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Il risparmio energetico in casa: fotovoltaico, .. ma non solo

28 febbraio 2014
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In epoca di ristrettezze economiche il risparmio energetico è una risorsa importante. Per un semplice motivo: risparmio energetico significa risparmio economico. Le tecnologie che oggi agevolano il risparmio energetico sono molte, hanno di fatto creato un nuovo settore di mercato, anche se le abitudini e le modalità di consumo rimangono sempre il fattore principale di risparmio. Buone prassi, dunque, ma anche “buone tecnologie”: autoproduzione di energia elettrica e termica (calore), ma non solo.

In Italia il settore dei servizi e quello residenziale occupano circa il 25% della richiesta energetica nazionale.
I quattro quinti dei consumi energetici invernali (elettricità e gas in bolletta) sono per il riscaldamento ed il restante quinto è utilizzato per l’acqua calda sanitaria, per gli elettrodomestici e per l’illuminazione.

Il risparmio energetico nell’ambito di servizi, delle abitazioni e dell’industria è oggi cruciale per il raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione dello spreco energetico e degli inquinanti, obiettivi imposti da direttive europee oltre che dal protocollo di Kyoto.

Cosa significa tutto ciò per famiglie e imprese?
Come detto, per famiglie e imprese questo si traduce in immediati vantaggi economici, oltre che ambientali, direttamente riscontrabili in bolletta: diminuzione del costo di gas e luce e, al contempo, miglioramento del “comfort” abitativo.
Le giuste soluzioni per il risparmio energetico, dunque, non sono costi, ma veri e propri investimenti che possono comportare lauti risparmi sul medio periodo.

risparmio energetico

Dicevamo all’inizio: buone tecnologie innovative e buone prassi sono certamente un connubio vincente per il risparmio energetico ed economico.

 

Quali sono le buone prassi per il risparmio energetico?

In primis: gli interventi strutturali, interventi tesi a ridurre i fabbisogni energetici di casa (o di qualsiasi altro edificio). Questi ad esempio comprendono:

  • l’isolamento delle pareti esterne (il cosiddetto “cappotto” o “isolamento termico”),
  • interventi di isolamento su coperture o solai degli edifici (tetti),
  • rinnovamento dei serramenti per una migliore coibentazione termica,
  • sostituzione delle caldaie (magari ancora a gasolio) o del sistema di distribuzione del calore (tubi e caloriferi) con nuove tecnologie più efficienti e meno dispendiose: caldaie a condensazione, sistemi radianti (per es. a pavimento),
  • utilizzo di dispositivi di regolazione della temperatura nelle diverse stanze della casa,
  • installazione di pannelli solari termici per l’acqua calda sanitaria
  • installazione di un impianto fotovoltaico per l’auto-produzione di energia elettrica col sole.

Queste sono solo alcune, le principali. Ma di buone prassi per il risparmio energetico ce ne sono davvero tante, dalle lampadine a risparmio energetico, ai sistemi di contabilizzazione del calore, a prese elettriche dotate di timer, fino a sistemi completi di domotica, magari associati all’impianto fotovoltaico.

L’indice che misura l’efficacia di questi interventi è l’indice di prestazione energetica (EP) che misura i kwh (chilowattora) di consumo per metro quadrato l’anno: kwh necessari per mantenere una temperatura di 18°C.

Gran parte di questi interventi “strutturali”, che non includono solo il fotovoltaico, ma anche una moltitudine di tecnologie innovative, sono necessari per ottenere un buon indice di prestazione energetica, per così dire: uno “standard energetico”, ma per la gran parte dei casi si tratta di interventi che hanno un ritorno economico nel tempo: ritorno economico derivante dal risparmio energetico che essi stessi procurano.

Nonostante in genere questo tipo di interventi tendono a “ripagarsi da sè”, nel tempo, attraverso i risparmi generati, oggi abbiamo due tipi di agevolazioni messe in atto dallo Stato per favorire la diffusione di queste nuove pratiche energetiche che vanno, in fin dei conti, a beneficio di tutti.

Si tratta di agevolazioni di tipo fiscale, si tratta di detrazioni fiscali sui redditi irpef. E’ possibile usufruire, ad oggi, di due tipi di detrazione fiscale:

  • detrazione fiscale del 65% per gli interventi di risparmio energetico (tutti quelli sopra elencati, eccetto il fotovoltaico)
  • detrazioni fiscale del 50% per il fotovoltaico, per le ristrutturazioni (non prettamente di carattere “energetico”) e per il contestuale acquisto di mobili (cioè: se ristrutturi e insieme acquisti dei mobili, puoi detrarre tutte le spese).

Per ulteriori informazione su questi due tipi di detrazioni leggi questo articolo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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