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Solar, Tegola Fotovoltaica invisibile agli occhi ma non al sole

15 giugno 2016

C’è un modo per conciliare il fotovoltaico con la bellezza estetica e architettonica di un centro storico cittadino?

Spesso in territori ed aree sottoposte a vincoli architettonici il “classico” fotovoltaico viene bloccato dagli organi preposti perchè rovina la bellezza estetica di un territorio. Nei centri storici, per esempio, spesso non vengono date le autorizzazioni per installare gli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici perchè i classici pannelli impattano sull’estetica del territorio e sulla sua armonia. Alcune soluzione, però, sono ammesse: quelle che a livello estetico non impattano in maniera invasiva sul paesaggio.

coppo fotovoltaico invisibile

E’ il caso, per esempio, di un nuovo prodotto, un nuovo coppo fotovoltaico in grado di “nascondere agli occhi” le celle fotovoltaiche. Nasconderle agli occhi, ma non alla luce del sole. Di che si tratta? Si tratta del nuovo coppo “invisibile” Solar, una tegola fotovoltaica le cui celle sono nascoste all’interno del corpo. Le celle sono in silicio monocristallino e sono incorporate in un composto atossico e riciclabile. La superficie superiore della tegola copre le celle fotovoltaiche, rendendole invisibili dall’esterno. Questa superficie avrebbe la particolare caratteristica di essere “opaca alla vista, ma trasparente ai raggi dei sole” consentendo alla luce solare di penetrarla e di produrre energia fotovoltaica.

Il coppo sarebbe anche completamente sostenibile in quanto realizzato con materiali atossici, materiali di origine naturale o derivanti dal riciclo. La particolare tegola sarebbe, in ogni caso, completamente riciclabile.

Non si tratta di un semplice prototipo, la società Dyaqua sta già avviando la produzione (ha da poco completato l’allestimento dell’area produttiva) ed ha già aperto le prenotazioni per la vendita di questo nuovo modulo fotovoltaico, il cosiddetto “fotovoltaico invisibile”.

I vantaggi del coppo fotovoltaico invisibile, peraltro, non sono solo quelli di poter portare il fotovoltaico nei centri storici.

Il modulo sarebbe, secondo la ditta costruttrice, anche fotocatalitico, autopulente e disinquinante: con un processo equiparabile a quello della fotosintesi delle piante, infatti, il modulo sarebbe in grado di decomporre lo smog (Co2 ed altro) che si deposita sulla sua superficie neutralizzandolo e disperdendolo in atmosfera con la sola azione di vento e pioggia. Questa azione autopulente sarebbe anche in grado di far risparmiare i proprietari degli impianti sui costi di pulizia e manutenzione dei moduli.

Il prodotto, particolarmente innovativo, risponde al bisogno reale di tutela dei centri storici senza rinunciare alle tecnologie energetiche pulite, ed è stato citato anche nelle “Linee di indirizzo per il miglioramento dell’efficienza energetica nel patrimonio culturale. Architettura, centri e nuclei storici ed urbani” pubblicato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel 2015.

 

 

 

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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