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Contratto Enel dopo l’ installazione del fotovoltaico. Cambia?

22 novembre 2013
Voto:4/5 (10 voti)

Una delle domande che spesso vengono fatte da chi vuole installare il fotovoltaico è “Se metto i pannelli fotovoltaici sul tetto, il mio contratto con Enel cambia?”

Ovviamente la domanda giusta sarebbe relativa non tanto ad Enel, ma al proprio operatore elettrico dal quale ricevo le bollette. Dalle recenti liberalizzazioni, infatti, Enel non è più l’operatore unico, ma è un operatore,  in concorrenza con molte altre nuove aziende fornitrici di elettricità da qualche anno presenti sul mercato privato. Nonostante ciò, “Enel Distribuzione” rimane il gestore unico delle reti di bassa tensione che portano l’energia in tutte le nostre case e aziende (come è attualmente Telecom per la telefonia).

 

Dunque: cosa cambia tra me ed il mio fornitore elettrico se metto il fotovoltaico?
Formalmente nulla.

Da un lato, infatti, continuerò a ricevere le normali bollette dal mio operatore elettrico. Dall’altro riceverò i contributi da parte del Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, in base al tipo di convenzione stipulata (“Scambio sul Posto” o “Ritiro Dedicato”). Il Gse è infatti l’ente che gestisce gli incentivi e la vendita di energia per gli impianti da fonti rinnovabili allacciati in rete.

Nelle mie bollette elettriche, dunque, non cambia nulla. Per un motivo molto semplice: gli interlocutori (i “soggetti in campo”) sono due: Enel (o altro operatore), da un lato, e Gse, dall’altro.

Per tutta l’energia che continuo a prelevare dalla rete, per esempio di sera o di notte quando l’impianto fv non produce, il mio referente rimane Enel (o comunque il mio operatore elettrico), che continua ad emettere le regolari bollette esattamente come faceva prima.

contratto enel installazione fotovoltaico

Per tutta l’energia immessa in rete dal mio impianto fotovoltaico, invece, il mio referente è il Gse, dal quale ricevo i bonifici per tutta l’energia ceduta in rete, o scambiata con il meccanismo dello scambio sul posto.

Energia immessa in rete ed energia prelevata dalla rete passano però dallo stesso contatore, che è un contatore “bidirezionale”, contatore che viene monitorato in autolettura dal proprio operatore elettrico. Sarà poi compito di Enel quello di comunicare al Gse le misurazioni sull’energia immessa e prelevata per calcolare i contributi dello scambio sul posto (o i proventi della vendita di energia).

 

Se non cambia nulla, dove sta il risparmio in bolletta?

Il risparmio in bolletta che si ottiene con un impianto fotovoltaico, quella parte di risparmio diretto “visibile in bolletta”, proviene dall’autoconsumo. L’energia autoconsumata è l’energia che viene consumata nel momento stesso in cui l’impianto produce.
Nel momento in cui l’impianto produce energia, l’utente consuma attingendo direttamente dall’impianto fv, senza prelevare dalla rete elettrica. Per questo motivo l’autoconsumo istantaneo genera un risparmio immediato visibile in bolletta attraverso la riduzione dei prelievi di elettricità dalla rete.

 

Dunque, ricapitolando, se metto il fotovoltaico il mio contratto con Enel (o altro operatore) non cambia.
La mia bolletta elettrica, o meglio: le voci di costo che compongono la bolletta, non cambiano.
Quello che deve cambiare, che deve diminuire, è la quantità di energia fatturata in bolletta grazie all’autoconsumo dal proprio impianto.

Oltre ai vantaggi derivanti dall’autoconsumo, ricordiamolo, per l’utente ci sono gli importi ricevuti per lo scambio sul posto e per l’energia “in più” immessa in rete.

Per approfondire lo scambio sul posto qui hai la guida completa.

Per sapere cosa è il “Ritiro Dedicato”, invece, leggi qui.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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7 Commenti

  1. Gualtiero, il 7 aprile 2014 ore 23:25

    Invece la bolletta cambia eccome. Ma non a vantaggio di chi ha investito sul ftv. Certo la produzione dei pannelli crea un vantaggio, ma subito annullato da nuove tariffe ai servizi di rete e quote fisse (solo le quote fisse passano a .051 € mese ad oltre 13.xx. e vi pare poco???

  2. giovanni, il 8 aprile 2014 ore 10:39

    A me non risulta alcun sovraccosto, a parte i costi di allacciamento.
    E quali sarebbero queste quote fisse?
    Nuove tariffe ai servizi di rete vengono applicate eventualmente a tutti gli utenti, non solo a chi ha il fotov.
    Al contratto enel non viene fatta infatti nessuna modifica perchè il contr di scambio sul posto viene firmato col gse, non con l’enel.

  3. o, il 16 aprile 2014 ore 06:48

    prima dell’imèianto fv ti hanno mostrato tanti vantaggi incluso quello del risparmio.ho insta<llato il fv nel 79 gli incentivi che ricevo si aggirano a 40 euro al mese il costo della bolletta è quasi identico a quello precedente all'impianto fv. per chi somo i vantaggi non per me ma solo per l'enel c he utilizza ciò che produco ed io continuo a ricevere bollette non certo economiche e non posso consumare quello che produco

    • Alessandro F., il 16 aprile 2014 ore 16:53

      ..e perchè non puoi consumare quello che produci??

  4. auleia, il 25 settembre 2014 ore 12:04

    perchè enel distribuzione non ha fatto la telelettura dopo l’attivazione del mio impianto e quindi, enel servizio elettrico ha emesso una fattura in acconto? è vero che possono “teleleggere” il contatore due volte l’anno?

  5. simone, il 2 luglio 2016 ore 11:44

    volevo chiedere: se produco corrente più di quella che consumo mi viene pagata? tassata? fino a che valore posso produrre senza dover aprire partita iva?

    • Alessandro F., il 4 luglio 2016 ore 10:53

      Se produci corrente più di quella che autoconsumi la immetti in rete. Questa quantità ti viene valorizzata con lo scambio sul posto. Lo scambio sul posto è un contributo che si divide in due parti: il contributo in conto scambio e le eccedenze. Di queste, solo le eccedenze sono tassate. Il contributo in conto scambio, che è un rimborso parziale sulle bollette pagate, non viene tassato.
      Tutti gli impianti residenziali fino a 20 kW possono essere utilizzati senza aprire partita iva.

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