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Energy storage e fotovoltaico: ammortizza la spesa?

28 agosto 2013
Voto:4/5 (11 voti)

Generare energia elettrica attraverso un impianto fotovoltaico domestico o aziendale rappresenta un investimento, oltre che una scommessa su un mondo più ecologico. L’aumento annuo del costo dell’energia erogata dalle tradizionali centrali elettriche, e pagata in bolletta, rendono il fotovoltaico gradualmente più conveniente perchè consente di autoprodurre ed autoconsumare l’elettricità bypassando il suo acquisto dalla rete elettrica.

Ecco come un sistema di energy storage ne aumenta la convenienza.

Il fotovoltaico ha, o meglio: aveva, un limite che condizionava il risparmio effettivo ottenibile negli anni: l’energia  estratta per effetto fotoelettrico è fortemente condizionata dalle condizioni del sole. Naturalmente assente di notte, durante il giorno l’irradiamento è altresì vincolato dai fenomeni atmosferici. Nubi, piogge, nebbia e altri agenti naturali che schermano i raggi del sole inficiano in maniera “altalenante” la produzione di corrente elettrica fotovoltaica.
I consumi domestici, inoltre, sono maggiormente spalmati nelle ore serali, ore in cui il sistema non produce.

Per questo motivo un impianto fotovoltaico domestico può non essere sfruttato nel migliore dei modi per ottimizzare il risparmio in bolletta.

Ecco la soluzione.

Attualmente il modo più comune per risolvere l’aleatoria disponibilità di energia elettrica autoprodotta durante le ore del giorno è optare per i cosiddetti sistemi di energy storage. Si tratta di sistemi a batteria, da abbinare agli impianti fotovoltaici, che stoccano momentaneamente l’energia prodotta dall’impianto per restituirla nei momenti di effettivo bisogno. Con un sistema di energy storage l’impianto rimane allacciato alla rete elettrica esterna che, in caso di scarica completa delle batterie, sarà in grado di provvedere all’approvvigionamento elettrico senza creare discontinuità o “stacchi” di corrente.

 

energy storage e fotovoltaico domestico

D’altro canto un sistema di energy storage fotovoltaico domestico può essere tranquillamente abbinato al meccanismo dello scambio sul posto o della vendita di energia in “ritiro dedicato”. Per approfondimenti sullo scambio sul posto e sulla vendita in “ritiro dedicato” leggi:

Queste due forme di valorizzazione attuate dal Gse (Gestore dei servizi energetici) sono calcolate per tutta l’energia immessa in rete, cioè per tutta l’energia non immediatamente autoconsumata e non stoccata nelle batterie del sistema di storage fotovoltaico.

Questo sistema di stoccaggio dell’energia alza il livello di autoconsumo e, ora che non ci sono più gli incentivi, rende più semplice calcolare l’effettivo risparmio in bolletta.

Ecco un esempio.

Se l’elettricità viene pagata in bolletta a 0,22 €/kwh (prezzo lordo comprensivo di oneri e imposte). Tutta l’elettricità che produce l’impianto e che autoconsuma l’utente rappresenta l’effettivo risparmio che ammortizza la spesa sostenuta per la realizzazione dell’impianto stesso.

In altre parole: se ho un sistema di energy storage fotovoltaico in grado di accumulare 10 Kwh, posso potenzialmente risparmiare più di 65 euro al mese sfruttando l’autoconsumo istantaneo (cioè nel momento stesso della produzione dell’impianto fotovoltaico) e sfruttando l’autoconsumo differito (cioè quello effettuato attingendo dalle batterie precedentemente caricate dal sole).

Dunque: quanto conviene un impianto fotovoltaico dotato del sistema di energy storage?
Il sistema di stoccaggio tramite batterie è in grado di ripagare le spese sostenute per il suo acquisto?

Il mercato dell’energy storage è ancora relativamente giovane in Italia, però, se il prodotto è ben dimensionato ed abbinato ad un sistema di gestione “intelligente” dell’energia e di ottimizzazione dei consumi (leggi qui per capire cosa sono), è in grado di procurare ottimi risparmi nel tempo, anche senza incentivi.

Il risparmio procurato, nel giro di qualche anno, ammortizza la spesa sostenuta per il suo acquisto.

 

La tecnologia per realizzare degli efficienti sistemi di energy storage sfrutta oggi degli accumulatori a ioni di litio. In un mercato ancora relativamente giovane il costo della tecnologia non è però tra i più bassi: manca ancora una decisa economia di scala. Nonostante ciò, ad alcune condizioni, sono già in grado di creare un buon rapporto costi-benefici.

In Germania, per esempio, sono già sistemi incentivati.

 

Per concludere

Molti paesi all’avanguardia nel settore delle energie rinnovabili, come la Germania e alcuni Stati della costa occidentale statunitense, ritengono interessante investire “in grande” su queste tecnologie per favorire il settore del fotovoltaico generando business. Si tratta, in questo caso, di grandi impianti di energy storage, impianti che vanno al di là delle semplici batterie agli ioni di litio, ma che sfruttano lo stesso principio. Si tratta di “depositi energetici” in grado di accumulare parte dell’energia prodotta dalle centrali fotovoltaiche per utilizzarla per l’approvvigionamento di rete.
Anche qui, ciò che vale, è l’autoconsumo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

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10 Commenti

  1. Davide V., il 29 agosto 2013 ore 12:07

    perchè anche da noi non si incentiva la istallazione di impianti di accumulo energia come avviene in Germania; anche per chi ha già impianti fotovoltaici che beneficiano di incentivi del conto energia? Certamente si creerebbe un notevole business (con benefici per lo stato che incasserebbe le tasse relative, per le aziende e lavoratori grazie al lavoro indotto) oltre che maggior autoocnsumo e risparmio di scambio energia sulla rete. A chi bisogna rivolgersi a livello nazionale per avere l’attenzione dovuta al problema?

    • Alessandro, il 29 agosto 2013 ore 13:02

      Esiste il Coordinamento FREE che a livello nazionale riunisce tutte le associazioni di rappresentanza del settore.

    • Ambientenergia, il 29 agosto 2013 ore 20:24

      Si, perfettamente daccordo con te.
      Altro che proroga delle detrazioni, come sembra venga richiesto dagli operatori del settore (fa comodo dirlo ma non sono convinto sia questo che chiedono)!
      Francamente ce ne facciamo gran poco. Prodotti per lo storage di energia sono proposti da diverse case gia da alcuni anni e ne arriveranno altri nel 2014. (come è emerso negli articoli pubblicati qui su Fotovoltaiconorditalia)
      Ridurre altre incentivazioni per convogliarle qui in un settore in pieno sviluppo forse è una scelta troppo intelligente per il momento!

  2. Davide V., il 31 agosto 2013 ore 15:00

    oggi la legge sugli incentivi esplicitamente dice che le detrazioni per ristrutturazioni e risparmio energetico sono incompatibili con gli incentivi per le energie rinnovabili prodotte. Ciò a mio avviso penalizza chi ha già l’impianto fotovoltaico, perchè chi istalla ora un nuovo impianto può accedere alla detrazione fiscale (non avendo più gli incentivi) ti tutto il costo dell’impianto compreso quello delle batterie mentre chi ha già l’impianto fotovoltaico ed ha gli incentivi non ha nessuna possibilità di detrazioni fiscali del costo dell’impianto di storage di nuova istallazione (secondo una mia interpretazione restrittiva di quanto affermato prima). Alcune ditte fornitrici dicono che comunque si può accedere alle detrazioni fiscali del 50% (o 36% dopo 31/12/13). La materia non è chiara e richiede precisazioni dalla Agenzia delle Entrate con una specifica disposizione per questi casi.

    • Davide V., il 31 agosto 2013 ore 15:08

      Inoltre non credo richieda nessuna copertura finanziaria o dirottamento di risorse in quanto si autofinanzia (essendo le detrazioni spalmate su 10 anni e sul 50% dell’importo). Sarebbe tutto business aggiuntivo (PIL, tasse, lavoro, ecc.). Dovrebbe ovviamente anche beneficiare dell’IVA agevolata al 10% come per le ristrutturazioni edilizie. Anzi io suggeruirei di far detrarre il costo totale e non al 50% il che creerebbe immediatamente un bel volume di affari e di entrate per lo stato. Io deciderei subuto di farlo, mentre ora sto aspettando tempi migliori.

  3. beppe, il 12 luglio 2014 ore 19:36

    Beppe M. 12/07/2014 disponendo di un’impianto fotovoltaico 3.7 kw nominali e avendo di contratto con l’ENEL la potenza massima di 6kw, è possibile ritornare ai 3kw usufruendo sia dell’autoconsumo sia dell’eventuale accumulo dato che lo sforamento di 3kw avviene raramente e ciò comporterebbe un discreto risparmio sulla bolletta

    • Alessandro F., il 15 luglio 2014 ore 12:38

      anche se hai l’impianto da 3,7 kw puoi tranquillamente fare con enel un contratto da 3 kw. Naturalmente quando sfori, salta il contatore, puoi ovviare distribuendo meglio i carichi.

  4. beppe, il 21 luglio 2014 ore 12:48

    Ma la miadomanda era i tre kw piu l, energia fornita dai pannelli mi consente di sforare il limite cipotenza consentito dall, enel

    • Alessandro F., il 21 luglio 2014 ore 18:30

      no, puoi avere un impianto da 10 kw ed un contratto con enel da 3 kw di potenza.

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