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Fasce orarie dei prezzi dell’ energia elettrica

Ultimo aggiornamento: 3-9-2015
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Forse non tutti lo sanno, ma il costo dell’energia “all’ingrosso” in Italia varia a seconda dell’orario in cui viene richiesta. In realtà il prezzo è fluttuante e si forma in maniera dinamica in base alle leggi della domanda e dell’offerta. Questa fluttuazione dei prezzi sulla borsa elettrica ha i suoi riscontri sulle tariffe elettriche che paghiamo in bolletta. Quali sono le fasce orarie dei prezzi dell’energia elettrica che paghiamo in bolletta? Oggi il mercato dell’energia è liberalizzato, ogni società di vendita stabilisce termini e condizioni di vendita. Gli utenti che, però, ancora non hanno optato per il “libero mercato” aderiscono ancora alle tariffe Aeegi del cd. “mercato tutelato”. Queste tariffe “tutelate” sono differenziate per fasce orarie di consumo dell’utente finale.

L’energia elettrica durante il giorno, dicevamo, non ha sempre lo stesso prezzo, perchè la formazione del prezzo, come in ogni mercato non vincolato, dipende dalle dinamiche della domanda e dell’offerta. Dunque: il costo dell’energia elettrica all’ingrosso varia sulle 24 ore in base alle fasce orarie di produzione e consumo.

Seguendo questo meccanismo, dunque, il prezzo di acquisto all’ingrosso sulla borsa elettrica sale e scende in ore differenti della giornata, seguendo il flusso di produzione e consumo. Il costo dell’energia cambia non solo in base all’orario, ma varia anche in base alle Regioni di riferimento del mercato. Ecco perchè il prezzo dell’elettricità viene definito come prezzo zonale orario. La media di tutti i prezzi zonali orari (al netto dei pompaggi e degli acquisti esteri) è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale.

 

Perchè il costo dell’energia cambia nelle diverse ore della giornata?

Il motivo è molto semplice: la domanda di elettricità non è la stessa in tutte le ore del giorno e della notte. Nelle ore di picco della richiesta devono essere messi in funzione più impianti di generazione (che sono per lo più ancora a gas a ciclo combinato) che fanno salire il prezzo di vendita dell’energia sul mercato elettrico.

Una piccola nota tecnica: le centrali a gas hanno elevati costi di avvio e costi fissi di mantenimento per questo, quando vengono attivate, devono produrre una quantità di energia sufficiente almeno a ripagare questi costi. Se ciò non avviene il prezzo di vendita dell’energia aumenta e l’operazione diventa anti-economica.

Come dicevamo il prezzo è regolato dalle leggi della domanda e dell’offerta: ad un surplus di domanda rispetto all’offerta corrisponde l’aumento del prezzo. Ad un eccesso di offerta il prezzo, invece, tende a diminuire fino ad arrivare ad un prezzo di equilibrio.

Durante i giorni infrasettimanali, quando le attività lavorative diurne aumentano al massimo il consumo energetico nazionale, l’elettricità prodotta dalle “fonti convenzionali”, le centrali termoelettriche, ha un costo maggiore perchè è la “domanda” di energia a trainare l’offerta. Di sera e di notte, quando la domanda è al minimo, il prezzo dell’elettricità scende perchè diventa un bene relativamente abbondante rispetto alla richiesta del momento.

 

Come il fotovoltaico modifica il prezzo dell’energia all’ingrosso nelle diverse fasce orarie

fasce orarie prezzi energia elettrica

Gli impianti fotovoltaici, producendo molta energia di giorno, condizionano il meccanismo dei prezzi nelle diverse fasce orarie. Con l’avvento del fotovoltaico nel mix energetico nazionale queste dinamiche del mercato elettrico vengono modificate perchè la produzione fotovoltaica è maggiore proprio nei momenti di maggiore richiesta di elettricità: di giorno, con tutti gli impianti fotovoltaici in funzione, l’offerta di energia a basso costo è abbondante sul mercato. Ecco perchè il fotovoltaico contribuisce a ridurre le fluttuazioni del prezzo dell’energia elettrica.

In fascia diurna il fotovoltaico nazionale immette in rete molta più energia a basso costo. Questa disponibilità aggiuntiva di energia fa abbassare il prezzo energetico in fascia diurna.

 

Tralasciamo per ora l’incidenza positiva del fotovoltaico sul costo dell’energia per gli utenti finali.

La “Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas” ha tariffe elettriche sul mercato tutelato differenziate secondo 3 differenti fasce orarie di consumo: la fascia ad alto costo (F1), la fascia a medio costo (F2), e la fascia a basso costo (F3).

Allo stesso modo le offerte commerciali di diversi altri fornitori elettrici privati prevedono spesso tariffe differenziate secondo queste stesse fasce di costo.

L’effetto delle fasce orarie dei costi dell’energia elettrica, per il gestore di rete, è anche quello di riequilibrare i carichi di rete, riducendo i picchi di tensione diurni per ridistribuire i carichi anche nelle fasce orarie meno sovraccariche.

 

Le fasce orarie dei prezzi dell’energia elettrica

Ecco la tabella delle fasce orarie dei prezzi dell’elettricità utilizzate dalla “Autorità per l’energia elettrica ed il gas” per definire le proprie tariffe elettriche. Queste sono le tre fasce orarie nelle quali l’energia ha costi differenti:

 

Fasce orarie dei prezzi energia elettrica definite dall'AEEG

Fasce orarie dei prezzi dell’ elettricità (F1 , F2 , F3)

 

  • F1: fascia più costosa per le utenze domestiche. Corrisponde agli orari in cui l’energia è utilizzata per lo più dalle attività produttive. Corrisponde infatti agli orari lavorativi: dal lunedì al venerdi dalle 8.00 alle 19.00. La fascia F1 corrisponde al picco di carico della rete e per questo è la fascia più costosa (anche se gli impianti fotovoltaici, che producono molto in questi orari, condizionano molto i prezzi in fascia F1).
  • F2: fascia di costo medio per le utenze domestiche.  Corrisponde agli orari in cui l’elettricità viene utilizzata tipicamente da alcune attività produttive e da alcune utenze domestiche. Nei giorni infrasettimanali è dalle 7.00 alle 8.00 del mattino e dalle 19.00 alle 23.00. Il sabato va dalle 7.00 del mattino alle 23.00.
  • F3: fascia più economica. Corrisponde agli orari in cui l’energia viene consumata per lo più dalle utenze domestiche e le attività produttive sono inattive. In fascia F3 la disponibilità di energia sulla rete è molto superiore alla domanda istantanea, per questo motivo i prezzi sono più economici. La fascia F3 corrisponde dal lunedì al sabato alle ore notturne dalle 23.00 alle 7.00 del mattino. La domenica e festivi, invece, è estesa sulle 24 ore.

 

Nelle bollette delle utenze domestiche dell’Aeeg sul mercato tutelato le fasce orarie F2 e F3 vengono accorpate in un’unica tariffa F2-3.

 

Col fotovoltaico, in quali fasce orarie conviene consumare energia?

Con l’utilizzo di un impianto fotovoltaico domestico o aziendale si ha la possibilità di autoprodurre parte del proprio fabbisogno in maniera istantanea nelle ore diurne. Ogni impianto fotovoltaico è produttivo solo nelle ore diurne e, se non si hanno propri sistemi di stoccaggio (batterie), conviene consumare nel momento stesso della generazione fotovoltaica per evitare il prelievo dalla rete enel.

Con un impianto fotovoltaico conviene, dunque, attivare i consumi elettrici nelle fasce orarie diurne, che sono tipicamente le fasce più costose per chi acquista energia in bolletta. Se l’impianto è in funzione e riesce a garantire parte del fabbisogno istantaneo permette di azzerare, in alcuni momenti, i prelievi di rete.

Per massimizzare l’autoconsumo “in sito”, dunque, può essere opportuno spostare in consumi in fascia diurna, orario di massimo irraggiamento solare, per utilizzare la propria energia nel momento stesso della produzione.

Se, invece, si preleva elettricità dalla rete, è meglio prelevarla, per quanto possibile, nelle ore serali e notturne, nei sabati, domeniche e festivi perchè in questi momenti si beneficia ancora di tariffe più convenienti. Ogni operatore elettrico ha facoltà di proporre le proprie tariffe commerciali, ma, in ogni caso, per chi ha un impianto fotovoltaico è sconsigliabile optare per tariffe flat o tariffe forfetarie fisse mensili, proprio perchè, nei mesi estivi dell’anno, il prelievo di rete sarà il 70% in meno rispetto ai mesi invernali.

 

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14 Commenti

  1. auleia, il 2 settembre 2014 ore 20:57

    potreste consigliarmi un foglio di calcolo o un’applicazione android, per inserire i dati dei contatori di scambio e di produzione? grazie.

  2. auleia, il 16 settembre 2014 ore 07:07

    La tabella in F1 è sbagliata, non finisce alle 18.

    • Alessandro F., il 16 settembre 2014 ore 12:33

      infatti, la tabella indica che finisce alle 19 (però ho sbagliato a scrivere io… corretto! grazie)

      • auleia, il 16 settembre 2014 ore 12:35

        La tabella si ferma alle 18.

        • claudio, il 13 ottobre 2014 ore 21:37

          La fascia F1 comprende “tutto lo spazio orizzontale” della casella contrassegnata con il numero 18 … ciò significa che è tutta compresa ovvero la fascia F1 finisce alle 18h 59′ 59” (e 99 centesimi ecc…) dalle ore 19:00 inizia la fascia F2 ….. ;)
          Ciao.

  3. bernardo verre, il 20 aprile 2015 ore 07:15

    via roma n.3o io sto pagando troppi soldi di energia come devo fare per ridurre la bolletta di energia

  4. Daniela, il 18 luglio 2015 ore 11:30

    Buongiorno, premetto che sono assolutamente ignorante in materia quindi perdonatemi per la domanda “sciocca”. Abbiamo appena messo in funzione i pannelli fotovoltaici da 1.5 kw nominali, acquistati insieme alla casa di nuova costruzione. Io ho sempre utilizzato l’energia nelle fasce F2 e F3 ma come descritto in numerosi post e come suggerito dall’ENEL stessa, con i pannelli dovrebbe essere più conveniente l’autoconsumo e quindi utilizzare l’energia prodotta nella fascia diurna, corrispondente alla F1. Dal momento che la potenza nominale massima prodotta dai miei pannelli è di solo 1,5 Kw è davvero conveniente per me consumare in fascia F1? Accendendo ad esempio la lavatrice a 60° oppure la lavastoviglie (anche non contemporaneamente) non rischio di richiedere un assorbimento che va oltre quando prodotto dai pannelli, pagando quindi la differenza a tariffa più elevata di quanto avrei pagato in F2 o F3, pur senza utilizzare l’autoproduzione? Spero di esser stata chiara..
    Grazie a chi potrà rispondermi.
    Daniela da Torino

    • Alessandro F., il 20 luglio 2015 ore 13:15

      Nel tuo caso specifico il dubbio è legittimo.
      Se c’è differenza, in positivo o in negativo, dipende comunque dalla tua attuale condizione tariffaria. In ogni caso credo che la differenza sia minima e bisognerebbe fare due conti.
      Comunque lo scambio sul posto non credo che risulti, neanche in questo caso, più conveniente rispetto all’autoconsumo diurno, seppur come semplice integrazione del prelievo di rete.

  5. Mafalda, il 28 luglio 2015 ore 11:28

    Bungiorno a tutt*,
    anch’io ho una domanda “banale”: ho installato un impianto da 4kw, ma ho un contratto col fornitore che è a fasce. Conviene disdirlo e aderire ad altra forma? Quale? Oppure è sufficiente consumare in ore diurne, e mantenere il contratto per le esigenze invernali (minor insolazione)? Grazie per le risposte
    Mafalda

    • Alessandro F., il 29 luglio 2015 ore 16:23

      Ciao, visto che prelevi per lo più di sera (di giorno hai il fotovoltaico) conviene di più avere tariffe elettriche inferiori nelle ore serali/notturne. In ogni caso dai priorità all’autoconsumo.

  6. Mario Pagnanelli, il 20 febbraio 2017 ore 23:33

    Attenzione…
    (copio e incollo dall’ultimo trafiletto di “Perchè il costo dell’energia cambia nelle diverse ore della giornata?”)

    “Durante i giorni infrasettimanali, quando le attività lavorative e diurne aumentano al massimo il consumo energetico, l’elettricità ha un costo maggiore perchè è l’offerta a trainare la domanda.”

    Ho chiesto anche a mia mglie, insegnante di Economia… ovviamente la frase è capovolta…
    sarà la DOMANDA a trainare l’offerta !

    ………………

    Suggerisco di spiegare meglio il motivo per cui l’autoconsumo conviene a chi ha un FV,
    e che non è ststo menzionato in modo esplicito:
    LE TASSE !
    Sull’energia che preleviamo paghiamo anche le tasse, il dispacciamento, l’ IVA….
    ma su quella che imettiamo in rete ci pagano solo la quota ENERGIA.

    ………………..

    Suggerisco anche quanto dia indegno da parte del gestore l’attuale sistema delle fasce orarie.
    Per quanto detto sopra, anche se apparentemente c’è una certa differenza di prezzo sulla quota energia fra le diverse fasce, al lato pratico questa è solo di un 15%.
    Proprio perchè giorno e notte il prezzo del “dispacciamento” viene mantenuta invariata,
    e soprattutto, la quota dispacciamento è altissima, quasi pari alla stessa quota energia.
    Chi ha deciso questo?
    Come si può pensare che venga efficacemente incentivato il consumo notturno, se al lato pratico una vera differenza di prezzo non c’è?
    Se si volesse fare una cosa giusta, il prezzo notturno FINITO dovrebbe essere la metà di quello diurno.
    Così come stanno le cose, abbiamo solamenmte un sistema che ci fa sprecare tantissima energia in fascia notturna che rimane inutilizzata.

    ……………..

    Altra cosa assurda: che senso ha che “possiamo scegliere” se aderire a una tariffa monoraria o bioraria?
    Come se scegliessimo noi a che ora sono i picchi di consumo…
    Quando erano a fasce orarie le bollette telefoniche… potevamo forse scegliere?

    • Alessandro F., il 21 febbraio 2017 ore 12:09

      Ciao Mario, grazie per la segnalazione. Ovviamente la frase era capovolta.

      L’autoconsumo per chi ha il fotovoltaico conviene, certo, soprattutto per le tasse. Lo scambio sul posto, infatti, ti rimborsa solo parte dei servizi e non ti rimborsa Iva e addizionali pagate in bolletta. Il contributo dello scambio sul posto, comunque, parte dei costi dei servizi te li rimborsa (in proporzione ai prelievi che hai effettuato dalla rete). Quelle che vengono pagate, secondo me, in maniera veramente IMPARI sono solo le Eccedenze, il surplus dell’energia immessa rispetto a quella prelevata.

      Per inciso: sarebbe veramente una bella proposta quella di detassare in parte i prelievi di energia per i piccoli produttori da fonti rinnovabili.. ma allo stato attuale mi sembra ancora una proposta inverosimile.

      La scelta tra tariffa monoraria e bioraria, secondo me, aveva un suo senso prima. Man mano che le centrali fotovoltaiche si sono diffuse (e si diffonderanno) la produzione diurna di energia, soprattutto nei mesi estivi, è sempre più abbondante e quindi “conveniente” e va a mitigare la differenza di prezzo rispetto alla generazione “notturna”.

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