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Impianto fotovoltaico con batterie

19 agosto 2013
Voto:4/5 (9 voti)

L’ impianto fotovoltaico con batterie è la nuova era del solare.  Soprattutto per chi installa un sistema per far fronte prima di tutto ai bisogni della propria abitazione o della propria azienda.

In questo articolo vediamo perchè questa nuova fase del fotovoltaico, e delle fonti rinnovabili in generale, può risultare molto conveniente grazie alla possibilità di auto consumare la propria energia anche quando il sole non splende o splende meno: di sera, d’inverno, di notte.

Vediamo perchè è conveniente e perchè è conveniente installarlo ora che c’è la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali del 50% (e del 65% per le pompe di calore aria/acqua o aria/aria).

Ecco un approfondimento sulle detrazioni fiscali.

Il vantaggio principale di un impianto fotovoltaico con batterie è  che il sistema di accumulo a batteria permette di stoccare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e non immediatamente consumata.

Andiamo con ordine.

 

Impianto fotovoltaico con batterie: ecco 4 vantaggi

impianto fotovoltaico con batterieVediamo per punti, quattro vantaggi per il quale vale la pena optare per questa soluzione.
Il fotovoltaico con accumulo permette di:

  • auto-generare e auto-consumare tutta la corrente elettrica prodotta dal sistema fotovoltaico;
  • azzerare la fornitura del gas metano o di altre fonti fossili inquinanti e complessivamente più costose per le famiglie.
    Col solare si produce corrente elettrica in grado di svolgere le funzioni tradizionalmente, in Italia, svolte dal gas.
    Le rinnovabili elettriche possono sostituire le “tecnologie” a combustione;
  • mettersi al riparo dai continui aumenti in bolletta.
    Auto-producendo gran parte dell’energia necessaria al proprio fabbisogno si evita di acquistare l’energia in bolletta e si evita così l’aumento delle tariffe elettriche che ci sarà da qui ai prossimi 20-25 anni;
  • rientrare in maniera rapida dal costo di investimento.
    Grazie alla riduzione o all’azzeramento delle bollette elettriche negli anni, le famiglie possono ottenere un rapido rientro economico dai costi sostenuti.

Nel complesso, il risparmio derivante dall’investimento per un impianto fv con batterie è direttamente proporzionale alla riduzione del prelievo di rete ed all’aumento delle tariffe energetiche.

 

Come il fotovoltaico con batterie supera i limiti del passato

Fino ad oggi l’Italia si è distinta nel settore delle fonti rinnovabili. Nel fotovoltaico, in particolare, è oggi la seconda nazione al mondo per potenza installata. Risultati importanti, ottenuti soprattutto grazie agli incentivi statali che erano tra i più generosi al mondo.  Vediamo impianti installati ormai su molti tetti pubblici e privati. Il fotovoltaico non è più un tabù e, ogni giorno che sorge il sole, una miriade di piccole centrali producono energia pulita e soprattutto gratuita.

Oggi la tecnologia ci garantisce una migliore efficienza rispetto al passato, migliore efficienza e costi minori, anche in considerazione del fatto che i pannelli richiedono una manutenzione quasi nulla.

Nonostante ciò, un punto critico questa tecnologia lo aveva. L’unico limite che aveva un sistema fotovoltaico era che, producendo di giorno, l’energia poteva essere utilizzata di giorno e non la sera o la notte. In ambito domestico, infatti, la maggior parte dei consumi avviene la sera, quando l’impianto non produce.

Nonostante ciò abbiamo visto in numerosi altri articoli come sia importante spostare i consumi maggiori, ove possibile, di giorno quando l’energia auto-prodotta può essere utilizzata istantaneamente.

In questo articolo avevamo scritto, ad esempio, quando conviene utilizzare gli elettrodomestici è perchè.

Tutta l’energia prodotta e non immediatamente consumata finisce in rete.

Questo non vuol dire che viene buttata o sprecata. L’energia viene comunque valorizzata dal Gse (il Gestore dei Servizi Energetici) che riconosce per questa un valore economico.

Ecco il punto critico.

L’energia immessa in rete e valorizzata col meccanismo dello scambio sul posto viene remunerata dal gse meno di quanto questa venga pagata in bolletta. Per intenderci: se noi paghiamo in bolletta 0,20 €/kwh, l’energia in scambio sul posto viene remunerata mediamente tra il 50 ed il 70% (dipende dalle quantità di immissioni e prelievi): quindi 0,09-0,14 €/kwh. Quando paghiamo le bollette, inoltre, circa il 30% della spesa è costituita dalle imposte, ovviamente non rimborsate dal gse.

Il meccanismo di remunerazione dello scambio sul posto è un poco complesso: leggi qui per un approfondimento.

 

 

Dunque: lo scambio sul posto ripaga l’energia immessa in rete, non quella autocosnumata, ad un prezzo inferiore rispetto a quanto la pagheremmo acquistandola dalla rete.

Ecco perchè conviene autoconsumare il più possibile: perchè il Gse ci ripaga a meno della metà del costo che noi paghiamo in bolletta.

Come essere, quindi, indipendenti da questo meccanismo?
Come essere indipendenti, poi, dai costi e dagli aumenti continui in bolletta?
(basti pensare al caro energia subìto negli ultimi anni..).

 

Ecco la risposta: un impianto fotovoltaico con batterie.

Questo tipo di sistema, grazie al funzionamento descritto più sopra, è in grado di massimizzare l’utilizzo della propria energia auto-prodotta, senza doverne immettere in rete la quantità necessaria al proprio fabbisogno.

Ovviamente, l’energia prodotta in più rispetto al proprio fabbisogno potrà comunque essere immessa in rete e remunerata dal Gestore dei Servizi Energetici: solo quando le batterie sono completamente cariche, l’impianto si connette alla rete pubblica immettendovi l’energia elettrica generata.
Anche da questo l’utente trarrà il suo beneficio economico.

Un’ultima considerazione per aumentare al massimo i benefici dell’auto-produzione e auto-consumo con batterie.

Sostituendo apparecchi e impianti funzionanti a gas (dalla cucina, allo scaldabagno al riscaldamento,..) con apparecchi elettrici, si potrà massimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta dai propri pannelli fotovoltaici ed accumulata dalle proprie batterie.

In questo modo, studiando il giusto dimensionamento dell’impianto e del sistema di accumulo, si potranno ottenere i maggiori benefici (anche perchè, ad esempio, le pompe di calore sono attualmente detraibili al 65%).

 

Quanto costa un impianto fotovoltaico con batterie

Il prezzo di un impianto fotovoltaico con batterie dipende in genere, non tanto dal dimensionamento dell’impianto, ma dalla capienza e dalla qualità delle batterie.

I prodotti di questo tipo sono in Italia ancora relativamente nuovi, ed anche i prezzi non sono ancora ben definiti.

In via molto indicativa possiamo dire che per un impianto da 3 Kw di potenza con batterie sufficienti a coprire i consumi di circa  3.000 Kwh/anno costa intorno alle 10-12 mila euro+iva.

Un impianto da 6 Kw, invece, con una capacità di accumulo idonea a coprire un consumo annuo di circa 5.000 kwh costa intorno ai 15-17 mila euro+iva.

Ovviamente il periodo di “autonomia energetica” ottenibile sarà determinato dalla produttività dell’impianto oltre che dalle modalità di consumo effettiva della famiglia. Le batterie, mediamente, riescono a garantire una quota di autoconsumo di almeno il 70%, che diventa il 100% nel periodo estivo e diminuisce un poco nel periodo invernale.

 

 

 

 

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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21 Commenti

  1. Gianf, il 4 settembre 2013 ore 16:57

    Salve,
    mi viene un dubbio relativo alla frase dell’articolo in cui si dice che “Le batterie, mediamente, riescono a garantire una quota di autoconsumo di almeno il 70%, che diventa il 100% nel periodo estivo e diminuisce un poco nel periodo invernale”. In realtà se parliamo di autoconsumo diretto (ovvero consumare tutto quello che il mio impianto riesce a produrre) dovrebbe essere il contrario ovvero che di inverno abbiamo il 100% di autoconsumo considerando sia la poca produzione che i consumi più elevati. Mi sto confondendo o si voleva dire altro? Grazie.

    • Alessandro, il 4 settembre 2013 ore 23:11

      Salve Gianf,
      L’autoconsumo è inteso come quota di “autosufficienza energetica”.
      Si voleva dire che d’estate l’impianto può coprire il 100% del fabbisogno energetico (cioè il 100% del mio fabbisogno è coperto dall’energia autoprodotta/autoconsumata. Sia attraverso l’autoconsumo diretto che attraverso l’accumulo in batterie).

      • Gianf, il 5 settembre 2013 ore 08:50

        Salve,
        era proprio quello che volevo sapere. In realtà quando si parla di autoconsumo secondo me dovrebbe essere specificato se stiamo parlando di risparmiare il più possibile evitando di cedere alla rete e consumando tutto quello che produco o stiamo parlando di “autosufficienza energetica”.
        Grazie per la risposta.

  2. Giancarlo, il 9 settembre 2013 ore 08:38

    Buongiorno,
    sono un convinto sostenitore delle energie rinnovabili e delle politiche ambientali.
    Purtroppo, secondo me, l’impianto di cui si parla nell’articolo ha due grossi difetti:
    1) durata e costo delle batterie. Le batterie non durano 20 e passa anni, come l’impianto fotovoltaico. Ogni 4/5 anni devono essere sostituite spendendo 4/5 mila euro. Questo rende l’impianto economicamente insostenibile.
    2) Smaltimento delle batterie. Non sono aggiornato sulle ultime tecnologie ma mi pare che lo smaltimento delle batterie non sia cosa banale e comporti seri rischi ambientali.
    Spero di sbagliarmi.
    Grazie

    • Alessandro, il 10 settembre 2013 ore 13:03

      Dipende dal tipo di batterie.
      Ovviamente sono dannose per l’ambiente se buttate nei rifiuti indifferenziati.
      Le batterie al piombo ed al litio sono riciclabili ed esistono apposite strutture di smaltimento.
      Certo secondo me comunque bene all’ambiente non fanno, sarebbero più sostenibili i pompaggi idrici come sistemi d’accumulo, ma non sempre è praticabile

  3. Nino, il 18 settembre 2013 ore 18:03

    Ma ci vuole un appartamento solo per le batterie per avere una notte di autonomia. Con tutti i problemi di manutenzione e rischi (non so se avete mai visto quando prendono fuoco le batterie di un gruppo di continuità)

    • Alessandro, il 22 settembre 2013 ore 14:06

      nessun appartamento, ma un armadio.

  4. Salvatore Caligiure, il 3 ottobre 2013 ore 22:23

    Avete realizzato mai impianti completamente autonomi dalla rete enel?
    E quale durata hanno le batterie che usate?
    anticipatamente grazie.

    • fabio, il 24 gennaio 2014 ore 14:10

      Impianti fotovoltaici completamente indipendenti dalla rete Enel no, ma con il sistema di accumulo che noi abbiamo deciso di installare ai nostri clienti ci avviciniamo molto…

      • Marco, il 21 marzo 2014 ore 20:35

        Manca risposta a durata batterie.

        • Fabio, il 24 marzo 2014 ore 18:28

          Durata batterie 10 anni almeno per il nostro prodotto.

  5. Shane, il 11 novembre 2014 ore 18:20

    Salve, volevo sapere che si può aggiungere un accumolo in un impianto di 4 anni fa prendendo gia soldi dal GSE?
    cioè ho un impianto di 2,88kwh mettendo le batterie di 7/8 kwh… vado ad incontro a delle sansioni da parte dello GSE?
    Grazie

    • Alessandro F., il 12 novembre 2014 ore 20:13

      se già ricevi gli incentivi non potresti mettere un sistema di accumulo.

  6. Luigi, il 9 febbraio 2015 ore 08:49

    Io credo che ci possa essere una risposta per ovviare alla sostituzione delle batterie negli impianti fotovoltaici, con notevoli risparmi: immaginate di avere un ambiente ove creare una unica batteria del genere “al piombo” e “fissa” ma con elementi sostituibili e rigenerabili; immaginate poi di creare una vasca in cemento armato, che può avere dimensioni minime (es.4 mt. X 4 mt. X 1 mt di profondità – dimensionamento per impianti piccoli/medi), fino ad arrivare a dimensioni di una piscina (es.15 mt. X 50 mt. X 2 mt dì profondità – dimensionamento per grandi aziende/fabbriche), o dove creare l’enorme batteria, strutturata in modo tale da poter sostituire facilmente le parti rigenerabili, in questo modo con un costo iniziale maggiore per l”impianto, otterremo un risparmio notevole nel tempo avendo una batteria praticamente di uso illimitato ed eviteremo costi di smaltimento con benefici anche per l’ambiente.

  7. Zac, il 16 marzo 2015 ore 17:00

    Gentile Alessandro, gli articoli sono ottimi e parecchi corrispondono alle perplessità che avevo sul fotovoltaico di qualche anno fa, dove si puntava solo sulla produzione e vendita dell’energia e non sull’autoconsumo al massimo.
    Veniamo al problema BATTERIE.
    Mi hanno appena proposto un impianto completo, pannelli + batterie con manutenzione gratuita di 10 anni inclusa.
    Alla mia domanda “Ok, le batterie hanno una simulazione di vita di 12 anni, cosa mi succederà tra 10 anni se una batteria andrà sostituita? Devo spendere, cifre di oggi, 500 EURO di batteria (FIAMM) e il power pack ne contiene 4!”, il “venditore” mi ha risposto che con più andremo avanti con più le batterie costeranno meno e che tra 4-5 anni i prezzi si dimezzeranno e che fra 10 anni.. chi può dirlo?”
    Per questo sono ancora titubante su investire o meno su un fotovoltaico per la produzione privata, il mio consumo è di circa 5.000Kw annui.

    Cordiali saluti.

    • Alessandro F., il 18 marzo 2015 ore 10:54

      Si io punterei in effetti prima di tutto (per quanto possibile) sull’autoconsumo istantaneo, utilizzando domotica, programmando gli elettrodomestici e cambiando alcune abitudini di consumo.
      Un minimo di batterie che riuscirei a sfruttare completamente (anche solo 2-3 kwh/giorno).
      E poi lo scambio sul posto, che comunque dà una remunerazione dell’immesso (seppur parziale).

      • Zac, il 18 marzo 2015 ore 19:06

        Grazie Alessandro,
        ma la mia domanda era un’altra e riguarda la vita e la spesa per le batterie.

        • Alessandro F., il 19 marzo 2015 ore 12:06

          Certo oggi in alcune situazioni siamo un po’ al limite della convenienza, ma i prezzi si stanno abbassando velocemente.
          Tieni presente anche che ci sono ancora le detrazioni fiscali che riducono il costo effettivo di investimento.
          Se conviene o no dipende dalle singole situazioni di installazione (modalità di consumo, produzione,..). Riducendo al minimo lo stoccaggio “necessario”..

  8. Zac, il 19 marzo 2015 ore 22:38

    Grazie

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