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Come mettere un impianto fotovoltaico a costo zero

3 luglio 2015
Voto:4/5 (12 voti)

Come mettere un impianto fotovoltaico a costo zero? La domanda è appositamente “ingannevole” ed un poco provocatoria.
Così posta, in effetti, implica almeno due presupposti: che il fotovoltaico è un costo e che il costo dell’impianto può essere pari a zero. Entrambi i presupposti sono errati. Vediamo il perchè.

L’installazione di un impianto fotovoltaico è un costo o un investimento? La prima cosa da sapere: il fotovoltaico non è un costo, ma un investimento. Investimento di medio-lungo termine.

 

La domanda giusta: gli impianti fotovoltaici sono costi o investimenti?

Il fotovoltaico è un investimento e, come tale, richiede un esborso iniziale di denaro che col tempo viene ammortizzato. Ecco perchè sul lungo periodo ogni impianto fotovoltaico è “a costo zero”: perchè è un investimento che si auto-ripaga nel tempo grazie al risparmio in bolletta ottenibile da chi lo installa.

Se il fotovoltaico non fosse “a costo zero”, nel senso che è un investimento con un preciso piano di ammortamento, fin’ora nessuno, in nessuna parte del mondo, lo avrebbe installato. Se si installano impianti fotovoltaici sui tetti di case e aziende è perchè nel tempo portano un beneficio economico ai proprietari: i benefici apportati in bolletta in termini di risparmio sono maggiori dei costi sostenuti per installarli e per farli funzionare negli anni.

Come sempre si tratta, come per ogni investimento, di un rapporto costi-benefici. I costi degli impianti sono ormai molto accessibili. Ed i benefici devono essere relativi, come è ovvio, al costo dell’energia che si sostiene nella bolletta elettrica: per un cittadino o un’azienda, conviene di più acquistare energia elettrica in bolletta o fare un investimento per autoprodurre parte del proprio fabbisogno?

impianto fotovoltaico a costo zero

Non solo: se integriamo i tradizionali apparecchi a gas (ad esempio scaldabagni a gas) con apparecchi elettrici (ad esempio pompe di calore) riusciamo a sfruttare meglio l’energia elettrica autoprodotta. In questo modo si riuscirà ad ammortizzare prima il costo dell’ impianto fv.

Non solo: le bollette elettriche oggi sono letteralmente gonfiate di costi aggiuntivi che vanno ben oltre il semplice costo dell’elettricità acquistata. In bolletta paghiamo oneri di sistema, servizi di distribuzione, dispacciamento e trasmissione, imposte, addizionali, accise, iva, ecc…

Con un impianto fotovoltaico facciamo un investimento per renderci il più possibile indipendenti dalla rete elettrica e dai numerosi costi fissi pagati in bolletta.

Ovviamente, se gli impianti fotovoltaici già già da anni vengono installati “a buon rendere” in Germania, USA e nei paesi del nord Europa, in Italia, dove il sole offre le più promettenti potenzialità,  la tecnologia avrà un impatto non indifferente, soprattutto in termini di rendimenti ed efficienza.

 

Ecco perchè il fotovoltaico è a costo zero: un esempio pratico

Vediamo un esempio pratico per il classico impianto standard da 3 kw realizzato sul tetto di casa. Installare un impianto domestico è un’operazione “a costo zero” sul medio periodo. Nel senso che, come detto, si ha una spesa iniziale che viene ammortizzata nel tempo e che genera un risparmio effettivo negli anni successivi all’ammortamento (si tratta infatti non di un costo ma di un investimento). Vediamo perchè.

Iniziamo dai costi: un impianto fotovoltaico da 3 kw, 25 metri quadrati, installato “chiavi in mano” sul classico tetto inclinato oggi costa circa 6.000 euro + IVA 10%. I costi di manutenzione, funzionamento, assicurazione, ecc.. non superano le 100 euro l’anno.

L’impianto fotovoltaico sui 25 anni costa in totale circa 9.000 € (cioè: 6.000+600 di iva+ 100 € di mantenimento l’anno).

Un impianto fotovoltaico da 3 kw produce mediamente in Italia 97.500 kwh per 25 anni (cioè: 1.300kwh x 3kw x 25anni).

Questo vuol dire che con una spesa, fatta oggi, di circa 9 mila euro mi garantisco circa 80.000 kwh di energia per i prossimi 25 anni (considerando il calo di rendimento fisiologico dell’impianto nel tempo).

Questo comporta almeno due vantaggi. In ordine di priorità:

  • parte di questi 80.000 kwh possono essere utilizzati direttamente dalla propria utenza, riducendo l’acquisto di energia in bolletta. In bolletta l’energia costa tra 0,21 e 0,27 €/kwh. Questo vuol dire che, se ne utilizzo la metà in autoconsumo risparmio, solo attraverso l’autoconsumo, più di 10.000 euro;
  • i rimanenti kwh vengono immessi in rete e valorizzati al prezzo di mercato che è variabile e va da un minino di 0,04 ad un massimo di 0,10 €/kwh. Questo vuol dire che, se immetto in rete l’altra metà dell’energia prodotta (senza riprelevarla) verrebbe retribuita almeno altri 4.000 euro. Lo scambio sul posto, in realtà, permette di valorizzare l’energia immessa in rete ad un prezzo maggiore del suo “puro” prezzo di mercato.

Con il meccanismo dello scambio sul posto i vantaggi sono maggiori della pura vendita (il cd. “ritiro dedicato” di cui ormai non si parla più) perchè “porta in compensazione” immissioni e prelievi attribuendo per l’energia immessa in rete un valore maggiore del suo semplice prezzo di mercato. Lo scambio sul posto, però, ha dei costi amministrativi fissi che, sulle piccole quantità, vanno ad incidere su parte del guadagno.

Per approfondire lo scambio sul posto leggi qui la guida completa.

 

Questi calcoli sono chiaramente molto indicativi, ma sono rappresentativi della convenienza che possono avere gli impianti fotovoltaici installati sui tetti di case e aziende. Ecco perchè mettere fotovoltaico non è un costo, ma un investimento.

Con una spesa di circa 9 mila euro realizzo un impianto che, tra risparmi immediati in bolletta ed il meccanismo di compensazione dello scambio sul posto, porta ad introiti diretti di almeno 14.000 euro.

Un ultima considerazione che non tutti fanno è la seguente: il risparmio ottenibile autoproducendo energia pulita per soddisfare parte del proprio fabbisogno è proporzionale all’aumento del prezzo del kwh in bolletta per i prossimi 25 anni.
Com’è ovvio, più il costo del kWh in bolletta aumenta negli anni, più saranno significativi i benefici ottenibili con l’autoproduzione.

 

Come si abbassano i tempi di ammortizzo degli impianti fotovoltaici?

Gli impianti fotovoltaici durano 20-25 anni e mediamente i loro costi vengono ammortizzati in 7-10 anni.
I tempi di ammortamento diminuiscono sensibilmente in relazione ad almeno due fattori:

  • aumentando per quanto possibile la quota di autoconsumo istantaneo (caso utile soprattutto alle aziende che svolgono attività diurne),
  • sfruttando le detrazioni fiscali al 50 per cento per gli impianti fotovoltaici al servizio delle abitazioni. Gli sgravi, ricordiamolo, sono fruibili dai privati e restituiscono in 10 anni la metà dei costi sostenuti per l’installazione.

I primi anni di funzionamento, dunque, l’impianto ripagherà i costi sostenuti. Negli anni rimanenti l’impianto continuerà a garantire risparmi in bolletta grazie all’autoconsumo e introiti (sarebbe meglio dire “rimborsi”) su tutta l’energia non utilizzata e immessa in rete. Questo grazie al meccanismo di compensazione dello scambio sul posto.

Ecco perchè il fotovoltaico oggi, a conti fatti, potremmo definirla un’operazione “a costo zero”: perchè, per le case come per le aziende, come ogni investimento prevede un ben preciso piano di ammortamento.

Per vedere cosa è il piano di ammortamento di un impianto fv leggi questo articolo.

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6 Commenti

  1. Aspirapolvere, il 29 luglio 2014 ore 14:21

    Vorrei installare un impianto fotovoltaico con batterie per potere consumare la mia energia anche quando è sera. E’ un’opzione conveniente? Si può fare?
    Sara

    • Alessandro F., il 29 luglio 2014 ore 14:28

      ciao sara, un impianto fotovoltaico con accumulo tramite batterie pari a 9 kwh costa, ho visto oggi, sui 5.000 euro più manodopera+iva. Con le detrazioni fiscali i costi effettivi diminuiscono del 50%. A queste condizioni è sicuramente un’opzione già conveniente che si ammortizza in pochi anni riducendo le bollette anche del 100% in alcuni periodi/giorni dell’anno.

      • giampaolo, il 4 agosto 2014 ore 12:33

        ciao mi mandi tutte le coordinate per questa spesa di 5000 euto con 9 kw di produzione e accumulo a me costerebbe almeno 12.000 euro sono disposto a cambiare dittà

        • Alessandro F., il 4 agosto 2014 ore 17:34

          i 9 kwh sono di accumulo, non di produzione dell’impianto.
          Comunque sui listini che mi arrivano dai distributori ci sono già prezzi attorno a queste cifre (ovviamente: iva, manodopera, pratiche, progettazione, ecc.. esclusi).

  2. Giuseppe, il 21 maggio 2016 ore 05:34

    Io ho una casa con un tetto pressapoco di 200 mq spiovente , e vorrei eliminare la bolletta della luce completamente . C’è la faccio ?
    Tra premettere che la
    Casa e una bifamiliare … E abito a Palermo dove 9 mesi L anno c’è sole e caldo !

    • Alessandro F., il 23 maggio 2016 ore 14:22

      Per farcela probabilmente dovresti spendere molto per sistemi di accumulo.. che in alcune stagioni/periodi sarebbero un poco sovra-dimensionati ed in altre sottodimensionati. Tutto dipende da modalità e quantità di consumo.
      Per ora a mio parere la soluzione ottimale rimane, in generale, una soluzione ibrida: fv + piccolo accumulo + scambio sul posto con la rete. In questo modo riduci al minimo necessario il costo dell’accumulo, sfrutti la rete per non sprecare il sorappiù di energia e rimani sempre coperto sul fabbisogno.

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