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Costo di un kit fotovoltaico al kilowatt

10 settembre 2015
Voto:4/5 (23 voti)

Il costo di un kit fotovoltaico completo è in genere più conveniente per chi voglia realizzare la propria installazione ad un prezzo più accessibile. Acquistando direttamente il kit completo si può risparmiare, infatti, sui ricarichi di prezzo delle varie intermediazioni commerciali che si frappongono tra produttore e utente finale del fotovoltaico.

Conviene di più incaricare una società che si occupa di tutto con servizio chiavi in mano (dalla fornitura al collaudo alle pratiche gse) , oppure conviene reperire autonomamente un kit fotovoltaico completo da far installare al proprio elettricista di fiducia?

La risposta, come è ovvio, è che economicamente conviene la seconda alternativa, ma, come sempre quando si tratta di prendere in mano le cose, sarà quella più “laboriosa”. Oggi però abbiamo il web che può venirci in aiuto, se ben utilizzato, per ricercare il prezzo più consono per il proprio impianto fotovoltaico. Come sempre ciò che conta è il giusto rapporto qualità-prezzo.

Acquistare “in proprio” un kit fotovoltaico completo ha un costo più accessibile rispetto al servizio “all inclusive” di installazione chiavi in mano. e può rappresentare una buona soluzione per realizzare a costi inferiori l’impianto fotovoltaico sul tetto di casa.

 

Quali sono i vantaggi dell’acquisto di un kit fotovoltaico “all inclusive” rispetto all’installazione “chiavi in mano”?

A differenza del servizio completo di installazione “chiavi in mano”, l’acquisto “in proprio” di un kit fotovoltaico può essere la soluzione conveniente per le piccole installazioni fotovoltaiche “standard”. Diciamo: entro i 20 kw di potenza o entro i 150 metri quadrati di superficie su tetto a falde inclinate. L’acquisto “in proprio” di un kit fotovoltaico potrà dunque essere una soluzione adottabile anche sui tetti delle piccole aziende manifatturiere e commerciali di cui è pieno il centro e nord Italia.

Con un kit fotovoltaico puoi acquistare direttamente i componenti necessari a realizzare il tuo impianto fotovoltaico in un un’unico pacchetto. Acquistando “in proprio” un kit completo fotovoltaico, magari con un piccolo sistema di accumulo a batterie, ci si occupa in maniera autonoma della “fornitura”, incaricando un professionista abilitato per il solo progetto/installazione, l’allaccio in rete (che comunque è ad opera di Enel distribuzione) ed il collaudo. L’utente finale si dovrà occupare, in questo caso, solo di coordinare i lavori e magari le pratiche amministrative per l’allaccio in rete dell’impianto e per la stipula del contratto di scambio sul posto col Gse (Gestore dei Servizi Energetici).

Da poco tempo le pratiche per l’allacciamento dei piccoli impianti in rete Enel sono state ulteriormente semplificate e velocizzate (non è più necessario aspettare il preventivo da Enel distribuzione per l’allaccio impianto). Con questa ulteriore semplificazione  della procedura, per gli impianti sotto ai 3 kw di potenza, la pratica può essere gestita dal cliente stesso, senza particolari requisiti.

 

Un kit fotovoltaico è una soluzione d’acquisto “pre-confenzionata” ad ha costi contenuti

Un kit fotovoltaico è una soluzione di acquisto pre-confezionata ed è molto funzionale per la realizzazione di impianti di piccole e medie dimensioni installati in situazioni “standard”, cioè sui classici tetti inclinati (a falde) o sui classici tetti piani, terrazzi o lastrici.

Un kit è, per i piccoli impianti, un “pallet” già confezionato che viene recapitato direttamente nel luogo di installazione. Un unico pacchetto compatto, comodo da trasportare, che contiene tutto il necessario per installare l’impianto a regola d’arte e predisporlo per l’allaccio in rete.

Oggi iniziano a diffondersi i sistemi di accumulo a batterie, sistemi al servizio dell’impianto fotovoltaico ed utilizzati per massimizzare l’autoconsumo della “propria” energia e per rendere massimo il risparmio in bolletta. Un kit oggi può contenere, oltre ai moduli fv e inverter, anche un pacco batterie, un regolatore di carica ed una centralina per gestire i flussi di energia tra:

  • impianto fotovoltaico,
  • utenza elettrica di casa o aziendale,
  • batterie di accumulo (in genere al piombo gel, Agm o al Litio),
  • rete esterna di Enel Distribuzione.

Il principio dell’accumulo temporaneo dell’energia autoprodotta è quello di raccogliere quanta più energia possibile nel momento in cui viene prodotta, per utilizzarla nei momenti in cui non viene prodotta (sera, notte, pioggia, ecc…).
In questo modo, con una gestione intelligente dei carichi, si ottengono i massimi vantaggi e l’investimento fotovoltaico viene ripagato quanto prima.

 

Sarà possibile, dunque, collegare i pannelli fotovoltaici ad un sistema di accumulo a batterie e relativi regolatori di carica, per massimizzare l’autoconsumo massimizzando il risparmio in bolletta. Il punto critico di questa opzione, oggi, è ancora il prezzo. Nonostante ciò, sfruttando le detrazioni fiscali attivabili per gli impianti domestici, il costo del fotovoltaico + batterie viene recuperato attraverso il risparmio generato.

 

Un kit fotovoltaico è generalmente un prodotto “compatto” acquistabile in un’unica soluzione, spesso anche online, e pratico da trasportare perchè stà in un’unico pallet. Per questo motivo si può farlo recapitare direttamente a casa o in azienda, risparmiando sui costi di intermediazione o di trasporto.

 

 

costo kit fotovoltaico

Cosa contiene il kit fotovoltaico “standard”

Se prendiamo l’esempio di un impianto domestico-residenziale standard da 3 Kw, sufficiente in genere per soddisfare gran parte del fabbisogno energetico di una famiglia media italiana, un kit fotovoltaico contiene indicativamente:

  • dai 12 ai 14 moduli fotovoltaici, ciascuno da 200-235  watt di potenza
  • 1 inverter di stringa monofase da circa 3.000 watt
  • eventuali strutture di fissaggio portanti per installare i moduli fotovoltaici al tetto o su altri supporti
  • cavi solari con vari cablaggi, connettori e prolunghe
  • 1 eventuale centralino di campo DC/AC (con sezionatori, limitatori di sovratensioni, portafusibili, protezioni ed altri cablaggi vari).

L’acquisto di un kit fotovoltaico può essere anche un’ottima soluzione per realizzare un impianto “stand alone” (cioè autonomo, isolato, scollegato dalla rete elettrica), ma anche per gli impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica di Enel in immissione e prelievo. In tal caso è fondamentale controllare i requisiti di allaccio in rete forniti dal produttore/distributore perchè devono aderire a rigorose norme di sicurezza per l’immissione nella rete di enel distribuzione. La pratica di allaccio per i piccoli impianti che utilizzino i contatori già presenti è stata da poco, ricordiamolo, ulteriormente semplificata.

Ma veniamo alla parte più interessante. Veniamo ai costi.

 

 

Qual è il costo di un kit fotovoltaico al kilowatt?

Quanto costa oggi un kit fotovoltaico al kilowatt? Può essere conveniente rispetto al classico servizio di installazione “chiavi in mano”?

In rete si trovano ormai innumerevoli offerte commerciali, differenziate per marca dei pannelli fotovoltaici, per marca degli inverter e per potenze dell’impianto e per tipologie di impianto (con batterie, senza batterie, con sistema di gestione “smart”, ecc…).

I livelli di costo sono in continua evoluzione, sarebbe meglio dire: in continuo ribasso. Negli ultimi 5 anni i prezzi sono scesi di ben due terzi ed anche oggi, anche se la corsa al ribasso è decisamente rallentata, assistiamo ad ulteriori ottimizzazioni tra prezzo e qualità: oggi a parità di spesa abbiamo offerte che includono piccoli sistemi di accumulo, schede elettroniche per ottimizzare il fotovoltaico con i carichi domestici, ecc… Si tratta delle prime applicazioni domotiche al servizio del fotovoltaico.

Fare “un’istantanea” dei prezzi attualmente sul mercato rimane sempre un lavoro provvisorio, indicativo. Nonostante ciò avere un’istantanea dei prezzi è utile per avere un’idea dei livelli di costo a cui oggi siamo arrivati e di quanto ancora potranno scendere nei prossimi anni.

I costi, soprattutto con la fine degli incentivi, sono in continuo ribasso e la concorrenza dei prezzi è oggi nella fase più fervente: arrivano prodotti a prezzi bassissimi dall’Asia e dalla Cina che fanno abbassare di molto i prezzi di vendita dei produttori europei che, per sopravvivere, tagliano sugli utili. Anche l’India si appresta a diventare un importante produttore mondiale di moduli fotovoltaici.

Per inciso: l’Unione Europea ha deciso, già dal 2013, di adottare misure anti-dumping (anti-concorrenza) per cercare di fronteggiare la minaccia di un’eccessiva concorrenza dei prodotti cinesi. Ad oggi sono imposti dei dazi doganali sui prodotti cinesi che hanno imposto un prezzo di importazione minimo di 45 centesimi al watt.

 

Quanto costano oggi i kit fotovoltaici?

Oggi siamo arrivati ad un costo di distribuzione inferiore ai 3.000 euro per un kit fotovoltaico da 3 Kw, senza batterie, ma con materiali di buona qualità. Questo vuol dire che se a questo aggiungiamo i costi di spedizione, di progettazione e di installazione, che è al massimo di un paio di giorni, possiamo avere il nostro impianto completo, funzionante, con cifre non superiori ai 5.000 euro+iva. Con piccoli sistemi di accumulo elettrico troviamo offerte intorno ai 7.000 €.

Ecco qualche indicazione di costo utile per farsi un’idea dei prezzi che girano in rete e sui livelli di risparmio che si possono ottenere.
Sono informazioni trovate in rete, indicative, non definitive, ma comunque utili a dare un’idea dell’ordine di grandezza dei costi e della loro convenienza oggi rispetto a un tempo.

Ovviamente, per fare le giuste riflessioni, è importante considerare un altro aspetto fondamentale per ogni soluzione: il giusto rapporto qualità prezzo. Prezzi troppo bassi nascondono a volte ulteriori costi nascosti, non esplicitati, o materiali di dubbia qualità o provenienza. Prezzi troppo sopra la media, invece, offrono un investimento che rischia di non vedere mai il proprio ritorno economico.

Un buon criterio generale per una giusta scelta può essere quello di raccogliere il maggior numero di quotazioni possibile e mantenersi sulla media di prezzo restando su prodotti di buona qualità.

Ecco alcuni dei prezzi, trovati in rete o nei vari listini, utili per farsi un’idea sul costo di un kit fotovoltaico al kilowatt.

  • Moduli Suntech + 1 Inverter Aros Sirio + Quadro CA , connettori e materiale di montaggio. Strutture di fissaggio escluse. Costo indicativo: 1.190 €/Kw
  • Moduli Innotech +  1 Inverter Aros Sirio + Quadro CA , connettori e materiale di montaggio. Strutture di fissaggio escluse. Costo indicativo: 1.090 € / Kw
  • Moduli Canadian Solar + 1 inverter Power One. Esclusi: quadri, connettori e tutto quanto non specificato. Costo indicativo: 1.090 € /Kw
  • Moduli Vipiemme Solar (ITA) + 1 inverter Power One. Esclusi: quadri, connettori e tutto quanto non specificato. Costo indicativo: 1.080 € /Kw
  • Pannelli Vipiemme Solar (ITA) + 1 inverter Power One + struttura di fissaggio + 1 quadro corrente continua + 1 quadro corrente alternata + cavo solare + connettori. Costo indicativo: 1.276 € /Kw
  • Moduli Eurener  (Europei) + 1 Inverter Ingeteam. Quadri, connettori e tutto quanto non specificato non sono inclusi. Costo indicativo: 1.152 € /Kw
  • Pannelli Csun (extra-EU) + 1 Inverter Fronius + 4 connettori. Quadri e staffe di fissaggio escluse e tutto quanto non specificato. Costo indicativo: 1.069 € /Kw
  • Moduli SolarWorld (Europei) + 1 Inverter Fronius + 4 connettori. Quadri e staffe di fissaggio esclusi e tutto quanto non specificato. Costo indicativo: 1.390 € /Kw
  • Pannelli Solar Fabrik (Europei) + 1 Inverter Power One + struttura di fissaggio completa + 1 quadro di campo + 1 quadro AC + connettori. Cavi esclusi e tutto quanto non specificato . Costo indicativo: 1.190 € /Kw
  • Moduli FVG Energy+ inverter Mastervolt, Ingeteam o Solarmax. Esclusi: Quadri di campo DC, Cavi, Connettori tipo MC, Strutture di fissaggio ed altri accessori. Costo indicativo: 1.080 – 1.280 € /Kw
  • Moduli Q-Cells+ inverter Power One. Esclusi: quadri, cavi, connettori, strutture di supporto e tutto quanto non esplicitato.Costo indicativo: 1.000 € /Kw
  • Moduli Galeo Energy + inverter Power One. Esclusi: quadri, cavi, connettori e tutto quanto non specificato.Costo indicativo: 1.120 €/Kw
  • Moduli Q-Cells + inverter Fronius + . Esclusi: interfaccia, cassetta prova relè, quadri, cavi, connettori, strutture di supporto e tutto quanto non esplicitato. Incluso: trasporto, garanzia 10 anni. Costo indicativo: 945 € /Kw.

 

Ribadiamo che si tratta di prezzi indicativi.

 

kit impianto fotovoltaico

Questi, dunque, sono gli attuali livelli di prezzo di un kit fotovoltaico: acquistare il fotovoltaico in kit costa in media 1.100 euro per kilowatt. All’aumentare della taglia dell’impianto, diminuisce in proporzione il prezzo unitario. Non solo: all’aumentare degli stock acquistati (dagli installatori), diminuisce il prezzo unitario.

 

Questi i prezzi… ma quali sono i benefici?

La convenienza del fotovoltaico, ricordiamolo, è sempre un rapporto tra costi e benefici: i benefici, se vogliamo quantificare e dare un’unità di msura, sono circa 1.200 kwh l’anno per kw installato, i costi dei soli materiali sono di circa 1.100 euro per kw acquistato.
1.200 kwh/anno si traduce in bolletta in circa 350 euro/anno per kw installato. Un impianto da 3 kw con un piccolo sistema di accumulo può far risparmiare intorno agli 800-1000 euro l’anno (per consumi di circa 3.000 kwh l’anno).

 

 

Ovviamente i prezzi dei kit fotovoltaici sopra esposti sono prezzi indicativi che possono variare in base alle situazioni ed alle quantità acquistate. Un installatore che acquista in stock può avere un’ulteriore convenienza. Un utente finale che si rivolge direttamente al venditore potrà pagare un prezzo leggermente maggiore, ma da questi livelli di prezzo, ormai, non si risale e questo è un bene per l’utente finale che, per avere una reale convenienza senza gli incentivi, deve pagare l’impianto meno dei benefici che gli procurerà. Questa è la situazione senza la quale il mercato del fotovoltaico non esisterebbe.

Questa è, indicativamente, la situazione di mercato del fotovoltaico rispetto all’utente finale.

Ma per capire se conviene veramente il fotovoltaico rispetto all’acquisto dell’energia in bolletta, bisogna analizzare, più che il costo dei kit fotovoltaici (o i costi di installazione), il costo di produzione dell’energia con il fotovoltaico.

A monte, dunque. Qual è il costo di produzione del kwh fotovoltaico? Qual è il prezzo da pagare per generare energia pulita col solare? E’ maggiore o minore rispetto al prezzi di acquisto della stessa elettricità in bolletta?

La risposta a queste domande determina la convenienza effettiva del fotovoltaico oggi in Italia e in questo contesto del mercato elettrico.

 

I costi di produzione del fotovoltaico rispetto alle altre fonti

Oggi nell’Italia centrale e meridionale, dove il sole garantisce maggiore produttività al fotovoltaico, è possibile produrre energia solare ad un costo medio inferiore a 100 euro al Megawattora, cioè: 0,10 €/kwh (esclusi, ovviamente, i benefici delle detrazioni fiscali che dimezzano il costo effettivo della produzione fotovoltaica portandolo, a conti fatti, a circa 5 centesimi per kwh sulle installazioni domestiche e inferiori ai 20kw di potenza).

Per produrre 3.000 kwh col fotovoltaico sul tetto di casa, secondo questa stima, sono necessari circa 300 euro (che con le detrazioni fiscali scendono a circa 150). Se il consumo annuale è di 3.000 kwh il fotovoltaico garantirebbe energia al costo di circa 25 euro al mese (13 euro al mese se si usufruisce delle detrazioni fiscali).

 

I costi della generazione elettrica col fotovoltaico (€cent) Percentuale di variazione del prezzo per città d’Italia
% Milano Bologna Firenze Roma Napoli Palermo Ragusa
10% 14,0 12,8 11,9 11,1 10,3 97 92
9% 13,2 12,2 11,3 10,5 98 92 87
8% 12,5 11,5 10,6 99 93 87 82
7% 11,8 10,9 10,1 94 88 82 78
6% 11,1 10,2 95 88 83 78 73

 

In media: 10 centesimi per kwh, dunque. Solo qualche anno fa l’idea di produrre in Italia elettricità pulita con fonti rinnovabili a questo prezzo era impensabile. Con le detrazioni fiscali il prezzo si dimezza: 5 centesimi per kwh.

 

Questo costo di produzione conviene?
Sì, perchè è minore del prezzo in bolletta

Come sempre la risposta è: “dipende”; un piccolo sforzo per seguire il ragionamento.
Dipende da quanto riesco ad autoconsumare dell’energia prodotta. Ecco perchè.

Per effetto della crisi, ma anche delle stesse fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, il prezzo dell’energia sui mercati all’ingrosso è letteralmente crollato: si è arrivati a prezzi medi di 5 centesimi per kwh (all’ingrosso, sulla borsa elettrica).
Nonostante il prezzo dell’elettricità all’ingrosso sia crollato, il costo dell’elettricità per l’utente finale si mantiene al di sopra dei 20 centesimi per kwh. Cioè: la corrente elettrica in bolletta costa, al lordo di tutto (imposte, oneri, servizi, …), più di 20 centesimi di euro per kwh.

Questo vuol dire due cose:

  • se vendo l’energia in rete mi viene pagata “una miseria” (con prezzi di mercato intorno ai 5 centesimi al kwh);
  • ma se autoconsumo la “mia” energia, riducendo i prelievi di rete, evito di pagare l’energia in bolletta ad oltre 25 centesimi al kwh..

In questo secondo caso: il fotovoltaico conviene e, più riesco ad autoconsumare, più la convenienza aumenta
(lo stesso ragionamento vale, peraltro, per eolico ed altre fonti, anche non rinnovabili).

Una nota interessante: attualmente il prezzo medio di mercato della corrente elettrica è talmente basso che non riesce a ripagare il costo di produzione di nessuna tecnologia di produzione energetica.
Ogni tecnologia, non solo quella fotovoltaica, per essere conveniente, deve avere un costo di generazione dell’energia inferiore rispetto al prezzo di vendita della stessa energia. Anche le centrali inquinanti a gas e carbone, considerando il costo delle emissioni inquinanti,  hanno costi unitari elevati, insostenibili rispetto agli attuali prezzi dell’energia all’ingrosso.

 

Produrre energia col mio impianto conviene ad alcune condizioni

In definitiva: il costo di produzione del fotovoltaico rispetto alle altre fonti, conviene o non conviene?

Il costo di produzione dell’energia elettrica prodotta da fonte solare è conveniente se:

  • se si installa sul tetto di casa in scambio sul posto e soprattutto in autoconsumo immediato,
  • se si installa sul tetto di un’azienda che può consumare istantaneamente gran parte dell’energia prodotta dai pannelli,
  • se si installa un impianto di medie o grandi dimensioni con l’obiettivo di vendere gran parte dell’energia prodotta direttamente ad un utente finale o ad una rete locale o ad un’azienda. In questo caso è possibile fare un contratto bilaterale tra privati per la compra-vendita diretta dell’energia ad un prezzo stabilito. Il prezzo stabilito deve essere un prezzo intermedio tra “prezzo di mercato dell’energia all’ingrosso” e “prezzo dell’energia in bolletta” dell’utente finale.

 

Ovviamente la convenienza del fotovoltaico dipende anche, e forse soprattutto, dal prezzo di acquisto e installazione dell’impianto.

 

 

Conosci altri livelli di costo dei kit in commercio?

Tu hai già acquistato un kit fotovoltaico completo?
Pannelli europei o extra-europei? Inverter?
Quanto lo hai pagato al kilowatt?

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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78 Commenti

  1. Liborio, il 29 dicembre 2013 ore 13:43

    buon giorno sto cercando lavoro
    vengo dal settore e soprattutto esperienza 20 anni sul campo elettrico e fotovoltaico vivo a Ferrara se potete contattarmi al 3388536048
    grazie

  2. fausto, il 10 gennaio 2014 ore 15:44

    Mi è piaciuta l’esposizione delle varie difficoltà e dei pregi
    nell’installazione di un fotovoltaico.non ho ancora chiaro lo scambio sul posto.Ho letto cose contradittorie,in particolare vorrei chiarirmi il concetto dello scambio. Se stò consumando ad es. 2KW e ne produco altrettanti 2kw ,questo consumo viene registrato dal contatore del Gse e mi andrà in bolletta, poi nel conteggio mi sarà scalato oppure in modo istantaneo il contatore fa già questa differenza ? L’inverter può gestire questo scambio?L’inverter può gestire dei comandi per deviare il consumo su se stesso? forse i dubbi sono troppi però mi piacerebbe montarmi un bel kit da 6 kw .

    • Alessandro, il 11 gennaio 2014 ore 17:05

      ciao Fausto, lo scambio sul posto è una sorta di “rimborso” gestito dal Gse, le bollette invece sono gestite dal tuo operatore elettrico (enel, a2a, hera, ecc…). Dunque: da un lato paghi al tuo operatore le normali bollette sulla sola energia prelevata, dall’altro: ricevi dal gse un rimborso parziale delle bollette, in relazione all’energia (da te) immessa in rete.
      Il contatore misura separatamente immissioni e prelievi, ma non fa nessuna compensazione istantanea.
      Quello che invece è utile è mettere un apparecchio che gestisca i flussi in modo da dare la priorità sempre all’autoconsumo

      • fausto, il 23 gennaio 2014 ore 10:14

        Ciao Alessandro , grazie finalmente ho più chiara la situazione dello scambio.Secondo te un apparecchio che gestisca i flussi può essere
        sostituito da un relè ,proporzionale alla portata,autoeccitato dall’inverter
        in modo che in assenza di energia dal fotovoltaico possa commutare il consumo sul Gse.Sto comunque pensando se l’uscita dell’inverter è connessa al gse, in quel punto c’è sempre presente il 220V.perciò non è possibile .Ma l’inverter
        non ha un comando che possa essere usufruito per tale funzione? Sarebbe una bella cosa avere il contratto di scambio sul posto ed allo stesso modo quando
        vi è richiesto consumo possa essere prelevato dal fotovoltaico , e quando non c’è consumo possa essere immesso in rete.

        • Alessandro, il 24 gennaio 2014 ore 11:33

          Ciao Fausto, se ho capito bene..
          autoconsumo e scambio sul posto sono compatibili fra loro, una cosa non esclude l’altra.
          Lo scambio sul posto infatti, oltre a permettere l’autoconsumo istantaneo, è scambio di energia con la rete.

        • krasypekov, il 6 luglio 2014 ore 19:23

          Infatti, l’impianto funziona proprio cosi. Non e’ necessaria la presenza di nessun’altro elemento. In linea di massima puo’ allacciare un rele’ che fa accendere i elettrodomestici quando la potenza dell’impianto FV e’ maggiore del richiesta.

    • giovanni, il 12 maggio 2015 ore 11:02

      E fai bene Fausto, in questi giorni me lo stanno montando sul mio attico solare, per me è ancora prematuro darti delle risposte a riguardo al risparmio, ma da quello che mi hanno detto i tecnici ci dovrebbe stare, in più quello di avere le detrazioni di fine anno.

  3. Fotovoltaico Sr, il 26 gennaio 2014 ore 18:31

    Buonasera, l’articolo spiega e descrive bene qual’e il costo di un ” Kit ” fotovoltaico per kw . Appare evidente una mancanza di prodotti Italiani che ugualmente validi , possiedono pero’ un evidente vantaggio, sono costruite da serissime aziende che al momento di un guasto possono intervenire in GARANZIA in tempi veloci e alcune lo fanno in settimana. Noi installiamo Impianti Fotovoltaici in Sicilia e abbiamo scelto aziende che sostituiscono i guasti entro 48 ore .Un saluto a tutti.

  4. Paolo, il 1 maggio 2014 ore 09:22

    Salve, ho un consumo fisso e regolare 24 ore al giorno di circa 2 kw e vorrei montare un impianto fotovoltaico per utilizzare tutta l’energia prodotta senza scambiare nulla.
    Se per un guasto l’utilizzatore non dovesse più assorbire i’energia prodotta questa andrebbe in rete? e se sì non avendo un contratto di scambio potrebbe essermi conteggiata come consumo?
    Grazie.

    • Alessandro F., il 5 maggio 2014 ore 11:34

      Immetti in rete solo se hai un punto di immissione in rete. Se così è, devi avere anche un contratto di scambio o cessione in rete (scambio sul posto o ritiro dedicato o vendita).

      Nel tuo caso non devi avere nessun punto di immissione in rete, ma solo prelievo, in questo modo le “eccedenze” non verranno immesse nella rete e non verranno neanche conteggiate come consumi.

  5. Al 08, il 18 giugno 2014 ore 14:04

    Ci riuscite a fare un formulario affidabile e funzionale,tale da poter calcolare il proprio im
    pianto senza dubbi e in grazia di DIO,senza kit per KE/KW?Oppure andiamo a comprare le nostre
    carabattere da Otto Golfinger?

    • Alessandro F., il 18 giugno 2014 ore 14:54

      Cosa intendi? Hai qualche idea?

  6. giuseppe, il 18 giugno 2014 ore 17:05

    SECONDO ME L’INNOVAZIONE ASSOLUTA CHE MI SPINGEREBBE A METTERE IL FOTOVOLTAICO MA NON SOLO A ME E’ QUELLA DEL DISTACCO ASSOLUTO CON L’ENEL(PERCHE’ ANCHE SE NON CONSUMI LE TASSE FISSE NELLA BOLLETTA SONO ALTISSIME ), CIOE’ ALIMENTARSI SIA DI GIORNO CHE DI NOTTE CON I PROPRI PANNELLI, LA FAREI ANCHE PER IL GARAGE.

    • Alessandro F., il 18 giugno 2014 ore 17:35

      Anche secondo me sarebbe la cosa migliore. L’unica cosa è che costicchiano le batterie, però si possono riciclare le batterie non più utilizzabili per la macchina. Per piccole utenze secondo me è possibile

      • roberto, il 9 agosto 2015 ore 08:29

        le batterie per auto non sono adatte ad un ciclo continuo di carica scarica si guasterebbero subito.

    • pasquale, il 3 dicembre 2015 ore 20:11

      Ha ragione Giuseppe le lobbi non le puoi smantellare i costi sono altissimi come stipendi che prendono i dirigenti, energia gratis e a volonta per tutti i dipendenti ecc. facendo gravare sulle utenze i costi

      • Alessandro F., il 4 dicembre 2015 ore 18:18

        Ecco perchè bisogna creare la propria fetta di autoproduzione

  7. luigi salza, il 20 giugno 2014 ore 11:10

    viaveneto 16hello, io sono in possesso già , di un impiamto da tre kw, sul tetto.
    Vorrei chr l’impianto fosse messo in condizioni di “autoconsumo”, cosa devo fare?. In attesa di risposta saluti cordiali.

    • Alessandro F., il 20 giugno 2014 ore 15:53

      L’impianto dovrebbe essere già in condizioni di autoconsumo. Se così non è richiama chi ti ha installato l’impianto a fai in modo che il tuo impianto possa rifornire istantaneamente la rete di casa, nel momento stesso in cui l’energia viene prodotta.
      E’ l’autoconsumo istantaneo che, se ben sfruttato, porta il risparmio in bolletta.

      Fai un verifica: “energia prodotta” meno “energia immessa in rete” uguale “energia autoconsumata”.

  8. Antonio, il 28 giugno 2014 ore 03:43

    Salve, complimenti innanzitutto per il sito e per come riuscite ad essere quanto più chiari, esaustivi e dettagliati possibile nell’affrontare argomenti così contorti e delicati da spiegare e apprendere, sia tecnicamente che burocraticamente.
    Premetto che non sono ne un tecnico ne un elettricista ma riesco a dimenarmi discretamente negli impianti domestici in genere anche grazie alla passione, più per hobby, per i lavori manuali e tecnici e al grande supporto che internet può dare in qualsiasi campo; ho già avuto delle esperienze nelle installazioni di impianti stand-alone in abitazioni in campagna o isolate, con pannelli sia amorfi che policristallini, regolatori di carica mppt a 12/24/48v,
    batterie al gel o amg, inverter etc..avrei adesso intenzione di realizzare da me, senza quindi contattare un elettricista o tecnico, un impianto domestico da 3kw con accumulatori e inverter/regolatore di carica che permetta lo scambio sul posto della corrente in eccesso oltre che la ricarica delle batterie; considerando che andrei a consumare la corrente accumulata quando l’impianto non produce e cederei quella in eccesso (dopo la ricarica completa delle batterie) nelle fasi di produzione avrei un guadagno maggiore non consumando energia dall’enel. So che è tecnicamente possibile e vantaggioso per cui consiglio di considerare questa ipotesi; ma la vera domanda è: posso occuparmi da solo, senza rivolgermi a nessun installatore visto che sarei capace sia di scegliere e comprare il materiale che installarlo, occupandomi autonomamente anche dell’iter burocratico per enel e gse? nel caso in cui non consumassi nemmeno un kw dall’enel e cedessi solamente energia andrei a guadagnare già da subito e il costo della bolletta ammonterebbe solo al canone e costi di servizio fissi? Nella speranza di esser stato abbastanza chiaro vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Alessandro F., il 30 giugno 2014 ore 12:13

      Ciao Antonio, il fotovoltaico richiede autorizzazione e progetto. Per la prima te ne puoi occupare tu, ma il progetto deve essere redatto da un tecnico abilitato. Stessa cosa per la connessione in rete.
      Se invece fai un impianto non connesso in rete, puoi fare quasi tutto tu, ma occhio alle autorizzazioni comunali per mettere i pannelli sul tetto.
      Anche sull’accumulo la normativa non è ancora ben definita, ma se il sistema non viene connesso in rete (per l’immissione) non dovrebbero esserci problemi..

  9. melas tonino salvatore, il 28 giugno 2014 ore 17:10

    sono intestatario di un contatore con gestore enel ,l’energia che consumo e solo per alimentare una pompa da 3 kw che nella’arco di 3 ore riempie un serbatoio da 30 mila litri ogni 15 giorni . vorrei staccarmi dalla rete enel poiche’ i costi fissi di gestione in bolletta sono 10 volte superiori ai costi della corrente consumata e per questo interessato a un inpianto autonomo .potreste inviarmi un preventivo ? grazie

  10. michele, il 14 luglio 2014 ore 19:56

    salve volevo chiedere un informazione professionale se possibile farla qui , ho installa un kit da 1kw fotovoltaico a 24 v collegamento parallelo tra di loro con regolatore di carica da 30A 12/24 v con due batteria a 12 v collegate in serie del tipo trojan gel 120ah , inverter da 500 watt power inverter con collegamento rete.
    adesso mi chiedevo vendendo i vostri kit da 1 kw se possibile predere un’altro kit da 1kw a 24 v collegarlo ad un’altro regolatore da 30 A che gia tengo uguale a quello installato, e poi le due uscite dei due regolatori collecarli in parallelo alle batterie ???
    grazie per la disponibilità e della vostra esperienza nel settore

  11. Stefanie, il 17 agosto 2014 ore 14:18

    Salve, ho un terreno in campagna e vorrei installare un impianto ad isola SOLO per l’autoconsumo (non c’e una conessione con la rete), taglia sotto i 3 KW (impianto a terra). Secondo voi devo chiedere qualche autorizzazione??

    Grazie per l’aiuto!

    • Alessandro F., il 28 agosto 2014 ore 18:39

      Secondo me si. In ogni caso mi informerei presso il Comune, o al limite Regione.

  12. Mauro, il 22 settembre 2014 ore 12:52

    Salve vorrei installare un kit per autoconsumo da 1kw senza accumulo e collegarlo alla rete di casa,so che non servono pratiche con gse oltre che chiedere autorizzazione al comune per istallare i pannelli.
    La mia domanda è: Occorre far sostituire il contatore per creare il biflusso? E se è Si quindi di conseguenza andrei a inmettere in rete gratuitamente i kw che non autoconsumo??.
    Grazie per la Risposta.

    • Alessandro F., il 22 settembre 2014 ore 15:12

      Hai due possibilità:
      – collegare l’impianto in rete (per l’immissione) e fare lo scambio sul posto
      – oppure (soluzione più economica): NON collegare l’impianto in rete (collegarlo eventualmente ad una piccola batteria, (aumentando però i costi)) e usarlo quasi tutto in autoconsumo. In questo caso l’impianto non è collegato in rete “esterna”, ma è collegato solo alla rete domestica e NON immette alcun kwh in rete.

  13. Simone, il 25 settembre 2014 ore 19:03

    Ciao Alessandro,
    complimenti per l’articolo, è veramente interessante e le stime che pubblichi sono di grande utilità.
    Sapresti dirmi dove le recuperi, sono di pubblico dominio?
    Sarei interessato a conoscere se ci sono delle stime di quanta sia la produzione in surplus media percentuale annuale sugli impianti di bassa-media produzione in Italia (magariespressa in ore di surplus annuali su ore di produzione totali).
    Sarebbe un dato che associato al costo del singolo kwh mi darebbe la possibilità di fare una previsone a spanne di quanto un eventuale impianto fotovoltaico mi consentirebbe di fruttare.
    ti ringrazio per l’attenzione!

    • Alessandro F., il 26 settembre 2014 ore 11:12

      Ciao le stime dei prezzi le trovi nei listini dei vari operatori.
      Le stime di produzione dei moduli le trovi su database ufficiali (un esempio è il PVGIS) o sui sistemi di monotoraggio remoto in cui ognuno “pubblica” i propri dati di produzione.
      I prezzi medi dell’energia al kwh li trovi sul sito del gme. E sulle bollette trovi i prezzi lordi, che includono imposte, addizionali e servizi di distribuzione, dispacciamento, trasporto, oneri, ecc…
      La produzione in surplus è molto difficile da stimare perchè dipende molto dagli apparecchi elettrici che ha un utente, quanto li usa e soprattutto in quali fasce orarie.
      In media, con un classico impianto fotovoltaico l’autoconsumo si aggira intorno al 30%. Con un piccolo sistema di accumulo domestico e spostando (per quanto possibile) i consumi di giorno, si raggiunge tranquillamente il 70% di autoconsumo.
      Il 100% di autoconsumo si può raggiungere dimensionando in maniera ottimale impianto fv e batterie.

      • Simone, il 27 settembre 2014 ore 19:08

        Grazie mille per la celere risposta!
        Avevo letto su un articolo di “L’Energia Elettrica” di luglio-agosto 2012 (“La generazione diffusa
        introduce nuove regole del gioco nelle reti” di Falsone e Guglielmetti) che mediamente il tempo in cui flusso di energia prodotta poteva essere immesso in rete andava dall 1% al 5& delle ore annuali di produzione.
        Dato alquanto preoccupante per chi volesse acquistare un impianto…tra l’altro era citato senza fonti, quindi non ebbi modo di verificare.
        Facendo un ragionamento inverso sui dati che mi hai fornito tu, posto che comunque conviene autoconsumare, se uno volesse vendere, nel peggiore dei casi di autoconsumo potrebbe immettere in rete il 70% della produzione , o sbaglio?
        distinti saluti

        • Alessandro F., il 29 settembre 2014 ore 16:29

          si certo, ma è le stime vanno sempre fatte in relazione al tipo di utenza.

  14. Ivano, il 18 ottobre 2014 ore 22:20

    salve a tutti e complimenti per la competenza.
    Volevo,appunto, approfittare della vostra competenza per porvi una domanda che mi chiarirebbe molti dubbi.
    Bene.. Ho un assorbimento 24h/24h di 3400 watt, qual’è l’impianto più conveniente che mi permetta di avere queste prestazioni a costo 0€ ?(cioè assorbire 3400watt 24/24 e non pagare niente) e quanto mi costerebbe l’impianto? Grazie mille .. E complimenti ancora per il bel lavoro svolto qui sul sito..

    • Alessandro F., il 20 ottobre 2014 ore 10:57

      Con il fotovoltaico puoi ammortizzare ottimamente i consumi in alcuni periodi dell’anno e nelle ore diurne, avendo un assorbimento costante. Per le altre ore dovrai comunque affidarti alla rete, soprattutto di notte.
      Per un’autonomia completa dalla rete del 100% TUTTO l’anno spenderesti troppo in batterie. (In inverno, per esempio dovresti aver bisogno di molto tempo per ricaricare le batterie e di molte batterie per utilizzare anche di notte tutta l’energia prodotta).
      Indicativamente:
      3,4 kw potenza assorbita/giorno
      81,6 kwh consumi/giorno.
      Per produrre 90 kwh/giorno (MEDIA ANNUALE) hai bisogno di un impianto di circa 25-30 kw.
      Un costo indicativo, senza batterie di accumulo, è intorno ai 50 60 mila euro.

  15. Claudio, il 16 novembre 2014 ore 16:14

    Ciao Alessandro, complimenti, tutto molto chiaro tranne una cosa: cosa indicano le percentuali nella tabella che dà i costi del kWh per le diverse città?
    Altra domanda: a me le batterie come sistema di accumulo non è che mi piacciano tanto: si parla di energia pulita e poi dobbiamo sempre stare a combattere con i metalli pesanti. Ora si dà il caso che potrei realizzarmi una cisterna con un salto di 20 metri e più. Con 36 metri cubi accumulerei circa 2kWh, più che sufficienti per il fine settimana. Quanto accumulano le batterie dei kit in commercio?
    Grazie

    • Alessandro F., il 17 novembre 2014 ore 11:52

      I costi della generazione elettrica da fotovoltaico dipendono dai prezzi e dal rendimento effettivo degli impianti. Le percentuali indicano le variazioni del prezzo di installazione che influenzano il costo di generazione del kwh fotovoltaico.
      .
      Anche secondo me il pompaggio idrico, sfruttando l’idroelettrico, è senz’altro la soluzione migliore perchè hai accumulo a costi molto inferiori, maggiore durata e maggiore efficienza (oltre, come dicevi, ad essere la soluzione migliore dal punto di vista dell’impatto ambientale).
      In commercio abbiamo kit di accumulo- batterie che vanno dai 2-3 kwh fino a 9 kwh e più per soluzioni domestiche e piccolo-industriali.

  16. Mario Merlo, il 6 dicembre 2014 ore 22:07

    Ciao a tutti, sono Mario da Genova, sto per ristrutturare la mia casa, è in una zona piuttosto fredda e dovendo rifare tutti gli impianti, quello del riscaldamento è davvero problematico, almeno per me. Calderina, Stufa a Pellet, a Legna bo ! ! ! non ci capisco più niente. Ho compilato un form in internet e ho preso un appuntamento con uno che vende il Fotovoltaico, è arrivato, ha visto la casa, tutto ok, si puo fare, il costo per un’impianto da 3 kw è di 8.000,00 euro “chiavi in mano”. il 65% mi torna in tasca (in 10 anni), mi fanno anche un finanziamento, che voglio di più ?????? CAPIRE ! ! !

    • Alessandro F., il 9 dicembre 2014 ore 15:28

      Prima cosa: su fotovoltaico e ristrutturazioni generiche hai la detrazione fiscale del 50% in dieci anni (non 65).
      Il 65% lo hai su pannelli solari termici, cappotti, serramenti, caldaie a condensazione ed altri interventi di risparmio energetico. L’azienda sa quali interventi sono detraibili al 50 e quali al 65. Ovviamente ci sono anche dei massimali.
      Seconda cosa: il costo per un 3 kw può anche essere minore.
      Terza cosa: nel “piano di rientro” considera il costo del finanziamento.
      Quarta cosa: non ti fermare al primo preventivo. Più ne chiedi, più ti farai un’idea precisa.
      Se sei in montagna calcola gli eventuali ombreggiamenti e le eventuali perdita di produzione del fv.
      Il principio del fotovoltaico è che conviene di più quanto più riesci ad autoconsumare (o a sfruttare lo scambio sul posto).

  17. francesco, il 15 dicembre 2014 ore 12:28

    salve ho comprato un kit fotovoltaico da 3 kw con accumulo di batterie devo accedere alle agevolazioni fiscali posso installare io il fotovoltaico senza rivolgermi a una ditta specializzata ovvio con bonifico bancario e regolare autorizzazione al comune che altro serve per essere in regola con l’agenzia delle entrate

    • Alessandro F., il 16 dicembre 2014 ore 15:46

      All’agenzia devi presentare fatture e bonifici di pagamento con specifica causale.
      Se non fai nè scambio sul posto nè connessione in rete non ci sono problemi.

  18. paolo, il 8 gennaio 2015 ore 15:42

    mio figlio fai da tè ,si è costruito l’impianto ; 18 pannelli monocristallino potenza 4kw
    2 inverter 1° 1kw 2° 3kw 9 batterie al gel da 720 ampere cadauna costo circa 5500 euro.
    il costo annuo enel era 1000-1100 euro x 6 bimestri ,ora di 6 bimestri 2014 siamo su 600 euro
    faccio presente che hò 2 frigoriferi 3 televisori a led 1 impianto di videosorveglianza 24h da 8 telecamere all’infrarossi con relativo hard-disk registrazione, lampadine a led nelle camere
    e una fontana nel giardino che và dalle 8 fino alla 23 + chiaramente il giardino illuminato a gg. dalle 18 fino alle 5 di mattina. devo dire che il prossimo step sarà altri 10 pannelli e una batteria di un muletto più adatta alle ricariche giornaliere,difatti hò notato che quelle dei muletti durano anche 16-20 anni mentre quelle al gel penso che faranno fatica ad arrivare a 10 .auguri a tutti .

  19. paolo, il 8 gennaio 2015 ore 15:44

    ah ! dimenticavo che il mio impianto è solo per autoconsumo.

    • francesco, il 12 gennaio 2015 ore 13:16

      scusa non capisco le 9 batterie 720 ampere cadauna non sapevo che esisteva e se si riesci a caricarle con 4 kw quanti kw riesci ad accumulare

  20. paola, il 16 gennaio 2015 ore 09:25

    Salve! le scrivo dalla provincia di Venezia. Stiamo ,valutando l’acquisto di una nuova casa, una bifamiliare in campagna dove andremmo ad abitare non servita da gas metano e da acquedotto. Vorremmo installare un impianto fotovoltaico per il riscaldamento a pavimento, e per il consumo elettrico inserendo anche nell’impianto un serbatoio di 300 litri per l’acqua calda. riusciamo con 5kw ad avere un impianto autonomo che ci garantisca indipendenza totale? Non vorremmo dover essere collegati alla rete per abbattere tutti i costi passivi. sono necessarie le batterie visto la zona? Grazie

    • Alessandro F., il 16 gennaio 2015 ore 14:41

      Se utilizzate il solo fotovoltaico sicuramente avrete bisogno di un capiente sistema di accumulo.
      I Kw necessari dipendono molto dai consumi e dalle condizioni di irraggiamento del luogo.
      La spesa maggiore sarà non tanto per gli impianti di produzione, ma per i sistemi di accumulo elettrico.

      • paola, il 17 gennaio 2015 ore 11:47

        grazie! Se noi integrassimo con un termocamino a legna che scalda l’acqua per il riscaldamento a pavimento? 150 metri quadri di abitazione e 5 kw di inpianto fotovoltaico potrebbe essere più valido? preciso che servirebbe a riscaldare circa 100 mq in quanto noi il reparto notte lo scaldiamo al massimo a 16/17 gradi

  21. Franco Rettaroli, il 3 febbraio 2015 ore 16:41

    Jesi Ancona 03-02-2015
    Buonasera,
    Sono Stato ex installatore di impianti Tecnologici,civili industriali settore IdrotermoCondizionamento
    oggi in pensione,ma sono sempre innamorato del mio mestiere di TecnicoImpiantista diplomato, quello che vi chiederei, sempre che sia possibile ricevere materiale tecnico informativo pratico per installatore, da anni 23 vado in kenya, e quando sono li mi porto tante cose da imparare ai ragazzi del posto, avendo materiale illustrativo e pratico mi piacerebbe dare loro l’opportunità di imparare e chissa poi ne doventi una fonte vere di lavoro, come già alcuni ragazzi lavorano in campo edilizio elettrico, idraulico,lattoneria, RETTAROLI FRANCO via 1 Maggio 10 60035 Jesi Ancona, Grazie

  22. Antonio, il 25 febbraio 2015 ore 22:22

    Salve,qualcuno sa dove posso acquistare un kit fotovoltaico (completo di tutto quello che serve) con accumulo di 3 kw??…vorrei moduli SUNPOWER,inverter NEDAP oppure SMA SONNY BOY 3600,BATTERIE FIAMM o altro …..ripeto mi serve solo il kit…per l’installazione ci penso io…grazie

  23. luigi, il 14 marzo 2015 ore 15:41

    e possibile staccarsi da ENL definitivamente riconsegnando anche il contatore

    • Alessandro F., il 16 marzo 2015 ore 10:36

      credo proprio di si..

    • Giorgio, il 1 aprile 2015 ore 12:40

      Buongiorno , i prezzi per realizzare nel 2015 un Impianto fotovoltaico a isola adesso sono ottimi , un fattore che
      certamente fa la differenza è l’affidabilità dei prodotti , sopratutto di quelli Italiani che si confermano al Top.

      • Pietro, il 4 aprile 2015 ore 23:10

        Salve,e quali sono i prodotti top italiani?

        • Giorgio SR, il 16 aprile 2015 ore 14:12

          Sono prodotti costruiti in Italia che in generale mi sento di consigliare ovvio che
          alcune marche piu di altre possono essere preferite per alcuni dettagli non proprio
          insignificanti ad esempio le garanzie offerte dai produttori .
          buona giornata

  24. orlando f, il 27 marzo 2015 ore 17:09

    salve Alessandro, abito in provincia di genova e vorrei sapere se il preventivo che mi e stato proposto è equo. impianto da 3 kw con pannelli Q cell pro-g3-260 e inverter aurora p.v.1.-3,0-out. scambio sul posto tutto compreso euro 7300. per salire sul tetto ci sono 7 gradini. grazie e cordialità

    • Alessandro F., il 31 marzo 2015 ore 10:25

      secondo me è un buon prezzo, non tra i più bassi, ma buon prezzo.
      Con le detrazioni fiscali 50% e una buona dose di autoconsumo rientri comunque in tempi rapidi

      • Peppe, il 17 aprile 2015 ore 23:06

        Ciao Alessandro ….dopo tanti ripensamenti e valutato tanti preventivi,bene oggi ho firmato un contratto per un impianto da 3kw così composto: 9MODULI SUNPOWER E 20 327W,INVERTER NEDAP POWER ROUTER (ho pensato in futuro per un buon accumulo,quando i prezzi scenderanno) STRUTTURE PER TETTO PIANO WURTH ….montaggio,progettazione,collaudo,pratiche comunali e GSE incluse,pratica detrazione fiscale 50% (esclusi oneri Enel)CHIAVI IN MANO 8.000,00 EURO COMPRESO IVA…..SECONDO IL TUO PARERE,È UN BUON PREZZO? HO FATTO UNA BUONA SCELTA NEI MATERIALI? GRAZIE MILLE PER LA TUA RISPOSTA…

        • Alessandro F., il 20 aprile 2015 ore 10:30

          I moduli sunpower sono senz’altro tra i migliori. Secondo mè è un buon prezzo/qualità. Con le detrazioni il prezzo effettivo è di 4000 e con un buon livello di autoconsumo li ammortizzi bene..

  25. carla, il 15 aprile 2015 ore 18:10

    Sono la sig gallo abbiamo 4 casette e volevamo mettere sopra i pannelli solari .fotovoltaici .e diventare produttori di energia pulita .come fonte di guadagno .volevamo acquistare il kit completo e poi ce lo montiamo .ci sevono 4 wt e 16 da rivendere .attendo una vosrta risposta .carla tel .per raggiungere un fisso mensile per manutenzione .e per vivere visto che qui non c e pensione e ne posti di lavoro .almeno vendiamo energia .grazie

    • Alessandro F., il 16 aprile 2015 ore 13:38

      Invia una richiesta comprensibile nella sezione contatti/preventivi (in alto)

  26. Nico, il 29 aprile 2015 ore 22:12

    Buona sera,
    Se ho capito bene la logica dello scambio sul posto, con una casa ad uso saltuario converrebbe avere un impianto con potenza non superiore al fabbisogno e un maggiore accumulo di energia nelle batterie?
    Grazie

    • Alessandro F., il 30 aprile 2015 ore 09:11

      Ciao Nico, con una casa ad uso saltuario si riduce di molto il livello di autoconsumo e quindi la convenienza del fotovoltaico e delle batterie, ma ovviamente dipende dal prezzo.
      Con lo scambio sul posto, invece, tutto l’immesso in rete viene in parte recuperato. In ogni caso un piccolo impianto ti garantisce già una produzione annuale totale superiore al fabbisogno effettivo. Le batterie rischierebbero di essere sovradimensionate o sottoutilizzate (in altre parole: la batterie per essere convenienti devono essere utilizzate e ammortizzate bene).

      • Nico, il 3 maggio 2015 ore 21:40

        Ciao. Grazie mille.
        Faccio un conto preciso dei KWh annuali (media ultimi tre) e poi calibro l’impianto, batterie comprese.
        Un vero peccato che GSE non paghi abbastanza l’energia prodotta, xkè ho una falda della casa in campagna orientata a SUD, con 80 mq disponibili, assolata anche d’inverno, che mi permetterebbe di immettere in rete molti più KWh di quelli consumati, ma con la “formuletta magica” non conviene ancora, almeno a medio termine di ammortamento del costo dell’impianto.
        Nico

        Nico

  27. dino vr, il 23 maggio 2015 ore 12:58

    …Ma i tempi di cnnessione alla rete ENEL quali sono?
    Esperienze del passato mi dicono “tempi lunghi”.

    • Alessandro F., il 25 maggio 2015 ore 10:46

      ciao Dino le tempistiche di connessione di enel li trovi qui.

  28. Leonessa Topazio, il 19 luglio 2015 ore 12:29

    Buon giorno, avendo già inviato una domanda nei commenti e non ritrovandola con le risposte,mi scuso ma provo a riproporla (forse non era sufficientemente chiara).L’esigenza è sfruttare se possibile 1)la superficie molto estesa e sfacciatamente esposta al sole estate/inverno del parapetto balcone, e la domanda è:posso formare un pannello lungo tanto quanto l’intera fila delle celle necessarie e largo quanto una singola cella;oppure è obbligatorio che le celle siano montate a serpente? 2)sulle batterie che accumulano l’energia posso far convergere l’energia prodotta da un mini-eolico?. grazie per la risposta che vorrete darmi.Continuerò a leggere tutti i vostri commenti forse c’è già qualche risposta ad altri che potrà aiutarmi. Leonessa p.s.il vento è presente e forte per il 50% dell’anno.

    • Alessandro F., il 20 luglio 2015 ore 12:15

      Ciao Leonessa, già risposto nell’altro commento. Comunque:
      Tendenzialmente se installi un impianto che non immette in rete non ci sono particolari vincoli tecnici. L’unico vincolo è quello delle autorizzazioni comunali per i pannelli fv sull’edificio. Quindi sentirei prima di tutto l’ufficio tecnico comunale e/o il condominio.
      Con il microeolico riesci sicuramente massimizzare il rendimento dell’impianto.

  29. Spagnol Gualtiero, il 18 agosto 2015 ore 11:16

    Buon giorno,ottimo blog e quindi ne vorrei approfittare,vorrei costruire un impianto a isola
    a una piccola baita, a terra perchè il tetto è circondato da alberi e comunque nella posizione non adatta,considerando che il consumo sarebbe composto da :1 frigorifero,illuminazione per 2 locali 4×4 e da 1pompa tipo autoclave il grande problema è:quanto dovreebbe essere estesa la superfice dei moduli? grazie.

    • Alessandro F., il 19 agosto 2015 ore 15:21

      Devi individuare i kw totali di assorbimento e moltiplicarli per le ore di funzionamento.
      Per farti un’idea del fabbisogno, sia di produzione che (soprattutto) di accumulo tramite batterie, prova a vedere con questo simulatore.

  30. francesco, il 20 agosto 2015 ore 08:10

    salve io ho istallato un kit da 14 pannelli 8 batterie trojen a 6 v posso ampliare il pacco batterie con quelle a 12 v

    • Ezio, il 20 gennaio 2016 ore 21:41

      Ogni due batterie da 6Volt, puoi mettere una batteria da 12Volt. Verifica che le batterie che metti siano adatte all’uso stazionario, vedi AGM, OpzV.

  31. Johnny, il 4 dicembre 2015 ore 03:35

    Salve,
    Bel blog, complimenti!
    Il costo di 10cent kwh e’ calcolato considerando la vita dell’impianto a 25 anni?
    Grazie

    • Alessandro F., il 4 dicembre 2015 ore 18:20

      no a 20, ma ipotizzando che tutta l’energia prodotta venga autoconsumata nel momento della produzione.

      • Johnny, il 8 dicembre 2015 ore 22:36

        Grazie mille,

        Hai aggiunto anche un fattore economico come interesse?

        Perche facendo i calcoli semplici, 600eur Kwp(considerando lo sconto del 50%) per un kw di potenza in 20 anni abbiamo 25.000Kwh cioe 2.5 cent,no?

        Magari e poco considerare 1200 eur/kw per il range(3-10kw)? Io penso che se non vuoi tutto chiavi in mano e’ un prezzo raggiungibile, correggimi se sbaglio.

        Poi con lo scambio sul posto alla fine su 2 kw ceduti ti puoi prendere uno gratis,tutto sommato. Se di autoconsumo arrivi ad un 40% cioe 10.000kwh, 15.000 li immetti e poi prelevi 7.500 hai un totale di 15.000kw cioe’ un prezzo di 3.5cent.

        Troppo ottimista?:)

        Grazie mille,

        • Ezio, il 20 gennaio 2016 ore 21:46

          Sono ottimista anch’io, ma bisogna poi scontrarsi anche con la realtà. I migliori inverter sono garantiti 10 anni (alcuni hanno già ridotto a 7), e in 20 anni, purtroppo, devi considerare che almeno una volta sia da sostituire.
          Ezio

  32. Ezio, il 20 gennaio 2016 ore 21:59

    Alessandro, articolo molto interessante, complimenti.
    Ho bisogno di un chiarimento a riguardo delle diciture “grid-off”, “isola”, “stand-alone”. In internet si possono acquistare dei Kit fotovoltaici con le diciture appena citate e nei quali scrivono “senza burocrazia enel/gse”; Senza immissione in rete; Solo autoconsumo.
    Tecnicamente non capisco come si possa fare a gestire un flusso di corrente alternata senza misuratori, ma arrivo alla domanda:
    Se è presente un contratto con un gestore di energia, quindi un allaccio alla rete elettrica, è sempre necessario il contatore bidirezionale principale ed il contatore di produzione del GSE con relativo contratto?
    Se la risposta è si, quali saranno le tasse addizionali da pagare?
    Grazie

    Ezio

    • Alessandro F., il 21 gennaio 2016 ore 10:58

      Se l’allaccio è solo in prelievo dalla rete non è necessario il contatore bi-direzionale.
      Se l’allaccio è in immissione/prelievo dalla rete, è necessario. Anche per sfruttare lo scambio sul posto (per i piccoli impianti ha costi di gestione veramente minimi).
      Si possono installare impianti che, anzichè immettere in rete, alimentano batterie: i cd. “stand alone”. Quando la batterie sono scariche (arrivano alla propria “soglia di scarica”) l’utente preleva comunque dalla rete enel come qualsiasi altra utenza. L’energia in surplus eventualmente prodotta dall’impianto va a ricaricare le batterie. Quando queste sono cariche, l’impianto “stacca” e smette di produrre.

  33. Vincenzo, il 3 febbraio 2016 ore 20:10

    Ho un box in legno in campagna pieno sole e una fornitura elettrica da 1 kw e mezzo da Enel.
    L’energia occorrente è per un piccolo frigo, tre neon è una pompa per irrigazione dell’orto. 1 Kw e mezzo è sufficiente. Posso avere un preventivo per rendermi autonomo?
    Al momento spendo più di accise che di effettivo consumo.

  34. mario, il 6 maggio 2016 ore 20:02

    VORREI INSTALLARE UN FOTOVOLTAICO DA 3 KW mi consigliate IL TIPO DI BATTERIE E IL COSTO

    • Alessandro F., il 9 maggio 2016 ore 10:17

      le batterie al litio sono più costose, ma hanno un maggiore profondità di scarica. Quelle al piombo sono invece più economiche ma la capacità effettiva è circa il 50% di quella nominale (cioè: hanno una profondità di scarica intorno al 50%).

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