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Come funziona lo scambio sul posto fotovoltaico

9 settembre 2014
Voto:4/5 (10 voti)

Chi cerca informazioni sul fotovoltaico, che sia attraverso internet o un amico che l’ha già messo sul tetto di casa, sentirà sicuramente parlare dello “scambio sul posto” fotovoltaico. Cosa è? E come funziona lo scambio sul posto? La domanda che a molti viene spontanea è:“lo scambio sul posto è realmente conveniente? Mi serve ad azzerare le bollette elettriche? Oppure è solo l’ultima trovata dello Stato per aumentare i gettiti fiscali?”

Chiariamo subito una cosa: lo scambio sul posto non è un incentivo dello Stato (gli incentivi sono ormai un ricordo lontano). Lo scambio sul posto non è neanche un meccanismo di agevolazione fiscale: per queste ci sono le detrazioni fiscali riservate a chi installa il fotovoltaico sul tetto di casa.

Lo scambio sul posto, regolato dall’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica ed il Gas),  è un meccanismo di “remunerazione” dell’energia, che viene immessa in rete dall’impianto fotovoltaico. Spieghiamo meglio questo concetto che per molti, anche per gli stessi proprietari degli impianti, è ancora molto fumoso e poco chiaro.

Usare il termine “meccanismo di remunerazione” dell’energia immessa in rete è in realtà un poco impreciso perchè lo si associa in genere ad una vendita, ad una transazione economica. In realtà ci sembra molto più realistico definirlo come un “rimborso parziale” delle bollette elettriche pagate al proprio operatore.

“Bollette pagate al proprio operatore”. “Perchè” – diranno molti – “col fotovoltaico le bollette si pagano ancora?” , le bollette si pagano ancora. Anche se metto un impianto fotovoltaico sul tetto le bollette si continuano a pagare, nella misura in cui si continua a prelevare energia elettrica dalla rete. Col fotovoltaico, infatti, nella maggior parte dei casi, non si raggiunge la completa autonomia energetica dell’abitazione. Solo di sera, o di notte, per esempio, i prelievi da rete rimangono comunque necessari: continueranno ad esserci perchè i pannelli solari di sera e di notte non producono energia.

D’altro canto è pur vero che di giorno i pannelli fotovoltaici possono produrre istantaneamente molto più di quanto l’utente ha bisogno istantaneamente (cioè: nel momento della produzione impianto).

Di giorno il fotovoltaico ha il suo “picco produttivo” e l’utente può evitare di prelevare dalla rete anche molti chilowattora. Spesso la produzione diurna dell’impianto supera la reale necessità del momento: si crea un’eccedenza produttiva che viene immessa in rete.

 

come funziona lo scambio sul posto

Ecco lo schema che mostra come funziona lo scambio sul posto ed il percorso dell’energia nella rete

 

Capire come funziona lo scambio sul posto: il percorso dell’energia

Per capire come funziona lo scambio sul posto bisogna capire prima il percorso che l’energia compie tra rete nazionale, impianto domestico e impianto fotovoltaico.

Semplificando…

Di giorno: l’impianto fotovoltaico produce energia pulita. Parte di questa energia prodotta viene istantaneamente auto-consumata. Quella che non viene autoconsumata nell’immediato, viene immessa in rete, non prima di essere “passata” dal contatore “di scambio” che misura i chilowattora immessi nella rete pubblica.

Di sera. L’impianto fotovoltaico non produce: tutta l’energia di cui abbiamo bisogno viene prelevata dalla rete, esattamente come quando non si aveva ancora l’impianto. Su questi kwh (chilowattora) prelevati verranno conteggiate le normali bollette elettriche.

La cosa fondamentale per capire come funziona lo scambio sul posto è che l’utente elettrico, anche se ha l’impianto fotovoltaico, continua a prelevare elettricità dalla rete pubblica e continua ad immettere le eccedenze in rete.

Qual è, dunque, il “percorso” dell’energia prodotta dall’impianto?

Da un lato: l’energia prodotta dai pannelli viene prima di tutto autoconsumata, se c’è richiesta. Tutta l’energia non immediatamente autoconsumata viene immessa in rete.
Dall’altro lato, per esempio la sera, l’energia viene prelevata dalla rete pubblica e pagata con le normali bollette elettriche.

Semplificando ulteriormente…

L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico ha tre possibili vie:

  • autoconsumo istantaneo (o accumulo in batterie)
  • immissione in rete
  • prelievi dalla rete.

Lo scambio sul posto è un meccanismo di compensazione parziale tra immissioni e prelievi.
Nonostante la funzione “compensatoria” dello scambio sul posto, l’autoconsumo istantaneo rimane sempre il fattore di maggior risparmio.

 

Ecco come funziona lo scambio sul posto

Ogni impianto fotovoltaico connesso in scambio sul posto effettua uno scambio di energia con la rete. Da un lato: immissioni; dall’altro: prelievi. Il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto compensa parzialmente immissioni e prelievi.

Sui prelievi di rete l’utente paga le normali bollette elettriche. Parte di queste bollette verranno rimborsate parzialmente in proporzione a quanta energia viene immessa in rete dal proprio impianto.

Ad esempio: se in un anno immetto in rete 2.000 kwh prodotti dal mio impianto e ne prelevo 1.500, mi arriveranno le bollette per quei 1.500 kwh prelevati dalla rete.
Avrò pagato bollette per circa 450 euro (iva e imposte incluse).
Queste 450 euro pagate in bolletta includono non solo l’energia effettivamente prelevata, ma anche le altre spese normalmente associate in bolletta:

  • kwh di energia prelevati
  • servizi di distribuzione, dispacciamento, commercializzazione dell’energia, ecc…
  • oneri di sistema
  • imposte e addizionali
  • iva
  • ecc..

Il meccanismo dello scambio sul posto rimborsa il 100% dell’energia prelevata e parte dei costi legati ai servizi ed agli oneri di sistema. “Ovviamente” non rimborsa l’iva e le imposte pagate in bolletta.

Questi sono i “concetti”  per capire, in linea teorica, come funziona lo scambio sul posto. Per passare dalla teorica alla pratica questi due articoli ti saranno sicuramente utili:

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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14 Commenti

  1. attilio, il 12 ottobre 2014 ore 15:14

    chiedo per piacere da che data và l’anno solare per calcolare laproduzione a che data grazie ATTILIO

    • Alessandro F., il 13 ottobre 2014 ore 11:30

      primo gennaio – 31 dicembre di oni anno.

  2. auleia, il 17 ottobre 2014 ore 17:35

    “il 100% dell’energia prelevata”, cioè tutti i kw prelevati in F1,F2, ed F3 del contatore di scambio?

    • Alessandro F., il 20 ottobre 2014 ore 09:47

      Esatto viene reimborsato il minimo tra:
      – il valore dell’energia immessa
      – ed il valore dell’energia prelevata

      Per “energia” si intende quella prelevata (o immesa) in ogni fascia oraria (fanno una media).
      Il contributo comprende, però, anche una parte della “quota servizi e oneri” e non comprende le imposte.

      • auleia, il 20 ottobre 2014 ore 12:04

        Se l’immesso è maggiore, c’è un’eccedenza, che si può accantonare o farsi liquidare, giusto. Quindi i kw pagati saranno uguali a quelli prelevati, in questo caso.?

        • Alessandro F., il 20 ottobre 2014 ore 14:59

          Esatto

  3. attilioa, il 20 ottobre 2014 ore 15:15

    ATTILIO è POSSIBILE INSTALLARE LE BATTERIE DI ACCUMOLO AVENDO LO SCAMBIO SUL POSTO
    AVENDO LA DETRAZINE DEL50%GRAZIE ANCORA

  4. auleia, il 20 ottobre 2014 ore 15:25

    volendo fare un esempio su dati reali:

    prelevati 146 kw

    prodotti 315 kw

    autoconsumati 112 kw

    immessi 203 kw

    in questo caso avrei un “rimborso” sui 146 kw, e la differenza di 57 kw in eccedenza? grazie ancora per le risposte, per l’ottimo sito.

    • Alessandro F., il 20 ottobre 2014 ore 16:49

      Esatto. Rimborso sui 146 kwh di energia pagata in bolleta (più parte di oneri e servizi relativi pagati in bolletta).
      Poi, avendo immesso in rete più di quanto prelevato, ti viene riconosciuta l’eccedenza (circa € 0,09 (dipende) per 57 kwh).

      • auleia, il 20 ottobre 2014 ore 17:03

        Cosa succede se prelevo di più, e quindi immetto di meno? Grazie ancora.

        • Alessandro F., il 21 ottobre 2014 ore 14:34

          Se i prelievi sono maggiori delle immissioni ti verranno riconosciuto il valore dell’energia immessa in rete e non hai eccedenze.
          Contributo scambio sul posto (Cs)= paga l’energia immessa in rete
          Eccedenze= zero.

      • auleia, il 21 ottobre 2014 ore 12:33

        mi perdoni, ma nel primo invece c’è qualcosa che non quadra?
        Esempio 1
        Prelevati 300
        Immessi 1000
        Scambio su 300 e vendita su 700

        ——-

        Esempio 2
        Prelevati 300
        Immessi 200
        Scambio su 200 e basta

        ma è cosi difficile, oppure sono io che non capisco, molto probabilmente la seconda.

  5. Sergio, il 6 ottobre 2016 ore 04:35

    Sul l.autoconsumo io lo posso utilizzare per caricare accumulatori di riserva approdigione di energia

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