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Ammortamento impianto fotovoltaico, come calcolarlo ?

25 novembre 2013
Voto:4/5 (7 voti)

L’ammortamento di un impianto fotovoltaico senza incentivi dipende da almeno tre fattori: il costo di installazione, l’accesso alle detrazioni fiscali e  la stima di autoconsumo diretto dall’impianto.

Innanzitutto: cosa intendo per ammortamento di un impianto fotovoltaico ?

Prima di decidere di installare un impianto fotovoltaico sul tetto della nostra abitazione, del nostro condominio, della nostra azienda o del nostro capannone è buona norma fare tutte le opportune valutazioni economiche (e non solo) sui costi e benefici a cui andiamo incontro installando il nostro impianto.

Ogni impianto è un investimento di medio periodo: comporta un esborso iniziale che si andrà ad ammortizzare nel tempo e procurerà un guadagno sul lungo periodo.

Queste le domande fondamentali per calcolare l’ammortamento dell’impianto fv: quali costi avrò installando l’impianto fotovoltaico? E quali benefici, economici e non solo, sarò in grado di ottenere dal funzionamento a regime del mio impianto negli anni? Se i benefici saranno maggiori dei costi potrò optare per la realizzazione del mio impianto.

 

Fotovoltaico: costo o investimento ?

Il primo baluardo con cui tutti ci scontriamo è il costo: “..quanto mi costa installare un impianto fotovoltaico?”.
Il primo problema giustamente è il prezzo, l’esborso economico iniziale.

Abbiamo già scritto in diversi articoli come il prezzo delle installazioni chiavi in mano si è ormai più che dimezzato rispetto a solo tre quattro anni fa. Oggi si parla di prezzi ben al di sotto degli 8 mila euro per il classico impianto fotovoltaico domestico da 3 Kw, impianto che occupa circa 25 metri quadrati su tetto a falda.

La questione dei costi, oggi, non è più l’ostacolo principale.

Un impianto fv è molto più alla portata di tutti rispetto a solo qualche anno fa. Se poi iniziamo a pensare ai benefici nel tempo derivanti dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico in termini di corrente elettrica auto-prodotta, in termini economici, ambientali, ecc…, ci rendiamo conto che in realtà installare un impianto fotovoltaico non rappresenta tanto un costo, ma un investimento.

Un investimento utile, per di più,  non solo a livello personale, familiare o aziendale, ma anche collettivo: la generazione distribuita a livello nazionale porta benefici sul bilancio energetico dell’intero paese in quanto l’ auto-produzione “distribuita” di energia pulita sul territorio andrebbe a ridurre le spese per l’importazione delle materie prime (il gas in primis) sulla quali l’attuale sistema energetico ancora si fonda.

Parliamo del fotovoltaico come investimento domestico.
Come tutti gli investimenti la realizzazione di un impianto fotovoltaico comporta un esborso iniziale, un periodo di ammortamento dei costi sostenuti ed un periodo di guadagno netto, guadagno diretto ed indiretto, proveniente dal funzionamento “a regime” del mio impianto fotovoltaico negli anni.

Per guadagni diretti  intendiamo gli introiti derivanti dalla cessione in rete dell’energia prodotta, energia che viene valorizzata col meccanismo dello “scambio sul posto” o della vendita al Gse in “ritiro dedicato”. Per approfondire scambio sul posto clicca qui per la guida completa Per approfondire il “ritiro dedicato” clicca qui.

Per guadagni indiretti intendiamo invece quelli derivanti dall’autoconsumo dell’energia autoprodotta. Cioè: dal risparmio ottenibile col minore acquisto di elettricità dalla rete (perchè viene utilizzata quella autoprodotta). L’autoconsumo è il fattore di maggior risparmio.

Come tutti gli investimenti il progetto prevede un periodo di “rientro” dai costi sostenuti ed un periodo di “guadagno” che porterà l’investimento nel suo complesso ad essere redditizio, anche a livello economico. Lo strumento principale per calcolare a priori la redditività del mio investimento, la redditività nel tempo del mio impianto, è il piano di ammortamento.

 

Come calcolare l’ ammortamento di un impianto fotovoltaico?

ammortamento impianto fotovoltaico

Ovviamente per calcolare con maggiore precisione possibile l’ ammortamento di un impianto fotovoltaico bisogna affidarsi a consulenti esperti in grado di mettere a bilancio tutti i costi, anche quelli di manutenzione o assicurazione, e tutti i benefici, dalla produttività dell’impianto negli anni, alla stima precisa dell’energia autoconsumata, alla stima dei costi energetici per i prossimi 20-30 anni.

I fattori sono tanti, ma è giusto che un utente che si accinge ad investire nel fotovoltaico sia in grado di quantificarne i principali per avere almeno un’idea di massima sull’ ammortamento dell’impianto fotovoltaico.

I costi sono per l’utente ovviamente quelli offerti dagli installatori “chiavi in mano” in base ai prezzi di mercato. Un buon preventivo dei costi per una installazione completa “chiavi in mano” è personalizzato, elenca in maniera dettagliata tutte le voci di costo e non riserba sorprese a posteriori.

La cifra messa a preventivo è in genere il costo su cui calcolare l’ammortamento del progetto nel tempo.

Per calcolare l’ammortamento dell’impianto bisogna considerare tutte le variabili in campo: ci sono quelle economiche, derivanti dai proventi sull’energia immessa e su quella autoconsumata, o dalle detrazioni fiscali Irpef del 50%.

(Per approfondire la questione delle detrazioni fiscali per gli impianti fotovoltaici clicca qui).

Ci sono poi le variabili di rendimento dell’impianto come, ad esempio, il calo di produttività dell’impianto nel tempo, la produttività stimata in base alla regione di installazione, all’orientamento all’inclinazione dei moduli, alla presenza di eventuali ombreggiamenti, alla qualità dei moduli, ecc..

Bisogna poi considerare, per esempio, gli eventuali costi di finanziamento, che allungherebbero il tempo di ammortamento, assicurazioni, i costi-benefici di un eventuale sistema di monitoraggio e controllo della produzione e di un eventuale sistema di accumulo tramite batterie per aumentare l’autoconsumo, ecc..

Come regola generale: l’ammortamento di un impianto fv dipende sempre dalla produzione dell’impianto e dalle modalità di consumo dell’utente.

L’utente, quindi, ha un ruolo attivo nell’accorciare o nell’allungare i tempi di rientro dell’investimento. Perchè?
Perchè ha la possibilità di autoconsumare l’energia prodotta. Autoconsumando “in sito” l’energia prodotta  ha la possibilità di ottenere maggiori risparmi attraverso la riduzione delle bollette elettriche.

 

6 cose da sapere sull’ammortamento del fotovoltaico

Una lista di massima, non esaustiva, che aiuta a farsi un’idea più precisa sui fattori che determinano l’ammortamento di un impianto fotovoltaico, può essere la seguente:

  • la dimensione dell’impianto. Questa determina la quantità di energia prodotta, nonchè il costo unitario per Kw dell’impianto. Un impianto grande, in proporzione, costa meno di un impianto piccolo per via delle economie di scala.
  • la perdita di rendimento dei moduli fotovoltaici nel tempo. In genere è stimata intorno allo 0,9 – 1% l’anno;
  • l’ orientamento e l’ inclinazione dei moduli fotovoltaici. Più saranno posizionati in direzione del sole più l’impianto avrà le migliori condizioni per produrre. L’orientamento ottimale è verso sud e l’inclinazione ottimale in Italia è intorno ai 30 gradi;
  • la regione di installazione. Per questo ci sono apposite tabelle di producibilità: al nord italia circa 1.100 Kwh/Kwp/l’anno, al sud Italia fino a 1.500 Kwh/Kwp/anno;
  • le modalità di consumo. L’autoconsumo in sito, cioè quello che avviene nel momento stesso della produzione, aumenta in maniera considerevole il risparmio economico. L’immissione in rete viene comunque valorizzata dal gestore di rete, ma in proporzione “rende” meno di quanto si risparmi attraverso l’autoconsumo immediato. La modalità di immissione dell’energia in rete può essere, come detto, lo scambio sul posto o il ritiro dedicato.
  • il tipo di impianto: se installato su edificio avrà un incentivo migliore, nel caso di accesso agli incentivi, rispetto agli impianti NON su edificio (tipo: serre fotovoltaiche, pensiline fotovoltaiche, tettoie, frangisole, ecc…). Sempre nel caso di accesso agli incentivi, l’eventuale accesso a premi aggiuntivi sugli incentivi per esempio per l’utilizzo di componenti prodotti in europa (i cosiddetti impianti “made in EU”) o di sostituzione di amianto col fotovoltaico.
  • le agevolazioni fiscali:gli impianti domestici, utilizzati per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione, beneficiano delle detrazioni fiscali Irpef al 50%. Questo vuol dire che il 50% dei costi di installazione vengono restituiti (in 10 anni) attraverso le detrazioni fiscali sull’imposta Irpef (riservata alle persone fisiche, non alle società e imprese). Con le detrazioni fiscali l’impianto costa, a conti fatti, la metà.

 

 

Un esempio di ammortamento di un impianto fotovoltaico

Ecco l’esempio di  ammortamento di un piccolo impianto fotovoltaico da 3 Kw installato a Roma, impianto generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno medio di una famiglia in Italia.

L’impianto, realizzato senza finanziamento, occupa circa 25 metri quadrati di pannelli fotovoltaici su tetto a falda e produce mediamente 3.900 kwh/anno. Il tipo di convenzione scelto è quello dello “scambio sul posto” (ipotizzando consumi utente inferiori alla produzione impianto).

I dati di partenza sono:

  • costo impianto: 7.000 euro + IVA 10% , cioè 7.700 euro
  • costo impianto effettivo con detrazioni fiscali Irpef al 50%: 3.850 euro
  • energia prodotta il primo anno: 3.900 kwh
  • energia prodotta in 25 anni: 73.500 kwh (con un calo di prestazioni di circa l’1%/anno)
  • energia autoconsumata in sito (stima del 40%): 29.400 kwh
  • energia immessa in rete in 25 anni: 44.100 kwh

 

Il piano di ammortamento deve considerare:

  • il risparmio derivante dall’autoconsumo (calcolato a circa 0,23 €/kwh pari al costo medio dell’energia in bolletta)
  • gli introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete (0,10 €/kwh per l’energia immessa e 0,14 €/kwh per l’energia immessa e poi riprelevata in “scambio sul posto”)

Ecco gli introiti generabili:

  • Risparmio derivante da autoconsumo: 0,23 € x 29.400 kwh = 6.762 € in 25 anni
  • Introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete: 0,14 € x 44.100 kwh = 6.174 € (ipotizzando che tutta l’energia immessa venga nel tempo riprelevata)

Il guadagno effettivo sui 25 anni è di: 6.762 + 6.174 = 12.936 euro

Ipotizzando costi di mantenimento pari a circa 100 euro l’anno e la sostituzione dell’inverter dopo 10 anni il guadagno effettivo scende a circa 10.000 euro.

Dunque:

  • costo impianto: 3.850 euro
  • stima degli introiti sui 25 anni: 10.000 euro (circa 500 euro/anno per i primi anni di funzionamento dell’impianto)
  • tempo di ammortamento impianto: 7-8 anni

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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6 Commenti

  1. Rocco, il 26 novembre 2013 ore 09:57

    Molto interessante informazioni dirette e precise

  2. carlo, il 12 dicembre 2014 ore 16:06

    tutto interessante ma se scriveste kW (k minuscolo e W maiuscolo)come prescritto, sareste più corretti

  3. Maurilio, il 1 dicembre 2016 ore 17:19

    Interessante ben illustrato in condominio di un lastrico solare di circa 600 ma 40 appartamenti il. Costo sarebbe troppo alto con tutti gli incentivi possibili rimango con dei dubbi :di solito dopo 10 anni i materiali si deteriorano- ogni anno escono delle novità’ esempio pannelli sottili con la stessa resa- farei dei pannelli che seguono come il girasole-per sfruttare il calore appieno- dal punto di vista ecologico e’ ok ma convincere 40 famiglie a sborsare una cifra consistente se non vi è’ un vantaggio a breve credo sia difficile- ( anche se mi chiedo come mai i tedeschi utilizzano a pieno)

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