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Fotovoltaico e accumulatori di energia: quanto si risparmia con l’autoconsumo?

Ultimo aggiornamento: 23-02-2015
Voto:4/5 (7707 voti)

Fotovoltaico ed accumulatori di energia: il risparmio ottenibile per mezzo delle batterie di accumulo c’è, ed è misurabile. Quanto si risparmia col sistema fotovoltaico+batterie? Come sempre la risposta non è univoca perchè, com’è ovvio, dipende da un elemento fondamentale: il costo delle batterie.

Il prezzo dell’accumulo energetico (il costo delle batterie) deve essere sufficientemente basso per essere ammortizzato dal maggior autoconsumo. Il principio è semplice: più si aumenta l’autoproduzione e l’autoconsumo più si risparmia sui costi di rete. Quando si acquista energia elettrica dalla rete, infatti, si pagano parecchi costi fissi legati alla distribuzione, al dispacciamento, agli oneri, alle imposte, ecc… Questi costi “accessori” fanno lievitare la spesa energetica a più del valore della “mera” energia che viene utilizzata.

Così, ad esempio, 1.000 kWh acquistati dal proprio operatore elettrico costeranno almeno 200-250 euro, autoprodurli invece col fotovoltaico può avere un costo inferiore agli 8 centesimi per kwh che, con le detrazioni fiscali, può scendere a meno di 5 centesimi per kwh.

Ecco il vantaggio dell’autoconsumo: invece di avere elettricità al costo di 20-30 centesimi per kwh, la si “crea” al costo di 8 centesimi per kilowattora.

Come si intuisce, dunque, quando si parla di energia fotovoltaica o da fonti rinnovabili, il problema non è la produzione, ma l’accumulo elettrico per rendere disponibile l’elettricità autoprodotta (elettricità a basso costo) anche nelle ore in cui il fotovoltaico non produce. In altre parole quando un pannello viene attivato dal sole produce energia, ma questa non è spontaneamente disponibile per tutte le ore della giornata. Per questo motivo i sistemi di stoccaggio, che utilizzano batterie, a certe condizioni economiche, ottimizzano al meglio l’investimento fotovoltaico perchè riducono i prelievi di rete.

 

Quanto si può risparmiare con un sistema fotovoltaico + accumulo?

Uno studio di Anie-Energia ci dà alcune risposte; si tratta di alcune stime ma sono abbastanza realistiche per alcuni casi-tipo, perchè individuando i risparmi ottenibili attraverso l’utilizzo degli accumulatori di elettricità associati all’impianto fotovoltaico. I sistemi d’accumulo con batterie sono in grado di stoccare temporaneamente l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, per restituirla quando l’impianto non produce (per es. la sera o la notte).

La capacità di accumulo delle batterie viene misurata convenzionalmente in kwh/giorno e, dando la possibilità di usufruire dell’energia fotovoltaica anche quando l’impianto non è produttivo, permette di garantire elevati risparmi in bolletta.

Qui hai tutti i vantaggi del fotovoltaico con batterie.

 

Come funziona il meccanismo di Produzione-Accumulo-Consumo

L’energia prodotta sul momento dal sistema fotovoltaico ha tre possibili utilizzi:

  • l’autoconsumo immediato,
  • l’autoconsumo “differito” o
  • l’immissione in rete.

 

L’autoconsumo “differito” è quello ottenibile utilizzando le batterie elettriche al servizio del fotovoltaico. L’autoconsumo, ricordiamolo, è sempre il fattore di maggiore risparmio ed è l’obiettivo da raggiungere per ottenere sempre i maggiori benefici economici. In altre parole: è ciò che determina il livello di indipendenza dalla rete.

 

L’analisi di Anie-Energia: risparmio di mille euro l’anno

Ecco cosa ci mostra l’analisi di Anie-Energia, che assume  come ipotesi, per quanto riguarda l’utilizzo di batterie, una carica-scarica giornaliera (con un rendimento pari all’80% in scarica) e l’assenza di incentivi e detrazioni fiscali.

fotovoltaico accumulatori di energia

Grafico: il fotovoltaico con batterie conviene nella misura in cui riesce a garantire l’indipendenza dalla rete elettrica.
Fonte: Anie-Energia

Pensando al classico impianto domestico da 3 kw, l’accumulatore di energia può portare ad un miglioramento del bilancio annuo, per un ipotetico utente finale, rispetto all’utilizzo del solo impianto fotovoltaico, di circa 170 euro, con una minima differenza tra nord e sud Italia per via dei differenti livelli di irraggiamento.

Nello specifico: nel caso del nord Italia, l’installazione di un accumulatore di energia associato al fotovoltaico permette un risparmio annuo per l’utente finale di circa 840 euro rispetto al caso in cui non si utilizzi un impianto fotovoltaico. Un ulteriore risparmio di circa 170 euro si ottiene, poi, aggiungendo un’accumulatore all’impianto fotovoltaico. Quindi: il fotovoltaico più l’accumulatore garantirebbe risparmi per circa 1.000 euro l’anno sulla bolletta elettrica. Questo senza incentivi, nè detrazioni fiscali.

Questi dati fanno riferimento ad una utenza di questo tipo:

  • 3 kw di potenza impegnata;
  • fascia di consumo tra i 2.600 ed i 4.400 kwh/anno;
  • consumo elettrico medio di 3.700 kwh/anno;
  • tariffa in bolletta: bioraria 0,23-0,24 €/kwh + imposte

Nell’analisi viene considerato nello specifico, un impianto fotovoltaico da 3,3 kw, che produrrebbe 4.200 kwh/anno, e un pacco batterie in grado di garantire una capacità complessiva di 7 Kwh/giorno.

 

Per più della metà dell’anno si può essere indipendenti dalla rete

Questo, in sintesi, il risultato dello studio: l’installazione di un sistema di accumulo da 7 kwh/giorno potrebbe incrementare i benefici per l’utente finale di circa l’84% rispetto alla classica situazione senza fotovoltaico. Il sistema di accumulatori, per questo, è in grado di garantire all’utente domestico una totale indipendenza dalla rete elettrica per circa il 58% dell’anno e la quota di autoconsumo, cioè il consumo della sola energia auto-prodotta, aumenterebbe fino ad oltre il 70%.

Com’è ovvio il dato presuppone anche una intelligente “distribuzione” dei consumi durante la giornata. In più: ottimizzando i consumi in funzione della “curva di produzione” dell’impianto fv i vantaggi aumentano, perchè si usufruisce in istantanea della “propria” energia, bypassando anche l’utilizzo delle batterie.

 

Con un autoconsumo del 70% si possono risparmiare cifre intorno ai mille euro l’anno.

Con un autoconsumo del 70% un impianto fotovoltaico domestico potrebbe garantire, in alcune condizioni, risparmi anche per mille euro l’anno. In tal caso l’investimento sarebbe, fatti salvi i prezzi delle batterie, già in una situazione di “grid parity”, ovvero situazione di mercato nella quale il fotovoltaico risulta effettivamente conveniente e competitivo, sotto tutti i punti di vista (anche senza incentivi nè detrazioni fiscali), rispetto alle altre fonti di produzione energetica.

In ogni caso, ad oggi abbiamo ancora le detrazioni fiscali del 50% che garantiscono il buono e rapido rientro economico dell’investimento fotovoltaico (domestico) anche considerando gli attuali costi delle batterie e dei sistemi di accumulo.

 

Quanto potrebbe spendere annualmente una famiglia che utilizza il fotovoltaico+batterie?

Un ultimo dato interessante che emerge dall’analisi di Anie-Energia riguarda le stime di spesa per una famiglia-tipo che decida di investire in un impianto fotovoltaico con accumulo energetico: quanto potrebbe arrivare a spendere annualmente in energia?

Senza il fotovoltaico una famiglia spenderebbe circa 870 euro/anno in corrente elettrica, pari a circa 0.20-0.25 euro/kWh.

Con il classico impianto fotovoltaico da 3 kilowatt di potenza (spesa di circa 6mila euro) ed un uso intelligente che massimizzi l’autoconsumo, potrebbe arrivare a spendere, a conti fatti, circa 200 euro l’anno, riducendo le bollette  del 70-80% rispetto al caso precedente.

Con l’impianto fotovoltaico ed un accumulatore di energia la stessa famiglia potrebbe risparmiare ulteriori 30-40 euro l’anno abbassando la spesa annuale in elettricità a circa 150 euro l’anno. Il risparmio, ovviamente, è stimabile anche in base alla capacità di accumulo delle batterie.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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64 Commenti

  1. Antonio, il 7 Marzo 2015 ore 15:27

    Quindi l’accumulo conviene o non conviene? Dai vari preventivi che mi hanno presentato,siamo tra i 9.700 a 12.000 per un impianto chiavi in mano ( compreso gli oneri per l’enel) con accumulo da 3 kw… moduli SUNPOWER o SOLON,inverter NEDAP o SOLONSOLIBERTY…batterie da 3 kw FIAMM o OPPECHE…qualcuno mi sa dare risposte o consigli…grazie

    • Jack, il 25 Aprile 2015 ore 01:44

      Cosa vuol dire tra 9.700 e 12.000? La differenza è molta!

      Comunque a prescindere non convengono, gli accumulatori costano ancora troppo e la loro efficienza, la loro durata è ancora troppo limitata.

      C’è una moltitudine di gente che stà aspettando da un sacco di tempo appunto un ribasso forte dei prezzi degli accumulatori ma anche dei FV (si possono ancora tranquillamente scendere anche quest’ultimi), credo purtroppo che dovremo aspettare ancora qualche anno.

  2. Jack, il 25 Aprile 2015 ore 01:36

    Alessandro, in tutta sincerità e franchezza, a leggere il tuo articolo non si direbbe proprio che tu sia un blogger micro-editore indipendente.
    Ha inserito dei dati dei calcoli che fanno molto sorridere, distanti dalla realtà. Pure sulle tariffe hai esagerato.
    Mi è venuto da ridere poi quando scrivi di rapido rientro economico dell’investimento: 10 anni!!!

    Guarda la realtà purtroppo è tutta un’altra, torna in terra e scendi dai tuoi sogni e dalle tue illusioni, che tuttora purtroppo il costo degli accumulatori è alto e non conveniente, quindi non ammortizzabile. Quando dimezzeranno il loro costo e magari aumenteranno pure la loro durata allora ne potremo parlare.
    Chissà come mai, nemmeno un accenno ai costi di questi accumulatori.
    Oltre ad essere imbarazzante l’articolo per questa lacuna, visto che si stà parlando proprio di costi e di eventuali convenienze, risulta a questo punto del tutto effimero, infondato ed inutile tutto quello scritto da te.
    La domanda che ti pongo è: ma valeva la pena di scrivere un articolo del genere? Ti pagano forse?

    • Alessandro F., il 27 Aprile 2015 ore 09:06

      Ciao Jack. Ma l’hai letto l’articolo? Si parla di quanto si puo risparmiare con l’utilizzo delle batterie di accumulo. Ovvio che dipende dal prezzo.
      Se l’avessi letto avresti capito che si riportano i dati di uno studio..
      (ovvio che nessuno mi paga)..

  3. Simone, il 5 Maggio 2015 ore 17:15

    Vi racconto la mia esperienza:

    Ho acquistato un impianto fotovoltaico da 6Kw abbinato ad un accumulo di circa 7 Kw di prelievo giornaliero a fine 2013, costo totale di 19.000 Euro con detrazione del 50%.
    Nel 2014 L’accumulo ha fatto circa 120 scariche (secondo l’elettricista a causa del cattivo tempo) e il GSE mi ha rimborsato 140 Euro per lo SSP meno le spese di gestione di 30+30 Euro, perciò a conti fatti, ci ho rimesso.
    Per quest’anno, visto le mie insistenze con l’elettricista,che l’accumulo non è efficiente, mi ha montato un’ulteriore apparecchio per caricare le batterie più velocemente(costo 500 Euro), nel frattempo si sono bruciati 2 inverter e ho dovuto far togliere dall’accumulo tutti gli apparecchi che possono generare un carico induttivo.
    Dopo tutto questo mi sento ancora fiducioso per la strada che ho intrapreso perché il mio interesse è di risparmiare sulle bollette, ma credo di aver investito per un sistema puramente ecologico e che non si ripagherà mai totalmente.

    • Alessandro F., il 6 Maggio 2015 ore 09:54

      non hai indicato quanto hai risparmiato in bollette in un anno. Devi considerare soprattutto questo nei conteggi, non solo lo scambio sul posto.

      Quanti consumi annuali? Per un impianto domestico (diciamo: per una famiglia) un impianto da 6 kw ed un accumulo da 7 kwh forse è un po’ sovradimensionato? (però questo dipende dai singoli casi..).

      • giovanni, il 22 Aprile 2019 ore 19:01

        Io ho il 6 kw e all’accumulo non ci penso proprio,per un motivo.Ho installato una pompa di calore aria/acqua che si prende dai 3 ai 4 kw orari,dato che in inverno l’accumulo non si carica sono costretto a prendere energia dall’Enel,in sostanza è tutto un bluff per vendere.

        • giovanni, il 16 Ottobre 2019 ore 15:12

          Caro Gipi.

          Attendo sempre una risposta sulla mia situazione.Per un consumo invernale di 32 kw,l’accumulo quanto dovrebbe essere?
          Grazie.Giovanni

        • gipi, il 23 Ottobre 2019 ore 20:15

          Ciao Giovanni

          Vedi quanto ti dico nell’ultimo mio intervento attualmente in fondo a questa stessa “striscia” :

          Gipi, Il 23 Ottobre 2019 Ore 19:02

  4. Tognazzi Alberto, il 13 Novembre 2015 ore 09:25

    Buongiorno,ho un impianto FV da 10,5 KW diviso in tre sezioni: due connesse con il V Conto energia e una in attesa di connessione in scambio.
    Sto attendendo l’uscita dell’accumulo TESLA e ho intenzione di installarlo.
    Sono uscite voci che se installo un accumulo superiore a 3 KW perdono incentivi o scambio….a me non risulta,a VoIP?
    Sono riuscito a arrivare a un autoconsumo superiore al 60% con punte di 80 e punto di arrivare oltre il 90%……
    Saluti Tognazzi Alberto

    • Alessandro F., il 13 Novembre 2015 ore 15:21

      Sono uscite voci che se installo un accumulo superiore a 3 KW perdono incentivi o scambio….a me non risulta,a VoIP?

      Neanche a me risulta..

      Complimenti.. per un impianto fv arrivare ad un autoconsumo del 60% è già molto buono. Se poi si arriva ad oltre il 90% è ottimo. Impianto domestico o aziendale? Cosa ti ha permesso di elevare l’autoconsumo?

      • Tognazzi Alberto, il 13 Novembre 2015 ore 22:27

        Non è un dispositivo soltanto ma un’iinsieme di cose: auto elettrica con caricatore regolabile,pompa di calore,sistema a variazione continua di carico su resistenza nel bollitore acqua della pompa e altro ancora
        Non è stata una cosa netta ma progressiva: è più di due anni che sto ampliando e regolando
        Fortuna mia è stata che l’investimento iniziale è stato una parte del mutuo prima casa e dopo non ho fatto altro che reinvestire i risparmi

  5. Mirko O., il 20 Dicembre 2015 ore 20:30

    Salve, ma se uno montasse anche un impianto di riscaldamento con, ad esempio, pompa di calore o a irradiamento a infrarossi, e scaldasse anche l’acqua con l’elettricità?
    Sto dicendo una cavolata o potrebbe essere fattibile?
    In questo caso il risparmio annuo aumenterebbe tanto no?
    Grazie

    • Alessandro F., il 21 Dicembre 2015 ore 14:26

      si è fattibile, anzi auspicabile nel momento in cui hai un surplus di energia. Permette di rendere massimo l’autoconsumo.
      Conviene in effetti utilizzare l’energia in eccesso in questo modo piuttosto che immetterla in rete.

      • Mirko O., il 27 Dicembre 2015 ore 14:26

        Ok ma fare a meno del gas ci si può arrivare? Io vivo nel centro Italia, devo rifare un apparentemento da zero in una mansarda e sto cercando di reperire più informazioni possibile…ma non è facile.
        Quando ti rivolgi alle aziende locali ti sentì sempre rispondere che ancora non è conveniente, che non vale la pena e che conviene fare il classico riscaldamento a pavimento con una caldaia a condensazione!

        Non è facile avere idee chiare in merito.
        Sapreste dirmi qualche sito di produttori di accumulatori?

        Grazie,ciao

        • Tognazzi Alberto, il 29 Dicembre 2015 ore 12:24

          ….io ci sono arrivato a staccare il gas,ti devi affidare a persone competenti (e sono poche),che abbiano un alto assortimento di prodotti (nell’individuare quello utile a te non è cosa semplice) e voglia di fare
          Io tant’è cose l’ho fatte da solo con non poche soddisfazioni soprattutto finanziarie e per l’ambiente
          Per gli accumulatori aspetta quello TESLA che farà crollare i prezzi……qualità a meno degli equivalenti cinesi
          Ciao Alberto

        • Mirko O., il 10 Gennaio 2016 ore 20:01

          Grazie Alberto. Per curiosità tu per che tipo di riscaldamento hai optato? e come pannelli e accumulatori, per quanti kW hai? Ho parlato con un elettricista e mi ha suggerito una quantità di accumulo per me esorbitante!
          Autocostruirmi qualcosa mi piacerebbe tanto, in genere sono una persona che cerca di fare tutto da sé, di cosa parli?
          Grazie, ciao

  6. Tognazzi Alberto, il 11 Gennaio 2016 ore 13:06

    Ho una PDC aria/acqua meno performante di quella geotermica ma meno costosa e senza problemi di spazio per trivellare
    Pannelli ho dei Sunpower,li montai tre anni fà,facevano la differenza ma oggi il gioco non vale più la candela.
    Accumulo non l’ho ancora montato perché aspetto che esca il TESLA che costa molto meno e è garantito 10 anni
    La capacità dell’accumulo per azzerare o quasi il prelievo è il doppio della potenza dell’impianto,però economicamente non conveniente
    Io monto un TESLA da 7 KW sulla parte d’impianto che ha la potenza nominale da 5,6 KW
    Ciao Alberto

    • Alessandro F., il 11 Gennaio 2016 ore 14:40

      Quanti kwh accumuli? Profondità di scarica delle batterie? Piombo o Litio? Costi?

      • Tognazzi Alberto, il 11 Gennaio 2016 ore 20:16

        No non l’ho ancora montato ma dai dati: batterie al litio,7 KW di capacità,2 KW di erogazione continua con spunti fino a 3,3 KW e dovrebbe costare 3700€+IVA

    • Mirko O., il 12 Gennaio 2016 ore 12:29

      Ma con una PDC, quando usi la corrente della rete spendi molto?
      Scusa se ti riempio di domande e grazie per la disponibilità! ;)

      • Alessandro F., il 12 Gennaio 2016 ore 12:35

        La pompa di calore ti permette di eliminare i costi di gas/gasolio, ma consuma abbastanza corrente elettrica. Se la corrente elettrica la prendi tutta da Enel spendi, ma spendi comunque meno che utilizzare il gas. Se invece hai il fotovoltaico parte di questa corrente le prendi dall’impianto fv aumentando l’autoconsumo.
        Cerca informazioni anche sulla tariffa D1 (non mi ricordo se è ancora sperimentale), che permette di avere migliore tariffa se utilizzi pompe di calore ed hai elevati consumi elettrici.

  7. stanislao bozzi, il 1 Febbraio 2016 ore 18:14

    Ho un fv dal 2010 5kw ho sentito parlare di autoconsumo e leggendo i vs commenti deduco che conviene ancora aspettare un pò….o sbaglio??Fatemi leggere novità….molto presto!!!

  8. Rino Rizzotti, il 12 Febbraio 2016 ore 17:57

    Ho un fotovoltaico da 6 Kwh che produce in condizioni ottimali circa 2000 Kwh annui. Pannelli solari Bosch e inverter Sunny boy della SMA. Ora ho chiesto un preventivo per installare l’accumulatore energetico con batterie, pompe di calore per poter avere la piena efficienza energetica eliminando il metano per riscaldamento ( la mia casa è di circa 200mq), e anche poi quello della cucina con l’utilizzo di tutta l’energia prodotta. Vorrei farvi delle domande:
    occorre sostituire per forza l’inverter con un inverter per l’accumulo?
    occorre anche una caldaia a condensazione per scaldare efficientemente tutti i termosifoni ad acqua calda o è sufficiente la pompa di calore?
    Quanto potrei spendere al massimo tra accumulatore, inverter, pompe di calore ed impianto?
    Grazie

    • Rino Rizzotti, il 12 Febbraio 2016 ore 18:11

      Ho fatto evidentemente un errore,2000 sono i soldi che prendo annui con l’incentivo, i KWH prodotti sono circa 7500, 8000. L’impianto è stato messo a fine 2012 usufruendo del 5° conto energia che mi dà dal GSE per i prossimi venti anni l’incentivo di circa 2000 euro all’anno. Con le nuove normative dell’aprile 2015 questi incentivi rimangono?

      • Alessandro F., il 12 Febbraio 2016 ore 18:37

        Ah ok c’era un errore..
        Gli incentivi rimangono, e con il quinto conto energia puoi integrare con un sistema di accumulo senza sostituire per forza l’inverter. Ma c’è bisogno di parere tecnico.

    • Alessandro F., il 12 Febbraio 2016 ore 18:34

      Ciao Rino. Una produzione di 2000 kwh annui per un impianto da 6 kw è troppo poco. L’impianto da 6 kw dovrebbe produrre ALMENO 6.600 kWh/anno.
      Comunque si può mettere un accumulatore senza sostituire per forza l’inverter, ma integrandolo.
      Per le altre domande, invece, c’è bisogno di un sopralluogo tecnico.
      Compila il form preventivi per avere contatto con dei tecnici/commerciali.

  9. MARIAGRAZIA GRILLI, il 29 Dicembre 2016 ore 14:42

    Io ho un pannello FOTOVOLTAICO SOPRA IL TETTO DA 1 KW QUANTO MI PUO FAR RISPARMIARE CHE SONO IGNORANTE SU QUESTO CAMPO.MI CONVIENE ALLACCIARLO.GRAZIE SE QUALCUNO PUO RISPONDERMI

    • Alessandro F., il 30 Dicembre 2016 ore 13:24

      ciao, hai 3 scelte alternative:
      o integrarlo con altri 2 kw e fare lo scambio sul posto col Gse
      oppure, allacciarlo così com’è alla rete per lo scambio sul posto
      oppure, allacciarlo solo ad un piccolo accumulatore (batteria) che lavorerebbe “in parallelo” con la rete domestica già esistente

  10. Franco Longhi, il 23 Febbraio 2017 ore 23:17

    Scopro solo adesso questo blog.
    Recentemente ho “visitato” i miei conteggi del GSE per un impianto FV che ho installato col 2° conto energia nel 2009.
    Mi sono trovato delle cifre consistenti a debito per la prima volta, relative a conteggi del 2009 e 2010.

    Non ho potuto esaminare i dettagli nonostante abbia utilizzato tre differenti browser (GoogleChrome, Explorer, Firefox), dopo aver chiamato il servizio di assistenza Clienti.

    Qualcuno sa dirmi cosa sta succedendo ?
    E’ possibile che ci siano contabilità così retroattive ?
    E su cosa si dovrebbero basare ?

    • gipi, il 25 Febbraio 2017 ore 21:39

      Ciao Franco Longhi

      Che cosa stia succedendo non lo sa ancora di preciso nessuno.

      Sembrerebbe che le vecchissime letture di ENEL trasmesse al GSE siano state trovate “sbagliate”, e che quindi ENEL abbia dato corso ad una raffica di “rettifiche letture” che sta inviando al GSE.

      Come sia possibile che le “letture” fatte telematicamente sui nostri CONTATORI ELETTRONICI risultino sbagliate è un “MISTERO DOLOROSO DELLA CHIESA FOTOVOLTAICA ORTODOSSA”.
      Forse è in atto uno scisma e passeremo alla “CHIESA FOTOVOLTAICA RIFORMATA”.

      Il “mistero” deriva dal fatto che dovrebbero esistere due diverse serie parallele di valori di lettura dove una “serie” è giusta e una è sbagliata. Però, trattandosi di “Affari di Chiesa”, forse le letture potrebbero essere anche tre perché il numero tre è quello perfetto!!

      Se vuoi avere qualche notizia più dettagliata, che però ti farà sprofondare nel marasma totale, leggiti gli interventi presenti sulla Striscia :
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/scambio-sul-posto-fotovoltaico-guida-completa

      A partire dall’intervento di :
      Flavio – 24 gennaio 2017 – ore 18:09
      ragazzi buonasera,…….

      • giovanni, il 16 Ottobre 2019 ore 14:00

        Gentile Gipi.
        Un installatore mi dice che l’energia prelevata di notte,giustamente pagata all’Enel,non viene compensata con l’energia prodotta di giorno.Esempio di giorno accumulo 40 kw e di notte consumo 40 kw,il conteggio dovrebbe azzerarsi si o no.?Capisco che i 40 di notte li pago 0,26 e i mie 40 me li valutano 0,4 che vada bene,ma comunque qualche cosa ho risparmiato.Fammi sapere,cordiali saluti.Giovanni.

        • gipi, il 23 Ottobre 2019 ore 20:16

          Ciao Giovanni

          Vedi quanto ti dico nell’ultimo mio intervento attualmente in fondo a questa stessa “striscia” :

          Gipi, Il 23 Ottobre 2019 Ore 19:02

  11. Marco, il 14 Settembre 2017 ore 12:00

    non capisco perchè calcoli un costo per il kw “autoconsumato” se io consumo l’energia che in quel momento il mio impianto produce, perchè la pagherò 8 centesimi e non 0?! Grazie del chiarimento

    • Alessandro F., il 15 Settembre 2017 ore 17:48

      il “costo” per kwh autoconsumato serve a quantificare il risparmio effettivo generato dall’autoconsumo. Leggilo come “risparmio in bolletta”.

    • gipi, il 17 Settembre 2017 ore 19:43

      Ciao Marco

      Se utilizzi 1 kWh preso direttamente dal tuo FV allora non lo prendi dalla Rete.

      Se tu lo prendessi dalla Rete, senza avere un impianto FV, lo pagheresti (mediamente,se hai un Contatore da 3 kW e consumi 3500 kWh/anno) circa 0,20 €.

      In questo caso, evidentemente non spendi gli 0,20 € e dunque li metti da parte nel tuo “porcellino salvadanaio” per recuperare, pian pianino, quello che ti è costato il tuo FV.

      La produzione che genera il tuo FV, istante per istante, e che tu non riesci a utilizzare (nello stesso istante), finisce in Rete e viene contabilizzata dal tuo Contatore ENEL (-XXX- kWh IMMESSI in Rete).

      Alla sera/notte, o comunque in tutti i casi quando la produzione del tuo FV risulta inferiore a quanto tu richiedi, quello che ti serve lo prendi ovviamente dalla Rete. Il tuo Contatore Enel te lo contabilizza come PRELIEVI.

      Se il tuo 1 kWh che prendi dalla Rete risulta “coperto” da 1kWh che tu hai prodotto con il tuo FV, e riversato in Rete (perché non hai potuto utilizzarlo sul momento), allora la faccenda si svolge così :
      Tu paghi in Bolletta ENEL il tuo 1 kWh (che hai preso dalla Rete) a 0,20 €, poi, a distanza di parecchio tempo il Sistema GSE, per quel tuo 1kWh che hai messo in Rete e poi ripreso, ti ritorna indietro (ti fa un Bonifico sul tuo Conto Corrente in Banca) di 0,12 €.
      Dunque risulta che, per te, il costo di 1 kWh, che si dice “IN SCAMBIO” risulta : 0,20 – 0,12 = 0,08 €
      Questo equivale a dire che IL COSTO DI 1 kWh in Scambio è di 0,08 €.

      Tutto il Sistema che ti ho illustrato in modo ELEMENTARE risulta, all’atto pratico, fatto su Base Annuale (anno di Calendario) e, per avere la quadra finale di questa Contabilità (pagamento Saldo) bisogna attendere sino alla fine di Giugno dell’anno successivo a quello di Chiusura Contabilità.

      Ovviamente, siccome tu risparmi su ogni 1 kWh (IN SCAMBIO) i tuoi 0,12 €, anche questi li metterai nel solito salvadanaio insieme gli 0,20 € del 1 kWh (AUTOCONSUMO) di cui abbiamo detto inizialmente e, tutti insieme, ti ripagheranno il costo del tuo FV.

      Per ogni 1 kWh che tu dovessi consumare oltre il totale annuo di produzione FV che avrai riversato in Rete (fuori dalla “coperta” del tuo FV) pagherai i soliti 0,20 € in Bolletta e chiaramente non potrai avere nessun “ritorno” dal GSE .

      Di meglio (sul 1 kWh) non posso fare per spiegarti come stanno le cose. Forse qualcun’altro potrebbe………

      • Armando, il 8 Giugno 2018 ore 21:24

        Buongiorno ma qualquno ha mai provato gli IKUBE , cosa né pensate ?
        Armando

      • luigi, il 11 Giugno 2018 ore 12:29

        Grazie, ora sono al mare, il consumo è molto basso, le poche volte in cui vado in inverno accendo il riscaldamento “elettrico” che consuma parecchio e che ora potrei accendere/spegnere ed in definitiva gestire per restare sotto i tre kwh da remoto. Mettendo un piccolo impianto “da balcone” in vendita in molti brico a circa 700 euro probabilmente su base annua potrei generare buona parte di quanto consumo.
        Domanda:
        il contatore enel è in cantina, prima o poi verrà sostituito dal bidirezionale, …. cosa avverrà con il bidirezionale se metto l’impianto “da balcone”?

  12. luigi, il 30 Marzo 2018 ore 09:59

    Ho già posto la domanda che rifomulo:
    in una casetta in campagna ove mi reco saltuariamente vorrei riparare il tetto sostituendolo integralmente con pannelli fotovoltaici trasparenti,
    quale che sia l’energia prodotta dovrebbe servire per far funzionare dei deumidificatori …
    l’umidità dei muri è il grosso problema di queste vecchie costruzioni.

    Domanda…. come far funzionare i deumidificatori con una energia insufficiente a farli funzionare in contemporanea?

    Pensavo ad un accumulo atto a garantire 30 minuti di funzionamento raggiunti i quali parte il consumo che si interrompe fino alla ricarica per poi ripartire in modo autonomo….. ma ho qualche dubbio sulla fattibilità tecnica:
    a) cosa succede se stacco la corrente mentre il deumidificatore è in funzione e la riattacco? (già provato e funziona …. ma questa operazione alla lunga crea problemi?)
    b) esiste uno strumento (e come si chiama) in grado di misurare il livello di energia accumulata e gestire la ripartenza o il blocco dei consumi?

    L’umidità non è la stessa ovunque, ma i deumidificatori hanno un loro autonomo sistema decisionale e raggiunta un livello ottimale si spengono autonomamente lasciando la poca energia disponibile a quelli più sollecitati.

    • Alessandro F., il 30 Marzo 2018 ore 11:16

      Ciao se posso dare un consiglio che esula dalla tua richiesta: per togliere umidità devi prima di tutto garantire un adeguato ricambio d’aria. Quindi prima dei deumidificatori metterei un sistema di ricircolo aria con scambiatore di calore.

  13. luigi, il 31 Marzo 2018 ore 11:26

    I: “Recuperatore di calore monostanza – ventilazione meccanica controllata.” li avevo presi in considerazione ma non sono riuscito a comprenderne bene il funzionamento in una stanza al momento “fredda”,
    Le mura perimetrali sono generalmente spesse 60/70 cm. praticamente non forabili salvo in pochi punti.
    Il deumidificatore quando in funzione qualcosa fà e certamente fà qualcosa di più se in funzione con una certa continuità, proverò certamente anche altro: “Pannello Solare Ad aria calda” ma al momento devo considerare come operare sul tetto … tegole o fotovoltaico trasparente?

  14. Stefano, il 16 Dicembre 2018 ore 20:56

    Buongiorno a tutti, ho appena scoperto questo blog, vedo molte persone competenti e voglio approfittarne per chiedere un consiglio.
    Molte domande risposte e preventivi che ho letto sul sito risalgono al 2014/2016, ora che siamo quasi al 2019 è diventato conveniente installare un impianto fotovoltaico ibrido?
    Abito nel nord Italia in provincia di Biella a 550 mtslm, la falda del mio tetto è esposta a sud/ssw, inclinazione sui 20/25°,essendo sulla sommità della collina i pannelli sarebbero illuminati (sopratutto in inverno periodo più critico) dal sorgere al tramontare del sole, in casa usiamo molta corrente, annualmente siamo sui 1000/1200 euro di spesa (più un migliaio di euro di gpl).
    La mia iidea sarebbe quella di mettere un impianto di 6 kv con un buon accumulo per la sera, e sopratutto in estate vendere il surplus all’enel. In seguito passerei ad una cucina a induzione e vorrei riscaldare l’acqua dei termosifoni con un sistema elettrico durante il giorno poi alla sera continuare con il termocamino.
    Grazie a chi mi risponderà,
    Stefano

    • giovanni, il 22 Aprile 2019 ore 19:05

      Guarda che con l’accumulo non venderai nulla all’Enel dato che con le tue utenze quello che produci te lo mangerai tutto.Valuta e fai due calcoli,produzione e prelievi.A Biella non c’è il sole che c’è a Genova.

  15. Silvano, il 11 Agosto 2019 ore 13:13

    Buongiorno a tutti, stiamo valutando l’acquisto di un impianto fv, abbiamo un consumo medio annuo di 3700 Kw, il tetto è esposto quasi completamente a sud ma abbiamo un camino che oscurerebbe in parte al mattino i pannelli. Siamo indecisi tra un impianto da 3Kw o da 4Kw e i pannelli potrebbero essere Panasonic monocristallino o Canadian Solar policristallino, entrambi con inverter e ottimizzatori Solaredge. Secondo le vostre esperienze cosa consigliereste, sapendo che il Panasonic dab 3 Kw costerebbe 8.000 euro mentre il Canadian Solar 6000. Garanzia 12 anni sui pannelli e inverter e di 25 anni sulgli ottimizzatori.
    Grazie anticipate a tutti per le risposte e i consigli che mi darete.
    Silvano

    • giovanni, il 19 Agosto 2019 ore 08:31

      Buongiorno.Ti consiglio la Hall Energy di Moncalieri a Torino,hanno una ottima offerta da 5000 euro per il 3 kwh.Tutto materiale tedesco ed inverter ABB.

      Saluti.

    • gipi, il 22 Agosto 2019 ore 18:09

      Ciao Silvano

      Per la Potenza da installare bisognerebbe sapere il tuo “punto geografico” dal quale dipenderà la Produttività Annua del tuo Impianto (e altri dati).

      Puoi vedere da te stesso la Produttività Mensile e Annuale, attesa, utilizzando il Programma di Calcolo che puoi trovare all’indirizzo
      https://re.jrc.ec.europa.eu/pvg_tools/it/tools.html

      Per avere una impressione visiva di quanta può essere la produzione annuale nella tua zona puoi vedere la Mappa d’Italia a Colori agli indirizzi :
      — Per il posizionamento ottimale inclinato :
      https://re.jrc.ec.europa.eu/pvg_download/map_pdfs/G_opt_IT.pdf
      — Per il posizionamento in piano orizzontale (tetto piano a Terrazza) :
      https://re.jrc.ec.europa.eu/pvg_download/map_pdfs/G_hor_IT.pdf

      Leggi bene (ai vari asterischi) le spiegazioni sui dati da introdurre nella tabellina di calcolo.

      In linea generale (per avere il massimo ritorno economico rispetto alla spesa di Impianto) si installa un Impianto che possa fornire annualmente tanti kWh quanti sono quelli che l’Utenza consuma fino ad un massimo di + 15%.

      Se si eccede nella Potenza Installata si perde nel Ritorno Economico in quanto la Produzione in Eccesso (annuale), che viene lasciata alla Rete, viene pagata a prezzo molto basso sul quale bisogna anche pagare la tassazione IRPEF dato che il percepito annuale va messo in Dichiarazione dei Redditi.

      Nel tuo caso (consumi attuali Utenza 3700 kWh/anno, SE NON HAI INTENZIONE DI SUPERARE QUESTI CONSUMI) ti andrebbe bene un Impianto che possa produrre dai 3700 ai 4250 kWh/anno.

      Tieni anche presente che, per la gestione che ti legherà al GSE, NON PAGHERAI NULLA se il tuo Impianto risulta grande fino a 3,00 kWp compresi, mentre SE LI SUPERI ti toccherà pagare un Canone di Tenuta Conto (forfettario) di 30 € + IVA 22% = 36,60 €/anno.

      Tieni pure presente che avrai, in tutti i casi e indipendentemente dalla Potenza del tuo Impianto, una una nuova spesa in più (della quale nessuno generalmente parla) di 25 € per la Lettura Annuale del Contatore ENEL (2° Contatore) dedicato alla registrazione della Produzione Inverter.
      ——————————————————

      Per quanto riguarda l’OMBRA CAMINO (se non puoi disporre diversamente i Pannelli) sei già cautelato per avere la massima produzione possibile dato che ti sono stati offerti Pannelli provvisti ciascuno di un proprio OTTIMIZZATORE (Solar Edge).
      Senza andare a vedere la dimensione dell’ombra e la sua estensione stagionale fai conto che perderai un 5% sulla Produzione Annuale data dal Calcolatore che ti ho indicato.
      ——————————————————-

      Per la scelta Mono / Poli cristallino ti posso solo dire che il Mono produce un pochino di più nella bella Stagione (sole forte e alta temperatura) mentre il Poli produce un pochino di più nella brutta stagione (sole debole e foschie).

      La Produzione Annuale per le due diverse tipologie si ritiene identica (vedi anche che nel Calcolatore il fatto non viene preso in considerazione).

      Personalmente non ho nessuna esperienza comparativa reale sulle due diverse tipologie.

      Io ho un Impianto in Policristallino che fa il suo dovere come da attese, pertanto starei sul Policristallino (da 6000 €/3 kWp, ovvero 8000 €/4 kWp), però è una questione un po’ soggettiva.
      A molti piace di più l’estetica geometrica delle Celle del Monocristallino, le cornici in alluminio anodizzato nero e altri dettagli tecnico/estetici che fanno lievitare il prezzo.

      La Garanzia Pannelli (12 anni), sulla carta, è identica. All’atto pratico chi può saperlo……

      Sta di fatto che per montare i Pannelli LG (Mono) spenderai il 33% in più che per quelli Canadian Solar (Poli).

      Si suppone (anche se tu non lo dici) che l’Inverter sarà sempre un Solar Edge (come gli Ottimizzatori).

      • Silvano, il 25 Agosto 2019 ore 23:32

        Grazie Gipi e Giovanni per le informazioni che mi avete fornito.

        Parlando con un conoscente, mi ha consigliato di installare un mio contatore per misurare la produzione dei kW che vengono immessi in rete,
        cosa ne pensate ?

        Queste le risposte alle domande di Gipi :

        1) Per quanto riguarda la posizione, abito in provincia di Milano.

        2) Il posizionamento sarà sul tetto inclinato

        3) Pensavo di prendere l’impianto da 4,13 kW in Poli cristallino, perchè andrò ad installare tra poco 2 condizionatori, quindi il prossimo anno il mio consumo aumenterà.

        4) Dell’estetica dei pannelli mi importa poco, sono uno pratico che guarda più alla sostanza e alla qualità.

        5) Confermo che l’Inverter sarà sempre un Solar Edge così come gli Ottimizzatori.

        Quindi se dovessi scegliere l’impianto 4,13 kW invece di quello da da 2,95 kW dovrei pagare i 36,60 €/anno per la Canone di Tenuta Conto (forfettario)
        più i 25 € per la Lettura Annuale del Contatore ENEL.

        Graziea tutti.

        • giovanni, il 26 Agosto 2019 ore 21:12

          Caro Silvano.
          In merito al contattore tieni presente che il GSE o meglio Enel Distribuzione sono molto precisi ed io li ho messi alla prova,quindi 50 euro in meno non sono un problema per un nuovo contattore.
          Più che due condizionatori ti consiglierei una pompa di calore aria/acqua della Daikyn o altre marche,così facendo non avrai avanzi di energia e non pagherai le tasse.Auguri.

        • gipi, il 29 Agosto 2019 ore 11:56

          Ciao Silvano

          Tu dici :

          — ” Parlando con un conoscente, mi ha consigliato di installare un mio contatore per misurare la produzione dei kW (sono kWh) che vengono immessi in rete,
          cosa ne pensate ? ” —

          In linea generale non mi risulta che vi siano in commercio CONTATORI che misurano la quantità di Energia (kWh) IMMESSA IN RETE (almeno di piccola taglia per Impianti Domestici e a prezzi abbordabili).

          Solitamente per l’Energia IMMESSA IN RETE fa testo (in qualsiasi caso) la lettura del CONTATORE DI SCAMBIO di ENEL da leggere nella sua “area di conteggio” definita “IMMISSIONI”.

          Consultando in qualsiasi momento il detto CONTATORE DI SCAMBIO ENEL, in entrambe le sue aree di conteggio (“PRELIEVI” e “IMMISSIONI”), si può avere il quadro situazionale (in un dato periodo di tempo tra due successive letture) di quanta Energia è stata PRELEVATA DALLA RETE (e che sarà fatturata in Bolletta) e di quanta è stata Conferita in Rete come IMMISSIONI.

          Il valore monetario rappresentato dalle IMMISSIONI dipende da molti vari fattori che ora non è il caso di esaminare dato che fa parte del complesso calcolo dello SCAMBIO …….

          La produzione generata dal FV può essere letta sull’apposito Contatore di Produzione FV (il 2° Contatore di ENEL) affiancato all’Inverter.
          Anche in questo caso la effettiva produzione è quella registrata dal Contatore di ENEL e potrebbe essere anche di valore leggermente diverso (solitamente inferiore del 2-3%) rispetto a quella registrata dall’Inverter stesso.

          Comunque, avendo a disposizione i dati della PRODUZIONE INVERTER (2° contatore ENEL) e delle IMMISSIONI IN RETE (Contatore di Scambio ENEL), si può definire matematicamente l’entità dell’AUTOCONSUMO : Produzione Inverter – Immissioni in Rete = AUTOCONSUMO.
          ————————————————————-

          Per tutti i tuoi punti da 1) 2) 3) 4) 5) : OK, presa visione e solo poche considerazioni!

          —A)
          Ti consiglio di fare applicare ALMENO un Contatore per i consumi collettivi dei due Condizionatori.
          Sarebbero meglio 2, uno per ogni Condizionatore, se vuoi avere sotto controllo i loro consumi individuali e anche perché avresti la possibilità di vedere in ogni momento l’entità della Potenza assorbita dal singolo Condizionatore.

          Poter monitorare ogni singolo Condizionatore può essere utilissimo per rendersi conto dei loro Consumi Istantanei e anche per valutare se la Resa Energetica degli stessi è adeguata (e lo rimane nel corso degli anni di utilizzo) alle caratteristiche garantite dal loro Costruttore.
          Poi scoprirai che i Contatori possono avere anche molti altri utili usi, per esempio, per capire anche quanta Energia consumi per Raffrescare e quanta per Riscaldare nel corso delle due diverse stagioni e altro ancora……

          Ti consiglio vivamente di far montare anche un Contatore Generale per i Consumi Totali di Utenza (i consumi della Casa compresi quelli dei due Condizionatori).

          I Contatori (buoni), e che saranno tutti uguali tra loro, si possono trovare su Internet a 30 – 40 € cadauno. Poi ci sono i costi di installazione………

          — B)
          Ho fatto il calcolo approssimativo con il Calcolatore che ti avevo indicato e impostando i dati sotto elencati:
          Luogo MILANO ; Potenza installata 4,13 kWp ; Inclinazione tetto “slope” 20° ; Orientamento “azimuth” -30°.
          Tutto il resto come già impostato di base dal Calcolatore stesso.

          Il risultato dice 4870 kWh/anno +/-211 kWh di variabilità annuale.
          Nel tuo caso con una piccola ombra del camino (togliendo un 5%) risulterebbe 4870 x 0,95 = 4627 kWp.
          Il calcolo dovrebbe essere fatto con l’azimuth preciso che non mi è dato conoscere, comunque l’ordine di grandezza potrà variare di pochissimo……….

          Chiedi a chi ti propone l’Impianto di darti i LORO valori precisi e garantiti!
          ——————————————————–

          PER I COSTI FISSI :

          — ” Quindi se dovessi scegliere l’impianto 4,13 kW invece di quello da da 2,95 kW dovrei pagare i 36,60 €/anno per la Canone di Tenuta Conto (forfettario)
          più i 25 € per la Lettura Annuale del Contatore ENEL. ” —

          Fino a 3,00 kWp : solo costo Lettura Annuale Contatore = 25 €
          Oltre a 3,00 kWp : Lettura Annuale Contatore 25 € + Canone Tenuta Conto GSE 36,60 € = 61,6 €

  16. Luigi, il 20 Ottobre 2019 ore 00:15

    Ho trovato un volumetto che può esserVi utile per valutare i vantaggi dell’accumulo.

    Trovo interessante il fatto che alcuni sistemi accettino l’accumulo solo dal fotovoltaico mentre il libretto avverte che altri accettano una carica anche da altro,
    miniguida scelta accumulo per fotovoltaico residenziale

    • giovanni priano, il 20 Ottobre 2019 ore 23:51

      L’accumulo,se usato in periodo invernale è un grande pacco,il migliore accumulo è SSP,cioè scambio sul posto,d’estate immagazzini energia e d’inverno te la riprendi,in quanti anni ammortizzi il costo di una batteria?MEDITATE

      • Luigi, il 22 Ottobre 2019 ore 11:09

        Grazie Giovanni
        Personalmente più che ammortizzare un investimento atto a rendermi indipendente desidero non finanziare più gli sprechi per un servizio che raddoppia il costo energetico.

        Anni fa cercavo casa in Svizzera e mentre in Italia ogni kWh mi costava circa 500 lire lì mi sarebbe costato 100 (in lire).

        La corrente era la stessa ma l’organizzazione che stava dietro era differente.

        Erano lire … sono passati tanti anni ma il Italia la corrente è sempre la più cara, certo probabilmente deriva magari dagli stipendi faraonici di alcuni dirigenti forse da una cattiva gestione delle utenze (niente deposito cauzionale … chi chiede la corrente viene allacciato subito tanto se non paga il costo viene ripartito sulle altre utenze) forse dal costo del prodotto che genera l’energia carbone,petrolio, gas, ….) forse …. ma il risultato è che costa tanto.

        Quando un referendum ha cancellato il monopolio per un periodo di transizione è stato di fatto mantenuto …. ma poi …. è stato rinnovato e questo non va bene.

        Oggi per le utenze private, che non hanno potere contrattuale, penso sia conveniente rendersi autonome … penso che ogni quartiere lo diventerà.

        Vi sono realizzazioni di grossi accumuli di energia rinnovabile in grado di fornirne a tanti appartamenti nelle vicinanze (vado a memoria ma in Australia uno di questi soddisfa le esigenze di 30 mila appartamenti).

        Nel mio quartiere gli appartamenti sono 192, i palazzi sono nove,
        il fabbricato in cui abito ne ospita 20 i consumi energetici totali annui 40/50 mila kWh annui il tetto che ci sovrasta pare possa produrre su base annua 70 mila kWh. ….

        Vedi fare due conti porta a considerare anche l’autonomia da una rete troppo spendacciona che per mantenere un costo al kWh apparentemente compatibile con quello delle altre nazioni scarica i costi fissi non sul kWh (che schizzerebbe in alto e graverebbe sui costi dei forti consumatori) ma lo spalma sulle singole utenze facendo gravare su queste i costi di una gestione migliorabile.

    • Luigi, il 21 Ottobre 2019 ore 00:06

      Indipendentemente da valutazioni economiche (che il tempo può falsare completamente) la possibilità di caricare e mantenere in carica un accumulo con una fonte rinnovabile di portata limitata.
      Consente di utilizzare la corrente accumulata e ricaricare con un generatore l’accumulo quando necessario, garantendo una indipendenza dalla rete.

      Un problema risolvibile manualmente o con qualche applicazione di domotica,

      Sarebbe interessante poter avere un dispositivo in grado di registrare i consumi di corrente ogni secondo (cosa che forse fà già il contatore di casa ma andrebbe interfacciato e forse non è lecito) meglio poterlo fare esternamente.
      Una pinza amperometrica potrebbe funzionare …. a saperlo usare e recuperare i dati di consumo.
      Da un esame dei consumi abituali si può ricavare un buon bilanciamento del sistema.

      Sia sul numero di pannelli necessari, sulla capacità dell’accumulo, in grado di gestire anche i picchi.
      Il generatore dovrebbe potersi attivare in modo automatico quando l’accumulo è basso e spegnersi appena finito l’assorbimento.

      E questo funzionerebbe ad isola, in modo autonomo senza sprecare soldi con bollette colme di costi fissi.

      • Luigi, il 22 Ottobre 2019 ore 11:20

        Nel commentare avevo inserito (mi pare) vari link che non trovo. Forse ho violato qualche regola è di questo mi scuso.
        Ovviamente se qualcuno non conosce una pinza amperometrica la trova con un motore di ricerca, io mi riferivo a quella collegata ad un dispositivo di visualizzazione e memorizzazione con un cavo di circa due metri.

      • gipi, il 22 Ottobre 2019 ore 12:24

        Ciao Luigi

        Tutte le tue ipotesi tecniche sono già realizzate e disponibili da lunghissimo tempo.

        Ora non chiedermi di spiegare tutti i dettagli altrimenti arriviamo all’anno prossimo…………….

        Il PROBLEMA TECNICO NON ESISTE, ma esiste purtroppo un INSORMONTABILE PROBLEMA DI COSTO.

        Soprattutto se si volesse realizzare il sogno dell’ AUTOSUFFICIENZA, volendo anche consumare quanto viene richiesto dallo stile di vita moderno, e magari anche eliminando il riscaldamento tradizionale a GAS, PELLET, LEGNA, GASOLIO…
        ————————————————

        Per questa ragione sono dello stesso parere espresso sinteticamente, appena più sopra, da Giovanni Priano :

        Giovanni Priano, Il 20 Ottobre 2019 Ore 23:51
        L’accumulo,se usato in periodo invernale è un grande pacco,il migliore accumulo è SSP,cioè scambio sul posto,d’estate immagazzini energia e d’inverno te la riprendi,in quanti anni ammortizzi il costo di una batteria?MEDITATE

        .

        .

        • luigi, il 24 Ottobre 2019 ore 21:35

          Certo, nulla di nuovo.

          Mi capita spesso di discutere sulle automelettriche ed in particolare su quelle ibride elettriche con i motori nelle ruote.
          Incappo sempre con il problema dell’autonomia. Per molti una vettura elettrica deve avere una autonomia di almeno trecento km.
          Ma … quanti km servono veramente?
          Su 37 milioni di mezzi circolanti soggetti a revisione biennale 26 milioni percorrono in media 24 mila km in due anni, 30 km al giorno.

          E per i consumi elettrici come và?
          i contatori posti in cantina (20 abitazioni, 2 esercizi commerciali, 1 servizi comuni) divono 65 mila kvh anno ….fanno 8 kwh al giorno 2900 ogni anno per contatore ….. in media.
          Qualcuno consuma di più magari 32 kwh al giorno … ma in questo caso molti altri consumano meno.

          Bisognerebbe poter disporre di quslche dato in più per dimensionare un impianto condominiale.
          Conoscere le giornate con consumi più alti, le punte di consumo per determinare gli interventi più adatti ed i volumi di accumulo più vantaggiosi tenendo conto della rete che esiste.

          Il sistema di accumulo più pubblicizzato in questo periodo garantisce 13 kwh al giorno con picco di 7 kwh. Pochi o tanti evidentemente rappresentano un punto di riferimento autorevole.

      • giovanni priano, il 22 Ottobre 2019 ore 13:28

        Ho una pompa di calore che nel periodo invernale assorbe 32 kw al giorno.

        Con un accumulo da 7 kw potrei sopravvivere 22 minuti.

        Con lo scambio sul posto SSP sopravvivo con tutto quello che ho accumulato nel periodo estivo.

        L’accumulo serve solo per vendere o per chi in casa ha solo qualche lampadina.

        Potrebbe servire come emergenza al posto del gruppo elettrogeno,sempre per qualche lampadina ed un frigo.

        Meditate.

  17. gipi, il 23 Ottobre 2019 ore 19:02

    Ciao Giovanni

    Non mi risulta chiaro quale “GIOVANNI” tu possa essere tra i vari che hanno scritto/scrivono, e neppure quale sia il tuo specifico problema/argomento.

    Potresti darti un nomignolo più preciso del semplice “Giovanni”in modo da poterti distinguere da tutti gli altri ?

    Comunque, in questa striscia di discussione, mi sembra di aver visto che ti sei accodato a qualche intervento di altri già parecchio datato nel tempo.

    Sarebbe molto meglio che tu, per quanto di tuo interesse, aprissi una tua discussione specifica invece di accodarti ad altre………………
    —————————————————————-

    Alcuni tuoi accodamenti (ma ce ne sono altri…) :

    — 1) Intervento di :Simone, Il 5 Maggio 2015 Ore 17:15

    Tu ti accodi :
    Giovanni, Il 16 Ottobre 2019 Ore 15:12
    Caro Gipi.
    Attendo sempre una risposta sulla mia situazione.Per un consumo invernale di 32 kw,l’accumulo quanto dovrebbe essere?
    Grazie.Giovanni

    — 2) Intervento di : Franco Longhi, Il 23 Febbraio 2017 Ore 23:17

    Tu ti accodi :
    Giovanni, Il 16 Ottobre 2019 Ore 14:00
    Gentile Gipi.
    Un installatore mi dice che l’energia prelevata di notte,giustamente pagata all’Enel,non viene compensata con l’energia prodotta di giorno.Esempio di giorno accumulo 40 kw e di notte consumo 40 kw,il conteggio dovrebbe azzerarsi si o no.?Capisco che i 40 di notte li pago 0,26 e i mie 40 me li valutano 0,4 che vada bene,ma comunque qualche cosa ho risparmiato.Fammi sapere,cordiali saluti.Giovanni.
    ———————————————————————

    PER CORTESIA, datti un nome o nomignolo distinguibile e riassumi quello che ti interessa sapere !
    Io, per pura necessità e per il momento, ti ho denominato : “Luigi XXX”. Ora vedi come intendi cambiare

    • gipi, il 24 Ottobre 2019 ore 12:24

      Ciao Giovanni (Giovanni Priano da Genova…….)

      — Giovanni Priano, Il 22 Ottobre 2019 Ore 13:28 —
      —Ho una pompa di calore che nel periodo invernale assorbe 32 kw al giorno.—

      Allora, visto che ora dici (nell’Intervento appena più sopra) di avere una Pompa di Calore CHE CONSUMA 32 kWh/giorno si può stabilire che di volta in volta ti presenti in modo diverso ( Giovanni / Giovanni Priano) .

      Ti spiacerebbe presentarti sempre in modo da non generare dubbi sulla tua identità ???

      Visto che sei già conosciuto, abbastanza inconfondibilmente, come Giovanni Priano faresti cosa utile continuando ad usare solo questo riferimento nominativo.

    • giovanni priano, il 24 Ottobre 2019 ore 14:44

      Lasciamo stare il Giovanni,d’ora in poi sono l’elettricista.
      l’accumulo rende a chi lo vende e non cambio idea.
      Saluti a Gipi.

      • Elettricista, il 24 Ottobre 2019 ore 19:02

        Gentile Gipi.
        Il mio nomignolo è ELETTRICISTA.
        Saluti.

        • gipi, il 1 Novembre 2019 ore 12:31

          Ciao Elettricista (ex Giovanni e anche ex Giovanni P.)
          (1 Impianto 1,92 kWp ;1° C.E. – 22/09/2006) + (1 Impianto 5,25 kWp ; 2° C.E. – 01/01/2009)

          Questa tua ultima precisazione (del 24 Ottobre) è stata pubblicata con un certo ritardo solo il 31 Ottobre.
          Prendo atto del tuo cambiamento di nominativo !

          Per la tua definizione — ” l’accumulo rende a chi lo vende ” — sono certamente del tuo stesso parere e ho apprezzato molto anche la rima poetica in ” ….ende “.

          Comunque, per Piccoli Accumuli intorno ai 6 kWh (batterie al Litio di varia natura), e per veri appassionati di ecologia, la PERDITA economica e varie possibili spese per imprevisti può anche risultare accettabile.

          Alla fine il discorso è lo stesso che si fa per tante altre cose tipo le automobili (intendo quelle con il solo motore tradizionale, Diesel o Benzina che sia, e non parliamo neppure di quelle Ibride).

          Uno se le compera con motori da 200 Cv in su per fare anche i 250 km/h per andare a correre non si sa dove.
          Quando le parcheggia (se trova posto) occupa un posto e mezzo.
          Quando deve cambiare le gomme, fare il tagliando, riparare strani guasti dei loro sofisticatissimi sistemi elettronici, spende un patrimonio.

          Comunque vengono comperate da molta gente che poi, appena può, si lamenta del fatto che la vita è sempre più cara e …..non ce la fa più……

          Se poi dici loro che avrebbero potuto utilizzare in modo più che soddisfacente automobili che costano 1/3 o 1/4 di quella che hanno allora cominciano a parlare di necessità di sicurezza, di 7 anni di garanzia, di Servizio Clienti inappuntabile, del fatto che la loro Macchina ha anche l’indispensabile servizio Bidet con acqua calda…………

          Per gli appassionati vanno bene solo i calcoli che fanno loro !
          In effetti si tratta generalmente di “sfizi” che ognuno, potendoselo permettere, si può togliere del tutto legittimamente senza pretendere anche di trovare inesistenti giustificazioni di convenienza economica.

  18. Elettricista, il 3 Novembre 2019 ore 14:36

    Ok,condivido le tue osservazioni.

  19. Luigi, il 5 Novembre 2019 ore 01:30

    Vorrei spezzare una lancia a favore dell’accumulo.
    Le batterie delle auto elettriche dopo 1500 cicli non sono più adatte a far muovere in modo ottimale una vettura.
    Ma la batteria di una vettura non è una batteria ma un gran numero di batterie della dimensione di un dito e dal peso ridotto assemblate in moduli e poi adattati allo spazio della vettura.

    Quella singola batteria è in grado di accettare 4000 cicli di carica quindi quando non serve più a muovere le auto può fare un ottimo lavoro nei tranquilli sistemi di accumulo …. per una decina di anni.

    Non è che quella piccola pila riesca ad accumulare da sola l’energia necessaria ad un appartamento ma assieme ad altre simili si.

    In Australia ne hanno messe assieme tante ed vi accumulano l’energia ottenuta dal fotovoltaico, eolico … in modo da accumulare il necessario a 30.000 appartamenti.

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