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Vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico

20 febbraio 2014
Voto:4/5 (10 voti)

Mettere un impianto fotovoltaico è oggi un vantaggio per chi vuole risparmiare sulle bollette elettriche. Attraverso il consumo dell’energia autoprodotta, infatti, è possibile ridurre il prelievo dalla rete e con questo ridurre i costi in bolletta. Questo dell’autoconsumo è sicuramente il vantaggio principale del fotovoltaico, però, come ogni tecnologia, anche questa può avere, oltre ai vantaggi, anche alcuni svantaggi. Quali sono vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico?

Vediamoli con ordine, sperando di fare cosa utile per chi fosse interessato, ma ancora indeciso, nell’affrontare questo investimento che, per i piccoli impianti domestici, ‘costa’ decisamente meno di una utilitaria.

Come ogni investimento i vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico riguardano i rapporti tra i costi e benefici.
Tra i vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico c’è, come prima cosa, il prezzo. Ovviamente un prezzo vantaggioso, renderà più breve il periodo di ammortamento dei costi sostenuti.

Oggi i prezzi delle installazioni sono molto più bassi, si dice anche del 70%, rispetto a soli 5 anni fa, quando per un piccolo impianto domestico si doveva sborsare circa 7mila euro per kw (un impianto da 3 kw costava circa 20mila euro). Oggi con la stessa cifra si può installare un impianto completo (da 3 kw). Oggi il costo al kw è infatti, di circa 2.500 euro “chiavi in mano”. Un impianto da 2 kw costa non più di 5mila euro.

 

Vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico

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Vantaggi del fotovoltaico

  • Il fotovoltaico non è un costo, ma un investimento:  si recupera il capitale investito e la “variabile” è solo il tempo di rientro dai costi che in genere varia dai 6 ai 12 anni.
  • Iva di acquisto: agevolata al 10%.
  • Gran parte delle aziende dà oggi garanzie sul prodotto e garanzie sulla produzione.
  • Prezzi in discesa: oggi il fotovoltaico costa circa un terzo rispetto a solo 5 anni fa: oggi abbiamo prezzi di installazione inferiori a 2.500 euro al kw.
  • Oggi e per tutto il 2014 si può beneficiare delle detrazioni fiscali Irpef al 50% (dal 2014 ci saranno ancora ma saranno più basse). Con gli sgravi fiscali l’impianto costa, a conti fatti, la metà.
  • Riduzione/azzeramento delle bollette elettriche in relazione all’energia prodotta e istantaneamente auto-consumata.
  • con l’aumento inflazionistico dell’energia per i prossimi 25 anni, in proporzione aumenta il risparmio in bolletta grazie all’autoconsumo.
  • Minima manutenzione: non avendo parti meccaniche in movimento i pannelli fotovoltaici richiedono pochissima manutenzione in 25 anni, solo la sostituzione dell’inverter e altri piccoli interventi ordinari.
  • Oltre al risparmio in bolletta derivante dall’auto-consumo, si ottiene la remunerazione dell’energia immessa in rete attraverso lo “scambio sul posto” o la vendita (“ritiro dedicato”) dell’energia al Gse.
  • Vantaggi ambientali, riduzione delle emissioni inquinanti, salute per la collettività.
  • Vantaggi economici: il comparto ha creato e crea posti di lavoro e benefici all’economia.
  • Indipendenza energetica dall’estero: il solare riduce le importazione delle materie prime a fini energetici.
  • La generazione distribuita sul territorio limita i rischi per la sicurezza e riduce le dispersioni energetiche derivanti dal trasporto delle materie prime e dal trasporto della stessa energia elettrica prodotta.

 

Svantaggi del fotovoltaico

  • Sono terminati gli incentivi, quindi il solare, per essere competitivo, può fare affidamento solo alle dinamiche del mercato (anche se per i privati domestici ci sono ancora le detrazioni fiscali al 50%).
  • Il fotovoltaico ha una produzione giornaliera intermittente e dipendente dalle stagioni: di notte il fv non produce e d’inverno produce meno. Per questo, senza adeguati sistemi di accumulo, è una fonte di produzione “non programmabile”.
  • Il fotovoltaico comporta un esborso iniziale di investimento (che verrà poi recuperato nel tempo).
  • Come ogni tecnologia ha il rischio di rotture, malfunzionamenti, ecc.. (il rischio di rottura è però minimo, non essendoci parti meccaniche in movimento).
  • Senza un adeguato sistema di accumulo con batterie, non c’è possibilità di immagazzinare l’energia prodotta per utilizzarla “a posteriori”. I costi dei sistemi di accumulo sono i fattori che più influenzeranno i vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico.

 

Vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico: dove pende l’ago della bilancia?

Mettere il fotovoltaico oggi è un investimento e come tale, comporta un iniziale esborso economico ed un tempo di rientro dall’investimento nell’ordine di 6-12 anni, a seconda dei costi sostenuti e dell’energia elettrica generata.

Come ogni investimento anche il fotovoltaico comporta una certa dose di “rischio” che può condizionare i tempi di ritorno economico dall’investimento, però, stimando i costi dell’energia in bolletta per i prossimi 25 anni, una cosa è certa: produce un risparmio sul lungo periodo in relazione all’energia auto-prodotta.

Siamo prossimi alla grid parity, cioè a quella situazione di mercato in cui il fotovoltaico è “spontaneamente” competitivo, vantaggioso, rispetto alle fonti “convenzionali”, senza incentivi e senza detrazioni fiscali. Per questo motivo ci sono fondate motivazioni per ritenere che “l’ago” della bilancia penda a favore dei vantaggi che questa nuova tecnologia porta e porterà.

Quali sono secondo te altri vantaggi e svantaggi di un impianto fotovoltaico?

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4 Commenti

  1. Marchese Nicola, il 24 febbraio 2014 ore 10:38

    Articolo molto esaustivo Interessante per chi si avvicina a queste problematiche

  2. luciano, il 15 giugno 2014 ore 20:02

    se l’impianto viene effettuato da private che solo mettea disposizione lo spazio per realizzarlo,e la banca sponsorizza tutto .alla banca arrivano incentive da GSE e la vendita dell’energia prodotta,al privato (proprietario del fotovoltaico ) cosa gli rimane (cosa ci ricava).

    • Alessandro F., il 16 giugno 2014 ore 11:33

      Oggi gli incentivi sono finiti e vendere alla rete non conviene.
      Oggi questo meccanismo conviene solo se si vende l’energia prodotta direttamente ad un utente finale (azienda o privato), oppure se si autoconsuma.
      Se si autoconsuma in casa ci sono anche le detrazioni fiscali 50% Irpef.

      Nel tuo esempio il proprietario ci ricaverebbe l’affitto del tetto.

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