Scambio sul posto: calcolo con esempio pratico

17 dicembre 2014

Scambio sul posto fotovoltaico : molti lettori chiedono cosa sia in realtà e quali siano i suoi vantaggi. Poca chiarezza e molta confusione in ambito legislativo, anche fra gli addetti ai lavori. La continua rivisitazione delle norme rende necessario, oggi più che mai, un ulteriore “punto della situazione”: cosa è lo scambio sul posto? Quali sono i suoi vantaggi, e quali gli svantaggi? Come si concilia con le detrazioni fiscali (quelle per le ‘ristrutturazioni domestiche’) per le installazioni domestiche-residenziali?

Alla luce degli ultimi risvolti normativi il contratto di scambio sul posto fotovoltaico dal 2015 è attuabile non più per gli impianti fino ai 200 kw, ma per tutti gli impianti fotovoltaici fino a 500 kw che entrano in funzione dal primo gennaio 2015.

Non solo: le detrazioni fiscali del 50% per chi installa il fotovoltaico domestico (sotto ai 20 kw) sono prorogate a tutto il 2015.

Chiariamo subito tre cose:

1) lo scambio sul posto, anche se è stato “semplificato” rispetto alle origini, prevede un contributo (“contributo in conto scambio”) che viene calcolato in maniera abbastanza complessa sulla base di diversi parametri, che variano nel tempo come variano i prezzi dell’energia sul mercato elettrico. Per questo motivo è difficile quantificare esattamente a priori l’entità del contributo. Questo infatti varia da caso a caso e dipende, oltre che dai prezzi correnti di mercato,  dalle quantità effettive di energia immessa e prelevata nella rete.

2) lo scambio sul posto non è un “incentivo”. Gli incentivi sono terminati a luglio 2013. Lo scambio sul posto continua ed è tranquillamente cumulabile con le detrazioni fiscali. Cioè oggi, per gli impianti domestici, è possibile installare usufruendo contemporaneamente dello scambio sul posto e delle detrazioni fiscali. Le due forme di “agevolazione”, con i prezzi di oggi delle installazioni, sono tranquillamente equiparabili agli incentivi.
Di fatto agli incentivi si sono sostituiti i benefici delle detrazioni fiscali (per gli impianti al servizio delle abitazioni), prorogate al 50% a tutto il 2015.

3) lo scambio sul posto non sconta le bollette. Le bollette, emesse dal proprio operatore, vengono pagate normalmente per tutta l’energia prelevata dalla rete (e, ovviamente, solo per questa). Il contributo del Gse interviene “a posteriori” rimborsando parte delle bollette pagate al proprio operatore di vendita. Per chi ha un impianto fotovoltaico in scambio sul posto, dunque, i referenti sono due:

  • il proprio operatore elettrico (es. Enel Energia, Acea, A2a, ecc…) per le bollette e per i contatori,
  • il Gse (il Gestore dei Servizi Energetici) per il contratto di scambio

Periodicamente il proprio operatore di vendita comunica le letture (kwh di energia immessa e prelevata) al Gse che effettua i calcoli per l’emissione dei contributi che vengono erogati con acconti semestrali e conguagli annuali.

 

Perchè lo Scambio sul Posto ?

Il sistema dello scambio sul posto , regolato dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici), è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’ energia prodotta dal tuo impianto. Ulteriormente perchè, ricordiamolo, la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’ autoconsumo immediato, istantaneo. La quota di energia autoconsumata non passa dal contatore bidirezionale (vedi figura), ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio della tua utenza. Questo passaggio “diretto” bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e le spese di prelevamento associate alla bolletta elettrica.

Perchè quindi lo scambio sul posto?

Per valorizzare attraverso i propri consumi abituali anche tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata.
L’energia non immediatamente autoconsumata viene immessa in rete. Questo meccanismo permette la compensazione economica tra il valore dell’energia immessa in rete e ri-prelevata dalla rete per i propri consumi. L’energia immessa nella rete elettrica è tutta quella non immediatamente autoconsumata.

 

 

In questo articolo proviamo a fare un esempio pratico, assolutamente indicativo, per capire come funziona lo scambio sul posto.

Useremo prima i “concetti”, poi le formule, poi i “numeri” e poi, infine, un “simulatore online”.

Se vuoi andare direttamente all’esempio numerico clicca qui.

Se vuoi andare direttamente al Simulatore clicca qui.

 

Lo scambio sul posto a parole

scambio sul posto esempio calcolo esempio Quando l’impianto fotovoltaico produce, l’energia prodotta ha due possibili “vie”:

  • o viene direttamente auto-consumata nel momento stesso della produzione,
  • oppure viene immessa in rete e conteggiata dal contatore di scambio.

Se l’impianto fotovoltaico è dotato di un sistema di accumulo, allora l’energia ha una “terza via” che è l’accumulo in batterie.

Quando l’impianto fotovoltaico non produce, l’energia necessaria viene prelevata dalla rete elettrica. Questa energia viene pagata normalmente attraverso le usuali bollette elettriche. Ogni utente avrà quindi le tariffe previste dal proprio operatore elettrico. Se l’impianto fotovoltaico è dotato di un sistema di stoccaggio, l’utente preleva in maniera prioritaria dalle batterie. Quando queste sono scariche, preleverà dalla rete pagando in bolletta l’energia prelevata.

 

Dunque abbiamo:

  • da un lato l’energia immessa,
  • dall’altro lato l’energia prelevata.

Questi due soli dati sono già sufficienti a calcolare il contributo dello scambio sul posto.

Il contributo dello scambio sul posto è un “rimborso” fittizio (un “contributo”, appunto) che ripaga l’utente per l’energia che ha immesso in rete. La forma della remunerazione non è la sola “vendita” dell’energia, ma è la vendita dell’energia più il rimborso di parte dei servizi di rete: distribuzione, dispacciamento, misura, ed alcuni oneri generali di sistema. Ovviamente non vengono rimborsate le imposte.

Questo è il contributo in conto scambio.

Oltre a questo c’è l’eventuale pagamento delle eccedenze. Queste si hanno se, alla fine dell’anno solare,  il totale dell’energia immessa è maggiore del totale dell’energia prelevata. Se, a seguito del conguaglio di fine anno, risultano delle eccedenze, queste vengono pagate e trattate ai fini fiscali come se fossero una vendita di energia. Il prezzo di vendita è il prezzo di mercato medio dell’anno precedente.

 

Lo scambio sul posto in formula

Operativamente parlando il contributo dello scambio sul posto, ed il calcolo della liquidazione delle eventuali eccedenze, si traducono in numeri, formule e conteggi. Le formule si possono trovare nelle regole “tecniche” sul funzionamento dello SSP.

Vediamo la formula per il calcolo dello scambio sul posto.

Il CS è il contributo dello scambio sul posto.

La formula di calcolo del Contributo in conto scambio, per impianti sotto i 20 Kw, è:

Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf  x  Es

Dove:

  • Oe = Onere energia, cioè il prezzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagato dall’utente. Il prezzo dell’energia è espresso in euro ed è il prodotto tra i Kwh prelevati ed il prezzo unico nazionale (PUN) (questo è un elemento di novità delle semplificazioni attuate da inizio 2013). Il prezzo unico nazionale è variabile in base ai prezzi di mercato ed è una media nazionale dei prezzi rilevati ogni mese in ogni regione.
    Quindi: Oe = Kwh x PUN.
  • Cei = Controvalore dell’energia immessa, cioè il prezzo, o meglio il valore economico, dell’energia immessa in rete. Questo è il prodotto tra Kwh immessi ed il prezzo zonale dell’energia sul “mercato del giorno prima”. Ogni giorno infatti, in tempo reale, come una vera e propria borsa, i prezzi di acquisto e vendita dell’energia fluttuano in base alle dinamiche del mercato.
    Quindi: Cei = Kwh x prezzo energia sul mercato del giorno prima.
  • CUsf = Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, cioè un valore espresso in centesimi di euro calcolato forfettariamente dal gse in base a vari parametri. Nel dettaglio questo valore contiene le tariffe di: trasmissione, distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri normalmente addebitati in bolletta (componenti A, UC, UC3 e UC6) vigenti nel mese in corso (non viene rimborsata la componente MCT).
    Quindi: CUsf = c€/kwh
  • Es = Energia Scambiata, cioè i Kwh che ho prima immesso e poi ri-prelevato per i miei consumi. Tecnicamente è pari al minimo tra kwh immessi e kwh prelevati in totale durante l’anno.
  • Quindi: Es = Kwh scambiati con la rete.

 

Questo è il contributo per compensare l’energia scambiata.

Oltre a questo: se a fine anno il totale dell’energia immessa è superiore al totale dell’energia prelevata, allora si hanno delle eccedenze, cioè: surplus di energia immessa nella rete enel rispetto a quella prelevata per i propri consumi.
Il corrispettivo per le eccedenze immesse è aggiuntivo rispetto al Cs (Contributo in conto scambio) di cui sopra.
Questi kwh di eccedenza vengono remunerati al prezzo di mercato dell’energia e sono sottoposti a tassazione perchè fiscalmente sono equiparabili ad una vendita. Nonostante venga considerata come una “vendita” di energia dell’utente al Gse, la liquidazione dell’eccedenza non richiede partita iva, ma la sola dichiarazione fiscale come “reddito occasionale” che si somma agli altri redditi della persona fisica.

Tornando alla formula: se Cei è maggiore di Oe, la differenza tra i due è l’eccedenza.
L’eccedenza, se la si vuole riscuotere, è equiparabile a una “vendita”, ma in alternativa è possibile metterla “a credito” per il contributo dell’anno successivo.

 

Lo scambio sul posto in numeri

Passiamo ai numeri. Un esempio indicativo chiarirà molti dubbi. Sottolineiamo: indicativo.

Ipotizziamo un impianto fotovoltaico da 10 Kw. Con questo profilo di produzione/consumo su base annuale:

  • energia prodotta: 12.000 kwh
  • energia autoconsumata istantaneamente 4.000 kwh
  • energia immessa in rete: 8.000 kwh
  • energia prelevata dalla rete: 3.000 kwh

 

Contributo scambio sul posto

Formula: Cs = min [Oe;Cei] + CUsf x Es

Ipotizziamo il Prezzo Unico Nazionale dell’energia a 0,08 €/kwh ed il prezzo dell’energia sul mercato del giorno prima a 0,07 €/kwh. Ipotizziamo anche il corrispettivo unitario forfettario relativo ai servizi (distribuz, dispacciamento, trasporto, misura e alcuni oneri di sistema) a 0,06 €/Kwh. Quest’ultimo parametro è quello più ostico da calcolare.

Cs = min [ 0,08 x 3.000 ; 0,07 x 8.000] + 0,06 x 3.000=

= min [ 240 ; 560 ] + 0,06 x 3.000=

= 240 + 180 = 420 euro.

Il contributo potrebbe essere intorno ai 420 euro.
Ricordiamo che il contributo non rimborsa le imposte pagate in bolletta, che sono circa il 34% della bolletta.

Il contributo, inoltre, non viene tassato come “reddito aggiuntivo” per l’utente. E’ più simile, infatti, ad un “contributo di rimborso” sulle bollette pagate: no IVA, dunque, nè Irpef.

 

Eccedenze

In questo esempio, infine, le immissioni totali di energia in rete (8.000 kwh)  sono maggiori dei prelievi (3.000 kwh), o meglio: il valore economico delle immissioni in rete è maggiore del valore economico dei prelievi fatti dalla rete.
Per questo motivo il titolare dell’impianto potrà beneficiare, oltre che del contributo in conto scambio, di un’eccedenza per tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella prelevata.

Qual è il valore economico di questa eccedenza?
Non è altro che la differenza tra il valore dell’energia immessa ed il valore dell’energia prelevata.

Nel nostro esempio sopra riportato l’eccedenza è pari a questa differenza:

Eccedenza = [ (0,07 x 8.000)  –  (0,08 x 3.000) ] € =

= 560 – 240 = 320 €

Se il titolare richiede la sua liquidazione monetaria, questa verrà sottoposta a tassazione (come “Altri redditi” Irpef, non serve partita Iva per i piccoli impianti). In caso contrario questi 320 euro verranno messi a credito nel contributo dello scambio sul posto dell’anno successivo.

 

Risparmio in bolletta più contributo ssp (Cs) più eccedenze

In definitiva, nel nostro esempio, il titolare dell’impianto fotovoltaico da 10 kw, installato in scambio sul posto, e con un autoconsumo del 30%, permette di risparmiare in bolletta circa 1.000 € l’anno (per l’autoconsumo da fotovoltaico) e di ricevere un introito di circa 740 €/anno (lordi) per il riconoscimento del contributo dello scambio sul posto e delle eccedenze di energia immessa in rete.

Il guadagno effettivo è per l’utente di circa 1.740 euro l’anno (lordi).

 

scambio sul posto nel fotovoltaico

Il contatore bidirezionale misura
immissioni e prelievi da e per la rete.

Lo scambio sul posto in 4 punti

  • Se l’impianto produce energia:
    in parte viene autoconsumata istantaneamente
    in parte viene immessa in rete. Questa viene conteggiata
  • Se l’impianto non produce energia:
    l’utente preleva dalla rete l’energia di cui ha bisogno. Questa viene pagata in bolletta.
  • Lo scambio sul posto rimborsa l’energia prelevata dalla rete e pagata in bolletta, nei limiti dell’energia immessa nella rete (per ulteriori dettagli, segui il link sotto: “cosa è il contributo in conto scambio dello scambio sul posto”)
  • Se poi ci sono eccedenze (cioè se nell’anno solare l’energia immessa è maggiore dell’energia prelevata) l’utente può richiedere a fine anno la loro liquidazione in euro (per ulteriori dettagli, segui il link: “Come si calcola l’eccedenza dello scambio sul posto“).

Per tutti gli impianti fotovoltaici installati a partire dal 2015 il limite di dimensionamento per accedere al meccanismo dello scambio sul posto è di 500 kWp.

 

Per ulteriori approfondimenti sullo scambio sul posto leggi:

Cosa è il contributo in conto scambio

 

Scambio sul posto: il simulatore online per calcolare il contributo

Per facilitare la stima del contributo emesso dal Gse abbiamo prodotto un piccolo tool online che, partendo dalle quantità di energia immessa in rete dall’impianto e prelevata dalla rete in un anno, calcola l’ammontare del rimborso che, ricordiamolo, include il Contributo in Conto Scambio (Cs) e l’eventuale liquidazione delle eccedenze.
Vai al simulatore per stimare il contributo dello scambio sul posto

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

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163 Commenti

  1. Fotovoltaiconorditalia il 21 agosto 2013 ore 01:39
  2. Fotovoltaiconorditalia il 28 agosto 2013 ore 08:00
  3. Fotovoltaiconorditalia il 4 settembre 2013 ore 07:56
  4. Salvatore il 12 settembre 2013 ore 09:03

    Perché nell’esempio si è inserito un Es pari a 5000 kWh (8000-3000) mentre in realtà i chilowattora scambiati con la rete (immessi e poi prelevati) sono solo 3000? Non si dovrebbe considerare quest’ultimo valore per il calcolo dello scambio?

    • Alessandro il 12 settembre 2013 ore 19:44

      L’energia scambiata (Es) è pari al minimo tra l’energia immessa e l’energia prelevata

      • Salvatore il 12 settembre 2013 ore 23:49

        Appunto, quindi nel caso specifico dell’esempio bisogna considerare il minimo tra 3000 ed 8000 e non la differenza tra gli stessi valori.
        A presto

        • Alessandro il 13 settembre 2013 ore 13:24

          Giusto! Corretto, grazie mille..

  5. roberto il 16 settembre 2013 ore 22:53

    Buongiorno sto valutando l’installazione di pannelli fotovoltaici Sunpower(n° 9 da 327w) Con inverter solaredge e ottimizzatori. Costo richiesto 9500. Secondo il suo parere è un prezzo giusto? Inoltre avendo un autoconsumo di circa 2200-2300 kWh all’anno dovrebbe essere piu conveniente lo scambio O il ritiro dedicato? Ringrazio anticipatamente

    • Alessandro il 22 settembre 2013 ore 13:58

      Sulla qualità dei pannelli: la sunpower è tra le migliori marche, il prezzo è infatti di fascia medio-alta.
      Gran parte della produzione dell’impianto verrà compensata con i tuoi consumi, quindi, tra ritiro dedicato e scambio sul posto è più adatto lo scambio sul posto.

  6. ago il 19 settembre 2013 ore 12:20

    a fronte di questi calcoli qual’e’ il rapporto migliore da perseguire tra energia prodotta ed energia immessa in rete? Mi sembra di capire che bisogna evitare le eccedenze per ottimizzare la resa di scambio o mi sbaglio?

    • Alessandro il 22 settembre 2013 ore 16:45

      Il fattore di maggior risparmio è l’autoconsumo nel momento stesso della produzione fotovoltaica.
      Col 100% di autoconsumo hai il maggior beneficio in proporzione al costo dell’impianto.
      In valori assoluti un impianto più grande ovviamente costa di più, ma produce anche di più.
      In valore assoluto quindi un impianto più grande permetterà di immettere in rete una maggiore quantità di energia e di ottenere quindi maggiori ricavi.
      Il 100% di autoconsumo dà sicuramente il miglior rapporto tra energia prodotta e costo impianto.

  7. Fotovoltaiconorditalia il 20 settembre 2013 ore 07:52
  8. Paolo il 30 settembre 2013 ore 13:47

    Vorrei installare un impianto fotovoltaico da 5 Kw con produzione assicurata a 5600 kw annui (teorico 6000). Siccome il mio consumo è di 4000 kw annui di cui il 50% diurno quando l’impianto sarà in funzione. Volevo capire per la parte eccedente i 2000 kw che autoconsumo quanto il gse mi paga i 3600kw che immetto in rete. Quanti centesimi in media? Ho letto l’esempio ma non sono riuscito a capire un gra che! Grazie

    • Alessandro il 30 settembre 2013 ore 18:11

      In media considera 0,09-0,11 €/kwh

  9. Paolo il 1 ottobre 2013 ore 09:24

    Grazie per il calcolo mi avevano parlato di cifre tra i 10 e i 13 centesimi, sicuramente il valore ottimistico è appunto 10 centesimi. Facendo un rapico calcolo se ipotizzo l’impianto 10.000 euro tutto pagato produzione 5600 Kw annui avrò 5000 euro in detrazione in 10 anni. poi 2000 kw di autoconsumo con valore medio 0.21 pari a 420 euro di risparmio bolletta, 2000 da ricombrare a media 0,21 altri 420 euro e 3600 kw a 0.10 centesimi 360 euro annui, inoltre un costo di 15 17 euro annui che gse mi fa pagare per lo scambio. Se comperassi 4000 Kw di energia spenderei 0,21x4000Kw pari a 840 euro di risparmio a cui devo aggiungere (360-17) euro pari a 340 euro di credito. Avrò una resa di 1180 euro annui. Dunque in 4 4,5 anni recupero gli altri 5000. Ma 10anni più 4 anni diviso 2 mi da come media 7 anni. Dunque per recuperare i miei 10.000 devo aspettare 7 anni solo per recuperare. Qualcuno dirà e l’aumento dell’energia elettrica? Vero quella è da tenere in conto circa 45 euro anno. Ipotizando un investimento in titoli di stato al 4% BTP decennale o oltre circa prenderei dai 370 ai 400 euro annui. Preso l’impianto dall’8 anno io comincerei a guadagnare i famosi 1.180 euro. Ipotizando altri 15 anni di vita a 1180 euro anno avrei 17.700 euro a cui devo togliere un 20% per riduzione produzione circa 3.500 euro. Avremo dunque 14.200 euro. Gli altri 2 anni vita utile impianto sono stati accantonati quale riserva per manutenzioni varie assicurazione e cambio inverter. Con l’investimento statale nei 23 anni porto a casa 9.200 euro interesse semplice. Dunque 5.000 euro da spalmare nei 23 anni. Dunque 210 euro all’anno. Mi chiedo vale veramente la pena affannarsi per un tale tipo di investimento che poi potrebbe nel tempo avere tutta una serie di imprevisti? Il mio calcolo le sembra coerente? Le chiedo di far luce su questi miei dubbi. Grazie

    • Alessandro il 1 ottobre 2013 ore 10:26

      Ad una lettura veloce.. i calcoli mi sembrano completi ed anche realistici.
      Le variabili che più influenzano il rendimento (anche se bisognerebbe parlare di “risparmio” sul lungo periodo) secondo me sono queste due:
      – aumento costo energia nei prossimi 25 anni
      – la % di autoconsumo. “Giocando” su questa, cioè consumando prelevando dal proprio impianto anzichè dalla rete, si può aumentare il rendimento dell’investimento (ovviamente in relazione anche al rincaro energetico).

    • Enzo il 13 maggio 2014 ore 17:24

      Caro Paolo, dai suoi conti non risulta una cosa importante, lei produrrà energia pulita per 20 anni senza rimetterci anzi guadagnando qualcosa.
      Non le pare un buon investimento per il nostro povero pianeta?

  10. Mauro il 2 ottobre 2013 ore 13:31

    Salve, ma nel caso in cui il mio impianto sia sottodimensionato per motivi di spazio? es: potenza contrattuale 10KW trifase, consumi annui 26.000KWh, ho un bar, bolletta annua € 6.900,00. Posso installare un’ impianto da 6KWp trifase, quindi avrei una produzione di circa 7.800KWh anno contro un consumo in fascia diurna del 50% cioè 13.000KWh anno, secondo i calcoli che mi hanno prospettato, apparte il recupero dell’ iva immediato e l’ ammortamento al 9% anno dell’ intero costo dell’ impianto, io pago la media di 0,265 €/KWh , dicono che andrei a risparmiare in bolletta annua 7.800KWh x 0.265 = € 2.067,00 e che su l’ energia prelevata quindi 13.000+ (13.000-7.800)= 18.200KWh quindi su una bolletta annua rimanente di € 4.823,00 il GSE mi riconosce un Cs di circa 0,14€/KWh quindi 18.200 x 0.14 = € 2.548,00, che mi verranno accreditate in banca a fine anno o scalate nelle prossime bollette. Potresti essere cosi gentile da chiarirmi il tutto perchè da quanto letto sopra non mi sembra proprio cosi. Grazie mille

    • Alessandro il 2 ottobre 2013 ore 16:41

      Se auto-consumassi ISTANTANEAMENTE (senza immettere in rete) l’intera produzione impianto (7.800 Kwh) allora avresti un risparmio secco di 2.067 euro/anno, pari all’intera produzione impianto utilizzata tutta in autoconsumo.
      Auto-consumando invece il 50%, risparmi subito in bolletta 1.030 euro. Il restante 50% dell’energia viene immesso in rete e compensato a “posteriori” (col Cs) a circa 0,10-0,15 €/kwh (dipende da vari parametri).

      Comunque per un bar, che consuma molto di giorno, l’impianto di 6 Kw (su consumi complessivi molto più elevati) viene ammortizzato bene.Ovviamente procura una certa quota annuale di risparmio ed il ritorno dall’investimento dipende dal prezzo pagato e dalla quantità di autoconsumo istantaneo.

      Le bollette vengono scalate solo per quanto effettivamente autoconsumi.
      Per tutto il resto prelevi dalla rete, paghi le bollette che poi ti vengono rimborsate (in relazione a quanta energia immetti in rete).

  11. ATTILIO il 4 ottobre 2013 ore 20:34

    ATTILIO ciao per cortesia nel frattempo di attesa dei sesanta giorni di essere collegati al GSE per lo scambio sul posto i kwh prodotti di energia vanno persi grazie ATTILIO

    • Alessandro il 7 ottobre 2013 ore 10:16

      si

  12. Fotovoltaiconorditalia il 9 ottobre 2013 ore 09:01
  13. stefano il 9 ottobre 2013 ore 12:17

    Salve,
    quali sono i costi di gestione pratiche del gse? Mi hanno detto che
    per liquidare le eccedenze il costo pratica è di € 30.00.

    grazie
    Stefano

  14. Giorgio il 9 ottobre 2013 ore 13:39

    Ciao Alessandro e grazie per i calcoli esplicativi.
    Ho trovato altri esempi qui:
    http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/12/570-12rt.pdf

    Ti volevo porre un quesito a cui non riesco a dare risposta….
    Ho installato da poco un impianto FV da 3kwp con scambio sul posto + detrazione Irpef.
    Avendo un contratto di maggior tutela con tariffa bioraria, fino al giorno prima dell’allacciamento alla rete la mia famiglia aveva organizzato i consumi per quanto possibile concentrandoli sulle fasce orarie F2/F3 (es lavatrici/ lavastoviglie di sera-notte-wend). Tipicamente il profilo di consumo è: 30% in F1, 70% in F2/F3. Adesso mi conviene ancora consumare in fascia off-peak o mi conviene cambiare stile e consumare più possibile durante le ore in cui l’impianto fv produce (tipicamente in fascia peak F1) tenendo conto che i consumi li pago a tariffa ‘enel’, dunque più caro f2 che f2/f3??
    Il meccanismo dello scambio sul posto prescinde dalle ore/fasce in cui prelevo/ immetto?

    Grazie anticipatamente

    • Alessandro il 9 ottobre 2013 ore 15:54

      Se l’impianto è in grado (sul momento) di far funzionare la lavatrice. Allora dai la priorità all’autoconsumo istantaneo, cioè se alle due del pomeriggio splende il sole e l’impianto lavora bene, allora fai andare l’elettrodomestico alle due, sfruttando la produzione istantanea di energia.

      Se tutto funziona bene dovresti vedere azzerarsi in quel momento immissioni e prelievi.

      Lo scambio sul posto valorizza l’energia diurna ad un costo leggermente maggiore dell’energia immessa la sera. Ma sono differenze veramente minime e non rilevabili a priori (perchè il prezzo effettivo di mercato è variabile).

  15. Stefano il 10 ottobre 2013 ore 16:19

    Per favore qualcuno può chirire un concetto a me non comprensibile?
    Esempio:se durante il giorno il giorno produco (per semplificare) 10 kw e li immetto in rete mediante lo scambio sul posto,non potendola consumare direttamente li posso prelevare alla sera? A quale prezzo la pago al mio fornitore?Supponendo che a me la paghi 0,10 al kw , quale è il costo che devo aggiungere per poterla riprendere? Se immetto in rete nell’arco di un mese più energia di quanto ho prelevato di notte , la posso utilizzare nel mese sucessivo? Grazie Stefano

    • Alessandro il 10 ottobre 2013 ore 17:13

      Ciao Stefano, il meccanismo non è proprio quello di uno “scambio” (prima del 2009 era così, oggi non più):
      se non riesci ad autoconsumare ISTANTANEAMENTE l’energia prodotta, immetti in rete,
      quando l’impianto non produce: prelevi dalla rete pagando l’energia con le normali bollette.
      Per tutta l’energia immessa ricevi un contributo (circa 0,09-0,15 €/kwh).
      Per tutta l’energia prelevata paghi le normali bollette.
      A fine anno poi si fanno i conteggi e si conguaglia: si va in debito o in credito (non in kwh ma in euro).
      .
      L’energia che immetti “in più” non la riprelevi, ma il suo valore ti viene rimborsato col contributo dello ssp.

      • Vince il 5 novembre 2013 ore 12:51

        C’è qualcosa che non mi torna nella tua risposta.
        “L’energia che immetti “in più” non la riprelevi, ma il suo valore ti viene rimborsato col contributo dello ssp”
        Mi pare che “volendo” l’eccedenza la si può accantonare, usarla in momenti di magra e non farsela pagare, basta andare sul portale GSE/SSP/Gestione convenzioni/Convenzioni esistenti/Liquidazione eccedenze SI/NO da decidere entro la fine di gennaio dell’anno seguente. Saluti.

        • Alessandro il 5 novembre 2013 ore 14:06

          Si, “il suo valore ti viene rimborsato” se richiedi la liquidazione delle eccedenze. Altrimenti ti viene accantonato.

  16. Paolo il 10 ottobre 2013 ore 17:50

    Facciamo questo esempio. L’impianto produce 5.600 kwatt annui. Ne consumo 4.000 annui di cui 50% autoconsumo e 50% la ricompro alla sera. Per 2.000 sono a posto per autoconsumo per il resto altri 2.000 ricompro alla tariffa gestore elettrico. Cosa prendo per la rivendita della parte eccedente 3.600 ? Inoltre quale parte devo indicare in 730 come reddito diverso; 2.000 0 3.600? Sui 2.000 oltre ai 10 centesimi prendo altri 6 centesimi? Considerando la tassazioni (27-30%) dico io conviene? Ho l’impressione che lo stato le studi tutte per fregarci!!!!

    • Alessandro il 11 ottobre 2013 ore 14:00

      Se ho capito bene:
      – energia prodotta: 5.600 kwh
      – en. autoconsum.: 2.000 kwh
      – en. immessa: 3.600 kwh
      – en. prelevata: 2.000 kwh
      .
      Quindi, INDICATIVAMENTE, in euro, abbiamo:
      – en. immessa: 3.600 x 0,10 = 360 €
      – en. prelevata : 2.000 x 0,25 = 500 €

      Il contributo gse è pari al minimo tra 360 e 500, quindi: 360 € + il rimborso di alcuni servizi di rete relativi ai 1.600 kwh scambiati.
      Poi: avendo delle eccedenze di 1.600 kwh (cioè: 3.600-2.000) hai: 1.600 x 0,10 = 160 € (tassati e da inserire in “altri redditi” del mod.730). Qui la tassazione è relativa al tuo reddito complessivo.

  17. Luca il 5 novembre 2013 ore 11:45

    Noncapisco bene l’esempio. Io un impianto 2,8kw (produzione di 3200kwh/anno) e quest’anno ho percepito 381 euro in CS, con un 10 kw prenderne solo 420 euro?

    • Alessandro il 5 novembre 2013 ore 12:20

      Bisognerebbe vedere un po’ di numeri, però tutto dipende, non dall’entità dell’impianto, ma dalle quantità di immesso in rete e prelevato dalla rete, e quindi dalla quota di autoconsumo (il 30% è diverso dal 60%).
      Dipende molto anche dal prezzo dell’energia (in Sicilia, per esempio, vale mediamente molto di più che in altre regioni (più di 120 €/Mw)).

  18. Fotovoltaiconorditalia il 11 novembre 2013 ore 18:47
  19. Fotovoltaiconorditalia il 12 novembre 2013 ore 07:58
  20. Fotovoltaiconorditalia il 13 novembre 2013 ore 10:01
  21. Fotovoltaiconorditalia il 10 dicembre 2013 ore 08:55
  22. fausto il 7 gennaio 2014 ore 16:53

    Complimenti per l’articolo. Anch’io come tanti mi sono tolto tanti dubbi sul fotovoltaico,impianto che mi piacerebbe realizzare.
    Se mi deciderò di farlo,con piacere ti contratterò.
    Ciao fausto

  23. vincenzo il 8 gennaio 2014 ore 21:31

    salve,
    ho da poco montato un impianto fotovoltaico sul tetto della mi abitazione. giusto per avere un’idea sul cosa aspettarmi dallo scambio sul posto, ho cercato di prendere più informazioni possibili. Una nota di forte demerito al GSE che si è limitato a pubblicare solo le modalità di calcolo senza fare un esempio pratico! Ho tentato anche di avere chiarimenti chiamando al numero verde, ma ho finito con chiarire io parecchie cose a loro.! Insomma dopo ore ed ore di ricerche mi sembra di aver afferrato qualche concetto in più.
    Una cosa che mi è capitata subito agli occhi vedendo questo esempio è la modalità di calcolo delle eccedenze. a mio modesto avviso c’è un errore. Le eventuali eccedenze non sono MAI calcolate sulle QUANTITà, bensì sui valori ECONOMICI. quindi se e solo se Cei (energia immessa) è maggiore di Oe energia prelevata) si provvederà al pagamento delle eccedenze. nel esempio proposto in questa pagina l’eccedenza sarà pari a 0,007×8000 = 560 euro – 0.008×3.000 =240 euro. quidni eccendeza: 560-240= 320 anzichè 400.
    Il punto mi sembra abbastanza pacifico, in quanto il GSE si esprime in questi termini:
    “Nel caso in cui, nel generico anno i-esimo dovesse risultare: Oe < Cei; la differenza, determina un credito che a seconda della scelta dell’USSP, su base annua, può essere riportato per gli anni successivi o può essere corrisposto dal GSE come liquidazione dell’energia elettrica eccedentaria"

    • Alessandro il 9 gennaio 2014 ore 16:59

      Grazie Vincenzo e complimenti per la giusta osservazione. Ho approfittato per riaggiornare l’articolo.

      • vincenzo il 4 febbraio 2014 ore 19:02

        non capisco perchè il GSE non ha provveduto a fare un esempio con dati reali degli anni precedenti..!!!
        è uno schifo che per capire a cosa andare incontro dobbiamo passare ore ed ore a fare ad analizzare, interpretare i contenuti delle direttive del Gse!!

    • Slavi il 3 agosto 2014 ore 00:37

      Buongiorno,
      Avrei bisogno di un paio di chiarimenti:
      1) I calcoli che vengono fatti nell’articolo sono con o senza l’IVA?
      2) Da dove provengono i valori 0.07 e 0.08 €/kW che vengono utilizzati per il calcolo dell’eccedenza?
      Ringrazio in anticipo!

      • Alessandro F. il 4 agosto 2014 ore 17:24

        I calcoli sono indicativi e servono solo per capire a grandi linee il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto. Anche perchè i valori esatti cambiano nel tempo.
        .
        1) il costo lordo dell’energia in bolletta è comprensivo di iva. Così anche per l’impianto fv (ma questo ovviamente è variabile).
        2) 0,07 e 0,08 è un prezzo indicativo dell’energia elettrica sul mercato elettrico. Cioè il costo effettivo del kwh elettrico. Questo è un prezzo medio che varia “in tempo reale” in base al mercato, in base ai giorni, in base alle stagioni e in base alle regioni (zone) di vendita dell’energia. In alcuni momenti l’elettricità ha avuto un prezzo di 4-5 centesimi. In altri ha superato i 10 centesimi per kwh. In sicilia il prezzo dell’energia è generalmente maggiore rispetto ad altre regioni, e così via….

  24. Antonio il 22 gennaio 2014 ore 15:14

    Salve,
    ho installato un impieanto fotovoltaico nel 2010 di circa 6 KW per una produzione media annua di circa 8000KW. Mi trovo nella zona di SORA (FR)
    Questi, sono stati installati in un abitazione che per tutto l’anno 2010 – 2011 – 2012 è stata chiusa.
    Non avendo prelevato nulla dalla rete e non avento effettuato autoconsumo, cosa mi dovrei aspettare come scambio sul posto?

    • Alessandro il 22 gennaio 2014 ore 18:51

      Oltre agli incentivi, avrai circa 0,06-0,10 € per kwh immesso in rete.

    • Alessandro il 22 gennaio 2014 ore 18:53

      Oltre agli incentivi, avrai circa 0,06-0,10 € per kwh immesso in rete.
      Ma per averle dovrai chiedere la “liquidazione delle eccedenze al gse”.

  25. Angelo il 5 febbraio 2014 ore 23:12

    Sto valutando l’installazione dei pannelli FV (3KWh)
    Siamo in 2 e di durante la settimana non siamo in casa e il nostro consumo medio si attesta sui 1700 KWh
    Calcolando che in Lombardia l’impianto produca 3000 Kwh e l’autoconsumo sia di circa 500kwh per differenza l’energia prelevata sia 1200 KWh e un’eccedenza di 1300Kwh.
    Se non erro dovrebbe essere:
    – en. immessa: 2500 x 0,10 = 250 €
    – en. prelevata : 1200 x 0,25 = 300 €

    Il contributo gse è pari al minimo tra 250 e 300, quindi: 250 € + il rimborso di alcuni servizi di rete relativi ai 1.600 kwh scambiati.
    Poi: avendo delle eccedenze di 1300 kwh (cioè: 3.000-1.700) ho: 1.300 x 0,10 = 130 € (tassati e da inserire in “altri redditi” del mod.730). Qui la tassazione è relativa al tuo reddito complessivo.

    In definitiva i 500KWh che autoconsumo dovrebbero far scalare dalla bolletta 500*0,2=100€
    e dovrei ricevere 250€ di contrubuto GSE + 130€ (lorde)/100€ (nette) dalle eccedenze.
    In totale il beneficio per me sarebbe 100+250+100=450€ anno.
    Giusto?

    • Alessandro F. il 6 febbraio 2014 ore 12:22

      Se non erro dovrebbe essere:
      – en. immessa: 2500 x 0,10 = 250 €
      – en. prelevata : 1200 x 0,25 = 300 €

      l’energia prelevata, ai fini dello scambio sul posto, viene prezzata al suo prezzo di mercato. Tu hai messo il suo costo lordo in bolletta (0,25 €/kwh), invece è CIRCA 0,10.
      Quindi:
      – en. immessa: 2500 x 0,10 = 250 €
      – en. prelevata : 1200 x 0,10 = 120 €
      Il contributo in conto scambio è di CIRCA 120 + rimborso servizi (circa 60 €) = 180 €.
      .
      Le eccedenze sono la differenza tra 250 e 120, cioè: circa 130 €.
      .
      Il risparmio in bolletta è di circa (500 x 0,25) 125 euro.
      .
      Ovviamente considerando:
      – 0,25 €/kwh costo energia in bolletta
      – 0,10 €/kwh prezzo medio di mercato dell’energia
      – 0,05 €/kwh il costo dei servizi rimborsati con lo ssp
      – autoconsumo del 16% (cioè: 500 su 3000 kwh) (che è abbastanza basso)

      • Angelo il 6 febbraio 2014 ore 14:48

        Grazie per la risposta.
        Quindi tra tutto si traduce in circa 400€ annui (considerando i 130€ da tassare).
        I 500 KWh li ho presi dalla bolletta fascia F1.
        Magari convincendo mia moglia a usare la partenza ritardata della lavatrice potrei aumentare l’autoconsumo.
        Ma lavorando entrambi siamo fuori di casa dalle 8 alle 17
        Il preventivo dei pannelli è di 8000€ di cui 50% restituito in 10 anni.
        Con questi valori, riteni l’invenstimento sia da fare?

        • Alessandro F. il 6 febbraio 2014 ore 16:19

          secondo me per 8mila euro, 3 kw, con la detrazione 50% non c’è alcun dubbio, anche con quota di autoconsumo inferiore al 20%.
          L’autoconsumo, in effetti, incide molto più di quanto si possa pensare.
          Tieni presente anche che la bolletta aumenterà nei prossimi 20 anni, quindi indirettamente il risparmio aumenta.
          .
          I 130 euro se li porti a credito non vengono tassati, se li fai liquidare vengono tassati (perchè considerati reddito).

        • vincenzo il 8 febbraio 2014 ore 02:17

          secondo i miei calcoli:
          rimborso scambio sul posto: 168 euro somma tra 96 e 72.
          Min (1200×0,008; 2500×0,05) + 0,006×1200.
          accredito eccedenze: 125-96= 29 euro.
          tot= 29+168= 197,cui si vanno ad aggiungere i 100 euro in bolletta.
          tieni però presente che:
          1)che nell’autoconsumo non devi considerare solo f1, ma anche un 20% della f2/3. in quanto i sabati, domeniche e festivi ricadono in questa fascia.
          2)il risparmio in bolletta è superiore ai 100 euro in quanto autoconsumando non solo risparmi direttamente i 100 euro, ma hai una minore spesa data dal fatto che il tuo consumo annuale da ENEL si abbassa e quindi non vai negli scaglioni superiori!
          se quindi la sera consumi in più 500kwh (li facciamo coincidere con quelli che hai risparmiato di giorno, resti sempre bello stesso scaglione senza andare in quello successivo, dove l’energia avrebbe un costo maggiore di quasi 0,10 cent. a kwh ora. risparmi quindi altri 50 euro, ma hai più confort a casa la sera!
          3)cerca di aumentare i consumi il fine settimana. magari ti concentri le lavatrici tra sabato e domenica, lo stesso per lo stiro, e visto che hai energia la mattina magari ti compri una asciugatrice per i panni ed il fine settimana. lavi e asciughi!!!

        • andrea il 23 marzo 2014 ore 23:29

          Sono un agente di Autogas nord spa,noi vendiamo impianti chiavi in mano da 4kwp a 8000 euro iva inclusa,moduli Solsonica e inverter power one.

      • Andrea il 29 maggio 2014 ore 12:04

        Nel quesito posto da “Paolo il 10 ottobre 2013 ore 17:50″ hai utilizzato il costo dell’ en. prelevata pari a 0,25 (lorda), mentre qui dici che va considerata quella di 0,10.
        Qual’è corretto?
        Grazie

        • Alessandro F. il 29 maggio 2014 ore 19:18

          entrambi: l’energia in bolletta (con tutti i suoi costi annessi) costa in media 0,25 – 0,30 €/kwh.
          Il prezzo di mercato effettivo dell’energia (la “sola” energia) è molto inferiore (meno di 0,10)

  26. AlessandroG il 6 febbraio 2014 ore 03:24

    Bravo, complimenti!
    Gli esempi numerici sono indispensabili.

  27. fabioc il 20 febbraio 2014 ore 18:42

    salve, dovrei fare un 20 kW per la mia azienda. cosa mi consigli?

    • Alessandro F. il 21 febbraio 2014 ore 11:55

      Ovviamente dipende dai costi.
      Pensi di autoconsumare tutta l’energia prodotta?
      Questo è il fattore che più incide sulla convenienza oggi (per le imprese).

  28. Massimo Messere il 1 marzo 2014 ore 17:13

    Buonasera Alessandro,
    ho un impianto da 6 KW per uso domestico(Pannelli Siliken e Inverter Power One Aurora), che mi consente di avere una produzione maggiore rispetto alle esigenze della mia famiglia. L’energia prelevata si è ridotta del 50% ma le bollette sono sempre abbastanza alte anche se compensate dal contributo dello scambio sul posto. Se dovessi decidere di installare un impianto di accumulo come funzionerebbe per l’energia incentivata? Il contatore registrerebbe comunque tutta l’energia prodotta dai pannelli prima di inviarla all’impianto di accumulo? Ti ringrazio anticipatamente per la tua cortese risposta.

    • Alessandro F. il 3 marzo 2014 ore 13:23

      Ciao Massimo, secondo le ultime direttive Aeeg se ricevi li incentivi non puoi mettere un sistema di accumulo (rischio di frondi.., secondo l’Aeeg).

  29. alberto il 3 marzo 2014 ore 10:03

    Per una falegnameria che ha un contratto di fornitura da 16kw, ma un consumo annuo di circa 2300kw, cosa mi cosigliate?
    i macchinari sono tutti a motore ,quindi hanno uno spunto elevato ,e vengono usati al 90% in fascia diurna .
    Grazi è

    • Alessandro F. il 3 marzo 2014 ore 13:32

      Ciao, non saprei, ma a fiuto: o un impianto più grande (ma che rischia di essere sovrastimato), oppure un impianto più piccolo, ma con un sistema di accumulo in grado di generare la potenza necessaria, per brevi periodi. Se c’è qualche tecnico..

  30. Mauro Carboni il 4 marzo 2014 ore 00:44

    Ciao Alessandro….sarei curioso anche io di sapere riguardo la falegnameria…..penso che un impianto da 6KWp con accumulatori per 16KWp….cmq abbia qualche problema ad essere allacciato in rete perché cmq l’inverter dovrà essere per 16KWp….o almeno da 12KWp….anche analizzando i differenti investimenti ed ammortamenti forse per adesso gli converebbe direttamente un 16KWp….certo un consumo di 2300KWh/Anno per una falegnameria è anomalo….forse per adesso è più conveniente pagare le bollette??

  31. Mario il 29 marzo 2014 ore 19:05

    Sono intenzionato a montare un impianto fotovoltaico e leggendo i vari commenti mi sono chiesto se vale la pena di mantenere con enel il contratto con fascia bi-oraria. Posso arrivare al 75% di autoconsumo lavastoviglie e lavatrice durante il giorno. Sono già in possesso di impianto climatizzazione con pompa di calore per cui potrei sfruttare in autoconsumo i pochi kw prodotti in inverno riducendo il costo del gas. Per caso come nord italia inviate anche preventivi? Sarei interessato per un impianto di 6 Kw. Grazie per le eventuali risposte.

  32. Marco il 30 marzo 2014 ore 10:37

    Ciao , grazie per l’articolo. Ho fatto un impianto di 4,5 kw 07/08/2013 a febbraio ho ricevuto i conteggi del GSE per lo scambio sul posto, ma la formula è abbastanza diversa da quello che hai spiegato nell’articolo , ovvero
    formula testuale ((potenza * ore * alfa * CSmedio)/2)*(GGattivi/GGsemestre)
    formula ((4,5 * 1200 * ,14 * ,16)/2)*(147/184) = 48,31€ a cui hanno detratto 30 € + iva di contributo alla fine mi hanno bonificato 11 € .
    i miei numeri del 2 semestre sono
    energia prelevata 1082 , energia ceduta 1256 , autoconsumo 521 .

    un chiarimento nella formula dell’eccedenza hai sottratto 0,08 * 3000 ma questi soldi non sono già stati pagati in bolletta ?

    Grazie e buona domenica

    • Alessandro F. il 31 marzo 2014 ore 12:20

      Si la formula è diversa perchè si tratta di un acconto semestrale (vedi regole tecniche Aeeg sullo scambio sul posto).
      I conteggi erano poi stati leggermente modificati per “semplificare”, inserendo dealcuni valori medi “forfetari”.

      0,08 è un valore stimato del prezzo dell’energia sul mercato unico zonale, Questo prezzo varia in base al mercato, una valore medio si aggira su questa cifra, ma è solo indicativo.
      Poi: ho sottratto perchè l’eccedenza è la differenza tra il valore dell’energia immessa ed il valore dell’energia prelevata.

  33. Paolo G. il 7 aprile 2014 ore 10:33

    Ciao Alessandro F.,
    hai per caso anche un modello per calcolare lo scambio sul posto per impianti sopra i 20 kWp?

    Ciao

    Paolo G.

    • Alessandro F. il 7 aprile 2014 ore 11:55

      ciao paolo. No mi spiace, modelli non ne ho, ma online ci sarà prossimamente un tool per il calcolo dello scambio sul posto. Continua a seguire ..
      ciao

  34. Tiziano il 18 aprile 2014 ore 16:41

    CS (Formula applicata) CS (Formula testuale)
    ((3,84 * 1100 * ,14 * ,16)/2)*(181/181) ((potenza * ore * alfa * CSmedio)/2)*(GGattivi/GGsemestre)

    Buongiorno, io non riesco a seguire tutti i calcoli che fate e ritengo che chi gestisce lo scambio sul posto non siano professionisti, o se lo sono, lo sono d’altro.
    Ho riportato la formula che c’è inserita per il calcolo nel dettaglio.
    Io sinceramente non riesco a capire cosa sono quei 1100 (in teoria ore…) e che senso hanno, se paghiamo oltre 30€ anno per le misurazioni….
    Che cosa vuol dire per voi quel valore ?
    Io l’ho già chiesto a SP, ma non sono riusciti a capirlo nemmeno loro.
    Premetto che l’impianto è del 2012, e fino ad oggi ho avuto solo “anticipi” di 45€ anno e produco 5500kw con consumo di 4800…..
    Se riuscite a spiegarmi come funziona …….
    Poi chiedetemi quello che volete !!!!!
    grazie

  35. Daniele il 30 aprile 2014 ore 12:27

    Ciao Alessandro, volevo avere una tua opinione in merito alla qualità dei moduli marca kyocera. Me li hanno consigliati dicendomi che sono tra i migliori insieme a quelli della sharp, che ne pensi? Grazie

    • Alessandro F. il 30 aprile 2014 ore 12:42

      Si confermo, per quello che ne so, sono di buona qualità

  36. adolfo il 5 maggio 2014 ore 20:03

    salve ho installato un impianto da 4kw pannelli sun power ,inverter power one auroraer
    totale 13200euro
    cosa ne pensi ? il prezzo e’ giusto’ ? i pannelli sono validi? e l’inverter? quanto possono durare ? e l’inverter quando va cambiato?
    per quanto riguarda le garanzie nel caso la ditta fallisse mi dicono ke la casa madre rispondera’ sempre , ossia la sun power per i pannelli e la power one per l’inverter
    cosa mi puoi dire?
    grazie

    noi consumiamo 5000 circa kw anno

    • Alessandro F. il 6 maggio 2014 ore 17:31

      Moduli Sunpower e inverter Powerone sono sicuramente prodotti di qualità e affidabili, infatti sono costati non poco.
      Cerca di autoconsumare il più possibile per rientrare bene.. e porta ovviamente tutto in detrazione 50%.

      • mario il 7 maggio 2014 ore 17:38

        Mi permetto di segnalare due link in modo che persone come adolfo non regalino i soldi o meglio per poter farsi trattare dagli altri in modo più onesto. io per 4 kw ovvero 12 pannelli 327 SNPW ho 2 preventivi tra i 9450 e 9150€.

        • Marco.B il 5 giugno 2014 ore 23:27

          Scusa mi puoi inviare i link
          e il nome della ditta (e dove si trova) che provo a sentire anche io.
          sono interessato
          Grazie

    • marco il 6 maggio 2014 ore 17:56

      io ho pagato 10k per 4.5 kw

    • mario il 6 maggio 2014 ore 18:29

      Quando ho visto il prezzo mi è venuto un colpo al cuore. Ho un preventivo ugule e uno simile( inverter diverso)entrambi sotto i 10000€.

      • adolfo il 8 maggio 2014 ore 15:42

        grazie, mi sembra di capire ke si poteva spendere meno per il mio impianto, comunque ora il dado e’ tratto e non posso rimediare , solo volevo sapere se questi pannelli producono con la sola luce del sole, come mi dicono, o devono essere investiti direttamente dai raggi,inoltre per quanti anni si puo’ contare su di loro?
        L’energia in eccesso puo’ essermi restituita da enel non sotto forma di soldi ossia conguaglio a un prezzo ridicolo , ma invece come energia stessa ?
        o invece devo comprare le batterie di accumulo per non dover dipendere in nessun modo da enel?
        grazie

        • mario il 9 maggio 2014 ore 08:58

          Ci sono persone che possono risponderti meglio di me. I sunpower dicono siano i migliori e comincino a funzionare alla mattina presto e smettere la sera tardi per cui si ha una migliore resa. La perdita % annua é minore rispetto ad altri panneli e ipotizzano una resa sup. 80% anche dopo i 20 anni. Sono gli unici che coprono come garanzia le rese fino a 25 anni. Per le batterie e rendersi completamente indipendenti meglio aspettare ancora un pò. Eventualmente tramite un motore di ricerca scrivi ” prezzo batterie accumulo impianto fotovoltaico ” e troverai varie proposte. Al momento mi accontenterei dello scambio sul posto a meno che tu abbia disponibilità liquide in eccesso. Mi spiace per la cifra che ha pagato, sopra in risposta ad alessandro avevo messo due link che potevano essere d’aiuto per farsi trattare in maniera più onesta e per motivi sicuramente etici vedo che sono stati levati. Comunque non cambia basta sempre tramite un motore di ricerca inserire ” Prezzo impinti fotovoltici ( e nome dei pannelli desiderati)”.

        • Alessandro F. il 9 maggio 2014 ore 09:56

          ok mario, grazie per la comprensione

    • franco il 4 giugno 2014 ore 10:11

      io ho fatto un impianto simile con moduli sunpower da 345w (impianto fatto fine dicembre 2013), inverter sunpower, potenza dell’impianto 4,1 kw ; ho speso 9500 euro compreso spese enel ; se avessi montato moduli da 327 w avrei speso meno di 9000 euro.
      secondo me 13200 euro è esagerato !!!!!!!

      • ROBERTO il 21 giugno 2014 ore 22:58

        ciao sto valutando per montare un impianto di 5/6 kw, dopo vari preventivi dove avevo quasi deciso di prendere i solaredge, la ditta invent di venezia, che sono produttori mi hanno consigliato un nuovo sistema di alta tecnologia, cioè senza l’inverter ( lo hanno tipo solaredge dietro ogni pannello ) dando direttamente la corrente alternata..per cui dopo cinque anni non dovrei, come negli altri casi, cambiare l’inverer..costo di 4,5kv 9.800€ comppreso un anno di gas ( 1500 ) e sei mesi di luce…mah…cosa ne pensi ?? grazie

  37. MARCO il 8 maggio 2014 ore 19:10

    DOVE SI POSSONO VEDERE I VALORI DI: PUN; CUfs; prezzo zonale energia sul mercato del giorno prima?

    • Alessandro F. il 9 maggio 2014 ore 09:54

      sul sito del GME gestore dei mercati energetici

  38. adolfo il 9 maggio 2014 ore 13:43

    ringrazio sentitamente per le risposte,se posso kiedere ancora domando riguardo l’orientmento…me li hanno messi direzione est-sud con prevalenza est, e ieri,8 maggio, ho constatato ke alle ore 19 erano gia’ in ombra…c’era la possibilita’di posarli in dir sud -est con prevalenza sud, ma c’e’ un comignolo ke disturba ossia fa ombra …kiedo ke differenza puo’ costare in termini di efficacia produttiva l’orientamento tra queste due direzioni ? ossia sarebbe valsa la pena eliminare il comignolo, con relative spese, per una maggiore produttivita’ ,specie dinverno, o lavorano bene anke con questo orientamento dato ke ,a loro dire, e’ la luce e non i raggi diretti quello ke conta ai fini produttivi ?
    grazie

  39. bernardo il 16 giugno 2014 ore 08:39

    ho un impianto fotovoltaico di 38 kw nel 2013 ha prodotto 42000 kw con un prelievo di 22000 kw quanto dovrebbe ammontare il contributo dello scambio sul posto ?

    dal 2012 al 2013 mi e stato ridotto del 50% è POSSIBILE ?

    • Alessandro F. il 16 giugno 2014 ore 11:36

      ti è già arrivato il conguaglio?
      il rimborso unitario (€ per kwh) ?

      • bernardo contatto il 23 giugno 2014 ore 15:03

        la mia precisazione e data dal fatto che nel 2011 – 2012 ho ricevuto un contributo di 2500,00 euro dallo scambio sul posto nel 2013 soltanto 1000 euro come è possibile ?

        del conguaglio non risulta niente ricevo periodicamente ogni sei mesi una quota di 512 euro .

  40. Max il 22 giugno 2014 ore 17:12

    con SSP leggo che si consiglia l’AUTOCONSUMO, ma non mi tornano i conti.
    Vorrei capire se è meglio utilizzare l’energia in autoconsumo o spostare i consumi in fascia F2/F3.
    Ho un contratto BIORARIO in cui pago l’energia prelevata in F2/F3 0,0335 €/Kwh.
    Se ipotizzo di utilizzare 1000 Kwh in autoconsumo (fascia F1) avrei un bilancio=0 (immissione=0 e prelievo=0).
    Se ipotizzo di spostare il consumo di 1000 Kwh in F2/F3 avrei un costo di acquisto di circa 67€ (=0,0335x2x1000; ipotizzando di pagare l’energia prelevata il doppio causa tasse, ecc) e un rimborso CS di circa 160€ (=min(0,06×1000; 0,06×1000) + 0,10×1000)
    Quindi mi sembra che mi convenga spostare i consumi i F2/F3 e vendere l’energia prodotta in F1.
    Sbaglio il ragionamento ?
    grazie per i chiarimenti

    • Alessandro F. il 23 giugno 2014 ore 12:39

      La priorità va sempre all’autoconsumo ISTANTANEO (costo energia=zero)
      Quando questo non è possibile allora si preleva dalla rete con i prezzi del proprio operatore.
      Nel tuo caso, dunque, se prelevi è meglio farlo in fascia F2/F3.

      Anche se vendessi l’energia prodotta in F1, avresti comunque meno convenienza rispetto all’autoconsumarla.

      • Francesco il 17 settembre 2014 ore 17:46

        Ciao Alessandro, nel caso in cui l’energia prelevata è superiore a quella immessa:

        Esempio:
        Impianto da 60 kw;
        Consumo Annuo: 206.594 kW/h;
        Produzione annua: 90.000 kw/h;
        Energia Autoconsumata: 85.000 kW/h;
        Energia prelevata: 121.594;
        Energia immessa: 5.000 kW/h.
        Come funziona il calcolo dello SSP ?

        Ancora grazie,
        Ciao

        • Alessandro F. il 18 settembre 2014 ore 17:50

          Ricevi il “contributo in conto scambio” senza il pagamento delle eccedenze (in quanto le eccedenze non ci sono).

          Rimborso = valore dei 5.000 kwh immessi (circa 5.000kwh * 0,09€) + costo dei servizi (Cus) dell’energia scambiata (cioè: 5.000 kwh)

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