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Pompe di calore elettriche, risparmiare guadagnando in salute

18 febbraio 2014

L’utilizzo delle pompe di calore per il riscaldamento comportano numerosi vantaggi non solo ambientali, ma anche economici. Sono apparecchi elettrici a risparmio energetico e, se l’energia per farle funzionare viene prodotta da fonti rinnovabili, sono anche un’ottimo modo per tagliare le emissioni inquinanti sostituendo l’elettricità al gas per il riscaldamento. Ecco perchè le pompe di calore rappresentano un buon modo per risparmiare soldi guadagnando in salute (di tutti).

Sono ben 1,7 i miliardi di euro che secondo ECBA Project (società di consulenza specializzata nell’analisi costi-benefici degli investimenti),è possibile risparmiare in Italia grazie alle pompe di calore elettriche: soldi che saranno risparmiati dal rimediare ai danni ambientali e sanitari dati dall’inquinamento atmosferico prodotto dal riscaldamento inquinante (basti pensare alle caldaie a gasolio, ancora numerose anche nelle grandi città).

Questo studio sui costi-benefici delle pompe di calore elettriche, legato ovviamente al nostro Paese e pensato per un lasso di tempo di 6 anni, tra il 2014 e il 2020, è stato presentato durante il convegno “Elettricità futura. Crescita sostenibile e sviluppo del settore elettrico organizzato da Assoelettrica, l’Associazione Nazionale delle Imprese Elettriche che riunisce 120 imprese operanti nel mercato dell’energia elettrica.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come esistono due tipi di costi nell’utilizzo di un riscaldamento tradizionale. Da una parte ovviamente la spesa per i proprietari, dall’altra parte la spesa sociale per le ricadute in termini di inquinamento e quindi perdita di qualità ambientale. I costi sociali includono quelli sanitari per curare le malattie direttamente legate all’inquinamento atmosferico. Secondo lo studio le nuove tecnologie elettriche dedicate alla produzione di calore in grado di sostituire gas e gasolio possono fare molto per migliorare questa situazione.
Le pompe di calore elettriche sono tre le più importanti nel momento in cui l’elettricità viene autoprodotta.

pompe di calore elettriche

Le pompe di calore elettriche prendono il 75% dell’energia dall’ambiente esterno ed il rimanente 25% dall’elettricità che, se viene prodotta da fonti rinnovabili è totalmente ad impatto zero.

 

Ma cosa sono le pompe di calore elettriche?

Ricordiamo brevemente di cosa si tratta: sono apparecchi che sottraggono calore da un ambiente e lo riversano in un altro. Questo processo avviene grazie all’uso di energia elettrica. Le pompe di calore rappresentano una rivoluzione in quanto hanno consumi molto inferiori rispetto ai tipi di riscaldamento elettrico tradizionale, perché il coefficiente di resa è estremamente alto: con 1 kWh elettrico se ne producono 3 termici. Un confronto? Una normale stufetta elettrica ha una resa di 1 a 1. Fin’ora però, nonostante una resa così importante, a scoraggiare i possibili acquirenti c’era il fattore bolletta elettrica: il costo dell’elettricità in bolletta. La tariffa D2, di tipo progressivo, faceva sì che superato il muro dei  5-6.000 kWh annui, la spesa, come si suol dire, avrebbe superato l’impresa.  Grazie invece all’implementazione, a breve, della nuova tariffa D1, di cui abbiamo già parlato in precedenza, si evita l’aumento esorbitante dei costi e le pompe di calore diventano molto più competitive e convenienti. La D1, insieme alla proroga delle detrazioni fiscali, dovrebbero essere la spinta ideale per tanti consumatori desiderosi di provvedere al riscaldamento della propria casa in maniera ecocompatibile ma soprattutto più economica.

 

Pompe di calore elettriche: risparmio dell’80% sui costi ambientali

In realtà l’enorme cifra citata in precedenza, rappresenta solo un terzo di quello che si potrebbe risparmiare in costi sociali, se ogni abitazione, fabbrica e luogo in genere disponessero di una pompa di calore elettrica: il totale ammonta invece a 5 miliardi. Per entrare nello specifico, è stato calcolato che mentre il costo esterno per le pompe di calore è di 4,6 euro/MWh termici per gli impianti di riscaldamento tradizionali è di 23,3 euro/MWh: il risparmio è quindi dell’80%.

Il riscaldamento residenziale, più a stretto contatto con un maggior numero di persone e quindi potenzialmente ancora più dannoso di quello industriale (perché meno regolamentato) potrà grazie all’adozione di tipologie di macchine come le pompe di calore elettriche, limitare i suoi effetti sulla salute del corpo…e anche su quella del portafoglio!

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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