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Fotovoltaico e fonti rinnovabili: articoli in evidenza

Lo scambio sul posto fotovoltaico: guida completa

Lo scambio sul posto fotovoltaico: guida completa
Il fotovoltaico dopo gli incentivi : quali forme di incentivazione Con la nuova politica del fotovoltaico “oltre gli incentivi”, oltre alla possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali sul 50% delle spese sostenute per l’installazione degli impianti domestici (al servizio di casa), il soggetto responsabile dell’impianto (chi firma la convenzione con il Gse, Gestore dei servizi energetici) ha la possibilità di scegliere tra tre ulteriori forme di valorizzazione economica dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico. Il titolare dell’impianto fotovoltaico può optare alternativamente tra: il meccanismo dello Scambio sul Posto (SSP) il Ritiro Dedicato (RID) la vendita dell’energia direttamente sul libero mercato elettrico (opzionabile per i grandi impianti che accedono alla borsa elettrica).   Escludendo la terza opzione, che è accessibile dalle grandi centrali elettriche, le scelte più diffuse e più vantaggiose per le utenze che consumano “in proprio” l’energia auto-prodotta, anche se in piccola parte, riguardano lo Scambio sul Posto ed il Ritiro Dedicato (o “vendita indiretta” dell’energia tramite il Gse). In questa guida, alcune delucidazioni sul meccanismo dello ssp. Vediamo: che cosa è come funziona per l’utente che decide di produrre e consumare energia autonomamente con un impianto fotovoltaico che cosa ci guadagna Prima di fare questo, però, è...

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Scambio sul posto

Scambio sul posto
Cosa è il meccanismo dello scambio sul posto fotovoltaico ? Innanzitutto: in questo link una guida completa, divisa in 7 articoli, per capirne il funzionamento con le modalità in vigore dal 2010 ed attive tutt’oggi. Dal 1 gennaio 2013 in realtà il meccanismo di rimborso è stato leggermente ‘semplificato’ dall’Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica ed  il Gas) per facilitare utenti ed operatori nel calcolo del contributo. Alcuni valori che prima erano il risultato di calcoli complessi, ora sono istituiti su base forfettaria, ma il funzionamento dello ssp, nonostante ciò, non è cambiato nella sostanza. Il meccanismo dello scambio sul posto non va confuso con gli incentivi, ormai terminati. Gli incentivi sono finiti, ma lo scambio sul posto è ancora opzionabile tra le possibilità di valorizzazione dell’energia immessa in rete dall’impianto fotovoltaico. Sono due cose diverse: il primo è un modello di valorizzazione dell’energia immessa in rete. I secondi erano una remunerazione “a fondo perduto” di tutta l’energia prodotta (immessa o non immessa in rete). Chi aveva scelto di accedere al quinto conto energia (basato su tariffe omnicomprensive e tariffe autoconsumo), ha rinunciato agli incentivi perchè le tariffe incentivanti del quinto conto energia non erano cumulabili con il “contributo in conto scambio”...

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Come fare un piccolo impianto fotovoltaico domestico con meno di 100 euro

Come fare un piccolo impianto fotovoltaico domestico con meno di 100 euro
Ecco un piccolo esperimento fotovoltaico micro-domestico e fai da tè. E’ possibile “fare in casa” un piccolo impianto fotovoltaico spendendo meno di 100 euro? Ecco un interessante esperimento energetico domestico realizzabile con un mini investimento, per la precisione: 98 euro, per acquistare tutte le componenti necessarie. L’impianto ovviamente sarà un piccolo impianto stand-alone e non potrà essere connesso in immissione alla rete elettrica. Nonostante ciò, grazie all’utilizzo di una batteria da 7Ah, potrà alimentare direttamente alcuni piccoli apparecchi o, con l’aggiunta di alcuni dispositivi, potrà essere di supporto all’impianto elettrico casalingo, riducendo i consumi in bolletta. In questo articolo spiegheremo passo passo come realizzare una piccola installazione fotovoltaica domestica low-cost acquistando e montando in autonomia tutti i materiali necessari. Sembra difficile, ma non è poi così complicato. L’unico accorgimento è che, parlando di corrente elettrica, bisogna avere le opportune precauzioni. Anche perchè il meccanismo è scalabile e, con gli opportuni accorgimenti, si può arrivare facilmente a maggiori potenze e intensità di energia in uscita. Attenzione , dunque. Ecco lo schema generale per il montaggio del mini impianto domestico. Nel nostro esperimento, si utilizzerà un piccolo pannello fotovoltaico monocristallino da soli 20 watt di potenza: un comune modulo di 47×34...

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Allacciamento impianto fotovoltaico in rete: costi e tempistiche di enel

Allacciamento impianto fotovoltaico in rete: costi e tempistiche di enel
L’allacciamento di un impianto fotovoltaico alla rete elettrica è sotto responsabilità di enel distribuzione, che gestisce e detiene il controllo delle reti elettriche locali in bassa tensione e che si occupa di installare i contatori. Quali sono i costi e le tempistiche di enel per allacciare il fotovoltaico in rete? Ogni impianto fotovoltaico che immetta energia rinnovabile in rete deve essere allacciato e connesso alla rete del sistema elettrico di distribuzione nazionale. Deve avere un allacciamento in immissione e prelievo con un unico punto di connessione alla rete. La connessione dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica, che nei casi più frequenti è l’allacciamento all’ Enel, deve tenere conto, come indicato dalle direttive europee, dei costi e dei vantaggi collettivi dell’uso delle fonti energetiche rinnovabili. Per questo un impianto da fonti rinnovabili ha sempre la priorità di connessione rispetto alle tradizionali fonti. Gli aspetti procedurali ed economici del collegamento alla rete sono definiti dall’Aeeg (Autorità per l’energia eletttrica e il Gas) in relazione al valore della potenza in immissione richiesta. Non conta tanto, quindi, la “potenza di picco” dell’impianto (es. 5 Kwp, 100 Kwp,…), ma il valore della potenza disponibile per l’ immissione di energia.   I Costi I costi si dividono...

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Il costo di un impianto fotovoltaico da 6 kw

Il costo di un impianto fotovoltaico da 6 kw
Chiariamo subito una cosa: il fotovoltaico non è un costo, ma un investimento. Quello che conta, come per ogni investimento, non è il prezzo, ma il tempo e la misura del ritorno economico. Questa regola vale per tutto: per le installazioni domestiche come per le installazioni industriali o per quelle prettamente “speculative”. Qui parliamo dei piccoli impianti. In genere un impianto fotovoltaico da 3 kw è sufficiente per una famiglia “standard” di 3-4 persone. Nel caso in cui, però, si voglia aumentare la capacità produttiva della propria abitazione, aumentando anche le quote di risparmio in bolletta, una famiglia, se ha spazio disponibile sul tetto di casa o in giardino, può optare per un impianto da 6 kw. Un impianto fotovoltaico da 6 kw realizzato sul classico tetto a falde occupa circa 50 metri quadrati: con un rettangolo libero di 10 metri per 5 si possono mettere pannelli per una produzione ben superiore (doppia) al fabbisogno di una famiglia “standard”.   Quanto produce un impianto da 6 kw? Un impianto da 6 kilowatt di potenza (di picco) produce mediamente, in Italia, circa 8.000 kwh/anno di energia pulita. Al sud questi 8.000 possono arrivare a circa 9.000 kwh/anno, anche se, ovviamente,...

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Impianto fotovoltaico da 3 kw: dimensioni e rendimenti

Impianto fotovoltaico da 3 kw: dimensioni e rendimenti
Un impianto fotovoltaico da 3 kw messo sul tetto di casa ci aiuta a risparmiare in bolletta. Ma quanto spazio occupa? Il mio tetto è adatto ad ospitare un impianto? E soprattutto: quanto produrrà questo impianto negli anni? Quando si parla di impianti solari famigliari domestici, si parla in genere di un impianto fotovoltaico da 3 kw di potenza di picco. 3 kilowatt (3mila watt) sono infatti sufficienti a coprire il fabbisogno medio di energia elettrica per una famiglia di 4 persone in Italia. La “questione chiave” del fotovoltaico, infatti, non è tanto la produzione (che è abbondante nelle giornate di sole e nelle ore “di picco”) ma l’accumulo temporaneo dell’energia prodotta per avere a disposizione elettricità pulita anche quando il fotovoltaico non produce. In altre parole: i consumi famigliari avvengono per tutta la giornata, in genere sono maggiori nelle ore serali, ma l’impianto produce solo nelle ore di sole. Durante questo periodo, dunque, l’impianto dovrà immettere in rete gran parte dell’energia prodotta. Queste immissioni vengono “rimborsate” con il meccanismo dello scambio sul posto (guarda qui un simulatore online). Grazie a questo meccanismo, ma soprattutto grazie alla possibilità di autoconsumare la ‘propria’ energia auto-prodotta, il fotovoltaico domestico è un’ottima...

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Autoconsumo e schema connessione impianto fotovoltaico

Autoconsumo e schema connessione impianto fotovoltaico
L’ autoconsumo in sito dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico è sempre il fattore di maggior risparmio per l’utente. Utenti dello scambio sul posto, superato nel quinto conto energia con un sistema incentivante premiante “omnicomprensivo”, lamentano che le bollette elettriche ricevute a seguito dell’installazione di un impianto fotovoltaico sono uguali, se non superiori, a quelle che ricevevano precedentemente alla installazione dell’impianto fotovoltaico (si veda per esempio questo commento).   In effetti un utente dello scambio sul posto che produce, autoproduce, energia elettrica, dovrebbe avere la possibilità prima di tutto di usufruire istantaneamente dell’energia elettrica auto-prodotta, prima che questa venga immessa in rete. Spesse volte così non è. Perchè?   A volte erroneamente le utenze vengono connesse alla rete elettrica nazionale attraverso uno schema di connessione errato ( o meglio: superato) che immette direttamente Tutta l’energia prodotta in rete, per poi riprelevarla dalla rete “istantaneamente” o al momento del bisogno. Secondo questo vecchio schema tutta l’energia autoprodotta viene conteggiata dal contatore bidirezionale in entrata e in uscita dalla rete (cfr. figura: M1). A sua volta, così, tutta questa energia auto-prodotta viene conteggiata in bolletta. Così non dovrebbe essere perchè bypassa il vantaggio ed il potenziale dell’ autoconsumo istantaneo.   Autoconsumo istantaneo :...

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Costo di un kit fotovoltaico al kilowatt

Costo di un kit fotovoltaico al kilowatt
Il costo di un kit fotovoltaico completo è in genere più conveniente per chi voglia realizzare la propria installazione ad un prezzo più accessibile. Acquistando direttamente il kit completo si può risparmiare, infatti, sui ricarichi di prezzo delle varie intermediazioni commerciali che si frappongono tra produttore e utente finale del fotovoltaico. Conviene di più incaricare una società che si occupa di tutto con servizio chiavi in mano (dalla fornitura al collaudo alle pratiche gse) , oppure conviene reperire autonomamente un kit fotovoltaico completo da far installare al proprio elettricista di fiducia? La risposta, come è ovvio, è che economicamente conviene la seconda alternativa, ma, come sempre quando si tratta di prendere in mano le cose, sarà quella più “laboriosa”. Oggi però abbiamo il web che può venirci in aiuto, se ben utilizzato, per ricercare il prezzo più consono per il proprio impianto fotovoltaico. Come sempre ciò che conta è il giusto rapporto qualità-prezzo. Acquistare “in proprio” un kit fotovoltaico completo ha un costo più accessibile rispetto al servizio “all inclusive” di installazione chiavi in mano. e può rappresentare una buona soluzione per realizzare a costi inferiori l’impianto fotovoltaico sul tetto di casa.   Quali sono i vantaggi dell’acquisto di un...

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Come scegliere le batterie più adatte al mio fotovoltaico [simulatore]

Come scegliere le batterie più adatte al mio fotovoltaico [simulatore]
Impianto fotovoltaico e batterie di accumulo elettrico, insieme, possono garantire un risparmio in bolletta che, in alcuni periodi dell’anno, arriva ad essere del 100%. Come scegliere le batterie più adatte? La “nuova era” del fotovoltaico è quella dei sistemi di accumulo tramite batterie. Un sistema di accumulo è un sistema che, per mezzo di accumulatori elettrici, raccoglie l’elettricità prodotta di giorno dal fotovoltaico (o eolico o altra fonte) per renderla disponibile la sera e la notte, quando il fotovoltaico non produce. Mettere i pannelli fotovoltaici e immagazzinare nelle batterie parte dell’energia prodotta di giorno, permette di avere a disposizione la “propria” energia pulita anche la sera, quando l’impianto non produce. E’ questo il modo migliore per sfruttare al massimo il proprio impianto e per aumentare al massimo l’autonomia dalla rete elettrica Enel. In termini più semplici. Di giorno l’impianto produce. L’energia prodotta viene in parte auto-consumata sul momento. In parte viene stoccata nelle batterie. La rimanenza, quando le batterie sono cariche, viene immessa in rete e pagata eventualmente con lo “scambio sul posto”. Di sera l’impianto non produce. L’energia di cui si ha bisogno viene prelevata dalle batterie (ricaricate durante il giorno). Quando le batterie sono scariche, l’impianto elettrico...

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Fotovoltaico: conviene sfruttare gli incentivi o la detrazione del 50% ?

Fotovoltaico: conviene sfruttare gli incentivi o la detrazione del 50% ?
La diminuzione dei prezzi degli impianti fotovoltaici, è ormai chiaro, permette di affermare che il fotovoltaico conviene ancora.  Conviene sfruttando gli incentivi attuali, ma, in alcune condizioni installative, conviene già anche senza gli incentivi. Al di là di questa diatriba tra incentivi e non-incentivi, che è poi il tema della grid parity, già oggi abbiamo la possibilità di bypassare gli incentivi (e tutti gli oneri burocratici che comportano) per accedere alla detrazione del 50% sui costi di realizzazione dell’impianto. La detrazione, che è quella prevista per le riqualificazioni edilizie, insieme alla possibilità di usufruire dello scambio sul posto può essere più conveniente rispetto agli incentivi. Questa possibilità (detrazione 50%+scambio sul posto) è già realmente competitiva col ritorno che si ha con gli incentivi del quinto conto energia. In questo articolo vediamo il perchè. Con l’approvazione e l’avvio del quinto conto energia, e con la recente modifica delle agevolazioni per chi ristruttura casa, molti operatori si stanno chiedendo se possa convenire di più rinunciare agli incentivi del quinto conto energia in favore di un piano di investimento che preveda la detrazione fiscale del 50% (elevata dal 36 al 50%) per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico con l’utilizzo del solo scambio sul...

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Fotovoltaico: prezzo di vendita energia in ritiro dedicato 2013

Fotovoltaico: prezzo di vendita energia in ritiro dedicato 2013
Anche per il 2013 l’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica ed il gas) ha pubblicato, come ogni anno, l’aggiornamento del prezzo dell’energia fotovoltaica venduta al Gse col meccanismo del ritiro dedicato. Per il fotovoltaico l’adesione del produttore al ritiro dedicato, ricordiamolo, è alternativa allo Scambio sul Posto ed al Quinto Conto Energia. Il produttore/venditore in ritiro dedicato può, d’altronde, usufruire delle detrazioni fiscali del 50% del costo dell’impianto, fino al 31 dicembre 2014. Il titolare dell’impianto fotovoltaico in regime di ritiro dedicato può, da un lato, beneficiare dell’autoconsumo istantaneo e, dall’altro lato, vendere alla rete con prezzi minimi garantiti tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata e immessa nella rete elettrica nazionale. I prezzi minimi garantiti è il prezzo di vendita (minimo e garantito, appunto), fissato dall’Autorità, con il quale i titolari degli impianti fotovoltaici vendono l’energia prodotta al Gse ed alla rete elettrica nazionale. Gli impianti fotovoltaici in regime di ritiro dedicato, ovvero con il meccanismo della vendita indiretta dell’ energia al Gse (Gestore dei Servizi Energetici), godono di particolari tariffe minime garantite di ritiro, di vendita, dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete: i prezzi minimi garantiti. Con Delibera dell’Aeeg sono definiti annualmente i prezzi di ritiro (da parte di Gse) dell’energia...

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Fotovoltaico e accumulatori di energia: quanto si risparmia con l’autoconsumo?

Fotovoltaico e accumulatori di energia: quanto si risparmia con l’autoconsumo?
Fotovoltaico ed accumulatori di energia: il risparmio ottenibile per mezzo delle batterie di accumulo c’è, ed è misurabile. Quanto si risparmia col sistema fotovoltaico+batterie? Come sempre la risposta non è univoca perchè, com’è ovvio, dipende da un elemento fondamentale: il costo delle batterie. Il prezzo dell’accumulo energetico (il costo delle batterie) deve essere sufficientemente basso per essere ammortizzato dal maggior autoconsumo. Il principio è semplice: più si aumenta l’autoproduzione e l’autoconsumo più si risparmia sui costi di rete. Quando si acquista energia elettrica dalla rete, infatti, si pagano parecchi costi fissi legati alla distribuzione, al dispacciamento, agli oneri, alle imposte, ecc… Questi costi “accessori” fanno lievitare la spesa energetica a più del valore della “mera” energia che viene utilizzata. Così, ad esempio, 1.000 kWh acquistati dal proprio operatore elettrico costeranno almeno 200-250 euro, autoprodurli invece col fotovoltaico può avere un costo inferiore agli 8 centesimi per kwh che, con le detrazioni fiscali, può scendere a meno di 5 centesimi per kwh. Ecco il vantaggio dell’autoconsumo: invece di avere elettricità al costo di 20-30 centesimi per kwh, la si “crea” al costo di 8 centesimi per kilowattora. Come si intuisce, dunque, quando si parla di energia fotovoltaica o da fonti...

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La tassazione sul fotovoltaico: iva e irpef

La tassazione sul fotovoltaico: iva e irpef
Chi ha intenzione di installare un impianto fotovoltaico per usufruire dei benefici dell’autoconsumo e dello scambio sul posto deve considerare, nel calcolo dei guadagni e dei risparmi generati dall’impianto, che l’energia autoprodotta ed autoconsumata, ovviamente non è tassata, ma l’energia che viene “retribuita” dal Gse, viene in parte tassata. “In parte” perchè non tutti i rimborsi sono sottoposti ad imposta. Qual è la tassazione sul fotovoltaico?   La tassazione sugli introiti del fotovoltaico La questione della tassazione sul fotovoltaico, o meglio sugli introiti generati con lo scambio sul posto, è una questione tutto sommato semplice, ma poche volte c’è la chiarezza sufficiente a capire bene il meccanismo perchè non si conosce il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto. Se pensiamo ai grandi impianti fotovoltaici che vendono energia alla rete in “ritiro dedicato” (tramite il Gse) o direttamente sul “libero” mercato (tramite la cd. “borsa elettrica”) la tassazione incide in maniera rilevante sulla produzione dei profitti. In questo caso la tassazione è quella tipica di ogni attività commerciale. Se pensiamo invece ai piccoli impianti che lavorano per lo più in autoconsumo e in scambio sul posto, la tassazione sul fotovoltaico è semplice da comprendere, se si comprende come funzionano i...

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