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Impianti fotovoltaici con sistema di accumulo

29 giugno 2015
Voto:4/5 (9 voti)

Una soluzione innovativa per mettere il fotovoltaico e produrre la propria energia in modo autonomo è l’utilizzo di un impianto fotovoltaico con sistema autonomo di accumulo. Perchè utilizzare l’accumulo elettrico? E quali sono i suoi vantaggi? Oggi possiamo già affermare che l’accumulo conviene? Oppure è ancora troppo costoso per giustificare i benefici che porta?

Partiamo subito con una nota di chiarezza.

 

Cosa sono gli impianti fotovoltaici con sistema di accumulo

Gli impianti fotovoltaici con sistema di accumulo, sono quegli impianti che utilizzano, oltre ai tradizionali pannelli fotovoltaici e inverter, delle batterie per accumulare e stoccare temporaneamente l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici.

Questi tipi di impianti iniziano a proporsi sul mercato non solo per gli usi per i quali vengono tradizionalmente abbinati (camper, baite isolate, barche, dispositivi mobili, ecc..), ma anche come veri e propri impianti di produzione elettrica al servizio di abitazioni, aziende, capannoni, .. fino a contesti più ampi quali vere e proprie reti elettriche. Tutte queste applicazioni non escludono che l’impianto possa essere connesso in prelievo sulla rete elettrica generale: l’utilizzo delle batterie non preclude il prelievo dalla rete (o da altre fonti) qualora la fonte solare diventi insufficiente.

impianti fotovoltaici con sistema di accumulo domestico

Un impianto con accumulo, con le dovute proporzioni, può avere utilizzi che vanno da piccoli generatori per la ricarica di batterie, fino alle grandi centrali elettriche che producono energia pulita al servizio di intere aree territoriali.

In questi tipi di installazioni l’energia consumata dalle utenze è prima di tutto quella prodotta istantaneamente dai pannelli fotovoltaici. Quando il sole non produce viene utilizzata l’energia precedentemente accumulata nelle batterie. Quando questa termina viene utilizzata l’elettricità di rete che rimane, in caso di bisogno, l’ultima fonte a cui attingere nel caso il fabbisogno lo richieda.

Nel piccolo come nel grande questa “nuova” formula di impianto con stoccaggio temporaneo di energia viene proposta sul mercato delle installazioni per ridurre al minimo i costi per gli utenti legati all’utilizzo dei servizi di rete. Il principio è semplice: tanto più si riesce ad essere indipendenti dalla rete elettrica di enel, quanto più si avrà la convenienza economica riducendo i costi delle bollette elettriche.

 

Quando un sistema con accumulo aiuta a risparmiare?

Utilizzando batterie di accumulo si ha un immediato risparmio in bolletta in quanto si riduce la quantità di elettricità prelevata dalla rete e pagata in bolletta. E’ ovvio, però, che gli accumulatori elettrici, per essere veramente convenienti, devono avere un costo che sia recuperabile in breve tempo attraverso gli stessi benefici che apporta all’utente che decide di installarlo.

Si tratta, come sempre, del giusto rapporto tra costi e benefici: come per ogni investimento, anche per il fotovoltaico con batterie, bisogna valutare bene il risparmio che si può ottenere in relazione ai costi sostenuti. Oggi il prezzo degli accumuli elettrici al servizio del fotovoltaico è già sceso di molto rispetto a solo un paio di anni fa. Ma, probabilmente, ad oggi convengono veramente solo ad alcune condizioni: la più importante è che prima di pensare all’accumulo bisogna pensare a massimizzare l’autoconsumo o integrare l’utilizzo di una pompa di calore.

 

Ecco la cosa più importante.. prima di pensare ad un sistema di accumulo

La cosa più importante da tenere in considerazione è questa: prima di pensare all’accumulo fotovoltaico bisogna pensare a rendere massimo l’autoconsumo istantaneo. E’ questo il fattore di maggiore risparmio: cercando di “portare” la gran parte dei consumi elettrici “consueti” nelle fasce orarie in cui l’impianto produce a regime si otterranno i maggiori benefici “a costo zero”, senza il costo di utilizzo degli accumulatori. In questo modo si potrà circoscrivere l’utilizzo degli accumulatori solo per il fabbisogno residuale di elettricità.

Ad oggi l’accumulo elettrico, dunque, conviene veramente quando lo usiamo solo dopo aver massimizzato l’autoconsumo istantaneo. In questo senso ciò che più risulta utile è installare apparecchi che permettano di consumare più energia quando il sole produce più potenza elettrica, apparecchi che permettano di rendere massimo lo sfruttamento immediato dell’energia auto-prodotta. Apparecchi che, per esempio, permettano di programmare l’utilizzo di alcuni elettrodomestici.

 

Quali soluzioni propone il mercato: accumulo, ma non solo

Oggi si trovano sul mercato diverse soluzioni integrate e già dimensionate per installazioni standard. Un ambito di installazione domestico, ad esempio, può prevedere un kit con il classico impianto fotovoltaico da 3 kW di potenza ed un inverter con sistema di accumulo integrato con una capienza che va dai 3 ai 9 kWh. 9 kwh è il consumo medio che una famiglia “media” sostiene giornalmente. Se poi la famiglia sostituisce i tradizionali apparecchi a gas con apparecchi elettrici (per esempio una pompa di calore per il riscaldamento) la autoproduzione elettrica verrà ammortizzata in maniera più ottimale.

 

Questi sistemi ovviamente raggiungono la loro massima efficacia se utilizzati in simbiosi con la domotica o con altri sistemi di produzione elettrica da fonti rinnovabili, per esempio con apparecchi per l’accensione automatizzata degli elettrodomestici, con generatori micro-eolici o cogeneratori ad alto rendimento in grado di produrre corrente elettrica e calore sfruttando gas e fonti rinnovabili. Con un cogeneratore ad alto rendimento è possibile, ad esempio, rendersi totalmente autonomi dalla rete elettrica di enel.

 

Una particolare tipologia di impianti con accumulo è quella definita “stand alone”. Si tratta di impianti “staccati” e totalmente indipendenti dalla rete elettrica nazionale. Un vantaggio non trascurabile di questo tipo di impianti è che, in caso di blackout, l’impianto può continuare a produrre e rifornire l’utenza di energia elettrica. Cosa che non avviene nel caso degli impianti connessi in rete per i quali l’inverter ha un meccanismo di sicurezza che “stacca” la fornitura in caso di assenza di tensione sulla rete elettrica generale.

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8 Commenti

  1. angelo razzano, il 29 luglio 2015 ore 14:22

    Buongiorno
    Possiedo già un impianto fotovoltaico da 3 KW con un anno di vita.
    Vorrei dotarlo di sistema di accumulo o in alternativa di cogenerazione calore.
    Se di Vostro interesse, gradirei un preventivo di massima.
    Cordiali saluti

    • Alessandro F., il 29 luglio 2015 ore 16:27

      ciao, compila il form nella sezione preventivi.

    • ligabue82, il 2 settembre 2015 ore 08:22

      Caro Sig. Angelo, al momento i sistemi di accumulo non sono ancora competitivi dal punto di vista economico.
      Quelli più accessibili (che costano cioè meno) hanno scarsissime prestazioni, mentre quelli più competitivi costano troppo.
      I tempi di ritorno sono esageratamente lunghi.
      Saluti

      • Alessandro F., il 2 settembre 2015 ore 09:37

        ciao, concordo. Hai qualche info sui prezzi?

        • Alessandro Soragna, il 8 ottobre 2015 ore 15:31

          Al momento un sistema di accumulo per un impianto on grid si aggira intorno ai 3500-4000€ per 5 kwh di accumulo effettivi con batterie piombo gel.
          Il costo è si elevato ma alzi l’autoconsumo notevolmente.
          Io non ho prelevato corrente da maggio fino a inizio settembre quest’anno.

        • Alessandro F., il 8 ottobre 2015 ore 15:59

          ipotizzando consumi di una famiglia a 3.500 kwh/anno, di cui circa 80% in autoconsumo, in quanto tempo si ammortizza il costo del sistema di accumulo?

        • Alessandro Soragna, il 13 ottobre 2015 ore 08:52

          Ciao Alessandro,
          Ho calcolato il tuo sistema e ipotizzando impianto nuovo con accumulo (circa 10000€ di spesa), l’impianto che ti occorrerebbe è da 3kwp con accumulo di 5 kwh.
          Il sistema si ammortizza in circa 6 anni.
          Siccome sono un professionista, non voglio farmi pubblicità perchè non lo reputo opportuno qui, quindi se vuoi puoi lasciarmi la tua mail privata e ti invio un prospetto del primo anno dettagliato per periodi.

  2. giovanni paternò, il 4 agosto 2015 ore 19:02

    la moltitudine di condizionatori che si allacciano alle 8,30 del mattino abbatte la tensione di rete sotto i 190V e l’inverter blocca la dazione energetica verso la rete pubblica ma anche personale: i miei 6kw di fv me li metto in quel posto!FARO’CAUSA ALL’ENEL, ma prima, con gli accumulatori, cerco di schivare il danno al più presto. ALESSANDRO, SOCCORRIMI! Non ho alcuna speranza che la distribuzione energetica VOGLIA migliorare qui, in centro storico povero! Con la rete a 200V i miei “POWER ONE” si allacciano,ma x pochi minuti, che la tensione scende a 190V! E’ li che tocca convertire l’utenza; non più la rete ma il pacco batterie!!!ma a me una facoltà: ch’io possa anche “comandare” tale conversione!!!

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