Sei un professionista? Scopri il servizio di fornitura preventivi!

Fotovoltaico in autoconsumo e schema connessione impianto

Ultimo aggiornamento: 16-4-2014
Voto:4/5 (7702 voti)

Fotovoltaico in autoconsumo: questa la vera convenienza di ogni impianto fotovoltaico.
Per almeno due ragioni.
Primo: il costo in bolletta dell’energia elettrica varia tra 0,20 e 0,30 €/kwh mentre il costo di produzione del fotovoltaico varia tra 0,05 e 0,10 €/kwh.
Secondo: le detrazioni fiscali (riservate per ora ai soli utenti domestici), sono a vantaggio di chi effettua un impianto al servizio della casa dove abita.

L’ autoconsumo in sito dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico è sempre il fattore di maggior risparmio per l’utente.

 

Il fotovoltaico in autoconsumo, cambia le bollette elettriche?

Si, le deve cambiare.

Molti utenti dello scambio sul posto lamentano che le bollette elettriche ricevute a seguito dell’installazione di un impianto fotovoltaico sono uguali, se non superiori, a quelle che ricevevano precedentemente all’installazione dell’impianto fotovoltaico (si veda come esempio questo vecchio commento).

Se così è. Qualcosa non va nello schema di installazione dell’impianto fotovoltaico.

In effetti un utente dello scambio sul posto che produce, autoproduce, energia elettrica, dovrebbe avere la possibilità prima di tutto di usufruire istantaneamente dell’energia elettrica auto-prodotta, prima che questa venga immessa in rete. Spesse volte così non è.
Perchè?

 

A volte erroneamente le utenze vengono connesse alla rete elettrica nazionale attraverso uno schema di connessione errato ( o meglio: superato) che immette in rete direttamente tutta l’energia prodotta per poi riprelevarla dalla rete “istantaneamentte” o nel momento del bisogno. Secondo questo vecchio schema di installazione tutta l’energia autoprodotta viene conteggiata dal contatore bidirezionale in entrata e in uscita dalla rete (cfr. figura: M1).
Per questo vengono fatti, a volte, addirittura doppi conteggi (!) che fanno lievitare le bollette elettriche, anzichè farle dimezzare.

Dunque, con questo tipo di installazione tutta questa energia auto-prodotta viene conteggiata addebitata in bolletta, anzichè essere scalata dalla bolletta.

Se le bollette aumentano, c’è qualcosa che non va nell’impianto o nelle modalità di consumo. Le bollette non dovrebbero aumentare nè rimanere invariate perchè così si bypassa il vantaggio ed il potenziale economico dell’ autoconsumo istantaneo del fotovoltaico installato al servizio di casa (o dell’azienda).

 

Autoconsumo istantaneo : il corretto schema di connessione

Dunque, se vediamo le bollette aumentare, anzichè diminuire.. che fare?

La prima cosa è controllare lo schema di funzionamento dell’impianto e verificare che lavori correttamente in auto-consumo.

Il primo vantaggio dell’ avere un impianto fotovoltaico è prima di tutto la possibilità di autoconsumare istantaneamente (“in sito”). L’autoconsumo permette di avere sensibili risparmi autoproducendo al momento del bisogno (e non solo) l’energia consumata. Ovviamente per ottimizzare al massimo i vantaggi bisogna consumare il più possibile al momento della produzione. Questo dà la possibilità di ridurre considerevolmente la quantità di energia prelevata dalla rete e pagata in bolletta al fornitore elettrico. Le bollette elettriche, ricordiamolo, includono molte voci di costo: dalla quota energia a quella sui servizi di distribuzione, dispacciamento, agli oneri generali di sistema, fino alle imposte (si veda, ad esempio, l’articolo: come leggere la bolletta elettrica).

Quando invece si produce energia senza utilizzarla, la rete elettrica nazionale viene utilizzata come se fosse uno strumento di immagazzinamento dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico: l’ energia prodotta dall’impianto ma non contestualmente autoconsumata viene quindi immessa nella rete nazionale (RTN) gestita da Terna a beneficio del sistema elettrico nazionale.

Qual è il problema? E’ che l’energia immessa in rete non viene pagata quanto viene pagata in bolletta. Ecco perchè conviene autoconsumare il più possibile, anzichè immettere in rete. Più sotto vediamo il perchè.

 

schema connessione impianto fotovoltaico in autoconsumo

schema connessione impianto fotovoltaico in autoconsumo

In questa figura è riportato il corretto schema di connessione e di misurazione dell’energia in transito nell’impianto fotovoltaico. Si vede il corretto posizionamento dei contatori elettrici (M1 e M2) per permettere il giusto conteggio dell’energia autoconsumata, di quella immessa in rete e di quella prelevata dalla rete.

Per il calcolo dello scambio sul posto  è infatti sufficiente rilevare la quantità di energia immessa in rete e quella prelevata dalla rete.
Per calcolare, invece, il risparmio effettivo in bolletta è sufficiente conteggiare la quota di autoconsumo in sito: l’energia prodotta e istantaneamente autoconsumata.

Il corretto schema di realizzazione impianto è quello qui rappresentato, perchè permette l’autoconsumo della ‘propria’ energia, prima che questa venga immessa in rete.

Non tutta l’energia prodotta, infatti, deve per forza essere immessa direttamente in rete, parte di questa può e deve essere immediatamente autoconsumata se c’è una richiesta istantanea.

Il contatore M1 misura quindi i flussi in entrata e in uscita dalla rete elettrica pubblica.

Il contatore M2, invece, misura la quantità totale di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Questo, misurando tutta l’energia prodotta dal sistema fotovoltaico, permette di rilevare, per differenza, la quantità di energia autoconsumata in sito: sottraendo la quantità di energia fotovoltaica immessa in rete (misurata con M1)  dalla quantità totale dell’energia prodotta dall’impianto (misurata con M2) si ha la quantità di autoconsumo.

 

Le formule dell’autoconsumo fotovoltaico e del risparmio in bolletta

Ecco la formula per calcolare l’autoconsumo:

Autoconsumo = (energia prodotta in totale) – (energia immessa in rete)

Ecco la formula per calcolare il risparmio in bolletta:

Risparmio in bolletta (€) = (autoconsumo in kwh) x (0,25 €) 

(0,25 è un prezzo medio lordo dell’energia in bolletta, ma sulla mia bolletta di casa ho calcolato un costo di 0,29 €/kwh).

Esempio.

Energia prodotta = 3.500 kwh
Energia immessa in rete = 1.400 kwh
Autoconsumo = (3.500)-(1.400) = 2.100 kwh
Risparmio in bolletta = (2.100) x 0,25 = 525 euro

La quantità di energia elettrica prodotta (e misurata da M2) è sempre maggiore o uguale alla quantità di energia elettrica immessa in rete (misurata da M1, in uscita) poiché parte della produzione può essere autoconsumata istantaneamente senza utilizzare la rete.

 

Tabella comparativa autoconsumo fotovoltaico / risparmio in bolletta

 

Esempi di autoconsumo fotovoltaico e risparmi in bolletta
Dimensione impianto energia prodotta/anno energia immessa/anno autoconsumo fotovoltaico/anno risparmio in bolletta/anno
3 kw 3.900 kwh 1500 kwh 2.400 kwh 600 euro
6 kw 7.800 kwh 3.500 kwh 4.300 kwh 1.075 euro
9 kw 11.700 kwh 8.000 kwh 3.700 kwh 925 euro

 

Da notare come, per un effettivo risparmio in bolletta, non conta la dimensione dell’impianto fotovoltaico, ma la quantità di autoconsumo effettivo dell’energia auto-prodotta.

 

Video: come aumentare autoconsumo e risparmio in bolletta

Ecco un breve video (8 minuti) che mostra come aumentare la quota di autoconsumo fotovoltaico per aumentare i risparmi in bolletta.


“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

Clicca per richiedere una consulenza o un preventivo


27 Commenti

  1. Mauro Gnocchi, il 17 aprile 2014 ore 11:20

    probabilmente non volete fare pubblicità ma come faccio a sapere il nome del prodotto del misuratore di autoconsumo?

    Grazie

  2. giovanni, il 17 aprile 2014 ore 12:40

    di prodotti ce ne sono tanti, anche integrati direttamente agli inverter.
    SMA, elios4you, ecc..

  3. giuseppe, il 6 maggio 2015 ore 21:20

    visto lo schema di collegamento, uscita fotovoltaico sup. 400kw collegato in uscita del tr. 20kv/400v ad immettere energia prodotta alla rete pubblica? ciao grazie

    • Alessandro F., il 7 maggio 2015 ore 09:29

      non ho capito la domanda.

  4. tarquinio paolo, il 9 maggio 2015 ore 04:54

    Non ho la rete elettrica e desidero realizzare un impiantofo .Ho gia installato 50 pannelli da 230w e sono in procinto per acquistare un inverter ABB PO.P10 . OTL 10OOOW TRIFASE 2 MPT oppure 12000w trkfase on l aggiunta di accumulatkri a carica secca gel miserve lo schema cablaggio .

  5. Giovanni, il 14 agosto 2015 ore 08:50

    Volevo chiedere avendo fra poco un impianto fv da 4,5 kw con scambio sul posto. …quale tariffa richiedere al gestore del l’energia.

    • Alessandro F., il 19 agosto 2015 ore 15:34

      Secondo me è preferibile una tariffa bioraria in cui il costo dell’energia è minore nelle fasce serali e notturne, perchè sono gli orari in cui verrà prelevata energia dalla rete.
      Da evitare tariffe “flat” o “forfetarie”.

  6. Zani costantino, il 2 dicembre 2015 ore 22:26

    Quale e esattamente il meccanismo per qui nel sistema fotovoltaivo con scambio sul posto tradizionale con 2 contatori uno di produzione e uno di lettura bidirezionale l energia prodotta viene usata per prima e poi eventualmente integrata da enel se mancante in parte mi risulta difficile capire come due generatori posti in parallelo sullo stesso caricopossano fare cio al limite se uguali daranno ciascuno la meta non e cosi

  7. Andrea Coletti, il 12 febbraio 2016 ore 14:56

    Mi interessa , Mi mandate un preventivo ??

  8. Andrea Coletti, il 12 febbraio 2016 ore 14:58

    Avete anche prodotti per accumulare l’energia prodotta in modo da consumarla non solo all’istante ma anche in differita ?? Costi ??

    • Alessandro F., il 12 febbraio 2016 ore 18:29

      ciao compila pure il modulo Preventivi che trovi nella pagina

  9. Paolo, il 19 aprile 2016 ore 17:03

    Ho un impianto fotovoltaico da 1kw e un contatore bidirezionale senza contratto di scambio. Purtroppo pago l’energia in eccesso che non consumo e che ritorna in rete. Come posso risolvere il problema ? Basta il contatore monodirezionale ? Grazie.

    • Alessandro F., il 19 aprile 2016 ore 17:09

      a questo punto penso che ti convenga fare il contratto di scambio sul posto col gse

  10. paolo tarquinio, il 20 aprile 2016 ore 15:16

    Non ho avuto nessuna risposta consiglio,mi fa pensare che ne sapete meno di me .Tarquinio Paolo

  11. paolo tarquinio, il 20 aprile 2016 ore 15:18

    Non ho avuto nessuna risposta commento mi fa pensare che ne so più di Voi

    • Alessandro F., il 21 aprile 2016 ore 09:17

      bravo, allora fai tu

  12. Giovanni Di Stasi, il 25 aprile 2016 ore 14:55

    Salve,
    ho un impianto fotovoltaico fatto con il secondo conto energia.
    Tale installazione è compatibile con la soluzione prospettata di autoconsumo?
    Se è compatibile, è possibile che non sia stata fatta una simile installazione?

    • Alessandro F., il 26 aprile 2016 ore 10:08

      Ogni impianto fotovoltaico domestico o aziendale, anche se in conto energia, deve poter funzionare in autoconsumo. Cioè: quando l’impianto produce e quando ci sono utenze attive in casa l’impianto NON deve immettere in rete, MA deve soddisfare direttamente la richiesta elettrica della casa (senza immettere in rete). In rete vanno immessi solo i kwh NON istantaneamente autoconsumati.

  13. Giuseppe, il 21 dicembre 2016 ore 23:28

    Salve
    Se mi consente la questione dell’autoconsumo a me pare un pò più complessa di come se ne parla,dallo schemino con M1-M2-FV-Utenza non emerge nessuna differenza di collegamento sostanziale,anzi a mio modesto parere è pari pari come tutti gli altri,e sinceramente non credo si possa collegare in modo differente,nella sostanza l’UTENZA è collegata dopo “M2″e quindi viene prima conteggiata l’energia prodotta dal FV e dopo nel caso consumata,credo sia più probabile un autoconsumo se l’utenza fosse collegata a monte del contatore M2 così sarebbe sicuro(e trasparente da parte dell’ente)che l’energia prodotta da FV sia prima consumata e se ne rimane immessa in rete.Ma ciò credo non è consentito è un caso?.Per Me l’ON-GRID non ha credibilità proprio per questo,perchè tra il tira e molla chi guadagna non è certo l’utente finale se non per qualche briciola che tra l’altro se non si fa attenzione ti tolgono pure quella…e ce ne sarebbero ancora cose da dire….E comunque quando gli enti mondiali si sono chiesti ma come faremo in futuro dove l’energia richiesta sarà sempre maggiore?costruiamo altre centrali?a qualcuno più furbo invece gli venne la brillante idea ma perchè costruire altre centrali quando possiamo illudere l’utente finale facendogli acquistare a Lui stesso un impianto che tra le altre cose oltre a farglielo pagare possiamo usufruire dell’energia che produce??detto fatto l’impianto ON-GRID è la soluzione,POSSIAMO SOLO ILLUDERCI MA NON CE’ SOLUZIONE!!!

    • Alessandro, il 30 maggio 2017 ore 23:35

      Salve c e un altra alternativa.. io ho ideato un impianto connesso in rete ma la corrente oltre quella che utilizzo per casa anziché darla a enel va nelle batterie è la riutilizzo quando serve. Tutto con un semplice inverter di rete è un sensore messo vicino al contattore.

      • Alessandro F., il 31 maggio 2017 ore 12:32

        Non mi sembra nulla di nuovo. Cioè? Come funzionerebbe?

      • gipi, il 31 maggio 2017 ore 14:24

        Ciao Alessandro

        Sono;ovviamente, anch’io dello stesso parere di Alessandro F. : DOVE STA LA NOVITA’ ???

  14. Disillusadelfotovoltaico, il 24 febbraio 2017 ore 22:46

    Ciao Alessandro grazie per la tua risposta alla mia richiesta sul precedente post…ho letto questo articolo che mi consigliavi e comincio a capirne di più finalmente…per rispondere alle tue domande il ns impianto è di 2,94 kw ed il prelievo di 16500 kw risulta essere il totale da metà 2012 (ossia da quando è stato installato l impianto fotovoltaico) ad adesso. Il valore monetario delle ns bollette non è mai sceso in tutti questi anni anzi da quando lavoro da casa da dicembre i consumi in f1 sono aumentati tanto da triplicarsi rispetto a quelli del bimestre precedente! Avevo cominciato ad usare lavatrice e lavastoviglie durante il giorno ma dopo aver ricevuto l ultima bolletta mi sono completamente spaventata e non capisco come mai non utilizzo la corrente istantanea prodotta dall impianto. Se guardo la tabella che hai pubblicato qui vedo una stima di un autoconsumo di 2400 annuale per un impianto di 3 kw…quindi su 4 anni dovrebbe essere quasi 10000 kw…il mio autoconsumo risulta essere 4000 in totale…quindi è evidente che c è qualcosa che non va.

    • gipi, il 7 aprile 2017 ore 16:23

      Ciao “disillusadelfotovoltaico”

      Non avevo ancora avuta l’occasione di vedere questa “Striscia” e quindi nemmeno il tuo Intervento (che ora ricollego ad alto simile in altra “Striscia”.

      Risulta precisamente come tu dici : “quindi è evidente che qualcosa non va”.

      In effetti semplificare, per tutta l’Italia, che gli Impianti producano annualmente 1300 kWh/kWp è fuorviante. Va sicuramente bene solo per il Centro Italia ma sicuramente non per il Nord o il Sud & Isole. Vedi alcuni articoli più attendibili agli Indirizzi :
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/quanto-produce-impianto-fotovoltaico-3-kw-anno
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/il-calcolo-della-produzione-da-fotovoltaico
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/costi-ricavi-impianto-fotovoltaico
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/rendimento-impianto-fotovoltaico

      Comunque, anche in queste altre tabelle, le Produzioni che troverai risultano “medie” e quindi togliere un 5%, per sicurezza, risulta consigliabile.

      Per quanto riguarda la QUOTA DI AUTOCONSUMO PREVEDIBILE il tutto è legato a un notevole numero di VARIABILI anche per Impianti piccoli come il tuo (2,94 kWp…3,0 kWp) .

      Nel caso più comune di Impianti FV piccoli da 3,0 kWp e con Dotazione di Casa costituita da apparecchiature elettriche “DI BASE STANDARD” (nessuna presenza di apparecchi elettrici per riscaldo/raffrescamento ambienti, deumidificatori o simili).
      Con un livello dei consumi, pregressi al FV di 3500 kWh/anno e al Nord Italia, si possono prevedere due percentuali di autoconsumo diverse. La diversa possibilità di Autoconsumo è strettamente dipendente dal fatto che in casa vi sia presenza o meno di qualcuno “attivo” durante le ore lavorative dei giorni lavorativi per tutto l’anno
      .
      La presenza di qualcuno in Casa ovviamente aumenta i consumi energetici in fascia F1 ma al contempo permette di aumentare anche la quota di Autoconsumo dal FV.
      Per “aumento quota di Autoconsumo” si intende il TOTALE ANNUALE DI AUTOCONSUMO.

      In pratica, con un FV di 3,0 kWp (qui al Nord) e un Consumo Totale di Casa di 3500 kWh/anno, si può contare di avere una quota di AUTOCONSUMO del 25% se la casa rimane inabitata durante le ore lavorative, e del 40% (al massimo) se la casa risulta permanentemente abitata.

      Queste percentuali possono essere valide se raffrontate ad una produttività FV ”normale al Nord per Impianto 3,0 kWp” di 3,0×1200 = 3600 kWh/a

      Nei due distinti casi si avranno Autoconsumi di : 0,25×3600 = 900 kWh/a e di 0,40×3600 = 1440 kWh/a. Nella maggiore parte dei casi, comunque, ci si situa intorno ai 1250 kWh/a.

      Tu con il tuo Impianto (2,94 = 3,0 kWp) che APPARE PRODUTTIVAMENTE DEPRESSO, produci SOLO 2786 kWh/a invece degli “attesi 2,94×1200 = 3528 kWh/a e Autoconsumi 857 kWh/a
      .
      Visto che il tutto si riferisce alla tua casa che rimane (rimaneva) inabitata tutti i giorni, nell’arco delle ore lavorative, bisogna comunque dire che sei riuscita raggiungere una quota di Autoconsumo del 100 / 2786 x 857 = 30,76 %.
      Realisticamente, nelle tua passata condizione, non potevi fare di più !!!!

      Ora, essendo tu passata ad abitare la casa per tutta la giornata, e consumando più Energia, dovresti riuscire ad arrivare sicuramente al 45% di Autoconsumo SULLA BASSISSIMA PRODUZIONE DEL TUO FV.

      IL TUO PROBLEMA TECNICO E’ CHE IL TUO FV PRODUCE MOLTO MENO DEL DOVUTO
      Fai tutti i controlli come ti ho suggerito nella altra “Striscia” nel mio intervento “PUNTATA N° 1”.

      IL PROBLEMA “ Il valore monetario delle ns bollette non è mai sceso in tutti questi anni anzi da quando lavoro da casa da dicembre i consumi in f1 sono aumentati tanto da triplicarsi rispetto a quelli del bimestre precedente! “
      NON ESISTE IN SE STESSO MA E’ SOLO UNA TUA PERCEZIONE (SBAGLIATA) DERIVANTE DAL FATTO CHE TU FOCALIZZI LE TUE CONSIDERAZIONI SOLO SU UNA BOLLETTA “INVERNALE”.

      Mi rendo conto che questa mia affermazione, per te assolutamente incredibile, ti farà arrabbiare parecchio e mi catalogherai tra i “cretini fanatici del FV”. Ti prego di pazientare e attendere le dovute spiegazioni che ti darò nella –PUNTATA N° 2 – che potrai leggere nell’altra “Stiscia”
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/contatore-fotovoltaico-come-leggerlo#comment-67370
      dove il discorso generale con te è già stato avviato.

  15. fabio, il 4 aprile 2017 ore 13:43

    Buongiorno,
    ho comprato una casa di nuova costruzione con incluso i pannelli solari.
    Il costruttore ha fatto tutta l’installazione ma l’allaccio è a carico mio compreso l’acquisto dell’inverter.
    Cosa devo fare?
    Basta chiamare ENEL ENERGIA?

    • Alessandro F., il 5 aprile 2017 ore 10:29

      ciao Fabio, per l’allaccio devi contattare enel distribuzione, ora “e-distribuzione”. In teoria si fa tutto tramite sito e, sempre in teoria, ti potrebbe bastare il modello unico semplificato, se hai già un allacciamento a rete in prelievo.
      Questa è la pagina per le pratiche.
      In alternativa fai fare a chi ti installerà l’inverter.

      La procedura semplificata prevede anche le pratiche per lo scambio sul posto, il cui referente è il Gse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti.
Se non vuoi lasciare un commento, clicca qui per ricevere gli aggiornamenti dalla discussione.