Sei un installatore? Cerchi nuovi clienti? Scopri ora il nostro servizio
Sei un installatore? Cerchi nuovi clienti? Scopri ora il nostro servizio

Come si calcola l’eccedenza dello scambio sul posto

18 gennaio 2016
Voto:4/5 (6 voti)

Come viene calcolata l’eccedenza dello scambio sul posto? Lo scambio sul posto fotovoltaico è il meccanismo che compensa immissioni e prelievi di energia tra impianto domestico e rete elettrica: installando un proprio impianto da fonte rinnovabile al servizio di casa, il Gse (il Gestore dei Servizi Energetici) ritira l’energia immessa in rete per renderla disponibile quando l’utente ne ha bisogno: quando l’utente preleva energia dalla rete la pagherà normalmente in bolletta, ma lo scambio sul posto offrirà un contributo per rimborsare parzialmente l’energia precedentemente immessa in rete.

Abbiamo dedicato già diversi articoli sul meccanismo dello scambio sul posto. Qui cercheremo di capire cosa è l’ eccedenza dello scambio sul posto e come viene calcolata da Gse.

In sintesi, lo scambio sul posto permette di “scambiare” energia con la rete e di valorizzare l’energia scambiata: una parte dell’energia immessa in rete viene poi ri-prelevata dal proprio impianto per far fronte ai consumi in loco, una parte viene semplicemente “ceduta” alla rete. La parte “ceduta” alla rete non è energia regalata. Entrambe queste quantità di energia vengono remunerare dal Gse, ma vengono “pagate” in maniera differente. Da un lato viene remunerata tutta l’energia immessa in rete dal proprio impianto. Dall’altro viene agevolato questo processo di “scambio” pagando maggiormente l’energia scambiata con la rete anzichè quella semplicemente ceduta in rete (e non ri-prelevata).

 

Cosa è, in sintesi, lo scambio sul posto

Semplificando, lo scambio sul posto garantisce un beneficio economico al titolare dell’impianto fv attraverso uno scambio con la rete: l’utente immette energia pulita in rete, e il gestore di rete si impegna a rimborsare parte delle bollette elettriche dell’utente. In questo modo si compensano parzialmente immissioni e prelievi tra rete e impianto fotovoltaico.
L’energia immessa e riprelevata viene pagata più di quella semplicemente immessa.

In questo meccanismo di rimborso, le immissioni in rete ed i prelievi di energia dalla rete vengono monetizzati dal Gse in base ad alcuni calcoli abbastanza complessi. Questi calcoli prendono in considerazione alcuni parametri fissi (previsti dalla normativa) ed altri variabili come, ad esempio, il prezzo di mercato dell’energia che varia in relazione a diversi fattori contingenti. Il prezzo medio del chilowattora elettrico (la sola energia, senza costi di distribuzione, trasporto, imposte, oneri, ecc…)  è molto variabile, ma tendenzialmente va dai 5 ai 10 centesimi di euro. Questa è in genere la fascia di prezzo “di base” per calcolare il valore della sola energia prodotta.

Per ulteriori ragguagli sul funzionamento dello scambio sul posto rimandiamo all’articolo linkato sopra ed a questa guida completa sullo scambio sul posto. In questo articolo ci interessa capire cosa sono le cd. “eccedenze”.

Cosa è la “eccedenza dello scambio sul posto“?

 

come si calcola la eccedenza dello scambio sul posto

Se le immissioni superano i prelievi si ha una eccedenza

Cosa è la “eccedenza”? L’eccedenza dello scambio sul posto è un surplus di immissioni che viene quantificato a fine anno, quando il Gse conteggia la quantità di energia immessa in rete dai proprietari degli impianti fotovoltaici.

Se, a fine anno, ho immesso in rete 1.700 kwh e ne ho prelevati 1.200, la differenza, di 500 kwh, è la “eccedenza dello scambio sul posto”.

Se immissioni e prelievi si pareggiano non ci sono eccedenze, ma se le immissioni in rete dall’impianto sono nel complesso maggiori dei prelievi dell’utente dalla rete, si crea un’ eccedenza: un surplus di energia ceduta alla rete che può essere fatto liquidare (su richiesta) o portato ‘a credito’ sui conteggi degli anni successivi.

In genere, se una famiglia di 4 persone installa sul tetto un impianto da 6 kw, a fine anno avrà un’eccedenza: avrà nel complesso immesso più energia di quanta ne ha prelevata per il proprio fabbisogno. Questa eccedenza, questo surplus di energia ceduto alla rete, viene riconosciuto economicamente dal Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, che gestisce lo scambio sul posto ed i contributi per tutti gli impianti da fonti rinnovabili.

 

Come calcolare l’eccedenza dello scambio sul posto

Per calcolare l’eccedenza bisogna confrontare i chilowattora immessi in rete nell’anno con i chilowattora prelevati dalla rete: se il valore economico delle immissioni è maggiore del valore economico dei prelievi, si ha un’eccedenza. L’eccedenza è la differenza tra i due importi.

Attraverso le formule utilizzate dal Gse le eccedenze vengono così calcolate:

Se
Cei > Oe
allora
Eccedenza = Cei – Oe

Dove:

  • Cei è il Controvalore (economico) dell’Energia Immessa in rete nell’anno considerato
  • Oe è l’Onere Energia, cioè: il valore economico di tutta l’energia prelevata dalla rete nell’anno considerato.

Attenzione: qui non parliamo di quantità di energia, cioè di Kwh/anno, ma di valori economici di questa energia (cioè: il prezzo unitario, in €, per i kWh).

 

Esempio.

Se il prezzo dell’energia è di 0,10 €/kwh e nell’anno si sono avuti 4.000 kwh di energia immessa in rete e 3.000 kwh di energia prelevata dalla rete, il valore economico di immissioni e prelievi è:

  • 400 euro per l’energia immessa in rete (cioè: 4.000 x 0,10 €)
  • 300 euro per l’energia prelevata dalla rete (cioè: 3.000 x 0,10 €)

In questo caso le immissioni, ed il loro valore economico, sono state nell’anno maggiori dei prelievi. Si ha dunque un’eccedenza che è pari alla differenza tra i due importi.
In questo caso l’eccedenza è di 100 euro.

 

L’eccedenza dello scambio sul posto NON è il “contributo in conto scambio”

Il meccanismo dello scambio sul posto misura, a fine anno, immissioni in rete e prelievi dalla rete. Una parte dell’energia prodotta viene scambiata con la rete, un’altra parte viene semplicemente ceduta alla rete, in relazione ai propri consumi.

L’energia scambiata con la rete, viene remunerata attraverso il “contributo in conto scambio” dello scambio sul posto (che viene indicato nelle formule del Gse come “Cs”).
L’energia che viene, invece, semplicemente ceduta alla rete, viene chiamata dal Gse: “eccedenza”. L’eccedenza viene valorizzata al prezzo medio di mercato dell’energia rilevato nell’anno in corso.

“Contributo in conto scambio” e “eccedenze dello scambio sul posto” sono dunque due cose diverse remunerate dal Gse con criteri differenti.

 

Come vengono trattate le eccedenze dello scambio sul posto dal Gse?

Le eccedenze vengono dal gse quantificate in Euro e non in KWh. Il titolare dell’impianto che dovesse avere nel corso dell’anno accumulato delle eccedenze ha due possibilità di scelta: metterle a credito per gli anni successivi, oppure farsele liquidare con bonifico bancario da parte del Gse.

Nel nostro precedente esempio, i 100 Euro di eccedenza possono essere messi ‘a credito’ per i conteggi dell’anno successivo, nel calcolo del “Valore dell’energia Immessa” e del “Valore dell’energia prelevata”, oppure possono essere liquidati dal Gse. Alla fine del primo anno il titolare dell’impianto può comunicare la sua scelta sul portale del Gse (nella propria area riservata) tra “messa a credito” e “liquidazione monetaria”. La scelta tra ‘messa a credito’ e ‘liquidazione delle eccedenze’ può essere modificata alla fine di ogni anno.

Un’ultima nota importante: la liquidazione dell’eccedenza viene considerata ai fini fiscali come se fosse una vendita; dunque, pur non essendo necessaria la partita iva, va aggiunta alla dichiarazione dei redditi come “Reddito Altro o Occasionale”.

Se si prevede di aumentare i consumi elettrici negli anni successivi conviene “mettere a credito” le eccedenze in modo da sfruttarle appieno per i propri consumi senza l’aggravio dell’erosione fiscale.

Ecco un esempio di calcolo del contributo dello scambio sul posto e delle eccedenze.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

Clicca per richiedere una consulenza o un preventivo


6 Commenti

  1. max, il 1 marzo 2015 ore 11:13

    buongiorno ho un impianto dal 2011 e non ho mai chiesto la liquidazione dell’eccedenza e ho quindi accumulato circa2000 kw l’anno prox richiedero’ la liquidazione mi verrà liquidato tutto o solo il 2015??

    • Alessandro F., il 1 marzo 2015 ore 18:04

      ti verrà liquidato il 2015 che però include anche i crediti degli anni precedenti, se non li hai consumati durante l’anno.

  2. Mario, il 6 novembre 2015 ore 16:42

    Mariano S.
    Salve il mio impianto è andato in produzione il 27/01 /2012,e a tutto oggi ha prodotto 30167 KWh,il mio consumo annuo è 1450 KWh. Dato che non ho mai chiesto nessun tipo di liquidazione, quale è la mia situazione? E se chiedo la liquidazione delle eccedenze cosa mi viene liquidato? Grazie se cortesemente mi può dare qualche chiarimento. Saluti.

    • Alessandro F., il 6 novembre 2015 ore 17:02

      Le eccedenze puoi anche non averle.. dipende dalla produzione annua in relazione al tuo autoconsumo annuo.
      In ogni caso una verifica col gse la riterrei necessaria. Dovresti verificare prima di tutto all’interno della tua area riservata nel sito del gse, oppure contatta il call center gse.

  3. Mario, il 7 novembre 2015 ore 17:26

    Mario
    Grazie Alessandro, seguirò il tuo consiglio eventualmente mi farò sentire. Un caro Saluto.

  4. Angela, il 19 novembre 2016 ore 10:00

    buongiorno. il mio impianto è entrato in funzione nel 2014. A gennaio 2015 non ero stata ancora informata dal mio tecnico che avrei dovuto fare la scelta della liquidazione tramite portale gse. A gennaio del 2016 ho dimenticato di chiedere la liquidazione delle eccedenze per gli anni precedenti e per i successivi e ancora oggi non ho avuto liquidato alcunchè, perchè il call center del GSE (contattato nel mese di febbraio 2016) mi dice che posso effettuare questa scelta soltanto nel mese di gennaio . Ritengo assurdo (per non dire quasi una truffa) che la scelta della liquidazione possa essere effettuata soltanto in un delimitato arco temporale, trascorso il quale bisogna attendere un anno per effettuare la scelta che verrà liquidata nel mese di giugno dell’anno successivo. CAMPA CAVALLO…………..!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti.
Se non vuoi lasciare un commento, clicca qui per ricevere gli aggiornamenti dalla discussione.