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Riscaldamento col fotovoltaico: conviene o non conviene?

Ultimo aggiornamento: 02-02-2017
Voto:4/5 (7711 voti)

Riscaldamento col fotovoltaico domestico. E’ possibile? Conviene o non conviene rispetto all’utilizzo della tradizionale caldaia a gas? Quanto costa il gas e quanto ne devo utilizzare per climatizzare gli ambienti? Quanto costa invece il kwh elettrico acquistato in bolletta? E quanto quello autoprodotto con il fotovoltaico?

Queste sono le principali domande che si pone chi inizia a pensare al fotovoltaico sul tetto di casa come valido ausilio delle bollette energetiche, soprattutto quando si parla di riscaldamento invernale.

Innanzitutto: riscaldamento col fotovoltaico significa riscaldare gli ambienti utilizzando anche, se non solo, l’elettricità. Si parla in genere di riscaldamento elettrico, dunque, ma non per forza.
Con l’energia elettrica si possono azionare pompe di calore, sistemi di riscaldamento ausiliari con “resistenze elettriche”, riscaldamento a raggi infrarossi (mostrati in questo articolo) oppure l’elettricità può essere utilizzata al servizio del classico impianto termico riscaldando elettricamente l’acqua che va ad alimentare i ‘tradizionali’ caloriferi insieme a quella riscaldata dalla caldaia.

Per un piccolo bilocale la classica caldaia a gas arriva a far spendere ben oltre mille euro l’anno per il riscaldamento invernale e per l’acqua calda sanitaria. E’ difficile fare una stima precisa perchè la spesa ed i consumi dipendono da moltissimi fattori, tra cui il numero di abitanti della casa, il luogo di abitazione, la superficie dell’appartamento, le “abitudini di comfort” (una cosa è farsi bastare 19°C un’altra farsene bastare 22), il livello di coibentazione della casa, ecc.. Nonostante ciò chi usa il riscaldamento a gas (o a gasolio) ha un’idea abbastanza precisa delle spese annuali sostenute per il riscaldamento.

Installando un impianto fotovoltaico, se ben esposto, si può convertire il tradizionale sistema a gas con un sistema elettrico alimentato dal fotovoltaico. Dove sta la convenienza? La convenienza sta nel costo del kwh prodotto dal fotovoltaico rispetto al costo al metrocubo di gas metano (o del gasolio che richiede una spesa ancora maggiore).

riscaldare con impianto fotovoltaico

 

Un sistema di riscaldamento elettrico, ad esempio un classico radiatore elettrico radiante in alluminio da applicare a parete, permette di utilizzare tutta l’elettricità prodotta dal proprio impianto fotovoltaico per il riscaldamento degli ambienti.

Utilizzando l’elettricità si potrà ottimizzare al massimo l’autoproduzione di energia col fotovoltaico.

Lo stesso discorso vale per un sistema di riscaldamento a pompa di calore, quello attualmente più diffuso ed utilizzato. In questo caso non si sostituisce l’intero impianto di casa, ma la sola caldaia. L’impianto di riscaldamento rimane un impianto ad acqua, ma quello che cambia è la fonte utilizzata per riscaldarla. In commercio esistono già diverse interessanti soluzioni che abbinano il fotovoltaico alla pompa di calore. In effetti sono in molti casi le soluzioni più pratiche ed economiche da realizzare velocemente ed a costi relativamente ridotti. In ogni caso la spesa si ammortizza nel giro di qualche anno. Considerando poi le detrazioni fiscali i tempi di rientro si riducono ulteriormente.

 

 

Riscaldamento col fotovoltaico più pompa di calore: conviene? Quali vantaggi?

riscaldare col fotovoltaico conviene

La pompa di calore è già, di per sè, un sistema elettrico a risparmio energetico (risparmia circa il 70% di energia rispetto ai classici boiler elettrici). Se a questa viene abbinato un impianto fotovoltaico il risparmio energetico, ed economico, può arrivare al 100% in quanto i pochi kwh necessari potranno essere sopperiti da un piccolo sistema fotovoltaico.

In questo modo il riscaldamento col fotovoltaico può rappresentare un’ottima soluzione di risparmio.

Per chi ha una produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, o un esubero di produzione, una soluzione immediata e conveniente è installare una pompa di calore per sfruttare tutta l’energia prodotta in più dall’impianto. Utilizzando la pompa di calore alimentata dal solare si può abbattere il costo delle bollette di Gas e Luce anche fino al 100% per alcuni periodi.

Il tradizionale utilizzo dell’impianto fotovoltaico consente in effetti l’abbattimento dei costi in bolletta, ma  non consente il recupero dell’eventuale surplus dell’energia prodotta e rimessa in circolo. Come utilizzare questo surplus per evitare di cederlo alla rete? Utilizzando, appunto, una pompa di calore per il riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente di casa.

La pompa di calore diventa un modo per produrre ed accumulare energia termica partendo dal fotovoltaico, consumando meno energia elettrica dei tradizionali boiler elettrici: un normale boiler domestico, infatti, per una famiglia media consuma circa 1.600 kwh, una pompa di calore consuma circa 550 kwh, quasi il 70% in meno.

Considerando una famiglia media di 2,6 persone ed un costo medio dell’energia elettrica di 0,22 €/kwh il tradizionale boiler elettrico assorbirà circa 1.600 kwh per una spesa di circa 360 euro. Lo scaldacqua a pompa di calore, a parità di prestazione, consuma solo 550 kwh per una spesa di 125 euro. Il risparmio è di circa 235 €/anno.

Qual è il vantaggio della pompa di calore rispetto al classico sistema a gas?

Una pompa di calore può riscaldare l’acqua fino a 55-60°C e se i classici impianti a termosifoni sono dimensionati abbastanza per funzionare a queste (così basse) temperature solitamente si ottengono i maggiori risparmi: tra il 20 ed il 40% rispetto all’utilizzo della caldaia a gas. In alternativa la pompa può funzionare in maniera complementare al pre-esistente impianto termico.

La pompa di calore può sostituire sempre la caldaia negli impianti radianti e negli impianti a radiatori (o fan-coil) se sono dimensionati per funzionare efficacemente sotto i 50-55°C di temperatura dell’acqua. Chi vuole può sostituire la tradizionale caldaia a gas del proprio impianto di riscaldamento per utilizzare una pompa di calore risparmiando sui costi energetici e guadagnando, di fatto, in termini di comfort abitativo.

In ogni caso gli interventi e le sostituzioni devono essere configurati in base al tipo di abitazione, in base al tipo di impianto pre-esistente ed in base ai consumi.

Per approfondire sul riscaldamento elettrico leggi anche: Fotovoltaico e riscaldamento elettrico, quanto può farti risparmiare?

Per approfondire invece su Fotovoltaico abbinato a pompa di calore leggi: Pompe di Calore e Fotovoltaico. Quanto convengono?

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

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13 Commenti

  1. gipi, il 14 Giugno 2017 ore 21:18

    Ciao Alessandro F.

    Restringendo il campo al caso più semplice della sostituzione del solo SCALDABAGNO ELETTRICO CLASSICO (però chi lo usa più?)per l’acqua calda di casa, con altro nuovo basato sulla Tecnologia POMPA DI CALORE ELETTRICA, direi che tutto corrisponde alla realtà tecnica dei due Sistemi a confronto

    Il risparmio Energetico, in effetti, con una valutazione tecnica semplice risulta : 1 / 3,4 resa energetica media della PdC = 0,295 .
    Ovvero, arrotondando a 0,3, quindi CON IL CONSUMO DI 0,3 Kwh di Energia elettrica per la PdC si ottiene tanta acqua calda come da un boiler tradizionale a resistenza elettrica che però consumerebbe 1,0 kWh.

    Quindi : Il consumo di una PdC (dedicata solo al riscaldo Acqua sanitaria) risulta il 30 % di quella del Boiler Elettrico a Resistenza.

    Bisogna, per completare il quadro, dire anche che un Boiler Classico da 80 Lt di “marca” costa almeno 200 € mentre uno da “hobby market” si può trovare a 100 € (Installazione a parte che è alla portata di tutti gli hobbisti).

    Per un Boiler con PdC incorporata e con Serbatoio da 110 Lt (gli 80 litri possono risultare insufficienti)si devono spendere intorno ai 1000 € (installazione con condotti attraverso la parete per lo scambio aria con l’esterno, a parte + eventuale manutenzione annuale). Supponiamo 400€ di Installazione, se fatta da “terzi”.

    La “voce” Manutenzione Annuale, secondo alcuni, vale 60€ e sarebbe comunque obbligatoria per non perdere la garanzia……il discorso si complica. Io sarei per il “fai da te” come per i piccoli climatizzatori …….e anche qui il discorso si allungherebbe.

    Inoltre bisogna vedere se vi è l’opportunità di poter usufruire dello Sgravio Fiscale del 50% della spesa iniziale (rientro in 10 anni).

    Per quanto riguarda lo scritto dell’Articolo, alla 1a riga del 4° paragrafo, —-“ben oltre le mille euro l’anno”—- che ricorda il “parlato” del Sud direi che sarebbe da modificare l’articolo “le”.

  2. Berto, il 9 Settembre 2017 ore 11:20

    Buongiorno desideravo avere un consiglio per quanto riguarda un impianto fotovoltaico per la casa che ho appena acquistato. Da poco ho acquistato un appartamento con relativa mansarda. Premetto che prima del mio acquisto le due unità erano separate quindi con due impianti elettrici e di riscaldamento separati. Ho congiunto le due unità per la parte elettrica mentre per quanto riguarda il riscaldamento( classico impianto con termosifoni)è ancora disgiunto con due caldaie separate a gas metano. Ora dato il costo delle bollette gas e l’esigenza di sostituire una caldaia stavo valutando se era il caso di cambiare sistema e prendere in considerazione il fotovoltaico. L’appartamento è di mq 130 la mansarda di mq 80 con disponibilità di un tetto di circa 50 mq. Se possibile volevo un cosiglio su come affrontare e possibilmente risolvere questo problema visto che la stagione invnernale incombe. Non so a chi rivolgermi per avere un consiglio spassionato e onesto visto i costi che dovrò affrontare.
    Vi ringrazio anticipatamente e un cordiale saluto.

  3. Patrizia, il 10 Marzo 2018 ore 11:32

    Buongiorno ho un laboratorio artigianale di 150mq con impianto fotovoltaico sul tetto di 8kw,trasformandolo in appartamento posso utilizzare la luce prodotta come riscaldamento, il mio dubbio è dovrò dotarmi di batterie d accumulo per avere l energia in esubero d estate e usarla d iinverno e quante me ne serviranno?
    Grazie se sarete in grado di chiarirmi questi dubbi
    Patrizia

    • Alessandro F., il 12 Marzo 2018 ore 10:24

      Ciao l’accumulo è sicuramente utile per sfruttare meglio la produzione solare in relazione ai consumi, l’accumulo però serve non da una stagione all’altra ma nel ciclo giorno notte. Cioè: l’energia prodotta in esubero di giorno, la utilizzo di sera/notte. Nel tuo caso può essere efficace un piccolo accumulo con un basso costo.

  4. Maddalena Berardi, il 5 Febbraio 2019 ore 22:31

    Buona sera io ho una villa di 3 piani sono circa 300mq di casa ma diciamo che il piano che viviamo è quello centrale di circa 150 mq.
    La villa è stata costruita negli anni 90 e fino al 2000 di utilizzava il camino elettrico con ventola per scaldare anche il bagno e soggiorno quindi legna luce e gas gpl con costi molto alti.
    Ora sono tornata a vivere qua ma la legna oramai e molto cara il gpl non è accessibile.
    Così abbiamo deciso di fare una caldaia a pellet.
    Ma vorremmo sapere cosa di potrebbe ulteriormente fare per risparmiare sfruttando tutte le fonti rinnovabili e non solo riscaldamenti ma anche luce etc tutto per consumare meno e inquinare meno grazie

  5. gipi, il 7 Febbraio 2019 ore 12:06

    Ciao Maddalena Berardi

    Non mi è chiaro cosa sia un “camino elettrico”. Forse volevi dire “un caminetto a legna con ventilazione aria tramite ventilatore elettrico” ?

    NELLA TUA SITUAZIONE avere il riscaldamento a Pellet è la soluzione migliore in assoluto.

    Naturalmente bisogna farsi fare un buon Impianto rapportato alle esigenze reali della casa e bisogna anche mettere in conto una piccolissima perdita di tempo per pulire le ceneri della caldaia ed eseguire il caricamento del Pellet.

    Il Pellet dovrà essere di buona qualità per non produrre troppa cenere e sporcamento della Caldaia e del camino.

    Comunque, in fatto di comodità d’uso, con il Pellet vedrai che sarà tutta un’altra storia rispetto al caminetto a legna.
    Tieni anche presente che, con adatti tipi di Caldaia a Pellet, puoi anche produrre l’acqua calda tutto l’anno spendendo una inezia….

    Per il resto della tua domanda puoi avere risposte solo da chi, essendo esperto di queste cose e possibilmente non interessato a venderti qualcosa, può conoscere anche nei dettagli la tua situazione e le tue aspettative generali.

  6. maria m, il 15 Marzo 2019 ore 16:00

    il fotovoltaico senza pompa di calore può evitare caldaia? o rendere conveniente una caldaia elettrica fermo restando l’elevato costo di adeguamento contatore?

  7. gipi, il 18 Marzo 2019 ore 19:04

    Ciao Maria M.

    Non si sa la tua attuale situazione……………..

    Il “costo di adeguamento Contatore”, del quale ti preoccupi, ha un suo peso, ma del tutto secondario.

    Bisogna vedere il Sistema nel suo insieme !

    Non esiste Fotovoltaico di sorta che, senza l’impiego di Pompa di Calore, possa sopperire alla Caldaia da Riscaldamento.
    Il Fotovoltaico può solo fare da “spalla” all’Energia Elettrica fornita dalla Rete e impiegata per il funzionamento di pompa/pompe di Calore.

    Se hai la fortuna di avere il metano usa una bella Caldaia e non pensarci più.

    Se ti venisse in mente di usare il GPL cancellalo perché ha costi esorbitanti!!!

    Se il metano non è disponibile puoi pensare ad una caldaia a pellet, se sei disposta ad affrontare la piccola scocciatura del magazzinaggio del pellet e del caricamento e pulizia della caldaia. Potrai risparmiare un 10-15 % sui costi combustibile rispetto al metano.

    Altrimenti passi al sistema con PdC ed eventuale Fotovoltaico di supporto aggiuntivo.

    Però si tratta di affrontare una certa spesa iniziale e bisogna fare bene i conti con la propria tasca e con i tempi di recupero della Spesa
    Impianto .

  8. Katia, il 28 Marzo 2019 ore 19:41

    Buonasera,
    ho una vecchia di montagna in cui devo tornare a vivere e, siccome ormai la caldaia che era in uso è da sostituire perché non a norma, volevo orientarmi su un sistema di riscaldamento casa e acqua alternativo (attualmente è presente un boiler per scaldare l’acqua).
    Ho chiesto alcuni preventivi per due tipi di sistemi e volevo il consiglio di qualcuno che sta utilizzando uno o l’altro sistema.

    La prima opzione è una caldaia a pellet a cui è collegato un bollitore collegato a sua volta a due pannelli solari;
    la seconda opzione è andare sul fotovoltaico con accumulatore e pompa di calore.
    La mia casa è in montagna (Appennino Tosco-Emiliano), è divisa in due appartamenti (familiari) che però hanno un unico contatore di acqua, luce e gas e in totale sono circa 100mq.
    Il mio interesse principale è quello di risparmiare sul riscaldamento e se riuscissi davvero a farlo con il fotovoltaico e pompa di calore sarebbe fantastico! Vorrei solo capire se l’investimento ha un senso oppure no perché è vero che l’opzione 1 mi costa quasi la metà rispetto all’altra e che mi tornano indietro fisicamente dei soldi (e non una detrazione fiscale che non so poi se avrò mai e comunque dilazionata in tanti anni), ma c’è comunque il costo del pellet (che non è elevato rispetto al costo di una bolletta standard ma che comunque va considerato nella spesa), l’impegno giornaliero di caricare la caldaia, pulirla, stare attenti ad avere sempre pellet di qualità… insomma da un punto di vista manutentivo è sconveniente rispetto al fotovoltaico, ma questo, appunto, costa quasi il doppio.
    C’è qualcuno che mi sa raccontare la propria esperienza con un impianto e con l’altro così da aiutarmi a scegliere?
    Grazie
    Katia

    • gipi, il 30 Marzo 2019 ore 17:44

      Ciao Katia

      Credo di intuire quale sarà la tua nuova situazione di vita…….

      Sembra di capire che, attualmente, tutti gli Impianti/Servizi sono in comune per i due separati appartamenti.
      Sembrerebbe anche che, modificando in qualche modo (ancora da definire) l’Impianto di Riscaldamento, tale situazione di “comunione” non cambierebbe.

      Tieni presente comunque che le situazioni di “comunione” sono sempre delicate e, con il passare del tempo, il mutare delle situazioni e dei rapporti tra le persone, possono diventare problematiche……….

      Dato che tu accenni anche ad un “boiler” già esistente per l’Acqua Calda Sanitaria sarebbe stato meglio chiarire se è elettrico o a gas. Nel caso sia a gas sarebbe stato utile anche sapere se è del tipo a serbatoio (ad accumulo e solitamente da 80 lt) oppure di tipo “istantaneo”.
      —————————————————-

      Io, NEL TUO CASO SPECIFICO, i Sistemi Elettrotermofrigoriferi (P.d.C.) con integrazione FV e anche la Caldaia a pellet con integrazione di Bollitore e due Pannelli Solari Termici (della quale tu parli, cosi pare di capire) li eviterei, dato che ti espongono ad una serie di possibili inconvenienti di funzionamento che poi sarebbero campo di Specialisti con competenze diversificate e potresti trovarti invischiata in situazioni “tecniche” alquanto complesse.

      Per le caldaie a gas o a pellet la situazione tecnica è molto meno complessa (le più semplici sono le Caldaie a pellet) ……….
      In caso di bisogno (guasti) è molto più facile trovare qualcuno che possa intervenire senza dover ammattire (magari anche un vicino di casa o un conoscente con un minimo di pratica tecnica).

      La mia Prima Scelta (al posto tuo) sarebbe la caldaia a Gas (metano) completa di boiler da 60 lt per la produzione/accumulo dell’Acqua Calda Sanitaria.

      In alternativa ti resta la Caldaia a pellet che, di norma, funziona in modo soddisfacente anche se richiede un piccolissimo impegno personale. A fronte dell’impegno personale si ottiene solitamente un risparmio di spesa di circa il 20 % sui costi di riscaldamento.

      Comunque tieni conto che, installando una Caldaia (a gas o a pellet è indifferente), dovrai poi far eseguire ogni anno un Controllo/Manutenzione Certificata della Caldaia da parte di un Installatore Qualificato che trasmetterà il Rapportino di Controllo ad un Registro Regionale (della tua regione Emilia.Romagna).

      Questa operazione annuale costa solitamente da 100 a 120 €/a e comunque ne esiste una analoga (non saprei dirti il costo ma immagino sia molto simile) anche nel caso di installazione di Pompa di Calore a funzionamento elettrico (P.d.C.) qualora di Potenza superiore a 5 kW.

      Insomma anche per riscaldarsi ormai è obbligatoria (da tempo) la Baby Sitter con il Bollo Statale………..

      Per vedere meglio nei dettagli questo ultimo argomento ti rimando all’indirizzo :
      https://www.efficienzaerinnovabili.it/2015/01/16/il-nuovo-libretto-di-impianto/
      —————————————————

      Mia esperienza diretta :

      — Impianto di riscaldamento classico a termosifoni con caldaia a gas metano completa di boiler da 60 lt per A.C.S. (dal 2013)

      — Impianto con 2 Climatizzatori (P.d.C. aria/aria) indipendenti e ciascuno composto da una Unità Esterna da 12000 BTU (3,5 kW utili resi in caldo/freddo) e da un solo “split” (Unità Interna).
      Li uso in bella stagione per rinfrescare e in quella brutta per riscaldare, facendo da spalla alla Caldaia a gas o sostituendola completamente nella parte iniziale e finale della stagione del riscaldamento.

      — Impianto FV da 9,6 kW (trifase e molto più grande del necessario) attivato a fine 2013 e utilizzato per i consumi di casa e dei 2 Climatizzatori.

      Indirettamente ho notizie di funzionamento da vari utilizzatori di Caldaie a pellet (tra questi uno è mio figlio).
      Generalmente l’uso di Caldaia a pellet è la prima opzione quando non è disponibile il Metano dato che il gas GPL ha costi assolutamente proibitivi.

  9. tina, il 31 Marzo 2019 ore 13:20

    perdonatemi se sforo un po’ dall’argomento base che è il fotovoltaico. pur rimanendo nella discussione del riscaldamento. per non dipendere da periodici controlli annuali a cui non si scappa con ogni tipo di impianto fisso che sia caldaia o pompa, a combustibile o elettricità, ci stanno solo le stufe portatili che nn risolvono il problema acqua calda. qualcuno ha esperienza di stufe a combustibile non infiammabili che si montano solo a presa elettrica? o magari anche solo a stoppino. mi confermate che costano + o – come una caldaia a metano e sono potenti, fermo restando che bisogna cambiare aria periodicamente? certo che non possono scaldare bene come un impianto, ma anche la praticità conta per le donnette imbranate e anziani. e lo stoppino va sempre anche senza corrente quando si bloccherebbe qualsiasi caldaia. e magari abbinarci un fotovoltaico per integrare con le stufette elettriche proibitive monetariamente, ma leggo che anche il fotovoltaico richiede manutenzione per accumulatori e pannelli.

    mi hanno parlato di fotovoltaico a batterie innovativo rispetto a quello classico: non so se mi hanno condito via con una baggianata. perché gli accumulatori non sono batterie loro stessi? mi pare non esistano fotovoltaici senza accumulatori altrimenti funzionerebbero pochissimo e sarebbero tecnicamente inutili.

    col fotovoltaico si può evitare di aumentare il contatore per uso di stufe elettriche? o quello non si può evitare’

    • gipi, il 4 Aprile 2019 ore 19:04

      Ciao Tina

      Parecchie domande. Impossibile rispondere a tutte dettagliatamente……
      Velocemente sul Fotovoltaico e poi, più in dettaglio, sulle stufe/caldaie a combustibili vari.
      ———————————————————–

      — La stragrande maggioranza degli Impianti FV NON SONO PROVVISTI DI ACCUMULO e funzionano benissimo sia tecnicamente che “finanziariamente”. Sulla gestione tecnico/economica degli impianti FV bisogna essere bene informati a priori in modo da capire la situazione e non farsi idee fuori luogo. Su questo Sito puoi trovare moltissime informazioni sufficientemente asettiche e realistiche.

      — Per il FV con ACCUMULO (detto comunemente “con Batterie”) il discorso tecnico/economico risulterebbe lungo e con aspetti economici non ancora vantaggiosi.
      Comunque il termine esatto sarebbe “con Accumulatori” ma, come tu sai, anche per la tua automobile si usa dire Batteria invece di Accumulatore (ormai è così e bisogna rassegnarsi).

      — Per le stufe elettriche e la Potenza del Contatore :
      Solitamente, con un Contatore da 3 kW (3,3 kW reali utilizzabili) si può usare continuativamente una stufetta elettrica da 2 kW, eventualmente affiancata da una di quelle piccolissime da 450 W (0,45 kW) reclamizzate in TV e che si inseriscono appese ad una presa di casa.

      Rimangono disponibili per i normali servizi della casa 3,3 – 2,45 = 0,85 kW per frigoriferi, illuminazione, TV, Computer, si può anche riuscire a farcela sul filo del rasoio…………

      — Il FV non va considerato in quanto di notte non può dare nessun aiuto e affidarsi ad un Accumulo risulta rischioso nel tempo (oltre che costoso come investimento iniziale).

      Comunque l’aumento di Spesa Fissa in Bolletta per avere un Contatore “potenziato” è abbastanza contenuto.
      Per il Contatore Standard da 3 kW si pagava 130 €/anno di fisso e, per ogni 1kW in più, vi era un aumento di 24 €/anno e questo fino ad un massimo di 6,0 kW di Contatore (tariffe 2018).

      Con il nuovo anno 2019 la Tariffa Base di 130 €/anno è stata aumentata di circa 13 € passando al totale di 143 €/anno e i 24 €/anno per ogni kW di aumento dovrebbero essere rimasti invariati.
      —————————————————————-

      Le stufette a Kerosene e quelle a Bioetanolo non vanno oltre i 3 kW di potenza resa all’ambiente.
      Solitamente anche molto meno.
      Questo perché, essendo confinate in un unico vano/stanza, non servono di maggiore potenza in quanto il passaggio di calore ad altri ambienti della casa, attraverso la sola apertura possibile di una porta, risulta poco efficace.

      Comunque questo tipo di riscaldamento (sia Kerosene che Biometanolo) è estremamente costoso e anche problematico dal punto di vista dell’umidità che si genera in casa (sono “stufe” prive di camino) e anche i prodotti che si sprigionano dalla combustione sono poco raccomandabili se respirati in continuazione.

      Se poi ogni una o due ore bisogna arieggiare la stanza buttando via almeno il 50% dell’aria calda della stessa e sostituirla con aria fredda esterna allora è proprio meglio non pensarci neppure.

      Si tratta più che altro di oggetti d’arredo molto simpatici che si può aver voglia di avere per ravvivare l’ambiente e creare appena un po’ di calore “estetico”.

      A comperarle costano pochissimo (50 – 300 €) ma per il Combustibile si prosciuga il Conto in Banca.

      Se vai su Internet vedrai che 1 lt di Kerosene (deodorizzato ma che comunque puzza sempre abbastanza, vedi le recensioni dei clienti) si vende mediamente a 3 €/lt e contiene (te lo dico io perché difficilmente lo troverai scritto da qualche parte) 10,2 kWh di Energia (P.C.S. = Potere Calorifico Superiore).

      Sempre su Internet 1 lt di Bioetanolo costa da 2,5 a 6,0 €/lt, …. diciamo 3,5 €/lt (roba da gioielleria con profumo di Chanel), e contiene (sempre se mi dai fiducia), 5,93 kWh di Energia (P.C.S.).

      Per le “stufe”a Bioetanolo e loro confronto con quelle a Pellet e a Metano ti rimando al Sito :
      https://www.qualenergia.it/articoli/20170116-costi-emissioni-vantaggi-limiti-delle-stufe-bioetanolo/

      L’articolo (del 16 Gennaio 2017) è tecnicamente sempre validissimo (ho controllato la rispondenza dei Contenuti Energetici dei vari Combustibili) ma il prezzo del Pellet é attualmente a 5 €/ sacco da15 kg ossia 0,333 €/kg mentre loro dicono 0,25 €/kg che era forse un prezzo stracciato da inizio 2016…..

      1 kg di Pellet contiene 5 kWh di Energia (P.C.S.) e solitamente risulta scritto in bella evidenza sui sacchi stessi

      Per fare un paragone di quanto costa 1 kWh di aria calda prodotta con i vari sistemi :

      — Stufetta a Kerosene …………………….. 3,0 € / 10,2 kWh / rendimento 0,96 = 0,306 €/kWh
      — Stufetta a Bioetanolo……………………..3,5 € / 5,93 kWh / rendimento 0,98 = 0,602 €/kWh
      — Stufa a Pellet ……………………………..0,333 € / 5,00 kWh / rendimento 0,85 = 0,078 €/kWh
      — Caldaia a condensaz. a Metano ….. 0,850 € / 9,6 kWh / rendimento 0,980 = 0,090 €/kWh
      — Stufetta Elettrica qualsiasi ……………………………0,190 € / rendimento 1,00 = 0,190 €/kWh*
      — Climatizzatore P.d.C.(aria/aria)…………………. Stufetta Elettrica 0,190 / 3,0 = 0,063 €/kWh**
      .
      *) Il costo 0,190 €/kWh è tale dato che le spese fisse del Contatore (143 €/anno) devono già comunque essere sostenute e che, per gli altri servizi generali di casa, si arriva normalmente e sempre a superare la Soglia di Cambio Prezzo posta ai 2640 kWh annui, dopodiché i kWh in più costano realmente i detti 0,190 €/kWh .
      Il costo di una buona stufetta elettrica con 2 resistenze selezionabili 1000/2000 W + Ventilatore + Termostato + Cronostato meccanico a frazioni di ¼ d’ora può costare 40 € .

      **) I Climatizzatori hanno rese variabili a seconda delle condizioni di temperatura interne ed esterne alla casa.
      Per fare un calcolo di massima sicurezza si pone solitamente una RESA TRIPLA di quelle delle Stufette Elettriche.
      In condizioni ambientali più favorevoli la Resa può essere anche QUADRUPLA.

      In pratica, per essere pessimisti, si fa conto che per ottenere 1 kWh di ARIA CALDA si deve utilizzare 1/3 di kWh di Energia Elettrica (0,333 kWh).

      Il costo di un Climatizzatore da 12000 BTU (che fa caldo quanto una stufetta elettrica da 3,5 kW e assorbe, secondo le condizioni climatiche da 0,8 a 1,2 kW dal Contatore), di qualità media commerciale (made in China) e installato funzionante, può essere di 800-900 €.

      Se si tiene conto della possibile Detrazione Fiscale del 50% (in dichiarazione IRPEF, 40 – 45 € per 10 anni consecutivi), alla fine il costo reale si riduce a 400 – 450 €.
      Per avere diritto alla Detrazione Fiscale (a partire dall’anno scorso, 2018) bisogna “dichiarare” il possesso del Climatizzatore sul Sito appositamente predisposto da “ENEA” (Ente Nazionale Energie Alternative).

      Con questa spesa, poi, si ha anche la possibilità di avere aria fresca e vivere molto più confortevolmente nella stagione calda consumando 500-600 kWh, a stagione, di Energia Elettrica il che equivale ad un costo di 0,190 x 550 = 105 €/anno in più per “stare freschi”.

      Per un solo Climatizzatore del genere (meno di 5 kW) non è richiesta nessuna dichiarazione o manutenzione obbligatoria annuale.
      Qualcuno sostiene anche che se ne possano montare 2 di questa taglia senza dover sottostare agli obblighi di Legge ma la cosa non è chiarissima…….
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      A te le conclusioni sul che fare, secondo le tue necessità e le tue preferenze !

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