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Fotovoltaico: come aumentare autoconsumo e risparmio

23 maggio 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Come risparmiare in bolletta? Col fotovoltaico aumentare l’ autoconsumo vuol dire aumentare il risparmio in bolletta. Se installo un impianto fotovoltaico sopra il tetto di casa, un impianto da cui attingere prima di tutto per il fabbisogno domestico, ho la possibilità di ridurre i prelievi dalla rete ottenendo un notevole risparmio in bolletta. L’autoconsumo della propria energia è il fattore di maggiore convenienza per chi installa un impianto fotovoltaico ed aumentare l’autoconsumo è un modo per massimizzare i benefici economici per il titolare dell’impianto.

Ma quali strumenti abbiamo a disposizione per aumentare l’autoconsumo dall’ impianto fotovoltaico?
La tecnologia offre oggi molte innovative soluzioni per aumentare autoconsumo domestico e risparmio in bolletta, ma prima vediamo perchè e quanto è importante l’autoconsumo.

Di solito gran parte dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico viene immessa nella rete pubblica. Gli utilizzatori domestici ne usano normalmente solo una parte per il proprio fabbisogno, i rimanenti kwh prodotti vengono immessi in rete, perdendo parte del loro “valore effettivo”. La quota di energia pulita auto-prodotta ed utilizzata direttamente è l’ autoconsumo diretto.

La quantità di autoconsumo diretto dipende da almeno due fattori:

  • la dimensione dell’impianto
  • il tipo di consumo dell’utente (essenzialmente: le fasce orarie di consumo)

impianto fotovoltaico in autoconsumo domestico

In genere la quota di autoconsumo si aggira a meno del 50%. Mediamente siamo intorno al 30%. Ciò vuol dire che se in un anno l’impianto fotovoltaico produce 3.000 Kwh:

  • 900/1.000 Kwh sono quelli che riesco ad autoconsumare (ed è questo l’effettivo risparmio in bolletta);
  • circa 2.000 Kwh vengono immessi in rete e valorizzati con prezzi di mercato, inferiori ai prezzi lordi che effettivamente pago in bolletta

In questo esempio l’impianto fotovoltaico sgrava la rete elettrica di circa 1.000 kwh l’anno ed il titolare “sgrava” le bollette di circa  250 euro l’anno (ipotizzando un costo in bolletta lordo di 0,25 €/kwh).

L’autoconsumo ha un altro vantaggio “di efficienza”: autoconsumare sul luogo stesso della produzione evita le perdite di trasmissione cioè quelle perdite di energia causate dal trasporto sulla rete pubblica.

In questo esempio si capisce bene come, se si riuscisse ad elevare la quota di autoconsumo al 100% della produzione dell’impianto, il titolare si garantirebbe un risparmio annuale di circa 750 euro l’anno. Con questa quota di risparmio annuale riuscirebbe ad ammortizzare un impianto da 7mila euro in meno di dieci anni senza considerare incentivi, detrazioni fiscali, scambio sul posto o vendita. Il costo dell’energia in bolletta, inoltre, aumenterà di almeno il 20% nei prossimi 10 anni. Questo fa innalzare in proporzione la quota di risparmio.

 

Esistono tecnologie in grado di aumentare  l’ autoconsumo?

Sì. Esistono diverse soluzioni sul mercato in grado di ottimizzare il profilo di carico dell’utente ed in grado di accumulare tramite batterie l’energia prodotta per utilizzarla nei momenti in cui l’impianto non produce.

Ci sono tre tipi di soluzioni tecnologiche che aumentano la quota di autoconsumo:

  • quelle che modificano il profilo di carico dell’utente
  • quelle che utilizzano batterie per stoccare l’energia fotovoltaica prodotta in eccesso
  • quelle che utilizzano insieme le due strategie precedenti

Nel primo caso si tratta di utilizzare degli “ottimizzatori” di carico che sono in grado di avviare in modo mirato alcuni elettrodomestici nei momenti in cui il fotovoltaico produce molta energia. Ovviamente lo stesso risultato può essere ottenuto modificando le proprie abitudini di consumo (ad es. programmando la lavatrice, la lavastoviglie, forno, ecc.. di giorno anzichè di notte, negli orari in cui l’impianto fotovoltaico è meglio esposto al sole, ecc..)

Nel secondo caso vengono utilizzate batterie, in genere batterie al piombo, al nichel o agli ioni di litio, in grado di accumulare l’energia in eccesso per riutilizzarla nelle ore serali e notturne. In questo caso l’efficacia dipende dal dimensionamento dell’impianto e delle batterie stesse.

Nel terzo caso si tratta di combinare le due strategie indicate ottenendo il massimo dei benefici: da un lato ottimizzare il consumo domestico in funzione della produzione dell’impianto, dall’altro immagazzinare l’energia in eccesso di giorno per utilizzarla la sera. La combinazione di queste strategie può portare ad un autoconsumo totale di almeno il 70%, quota che già oggi, con i prezzi di oggi, porta un impianto ad essere conveniente anche senza incentivi nè detrazioni fiscali.

Ecco un grafico che rende l’idea dei vantaggi dell’ottimizzazione.

Fatta 100 l’energia prodotta dal mio impianto, ecco quanto posso alzare la quota di autoconsumo ottimizzando i carichi e usando batterie.

Fotovoltaico aumentare autoconsumo risparmio

 

 

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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