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Il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi?

27 febbraio 2014
Voto:4/5 (10 voti)

La domanda non è nuova e la risposta non è per nulla scontata: il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi ? Si: “senza incentivi”. Perchè le incentivazioni pubbliche al solare, come venivano intese fino a ieri, sono terminate a Settembre 2013 e gli impianti possono fare affidamento, oggi, solo alla propria capacità di autoripagarsi attraverso i risparmi generati con l’energia autoprodotta.

Per capire se oggi il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi, riprendiamo un interessante studio fatto dal gruppo di ricerca dell’ Energy Strategy Group del Politecnico di Milano nel quale si metteva in evidenza come l’installazione di un piccolo impianto fotovoltaico di 3 Kw ad uso domestico poteva rappresentare in alcune situazioni già l’anno scorso un buon investimento anche senza incentivi. Ovviamente: un buon investimento all’interno di alcune fasce di prezzo.

Il caso preso in esame dallo studio era quello di un impianto fotovoltaico domestico di 3 Kw, ad uso residenziale, installato su edificio e che autoconsuma tutta l’energia auto-prodotta. La modalità di cessione in rete del surplus non auto-consumato è quello dello “scambio sul posto” che, ricordiamolo, conviene, ma meno dell’autoconsumo che è sempre il fattore di maggior risparmio.

 

Se il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi, quanto deve costare?

Come per ogni investimento, la convenienza è data dal rapporto costi-benefici. A fronte di un costo sostenuto oggi, ho alcuni benefici economici nel tempo. La domanda di partenza, dunque, è questa: un impianto con queste caratteristiche, quanto deve costare per essere conveniente anche senza incentivi ?

fotovoltaico conviene ancora senza incentivi

Mettere il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi?

Ovviamente la risposta è: dipende. Dipende da molti fattori, fattori aggiuntivi rispetto al semplice prezzo di realizzazione dell’impianto fotovoltaico. Nello studio del Politecnico, per effettuare l’analisi, si era scelto di assumere alcune casistiche “tipiche” prendendo ad ipotesi alcune situazioni standard di rendimento e costi. Queste:

  • producibilità stimata dell’impianto fotovoltaico in Italia:
    – nord 1.000 Kwh/Kwp,
    – centro 1.200 Kwh/Kwp,
    – sud 1.400 Kwh/Kwp;
  • costo stimato per la connessione in rete: 250 €;
  • costi accessori stimati: circa 200 €/anno (per manutenzione, assicurazione, ecc..);
  • prezzo stimato di acquisto dell’elettricità in bolletta: 0,162 €/Kwh;
  • inflazione annua: 2%;
  • aumento medio annuo del prezzo dell’energia elettrica: 2%;
  • decadimento delle prestazioni dei moduli fotovoltaici: -0,8% l’anno;
  • anni di funzionamento dell’impianto fotovoltaico: 30

 

Questi sono “gli ingredienti principali” in base ai quali è possibile capire se il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi. Determinare la convenienza dell’investimento in un impianto fotovoltaico per ridurre le bollette elettriche diventa a questo punto un “semplice” calcolo di costi e benefici. Ovviamente per “convenienza senza gli incentivi” si intende un ritorno economico dall’investimento di almeno l’1%, anche se la soglia di rendimento minima presa in considerazione per definire un investimento “buono” è del 4%.

L’analisi prende in considerazione diverse casistiche per individuare le soglie di rendimento nei casi di:

  • vita utile dell’impianto di 20 e di 30 anni
  • installazione al nord, centro e sud italia
  • casa in regime di scambio sul posto (quindi di scambio con la rete) e con autoconsumo totale.

 

In quali casi il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi? Ecco i risultati.

 

Caso 1: nord Italia

Nel nord Italia, con producibilità media stimata dell’impianto di 1.000 Kwh/Kwp/anno, per avere un minimo di convenienza economica anche in assenza di incentivi (ma con autoconsumo e scambio sul posto) dovremmo avere un prezzo di installazione “chiavi in mano” non superiore ai 1.800 €/Kwp . Questo prezzo è il prezzo “soglia” per raggiungere la grid parity nel nord italia. Questo: sui 20 anni di funzionamento dell’impianto e senza tenere in considerazione le detrazioni fiscali al 50% attualmente previste per le installazioni domestiche (leggi qui tutto sulle detrazioni fiscali). Le detrazioni fiscali, di fatto, dimezzano il costo dell’impianto.

Sui 30 anni, invece, la soglia “limite” di prezzo si alza a circa 3.000 €/Kwp. Cioè: pagando l’impianto 3.000 €/kw dopo 30 anni sono in pari con l’investimento. Per avere invece un rendimento di circa il 4% il prezzo di installazione deve scendere a 1.800 €/Kw.

 

Caso 2: centro Italia

Nel Centro Italia la situazione è leggermente diversa in quanto si stima una producibilità media annua del fotovoltaico di circa 1.200 Kwh/Kwp installato. Questa differenza di rendimento gioca a favore della convenienza economica dell’impianto. Infatti, considerando i 20 anni di vita utile dell’impianto, il prezzo “soglia” delle installazioni parte da 2.800 €/Kwp: da questa cifra, infatti,  l’investimento avrà un ritorno sui 20 anni. Per avere invece un rendimento del 4% il prezzo di installazione dovrà scendere a circa 1.800 €/Kwp. Questo sui 20 anni.

Considerando invece il ritorno sui 30 anni di operatività impianto, per avere un rendimento del 4%, il prezzo chiavi in mano è di circa 2.400 €/Kwp. Con un prezzo di 1.800 €/Kwp il rendimento sarà invece di quasi il 6%.

 

Caso 3: sud Italia

Decisamente più interessante è infine la situazione al sud italia, con una producibilità impianto di circa 1.400 Kwh/Kwp/anno.
Qui la soglia di prezzo minima per tornare in pari dall’investimento dopo i 20 anni è di circa 3.200 €/Kwp. Questa soglia di prezzo è già superata: abbiamo infatti già prezzi al di sotto dei 3.000 €/Kwp, questo vuol dire che nel sud italia la grid parity è già raggiunta, perlomeno in alcune situazioni ottimali.
Considerando a 20 anni la vita utile dell’impianto fotovoltaico, con prezzi intorno ai 2.000 € al Kwp avremo un rendimento di circa il 5%. Anche queste condizioni il fotovoltaico conviene ancora senza gli incentivi nè le detrazioni fiscali.

Considerando invece i 30 anni di vita produttiva dell’impianto, con costi di installazione intorno ai 2.000 €/Kw avremo rendimenti di oltre il 7% senza incentivi. Questa è la situazione decisamente più interessante.

 

In alcune situazioni il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi nè detrazioni fiscali

Mentre scrivo, leggo di offerte per installazioni chiavi in mano di 6.000 – 7.000 € per un kit da 3 Kw. Questo vuol dire 2.000 – 2.350 € per kw installato.

Ciò che emerge è che già oggi, con prezzi chiavi in mano che raggiungono i  2.000 € per kw installato nel sud Italia un investimento per un impianto domestico in autoconsumo risulta già essere un investimento che conviene ancora anche senza gli incentivi statali del conto energia, e senza considerare le detrazioni fiscali.

Tutto ciò fa presupporre che il raggiungimento effettivo della grid parity in tutta Italia è ormai prossimo, ma si è già in grid parity se si considera il 100% di autoconsumo. Dunque, il fotovoltaico conviene ancora senza incentivi? Siamo oggi ad una svolta: con i costi attuali e con le detrazioni fiscali conviene, senza alcun dubbio. Senza le detrazioni fiscali siamo in una situazione “limite” in cui l’investimento è veramente conveniente solo con una certa quota di autoconsumo.

Per approfondire leggi anche: il fotovoltaico conviene ancora?

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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