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Impianto fotovoltaico: come pagarlo al 50%

27 marzo 2014
Voto:4/5 (5 voti)

Fino al termine del 2014 un impianto fotovoltaico puoi pagarlo al 50%. Attenzione, però, si tratta solo del fotovoltaico domestico-residenziale. Diversamente da come potrebbe trasparire non si tratta di uno sconto, nè di un incentivo “a fondo perduto”. Si tratta di uno sgravio fiscale: detrazione fiscale sul 50% dei costi presentati in fattura con la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.

Attraverso la detrazione fiscale 50% Irpef prevista dall’Agenzia delle Entrate per tutti coloro che eseguono lavori di ristrutturazione sul proprio immobile abitativo, anche un impianto fotovoltaico lo puoi pagare, a conti fatti, al 50%. Anche se il beneficio è ottenibile da coloro che hanno un reddito e che sono, quindi, contributori Irpef.

Sulle detrazioni fiscali per il fotovoltaico tre importanti precisazioni:

1) la detrazione fiscale Irpef 50%, che non è un incentivo, è compatibile e cumulabile con lo scambio sul posto e con il “ritiro dedicato” (RID, cioè: la vendita di energia al Gse);

2) lo sgravio fiscale è valido anche per gli impianti fotovoltaici dotati di un sistema autonomo di accumulo dell’energia. Cioè: è possibile portare in detrazione l’impianto fv con batterie, anche se non viene connesso in rete;

3) l’aliquota del 50% è prevista, a seguito di proroga, fino al 31 dicembre 2014. Dopo questa data la detrazione scende gradualmente fino a tornare ad essere del 36% come era in precedenza (per intenderci era la detrazione 36% prevista per le ristrutturazioni rilevanti e per il recupero edilizio).

Dunque già oggi un impianto fotovoltaico è possibile pagarlo al 50%. O meglio: lo si paga per intero, ma poi si portano in detrazione le fatture in sede di dichiarazione di redditi. Lo “sconto”, dunque, avviene attraverso il meccanismo della detrazione fiscale sull’imponibile Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).

Come funziona la detrazione fiscale? E come ti permette, a conti fatti, di pagare un impianto fotovoltaico al 50% del costo originario?

 

Ecco come funziona lo sgravio fiscale 50% per un impianto fotovoltaico

Lo sgravio fiscale è un meccanismo di compensazione attuato dal fisco che permette di far recuperare dei soldi ad un contribuente attraverso uno “sconto” applicato sulle tasse Irpef annuali. Spieghiamo meglio come funziona il sistema delle detrazioni fiscali.

La detrazione fiscale 50%, non avviene in un’unica soluzione, ma viene distribuita in 10 anni, cioè: per 10 anni si ha uno “sconto fiscale” sull’Irpef che il contribuente dovrebbe pagare in sede di dichiarazione dei redditi. La somma di questi “10 sconti annuali Irpef” è uguale alla metà delle fatture pagate per l’impianto.

Così ad esempio, se pago un impianto fotovoltaico 7 mila euro, posso portare in detrazione il 50%, cioè: 4.500 euro. Questo “sconto fiscale” di 4.500 euro viene ripartito di 10 rate annuali di pari importo.
Impianto fotovoltaico: come pagarlo al 50

Lo sgravio fiscale 50% in 10 anni è valido fino ad un limite massimo di spesa di 96 mila euro per unità immobiliare. Cifra ben superiore al prezzo di un comune impianto fotovoltaico residenziale che si installa ormai a cifre ben inferiori. La detrazione 50%, come dicevamo, è compatibile con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato e, soprattutto, non è un incentivo economico per le fonti rinnovabili (così come siamo stati abituati a pensarli).

Con la detrazione fiscale oltre ad avere “indietro” il 50% del prezzo dell’impianto (sotto forma di detrazione), posso comunque valorizzare l’energia immessa in rete attraverso il meccanismo dello scambio sul posto.
Leggi qui la guida completa.

Quindi, con l’energia prodotta “in proprio” posso:

  • autoconsumare nel momento stesso della produzione (ed è questa l’opzione di maggiore convenienza);
  • immettere in rete tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata;
  • prelevare dalla rete al momento del bisogno, pagando su questa le regolari bollette;
  • compensare immissioni e prelievi chiedendo al Gse il pagamento delle eventuali eccedenze.

Durante l’anno riceverò rimborsi parziali per le bollette pagate al proprio operatore elettrico e potrò richiedere al Gse il pagamento di tutta l’energia “in più” immessa nella rete (le cd. “eccedenze”).

 

Un esempio pratico della detrazione 50%

Facciamo un esempio pratico per capire meglio il meccanismo.

Se un contribuente deve pagare 1.000 euro l’anno di Irpef e decide di acquistare un impianto fotovoltaico da 6 Kw al costo di 12 mila euro, la detrazione fiscale al 50% gli permette di “recuperare” la metà dell’importo speso: 6 mila euro in 10 anni.
Come? I 6 mila euro vengono “scontati” dal fisco in 10 anni sulle tasse Irpef che il contribuente deve pagare.
In questo esempio dalla quota Irpef di 1.000 euro l’anno viene detratta la quota di 600 euro. In questo modo il contribuente Irpef, anzichè pagare mille euro, pagherà solo 400 euro l’anno.

Quindi, semplificando ulteriormente:

Spesa impianto: 12.000 euro.
Quota detraibile in totale: 6.000 euro, pari al 50% delle fatture.
Quota detraibile annuale: 600 euro l’anno per 10 anni.

 

Ecco il risparmio effettivo sulla bolletta elettrica con un impianto in detrazione.

L’impianto fv di 6 Kw produce circa 7.800 kwh l’anno e, considerando un prezzo minimo dell’energia in bolletta di 0,20 €/kwh, porterà risparmi immediati per circa 1.500 euro l’anno (7.800kwh x 0,20€). Questo ipotizzando in autoconsumo tutta l’energia prodotta dall’impianto, energia che comporterebbe un risparmio effettivo sulle bollette elettriche.

Il contribuente/titolare del fotovoltaico accumula annualmente introiti “lordi” per circa 2.100 euro come somma delle 600 euro della detrazione fiscale più 1.500 euro per l’autoproduzione di corrente elettrica.

Con questi 2 mila euro (minimi) di introiti l’anno, l’impianto fotovoltaico da 12 mila euro viene ammortizzato in 6 anni (senza beneficiare, ricordiamolo, degli incentivi del conto energia ormai da tempo terminati). Questo tipo di ritorno economico si ha con la formula: “detrazione fiscale 50%” + “scambio sul posto”.

Al termine dei 10 anni il nostro contribuente avrà recuperato, a conti fatti, il 50% dei costi dell’impianto fotovoltaico e avrà ottenuto un periodo di ammortamento impianto paragonabile, ai prezzi di oggi, a quello che si otteneva con gli incentivi del conto energia, cioè: 6-12 anni in base alla percentuale di autoconsumo raggiunta.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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