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Fotovoltaico: quando conviene usare gli elettrodomestici?

20 settembre 2015
Voto:4/5 (6 voti)

Per massimizzare i vantaggi derivanti dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico è fondamentale ottimizzare l’utilizzo dell’impianto fotovoltaico. Come? Ottimizzando l’autoconsumo in sito dell’impianto. Quando conviene quindi usare gli elettrodomestici?

L’autoconsumo è sempre il fattore di maggiore risparmio, è l’elemento che, più di altri, permette di ottimizzare al meglio le spese energetiche attraverso l’autoproduzione di energia pulita ed è il fattore che, sul medio periodo, meglio garantirà il recupero delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

Dunque: prima di tutto, ancor prima della vendita, dello scambio sul posto, degli incentivi o delle detrazioni fiscali, si deve tenere in considerazione la possibilità di autoconsumare l’energia auto-prodotta. Autoconsumare nel momento stesso della produzione.

 

Dunque: quando conviene usare gli elettrodomestici?

La risposta è scontata. Se generalmente conviene, per via delle fasce orarie sul costo dell’energia elettrica (F2 e F3), far andare gli fotovoltaico quando usare elettrodomesticielettrodomestici nelle ore serali o notturne o nei festivi, per i possessori di un impianto fotovoltaico, potendo usufruire di energia gratuita nelle ore centrali della giornata, conviene usare gli elettrodomestici nel momento in cui l’impianto fotovoltaico produce energia.

Tutto ciò che viene immediatamente autoconsumato viene detratto dalle bollette elettriche. Tutto ciò che non viene immediatamente auto-consumato verrà invece immesso in rete e contabilizzato per ricevere il contributo dello scambio sul posto.

Cosa conviene di più quindi per chi ha un impianto fotovoltaico? Conviene spostare per quanto possibile i consumi nelle ore di produzione dell’impianto, nelle ore diurne,  per almeno due motivi.

Il primo.
Autoconsumare evita l’acquisto di energia dalla rete elettrica. Mediamente il costo di acquisto dell’energia dalla rete elettrica comprende i costi di servizio, di commercializzazione,  delle accise, delle addizionali, balzelli, tasse, ecc.. Il prezzo dell’energia acquistata dall’operatore lievita a più del doppio del costo effettivo dell’energia: siamo mediamente a circa 0,25 euro/kWh pagati in bolletta. Autoconsumando si evita un esborso di più del triplo del valore effettivo dell’energia utilizzata, che è in media circa 0,07 €/Kwh.

 

Il secondo.
Autoconsumare “in proprio” l’energia prodotta riduce il tempo di ammortamento dei costi sostenuti per realizzare l’impianto fotovoltaico: più autoconsumo più ritorno velocemente dai costi sostenuti. L’autoconsumo riduce, inoltre, l’aggravio della rete Enel da troppi flussi contemporanei di immissione di energia, regolando meglio il dispacciamento di rete. Troppe immissioni irregolari provocano rapidi picchi e cali di tensione sulla rete e costituiscono di fatto un aggravio ulteriore per il gestore di rete che deve garantire il corretto dispacciamento elettrico sulla rete nazionale.

 

Tornando alla domanda iniziale, quindi, con un impianto fotovoltaico: quando conviene usare gli elettrodomestici?

Conviene usarli quando l’impianto produce a sufficienza per farli funzionare. In rete si trovano moltissime interessanti soluzioni di domotica per massimizzare ed ottimizzare lo sfruttamento dell’impianto per i propri consumi domestici o aziendali. Una delle tante soluzioni di domotica prevede un intelligente e pratico sistema per autoconsumare l’energia prodotta dall’impianto, anche quando si è fuori casa, attraverso l’attivazione automatizzata di prese elettriche e “relè” (interruttori) per far andare gli elettrodomestici solo quando l’impianto fotovoltaico produce l’energia sufficiente a farli funzionare. In questo modo, parte dei consumi elettrici domestici possono essere soddisfatti “a costo zero”, solo attraverso la migliore gestione dell’impianto fotovoltaico.

Con la stessa tecnologia è possibile attivare col fotovoltaico sistemi di riscaldamento elettrico per l’acqua che, pre-riscaldandola prima di entrare in caldaia, permettono di ottimizzare ulteriormente la produzione fotovoltaica nel momento in cui l’impianto è in funzione.

La domotica al servizio del fotovoltaico e del risparmio energetico, dunque,  permette di gestire al meglio questi automatismi creando, in un certo senso, una vera e propria “casa intelligente” per massimizzare il risparmio energetico e l’autoconsumo fotovoltaico.

 

In questo altro articolo abbiamo visto quali sono gli effettivi benefici dell’autoconsumo.

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4 Commenti

  1. Michele, il 7 giugno 2013 ore 10:22

    Avevo postato il commento su un altro articolo, ma forse è più attinenete questo:
    Volevo fare qualche commento sul V° conto energia. Seguendo i consigli in rete se ne leggono di tutti i colori, gente poco esperta confonde i lettori, specie sul metodo di applicazione delle tariffe del GSE. Ho un impianto da 8,2 kWp, con un contatore ENEL trifase da 4,5 Kw. Non mi lamento, l’impianto va alla grande, da I° di gennaio ad oggi ha prodotto 5.300 Kw, essendo situato in Calabria e diciamo che opera in condizioni ottimali. Dopo le prime incertezze è arrivata la comunicazione dell’esito finale del GSE. Mi è stata formalmente riconosciuta la tariffa (Omnic. di 0,196 e Autoprod. di 0,114). Ho monitorato sia l’impianto che i prelievi che ho effettuato in questi mesi. Chiariamo che il GSE controlla la produzione con in contatore a valle dell’inverter e le immissione con quello a valle dell’abitazione. Il sistema con il quale si applicano le tariffe è quello di sottrarre all’energia prodotta quella autoconsumata al fine di quantificare quella immessa in rete. E’ falso, come dicono in molti, che la tariffa omnicomprensiva si applica su tutta l’energia prodotta. Ma facciamo un esempio: in un anno si producono 10.000 kWh e se ne consumano 5.000, il resto lo si immette in rete. Sui primi 5.000 si beneficia della tariffa di 0,114 € x Kw, sul resto si applica la tariffa di 0,196. Ho fatto un banale foglio di calcolo per verificare come cambiando le due percentuali cambiano gli incentivi. Dalle formule (semplicissime) si deduce che l’incentivo massimo lo si ottiene aumentano il più possibile l’autoconsumo. Estremizzando i calcoli si ha per esempio: energia prodotta 10.000 autoconsumata 0% immessa 100% l’incentivo è di 1.140 € all’anno. Invertendo i calcoli, ossia energia autoconsumata 100% ed immessa 0%, l’incentivo è di 1.960 € all’anno. Come si può notare gli importi in euro corrispondo perfettamente alle tariffe del GSE moltiplicate per 10.000 (infatti 0,114 x 10.000 = 1.140 e 0,196 x 10.000 = 1960). Non c’è che dire: il V° Conto energia è stato studiato con destrezza e parte dal concetto che mai nessuno riuscirà a consumare in loco l’energia autoprodotta. Chi ha scritto quel Decreto o è un folle o un mariuolo, personalmente propendo per il secondo. Pur mettendocela tutta in oramai sei mesi non riesco a superare la soglia del 60% di autoconsumo. Adesso che si avvicina la stagione estiva è ovvio che non potrò far girare lavastoviglie e lavabiancheria a vuoto, o accendere il forno elettrico a 250° senza nulla dentro, ma sicuramente metterò i condizionatori a palla nelle ore di maggior produzione, ossia dalle 8 del mattino alle 18 di sera, ed accenderò tutte le lampade alogene che ho in casa, comprese quelle che illuminano il giardino. Forse i vicini di casa mi prenderanno per folle, ma incolperò di questo l’Autorità per l’energia, che ha concepito quel siffatto Decreto. Qualcuno ha consigli da darmi, o desidera averne?
    Grazie per l’attenzione.

    • Alessandro, il 7 giugno 2013 ore 13:51

      consigli:
      1) ovviamente, evita di consumare energia che non ti serve, anche se l’impianto è produce più dei tuoi bisogni..
      2) per aumentare la quota di autoconsumo prova a valutare un mini sistema di accumulo con batterie, con questo puoi raggiungere il 100%, sicuramente il 70%

      • giuseppe, il 12 novembre 2013 ore 13:19

        1 ) con cielo nuvoloso come fare?
        2 ) come e quali batterie utilizzare?
        Grazie

        • Alessandro, il 12 novembre 2013 ore 14:06

          1) con cielo nuvoloso, la produzione non è nulla, ma inferiore o intermittente.
          2) ricercando sul sito (nella casella di ricerca a dx) batterie o sistemi d’accumulo trovi molte soluzioni.
          Occhio però che se accedi già agli incentivi del conto energia non puoi modificare l’impianto..
          leggi qui: ho già il fotovoltaico con incentivi, posso mettere un sistema d’accumulo?

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