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Quanto viene pagata l’ energia prodotta dal fotovoltaico ?

22 luglio 2016
Voto:4/5 (7 voti)

L’energia prodotta dal fotovoltaico, quanto viene pagata? Si tratta di una domanda che spesso viene posta da chi ha già un impianto fotovoltaico, o da chi vuole realizzarlo.

Il prezzo di cessione dell’elettricità prodotta dal proprio sistema fotovoltaico e immessa in rete è tra i fattori che maggiormente influenzano la scelta di installare i pannelli fotovoltaici sul tetto della propria casa, della propria azienda o del proprio capannone. Quantificare un “prezzo di cessione”, e quindi il guadagno diretto del fotovoltaico, non è sempre facile, ma consultando attentamente la normativa sullo Scambio sul Posto è possibile calcolare una stima attendibile per capire quanto viene pagata l’energia generata dal proprio impianto fotovoltaico. In ogni caso oggi, la fonte di maggior ricavo, non è la cessione in rete, ma l’autoconsumo che genera risparmio in bolletta.

 

Da cosa dipende oggi la buona riuscita dell’investimento fotovoltaico?

quanto viene pagata energia fotovoltaico

Oggi la buona riuscita dell’investimento fotovoltaico dipende da due principali fattori:

  • quanto riesco ad autoconsumare,
  • e da quanto viene pagata l’energia prodotta “in proprio”: l’energia che non riesco ad autoconsumare, ma che immetto nella rete Enel.

Il GSE è Gestore dei Servizi Energetici, l’ente che gestisce lo Scambio sul Posto ed il Ritiro Dedicato. Il prezzo riconosciuto dal Gse, la quantità di energia ceduta alla rete e la quantità di elettricità autoconsumata influenzano i tempi di ritorno economico dall’investimento e la convenienza economica dell’intera operazione. Per questo motivo è fondamentale avere le idee chiare non solo su quanto viene pagata l’energia prodotta dal fotovoltaico, ma anche su quanto si prevede di autoconsumare e di immettere in rete.

Iniziamo subito con una precisazione: in tempi di incentivi l’energia immessa in rete veniva pagata con cifre “molto generose”. Oggi la quota energia prodotta e immessa in rete dagli impianti fotovoltaici viene pagata “almeno” al suo corrente prezzo di mercato. “Almeno” perchè lo scambio sul posto permette di remunerare anche diversi costi “accessori” pagati sui kWh prelevati dalla rete Enel.

Oggi come allora l’energia che viene pagata dal Gse all’utente-produttore è solo quella che viene immessa in rete, cioè quella non immediatamente auto-consumata. I kwh pagati dal gestore di rete vengono calcolati sulla base delle misurazioni rilevate dal contatore “di scambio”, cioè quello che collega l’impianto alla rete pubblica e che conteggia i chilowattora immessi in rete e prelevati dalla rete nelle diverse fasce orarie.

 

Quali alternative abbiamo per farci pagare l’energia immessa in rete?

Teoricamente tutti i possessori di impianti fotovoltaici possono stipulare col Gse due tipi alternativi di convenzione:

  • lo Scambio sul Posto (SSP)
  • o il Ritiro Dedicato (RID)

Il primo permette di compensare parzialmente il costo dei kwh immessi in rete con i kwh prelevati dalla rete e pagati in bolletta. Lo scambio sul posto permette, in poche parole, di ottenere un rimborso parziale delle bollette elettriche pagate durante l’anno al proprio fornitore. Questo tipo di convenzione è adatto per chi “fa autoconsumo”, anche minimo.

Il secondo tipo di convenzione, il Ritiro Dedicato, permette invece di vendere direttamente la propria energia al Gse con il meccanismo dei “Prezzi Minimi Garantiti”. Questo meccanismo, fino a qualche anno fa, era particolarmente tutelante anche per i piccoli e medi produttori che installavano impianti senza autoconsumo. Oggi, a seguito delle nuove delibere dell’Autorità, il Ritiro Dedicato non è più conveniente, se non per i grandi impianti che “non fanno autoconsumo” e che vengono realizzati a prezzi veramente bassi. Impianti, insomma, che riescono a sfruttare bene le economie di scala.

 

Quanto viene pagata l’energia prodotta dal fotovoltaico in Scambio sul Posto

Con lo scambio sul posto l’energia viene pagata, di base, al suo prezzo di mercato. A questo viene aggiunto, per tutta l’energia scambiata, il valore di alcuni oneri e servizi ad essa associati: alcuni costi di distribuzione, dispacciamento, oneri e servizi.

Il valore degli oneri e dei servizi viene riconosciuto nei limiti dell’energia scambiata con la rete. L’energia scambiata con la rete è la quantità minima tra l’energia immessa e l’energia prelevata dalla rete.

Chiariamo con un piccolo esempio: se l’energia immessa in un anno è di 2.000 kWh e l’energia prelevata è di 700 kWh, l’energia scambiata con la rete è pari a 700 kWh.

Con lo Scambio sul Posto vengono rimborsati i 700 kWh di energia scambiati con la rete (che è il valore minimo tra l’immesso ed il prelevato).

Oltre a questi 700 kWh, riconosciuti e pagati a prezzo di mercato, vengono rimborsati alcuni servizi di distribuzione, dispacciamento ed oneri relativi ai 700 kWh scambiati con la rete. E’ questa la peculiarità che rende lo scambio sul posto più conveniente rispetto al ritiro dedicato.

Il “prezzo di mercato” dell’energia a cui il contributo fa riferimento è il PUN, Prezzo Unico Nazionale, cioè una media geografica ed oraria dei prezzi rilevati sulla Borsa Elettrica. Infatti i prezzi di mercato si formano e fluttuano “in tempo reale” e vengono “definiti” in base alle zone geografiche ed in base alle fasce orarie di acquisto e vendita.

 

Qual è il prezzo unico nazionale – PUN ?

Solo per avere un’idea indicativa: attualmente il prezzo del kWh elettrico, e quindi anche il prezzo dell’energia prodotta dal fotovoltaico, fluttua tra i 4 ed i 6 centesimi per kWh, con punte, in alcuni orari ed in alcune regioni, fino a circa 8 cent€/kWh.

Questa, ribadiamo, è la sola quota energia. Con lo scambio sul posto vengono rimborsati anche alcuni servizi normalmente pagati in bolletta, nei limiti dell’energia scambiata (come specificato nell’esempio sopra).

Mediamente l’energia scambiata viene remunerata al 50-60% di quanto viene pagata in bolletta.

Oltre il 30% della bolletta è costituito da imposte e tasse (che ovviamente non vengono rimborsate con il contributo dello scambio sul posto).
Un altro 30% è invece costituito da Oneri Generali di Sistema e Servizi, che vengono in parte rimborsati dallo scambio sul posto.

 

Per ulteriori approfondimenti sullo scambio sul posto:

 

Quanto viene pagata l’energia prodotta dal fotovoltaico in ritiro dedicato

Come dicevamo, oggi ormai il Ritiro Dedicato non è più una formula tutelante per gran parte degli impianti.
Il meccanismo è ben più semplice da comprendere rispetto allo Scambio sul Posto.

Anche in questo caso tutta l’energia prodotta e NON istantaneamente consumata viene immessa in rete. Tutta questa energia, però, viene pagata dal Gse con delle tariffe minime garantite definite ogni anno come da delibera Aeegsi.

Il “prezzo minimo garantito” è una soglia di prezzo minima per il ritiro dell’energia da parte del gestore energetico (Gse):

  • se i prezzi di mercato, che sono fluttuanti, sono superiori al “prezzo minimo garantito”, l’energia viene pagata al titolare impianto al prezzo di mercato;
  • se i prezzi di mercato scendono al di sotto del “prezzo minimo garantito”, l’energia viene monetizzata al valore di quest’ultimo.

La convenienza di questo meccanismo dipende tutta dalla soglia “tutelante” stabilita dai Prezzi Minimi Garantiti.

 

A quanto ammontano i prezzi minimi garantiti per il Ritiro Dedicato per il 2016?

Il prezzo minimo garantito definito dall’Autorità per l’Energia per il 2016 per il Solare Fotovoltaico è di 0,039 €/kWh. Il prezzo, di circa 4 centesimi per kWh, è il prezzo minimo riconosciuto per una quantità di energia ceduta in rete fino a circa 1.500.000 kWh/anno.

Il prezzo garantito è al di sotto dell’attuale prezzo medio di mercato, per questo è attualmente molto poco “tutelante”.

Se il prezzo di mercato dell’energia (sulla borsa elettrica) scende sotto ai 3,9 centesimi per kWh il prezzo riconosciuto non scenderà al di sotto di questa “soglia di tutela” dei 3,9 centesimi.

 

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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