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Spalma incentivi: scattano i ricorsi

8 ottobre 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

AssoRinnovabili e Confagricoltura hanno deciso di mobilitarsi conto il decreto del governo Renzi che rivede gli incentivi statali concessi per gli impianti ad energia rinnovabile. Come se non bastasse a complicare una situazione già di per sè contorta, alle proteste di chi ha investito nelle fonti rinnovabili, si aggiungono quelle delle Pmi, che potrebbero non vedere mai i tagli dei costi delle bollette dell’energia promesse dallo stesso Governo.

I due fronti potrebbero essere visti come estranei, se non fosse che il Governo aveva progettato di finanziare il taglio dei costi dell’energia (era stato promesso il 10%), proprio grazie a quanto risparmiato sugli incentivi per le rinnovabili.

Non ultimo, l’intervento dell’Unione Europea, che potrebbe giudicare negativamente il sostegno dello Stato alle imprese tramite la riduzione del costo dell’energia (che per il momento appare comunque molto lontano, mentre più probabile sembrerebbe l’aumento dovuto al rialzo dei prezzi degli energetici in borsa).

In conseguenza alle revisione degli incentivi sulle rinnovabili, Confagricoltura ed AssoRinnovabili, l’associazione che riunisce più di cinquecento produttori di energie rinnovabili, hanno deciso di intentare una causa contro i tagli agli incentivi sul fotovoltaico.

spalma incentivi scattano i ricorsi legali

Infatti, secondo il decreto, a partire dal prossimo anno entrerà in vigore una revisione degli incentivi ed i proprietari degli impianti saranno costretti a scegliere tra due opzioni temporali per la rimodulazione degli stessi, pari a ventiquattro o a vent’anni. Secondo le stime delle associazioni che stanno promuovendo la causa, la rimodulazione potrebbe portare ad una riduzione notevole del ritorno degli investimenti effettuati, al punto che molte delle aziende interessate potrebbero addirittura arrivare al fallimento.

Un’ulteriore difficoltà si prospetta poi per il cosiddetto decreto “spalma incentivi“: il Governo aveva preventivato di coprire parte degli incentivi tagliati con una cartolarizzazione con la Cassa Depositi e Prestiti a fare da garante. Tuttavia questa modalità di copertura potrebbe incrementare il debito pubblico nazionale, contribuendo quindi ad allontanare l’Italia dall’obiettivo del pareggio di bilancio chiesto dalla Ue. Se ne deduce che questo sistema potrebbe non essere conveniente per lo Stato, che si troverebbe però a fare i conti con la mancata copertura degli incentivi.

Per aderire al ricorso promosso dalle due associazioni, gli interessati possono fare riferimento ad Assorinnovabili, che ha destinato una specifica azione di supporto rivolta ai propri associati. I dettagli e le modalità di partecipazione possono essere consultate al seguente link.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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