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Fotovoltaico in autoconsumo e schema connessione impianto

Ultimo aggiornamento: 16-04-2014
Voto:4/5 (7704 voti)

Fotovoltaico in autoconsumo: questa la vera convenienza di ogni impianto fotovoltaico.
Per almeno due ragioni.
Primo: il costo in bolletta dell’energia elettrica varia tra 0,20 e 0,30 €/kwh mentre il costo di produzione del fotovoltaico varia tra 0,05 e 0,10 €/kwh.
Secondo: le detrazioni fiscali (riservate per ora ai soli utenti domestici), sono a vantaggio di chi effettua un impianto al servizio della casa dove abita.

L’ autoconsumo in sito dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico è sempre il fattore di maggior risparmio per l’utente.

 

Il fotovoltaico in autoconsumo, cambia le bollette elettriche?

Si, le deve cambiare.

Molti utenti dello scambio sul posto lamentano che le bollette elettriche ricevute a seguito dell’installazione di un impianto fotovoltaico sono uguali, se non superiori, a quelle che ricevevano precedentemente all’installazione dell’impianto fotovoltaico (si veda come esempio questo vecchio commento).

Se così è. Qualcosa non va nello schema di installazione dell’impianto fotovoltaico.

In effetti un utente dello scambio sul posto che produce, autoproduce, energia elettrica, dovrebbe avere la possibilità prima di tutto di usufruire istantaneamente dell’energia elettrica auto-prodotta, prima che questa venga immessa in rete. Spesse volte così non è.
Perchè?

 

A volte erroneamente le utenze vengono connesse alla rete elettrica nazionale attraverso uno schema di connessione errato ( o meglio: superato) che immette in rete direttamente tutta l’energia prodotta per poi riprelevarla dalla rete “istantaneamentte” o nel momento del bisogno. Secondo questo vecchio schema di installazione tutta l’energia autoprodotta viene conteggiata dal contatore bidirezionale in entrata e in uscita dalla rete (cfr. figura: M1).
Per questo vengono fatti, a volte, addirittura doppi conteggi (!) che fanno lievitare le bollette elettriche, anzichè farle dimezzare.

Dunque, con questo tipo di installazione tutta questa energia auto-prodotta viene conteggiata addebitata in bolletta, anzichè essere scalata dalla bolletta.

Se le bollette aumentano, c’è qualcosa che non va nell’impianto o nelle modalità di consumo. Le bollette non dovrebbero aumentare nè rimanere invariate perchè così si bypassa il vantaggio ed il potenziale economico dell’ autoconsumo istantaneo del fotovoltaico installato al servizio di casa (o dell’azienda).

 

Autoconsumo istantaneo : il corretto schema di connessione

Dunque, se vediamo le bollette aumentare, anzichè diminuire.. che fare?

La prima cosa è controllare lo schema di funzionamento dell’impianto e verificare che lavori correttamente in auto-consumo.

Il primo vantaggio dell’ avere un impianto fotovoltaico è prima di tutto la possibilità di autoconsumare istantaneamente (“in sito”). L’autoconsumo permette di avere sensibili risparmi autoproducendo al momento del bisogno (e non solo) l’energia consumata. Ovviamente per ottimizzare al massimo i vantaggi bisogna consumare il più possibile al momento della produzione. Questo dà la possibilità di ridurre considerevolmente la quantità di energia prelevata dalla rete e pagata in bolletta al fornitore elettrico. Le bollette elettriche, ricordiamolo, includono molte voci di costo: dalla quota energia a quella sui servizi di distribuzione, dispacciamento, agli oneri generali di sistema, fino alle imposte (si veda, ad esempio, l’articolo: come leggere la bolletta elettrica).

Quando invece si produce energia senza utilizzarla, la rete elettrica nazionale viene utilizzata come se fosse uno strumento di immagazzinamento dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico: l’ energia prodotta dall’impianto ma non contestualmente autoconsumata viene quindi immessa nella rete nazionale (RTN) gestita da Terna a beneficio del sistema elettrico nazionale.

Qual è il problema? E’ che l’energia immessa in rete non viene pagata quanto viene pagata in bolletta. Ecco perchè conviene autoconsumare il più possibile, anzichè immettere in rete. Più sotto vediamo il perchè.

 

schema connessione impianto fotovoltaico in autoconsumo

schema connessione impianto fotovoltaico in autoconsumo

In questa figura è riportato il corretto schema di connessione e di misurazione dell’energia in transito nell’impianto fotovoltaico. Si vede il corretto posizionamento dei contatori elettrici (M1 e M2) per permettere il giusto conteggio dell’energia autoconsumata, di quella immessa in rete e di quella prelevata dalla rete.

Per il calcolo dello scambio sul posto  è infatti sufficiente rilevare la quantità di energia immessa in rete e quella prelevata dalla rete.
Per calcolare, invece, il risparmio effettivo in bolletta è sufficiente conteggiare la quota di autoconsumo in sito: l’energia prodotta e istantaneamente autoconsumata.

Il corretto schema di realizzazione impianto è quello qui rappresentato, perchè permette l’autoconsumo della ‘propria’ energia, prima che questa venga immessa in rete.

Non tutta l’energia prodotta, infatti, deve per forza essere immessa direttamente in rete, parte di questa può e deve essere immediatamente autoconsumata se c’è una richiesta istantanea.

Il contatore M1 misura quindi i flussi in entrata e in uscita dalla rete elettrica pubblica.

Il contatore M2, invece, misura la quantità totale di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Questo, misurando tutta l’energia prodotta dal sistema fotovoltaico, permette di rilevare, per differenza, la quantità di energia autoconsumata in sito: sottraendo la quantità di energia fotovoltaica immessa in rete (misurata con M1)  dalla quantità totale dell’energia prodotta dall’impianto (misurata con M2) si ha la quantità di autoconsumo.

 

Le formule dell’autoconsumo fotovoltaico e del risparmio in bolletta

Ecco la formula per calcolare l’autoconsumo:

Autoconsumo = (energia prodotta in totale) – (energia immessa in rete)

Ecco la formula per calcolare il risparmio in bolletta:

Risparmio in bolletta (€) = (autoconsumo in kwh) x (0,25 €) 

(0,25 è un prezzo medio lordo dell’energia in bolletta, ma sulla mia bolletta di casa ho calcolato un costo di 0,29 €/kwh).

Esempio.

Energia prodotta = 3.500 kwh
Energia immessa in rete = 1.400 kwh
Autoconsumo = (3.500)-(1.400) = 2.100 kwh
Risparmio in bolletta = (2.100) x 0,25 = 525 euro

La quantità di energia elettrica prodotta (e misurata da M2) è sempre maggiore o uguale alla quantità di energia elettrica immessa in rete (misurata da M1, in uscita) poiché parte della produzione può essere autoconsumata istantaneamente senza utilizzare la rete.

 

Tabella comparativa autoconsumo fotovoltaico / risparmio in bolletta

 

Esempi di autoconsumo fotovoltaico e risparmi in bolletta
Dimensione impianto energia prodotta/anno energia immessa/anno autoconsumo fotovoltaico/anno risparmio in bolletta/anno
3 kw 3.900 kwh 1500 kwh 2.400 kwh 600 euro
6 kw 7.800 kwh 3.500 kwh 4.300 kwh 1.075 euro
9 kw 11.700 kwh 8.000 kwh 3.700 kwh 925 euro

 

Da notare come, per un effettivo risparmio in bolletta, non conta la dimensione dell’impianto fotovoltaico, ma la quantità di autoconsumo effettivo dell’energia auto-prodotta.

 

Video: come aumentare autoconsumo e risparmio in bolletta

Ecco un breve video (8 minuti) che mostra come aumentare la quota di autoconsumo fotovoltaico per aumentare i risparmi in bolletta.


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40 Commenti

  1. Mauro Gnocchi, il 17 aprile 2014 ore 11:20

    probabilmente non volete fare pubblicità ma come faccio a sapere il nome del prodotto del misuratore di autoconsumo?

    Grazie

  2. giovanni, il 17 aprile 2014 ore 12:40

    di prodotti ce ne sono tanti, anche integrati direttamente agli inverter.
    SMA, elios4you, ecc..

  3. giuseppe, il 6 maggio 2015 ore 21:20

    visto lo schema di collegamento, uscita fotovoltaico sup. 400kw collegato in uscita del tr. 20kv/400v ad immettere energia prodotta alla rete pubblica? ciao grazie

    • Alessandro F., il 7 maggio 2015 ore 09:29

      non ho capito la domanda.

  4. tarquinio paolo, il 9 maggio 2015 ore 04:54

    Non ho la rete elettrica e desidero realizzare un impiantofo .Ho gia installato 50 pannelli da 230w e sono in procinto per acquistare un inverter ABB PO.P10 . OTL 10OOOW TRIFASE 2 MPT oppure 12000w trkfase on l aggiunta di accumulatkri a carica secca gel miserve lo schema cablaggio .

  5. Giovanni, il 14 agosto 2015 ore 08:50

    Volevo chiedere avendo fra poco un impianto fv da 4,5 kw con scambio sul posto. …quale tariffa richiedere al gestore del l’energia.

    • Alessandro F., il 19 agosto 2015 ore 15:34

      Secondo me è preferibile una tariffa bioraria in cui il costo dell’energia è minore nelle fasce serali e notturne, perchè sono gli orari in cui verrà prelevata energia dalla rete.
      Da evitare tariffe “flat” o “forfetarie”.

  6. Zani costantino, il 2 dicembre 2015 ore 22:26

    Quale e esattamente il meccanismo per qui nel sistema fotovoltaivo con scambio sul posto tradizionale con 2 contatori uno di produzione e uno di lettura bidirezionale l energia prodotta viene usata per prima e poi eventualmente integrata da enel se mancante in parte mi risulta difficile capire come due generatori posti in parallelo sullo stesso caricopossano fare cio al limite se uguali daranno ciascuno la meta non e cosi

    • Francesco Durante, il 16 luglio 2018 ore 08:50

      Costantino hai avuto risposta alla tua domanda? Cioè come è possibile che un carico alimentato da due generatori usufruisca l’energia di uno (il fotovoltaico) invece di entrambi?

      • gipi, il 16 luglio 2018 ore 19:00

        Ciao Francesco Durante

        Vedi la risposta per te al fondo della Striscia.

        • Francesco Durante, il 18 luglio 2018 ore 06:13

          Ciao Gipi.. ok.. quindi la regolazione della tensione dell’impianto FV di poco superiore a quella di rete la fa costantemente l’inverter? E la fa in modo dinamico suppongo.. perché la tensione di rete magari è costante perché è la rete ma il mio impianto se gli attacco un carico magari la tensione scende .. comunque ora è chiaro, grazie

        • gipi, il 18 luglio 2018 ore 21:04

          Ciao Francesco Durante

          L’ adeguamento della tensione che fa l’Inverter è “dinamicissima” (istante per istante) e tiene conto della quantità di Energia che si sta producendo (che deve esse smaltita totalmente) e dell’assorbimento di casa.
          L’Inverter fa in modo che la tensione che si crea nell’Impianto di casa, in funzione delle quantità energetiche di cui detto sopra, sia sempre maggiore (di quel tanto che basta) per poter “pompare” tutta l’Energia in esubero in Rete.

          Di solito bastano 2 o 3 Volt in più per riuscire a “pompare” l’esubero in Rete.

          Comunque la Tensione di Rete è tutt’altro che costante.
          ENEL per contratto/regola di fornitura ritiene normale un +/- 10% sui 230 V canonici (in pratica 230 V +/- 23 V il che fa da 207 a 253 V).

          L’Inverter si adegua ad ogni istante (se deve smaltire Energia verso la Rete) alla Tensione di Rete del momento e quindi, nei casi estremi a casa tua, ti trovi con valori di Tensione che possono essere da 210 V a 256 V.

  7. Andrea Coletti, il 12 febbraio 2016 ore 14:56

    Mi interessa , Mi mandate un preventivo ??

  8. Andrea Coletti, il 12 febbraio 2016 ore 14:58

    Avete anche prodotti per accumulare l’energia prodotta in modo da consumarla non solo all’istante ma anche in differita ?? Costi ??

    • Alessandro F., il 12 febbraio 2016 ore 18:29

      ciao compila pure il modulo Preventivi che trovi nella pagina

  9. Paolo, il 19 aprile 2016 ore 17:03

    Ho un impianto fotovoltaico da 1kw e un contatore bidirezionale senza contratto di scambio. Purtroppo pago l’energia in eccesso che non consumo e che ritorna in rete. Come posso risolvere il problema ? Basta il contatore monodirezionale ? Grazie.

    • Alessandro F., il 19 aprile 2016 ore 17:09

      a questo punto penso che ti convenga fare il contratto di scambio sul posto col gse

  10. paolo tarquinio, il 20 aprile 2016 ore 15:16

    Non ho avuto nessuna risposta consiglio,mi fa pensare che ne sapete meno di me .Tarquinio Paolo

  11. paolo tarquinio, il 20 aprile 2016 ore 15:18

    Non ho avuto nessuna risposta commento mi fa pensare che ne so più di Voi

    • Alessandro F., il 21 aprile 2016 ore 09:17

      bravo, allora fai tu

  12. Giovanni Di Stasi, il 25 aprile 2016 ore 14:55

    Salve,
    ho un impianto fotovoltaico fatto con il secondo conto energia.
    Tale installazione è compatibile con la soluzione prospettata di autoconsumo?
    Se è compatibile, è possibile che non sia stata fatta una simile installazione?

    • Alessandro F., il 26 aprile 2016 ore 10:08

      Ogni impianto fotovoltaico domestico o aziendale, anche se in conto energia, deve poter funzionare in autoconsumo. Cioè: quando l’impianto produce e quando ci sono utenze attive in casa l’impianto NON deve immettere in rete, MA deve soddisfare direttamente la richiesta elettrica della casa (senza immettere in rete). In rete vanno immessi solo i kwh NON istantaneamente autoconsumati.

  13. Giuseppe, il 21 dicembre 2016 ore 23:28

    Salve
    Se mi consente la questione dell’autoconsumo a me pare un pò più complessa di come se ne parla,dallo schemino con M1-M2-FV-Utenza non emerge nessuna differenza di collegamento sostanziale,anzi a mio modesto parere è pari pari come tutti gli altri,e sinceramente non credo si possa collegare in modo differente,nella sostanza l’UTENZA è collegata dopo “M2″e quindi viene prima conteggiata l’energia prodotta dal FV e dopo nel caso consumata,credo sia più probabile un autoconsumo se l’utenza fosse collegata a monte del contatore M2 così sarebbe sicuro(e trasparente da parte dell’ente)che l’energia prodotta da FV sia prima consumata e se ne rimane immessa in rete.Ma ciò credo non è consentito è un caso?.Per Me l’ON-GRID non ha credibilità proprio per questo,perchè tra il tira e molla chi guadagna non è certo l’utente finale se non per qualche briciola che tra l’altro se non si fa attenzione ti tolgono pure quella…e ce ne sarebbero ancora cose da dire….E comunque quando gli enti mondiali si sono chiesti ma come faremo in futuro dove l’energia richiesta sarà sempre maggiore?costruiamo altre centrali?a qualcuno più furbo invece gli venne la brillante idea ma perchè costruire altre centrali quando possiamo illudere l’utente finale facendogli acquistare a Lui stesso un impianto che tra le altre cose oltre a farglielo pagare possiamo usufruire dell’energia che produce??detto fatto l’impianto ON-GRID è la soluzione,POSSIAMO SOLO ILLUDERCI MA NON CE’ SOLUZIONE!!!

    • Alessandro, il 30 maggio 2017 ore 23:35

      Salve c e un altra alternativa.. io ho ideato un impianto connesso in rete ma la corrente oltre quella che utilizzo per casa anziché darla a enel va nelle batterie è la riutilizzo quando serve. Tutto con un semplice inverter di rete è un sensore messo vicino al contattore.

      • Alessandro F., il 31 maggio 2017 ore 12:32

        Non mi sembra nulla di nuovo. Cioè? Come funzionerebbe?

      • gipi, il 31 maggio 2017 ore 14:24

        Ciao Alessandro

        Sono;ovviamente, anch’io dello stesso parere di Alessandro F. : DOVE STA LA NOVITA’ ???

  14. Disillusadelfotovoltaico, il 24 febbraio 2017 ore 22:46

    Ciao Alessandro grazie per la tua risposta alla mia richiesta sul precedente post…ho letto questo articolo che mi consigliavi e comincio a capirne di più finalmente…per rispondere alle tue domande il ns impianto è di 2,94 kw ed il prelievo di 16500 kw risulta essere il totale da metà 2012 (ossia da quando è stato installato l impianto fotovoltaico) ad adesso. Il valore monetario delle ns bollette non è mai sceso in tutti questi anni anzi da quando lavoro da casa da dicembre i consumi in f1 sono aumentati tanto da triplicarsi rispetto a quelli del bimestre precedente! Avevo cominciato ad usare lavatrice e lavastoviglie durante il giorno ma dopo aver ricevuto l ultima bolletta mi sono completamente spaventata e non capisco come mai non utilizzo la corrente istantanea prodotta dall impianto. Se guardo la tabella che hai pubblicato qui vedo una stima di un autoconsumo di 2400 annuale per un impianto di 3 kw…quindi su 4 anni dovrebbe essere quasi 10000 kw…il mio autoconsumo risulta essere 4000 in totale…quindi è evidente che c è qualcosa che non va.

    • gipi, il 7 aprile 2017 ore 16:23

      Ciao “disillusadelfotovoltaico”

      Non avevo ancora avuta l’occasione di vedere questa “Striscia” e quindi nemmeno il tuo Intervento (che ora ricollego ad alto simile in altra “Striscia”.

      Risulta precisamente come tu dici : “quindi è evidente che qualcosa non va”.

      In effetti semplificare, per tutta l’Italia, che gli Impianti producano annualmente 1300 kWh/kWp è fuorviante. Va sicuramente bene solo per il Centro Italia ma sicuramente non per il Nord o il Sud & Isole. Vedi alcuni articoli più attendibili agli Indirizzi :
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/quanto-produce-impianto-fotovoltaico-3-kw-anno
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/il-calcolo-della-produzione-da-fotovoltaico
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/costi-ricavi-impianto-fotovoltaico
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/rendimento-impianto-fotovoltaico

      Comunque, anche in queste altre tabelle, le Produzioni che troverai risultano “medie” e quindi togliere un 5%, per sicurezza, risulta consigliabile.

      Per quanto riguarda la QUOTA DI AUTOCONSUMO PREVEDIBILE il tutto è legato a un notevole numero di VARIABILI anche per Impianti piccoli come il tuo (2,94 kWp…3,0 kWp) .

      Nel caso più comune di Impianti FV piccoli da 3,0 kWp e con Dotazione di Casa costituita da apparecchiature elettriche “DI BASE STANDARD” (nessuna presenza di apparecchi elettrici per riscaldo/raffrescamento ambienti, deumidificatori o simili).
      Con un livello dei consumi, pregressi al FV di 3500 kWh/anno e al Nord Italia, si possono prevedere due percentuali di autoconsumo diverse. La diversa possibilità di Autoconsumo è strettamente dipendente dal fatto che in casa vi sia presenza o meno di qualcuno “attivo” durante le ore lavorative dei giorni lavorativi per tutto l’anno
      .
      La presenza di qualcuno in Casa ovviamente aumenta i consumi energetici in fascia F1 ma al contempo permette di aumentare anche la quota di Autoconsumo dal FV.
      Per “aumento quota di Autoconsumo” si intende il TOTALE ANNUALE DI AUTOCONSUMO.

      In pratica, con un FV di 3,0 kWp (qui al Nord) e un Consumo Totale di Casa di 3500 kWh/anno, si può contare di avere una quota di AUTOCONSUMO del 25% se la casa rimane inabitata durante le ore lavorative, e del 40% (al massimo) se la casa risulta permanentemente abitata.

      Queste percentuali possono essere valide se raffrontate ad una produttività FV ”normale al Nord per Impianto 3,0 kWp” di 3,0×1200 = 3600 kWh/a

      Nei due distinti casi si avranno Autoconsumi di : 0,25×3600 = 900 kWh/a e di 0,40×3600 = 1440 kWh/a. Nella maggiore parte dei casi, comunque, ci si situa intorno ai 1250 kWh/a.

      Tu con il tuo Impianto (2,94 = 3,0 kWp) che APPARE PRODUTTIVAMENTE DEPRESSO, produci SOLO 2786 kWh/a invece degli “attesi 2,94×1200 = 3528 kWh/a e Autoconsumi 857 kWh/a
      .
      Visto che il tutto si riferisce alla tua casa che rimane (rimaneva) inabitata tutti i giorni, nell’arco delle ore lavorative, bisogna comunque dire che sei riuscita raggiungere una quota di Autoconsumo del 100 / 2786 x 857 = 30,76 %.
      Realisticamente, nelle tua passata condizione, non potevi fare di più !!!!

      Ora, essendo tu passata ad abitare la casa per tutta la giornata, e consumando più Energia, dovresti riuscire ad arrivare sicuramente al 45% di Autoconsumo SULLA BASSISSIMA PRODUZIONE DEL TUO FV.

      IL TUO PROBLEMA TECNICO E’ CHE IL TUO FV PRODUCE MOLTO MENO DEL DOVUTO
      Fai tutti i controlli come ti ho suggerito nella altra “Striscia” nel mio intervento “PUNTATA N° 1”.

      IL PROBLEMA “ Il valore monetario delle ns bollette non è mai sceso in tutti questi anni anzi da quando lavoro da casa da dicembre i consumi in f1 sono aumentati tanto da triplicarsi rispetto a quelli del bimestre precedente! “
      NON ESISTE IN SE STESSO MA E’ SOLO UNA TUA PERCEZIONE (SBAGLIATA) DERIVANTE DAL FATTO CHE TU FOCALIZZI LE TUE CONSIDERAZIONI SOLO SU UNA BOLLETTA “INVERNALE”.

      Mi rendo conto che questa mia affermazione, per te assolutamente incredibile, ti farà arrabbiare parecchio e mi catalogherai tra i “cretini fanatici del FV”. Ti prego di pazientare e attendere le dovute spiegazioni che ti darò nella –PUNTATA N° 2 – che potrai leggere nell’altra “Stiscia”
      https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/contatore-fotovoltaico-come-leggerlo#comment-67370
      dove il discorso generale con te è già stato avviato.

  15. fabio, il 4 aprile 2017 ore 13:43

    Buongiorno,
    ho comprato una casa di nuova costruzione con incluso i pannelli solari.
    Il costruttore ha fatto tutta l’installazione ma l’allaccio è a carico mio compreso l’acquisto dell’inverter.
    Cosa devo fare?
    Basta chiamare ENEL ENERGIA?

    • Alessandro F., il 5 aprile 2017 ore 10:29

      ciao Fabio, per l’allaccio devi contattare enel distribuzione, ora “e-distribuzione”. In teoria si fa tutto tramite sito e, sempre in teoria, ti potrebbe bastare il modello unico semplificato, se hai già un allacciamento a rete in prelievo.
      Questa è la pagina per le pratiche.
      In alternativa fai fare a chi ti installerà l’inverter.

      La procedura semplificata prevede anche le pratiche per lo scambio sul posto, il cui referente è il Gse.

  16. Francesco, il 21 ottobre 2017 ore 09:51

    Ciao a tutti.

    Una curiosità. Come fa a coesistere sullo stesso cavo che arriva a casa l’energia che fornisce l’enel con quella che si produce con il fotovoltaico?
    Una viene e l’altra va. Perché non scoppia tutto? Viaggiano a frequenze diverse?
    Boh :)

    • gipi, il 23 ottobre 2017 ore 16:49

      Ciao Francesco

      La tua legittima curiosità (come quella dell’Apostolo Tommaso) richiederebbe una spiegazione abbastanza tecnica.
      Per rimanere in tema pseudo evangelico : Beati quelli che credono senza aver visto……. a loro spetterà il Regno degli Elettroni.

      DICIAMO QUALCOSA DI SEMPLICE .

      Tu devi immaginare la Corrente Elettrica della Rete come un flusso di acqua prodotto dall’Acquedotto per mezzo di una enorme pompa alternativa a pistone (flusso elettronico) con pressione variabile (tensione istantanea) in modo sinusoidale, per 50 volte in ogni secondo (frequenza).

      In casa hai una una pompa acqua molto piccola (anche lei alternativa a pistone) che pesca da un tuo pozzo/laghetto, si trova allacciata con un suo piccolo tubo all’Acquedotto, e funziona IN SINCRONO con la enorme pompa alternativa dell’Acquedotto.

      Basterà che la tua piccola pompa possa, in ogni istante, generare una pressione leggermente maggiore della pressione istantanea presente nella Rete Acquedotto, nel punto di connessione, e tu potrai trasferire la tua acqua alla Rete senza problemi.

      La tua acqua immessa nell’Acquedotto andrà ad alimentare, logicamente, le necessità dei tuoi vicini di casa più prossimi.

      Sul tratto di tubo che collega la tua piccola pompa alla Rete Acquedotto è inserita anche la Presa Acqua dei servizi di casa tua.

      Qualora tu aprissi uno dei tuoi rubinetti di casa, e se la tua pompa sta pompando, tu riceveresti acqua dalla tua stessa pompa e l’eventuale eccesso andrebbe alla Rete.

      Se però la tua pompa sta pompando una quantità di acqua minore di quella che può uscire dal rubinetto che hai aperto, allora la quantità mancante ti arriverà dalla Rete che verrà a trovarsi ad una pressione superiore a quella generabile dalla tua pompa.

      Avendo parlato di pressioni acqua, paragonate al voltaggio della Corrente Elettrica, nel caso di questa ultima si tratta di pochissimi Volt di differenza (2-5 Volt) che sono sufficienti per dare un Verso di Movimento ben preciso alla Corrente di Elettroni.

      Per te, e anche per tutti gli altri, non posso trovare una spiegazione semplice e migliore.
      Tieni presente che si tratta di una SPIEGAZIONE BREVETTATA (made in italy by “gipi”).
      Gli Uffici Brevetti da sempre elargiscono Brevetti a cani e porci, basta pagarli…..

  17. manuel, il 12 marzo 2018 ore 13:19

    Buongiorno ho un impianto come descritto sopra da 3kw senza batterie in tampone che però quanto salta la corrente di rete ovviamente non funziona, é possibile far in modo che in assenza di corrente di rete si possa usufruire dell’energia prodotta sul momento?? Grazie

    • Alessandro F., il 12 marzo 2018 ore 16:50

      Si quando non c’è tensione di rete l’impianto fv “stacca” è una misura di sicurezza.
      Nonostante ciò è possibile configurare l’impianto per farlo funzionare come UPS – gruppo di continuità per sopperire alla amcnaza di elettricità. Deve comuque farlo un tecnico

  18. gipi, il 16 luglio 2018 ore 19:05

    Ciao Francesco Durante

    Rispondo al tuo intervento del 16 Luglio 2018 Ore 08:50 , in coda a quello di Zani Costantino, Il 2 Dicembre 2015 Ore 22:26 , molto più in su su questa “striscia”.

    Vediamo il funzionamento combinato del Sistema Rete Elettrica & Inverter FV come se si trattasse di un Impianto Idrico.

    La casa viene alimentata da due Fonti Idriche attive in contemporanea : Acquedotto & Pompa da Pozzo.
    Entrambi i flussi d’acqua (dall’acquedotto e dalla pompa) sono connessi con il tuo tubo principale dei Servizi Idrici della casa.

    La Pompa è sempre in azione e manda l’acqua contemporaneamente verso gli utilizzi di casa (rubinetti vari) e, per come sono collegati i tubi, anche verso l’Acquedotto.

    La Pompa funziona in modo tale per cui, fintanto che vi è acqua aspirabile dal Pozzo e la quantità di acqua richiesta dalla casa non supera la quantità aspirabile dal Pozzo, la pressione generata dalla pompa risulta SEMPRE MAGGIORE di quella presente nei tubi dell’acquedotto.

    Pertanto se tutti i rubinetti di casa sono chiusi allora tutta l’acqua aspirabile dal pozzo finirà alla linea dell’Acquedotto.

    Aprendo progressivamente i rubinetti di casa l’acqua della Pompa andrà in misura sempre maggiore alla casa diminuendo, sino ad arrivare al valore zero, la quantità immessa nell’Acquedotto.

    Aprendo di più i rubinetti, oltre alla massima possibilità di portata della Pompa, si provoca un abbassamento di pressione nell’Impianto della casa (pressione che diventa inferiore a quella dell’Acquedotto) per cui comincia ad arrivare dall’Acquedotto la quantità di acqua mancante rispetto alla richiesta della casa.

    Naturalmente se il Pozzo si secca la Pompa non potrà fornire alcunché e tutte le richieste della casa potranno essere soddisfatte solo dall’Acquedotto.

    Se si mettono due Contatori d’acqua (montati inversamente l’uno rispetto all’altro e muniti di opportuna valvola unidirezionale) sul tubo dell’Acquedotto si potrà realizzare praticamente un Contatore Acqua Bidirezionale.
    Con tale Contatore si potrà misurare la quantità di acqua prelevata e quella immessa rispetto all’Acquedotto.

    Un terzo e separato Contatore, montato sul tubo di mandata della Pompa, fornirà la misura della quantità d’acqua fornita dalla Pompa Pozzo.

    Ora immagina i fili elettrici collegati tra loro come fossero i tubi (vedi solo i fili che portano la Fase e fai finta che quelli del Neutro non esistano).
    Immagina anche che i Pannelli FV sono il tuo Pozzo e che l’Inverter è la tua Pompa.

    Dovrebbe essere possibile farsi una idea di come funziona tutto il Sistema…………(spero).

    • gipi, il 17 luglio 2018 ore 10:17

      P.S.
      Mi sono dimenticato di dire che, nell’esempio idrico che ho spiegato, rapportando il tutto all’Energia Elettrica, i litri d’acqua rappresentano gli Ampere elettrici mentre la pressione dell’acqua rappresenta il Voltaggio elettrico.

  19. Francesco Durante, il 19 luglio 2018 ore 00:22

    Gipi è chiarissimo grazie.. non sapevo che l’inverter avesse anche il compito di garantire una tensione sempre superiore a quella di rete anche se di poco.
    Ma quando l’utenza chiede più di ciò che l’impianto FV può fornire la tensione fornita dall’inverter deve abbassarsi.. non è che in quel caso la rete alimenta l’impianto FV oltre che le utenze? Ci sarà un blocco del l’inverter?

    • gipi, il 19 luglio 2018 ore 11:51

      Ciao Francesco Durante

      Tu supponi — “ci sarà un blocco nell’inverter” — ma non è così.

      In realtà l’Inverter trasforma tutto quel tanto o poco di Energia che gli arriva dai Pannelli in modo da poter vincere, in tutte le situazioni, la Tensione presente nell’Impianto di Casa che si mantiene sempre almeno uguale alla Tensione di Rete essendo sempre collegato alla stessa.

      Tuttavia, quando l’Energia complessiva fornita dei Pannelli scende sotto ad un minimo prestabilito (diciamo 10 Watt) o comunque la Tensione in corrente continua fornita dai Pannelli scende sotto ad una certa soglia minima richiesta (diciamo 250 V in C.C.) allora l’Inverter “stacca” realmente nel senso che disconnette fisicamente (con un suo interruttore interno) tutto il suo Dispositivo di Potenza dal circuito Casa/Rete.

      Dunque, visivamente, l’Inverter si spegne ma in pratica passa ad uno “stato di attesa” (stand-by).

      Nello “stato di attesa” rimangono sempre alimentati alcuni circuiti elettronici interni che devono essere sempre attivi per comandare il successivo “riattacco” Inverter quando si riattiveranno i Pannelli (sempre al raggiungimento di una certa Soglia Energetica minima che i Pannelli dovranno essere in grado di fornire).

      Nello “stato di attesa” tutti gli Inverter hanno bisogno di continuare ad essere alimentati dalla Rete.
      Il consumo, in questo stato, può variare da 1 a 5 Wh a seconda della “taglia” dell’Inverter e della marca.

      In generale, oggi, per gli Inverter Monofase fino ai 6 kWp il consumo di “stand-by” viene garantito entro 1-2 Wh.

  20. paolo, il 3 agosto 2018 ore 09:10

    Salve vorrei chiedere la seguente questione: in mancanza di energia del gestore l’impianto foto voltaico si stacca dalla rete di distribuzione, ma non capisco come, essendo collegato in parallelo alla rete stessa ed immettendo corrente elettrica, il suo circuito riesca a rilevare questa mancanza di tensione di rete, in sostanza come distingue la tensione del gestore dalla sua essendo collegati in parallelo alla fin fine

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