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Incentivare le rinnovabili : feed-in tariff e certificati verdi

16 maggio 2012
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L’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili negli ultimi anni è una delle priorità politiche di molti paesi europei ed extraeuropei. In Italia il boom del fotovoltaico , per esempio, è avvenuto proprio a seguito di una di queste politiche incentivanti, il “conto energia” , che riconosce “delle tariffe” per tutta l’energia prodotta “considerate fino al quarto conto energia (2011-2012) le più generose non solo d’europa, ma del mondo. Questa “generosità” delle tariffe incentivanti ha infatti attirato investitori da tutto il mondo che hanno permesso all’Italia, nel giro di qualche anno, di raggiungere le prime posizioni nella classifica di installato a livello mondiale. Il quinto conto energia dovrebbe riallineare l’Italia con gli standard tariffari del resto d’europa.

Quali sono le modalità più diffuse per incentivare le rinnovabili in Europa e nel resto del mondo ?

Le forme di incentivo sono svariate. Qui scegliamo di citarne le tre principali:

 

  • Feed-in premium (il “Conto Energia”)
  • Feed-in tariff (o “tariffa onnicomprensiva”)
  • Certificati verdi (nel meccanismo delle “quote”)

Per feed-in premium si intende il meccanismo messo in opera in questi anni con il fotovoltaico: il conto energia. Il conto energia è il meccanismo secondo cui si riconosce al titolare dell’impianto fotovoltaico di una tariffa incentivante per 20 anni per tutta l’energia prodotta dall’impianto, a prescindere dall’uso che ne venga fatto (immessa in rete o autoconsumata immediatamente). A questa tariffa incentivante viene aggiunto il valore dell’energia immessa in rete, ovvero il prezzo di vendita dell’energia alla rete.incentivare fonti rinnovabili
Quindi: con la modalità del feed-in premium il soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico riceve la somma dell’incentivo (tariffa incentivante) più il valore dell’energia ceduta alla rete.

Per feed-in tariff si intende, invece, la “tariffa omnicomprensiva” . Questo meccanismo è già in vigore, in Italia, per molti impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili inferiori ad un Megawatt (200 Kw per l’eolico), ad esclusione, fino ad oggi, del solare fotovoltaico e termico. E’ anche la modalità più diffusa in europa per incentivare le fonti rinnovabili.
Il feed-in tariff è  il meccanismo attraverso il quale viene riconosciuta per 15 anni a tutti gli impianti IAFR (Impianti Alimentati a Fonti Rinnovabili), certificati come tali, una tariffa per tutta l’energia prodotta e immessa in rete. A differenza del feed-in premium, però, l’energia viene venduta alla rete con un’unica tariffa agevolata. Per tariffa omnicomprensiva si intende infatti un’unica tariffa che include in sè la componente incentivante e la componente di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete.

Il meccanismo dei certificati verdi, invece, presuppone l’obbligo, da parte di produttori, distributori o consumatori di energia, di utilizzare una percentuale, una quota, di energia rinnovabile.  I certificati verdi sono titoli negoziabili, attestanti la produzione di elettricità da Fonti Rinnovabili, che possono essere utilizzati per soddisfare questo obbligo.  Il produttore da fonti rinnovabili che immette energia pulita in rete ha diritto ad ottenere dei certificati verdi in relazione alla quantità di energia rinnovabile prodotta. Questi certificati, questi “titoli”, possono essere venduti sul mercato alle aziende produttrici (o importatrici) di energia “inquinante”, aziende energetiche obbligate per legge a produrre/utilizzare specifiche quote di energia prodotta da fonti rinnovabili. Queste aziende energetiche “inquinanti” sono obbligate quindi all’ acquisto dei certificati verdi per raggiungere le quote minime a loro assegnate di produzione “pulita”, ecco perchè i certificati verdi assumono valore incentivante.

 

Altre forme di incentivazione alternative o complementari a queste sono: le esenzioni o detrazioni fiscali (per esempio il 55% delle spese sostenute per l’installazione di un impianto solare termico), il meccanismo delle aste, in cui si accordano enti pubblici e imprese realizzatrici, e la priorità di dispacciamento, meccanismo secondo cui l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili avrebbe la precedenza di utilizzo rispetto all’energia prodotta dalle altre fonti. Questo assicurerebbe alle società produttrici da fonti rinnovabili la vendita dell’intera quantità di energia prodotta, azzerando il rischio, ed i costi, di quote di energia invendute.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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