Scambio sul posto

8 luglio 2013

Cosa è il meccanismo dello scambio sul posto fotovoltaico ? Innanzitutto: in questo link una guida completa, divisa in 7 articoli, per capirne il funzionamento con le modalità in vigore dal 2010 ed attive tutt’oggi. Dal 1 gennaio 2013 in realtà il meccanismo di rimborso è stato leggermente ‘semplificato’ dall’Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica ed  il Gas) per facilitare utenti ed operatori nel calcolo del contributo. Alcuni valori che prima erano il risultato di calcoli complessi, ora sono istituiti su base forfettaria, ma il funzionamento dello ssp, nonostante ciò, non è cambiato nella sostanza.

Il meccanismo dello scambio sul posto non va confuso con gli incentivi, ormai terminati. Gli incentivi sono finiti, ma lo scambio sul posto è ancora opzionabile tra le possibilità di valorizzazione dell’energia immessa in rete dall’impianto fotovoltaico. Sono due cose diverse: il primo è un modello di valorizzazione dell’energia immessa in rete. I secondi erano una remunerazione “a fondo perduto” di tutta l’energia prodotta (immessa o non immessa in rete). Chi aveva scelto di accedere al quinto conto energia (basato su tariffe omnicomprensive e tariffe autoconsumo), ha rinunciato agli incentivi perchè le tariffe incentivanti del quinto conto energia non erano cumulabili con il “contributo in conto scambio” dello scambio sul posto.

In altre parole: fino a ieri si poteva scegliere tra due opzioni per la realizzazione del proprio impianto:

  • o incentivi del quinto conto energia
  • oppure: no incentivi, ma scambio sul posto + detrazioni fiscali (nel caso in cui l’impianto è al servizio dell’abitazione)

Oggi, con la fine degli incentivi del conto energia, lo scambio sul posto può essere scelto alternativamente solo al “ritiro dedicato”, ovvero alla vendita diretta di energia al gestore dei servizi energetici (Gse).

 

Prima di procedere: una breve premessa.

A partire da gennaio 2013 il meccanismo di valorizzazione dell’energia immessa in scambio sul posto è stato semplificato da Gse. Si è soprattutto modificata la valorizzazione della “quota energia”  ora calcolata introducendo il Prezzo Unico Nazionale al posto del “prezzo in bolletta” per la valorizzazione dell’energia immessa e prelevata. Per ulteriori approfondimenti:  Fotovoltaico 2013, come cambia lo scambio sul posto

La cosa da tenere inconsiderazione è comunque che con il quinto conto energia il meccanismo dello scambio sul posto era alternativo al meccanismo tariffa omnicomprensiva – tariffa autoconsumo. Mentre oggi rimane la soluzione opzionabile per chi non sceglie di vendere energia al gse (convenzione di “ritiro dedicato”).

 

Perchè lo Scambio sul Posto ?

Il sistema dello scambio sul posto , regolato dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici), è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’ energia prodotta dal tuo impianto. Ulteriormente perchè, ricordiamolo, la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’ autoconsumo immediato, istantaneo. La quota di energia autoconsumata non passa dal contatore bidirezionale (vedi figura), ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio della tua utenza. Questo passaggio “diretto” bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e le spese di prelevamento associate alla bolletta elettrica.

Perchè quindi lo scambio sul posto?

Per valorizzare attraverso i propri consumi abituali anche tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata.
L’energia non immediatamente autoconsumata viene immessa in rete. Questo meccanismo permette la compensazione economica tra il valore dell’energia immessa in rete e ri-prelevata dalla rete per i propri consumi. L’energia immessa nella rete elettrica è tutta quella non immediatamente autoconsumata.

 

Cosa è lo Scambio sul Posto ?

In altre parole lo scambio sul posto è una modalità di autoconsumo “differito nel tempo” dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, utilizzando la rete elettrica locale come se fosse un “serbatoio di stoccaggio” in cui depositare le eccedenze e da cui ri-prelevare al momento del bisogno a condizioni vantaggiose. Attenzione però: non si tratta di uno scambio “alla pari” tra energia immessa e prelevata, ma un meccanismo di rimborso parziale delle bollette pagate per l’energia prelevata dalla rete quando l’impianto non produce, per es. di sera/notte.

scambio sul posto fotovoltaico

Scambio sul posto

Vediamo di spiegare meglio. Il servizio di scambio sul posto, regolato dal 2009 dal GSE e non più da Enel o altri gestori, è un contributo finalizzato alla valorizzazione dell’energia in eccesso immessa nella rete, energia non istantaneamente autoconsumata.

In particolare: ciò che il GSE emette a titolo di rimborso sull’energia immessa in rete è il contributo in conto scambio dello scambio sul posto. Questo è emesso a favore dell’utente dello scambio (gestore dell’impianto) rimborsando parzialmente i costi sostenuti per il prelievo di energia elettrica dalla rete, ovvero: le bollette elettriche.

Il meccanismo è questo: prima pago le bollette per tutta l’energia prelevata dalla rete, e poi ricevo un rimborso parziale da parte di Gse.

Cioè: l’utente paga come di consueto la bolletta ad Enel (o ad altro gestore) per tutta l’energia prelevata quando l’impianto non funziona (per esempio di notte). Per queste bollette pagate riceve un rimborso parziale dal Gse, attraverso acconti trimestrali e conguagli annuali. Il rimborso è però nei limiti della quantità di energia precedentemente immessa.

A fine anno, tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella ri-prelevata per i propri consumi, danno origine a dei crediti che verranno ulteriormente valorizzati dal Gse. Questa remunerazione si configura fiscalmente come se fosse una vendita e tecnicamente si chiama “liquidazione economica delle eccedenze“.

Il contributo in conto scambio dello scambio sul posto si basa in definitiva su tre elementi: il debito / credito di energia elettrica scambiata con la rete, il valore in Euro dell’energia elettrica immessa in rete ed il costo dell’energia prelevata dalla rete.
Le quantità di energia immessa e prelevata, misurate dai due contatori installati (contatore di produzione e contatore di scambio), sono sufficienti per determinare l’entità del contributo in conto scambio e la liquidazione economica delle eventuali eccedenze.

Semplificando ulteriormente: il detentore dell’impianto riceve un contributo in conto scambio (sotto forma di parziale rimborso economico dell’energia pagata in bolletta), e poi può scegliere, nel caso in cui immette più di quanto preleva, tra la gestione “a credito” (per gli anni successivi) e la liquidazione monetaria delle eccedenze immesse in rete (che si configura ai fini fiscali come fosse una “vendita”).

 

Lo scambio sul posto in 4 punti

  • Se l’impianto produce energia:
    in parte viene autoconsumata istantaneamente
    in parte viene immessa in rete. Questa viene conteggiata
  • Se l’impianto non produce energia:
    l’utente preleva dalla rete l’energia di cui ha bisogno. Questa viene pagata in bolletta.
  • Lo scambio sul posto rimborsa l’energia prelevata dalla rete e pagata in bolletta, nei limiti dell’energia immessa nella rete (per ulteriori dettagli, segui il link sopra: “contributo in conto scambio dello scambio sul posto”)
  • Se poi ci sono eccedenze (cioè se nell’anno solare l’energia immessa è maggiore dell’energia prelevata) l’utente può richiedere a fine anno la loro liquidazione in euro (per ulteriori dettagli, segui il link sopra: “liquidazione economica delle eccedenze”).

Per tutti gli impianti fotovoltaici installati a partire dal 2008 il limite di dimensionamento per accedere al meccanismo dello scambio sul posto è di 200 kWp, ma in altri articoli abbiamo visto meglio quali sono gli ulteriori requisiti e le caratteristiche di accesso a questo tipo di incentivo.

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849 Commenti

  1. Alessandro il 29 marzo 2010 ore 15:33
  2. lorenzo il 17 aprile 2010 ore 17:33

    buonasera .
    scelgo la soluzione dello scambio sul posto ,esempi con domanda :
    es. 1 -annualmente produco 3.000 kwatt e ne consumo 2.500 : il GSE mi paga 3.000 x 0.43 euro e la rimanenza cioe’ 500 kwatt quanto tempo ho per consumarla ?
    es 2- annualmente produco 3.000 kwatt e ne consumo 3.300 :il GSE mi paga 3.000 x 0.43 , pago all’Enel 300 kwatt , il GSE mi rimborsa 300 x 0,18 euro ?
    E’ possibile che si verifichino altre situazioni?

    attendo risposta e porgo cordiali saluti

    • Alessandro il 19 aprile 2010 ore 11:02

      es.1 – ipotizzando 3.000 Kwh –> en. immessa e 2.500 Kwh –> en. prelevata:
      – per i 3.000 Kwh prodotti hai la tariffa incentivante
      – poi, per quanto riguarda lo Scambio Sul Posto, hai un contributo in conto scambio così determinato:
      valore della quota energia prelevata (2.500 Kwh) + valore degli oneri servizi dell’energia scambiata (2.500 Kwh)
      – poi, avendo immesso più di quanto prelevato , e risultando un credito di 500 Kwh, puoi scegliere tra:
      farti liquidare dal GSE il valore di questi 500 Kwh, oppure metterli a credito per gli “anni successivi” (nella guida al conto energia 2010 non si parla più del limite dei tre anni)

      es.2 – ipotizzando 3.000 Kwh –> en. immessa e 3.300 Kwh –> en. prelevata:
      – per i 3.000 Kwh prodotti hai la tariffa incentivante
      – poi, per quanto riguarda lo Scambio Sul Posto, hai un contributo in conto scambio così determinato:
      valore della quota energia immessa (3.000 Kwh) + valore degli oneri servizi dell’energia scambiata (3.000 Kwh)

      • Luigi il 28 gennaio 2011 ore 11:20

        .. ti volevo domandare questo:
        CASO 1: se x es. produco 4000 mese. Cons. ist 2000 immessa 1000 prelev. 2000. Qui mi rimborsano i 1000 giusto?
        CASO 2: prod.4000 cons. ist 1000 immes 2000 e prele. 1000.Mi rimbors. i 1000 e genero un credito di 1000 ke potrò avere o in denaro o in kw. Ma se accumulo e accumulo, come potrò stornare i kw?
        Ciao e grazie

        • Alessandro il 1 febbraio 2011 ore 22:08

          Ciao Luigi, senza considerare le eventuali eccedenze:
          CASO 1: se produci 4000 Kwh e ne autoconsumi ist. 2000, l’energia immessa sarà 2000 (non 1000), poi puoi averne prelevato ulteriori 2000. Il contributo, in questo caso riguarda il valore dei 2000 prelevati. In questo caso le quantità di energia immessa e prelevata si compensano, ma non si compensano gli importi (pagati e ricevuti come rimborso), per via di quanto scritto sopra.

          CASO 2: se produci 4000 Kwh e ne autoconsumi ist. 1000, l’energia immessa sarà 3000 (non 2000). In questo caso, considerando ulteriori 1000 Kwh prelevati come da tuo es., il contributo riguarderà il valore dei 1000 prelevati.

          CASO 3 (aggiungo io): se produci 4000 Kwh e ne autoconsumi ist. 3000, l’energia immessa sarà 1000. Supponendo poi di prelevare dalla rete 5000, il contributo riguarderà il valore dei 1000 Kwh immessi in rete

          (ps ci sono ancora problemi nell’apertura di alcuni link?)

        • Marco il 8 aprile 2011 ore 21:59

          Enel mi ha allcciato tre giorni fa (5 aprile 2011) il fv da 9KW: prevedo di produrre 8000 KWh/anno; ne consumo 3000/anno. Quindi dovrei ricevere 8000KWh x 0,377euro/KWh ogni anno dal gse. E spero che questo conto sia corretto. Poi arriva il bello: i 5000KWh in eccesso mi verrebbe semplicemente in mente di venderli: devo comunicarlo al gse ora che non è ancora stato inviata la documentazione? O conviene lo ssp? Nella mia testa c’è che quando il sole splende l’energia prodotta che mi serve per la lavatrice non vada in rete usandola io. Quella in eccesso la vendo. Di notte compro quella che mi serve pagandola al prezzo di mercato. O lo ssp funziona come serbatoio? Ma avendone sempre un eccesso rispetto al fabbisogno quella che lascio in rete non la userò mai: quindi meglio venderla. Quanto me la pagano? Grazie della vs pazienza.

        • Alessandro il 14 aprile 2011 ore 15:06

          Ciao Marco nel tuo ragionamento devi tenere presente di alcuni dati:
          – tot energia prodotta dall’impianto: 8.000 Kwh/anno (da moltiplicare per la tariffa incentivante )
          – energia autoconsumata istantaneamente: X Kwh/anno
          – energia immessa in rete: Y Kwh/anno
          – energia prelevata dalla rete: Z Kwh/anno
          – totale consumi domestici: 3.000 Kwh/anno (cioè: X + Z)
          Per scegliere tra scambio sul posto o ritiro dedicato devi presentare istanza al gse tramite il sito web.
          Lo scambio sul posto compensa l’energia immessa e prelevata (attraverso il ” contributo in conto scambio ” ) e valorizza l’energia in eccesso immessa in rete, non è propriamente una vendita.
          Nello ssp l’energia non viene “accantonata”, ma vengono valorizzate in euro le quantità. Questa valorizzazione in euro può inoltre venire liquidata.
          Per il ritiro dedicato invece si tratta di una vendita, leggi questi articoli e queste sono le tariffe minime garantite

        • Marco il 14 aprile 2011 ore 22:18

          Innanzi tutto, Alessandro grazie per la tua risposta. SSP: Numericamente: 8000 prodotti, autoconsumati di giorno 3000, acquistati dalla rete di notte 3000 diciamo 300 euro, in rete in eccesso ne rimangono 2000, 200 euro; la differenza 200 – 300 = -100 euro saranno il mio costo della bolletta? Se invece: acquistati di notte 2000 per 200 euro, rimasti in rete 3000 per 300 euro: la differenza 300 – 200=100 mi rimangono in acconti futuri e la tua risposta è che potranno essere liquidati: a fine anno? Ho il timore di lasciare acconti che si accumuleranno! Se non li vedo preferirei passare alla vendita: vendo di giorno ad alto valore e compro di notte a un valore più basso. Mi fai avere un tuo commento? Altra domandina: il giro del gse e degli addebiti / accrediti del valore della corrente imessa prelevata (bollette) funziona o ci sono difficoltà? Leggo disillusioni di gente che paga le bollette come prima e non riceve il valore dell’immesso in rete ma non riesco a capire se sono minoranze che hanno difficoltà perchè lo Stato si autoingarbuglia (e questo lo comprendo… paradossalmente siamo quel che siamo e dobbiamo / dovrò avere pazienza) o perchè in realtà tutto questo meccanismo è un imbroglio…? Dommi di no! Grazie del tuo tempo: non so come ricompensare la tua disponibilità. Ciao Marco

        • Alessandro il 20 aprile 2011 ore 01:06

          Ciao Marco, nel primo caso il costo in bolletta sarà relativo ai 3.000 Kwh di energia prelevata. Il contributo in conto scambio ti rimborsa parte di questi 3.000 Kwh prelevati dalla rete e pagati in bolletta. Poi, avendo un’eccedenza di 2.000 Kwh (cioè i 5.000 immessi meno i 3.000 prelevati), il valore economico di questa può venire liquidato (su tua richiesta) a fine anno.

          Per quanto riguarda la “vendita” tieni presente delle tassazioni e “compro energia di notte”, vuol dire che “consumo energia di notte”.
          L’ energia che consumi di giorno o la autoproduci o la compri dalla rete pagando servizi di trasporto, dispacciamento, imposte, contributi vari, ecc…
          Con lo SSP puoi valorizzare economicamente solo le eccedenze, ma puoi autonconsumare l’energia prodotta e compensare quella immessa.
          Con la vendita puoi autoconsumare, ma quella che consumi in momenti diversi dalla poduzione la paghi tutta in bolletta (e senza rimborso per l’energia immessa).
          – Riguardo all’ultima questione, sul meccanismo dello scambio sul posto c’è molta confusione tra le persone perchè non è spiegato chiaramente da nessuna parte. Il gse ha avuto sicuramente alcune difficoltà di gestione all’avvio del nuovo meccanismo (anche con i conguagli di fine 2010). Ci sono stati anche problemi con le comunicazioni/letture tra operatori di rete (es. enel, acea, …) e gse.
          Sull'”imbroglio” dico questo: se fosse un imbroglio non avrebbe suscitato i livelli di investimenti/speculazione che ha suscitato nel 2010. Grandi investitori (anche esteri) si sono catapultati sul business del fotovoltaico… col risultato che il terzo conto energia è stato interrotto dal governo dopo soli 3 mesi dall’avvio (decisione presa in marzo 2011).Il terzo conto energia doveva durare dal 2011 al 2013. Le motivazioni dell’interruzione sono state gli elevati livelli di spesa per pagare gli incentivi, visto il boom spropositato che ha avuto in Italia dal 2007 al 2010.

        • Marco il 21 aprile 2011 ore 21:08

          Grazie Alessandro. Ciao!

  3. Roberto il 22 aprile 2010 ore 10:35

    Gentilmente vorrei sapere se per lo scambio sul posto, dalla bolletta vengono o no rimborsate le relative quote delle addizionali e accise presenti.
    Inoltre perche’ pagare in bolletta anche l’iva quando tu prelevi se hai immagazzinato energia prodotta dal tuo f.voltaico e data all’enel a prezzi differenti ?
    Infine chi puo dirmi dove trovare le tariffe zonali per rimborso quote scambio sul posto, perche’ cosi’ la convenienza non c’e’. – Grazie

    • Alessandro il 22 aprile 2010 ore 19:41

      Il rimborso include:
      – la ” quota energia ” prelevata, al netto delle imposte
      – la quota parte, per la quantità di energia scambiata, degli oneri relativi a trasporto e dispacciamento che include le componenti A e UC e non la componente MCT.
      Per i dettagli l’enel o il gse sicuramente ti sanno dire..
      Per le tariffe zonali prova a cercare in Autorità energia

  4. alberto il 23 aprile 2010 ore 11:21

    scelgo la soluzione scambio sul posto:
    es: produz. di kw. 6500 contro consumo di 8500 kw, non riesco a consumare la prduz. giornaliera ma ne consumo di più in fasce diverse quando l’impianto non produce. Volevo sapere i costi e convenienza dato dallo scambio verso il gse.
    es: autoconsumo 4000 ecced. 2500 immessa in rete 4500 prelevata x fabbisogno.
    Ringrazio anticipatamente x la risposta.

    • Alessandro il 23 aprile 2010 ore 12:33

      Nel primo es.:
      6.500 Kwh –> en immessa
      8.500 Kwh –> en prelevata
      Costi: pagamento bollette enel relative agli 8.500 Kwh prelevati
      Benefici SSP: 1) tariffa incentivante relativa ai 6.500 Kwh prodotti e immessi in rete; 2) Rimborso GSE relativo ai 6.500 Kwh immessi.
      In pratica: se io consumo 8.500 Kwh e di questi ne ho prodotti 6.500, il gse mi rimborsa questi Kwh prodotti e “mi dà la possibilità” di usare energia in qualsiasi fascia oraria a prescindere dalle ore di produzione del mio impianto.

      Se invece immetto in rete più di quanto prelevo posso mettere a credito questa differenza per gli anni successivi o posso farmela pagare dal GSE

  5. richard il 22 giugno 2010 ore 20:44

    sto realizando un impianto photovoltaico da 19.68Kw, il mio consumo annuale e di
    4000Kw e voglio fare il sistema SCAMBIO SUL POSTO per vendere l energia non
    consumata.
    per fare questo sistema cosa devo fare?
    attendo la vostra risposta grazie distinti saluti

    • Alessandro il 23 giugno 2010 ore 19:37

      Le possibilità sono tre, da non confondere:
      – o scambio sul posto (con compensazioni di “debiti/crediti” di energia in base alle produzioni ed ai consumi, c’è la possibilità di monetizzare questo scambio, ma questa non è prettamente “vendita”).
      – o ritiro dedicato da parte del gse. Questa è vendita indiretta dell’energia
      – o vendita diretta al mercato elettrico (con alti costi fissi che costituiscono uno sbarramento di accesso al mkt, alias: sistema che va bene per grandi impianti)

      Se scegli lo Scambio sul Posto devi inoltrare la relativa istanza al Gse , sul sito tutte le informazioni e tempistiche.

  6. Alessandro il 28 giugno 2010 ore 18:06
  7. giuliano il 16 agosto 2010 ore 23:01

    es impianto fotovoltaico da 12.5 KWP su tetto di mia abitazione che NON e’ l’ abitazione di mia residenza(la utilizzo saltuariamente). Scelgo lo SSp. se utilizzo una minima parte dell’energia prodotta ( es il 10%) e monetizzo il restante 90 % come viene considerata la “vendita dal punto di vista fiscale? (tasse ed IVA?)
    Per assurdo potrei avere un impianto con SSP nel quale pero’ utilizzo l’ 1 % e “”vendo”” il reestante 99%?(

    • Alessandro il 17 agosto 2010 ore 03:48

      Nel momento in cui vendi le eccedenze, la parte venduta non rientra più nel contributo dello scambio sul posto, ma è considerato come reddito e quindi tassato come tale.

      • Marco il 25 ottobre 2011 ore 15:08

        Ciao, io sto realizzando un impianto da circa 19 kWp, con consumi attualmente contenuti ma in via di ampliamento per il futuro. Ho letto in un commento precedente che è già stato affrontato l’argomento ma non mi è molto chiaro, RAGIONANDO PER ASSURDO, se io consumassi l’1% della mia produzione e chiedessi il rimborso per il restante 99% in scambio sul posto, sarebbe una cosa fattibile? C’è una percentuale minima di consumo per ricevere il rimborso o è possibile richiederlo anche per la maggior parte della mia produzione? Grazie in anticipo per la risposta..

        • Alessandro il 22 novembre 2011 ore 17:19

          Ciao Marco, sono andato a rivedermi le normative: non mi risulta ci siano limiti minimi di consumo per lo scambio sul posto.
          Ti confermo che si può installare, per es., un impianto da 199 Kwp, consumare l’1% dell’energia prodotta e chiedere la liquidazione monetaria del valore dei rimanenti 99%.
          A questo punto, però, bisogna fare due calcoli per capire se conviene ancora lo scambio sul posto oppure il ritiro dedicato, valutando attentamente costi e benefici nei 2 casi.
          La differenza sostanziale è che nel caso della liquidazione delle eccedenze dello scambio sul posto, l’energia viene remunerata ai vigenti prezzi di mercato (variabili). Nel caso invece del ritiro dedicato l’energia viene remunerata ai prezzi minimi garantiti (spesso più convenienti).

  8. federica il 28 agosto 2010 ore 00:00

    faccio una domanda; con lo scambio sul posto è più conveniente consumare energia durante le ore di produzione dell’impianto o non cambia niente a livello economico?

    • Alessandro il 30 agosto 2010 ore 16:43

      Non cambia niente, con lo scambio sul posto la rete stessa funziona come un serbatoio di stoccaggio dell’energia prodotta. Serbatoio da cui si può attingere all’occorrenza con un sistema di compensazione tra crediti/debiti di energia

      • Richard Clara il 17 giugno 2011 ore 08:44

        Diciamo le cose come stanno: Cambia sì perchè il contributo in conto scambio pagato dal GSE è inferiore di ca. il 19% rispetto al costo dell’energia pagato all’ENEL, perlomeno nel mio caso.

        • mario il 29 gennaio 2012 ore 18:15

          per forza la quota tasse il gse nn la rimborsa

  9. gian il 8 settembre 2010 ore 21:34

    Buonasera, ho installato un impianto di 4,23 con una produzione stimata di 5000 Kwh, il consumo si dovrebbe attestare attorno ai 4000 kwh. Con lo scambio sul posto, l’energia che uso alla sera ( quindi di enel e che pago circa 0,15/0,20 euro + accise ) dal gse mi verra stornata con che prezzo?Ti ringrazio anticipatamente gianluigi.

    • Alessandro il 9 settembre 2010 ore 19:07

      Energia prelevata e pagata in bolletta (in base alla tua tariffa): 4000 Kwh
      Energia immessa in rete: 5000 Kwh
      Energia scambiata: 4000 Kwh
      Il GSE come contributo in conto scambio rimborsa la quota energia prelevata (l’ “onere energia”) più la quota “servizi” (trasporto, dispacciamento, ecc..) della sola energia scambiata (4000 kwh). Per i dettagli (calcolo prezzi, formue, conteggi, …) devi consultare le regole tecniche dello scambio sul posto (edito dal GSE)

  10. Ivano il 16 settembre 2010 ore 14:21

    Salve sono un amministratore di un comune di circa 7000 abitanti…
    Secondo voi conviene di più mettere in piedi uno o più impianti da 199 Kwp totali in regime di scambio sul posto oppure uno o più impianti da 250 Kwp totali e vendere l’energia prodotta alla rete ?
    Con l’intervento da 199 Kwp l’energia prodotta andrebbe a coprire una buona parte dei consumi sia degli edifici che della nostra illuminazione pubblica…

    • Alessandro il 16 settembre 2010 ore 19:47

      I comuni (in particolare quelli sotto i 20.000 abitanti e ancor di più quelli sotto i 5000 abitanti) sono particolarmente agevolati dal conto energia 2010. Ad es. possono evere accesso alle tariffe incentivanti previste per gli impianti totalmente integrati. In generale lo scambio sul posto è maggiormente conveniente in proporzione all’investimento effettuato. La vendita indiretta (“ritiro dedicato” da parte del GSE) comporta in generale spese “fisse” maggiori tra le quali un corrispettivo da riconoscere al GSE pari allo 0,5% del valore dell’energia ritirata. Per quanto riguarda invece il prezzo di vendita: questo corrisponde in generale al prezzo zonale di mercato relativo al luogo in cui si trova l’impianto.

  11. Gianluigi il 6 ottobre 2010 ore 02:34

    Domanda:Conviene utilizzare lo scambio sul posto quando L’energia prodotta durante l’anno solare uguaglia l’energia consumata?
    Conviene utilizzare il ritiro dedicato dell’energia elettrica quando l’energia prodotta è nettamente maggiore dell’energia consumata?
    E’ esatto quello che ho scritto?
    In attesa di risposta grazie e distinti saluti.

    • Alessandro il 6 ottobre 2010 ore 19:52

      Esatto: in generale è proporzionalmente più conveniente, in relazione ai costi di investimento , dimensionare l’impianto ai consumi effettivi di energia , o poco più.

  12. Luca il 7 ottobre 2010 ore 16:56

    Allora io ho un impianto da 2.88 kw dal 31.12.2008 e fin’ora la corrente prodotta in eccesso e non istantaneamente consumata è sempre stata venduta.
    Mi pare di capire che da adesso posso anche optare per non venderla ed accantonarla per usarla magari la notte.. sbaglio?
    Produco 4.000 kw in un anno, ne consumo 3000 kw e i restanti 1000 mi verrebbero scalati da quelli che uso ( per esempio ) la notte???
    Mille grazie

    • Alessandro il 8 ottobre 2010 ore 20:01

      Per i restanti 1000 Kwh puoi scegliere tra:
      – metterli a credito per l’anno successivo, andando a compensare l'”Onere Energia” del contributo in conto scambio 2011, cioè parte del costo effettivo dell’energia prelevata
      – chiedere la relativa liquidazione monetaria al GSE , in tal caso l’operazione si configura come vendita

  13. Devis il 8 novembre 2010 ore 19:41

    Salve, rif. fotovoltaico scambio sul posto; vorrei sapere se l’ENEL quando rimborsa le bollette che ho pagato, che comprendono quota energia consumata+accise+iva, mi rimborsa anche l’iva che ho pagato nelle bollette?

    • Alessandro il 9 novembre 2010 ore 20:15

      Il costo sostenuto per il prelievo di energia viene “rimborsato” dal GSE , e non dall’enel , attraverso il contributo in conto scambio al netto dell’IVA pagata.

  14. Scambio sul posto il 9 novembre 2010 ore 22:01

    Non mi sono chiari alcuni argomenti:
    Il contributo GSE è sul totale del consumato(0,42)?
    Lo scambio si intende in € di acquisto e vendita o in KWh? se in € quale è la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita?

    • Alessandro il 9 novembre 2010 ore 23:48

      Il contributo GSE comprende il costo dell’energia prelevata se questa è minore dell’energia immessa in rete. Include invece il corrispettivo dell’energia immessa se questa è minore di quella prelevata.
      Per scambio si intende scambio di energia (in Kwh). Per contributo si intende rimborso in Euro.

    • Paolo il 16 novembre 2011 ore 17:25

      Io posso dirti che il contributo GSE esula dalla compravendita dell’energia da te prodotta e ceduta all’Enel, il GSE ti rimborserà comunque su segnalazione dell’Enel la differenza di ciò che tu hai venduto all’Enel con quella che tu hai comprato dalla stessa. Mentre l’incentivo del GSE ti viene dato in base ai KWh prodotti dal tuo impianto fotovoltaico. I KWh prodotti li legge l’ENEL la quale passerà i numeri che segna il tuo contatore del GSE installato, al gestore GSE il quale ti accrediterà la cifra sul tuo conto bancario che a tua volta hai comunicato allo stesso.

  15. Leonello il 11 novembre 2010 ore 14:03

    Vorrei capire meglio il funzionamento dello scambio sul posto.
    Esempio pratico:
    Ho installato un impianto da 3kw ed opto per lo scambio sul posto.
    Nel corso del primo anno l’ energia elettrica che consumo quando il mio impianto non produce ( Es.: di notte ) mi viene addebitato in bolletta anche se durante il giorno ho prodotto più di quanto consumato.
    Mettiamo che alla fine del primo anno ho immesso in rete 1.000 kw.
    Il secondo anno scatta il meccanismo del conguanglio tra energia che consumo ed energia prodotta ed immessa in rete il primo anno e quindi dovrei avere bollette da Euro 0,00 se non supero un consumo di 1.000 kw.
    E così via per gli anni a venire…..
    Ho capito bene?

    • Alessandro il 11 novembre 2010 ore 21:13

      Se nel primo anno hai immesso in rete 1000 Kwh e ne hai prelevati 800, ricevi il rimborso per quegli 800 Kwh, attraverso Acconti trimestrali e conguaglio annuale.
      Il valore in € dei 200 di differenza può essere messo a credito per l’anno successivo.

  16. mauro n. il 16 novembre 2010 ore 13:35

    ho un impianto da 4.05 kwp monocristallino . da dicembre 2009… ha conti fatti penso che in un anno ho prodotto 6000 kw , ho consumato 3500 kw ho un accredito di 2500 kw. posso consumare questa energia immessa in modo automatico, o devo fare domanda di scambio? mauro grazie

    • Alessandro il 17 novembre 2010 ore 21:26

      Puoi decidere se farti riconoscere economicamente questo accredito dal GSE o se fartelo mettere a credito per l’anno prossimo

  17. Valerm78 il 1 dicembre 2010 ore 17:27

    Ciao Alessandro,con il 3° conto energia si dice che sia cambiato il reggime di scambio sul posto.
    ovvero l’energia prodotta in più ,che prima si immagazzinava in un contenitore virtuale, non potrà essere più consumata di notte,e quindi azzerare la bolletta, ma verra pagata con accrediti bancari da parte del G.S.E. per circa 0,13 centesimi x kWh.
    Morale della favola: se prima consumavo 3000 kWh/anno ed il mio impianto ne produceva 3100 la mia bolletta,almeno per la parte del consumo veniva azzerata.
    Ora invece per azzerare la bolletta, dato che l’energia la vendi a 0,13 e la compri a 0,18 di kWh ce ne vorranno di più.
    Ti risulta?

  18. Valerm78 il 1 dicembre 2010 ore 17:37

    Ovviamente per un impianto allacciato con il 3° conto energia

  19. Alessandro il 1 dicembre 2010 ore 18:00

    L’energia annuale prodotta “in più” e immessa in rete viene considerata in Euro. Tale corrispettivo può essere messo a credito nel contributo in conto scambio per l’anno successivo oppure può essere liquidato, ma in tal caso tale importo non rientra nel regime di Scambio sul Posto, ma nel regime di ” vendita “.
    I costi dell’energia prelevata e immessa sono in realtà divisi (sommariamente) in quota energia e quota servizi (trasporto, dispacciamento, ecc..). Il valore economico della quota energia varia nel tempo in relazione ai prezzi di mercato ZONALI , ma con un minimo garantito. Bisogna tenere in considerazione molte variabili per individuare il prezzo esatto di acquisto e ritiro dell’energia elettrica.
    Comunque il GSE emette il contributo con acconti trimestrali e conguaglio annuale (che tiene conto dell’eventuale avanzo [in €] dell’anno precedente).
    Infine: il Gse nel contributo che emette tiene in considerazione sia la quota “energia” sia la quota “servizi” dell’energia scambiata.

    Comunque la guida al conto energia 2011 deve ancora essere pubblicata da gse, sicuramente lì ci saranno informazioni più precise. Intanto guarda questo post relativo al Terzo Conto Energia 2011 2013

    …dato che l’energia la vendi a 0,13 e la compri a 0,18 di kWh …

    Un’ ultima cosa rispetto alle differenze di prezzo: se io prelevo dalla rete pago la quota energia più la quota “servizi” che include trasporto, dispacciamento, ecc. Se io immetto in rete ho “diritto” a vedermi riconoscere la quota energia, la parte di servizi (trasporto, dispacciamente, ecc..), ma non le tasse ed alcune voci minori (es compon MCT)

  20. Luca il 1 dicembre 2010 ore 22:49

    Ciao, è possibile fare un ragionamento mensile x lo ssp?? Io questo mese ho prelevato dalla rete 1247kw, immesso 205kw, prodotto 469kw. Ora come posso calcolare lo ssp??

  21. Alessandro il 1 dicembre 2010 ore 23:50

    Ipotizzando indicativamente:

    – Energia prelevata: 1.200 Kwh –> Pagati: 200 € per la sola “quota energia” della bolletta

    – Energia immessa in rete: 600 Kwh per un valore di mercato di 100 €

    – Energia scambiata con la rete: 600 Kwh

    In questo caso il ragionamento per calcolare il Contributo in Conto Scambio (Cs) emesso dal GSE è:
    Cs= 100 € + la quota “servizi” (trasporto, dispacciam, …) dell’energia scambiata (600 Kwh).

    Il Gse emette questi “rimborsi” con acconti trimestrali e conguagli annuali

    ps. se ho ben capito l’energia “prodotta” ti serve non tanto per calcolare il contributo in conto scambio, ma per calcolare l’incentivo (energia prodotta X tariffa incentivante + eventuale premio)

  22. daniele il 3 dicembre 2010 ore 12:45

    se ho ben capito … con un nuovo impianto se ne produco di più di quella che consumo (impaianto <200kW) praticamente prendo gli incentivi per ogni kW prodotto e in più se ne consumo di meno posso chiedere che mi paghino l'eccedenza immessa in rete.
    a che tariffa viene remunerata questa eccedenza?
    grazie
    Daniele

  23. Alessandro il 3 dicembre 2010 ore 20:59

    Da un lato c’è la tariffa incentivante.. che viene moltiplicata per l’energia prodotta totale…
    Dall’altro c’è lo scambio sul posto, che si aggiunge alla tariffa incentivante, che ti permette di immettere energia, ma anche di prelevarla all’occorrrenza e ti “rimborsa/compensa” per l’eventuale energia in più immessa in rete.
    Per le tariffe incentivanti cerca sul sito che trovi tutto..

  24. Manuel il 5 dicembre 2010 ore 22:01

    Ciao, vorrei porre alcune domande riguardo al fotovoltaico:
    In un condominio di 7 u.a., con disponibilità su tetto di 80m2, vorremmo posizionare dei pannelli per la produzione di energia elettrica che andrebbe completamente venduta. Chi ci propone l’installazione lo ritiene un affare, cosa ci consigliate?
    E poi, il ricavo dell’energia venduta, come viene tassato e con che modalità?
    Grazie per la cortesia.

    • Alessandro il 6 dicembre 2010 ore 03:13

      Ipotizzando un impianto parzialmente integrato su tetto a falda: su una superficie di 80 mq ci stanno circa 8 Kw (considerando 1 Kwp ogni 8-10 mq su tetto inclinato).
      Se si scarta l’opzione dello Scambio sul posto, l’opzione è quella del ritiro dedicato (o vendita indiretta al gse ). I costi, molto indicativi, per un impianto di 8 Kwp chiavi in mano possono essere intorno ai 35-40 mila euro.
      I proventi deriverebbero da: tariffa incentivante (da 0,377 a 0,304 €/Kwh) sul totale dell’energia prodotta + eventuale premio; più circa 9-10 centesimi di euro minimi (vi sono tariffe zonali) per Kwh ceduto in rete. Per il ritiro dedicato guarda il post sulla vendita indiretta di energia al gse .
      Per quanto riguarda il regime di tassazione leggi: Il regime fiscale di tassazione sui proventi di un impianto fotovoltaico
      ciao

  25. Adolfo il 7 dicembre 2010 ore 14:58

    Salve sto installando un impianto fotovoltaico da 28 kW. L’utenza asservita ha un consumo annuo di 4500 kWh. Dato che l’energia prodotta è nettamente superiore al consumo conviene optare per il regime dedicato?grazie saluti

  26. Alessandro il 8 dicembre 2010 ore 03:20

    Se i consumi sono nettamente inferiori all’energia prodotta conviene senz’altro il regime di ritiro dedicato
    ciao

    • serena il 10 maggio 2011 ore 13:19

      Come mai?! Lasciando da parte le tariffe in conto energia, se si opta per il SSP con liquidazione dell’eccedenza, a che prezzo viene acquistata l’energia prodotta non autoconsumata ed immessa in rete? Meno del prezzo minimo garantito (di circa 0,10 euro/kW) dal regime di scambio sul posto?
      Per intenderci:
      CON CHE MODALITA’ AVVIENE LA VENDITA DELL’ECCEDENZA CHE NON FA PARTE DEL CONTRIBUTO IN CONTO SCAMBIO?

      • Alessandro il 24 maggio 2011 ore 23:28

        Ciao Serena, si parla di prezzo minimo garantito nel caso di ritiro dedicato dell’ energia da parte del gse (ritiro dedicato si chiama anche vendita indiretta ). Il ritiro dedicato è alternativo allo scambio sul posto. Con lo scambio sul posto le eccedenze prodotte e immesse in rete (e non riprelevate per i propri autoconsumi) vengono valorizzate (Non vendute) dal gse, anche se ai fini fiscali l’operazione è assimilabile ad una vendita. Le eccedenze quindi , con lo scambio sul posto, vengono valorizzate in relazione ai prezzi medi di mercato (esempio) ed alle zone tariffarie relative al luogo ove avviene lo scambio.

  27. Fernando il 8 dicembre 2010 ore 13:30

    Save a tutti. Ho appena installato un impianto totalmente integrato di 2,8 Kw con una produzione annua prevista di 4500 Kwh. Io fino adesso ho un consumo annuo di 3000 Kwh. Adesso, con l’impianto, mi hanno consigliato di cambiare le modalità di consumo, vale a dire, consumare il più possibile durante le ore di produzione dell’impianto (lavatrice, lavastoviglie, ecc. che prima si accendevano la sera…). C’è una vera convenienza economica?
    Grazie.

    • Richard Clara il 17 giugno 2011 ore 09:00

      Fernando è stato consigliato bene. L’energia autoconsumata è quella sfruttata al megio. Sull’energia scambiata c’é una consistente perdita (19% nel mio caso).

  28. Federico il 9 dicembre 2010 ore 11:41

    Buon giorno, il mio quesito è: Se il contributo emesso dal GSE ha durata contrattuale di 20 anni, lo scambio sul posto ora gestito dal GSE e non più dal gestore nazionale ENEL è illimitato nel tempo o ha una durata prestabilita ?

  29. Alessandro il 9 dicembre 2010 ore 18:58

    La tariffa incentivante ha durata di 20 anni, mentre il sistema dello scambio sul posto è garantito per un periodo illimitato.
    ciao

  30. gaetano il 10 dicembre 2010 ore 00:48

    buonasera.alex
    fatemi capire una cosa che nn mi è molto kiara, io vorrei fare un’impianto da 10 kw sulla mia abitazione. se io ne consumo es 3 kw annui il restante 7 kw ……mi vengono rimborsati o li perdo? io so…. ke il GSE mi paga per i 10 kw ….e il resto ke io metto in rete quindi 7 li perdo oppure l’elen me lì rimborsa?

  31. Alessandro il 10 dicembre 2010 ore 13:08

    Bisogna dividere in due il discorso:
    – da un lato c’è la tariffa incentivante (garantita per 20 anni) relativa a tutta l’energia prodotta dall’impianto (a prescindere dal fatto che sia autoconsumata o immessa in rete)
    – dall’altro lato si aggiunge il sistema della scambio sul posto che ti garantisce il rimborso dell’energia prelevata. Se poi autoconsumi 3000 Kwh e te ne avanzano 7000, questi sette possono essere venduti al gse .

    • Richard Clara il 17 giugno 2011 ore 09:05

      Siamo precisi per favore: lo scambio sul posto non ti rimborsa l’energia prelevata. Te la rimborsa solo in parte!!!!!

  32. Antoniovito il 10 dicembre 2010 ore 13:36

    Ho un impianto fotovoltaico con scambio sul posto di 6 kw installato ad agosto
    2010, non riesco a capire se l’energia in eccesso immessa in rete si può accumulare e per quanti anni? . E’ vero che se non si utilizza entro l’anno si
    perde?. A tal proposito si è obbligati a vendere al Gse l’energia elettrica prodotta
    in eccesso. Ringrazio chi mi da una risposta

  33. Alessandro il 10 dicembre 2010 ore 19:24

    Il VALORE dell’energia in eccesso può venire messo in compensazione per gli anni successivi .. (non si parla più del limite dei tre anni), ma se ogni anno è molto maggiore dell’energia prelevata conviene vendere al gse (non c’è comunque nessun obbligo…)
    ciao

  34. Gianluca il 13 dicembre 2010 ore 15:29

    Salve, in relazione a quanto scritto sopra, per un impianto di potenza 140 kW che consuma 40 kW potrebbe essere più conveniente lo scambio sul posto che il ritiro dedicato visto che l’ energia consumata viene rimborsata e quella ceduta viene remunerata ad un prezzo di poco inferiore a quella pagata con il ritiro dedicato oppure producendo il triplo di quanto consumato conviene comunque vendere tutta l’ energia?.

    Grazie.

  35. Alessandro il 13 dicembre 2010 ore 18:21

    A parere mio conviene optare per lo scambio sul posto per coprire prima di tutto i propri consumi e poi vendere l’energia in eccesso al gse. Oltre a quello che tu dici c’è da tenere in considerazione anche che lo scambio sul posto non è considerato come reddito diretto (in effetti non lo è). Il “reddito indiretto” che produce non è quindi sottoposto a “tassazione”.
    ciao

  36. davide il 15 dicembre 2010 ore 23:07

    Dal 22settembre scorso il mio impianto é allacciato alla rete. Dato che avevo capito di non dover pagare + le bollette ma intanto queste arrivano uguali a prima, mentre il contatore registra immissioni superiori ai consumi, allora c’é qualcosa che non torna. Enel non puo` procedere bimestralmente a compensare immissioni e prelievi?

    • Alessandro il 16 dicembre 2010 ore 01:37

      Si in effetti il Gse rimborsa, a posteriori. Tu paghi le bollette per l’ energia prelevata all’Enel , poi il Gse ti rimborsa attraverso il meccanismo del contributo in conto scambio (nel caso in cui hai optato per lo scambio sul posto). Il rimborso avviene attraverso acconti trimestrali e conguaglio annuale.
      ciao

  37. manuel il 17 dicembre 2010 ore 18:52

    Salve. Vorrei installare un impianto fotovoltaico. (La proposta è di realizzarlo su misura ed in relazione ai consumi, es. 3500kw prodotti e consumati).Considerando che la maggior parte dell’energia che consumo avviene di sera, circa il 70%, è conveniente intraprendere questa spesa o rischio solo di vendere l’energia prodotta ad un prezzo inferiore a quella che acquisto? In molti forum ho trovato persone scontente di questo meccanismo. Eventualmente cosa consigliereste?
    grazie

  38. Alessandro il 17 dicembre 2010 ore 20:41

    Ciao Manuel ben ritrovato..
    A mio parere conviene dimensionare l’impianto in relazione ai tuoi consumi. E’ la soluzione più funzionale rispetto all’investimento. In tal caso non venderesti l’energia al gse (che verrebbe peraltro tassata come reddito), ma avresti una forma di guadagno indiretto, in quanto lo scambio sul posto ti garantisce una compensazione delle bollette pagate (tranne le imposte). Oltre a tornare “in pari” hai ovviamente in più la tariffa incentivante.

    Vedi il LINK qui sotto

    ciao..

  39. Alessandro il 17 dicembre 2010 ore 21:10
  40. manuel il 17 dicembre 2010 ore 23:07

    Grazie Alessandro, ma quello che non mi è del tutto chiaro è se i kw che il mio impianto produce di giorno (es. 10), io li posso consumare anche alla sera, ( es. 2kw di giorno e 8kw alla sera). Questo però mi sembra fosse il vecchio conto energia… Ora credo invece sia così: produco 10 e 2 li uso, quindi metto in rete 8kw. Di sera, poi, prelevo dalla rete 8kw. C’è differenza di prezzo tra quella che immetto e quella che prelevo o si equivalgono?
    Fermo restando il fatto che io pago le bollette all’enel e il rimborso lo effettua il gse… grazie per la pazienza.

    • Alessandro il 18 dicembre 2010 ore 23:27

      Esatto, produco 10, uso 2 e 8 li immetto in rete. Poi di sera ne prelevo 8.
      I prezzi di prelievo e di immissione comprendono in realtà tante variabili. Sono formati da diverse voci di costo che variano in base al tipo di tariffa, fascie orarie, tipo di servizio, prezzo zonale, ecc..
      In linea di massima ti posso dire che i prezzi non si equivalgono (anche se differiscono in genere di poco), anche perchè il prezzo di prelievo può variare in relazione al gestore scelto.
      In linea di massima ti posso dire anche che conviene di più autoconsumare (al momento quindi della produzione) che immettere per poi prelevare.. anche se parliamo di differenze non elevate.

      Se qualcuno ha esperienze in corso saremo lieti di ascoltarlo…
      ciao

      • Margherita il 26 novembre 2011 ore 23:10

        Buonasera!!!
        Sto scrivendo perchè sono molto confusa riguardo la gestione del fotovoltaico
        Ho optato per lo scambio sul posto…..
        Sto usando il mio impianto così
        durante il giorno sfrutto il più possibile l’energia che l’ impianto produce
        Mettendo in funzione i vari elettrodomestici compresi i termoconvettori …..
        Sbaglio o sto facendo bene?
        La sera cosa converrebbe Fare? Posso usare sempre il riscaldamento elettrico anche se non produco? Oppure mi conviene riscaldare con il metano?
        Grazie saluti
        Margherita

        • Alessandro il 17 dicembre 2011 ore 23:02

          Ciao Margherita, tieni presente che il maggior risparmio si ha attraverso l’autoconsumo istantaneo..
          Quindi fai bene a ridurre il più possibile i prelevamenti dalla rete sfruttando l’autoproduzione / autoconsumo istantaneo.
          Verifica fin da subito nel contatore di scambio: i consumi Devono essere minori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
          Verifica che stai realmente consumando di giorno l’energia prodotta dal tuo impianto, perchè così dev’essere.
          Per la seconda domanda i calcoli si fanno complessi: la sera l’energia in prelievo costa di meno ed in più hai la possibilità di compensare l’energia immessa di giorno (secondo il meccanismo del contributo in conto scambio dello scambio sul posto). Dovresti capire “empiricamente” (provando a segnarti i dati): quanto spendi di corrente elettrica per il riscaldamento? Quanto invece di gas? Secondo me se immetti molta energia di giorno (autoconsumando di meno) conviene comunque il risc elettrico, proprio per il meccanismo di compensazione dello scambio. Se invece immetti poca energia di giorno, o comunque meno di quella necessaria a far funzionare il riscaldamento elettrico di sera, conviene usare il gas metano.
          Soprattutto: dipende dal dimensionamento dell’impianto fotovoltaico e dai consumi complessivi.

        • Mistigna il 17 gennaio 2013 ore 10:06

          Salve, ho un fotovoltaico da 6 kw e il mio tecnico mi ha consigliato di consumare la notte, che l’energia la pago molto meno, e vendere tutta l’energia che produco di giorno. Che per contratto me la pagano di piu. Voi dite il contrario, qual’è la vera verità?

        • Alessandro il 18 gennaio 2013 ore 23:12

          Ma sei in scambio sul posto o in ritiro dedicato?
          Se hai contratto di scambio sul posto, conviene autoconsumare nel momento stesso della produzione. “Autoconsumo istantaneo”=”costo zero”. Ed è il più efficace fattore di ammortamento impianto. Per autoconsumare in maniera efficace ovviamente l’impianto deve produrre in maniera sufficiente al momento stesso in cui si usa l’elettricità.

          E’ vero che l’elettricità prelevata in fascia F2-3 la paghi di meno. Dipende dal contratto che hai. Però se riesci ad evitare il prelievo dalla rete è meglio. La vendita di energia (o meglio nel tuo caso la “liquidazione delle eccedenze”) comporta il pagamento di tasse ed altri oneri che ne diminuiscono la convenienza. La liquidazione monetaria delle eccedenze ai fini fiscali si configura come vendita (nel tuo caso senza P.Iva, ma comunque da dichiarare).
          Magari vale comunque la pena far fare due conti scritti al tuo tecnico e postarli qui..
          facci sapere ciao grazie

      • nino il 18 dicembre 2011 ore 11:04

        Buongiorno Alessandro, ti confermo, se ancora necessario, che la mia esperienza dice che è un vero e proprio imbroglio! Cara Margherita, non c’è alcuna proporzione tra l’energia che ti fattura il tuo fornitore e quanto ti compensa il GSE! Anch’io pensavo di avere azzarato i miei costi energetici, ma non è così……resta ancora valido il mio disperato appello!

        • Alessandro il 16 gennaio 2012 ore 17:11

          Non è vero c’è una proporzione tra quello che paghi in bolletta e quello che il gse ti rimborsa nel contributo in conto scambio. Si tratta di capire quanto è: se il 60, 70 o 80%. Questo per l’energia immessa e prelevata. Poi c’è l’energia “in più” che invece viene trattata come una vendita ai prezzi di mercato correnti. La bolletta non è solo il pagamento dell’energia consumata, ma anche e soprattutto le varie accise, balzelli, tasse, ecc.. che incidono non poco sul suo ammontare complessivo

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