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Novità della Camera: dallo spalma-incentivi ai provvedimenti sul fotovoltaico

28 agosto 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Il decreto Competitività 91/2014 è stato oggetto nei giorni scorsi dell’attenzione della Camera dei Deputati che, tra gli altri provvedimenti, si è trovata ad affrontare provvedimenti che riguardano la produzione di energia da fotovoltaico.

La discussione sui provvedimenti ha riguardato innanzitutto l’innalzamento della soglia di potenza degli impianti che possono aderire allo scambio sul posto, portato da 200 a 500 kW per gli impianti che generano energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento non riguarderà però gli impianti già in funzione, ma solo quelli che inizieranno la produzione di energia dal prossimo primo gennaio.

Per tutti gli impianti di produzione, compresi quindi anche quelli già in funzione, il testo uscito dalle commissioni della Camera prevede l’eliminazione degli oneri di sistema, nel caso la potenza prodotta non superi i 20 kW.

Un’ulteriore novità inclusa nel decreto riguarda la rivalutazione della rendita catastale degli immobili con impianto fotovoltaico. Solo quelli con produzione di energia superiore ai 7 kW saranno obbligati alla rivalutazione (ma solo nel caso in cui la rivalutazione sia superiore al 40% rispetto alla cifra attuale), mentre per gli altri sarà facoltà del proprietario decidere se avvalersi o meno della stessa.  Questo provvedimento intende quindi bloccare il precedente obbligo che fissava l’obbligo di rivalutazione al caso in cui essa fosse superiore al 15% del valore attuale, per tutti gli impianti che superavano i 3 kW.

decreto rinnovabili

La richiesta di revisione di questa norma, oltre che dai cittadini, era stata presa in carico anche dalla commissione finanze della stessa Camera, in quanto essa avrebbe finito con l’accrescere i tributi per coloro che hanno scelto di utilizzare fonti di energia rinnovabile anche per le abitazioni.

Anche il cosiddetto “spalma-incentivi” ha visto delle modifiche che innalzano al 6% al percentuale per la riduzione delle taglie di produzione da 200 kW a 500 kW (era stata pensata inizialmente al 5%), mentre per gli impianti con produzione di energia maggiore di 900 kW la riduzione non sarà più del 9% ma è stata ridotta all’8%.

I provvedimenti a cui abbiamo fatto riferimento sono quelli usciti dalla prima discussione della Camera, dalla quale però è stato deciso che parte degli stessi (come la parte relativa alla rivalutazione catastale) saranno discussi separatamente. Il decreto nel frattempo è approdato però anche al Senato come previsto dall’iter parlamentare, dove non sono state apportate modifiche significative. Salvo inversioni di rotta dell’ultimo minuto, i provvedimenti saranno quindi a breve convertiti in legge. Per quanto riguarda la rivalutazione delle rendite, seppur al momento escluse dalla discussione, il Governo si è impegnato a non accantonare la proposta di modifica inizialmente discussa.

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