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Regime fiscale e tassazione sui ricavi di un impianto fotovoltaico

31 gennaio 2014
Voto:4/5 (7 voti)

I vantaggi principali derivanti dall’installazione di un impianto fotovoltaico sul proprio tetto non sono tanto i ricavi, ma risparmi generati dall’autoconsumo. Il risparmio derivante dall’autoconsumo ovviamente non è tassabile e non è soggetto ad alcun tipo di regime fiscale perchè è la riduzione dei prelievi di energia dalla rete e quindi la riduzione delle bollette elettriche.

L’energia autoconsumata nel momento della produzione, ovviamente, non assume rilevanza fiscale e non è soggetta a tassazione.
Ciò che invece è soggetto a tassazione è l’introito derivante dalla cessione dell’energia alla rete elettrica.

Nonostante ciò oggi, anche senza incentivi diretti, mettere il fotovoltaico procura ancora alcuni ricavi espliciti che, come tali, sono sottoposti ad un regime fiscale come qualsiasi altro introito economico. In altre parole: chi stipula col Gse (il Gestore dei Servizi Energetici) il contratto di “scambio sul posto” riceve dei bonifici direttamente sul conto corrente per l’energia immessa in rete e per l’energia venduta alla rete. Questi bonifici costituiscono reddito e per questo sono sottoposti a tassazione.
Attenzione, però. Qui bisogna fare un distinguo fondamentale sul regime fiscale dei ricavi del fotovoltaico.

 

1) Regime fiscale nel caso in cui il titolare ha un contratto di scambio sul posto

Il titolare dell’impianto fotovoltaico in scambio sul posto riceve due tipi di bonifici:

  • uno è il “contributo in conto scambio“(a) (che è un rimborso parziale delle bollette elettriche)
  • l’altro è la (eventuale) “liquidazione delle eccedenze“(b). Cioé: se l’utente a fine anno ha immesso in rete più energia di quanta ne ha riprelevata per i propri consumi, il surplus viene pagato dal Gse come se fosse una vendita.

(a) Il regime fiscale sul “contributo in conto scambio” ricevuto dal gse dipende dal tipo di utente:

regime fiscale e tassazione sui ricavi di un impianto fotovoltaico

  • per gli utenti domestici con impianti sotto i 20 kw di potenza il contributo non assume rilevanza fiscale.
  • per impianti commerciali e comunque tutti gli impianti sopra i 20 kw il contributo del gse assume rilevanza fiscale e per questo è sottoposto a tassazione completa, come qualsiasi altro reddito: in questo caso sul contributo si dovranno pagare sia le imposte dirette (Irpef, ires, …) sia l’IVA e dovrà essere emessa fattura.

(b) Il regime fiscale sulla “liquidazione delle eccedenze” eventualmente richieste dal titolare al Gse:

  • per gli utenti domestici con impianti sotto i 20 kw di potenza l’ammontare ricevuto dal Gse assume rilevanza fiscale, ma non è necessaria la partita Iva e non è necessario emettere fattura. In questo caso si dovrà però dichiarare nella dichiarazione dei redditi la somma ricevuta sotto la voce “Altri redditi“. In questo caso la sole eccedenze vengono viste come se fossero una vendita (senza IVA) e per questo vengono dichiarate e tassate al pari del reddito del proprio lavoro.
    La quota ricevuta va dunque a sommarsi al reddito abituale dell’utente e verrà sottoposta l’aliquota Irpef relativa al reddito complessivo percepito nell’anno solare.
  • per gli utenti con partita iva o comunque per tutti gli impianti commerciali  o sopra i 20 kw in ogni caso dovrà essere emessa regolare fattura (Iva, dunque, più le altre imposte dirette).

Per ulteriori informazioni su come funziona lo scambio sul posto leggi qui la guida completa.

 

2) Regime fiscale nel caso in cui il titolare ha un contratto di “ritiro dedicato” (RID), cioè un contratto di vendita

In questo caso l’attività dell’impianto si configura sempre come attività commerciale a tutti gli effetti. Il ritiro dedicato è, infatti, la vendita di energia alla rete sfruttando i “prezzi minimi garantiti” definiti dall’Autorità per l’energia elettrica.

I proventi generati da questa attività di vendita sono in ogni caso tassati, ma anche qui cambia il regime fiscale (o meglio: il tipo di tassazione) in base al tipo di utente.

  • per gli utenti domestici o comunque per impianti sotto ai 20 kw i proventi devono essere comunicati nella dichiarazione dei redditi sotto la voce “Altri redditi” perchè si aggiungono al reddito del proprio lavoro abituale. In questo caso vengono applicate le classiche imposte dirette (Irpef, …)
  • per gli utenti che esercitano come attività commerciale o comunque per tutti quelli che hanno impianti sopra i 20 kw di potenza è obbligatorio emettere fattura. In questo caso, dunque, vengono pagate sia l’Iva che tutte le altre imposte dirette (Irpef, ecc..). Esattamente come qualsiasi altra attività commerciale.

 

Leggi qui ulteriori informazioni su come funziona la vendita dell’energia alla rete elettrica.

In definitiva: in tutti i casi in cui viene venduta l’energia in eccesso prodotta dall’impianto fotovoltaico, si parla di “esercizio di attività commerciale” e quindi di “impresa”. In questo caso, quindi, i proventi della vendita di energia costituiscono “componenti positivi di reddito” che vanno a costituire il reddito di impresa. In tal caso, infatti, può anche essere detratta l’IVA pagata per la realizzazione dell’impianto.

 

Leggi anche: Fotovoltaico : la leva fiscale sulle tariffe incentivanti e Fotovoltaico : la leva fiscale sull’ energia venduta in regime di scambio sul posto o vendita

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8 Commenti

  1. andrea, il 25 febbraio 2014 ore 15:07

    Ciao, ho montato un impianto fotovoltaico industriale sul tetto del mio capannone un’anno fa. Ieri mi chiama il mio geometra e mi dice che mi aumenta la rendita catastale perché è un impianto che mi produce reddito e stando fissato sul tetto dell’immobile ci devo pagare l’imu. Ne sapete niente? Grazie!!

  2. Contesini Guido, il 27 marzo 2014 ore 22:19

    Buongiorno Alessandro,

    la rilevanza fiscale delle eccedenze, e quindi la loro rilevanza ai fini irpef vale anche per gli impianti fotovoltaici del quarto conto energia o solo quelli del quinto?

    grazie 1000
    saluti.

    • Alessandro F., il 28 marzo 2014 ore 11:55

      Le eccedenze dello scambio sul posto (solo queste), nel momento in cui vengono liquidate dopo conguaglio annuale, assumono rilevanza fiscale e vanno dichiarate come “redditi altri”. Se si mettono a credito, invece, non costituiscono reddito.

      • ettore, il 29 aprile 2014 ore 08:42

        Ho un dubbio sul mio caso: io hovliquidato le eccedenze a dicembre2013 ma il conguaglio arrivera’ a giugno. Io devo dichiarare dal momento che ho eseguito la cessione (ovvero dicembre) oppure nel momento in cui ricevo accredito della somma?, e quindi nel 2015? E sopratutto.. che porto al commercialista per dichiarare questo reddito aggiuntivo? Grazie!

  3. Giuseppe, il 20 novembre 2014 ore 19:56

    Buonasera Sig. Alessandro.
    A suo parere, un Comune con poco più di mille abitanti e proprietario di un impianto fotovoltaico di potenza superiore ai 20 Kw con contratto di ritiro dedicato da parte del GSE, svolge comunque una attività commerciale assoggettata all’Iva ed a tutte le altre imposte dirette (IRES, ecc..),oppure la natura giuridica di Ente Pubblico NON Economico che svolge prevalentemente attività istituzionali lo esonerano dall’applicazione dell’IRES, pur rientrando l’attività nel campo di applicazione dell’IVA?

    • Alessandro F., il 21 novembre 2014 ore 19:22

      Gli enti pubblici hanno in genere, giustamente, condizioni non assimilabili agli enti commerciali. Bisogna spulciare la normativa.

  4. Rocco, il 7 aprile 2016 ore 06:58

    Buongiorno,scusate ma vorrei alcune lucidazioni.sul tetto della mia azienda e stato installato un impianto di 16kw senza pagare nulla all’azienda installatrice però cosa succede tutti i relativi bonifici che arrivano dal Gse sul mio conto aziendale l’azienda installatrice emette una fattura di manutenzione con Iva al 22% che a sua volta pago con bonifico siate gentili di rispondere per capire se c’è puzza di bruciato grazie.

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