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Realizzare un impianto fotovoltaico fai da te, come muoversi?

Ultimo aggiornamento: 15-03-2016
Voto:4/5 (7722 voti)

Ho un tetto al sole, ho un balcone bene esposto. Voglio mettere dei pannelli fotovoltaici per auto-produrmi energia pulita. Posso farlo senza particolari spese, burocrazia o autorizzazioni? Magari non riuscirò a soddisfare tutto il mio fabbisogno, però, con una spesa minima, vorrei utilizzare dei pannelli fotovoltaici per generarmi parte dell’energia che mi serve per far funzionare la casa. Ovviamente l’energia auto-prodotta sarà a “costo zero” e la mia bolletta potrà diminuire in relazione a quanto riuscirò ad autoconsumare.

Nonostante i costi di installazione degli impianti fotovoltaici hanno raggiunto ormai i 1.700 euro per kw (“chiavi in mano”), realizzare un piccolo impianto fotovoltaico fai da te: può essere la soluzione per risparmiare in bolletta con un minimo costo “di investimento”. Il “fai da te”, realizzabile almeno per alcune fasi dell’installazione, può essere la soluzione per risparmiare se l’impianto è piccolo ed è posto al servizio di casa. Come posso muovermi?

come trovare clienti nel fotovoltaico ?

 

Due chiarimenti sulle autorizzazioni e sulla connessione in rete

Chiariamo subito due cose: una sulle autorizzazioni e l’altra sulla connessione dell’impianto in rete Enel.

Sulle autorizzazioni: se i pannelli che si utilizzano sono amovibili non necessitano di nessuna autorizzazione comunale. Se invece i pannelli si fissano sul tetto della casa (senza modificarne la sagoma) avranno bisogno nella gran parte dei casi di una semplice comunicazione preventiva all’ufficio tecnico del Comune. Per i piccoli impianti domestici, in genere, le autorizzazioni non sono un problema. Sugli impianti realizzati in condominio ma al servizio di singole utenze (impianti non centralizzati) non grava alcun tipo di autorizzazione comunale, ma solo quella dello stesso condominio. Leggi qui per ulteriori informazioni sugli impianti condominiali.

Sulla connessione dell’impianto in rete Enel: connettere l’impianto alla rete elettrica non è obbligatorio. Si possono utilizzare i propri pannelli per produrre energia e poi accumularla in batterie, oppure auto-consumarla tutta sul momento. Attenzione: fare un piccolo impianto non connesso in rete non vuol dire che la casa rimane staccata dalla rete enel. L’utente, ogni volta che ne ha bisogno, continua a prelevare elettricità dalla rete. L’impianto fotovoltaico, invece, non può mai immettere in rete l’energia prodotta.
Realizzare un piccolo impianto autonomo dalla rete ha il vantaggio di essere libero dagli aggravi degli allacciamenti in rete: costi, burocrazia, pratiche per lo scambio sul posto, adeguamenti normativi, ecc… D’altro canto ha lo svantaggio di non poter immettere in rete il surplus produttivo dell’impianto. Cioè: se consumo sul momento o accumulo energia, ho dei vantaggi; se invece non autoconsumo e non accumulo energia, i kilowattora prodotti dall’impianto vengono persi.

 

Come realizzare un impianto fotovoltaico fai da te

In teoria, si possono costruire autonomamente dei pannelli fotovoltaici, magari utilizzando pannelli “di recupero”, o acquistando celle fotovoltaiche da assemblare in serie e in parallelo. Senza scendere in questioni troppo tecniche (di vera e propria “autocostruzione”),  il più delle volte possiamo individuare alcune fasi dell’installazione da gestire “in proprio”, riducendo la spesa complessiva. Il fotovoltaico fai da te, così inteso, ci consente di risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Per fotovoltaico fai da te, dunque, non si intende tanto la realizzazione e l’installazione effettiva dei moduli e dell’impianto. Se non sei un professionista o elettricista abilitato non potrai occuparti “in proprio” delle connessioni elettriche, delle certificazioni e dell’allaccio in rete enel. Per la connessione in rete dell’impianto fotovoltaico è necessario operare seguendo rigorosamente le normative vigenti, ci si deve servire di operatori qualificati e certificati. Anche il progetto per le autorizzazioni e gli allacciamenti deve essere fatto e firmato da un tecnico abilitato.

Cosa si intende, dunque, per “fai da te”? In questo caso intendiamo la possibilità di prendersi carico personalmente di alcune fasi del progetto.

La presa in carico diretta può avvenire su almeno due cose: l’acquisto dei materiali e la gestione burocratica.

Vediamo nei dettagli.

L’installazione di un impianto fotovoltaico deve ovviamente essere effettuata da un professionista abilitato, soprattutto se si tratta, come per la maggior parte dei casi, di allacciare l’impianto fotovoltaico alla rete elettrica di enel distribuzione. L’allacciamento dell’impianto in rete, se si sceglie questa opzione, può essere realizzato solo da elettricisti abilitati da Enel distribuzione.

Guarda qui la procedura burocratica per connettere in rete un impianto fotovoltaico.

impianto fotovoltaico fai da te

Kit per il fotovoltaico fai da te

Nel caso in cui l’impianto è connesso in rete, la realizzazione tecnica dell’allacciamento deve avvenire “a regola d’arte”, come, d’altro canto, la progettazione stessa dell’impianto. Su questo aspetto, se non sei un elettricista o un progettista abilitato, hai poco da considerare il “fai da te”.

Dove è invece possibile, in autonomia, praticare il “fai da te” per la realizzazione del proprio impianto fotovoltaico domestico?

Nella fase della fornitura. Ovvero: senza rinunciare alla messa in opera professionale e conforme alle normative, si possono acquistare in autonomia i pannelli fotovoltaici, le strutture di supporto, l’inverter ed i materiali di cablatura. Pensare “in autonomia” all’acquisto dei materiali può essere una soluzione che già può farti risparmiare cifre considerevoli.

Una volta che avrai scelto la migliore soluzione sul mercato in rapporto alla qualità/prezzo, potrai commissionare al tuo progettista ed elettricista di fiducia il progetto e la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

In commercio esistono kit fotovoltaici venduti a questo scopo.

 

L’ impianto fotovoltaico fai da te con i Kit fotovoltaici

Per la realizzazione di un impianto fotovoltaico fai da te il mercato offre oggi diverse opportunità di scelta: si va dalla possibilità di acquisto dei singoli componenti (pannelli fotovoltaici, inverter, cablaggi, ecc.. ) alla possibilità di acquisto di kit fotovoltaici completi: soluzioni commerciali “all-in-one”, preconfezionate e pronte all’uso.

Per intenderci: si tratta di un pallet pre-confezionato pronto per l’installazione.

Questa soluzione è certamente la più utilizzata ed è quella che garantisce la migliore possibilità di scelta con la sicurezza e la garanzia di acquistare componenti di qualità già perfettamente compatibili e integrabili tra loro. Come per ogni settore, più si conosce “la materia”, più si riesce a risparmiare acquistando su internet i singoli componenti.

Con l’acquisto “in proprio” di un kit fotovoltaico si acquista tutto il materiale, in genere raccolto in un singolo pallet, necessario all’installazione del tuo impianto fotovoltaico. Ovviamente si trovano in commercio diversi “pacchetti” pronti per l’installazione: da quello che prevede l’allaccio in rete a quello “off grid” , da quello senza accumulo a quello con batterie di accumulo, da quello che si integra all’impianto di casa a quello collegato ad un impianto autonomo di illuminazione (in corrente continua) senza inverter.  Online si trovano diversi shop per l’acquisto di svariati kit fotovoltaici fai da te a prezzi convenienti.

 

Cosa contiene un kit fotovoltaico?

Un kit fotovoltaico da 3 chilowatt, potenza standard per una minima autonomia famigliare, contiene in genere in un’unico bancale:

  • 12-14 pannelli fotovoltaici da 200-250 Watt l’uno
  • 1 inverter di stringa monofase da circa 3.000 watt
  • sostegni in alluminio per fissare i pannelli al tetto
  • cablaggi vari e connettori
  • un centralino di campo DC/AC

In questo pallet, trasportabile con un piccolo furgone, tutti i componenti  sono già perfettamente dimensionati e compatibili tra loro. Questo è il vantaggio principale dell’acquisto di un kit, un “pallet” da assegnare direttamente al proprio elettricista di fiducia, dopo aver contattato un progettista.

In commercio, anche online, si trovano kit per impianti fotovoltaici da meno di 3, fino a 6, 10, 12 ed anche 20 Kw di potenza. I kit permettono ormai una buona flessibilità di impiego: dal piccolo impianto per illuminare un viottolo o la pompa di una fontana, all’impianto domestico per ridurre le bollette di casa, fino all’impianto da 20 kw adatto ad una piccola azienda, un piccolo magazzino o un condominio.

 

Come gestire le pratiche burocratiche nel caso del fotovoltaico fai da te?

L’altra operazione utile per la realizzazione di un impianto fotovoltaico è la presa in carico delle pratiche burocratiche con:

  • Gse (il Gestore dei servizi Energetici) per l’eventuale stipula dello Scambio sul Posto;
  • Enel Distribuzione, per l’eventuale allaccio in rete dell’impianto;
  • Agenzia delle Entrate per l’ottenimento alle detrazioni fiscali a beneficio degli impianti domestici (per queste basterà pagare con bonifico bancario, causale ristrutturazioni edilizie, da presentare insieme alle fatture in sede di dichiarazione dei redditi).

Le eventuali pratiche col Gse, obbligatorie se si decide di allacciare l’impianto in rete, riguarderanno la richiesta per accedere ai benefici dello “scambio sul posto” (o, eventualmente, del “ritiro dedicato”) per vendere tutta l’energia prodotta al gestore elettrico. Ormai da tempo lo svolgimento di queste pratiche si fa solo online e questo facilita e velocizza molto l’operazione, rendendola alla portata di tutti coloro che abbiano un minimo di dimestichezza con il pc. Sul sito del Gse trovi tutte le guide per la compilazione online delle istanze.

Anche le pratiche Enel, obbligatorie per l’allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica locale, sono gestibili autonomamente per i piccoli impianti. Anche in questo caso sarà utile contattare direttamente “Enel Distribuzione” o scaricare dal loro sito le guide necessarie. Qui hai una utile guida.

Per ottenere le detrazioni fiscali, infine, non bisogna fare altro che pagare le fatture con bonifico bancario indicando partita iva e codice fiscale di venditore e acquirente e indicando nella causale di versamento che si tratta di lavori di ristrutturazione detraibili “ai sensi dell’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986”. Per conoscere la procedura completa clicca qui.

 

In definitiva: cosa è e quali sono i vantaggi del fotovoltaico fai da te? Può essere utile per realizzare in autonomia il proprio impianto spendendo il minimo indispensabile?

 

Realizzare un impianto fotovoltaico fai da te: quali sono i vantaggi?

fotovoltaico fai da te in kit

Il vantaggio del fai da te, in definitiva, è il risparmio ottenibile gestendo “in proprio” alcune fasi del processo di installazione. Gli step gestibili “in autonomia” sono almeno due:

  • la ricerca e l’acquisto “in proprio” dei componenti dell’impianto con il giusto rapporto qualità-prezzo. La soluzione migliore è l’acquisto diretto di kit fotovoltaici “già pronti” per l’installazione;
  • la gestione “in proprio” di alcuni aspetti burocratici. In particolare: le pratiche col Gse per lo scambio sul posto o il ritiro dedicato, le pratiche con Enel Distribuzione per l’allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete e le pratiche fiscali per ottenere le detrazioni fiscali.

Ovviamente l’efficacia ed i vantaggi del fotovoltaico fai da te dipendono dal tipo di impianto che si vuole installare. Se si vuol mettere qualche pannello sul balcone o in giardino non c’è bisogno di particolari pratiche autorizzative, non c’è bisogno di nessun allacciamento enel nè dell’osservanza di alcuna normativa particolare. In questo caso si potrà realizzare in proprio tutto il lavoro e si potrà accumulare l’energia prodotta in batterie per utilizzarla al servizio di casa.

Per realizzare il fotovoltaico fai da te, ovviamente, ci sarà bisogno di tempo e di studio, ma se ben fatto potrà essere la soluzione più economica per realizzare il tuo piccolo impianto domestico. Per vedere tutte le fasi di realizzazione di un progetto fotovoltaico leggi qui.

 

Video su come realizzare un impianto fai da te ibrido eolico+fotovoltaico

 

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28 Commenti

  1. Matteo, il 4 dicembre 2016 ore 10:45

    Ciao
    ho trovato davvero interessante l’articolo, e se mi permette avrei una domanda.
    Cè la possibilità, di avere una casa con pannelli solari e batterie Non collegata in alcun modo alla rete elettrica? (nè per immissioni di energia e nemmeno per prelievi)
    cosa dice la legge a riguardo?
    Anticipatamente grazie
    Matteo

    • Alessandro F., il 5 dicembre 2016 ore 10:47

      Si, si può fare un impianto totalmente autonomo, ma per garantirti l’autosufficienza tutto l’anno tutti i giorni dell’anno avresti bisogno di molto accumulo, il che renderebbe l’investimento con tempi di rientro troppo lunghi. L’ideale è sfruttare in maniera intelligente sia l’accumulo sia lo scambio con la rete.
      Per mettere i pannelli sul tetto devi comunque fare le pratiche autorizzative (che possono anche solo essere semplici comunicazioni lavori in Comune).

  2. costantino, il 6 gennaio 2017 ore 13:27

    salve
    mi può indicare un posto(anche su web) ove acquistare unk kit ad un giusto prezzo …sono di Roma
    Grazie !
    Distinti Saluti !

    • Alessandro F., il 9 gennaio 2017 ore 11:07

      Qui su amazon hai diverse soluzioni: con e senza batterie, autonomo o da connettere alla rete, ecc..

  3. Michael Serling, il 11 maggio 2017 ore 17:38

    NON connettete l’impianto alla rete, EVITATEVI ogni impiccio burocratico e altre mille rogne che si vanno subito a creare, per non parlare dei mille squali “professionisti certificati” che girano in questo mare! il guadagno è irrisorio oggigiorno, quando un impianto, soprattuto se fai-da-te, non costa più le follie di dieci o passa anni fa! Quindi non c’è nessuna necessità di rientrare degli SPROPOSITI che i vari “professionisti altamente qualificati”, tanto gettonati in questo articolo (chissà com’è…) esigevano, per poi andare a fare casini TITANICI con impianti che duravano un paio di anni, garanzie dove poi scopri che non esiste “DIECI ANNI…. VENTI ANNI”, e per scoprire poi come avevano “professionalmente” lavorato: cavi allacciati da schifo ma ben nascosti, pratiche fatte male, e chi più ne ha più ne metta!

    Oggi, visti i costi, già con il risparmio sulle folli bollette all’italiana (deteniamo SEMPRE ED IN TUTTI I SETTORI il primato di prezzi assurdi) già ci guadagni nel giro di poco!

    EVITATE rogne burocratiche di questo paese “Ufficio-Complicazioni-Affari-Semplici”, e non collegate nulla!

    Garantito da un ingegnere del settore che ne ha fatti e ne ha visti fare a centinaia!

    • Angelo, il 10 agosto 2018 ore 11:47

      Hai proprio ragione, condivido. Oltretutto, aggiungo, bisognerebbe far rifare completamente l’impianto elettrico da un tecnico qualificato, anche se quello esistente è perfettamente funzionante e sicuro, ma essendo datato non risponde alle varie “norme” recenti. Prendete in considerazione anche altri metodi alternativi di produzione
      di energia elettrica……………..cercando su Youtube!!

      • gipi, il 13 agosto 2018 ore 15:17

        Ciao Angelo

        Perché ci vuoi fare fare ricerche estenuanti nella marea di “roba” che esiste su Youtube ?

        Dato che tu hai già viste cose che ti hanno convinto allora sarebbe utile e gentile da parte tua indicare almeno gli indirizzi dove trovare le cose che più ti hanno convinto.

        Fanne un piccolo elenco e poi, dopo aver visionato, magari potremo farci qualche idea più precisa………

      • maria, il 16 agosto 2018 ore 16:27

        condivido,,,,puoi però dare informazioni dettagliate tu che già sai,,,quali alternative?
        obiettivo è quello di sganciarsi completamente dai gestori enel, eni etc
        grazie

        • gipi, il 18 agosto 2018 ore 11:55

          Ciao Maria

          Purtroppo io già so che non è possibile, nemmeno in termini di “lontano pareggio economico” e di ” lontano pari livello di praticità e sicurezza” fare a meno di essere allacciati alla Rete.

          Il fornitore di Energia, ENEL o CHIUNQUE ALTRO rappresenta un aspetto del tutto insignificante della problematica fondamentale……..

          Poi se, per odio cieco, si vuole “tagliare i viveri” a ENEL & Compagni lo si può fare tranquillamente.

          Basta sapere che, per togliersi la soddisfazione, si spenderà come minimo il doppio della classica Bolletta.

          Poi si corre sempre il forte pericolo di rimanere al buio per guasti (e hai voglia a chiamare qualche Tecnico che si potrà far pagare quello che vuole perché tu sei impiccata o per la gola).

          Inoltre ci sono prolungati periodi di maltempo invernali dove il sole puoi non vederlo anche normalissimamente per una settimana intera (magari si aggiunge anche la neve) e dovresti avere un FV e una Batteria da spavento.

  4. Michael Serling, il 11 maggio 2017 ore 18:03

    Dieci o venti anni fa conveniva (forse) gettare in rete, per rientrare delle follie chieste da questi DOTTORONI di aziende “qualificate”, che poi andavi a vedere e dopo due soli anni rendevano da schifo, (DIECI ANNI di garanzia… VENTI ANNI… buffoni!), erano montati da schifo, e certificati con pratiche fatte malissimo, dai “professionisti” tanto qui gettonati (chissà come mai…), che ti rapinano, e fanno certi casini!

    Ora l’impianto fai-da-te, FACILE DA REALIZZARE con un pò di pratica, si paga da solo con le bollette assurde che risparmi (manteniamo con eroica costanza il primato europeo di PREZZI PAZZI IN TUTTO)!

    EVITATE le rogne burocratiche di questo paesucolo “Ufficio- Complicazioni-Affari-Semplici”, e non collegate nulla, che è fattibilissimo!
    Moltissimi gli articoli in rete in proposito.

    GARANTITO da uno che ne monta e ne ha visti montati a decine!

    La canzone in realtà faceva così: “Chisto è ‘o paese… DELLE SOLEEEEE!!!

    • Alessandro F., il 11 maggio 2017 ore 18:25

      Vuoi indicare qualche risorsa utile?

    • Giuliano, il 18 maggio 2018 ore 11:16

      Ciao,
      Non sono un esperto ma a mia sorella hanno fatto pagare 26,000 euro dicendole che un impianto a isola era illegale in Italia, mi sapresti dare più informazioni?

      • Alessandro F., il 18 maggio 2018 ore 11:35

        Pagati 26 mila euro per cosa? (non mi risulta che un impianto ad isola sia illegale in Italia)

        • Giuliano, il 18 maggio 2018 ore 11:38

          Quando fece costruire la sua nuova casa fece installare un impianto fotovoltaico con un bel pó di pannelli sul tetto, kit completo di accumulatore etc… ma la persona incaricata non solo le fece pagare 26,000 euro, le disse che un impianto del tutto autonomo è illegale in Italia e solo uno attaccato alla rete è riconosciuto dallo stato

      • gipi, il 20 maggio 2018 ore 21:01

        Ciao Giuliano

        Se chi ha fatto l’Impianto a tua sorella la ha anche avvisata, non credo che tu lo voglia accusare di qualcosa……

        Sui 26000 €, non sapendo di che si tratta tecnicamente, nessuno può esprimere un parere

        Sulla questione Normativa risulta chiaro che, in situazioni di mancata possibilità di avere la Linea Elettrica di ENEL uno è libero di arrangiarsi come crede e, con un Impianto FV, ha diritto a tutte le agevolazioni fiscali previste.

        La situazione di partenza della quale tu dici, però non è chiara.

        Da notizie varie e abbastanza concordi sembra che, se in una casa esiste una Fornitura Elettrica (Contatore), non si possa installare di propria iniziativa anche un impianto FV a se stante (a isola), anche se dedicato esclusivamente a Servizi Staccati Autonomi (presenti nella casa o sue pertinenze).

        Comunque, volendolo fare, bisognerebbe sentire ENEL per farsi dare il loro parere e le loro eventuali prescrizioni tecniche alle quali attenersi.

        ENEL si vuole cautelare contro la possibilità che, in caso di avaria o insufficienza momentanea dell’Impianto a Isola (separato), il proprietario ricorra a collegamenti di emergenza verso la Rete (attraverso il suo Contatore “normale” che è presente nella abitazione).

        Per avere informazioni più precise bisognerebbe rivolgersi a ENEL con una domanda scritta.
        Sul Sito di ENEL si trovano le informazioni sul come inoltrare qualsiasi tipo di quesito scritto (Posta, Fax, Internet).

        • Giuliano, il 21 maggio 2018 ore 12:39

          Ok grazie del consiglio, mi informeró…

  5. Grillo Giandomenico, il 11 novembre 2017 ore 04:40

    A me serve sapere quanto mi costa , no le offerte di 5 ditte installatrici . Il prezzo dek kit da 3 kw con accumulo !!! Grazie !

  6. Daniele, il 17 marzo 2018 ore 13:06

    Vorrei sapere se posso utilizzare pannelli FV usati per un impianto FV. Collegato alla rete e fare lo scambio sul posto. Grazie.

    • pietro, il 31 agosto 2018 ore 13:20

      io ho 4,5kw di pannelli sul tetto acquistati usati , ne ho preso qualcuno in piu’ per sicurezza se qualcuno non fosse in perfetta forma , ma tutti perfettamente funzionanti. Inverter per isola con ingresso enel (solo ingresso al bisogno e programmabile) batteria 750Ah 48 v ex muletto (circa una tonnellata) .
      assolutamente autonomo da marzo a ottobre (contatore enel a 0)(poi paghi comunque 12 euro al mese per i fissi). vado in crisi solo durante le settimane intere di nebbia padana. aggiungero’ qualche pannello sulle falde est ovest per avere qualcosa in piu’ la mattina e la sera delle giornate invernali.

      • gipi, il 31 agosto 2018 ore 18:58

        Ciao Pietro

        Solo una domanda :
        Sei sicuro che che il tuo Impianto Fai da Te possa convivere sotto lo stesso tetto (stessa Utenza) con un Contatore di ENEL e senza che ENEL lo sappia formalmente ?

        • pietro, il 3 settembre 2018 ore 10:33

          Se può convivere un UPS per il computer può convivere anche un UPS per tutta la casa il fatto che le batterie dell’ UPS le carico coi pannelli a Enel non interessa.l impianto non cede mai verso il contatore.se si è liberi di abbassare la leva del contatore Enel sarà ammesso farlo anche con un relè a valle.chiaramente il tutto deve essere fatto in norma CEI

        • Pietro, il 3 settembre 2018 ore 11:14

          Dimenticavo, l impianto quando non ce la fa con pannelli + batteria swicha su Enel integralmente , non usa Enel per i kW mancanti , quindi non hai mai una “miscelazione”

      • gipi, il 4 settembre 2018 ore 12:00

        Ciao Pietro

        Tu avevi già esposto in maniera chiara la tua situazione “tecnica”.

        Non era chiaro, invece, il tuo rapporto “normativo” con ENEL.

        Devo dirti anche che il tuo PERSONALE ragionamento logico/normativo rispetto a ENEL non fa una grinza.

        Il problema è che le NORME non coincidono con il tuo ragionamento.
        Fai attenzione perché, dato che ENEL legge di routine i Contatori ogni fine mese (ma può leggerli a sua discrezione anche in qualsiasi altro momento), non gli sarà difficile scoprire che la tua Richiesta Energetica risulta anomala.

        Ti potrebbe arrivare una richiesta di chiarimenti o un avviso di ispezione.

        I Sistemi UPS sono ammessi solo per sopperire a MANCANZA DI ENERGIA DOVUTA A PROBLEMATICHE DI LINEA ENEL (esattamente come nel caso di quello che usi per il tuo Computer e nulla più).

        Per chiarirti la situazione potresti vedere le argomentazioni del caso agli indirizzi :
        https://www.efficienzaerinnovabili.it/2017/04/19/accumulo-in-isola-tipo-ups-meglio-evitare/#comments
        https://www.efficienzaerinnovabili.it/2016/09/21/fotovoltaico-e-batterie-ecco-le-uniche-due-strade-che-oggi-puoi-percorrere/#comments

        Armati di pazienza e leggi con calma.
        Immagino già che, comunque, tu resterai della tua opinione !

        Tuttavia il mio Rimando Informativo potrebbe essere utile ad altri che potrebbero prefigurarsi di adottare la tua stessa soluzione.

        PER CONCLUDERE : leggerò volentieri tuoi ulteriori commenti sul caso ma non interverrò oltre sull’argomento dato che non potrei dire nulla di utile.

        LA SITUAZIONE E’ QUELLA CHE E’ !!!

  7. luigi, il 17 luglio 2018 ore 12:32

    E’ da tempo che leggo di impianti fotovoltaici e di eolico che mi hanno sempre affascinato ma ho capito che come diceva quell’ingegnere che ha scritto prima a vedere i costi non solo dei materiali ma anche dei documenti e installazioni ( anche se adesso stanno cercando di semplificare anche se in misura ridotta) ho sempre capito che erano e sono delle truffe generali a scapito di chi si fida. Del resto le norme stesse sono fatte per impedire che qualcuno contribuisca a ridurre la dipendenza sia dal petrolio che dalle tasse che i nostri parassiti governanti seguiti dai soliti che fanno le norme e che stanno sulle sedie calde fanno per non perdere potere e schiavi.
    Installano generatori eolici enormi che deturpano certi posti sia per danni sonori che di visuale sia perché in pochi si potrebbero permettere di installarle sia per il costo che per la saltuarietà dell’erogazione quando basterebbe che fosse libera in base a delle poche norme di estetica e di sicurezza dei generatori eolici di piccola potenza da due o tre kilowatt di potenza sulle case e in speciale modo in campagna o montagna dove per l’ottanta per cento dell’anno vi é del vento e senza obbligo di essere connessi all’enel tranne se ti serve corrente cosa che non é permesso all’atto attuale e non permettono neanche di mettere delle batterie, anche quelle una grossa truffa che costano l’ira di dio per durare pochi anni quando lo fanno e devono essere cambiate tra due e dieci anni dato che dopo vanno al macero se non si rovinano prima per difetti o altro.
    Basterebbe che permettessero che chi vuole fare produzione per sé si stacca momentaneamente dall’enel o gestore gse e autoconsuma e se serve corrente dall’impianto generale italiano si utilizza e si fa conguaglio con quella immessa se vi é scambio sul posto ma con pari costi, ossia tanto dò e tanto prendo e sulla differenza mettono tariffe e tasse, cosa che non faranno mai perché in Italia vige lo sfruttamento e la tassazione continua e la libertà personale non é permessa.
    Si potrebbe anche immettere a titolo gratuito sulla rete se la corrente non può essere accumulata nelle batterie ( cosa anche quella impedita con delle norme illogiche considerando anche i costi e la durata) e qualcuno potrebbe trovare la convenienza se non ha il costo delle batterie ma vuoi creare danno a chi le costruisce? Non sia mai pieno di lobby e parassiti l’italia deve fare parte delle norme mafiose altrimenti si rovina anche perché a parte pochi sembra che dopo la stupidità sia il pensiero dominante. Ossia frega tu che frego anch’io.

  8. otello, il 17 agosto 2018 ore 10:53

    Buongiorno a tutti volevo sapere se qualcuno conosce ditte che vogliono affittare tetti per impianti FV. Ho una superfice di circa70mq rivolta a sud, in provincia di Padova.

  9. carlo secondo Coco, il 27 settembre 2018 ore 15:00

    Sono già in possesso di un impianto fotovoltaico e vorrei farel’accumulo. Avendo spazio a disposizione ho la possibilità di acquistare batterie al piombo a poco prezzo.
    Esiste qualcuno che può collegare queste batterie all’impianto? Sono sufficienti anche le istruzioni ed il materiale occorrente. Grazie. Carlo

    • Giovanni, il 27 settembre 2018 ore 15:05

      Ciao io non sono in grado di aiutarti, ma la cosa certa è che ci vuole un adeguato regolatore di carica dimensionato giusto con le batterie. Dovresti cercare su internet le istruzioni di qualche regolatore di carica. Io partirei da lì …

      • carlo secondo Coco, il 27 settembre 2018 ore 18:06

        Ti ringrazio, regolatori di carica ne esistono una infinità in commercio. Il problema è secondo me come passare dall’alimentazione dell’inverter con i pannelli all’alimentazione con le batterie.

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