Sei un installatore? Cerchi nuovi clienti? Scopri ora il nostro servizio
Sei un installatore? Cerchi nuovi clienti? Scopri ora il nostro servizio

Come aumentare il risparmio in bolletta col fotovoltaico

23 luglio 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Come aumentare il risparmio nella bolletta elettrica? Producendo e consumando in proprio quanta più energia possibile. Per far ciò un impianto fotovoltaico (o qualsiasi altro da fonte rinnovabile) è una condizione necessaria, ma a volte non sufficiente se la maggior parte dei consumi domestici viene effettuata di sera, quando l’impianto non produce.

Come ovviare a ciò? La soluzione è optare per un sistema di gestione e stoccaggio dell’energia prodotta che sia in grado di garantire l’autoconsumo (e minori prelievi dalla rete) anche quando l’impianto non produce. Solo in questo moto potrai garantirti i maggiori risparmi sulla bolletta elettrica.

Leggi qui tutti i benefici dell’autoconsumo per il risparmio in bolletta.

Vediamo cosa, oggi, è in grado di garantire tutto ciò: un sistema di accumulo e gestione dell’energia prodotta, adattabile anche, eventualmente, ad impianti già in funzione.

Si tratta di un sistema pensato nello specifico per essere installato al servizio di impianti domestici, anche già dotati di impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica pubblica in immissione ed in prelievo. La strategia è quella di incrementare la quota di energia autoconsumata dall’utente domestico. L’obiettivo è quello di aumentare il risparmio in bolletta massimizzando il risparmio energetico e diminuendo il più possibile il prelievo di elettricità dalla rete.

Il sistema è compatibile in genere con tutte le opzioni contrattuali stipulabili col Gse: conto energia (per gli impianti già in funzione), scambio sul posto o ritiro dedicato.

 

aumentare risparmio bolletta fotovoltaico

Come funziona un sistema di gestione e accumulo di energia

Il classico impianto fotovoltaico connesso in rete immette in rete tutta l’energia prodotta e NON istantaneamente autoconsumata. Cioè: l’impianto produce energia e, se al momento della produzione, c’è richiesta dall’utenza, l’energia prodotta viene utilizzata istantaneamente. Altrimenti, se non c’è richiesta dall’utenza di casa, viene immessa in rete e conteggiata ai fini dello scambio sul posto o della vendita (“ritiro dedicato”).

Negli impianti fotovoltaici domestici standard, dunque, gran parte dell’energia prodotta non viene utilizzata dal produttore stesso (se non per gli scarsi consumi giornalieri), ma viene fruita dalla rete. Con questo meccanismo l’autoconsumo è in genere abbastanza basso e quindi anche il risparmio in bolletta del possessore dell’impianto fotovoltaico.

Tecnicamente: la quota di autoconsumo diretto è il rapporto tra l’energia prodotta dal proprio impianto fv e l’energia direttamente consumata dall’utente (non quella prelevata dalla rete). La quantità di autoconsumo, che è quella che determina il risparmio in bolletta, dipende quindi da almeno due fattori: la dimensione dell’impianto fotovoltaico e il “profilo di carico” dell’utente domestico.

In media una famiglia italiana di quattro persone con un impianto fotovoltaico di 3 kw ottiene una soglia di autoconsumo diretto pari a circa il 25%. Ciò vuol dire che i tre quarti dell’energia prodotta viene ceduta alla rete e valorizzata ai (bassi) prezzi di mercato, ottenendo risparmi inferiori a quelli ottenibili col 75% di autoconsumo.

Ecco come e perchè entra in campo un sistema di gestione ed accumulo tramite batterie dell’energia prodotta.
Con questo sistema ogni utente può incrementare la propria quota di autoconsumo, aumentando i risparmi in bolletta. Con questo sistema tutti gli impianti possono tagliare i prelievi di energia dalla rete diminuendo peraltro il loro impatto “destabilizzante” sugli equilibri di rete.

Immagazzinando l’energia fotovoltaica in eccesso nel sistema a batterie l’utente può fruire della propria energia in un secondo momento, per esempio di sera e di notte, quando l’impianto non è in funzione. Così facendo l’utente godrà dei maggiori benefici e risparmi in quanto usufruirà di energia pulita senza che il suo costo sia gravato dai costi aggiuntivi generalmente associati in bolletta.

Una famiglia media, con un adeguato dimensionamento dell’impianto fotovoltaico e del suo sistema di accumulo, può ottenere annualmente un incremento dell’autoconsumo fino ad oltre il 60-70%, con picchi del 100% nei mesi estivi.

Ovviamente, picchi di autoconsumo elevato si possono ottenere anche modificando il profilo di carico dei propri consumi: con un comportamento più attento è possibile, per esempio, far funzionare gli elettrodomestici nei momenti di massima produzione dell’impianto fotovoltaico, sfruttando istantaneamente l’energia prodotta nelle giornate di sole, e bypassando l’utilizzo delle batterie (che hanno un numero finito di cicli di carica).

 

autoconsumo istantaneo e differito

Per aumentare il risparmio in bolletta le batterie spostano l’ autoconsumo anche nelle ore serali e notturne.
L’impianto fotovoltaico sfrutta al contempo l’autoconsumo diretto (verde) e l’autoconsumo differito (azzurro).

 

In definitiva: due sono le strategie che procurano i maggiori risparmi in bolletta:

  • massimizzazione dell’ autoconsumo diretto, cioè nel momento stesso della produzione
  • massimizzazione dell’autoconsumo differito, cioè fruito la sera o di notte attraverso l’uso di batterie di accumulo

 

La prima strategia è perseguibile con un buon sistema di energy management, sistema di gestione ed ottimizzazione dell’energia.
La seconda strategia è perseguibile con un efficiente sistema di stoccaggio temporaneo e di carica e scarica delle batterie.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

Clicca per richiedere una consulenza o un preventivo


2 Commenti

  1. ligabue82, il 2 settembre 2013 ore 18:39

    “La prima strategia è perseguibile con un buon sistema di energy management, sistema di gestione ed ottimizzazione dell’energia.” SONO PERFETTAMENTE D’ACCORDO!
    “La seconda strategia è perseguibile con un efficiente sistema di stoccaggio temporaneo e di carica e scarica delle batterie.” IL PROBLEMA SONO ANCORA GLI ELEVATI COSTI DEL SISTEMA DI ACCUMULO, NONCHE’ LA LORO DURATA E IL LORO SMALTIMENTO:QUINDI, IL RICAVO CHE LE BATTERIE PERMETTEREBBERO DI OTTENERE VERREBBE AZZERATO DAL COSTO PER UN LORO NUOVA ACQUISTO DOPO QUALCHE (5/6) ANNI E DAL COSTO PER LO SMALTIMENTO.

    Tendo infine a sottolineare che non tutti gli impianti esistenti incentivati in Conto Energia possono godere dell’opportunità di installare batterie di accumulo, in quanto alcuni decreti (se non ricordo male il II conto energia), vieta questa possibilità.

    saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti.
Se non vuoi lasciare un commento, clicca qui per ricevere gli aggiornamenti dalla discussione.