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Fotovoltaico con stoccaggio domestico, a che punto siamo in Italia?

18 maggio 2014
Voto:4/5 (11 voti)

Il principio è semplice: consumare la “propria” energia, anzichè comprarla dalla rete.  Più si autoconsuma, più si risparmia. Un impianto fotovoltaico, però, non produce energia 24 ore su 24 ed ha dei picchi giornalieri, nelle ore centrali della giornata, che superano il fabbisogno elettrico del momento. L’energia in eccesso viene così immessa in rete perdendo una quota di prezioso autoconsumo. L’energia ceduta alla rete viene infatti pagata poco. Ecco perchè è più conveniente autoconsmarla per il proprio fabbisogno. Coma massimizzare l’autoconsumo? Con lo stoccaggio domestico temporaneo dell’energia auto-prodotta.

Andiamo con ordine.

Il fotovoltaico con stoccaggio temporaneo dell’energia prodotta inizia a fare i primi passi in Italia: obiettivo primario per un impianto fotovoltaico, per essere veramente conveniente oggi in Italia, è produrre energia per renderla disponibile direttamente all’utente finale, titolare dell’impianto. Solo in questo modo, cioè riducendo l’acquisto di energia dalla rete enel, l’installazione porta i migliori benefici economici e si tramuta in un ottimo investimento.

Cosa è il fotovoltaico con stoccaggio? Quali sono i suoi benefici? E soprattutto: a che punto siamo in Italia con lo stoccaggio domestico dell’energia prodotta “in proprio” dalle fonti rinnovabili?

 

Cosa è un impianto fotovoltaico con stoccaggio domestico

Un impianto solare con un sistema di stoccaggio è un’installazione che utilizza delle batterie per l’accumulo temporaneo dell’energia prodotta. Cioè: di giorno l’impianto produce corrente elettrica pulita, ma non tutta questa elettricità viene utilizzata al momento dal titolare dell’impianto. L’energia che non viene immediatamente utilizzata viene immessa in rete e viene “remunerata”, attraverso lo scambio sul posto, dal Gse. Fin qui tutto è chiaro. Qual è il problema? E’ che l’energia immessa nella rete viene remunerata meno di quanto viene effettivamente pagata prelevandola dalla rete (e pagandola in bolletta).

Il sistema di stoccaggio domestico ha il vantaggio di ridurre i prelievi di rete e di aumentare l’autoconsumo della ‘propria’ energia. Come? Si tratta di un sistema di accumulo con batterie e di una centralina in grado di governare i flussi di corrente in maniera ottimale: da un lato dando la priorità all’autoconsumo istantaneo (cioè nel momento stesso in cui l’impianto produce), dall’altro caricando e scaricando le batterie a seconda dalla disponibilità e della richiesta istantanea di energia.

impianto fotovoltaico con stoccaggio

Impianto fotovoltaico con stoccaggio – schema

Un sistema di stoccaggio collega l’utente in prelievo dalla rete solo quando le batterie sono completamente scariche. Viceversa: ricarica in automatico le batterie quando l’utente con consuma e l’impianto è in funzione. L’obiettivo è quello di rendere massimo l’autoconsumo e rendere minimo il prelievo di rete (e quindi il costo in bolletta).

 

Quali sono i benefici di un sistema fotovoltaico con stoccaggio

Dimensionando correttamente un sistema fotovoltaico con stoccaggio si può raggiungere in alcuni periodi il 100% di autoconsumo o la totale autonomia dalla rete elettrica di enel, azzerando completamente le bollette e massimizzando la convenienza dell’investimento fotovoltaico.

I benefici del fotovoltaico con stoccaggio sono dunque quantificabili attraverso lo slittamento dei consumi elettrici dalla bolletta al proprio impianto: l’energia prodotta ed autoconsumata col fotovoltaico ha un costo medio di 0,09 €/kwh (0,05 se l’impianto fotovoltaico gode delle detrazioni fiscali 50%). Il costo lordo dell’elettricità in bolletta varia invece tra 0,20 e 0,30 €/kwh.

 

A che punto siamo in Italia con i sistemi di stoccaggio per il fotovoltaico

Mentre in Germania i sistemi di accumulo sono già incentivati, in Italia i costi ancora alti delle batterie e le normative ancora da definire frenano per ora lo sviluppo dei sistemi di stoccaggio. Nonostante ciò già oggi i sistemi di accumulo sono già da molti utilizzati per aumentare la quota di autoconsumo e di risparmio elettrico, diminuendo la dipendenza dalla rete. Ovviamente determinanti, ancora, sono i costi delle batterie, ma non solo: degli inverter intelligenti (i cd. smart inverter) e dei sistemi di domotica che sono in grado di aumentare ulteriormente i benefici.

I costi delle batterie, anche grazie allo sviluppo della mobilità elettrica, sono destinati a scendere (dati del politecnico di milano) del 50% nei prossimi 3-4 anni. Intanto, a quanto pare, esistono già interessanti soluzioni già commercializzate e convenienti che aggirano l’attuale incertezza normativa.

Albasolar, per esempio, offre sistemi di fotovoltaico con stoccaggio. Sistemi in cui i pannelli fotovoltaici ricaricano le batterie, ma senza poter (per ora) immettere in rete l’energia in eccesso. Fino a che la batteria è carica l’utente può usufruire della propria energia. Quando la batteria è scarica il sistema “stacca” dalle batterie e si collega in prelievo dalla rete. Questo sistema, ad oggi, non permette l’immissione in rete dell’energia in eccesso.

Anche Solon, col sistema “Soliberty”, permette di stoccare temporaneamente l’energia prodotta per renderla disponibile la sera o la notte. Il sistema utilizza batterie al piombo, meno care di quelle al litio, ma più efficienti e longeve ed ha potenzialmente la possibilità di aumentare l’autoconsumo fino al 90%.

Anche Power-One, leader nella costruzione degli inverter, uscirà a breve con degli inverter con sistemi autonomi di stoccaggio domestico da 2, 4 o 6 Kwh che potranno contribuire a portare l’autoconsumo almeno al 70%. Si tratterebbe, in questo caso, di un tipo di accumulo “modulare al litio”.

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8 Commenti

  1. Aldo Nigro, il 2 giugno 2014 ore 11:59

    Ronco Scilla 1/13 ho un impianto fotovoltaico , ma per il momento me lo hanno sconsigliato di mettere le batterie per il recupero dell’energia a causa dei costi troppi alti,
    se ci saranno incentivazioni e la spesa e’ recuperabile nel breve tempo
    sarei interessato,

    • nigro aldo, il 10 gennaio 2015 ore 14:50

      al momento non e’ ancora consigliato lo stoccaggio per il recupero dell’energia in quanto la spesa si recupera troppo lentamente

  2. manrico, il 22 ottobre 2014 ore 10:34

    vorrei acquistare un piccolo impianto a isola da 500 watt in una piccola casetta che ho in toscana ma il fatto che non ho lì la residenza e l’immissione rete enel mi costa molto anche se uso poca corrente quindi sarò costretto a usare le batterie senza immissione in rete ,ma il mio problema è sapere quanta corrente devo avere se uso solo un frigo di media grandezza e un piccolo forno elettrico ,sapreste aiutarmi.

    • Alessandro F., il 22 ottobre 2014 ore 11:36

      Indicativamente:
      devi sommare i watt assorbiti da ogni eletrodomestico per il tempo stimato di utilizzo (guarda sulle etichette). In questo modo trovi i wattora di fabbisogno. Una volta che hai i “wattora” dimensioni le batterie secondo questa formula Ah=(Wh / Volt).
      Esempio:
      Tv da 90 watt utilizzata per 3 ore/giorno = 270 Wh.
      Ah necessari = 270/12V = 22,5 Ah
      Una batteria da 12V/30Ah sarà sufficiente per la TV 3 ore al giorno.
      Ovviamente saranno da dimensionare in maniera esatta anche i pannellini: 1.000 watt di pannelli producono una media annuale di almeno 1.000.000 Wh. Ma tieni presente che in inverno sarà molto più bassa la produzione, in estate molto più alta rispetto alla media.
      Dovrai eccedere per essere sufficientemente coperto in inverno, ma avrai una certa sovrapproduzione in estate. Questo ovviamente se vuoi rimanere completamente autonomo dalla rete.

  3. mauro, il 6 gennaio 2015 ore 16:27

    salve vorrei istallare un impianto fotovoltaico presumo 3kw avendo un consumo annuo di 3100 kw avrei bisogno di qualche consiglio visto che di istallatori e prodotti sono tantissimi c’e’ chi mi puo aiutare su quali marche mi devo orientare vedi pannelli inverte ecc.
    grazie

    • Alessandro F., il 8 gennaio 2015 ore 12:24

      Di marche ce ne sono davvero molte e parecchie sono di qualità (anche diversi prodotti provenienti da asia/cina).
      Col made in EU ed USA in ogni caso vai sul sicuro. I top, secondo molti, sono i moduli SunPower, in effetti sono i più costosi.
      Inverter: le principali marche sono PowerOne (oggi ABB) e SMA.
      Cercando tra le discussioni su questo sito trovi parecchie informazioni..

  4. Christian, il 24 maggio 2016 ore 11:11

    Salve, potrebbe essere una soluzione anche a livello condominiale? Ovvero stoccare la produzione elettrica e rendere questa disponibile ai singoli condomini contabilizzata con relativi contatori?

    • Alessandro F., il 26 maggio 2016 ore 09:28

      Dal punto di vista tecnico è fattibile.
      Dal punto di vista normativo credo è molto più complesso, per ora.
      Per ora si riesce invece ad autoprodurre facilmente solo per le utenze comuni condominiali (luci, ascensori, pompe, eventuale riscaldamento centralizzato, ecc..)

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