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Guida allo scambio sul posto fotovoltaico – parte 1

10-2-2012

[AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2012: con il quinto conto energia il meccanismo dello scambio sul posto da settembre 2012 diventa alternativo all’incentivo con tariffa omnicomprensiva / tariffa autoconsumo, clicca QUI per i dettagli].

Il Conto Energia fotovoltaico : quali forme di incentivazione
Con il meccanismo di incentivazione del conto energia, oltre al riconoscimento ed all’emissione delle tariffe incentivanti per tutta la quantità di energia prodotta dall’impianto solare fotovoltaico, il soggetto responsabile dell’impianto (colui che firma il contratto con il Gse, Gestore dei servizi elettrici) ha la possibilità di scegliere tra tre possibili ulteriori forme di valorizzazione economica dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico. Il titolare dell’installazione fotovoltaica può optare alternativamente tra:

– il meccanismo dello Scambio sul Posto (SSP)

– il Ritiro Dedicato (RID)

– la vendita dell’energia prodotta direttamente al libero mercato elettrico

 

Escludendo la terza opzione , che è quella più rivolta alle grandi centrali di produzione elettrica, le scelte più diffuse e più vantaggiose per le utenze che consumano energia, anche se in piccola parte, riguardano, in ordine di importanza, lo Scambio sul Posto ed il Ritiro Dedicato (o “vendita indiretta” dell’energia tramite il Gse).

In questa mini guida vogliamo fornire alcune delucidazioni in merito al meccanismo dello scambio sul posto definendo che cosa è e come funziona per l’utente che decide di produrre e consumare energia autonomamente installando un impianto solare fotovoltaico.
Prima di fare questo, però, è necessario un breve cenno sullo schema di connessione dell’impianto fotovoltaico.

Lo schema di connessione dell’impianto fotovoltaico

schema connessione impianto fotovoltaico

Uno schema di connessione di un impianto fotovoltaico

Per capire appieno che cosa sia e come funziona il meccanismo dello scambio sul posto è necessario capire qual è il “percorso” che l’energia può fare  nel caso di un impianto a cessione parziale alla rete elettrica (ovvero quell’impianto che permette l’auto-consumo istantaneo). Vediamo di spiegare meglio , in una frase: l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico deve poter essere prima di tutto autoconsumata istantaneamente. In questo caso quindi l’utente che consuma energia elettrica mentre l’impianto è in funzione e produttivo consuma innanzitutto direttamente e istantaneamente l’energia elettrica autoprodotta. In altri termini, la corrente elettrica passerà solamente dal contatore di produzione (M2) e non dal contatore di scambio (M1). Questa non verrà quindi fatturata dal venditore.
L’autoconsumo istantaneo è nello scambio sul posto, ma anche nel ritiro dedicato, sempre il fattore di maggior risparmio.

Quindi: l’energia prodotta, se c’è richiesta da parte dell’utenza, viene prima di tutto autoconsumata in modo immediato; solo se non c’è richiesta istantanea da parte dell’utenza, allora l’energia prodotta viene immessa in rete, facendo “girare” il contatore di immissione (M1).

Continua…

Articoli correlati:

Guida allo scambio sul posto | Parte 2 : cosa è lo SSP
Guida allo scambio sul posto | Parte 3 : il contributo in conto scambio
Guida allo scambio sul posto | Parte 4 : liquidazione monetaria delle eccedenze o credito del valore
Guida allo scambio sul posto | Parte 5 : quanto e come viene valorizzata l’ energia immessa
Guida allo scambio sul posto | Parte 6: i benefici per un piccolo impianto
Guida allo scambio sul posto | Parte 7: un esempio pratico per un piccolo impianto domestico in SSP

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