprile 2017 ore 13:57

    se voglio alimentare direttamente un dispositivo che funziona a 12 volt posso collegarlo direttamente al pannello in modo tale che funziona solo quando il pannello riceve energia?
    scusate l’ignoranza

    • giulio pozzoli, il 10 aprile 2017 ore 19:04

      Nel collegamento diretto c’è il rischio per le tensioni che possono arrivare anche a 20V. Dipende cosa devi far funzionare, io lo faccio su alcune pompe per acqua.

  82. luigi, il 10 aprile 2017 ore 14:59

    Ho trovato dei prodotti già assemblati (puppi e pyppy) da “balcone” sostengono che basta inserire la spina in una presa di corrente per avere a disposizione in casa l’energia rinnovabile prodotta ed accumulata nelle batterie ….
    Solo se questa energia non basta si utilizza quella della rete. Nessuna pratica, nessun permesso si compra si posiziona e si utilizza.

    Molto interessante ma non ho capito come funziona e se non capisco …….
    In qualche modo lasciano intendere che i prodotti possono crescere e crescendo rendere inutile la connessione in rete.

    Ho chiesto anni fà informazioni in merito ma non ricevendo risposta chiara ho lasciato perdere ora vedo in vendita il prodotto più caro in magazzini che trattano bricollage (a 1.380 euro) ma anche qui nebbia,

    posso sperare in un raggio luce?

    Io “se funziona integrerei” l’impianto con un generatore 3 kw da usare per sicurezza (anche per rialimentare l’impianto se necessario.

    • Alessandro F., il 10 aprile 2017 ore 18:00

      Il fotovoltaico “che si attacca alla presa” credo abbia una specie di micro-inverter integrato che converte l’energia in corrente alternata già “pronta” per essere utilizzata dalla rete domestica. Ovviamente non consente lo scambio sul posto e può essere utile solo per “compensare” parte dei consumi “fissi” e costanti dell’abitazione. Penso che sia una soluzione un po limitante rispetto ad un impianto “standard” in scambio sul posto.

      • luigi, il 10 aprile 2017 ore 18:41

        In casa ho un contatore da 3 kw un bottoncino mi permette di visionare i consumi nei vari periodi e le punte di massimo utilizzo.
        Ogni tanto vado a controllare ed osservo che le punte massime arrivano a 1600/1700 ben lontane dal disponibile di 3300,
        il consumo al momento varia dal 200 al 350 ho provato ad alzarlo accendendo il forno elettrico e funziona sale a .. nin ricordo ma abbastanza.

        io credo che il risparmio sia notevole se si pagano i soli periodi di consumo alto.

        Si il prodotto è dotato di inverter ma e probabilmente è in grado di capire dove si trova la fase e ne tiene conto per trasferire la corrente.
        Ciò che non capisco è il contatore …
        -come gestisce il fatto che non è il solo a portare corrente in quell’impianto
        -come quella corrente si comporta se dovesse a mancare quella della rete .. il contatore potrebbe girare alla rovescia, di certo non lo fà … ma non capisvo lo stesso
        -uno di questa tipologia di prodotti promette una maggior disponibilità di energia .. dice
        se hai 3kw di rete e 1,5kw di rinnovabile fin che sei sotto 1,5 usi solo il rinnovabile ma se superi puoi arrivare fino a 4,5kw …

        Affascinante la cosa … ma lo comprendo solo se esiste un contatore con due ingressi distinti
        uno (secondario) dal contatore di rete e l’altro (primario) dal sistema di accumulo (anche lui con più ingressi rinnovabili, anche più di una, e …. rete per mantenere un minimo di carica a salvaguardia delle batterie)

        così, averlo in funzione semplicemente inserendo una spina nella presa di corrente mi lascia perplesso…

      • giulio pozzoli, il 10 aprile 2017 ore 19:03

        Ora si fanno impianti, anche con materiali semi nuovi, che hanno inverter con regolatori integrati che possono essere programmati per priorità batterie e poi a scarsa batteria collegarsi alla rete o gruppo elettrogeno ma solo in ingresso. Con materiali semi nuovi od usati risultano interessanti come costo. Ne vado a consegnare domani uno a Torino.

        • Angelo, il 12 aprile 2017 ore 06:09

          Scusate se mi intrometto; io ho un impianto fotovoltaico di 4,25 kw e vorrei fare la seguente; dopo che l’inverter mi ha già trasformato la corrente in 220 la trasformo nuovamente in 12 volt con un trasformatore/caricabatterie e ricarico 2 batterie da 100a e 12 volt…….. dopo le batterie rimetto un piccolo inverter da 300 w per alimentare l’illuminazione esterna di tutta la villa ( in totale 20 lampade da 5 e ) ora ti pongo 2 domande: 1) riuscirei a far funzionare tutto quello che ho appena detto senza usare un solo watt dalla rete enel?
          2) quanto tempo ci impiegheranno le 2 batterie da 100 w cad per ricaricarsi completamente con il caricabatterie?
          Grazie in anticipo

        • Alessandro F., il 12 aprile 2017 ore 09:59

          Perchè fare la doppia conversione? Sarebbe più efficiente accumulare direttamente prima dell’inverter.
          Con un impianto da 4,25 kW Due batterie da 100Ah e 12V si ricaricano facilmente, i tempi dipendono dalle condizioni di irraggiamento, ma nell’arco di una giornata si riescono a ricaricare.
          La capacità di accumulo Nominale sarebbe di 2,4 kWh, ma quella effettiva potrebbe anche essere il 50% in meno (dipende dal tipo di batteria). Se le tue lampadine consumano, nell’arco di 24 ore, meno di 1,2-1,5 wattora allora le batterie possono essere sufficienti (dipende da quante ore resterebbero accese).

  83. angelo, il 12 aprile 2017 ore 19:06

    grazie per le precisazioni
    chiedevo anche: 1) quanto tempo ci mette un carica batterie per caricare le due batterie da 100ah ?
    2) eventualmente quali caratteristiche deve avere ?
    3)e se esistono regolatori di carica che abbiano il crepuscolare cosicché
    4) se mantengo le lampadine a 12 v quante lampadine di 10 w posso accendere con una carica di batterie completa?

    Grazie in anticipo

    • Giovanni, il 13 aprile 2017 ore 16:16

      100ah significa indicativamente che 100ampere scaricano la batteria in un ora

      Con 12V 1 ampere equivale a 12w
      Quindi potresti alimentare 120 luci per una ora.

      In realtà si scarica prima ma in teoria i conti sono questi.
      Se usassi lampade a led da 1 o 2 watt sarebbe molto più efficiente.

  84. giulio pozzoli, il 13 aprile 2017 ore 12:03

    Il problema, credo, è che prima dell’inverter si dovrebbero avere tensioni di alcune centinaia di V in c.c. e non gestibile per caricare le batterie.

  85. Angelo, il 14 aprile 2017 ore 00:46

    Vediamo se mi spiego: ho un impianto fotovoltaico di 4,25 kw; vorrei fare la seguente cosa: da una presa di casa attraverso un carica batterie caricare 2 batteria da 100 ah e 12 v; e collegare le batterie ad un crepuscolare e quindi a quest’ultimo collegare delle lampade di 10 w ( totale 10 lampade da 10 W ciascuna. L’idea è attraverso un timer accendere il carica batterie verso le 9 di mattina e farlo staccare verso le 18……. successivamente il crepuscolare farebbe accendere le lampadine all’imbrunire. Il vantaggio sta nel fatto che dalle 9 alle 28 la corrente che serve per far ricaricare le batterie la autoprodurrei con l’impianto da 4,25 kw ( costo zero) e di sera userei l’energia accumulata per accendere le mie 10 lampade di 10 w per un totale di 100 w di consumo orario. La mia domanda è: 1) LE BATTERIE IN QUANTO TEMPO SI RICARICANO?
    2) HO SBAGLIATO QUALCOSA IN QUESTO MIO RAGIONAMENTO?

    • Alessandro F., il 14 aprile 2017 ore 11:30

      Credo possa funzionare, anche se sarebbe utile sfruttare l’energia accumulata nelle batterie anche per eventuali altri consumi. Le batterie potrebbero essere sovra o sottodimensionate in base ai periodi dell’anno (estate/inverno).

      Sui tempi di ricarica delle batterie dalla presa di casa (220 AC costanti) non ti so dire, ma sulle specifiche del caricatore dovrebbero esserci i tempi di ricarica anche perchè dipende da quanto sono scariche e dal tipo di caricatore. Sicuramente almeno 10-15 ore se completamente scariche.

      • luigi, il 14 aprile 2017 ore 23:04

        Dubbio …. leggo “220 AC costanti”
        per controllare i consumi di un deumidificatore mi sono procurato un contatore dei consumi.

        Oltre ai consumi mette a disposizione altre cose una la corrente

        A Milano segnava 212 … mi sono detto boh sarà un errore
        In campagna 222, ma allora funzione … poi con altre rilevazioni 215, 214, …. 208

        Certo potrebbe essere un errore del rilevatore a fronte di una 220 costante
        oppure una 220. assolutamente ballerina con rilevazione esatta.

        Magari qualcuno sa dare una differente spiegazione o può fare la rilevazione a casa sua.

        Ho chiesto ed il commesso dopo un non lo sò ha detto ma certo trattandosi di corrente alternata….

        Per quanto ricordo quando siamo passati dal 160 al 220 l’impegno del fornitore era quello,di mettere a disposizione una corrente tra 220 e 240.

        Insomma ho qualche dubbio sul 220 costante e pochi dubbi sul rispetto del 220/240 (qui mi par di intravvedere l’ombra della sig.ra fregatura (come il mese di 28 giorni del contratti telefonici).

        Ragioniamo … se pago tot un kwh con 220 questo mi rende 1000 ed al fornitore costa 1000,
        se invece pago sempre tot un kwh con 212 (una media delle rilevazioni)
        quanto mi rende? … io ho idea che renda di meno … mettiamo 980 e che il fornitore abbia un illecito guadagno….

        Ovviamente io non me ne intendo …… e secondo Voi?

        • gipi, il 20 aprile 2017 ore 20:38

          Ciao Luigi

          Devi aggiornare i “tuoi Voltaggi”.
          Da moltissimi anni (30 o più) le tensioni (Bassa Tensione) della nostra Rete sono state modificate secondo Norme Europee.

          Per la MONOFASE si è passati da 220V a 230V
          Per la TRIFASE si è passati da 380 V a 400V

          Sia per la MONOFASE, che per la TRIFASE, ENEL ha stabilito che il CAMPO NORMALE di variazione della TENSIONE ai morsetti del loro Contatore, installato a casa tua, è del +/- 10 %.
          Pertanto se fai le tue misure e trovi che la tua TENSIONE risulta sempre compresa nei limiti 253,0 V(+ 10%)>>>207,0 V(-10 %) devi sapere che per ENEL risulta TUTTO REGOLARE e quindi è del tutto inutile che tu li chiami. Soprattutto lascia perdere tutte le elucubrazioni su pretesi imbrogli fatti ad arte da ENEL. Dormi sonni tranquilli…..senza brutti sogni DIETROLOGICI.

          Se, comunque, tu notassi variazioni oltre ai limiti del +/- 10 % tieni presente che esiste un secondo limite ”DI GUARDIA” entro il +/- 15 % (264,5 V >>>195,5 V).
          Se tu dovessi notare che rientri spesso, e magari anche per qualche tempo, in questo Secondo Campo da 253,0 a 264,5 oppure da 207,0 a 195,5 allora puoi segnalare la anomalia a “e-distribuzione” al numero di telefono indicato nelle Bollette.
          ENEL DISTRIBUZIONE prenderà nota della segnalazione e……..poi si vedrà.

          Comunque potrai saperne qualcosa di più se vai all’Indirizzo
          https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/scambio-sul-posto-fotovoltaico-guida-completa
          e ti leggi l’Intervento : “Gipi” del 20 Luglio 2016

    • gipi, il 23 aprile 2017 ore 21:59

      Ciao Angelo

      Ti sei spiegato benissimo.

      Il tutto è tecnicamente fattibile. Fattibile anche se necessita di qualche piccola dispositivo aggiuntivo.
      Lasciamo perdere i dettagli tecnici e andiamo al nòcciolo, cioè ai SOLDI.

      Per mettere insieme il tutto e dandoti da fare tutto da solo spenderesti non meno di 700 € .

      Per le sole 2 batterie 12V/100Ah del tipo AGM (il tipo più scadente) che ti possono fare 1000 cicli di carica/scarica (3 anni scarsi di vita al 50% di scarica) spenderesti già intorno ai 500 € e avresti disponibili, almeno inizialmente, 2 x (12V x 100Ah) x 0,5 = 1200 Wh come ti serve per tenere acceso per 12 ore il tuo sistema di illuminazione da 100 Watt per i 365 giorni dell’anno.

      Ora vediamo quanto ti costerebbe tenere la tua illuminazione alimentata dalla Rete :

      —– NON AVENDO IL FV : Attualmente (2017) le tariffe sono state “rimaneggiate” e il costo del kWh è stato ridotto e reso molto più lineare che in precedenza. Pertanto, per un consumo di casa da 4000 kWh/anno in su, il costo del kWh risulta di circa 0,20 €/kWh.
      In questo contesto,ogni anno, tu consumeresti 1,2 kWh/notte x 365 gg/anno = 438 kWh/anno per una spesa di 438 x 0,20 = 87,60 €/anno.
      In 3 anni (il tempo di vita delle 2 batterie) spenderesti 3 x 87,60 = 262,80 € (le batterie costano 500 €)

      —– AVENDO IL FV : In questo caso (il tuo), se hai un un esubero di produzione FV da utilizzare IN SCAMBIO, per tutti i 438 kWh che ti servono, allora il costo del kWh scende parecchio tenuto conto che il GSE ti “ritornerà indietro” almeno 0,09 €/kWh per ogni kWh utilizzato in scambio.
      In questo caso, per te, il costo del kWh diventerà 0,21-0,09 = 0,12€/kWh.
      La spesa annua sarà 438 x 0,12 = 52,56 €/anno.

      ORA VEDI TU SE VALE LA PENA DI STARE A CORRERE DIETRO ALL’ACCUMULO FV !!!!

  86. luigi, il 21 aprile 2017 ore 10:58

    GIPI non te la prendere senza entrare nelle opinioni personali sulla efficienza del sistema di distribuzione energia “accentrato” la mia osservazione si riferiva alla “dichiarazione” fatta da Alessandro riguardo a quanto fornito dalla rete “220 AC costanti”.

    Casualmente in seguito ad un controllo fatto su “una” mia apparecchiatura che indica un consumo alle prestazioni più alte di 450 watt ma non indica quelle effettive se chiamato a funzionare a quelle minime (300 watt ora lo sò)
    casualmente nel cercare di capire fra le tante schermate fornite (con uno schermo illeggibile, ho dovuto fotografarlo ed ingrandirlo) quale era di mio interesse
    casualmente … ho scoperto che la costanza della fornitura del 220 non corrispondeva al vero.

    Non ho alcuna certezza che questi sbalzi di corrente “arbitrariamente resi regolari da leggi” non siano la causa scatenante dei tanti disturbi che manifestano le tante apparecchiature elettroniche che utilizziamo.

    Le imprecazioni che lanciamo quando notiamo il manifestarsi di queste anomalie forse andrebbero dirette a chi ha legiferato “forse” in modo troppo compiacente verso i fornitori di energia.

    Ma vediamo il tutto in modo positivo …..

    in questo articolo si parla anche di gruppo di continuità ….

    ecco è questa forse la funzione di questi strumenti tanto in voga negli anni ’80?

    mantenere un 220 AC costante?

    ne acquistai uno da 750 watt complessivi con un ingresso e parecchie uscite
    i 750 watt complessivi dovevano sopperire alle carenze della rete per 30 minuti,
    un temporale fece saltare la corrente in tutta la valle per parecchie ore ed il gruppo di continuità
    tenne in funzione il computer per meno di 10 minuti rivelandosi inefficiente.

    Domanda …

    750 watt costanti oggi sono più che sufficienti a mantenere operativa una abitazione
    ogni tanto serve un pò più di corrente ma vi sono tanti generatori di corrente in commercio
    (hanno il solo difetto di avviarsi solo a seguito di un intervento umano … che probabilmente si può superare)

    quindi
    escludendo la rete
    abbiamo diversi altri generatori di corrente sarebbe sufficiente uno strumento in grado di scegliere in pochi istanti la fornitura più adatta
    la riserva di energia contenuta nelle batterie dovrebbe garantire una decina di minuti di autonomia
    il tempo giusto per attivare un generatore a benzina o altro.

    Certo sarebbe bello poter utilizzare la rete prima del generatore esiste già ed è costata parecchio e dispiace non utilizzarla ma crea troppi problemi e forse appena possibile sarebbe opportuno evitarla

    (viviamo in una terra ballerina dove con i terremoti dobbiamo convivere ed ogni volta è la stessa cosa alcune abitazioni restano isolate e prive di energia per più giorni … poi il responsabile (?) pro tempore elogia l’eroismo di quanti sfidando le avversità …. ripristinano il cavo spezzato ….. invece di promettere di risolvere alla base il problema garantendo localmente l’autonomia necessaria).

    • gipi, il 23 aprile 2017 ore 18:14

      Ciao Luigi

      La mia risposta al tuo Intervento del 14 Aprile 2017;ore 23:04, aveva lo scopo puramente tecnico di rappresentare quale è la situazione stabilita in fatto di TENSIONE nella fornitura di Energia Elettrica in Italia.
      Il fatto che Alessandro F. abbia detto “ 220 AC costanti” va letto/interpretato nel contesto dell’usuale modo di esprimersi, anche di tantissimi altri, spesso impreciso ma nulla più.

      Dal sopra citato virgolettato tu hai tratto una serie di considerazioni del tutto allarmistiche e fuori luogo ipotizzando, addirittura, Variazioni di Tensione (in meno) generate a bella posta da ENEL per guadagnarci su qualcosa. Allora che dovrei dire io che avevo la tensione sempre molto alta ben oltre il + 10% ?? Dovevo essere contento perché, con la tensione più alta, ci guadagnavo ??

      ENEL ha sicuramente il suo bel da fare a stare dentro i limiti di tensione stabiliti anche da normative, ormai, Europee. Comunque noi, nel nostro “piccolo italiano”, abbiamo la “C.E. I.” (Comitato Elettrotecnico Italiano) che stabilisce da tempo immemorabile tutte le Norme Tecniche valide in Italia. Avendo praticato abbastanza il “campo” non mi è mai capitato di sentirne parlare male dal punto di vista tecnico, anzi…..

      Comunque vedi magari su “Wikipedia” dove troverai tutti i dettagli, tipo :
      ——Il comitato elettrotecnico italiano (in acronimo CEI) è un’associazione fondata nel 1909, riconosciuta sia dallo Stato Italiano, sia dall’Unione europea, per le attività normative e di divulgazione della cultura tecnico-scientifica. ——-

      PER TUTTO IL RESTO CHE ORA TU AGGIUNGI AL DISCORSO………

      Mi riesce un po’ difficile seguire il filo del tuo discorso/ragionamento/desiderio. Prova magari a rileggere “a freddo” quanto da te scritto “a caldo”. Comunque alcune singole cose possono essere chiarite (spero)

      —I GRUPPI DI CONTINUITA’.
      I Gruppi di Continuità Statici (comunemente definiti anche UPS) hanno sempre e soltanto avuto lo scopo di fornire Energia Elettrica, per un tempo inevitabilmente breve, in caso di interruzione della Rete e con un intervento tanto veloce quanto basta per non fare ”staccare” i dispositivi elettronici più sensibili.
      Quando un UPS viene azionato subentra con un proprio sistema (elettronico) di generazione di corrente alternata, al posto della Rete che manca, e provvede anche a disconnettere la/le Utenza/e dalla Rete.
      Come prestazione accessoria, quando il servizio di Rete è presente, gli UPS servono anche a stabilizzare la tensione fornita dalla Rete e “filtrare i disturbi” presenti in Rete che potrebbero compromettere il buon funzionamento di Computer e altre Apparecchiature Elettroniche.

      —Il TUO “UPS” DA 750 W PER 30 MINUTI
      Difficile dire cosa sia successo, tecnicamente, nella tua insoddisfacente esperienza pratica. Gli UPS come il tuo, comunque, si basano su piccolissimi accumulatori che spesso, al momento del bisogno, risultano fiacchi. Più o meno come le torce portatili che, quando ti servono veramente, hanno regolarmente le pile scariche!!!!
      Comunque tieni presente che 700 Watt rappresentano LA POTENZA della quale puoi disporre se necessario. La QUANTITA’ DI ENERGIA disponibile è altra cosa (sarebbero i Wattora “Wh” dei quali il costruttore NON FORNISCE MAI IL VALORE).
      Tu pensi : Posso attaccare una stufetta da 750 W per 30 minuti. MA NON E’ COSI’
      In pratica tu puoi “attaccare” la ipotetica stufetta da 750 W che ti funzionerà sicuramente bene per pochissimi minuti (2 o 3 min.) dopodichè avrai esaurito il contenuto utile della batteria. Questo però il Costruttore si guarda bene dal scriverlo sulle etichette.
      Se invece fai funzionare il tuo piccolo “sistema Computer + Monitor” che nell’insieme può assorbire 100 W allora potrai “durare” di più. Diciamo, molto molto indicativamente: 750/100x3min. = 22,5 min.

      — ESCLUDENDO LA RETE ABBIAMO DIVERSI GENERATORI DI CORRENTE…..
      Il tuo scritto mi risulta di difficile comprensione. Direi che qualche punto e qualche virgola in più ci potevano anche stare molto bene e risultare utili
      Mi pare di capire che nella tua zona, secondo te, la Rete ENEL risulta poco affidabile, poi tu ci metti dentro anche i terremoti…..
      Comunque il problema di mettere automaticamente in moto un Generatore di Emergenza, tecnicamente parlando, non sussiste. Basta rivolgersi a qualche costruttore di tali Dispositivi.
      Ovviamente tutto ha un costo !!

      Se ti puoi accontentare di qualcosa di meno allora esistono degli ottimi generatori con motore a benzina (made in China, venduti alla “LIDL” insieme agli spaghetti, olio e formaggi).
      Io ne ho comperato uno, nel 2013, con avviamento a strappo al prezzo di 219,00 €.
      Marca PARKSIDE—Tipo PSE 2800 A1—Motore 208 cm3—Potenza Elettrica erogata continuativa 2600W (230V-50 Hz)—Consumo benzina a Potenza 2/3 (1733 W)=1,36 Lt/h—Serbatoio 15 Lt.
      Lo puoi vedere all’Indirizzo: http://www.lidl-service.com/cps/rde/SID-C9BBA633-3A835E34/lsp/hs.xsl/product.html?id=14409287&rdeLocaleAttr=it&title=GENERATORE

      Il mio giudizio sulla Macchina : Ottimo, silenzioso, facile avviamento, consumi veramente minimi.

  87. luigi, il 26 aprile 2017 ore 10:30

    Ciao Gipi, il titolo accattivante di questo post porta a pensare …. ci provo.

    Ovviamente serve a poco quanto si realizza con poca spesa … ma consente di “capire”.
    Ho chiamato più volte dei venditori di fotovoltaico che hanno qualcosa da vendere e quel qualcosa cercano di piazzare, hanno ragione, non li biasimo, ma non offrono un contributo valido.

    Poi ci si mette la burocrazia sulla cui utilità ho qualche perplessità.

    Per contro in internet si trovano le soluzioni desiderate … ma spesso non sono acquistabili.

    http://www.allenergya.com/news/batterie-sonnen-per-fotovoltaico

    Qui una bella batteria che si aggiunge a quelle già esistenti.

    Poi si legge delle azioni legali dell’ex monopolista che osteggia i sistemi di accumulo.

    Boh nei primi anni 70 cominciai a patire i difetti della rete e nell’azienda in cui lavoravo installammo un generatore che in meno di 10 minuti rendeva autonoma dalla rete l’azienda io mi interessai di rendere autonomo il centro di calcolo impedendone lo spegnimento in quei 10 minuti (disco sistema, governo dischi che lo gestisce, unità centrale e governo linee, tutto il resto poteva spegnersi e riaccendersi appena tornava la corrente) … appena realizzato il tutto non è più stato necessario le continue interruzioni sparirono misteriosamente.

    Sono passati tanti anni, ma la sensazione di insicurezza legata al sistema centralizzato di distribuzione energia elettrica non mi ha mai abbandonato.

    Ho guardato con favore nascere e fallire (economicamente) il sistema Ecoblue (volkswagen/ligtblick) ora vedo che sta riprendendo vita il Totem …. che risale al 77 …. vediamo.

    Nel frattempo mi piacerebbe sviluppare un sistema ad isola … pur continuando ad usare la rete … e l’idea di utilizzarlo per combattere l’umidità di risalita che colpisce alcune cantine di una casetta in campagna dove mi reco saltuariamente mi affascina.

    Il passo successivo sarebbe quello di immagazzinare quella corrente ed usarla nel rispetto delle normative che sono abbastanza incomprensibili.

    Un rapporto corretto dovrebbe essere quello che si intavvede nello “scambio sul posto” … genero, uso ed immagazzino per le mie necessità … ciò che genero in più lo passo in rete, dalla rete ricevo “se mi serve” quanto consumo in più rispetto a quanto ho accumulato.

    Facile, banale … ma pare che le spese della burocrazia tendano ad uccidere questa possibilità nelle piccole installazioni, rendendo di fatto preferibile l’uso di un generatore (come quello suggerito) per coprire i picchi di consumo, inoltre la burocrazia rende poco interessante anche “regalare” al sistema quell’energia prodotta e non consumata ne accumulata.

    Una situazione balorda che mi fà pensare alle centrali nucleari italiane che non potevano essere spente ne immettere in rete la corrente generata …. e sono andate avanti (credo … sono letture fatte in internet) così per decenni.

    Ciao

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