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Fotovoltaico : la leva fiscale sull’ energia venduta in regime di scambio sul posto o vendita

9 febbraio 2011

Quando si installa un impianto fotovoltaico in regime di scambio sul posto si possono avere almeno due tipi di vantaggi: quello derivante dal riconoscimento delle tariffe incentivanti e un contributo (definito “contributo in conto scambio”) a titolo di rimborso dell’energia prelevata dalla rete (per esempio di notte) e pagata in bolletta. Se invece si opta per il ritiro dedicato o per la vendita diretta al mercato elettrico si avranno i proventi derivanti dalla vendita di energia alla rete elettrica.

Ogni tipo di guadagno è soggetto ad un regime fiscale in quanto produttore di reddito.

Per l’incentivo, da considerarsi un contributo a fondo perduto da parte del Gse al soggetto responsabile dell’impianto, non è mai riconosciuta l’iva e in questo post abbiamo visto il regime di tassazione associato a questa parte dei guadagni: quella derivante dalle tariffe incentivanti.

In questo articolo vediamo invece il regime fiscale associato al contributo in conto scambio dello scambio sul posto ed alla vendita dell’energia prodotta in più e ceduta alla rete elettrica nazionale.

Lo scambio sul posto si configura come un contratto di compravendita di energia in cui il contributo in conto scambio erogato dal Gse rappresenta il corrispettivo della vendita di energia alla rete.

Per i soggetti titolari di attività commerciali o lavoratori autonomi (compresi gli imprenditori agricoli), soggetti quindi dotati di partita iva, il corrispettivo della cessione in rete dell’energia non auto-consumata rappresenta sempre un componente positivo di reddito d’impresa ed è quindi sempre soggetto all’emissione di fattura e pagamento dell’ IVA.

Nel caso in cui la cessione avviene nei confronti del gse (nei casi quindi di ritiro dedicato o scambio sul posto) l’aliquota Iva è del 10%.

Un caso diverso riguarda invece le persone fisiche e gli enti non commerciali, non dotati quindi di partita IVA, che:

  • hanno un impianto fino ai 20 Kw di potenza
  • hanno un impianto posto al servizio dell’abitazione o dell’ente Non commerciale e utilizzato per il “fabbisogno domestico”
  • hanno aderito al regime di scambio sul posto
  • NON utilizzano l’impianto per l’esercizio di un’attività commerciale o d’impresa

In questo caso il contributo in conto scambio riconosciuto per l’energia prelevata dalla rete (o immessa in rete) non è rilevante ai fini fiscali, non è quindi soggetto a tassazione diretta (Irpef, Ires, Irap) né a tassazione indiretta (IVA). Non deve quindi essere emessa fattura.

Nei casi di ritiro dedicato (vendita indiretta) e, a maggior ragione, di vendita diretta di energia al mercato elettrico il soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico sarà sempre sottoposto a tassazione completa sul reddito conseguito a seguito della vendita dell’ energia.
Nei casi in cui, però, il soggetto respondabile è una persona fisica o ente non commerciale con un impianto inferiore ai 20 Kw e sottoposto al servizio dell’abitazione (o dell’ente non commerciale) il reddito sarà considerato come “reddito occasionale”, ovvero  “reddito diverso“, non sottoposto quindi a fatturazione con partita iva (cfr art. 67, com. 1, lett. i del TUIR).

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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