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Incentivi al fotovoltaico. Quali opportunità ci sono?

11 febbraio 2016
Voto:4/5 (9 voti)

Di incentivi al fotovoltaico, così come eravamo abituati a pensarli fino a un paio di anni fa, non ce ne sono. Gli incentivi sono terminati ormai da un paio di anni, ma il mercato delle installazioni fotovoltaiche non si è fermato. Oggi, infatti, il fotovoltaico attraversa una fase nuova: dalle grandi installazioni commerciali si è passati a numerose piccole e medie installazioni al servizio di case e aziende. Sistemi che lavorano per lo più in autoconsumo.

Quali opportunità ci sono oggi per chi vuole investire nella casa sostenibile o nell’azienda per risparmiare in bolletta? Il fotovoltaico è solo una delle opportunità e, se ben sfruttato, può portare interessanti benefici, anche senza alcun tipo di agevolazione statale o incentivo. Soprattutto per le aziende che consumano più energia di giorno, infatti,  il “piano di business” di chi mette il fotovoltaico è un’opzione decisamente interessante per almeno due motivi. Primo: l’azienda consuma di giorno gran parte dell’energia prodotta. Secondo: per ottimizzare l’investimento non ha bisogno di particolari dispositivi di accumulo elettrico.

Parliamo di investimenti senza incentivi. Per questo, come sempre, è fondamentale considerarne l’effettiva convenienza in relazione al rapporto tra costi e benefici. Quanto investo (oggi)? E quali benefici avrò (domani)? Con quali rischi?

Per avere un’idea dei costi dei kit fotovoltaici oggi disponibili in commercio puoi leggere questo articolo sui costi dei kit fotovoltaici, senza installazione. I costi sono ormai veramente bassi, provate a vedere voi stessi su ebay o amazon.

Ricordiamo subito una cosa fondamentale che può influenzare la convenienza dell’investimento: gli impianti domestici (al servizio dell’abitazione) godono dei benefici fiscali anche per il nuovo anno. Per questi si hanno, dunque, ancora le detrazioni fiscali Irpef sul 50% della spesa. Gli impianti aziendali, invece, non godono delle detrazioni fiscali 50%, ma hanno il vantaggio che, autoconsumando nell’immediato gran parte dell’energia prodotta, ottengono maggiori risparmi in bolletta (massimizzano infatti l’autoconsumo).

Per dirla in altri termini: gli incentivi al fotovoltaico non sono più gli stessi che fino all’altro anno, precisamente fino a settembre 2013, alimentavano il mercato del fotovoltaico in Italia. Gli incentivi, le tariffe incentivanti del conto energia fotovoltaico, sono terminati ormai da parecchi mesi in Italia, ma hanno lasciato il posto a nuove forme di sostegno delle nuove installazioni che potranno continuare a sostenere il mercato del solare e delle fonti pulite. Almeno fino a che non diventeranno definitivamente competitive con le attuali fonti fossili.

Le misure di sostegno al fotovoltaico, dunque, sono le due cose che oggi dobbiamo conoscere e sapere sfruttare:

  • le detrazioni fiscali sul reddito Irpef delle “persone fisiche”, per il fotovoltaico domestico,
  • ed i neo-regolamentati SEU, Sistemi Efficienti di Utenza, per il fotovoltaico industriale e commerciale.
    Per vedere cosa sono i SEU vai subito qui.

Vediamoli uno per uno.
Prima è importante, però, chiarire alcune cose.

 

Quando il fotovoltaico conviene?

schema impianto fotovoltaico domestico

Se prima gli incentivi garantivano la convenienza assoluta, oggi il fotovoltaico conviene se utilizzato in maniera adeguata. Conviene solo ad alcune condizioni, almeno fino a che i prezzi non si ridurranno ulteriormente. Da questo momento in poi quando si parla di impianti solari, bisognerà fare una importante distinzione in termini di “piani di business”.

Produrre energia fotovoltaica per casa propria è diverso che produrre per l’azienda. Non solo: produrre per l’autoconsumo in azienda è a sua volta profondamente diverso dal produrre per soli fini commerciali (secondo lo schema, cioè: investimento-produzione-vendita energia sul mkt).
La sola vendita in rete oggi, se il costo di investimento non è particolarmente basso, non conviene. Quello che conviene non è vendere alla rete Enel, ma alimentare col fotovoltaico direttamente le utenze elettriche (o, se proprio si vuole vendere, vendere l’energia direttamente ad un utente finale situato sullo stesso sito).

 

Queste le cose da sapere per mettere il fotovoltaico

1) Grazie alla proroga delle detrazioni fiscali 50% anche per il nuovo anno, produrre energia pulita in casa e per la casa permette di dimezzare il costo dell’installazione e di dimezzare, così, il tempo di ammortamento dell’impianto. E’ questo il vantaggio delle detrazioni fiscali, che garantiscono un rimborso Irpef annuale (e per 10 anni) sul 50% dei costi dell’impianto. Le detrazioni, però, come vedremo, sono riservate solo per gli impianti domestici, installati al servizio di casa.

2) Produrre energia pulita in azienda e per l’azienda, invece, conviene solo entro una soglia di prezzo ed entro una soglia minima di autoconsumo istantaneo. Cioè: solo utilizzando buona parte dell’energia prodotta sul momento per i consumi aziendali è possibile ottenere sufficienti risparmi in bolletta. Risparmio dilazionato nel tempo che permette di ammortizzare l’impianto nel giro di qualche anno e di procurare ulteriori risparmi sui 25 anni.
In termini più semplici e immediati: il fotovoltaico alle aziende conviene in tutti i casi perchè è un modo per autogenerare parte del proprio fabbisogno elettrico che avviene presumibilmente soprattutto di giorno, quando l’impianto fotovoltaico è produttivo.

3) Produrre energia pulita per soli fini commerciali, attraverso grandi impianti/centrali fotovoltaiche, invece, conviene solo su ampia scala e solo abbassando di molto i costi di installazione e di manutenzione. L’energia prodotta dalla centrale fotovoltaica, infatti, sarà pagata dal mercato ad un prezzo che oggi è veramente ìnfimo (flessioni di prezzo fino ai 4 centesimi di euro per kwh).
In questo caso però, un’azienda che vuole produrre energia pulita per venderla sul mercato, ha convenienza se la vende direttamente all’utente finale. E’ questo il caso di alcuni tipi di SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) in cui il proprietario dell’impianto vende l’energia prodotta direttamente all’utilizzatore finale che si trova sullo stesso sito.

 

Se gli incentivi sono finiti, quali opportunità possiamo sfruttare?

Di incentivi al fotovoltaico, dunque, non ce ne sono, ma ci sono alcune misure che hanno l’effetto di agevolare, in qualche modo, chi vuole investire nel fotovoltaico, sia per risparmiare in bolletta, sia per  produrre e vendere energia pulita. I prezzi del fotovoltaico sono oggi molto più bassi di qualche anno fa, per questo motivo oggi possiamo fare a meno degli incentivi.

Il ruolo principale che determina la convenienza del fotovoltaico è sempre l’autoconsumo che, per gli impianti domestici, porta benefici aggiuntivi a quelli delle detrazioni.

Per le aziende, invece, il ruolo rilevante è dato dalle opportunità messe in campo dai SEU, Sistemi Efficienti di Utenza, che permettono di “separare” produttore e consumatore operanti sullo stesso sito e beneficiare della compravendita diretta tra produttore e consumatore.

Cosa è un SEU? Un SEU è un sistema in cui produzione e consumo si trovano nello stesso luogo. Un SEU permette al produttore di vendere direttamente l’energia prodotta all’utente finale. Senza intermediazioni, senza costi di rete e soprattutto senza oneri.(Per approfondire vai al sito dell’Aeeg).

La compra-vendita diretta dell’energia conviene sia al produttore, che ha una buona remunerazione dall’impianto, sia all’utente finale, che acquista l’energia ad un prezzo minore rispetto a quello dell’operatore elettrico.

 

Esempio di come un SEU può convenire come gli incentivi

Prendiamo l’esempio di un’azienda energivora che ha disponibilità di superfici proprie su tetto o su terreni altrui (adiacenti).
Un produttore investe in un impianto fotovoltaico, producendo e vendendo energia pulita, nello stesso luogo, direttamente all’azienda.
Ecco i vantaggi di questo sistema:

  • l’azienda paga l’energia meno di quanto la pagherebbe in bolletta (anche il 50% in meno perchè non ci sono costi di rete, distribuzione ed oneri)
  • il produttore vende l’energia ad un prezzo maggiore del prezzo di mercato: se il mercato “paga” l’energia a 4 centesimi al kwh il produttore potrà vendere almeno a 10-15 centesimi/kwh.

Questa, in estrema sintesi, la convenienza di un SEU, per i produttori e per gli utenti, che costituiscono, di fatto, una piccola “rete” di produzione-consumo.

 

Sia le detrazioni fiscali che la regolamentazione dei SEU potremmo definirle, per questi motivi, le attuali forme di incentivazione al fotovoltaico, anche se propriamente non sono.
Le detrazioni fiscali Irpef, per inciso, sono fruibili non solo per chi installa il fotovoltaico al servizio di casa, ma anche per chi effettua ristrutturazioni, più o meno rilevanti, sulla propria casa per il risparmio energetico o per il recupero edilizio.

In definitiva: oggi la produzione di energia con impianti fotovoltaici non viene più pagata, come era prima, per il solo fatto di “essere prodotta”. Oggi un impianto fotovoltaico deve “da solo” creare le condizioni per auto-ripagarsi nel tempo generando vantaggi economici per gli utenti finali come per i produttori.

 

I veri incentivi al fotovoltaico sono i risparmi in bolletta

Il vero incentivo per gli impianti domestici, oggi, oltre alla detrazione fiscale, è il risparmio in bolletta.

Gli incentivi al fotovoltaico, oltre ad essere le detrazioni fiscali, non sono altro che la possibilità di risparmiare sulla bolletta elettrica attraverso l’auto-produzione / auto-consumo di energia pulita e la cessione del surplus di elettricità nella rete pubblica. Surplus che viene valorizzato attraverso il meccanismo dello scambio sul posto (qui hai il simulatore dello scambio sul posto).

Il vero incentivo, e la vera sfida del fotovoltaico è quella del risparmio energetico. Il vero “motore” dell’investimento è il risparmio economico sulla bolletta elettrica. La vera sfida, oggi, è quella di realizzare un buon piano di rientro economico calibrando i prezzi delle installazioni ed i consumi elettrici in maniera da rientrare in breve tempo dalle spese sostenute: con un impianto che costa meno di 2.000 euro al kw ci sono e ci saranno buone possibilità, anche senza detrazioni fiscali.

fotovoltaico nel 2015, detrazioni fiscali e SEU

Come dicevamo, le detrazioni fiscali per il fotovoltaico domestico, anche dotato di sistema di accumulo, sono prorogate al 50% per tutto il nuovo anno.

Con le agevolazioni fiscali il costo dell’impianto è, a conti fatti, dimezzato. Questa agevolazione di prezzo permette un rapido piano di rientro con vantaggi equiparabili, a tutti gli effetti, ai vecchi incentivi del conto energia.

Gli incentivi al fotovoltaico sono, dunque, le detrazioni fiscali. Sgravi che, in attesa di un ulteriore ribassamento dei prezzi degli impianti, garantiscono fin da subito ottimi piani di rientro e sensibili risparmi in bolletta: un impianto che costa 8.000 euro, portandolo in detrazione, costerà a conti fatti 4.000 euro.

 

 

In definitiva: quali opportunità ci sono per chi vuole mettere il fotovoltaico?

Primo. Le detrazioni fiscali 50% sull’Irpef, prorogate a tutto il nuovo anno, che dimezzano i costi di realizzazione dell’impianto fotovoltaico. I costi ridotti del 50% garantiscono sui 20 anni remuneratività equiparabili a quelle degli incentivi del conto energia.

Per approfondire le detrazioni fiscali leggi qui.

Secondo. Lo scambio sul posto, cumulabile con le detrazioni fiscali, ma non con il “ritiro dedicato”. Lo scambio sul posto permette di compensare i costi in bolletta in proporzione a tutta l’energia immessa in rete. Questo meccanismo di compensazione economica tra immissioni e prelievi garantisce la remunerazione di tutta l’energia immessa in rete e poi riprelevata per i propri consumi. Il meccanismo conviene per chi è allacciato in immissione e prelievo sulla rete elettrica di Enel Distribuzione.

Per approfondire il meccanismo dello scambio sul posto leggi qui la guida completa oppure vai direttamente al nostro simulatore online.

Terzo. Il “ritiro dedicato” (RID), cumulabile con le detrazioni fiscali, ma alternativo allo scambio sul posto. Il RID è una vendita al Gse (gestore elettrico) di tutta l’energia prodotta e immessa in rete. Il vantaggio del ritiro dedicato era che la vendita avviene attraverso dei “prezzi minimi garantiti”, prezzi minimi a tutela del produttore: se i prezzi di mercato dell’energia vanno troppo al ribasso, subentrano i prezzi minimi garantiti, definiti con delibera dell’Autorità. Il ritiro dedicato oggi non conviene quasi più perchè i prezzi minimi garantiti si sono abbassati talmente tanto che non garantiscono più un rientro certo dall’investimento.

Quello che conviene oggi è invece la vendita diretta ad un utente finale attraverso il meccanismo dei SEU, sistemi “diretti” tra produttore e consumatore operanti sullo stesso sito.

Quarto. I SEU, Sistemi efficienti di Utenza.
Come detto, si tratta di una forma di agevolazione per il fotovoltaico industriale, ma non solo. I SEU sono dei sistemi che permettono ad un produttore di energia da fonti rinnovabili di vendere direttamente l’energia prodotta ad un utente finale che si trova nello stesso luogo. In questo modo si attua una vendita diretta, senza intermediari, che conviene sia al produttore, che all’acquirente per la possibilità di abbassare il prezzo di acquisto dell’energia.
I Seu possono rappresentare per società commerciali, produttori o investitori, nuove opportunità di business per cui il fotovoltaico conviene ancora anche senza incentivi.

Per ulteriori informazioni sui SEU leggi qui.

Ecco alcune slide che spiegano brevemente i vantaggi e l’utilità di un SEU oggi e le sue possibili configurazioni, anche dal punto di vista legale.


Fonte: atti del convegno 8 maggio 2014 c/o Solarexpo.
A cura dell’avv. Emilio Sani (studio legale Macchi Gangemi).

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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52 Commenti

  1. Nicola T, il 15 gennaio 2015 ore 16:30

    E’ possibile convertire un impianto di mia proprietà a cessione totale da 420kW incentivato con 2o conto energia in SEU con vendita dell’energia all’azienda proprietaria del suolo su cui insiste l’impianto, senza perdere i contributi GSE di produzione?

    • Alessandro F., il 15 gennaio 2015 ore 18:14

      Bella domanda, non so se gli incentivi sono cumulabili con la possibilità di vendere l’energia direttamente al cliente finale..
      bisogna sentire gse.

  2. christian, il 19 gennaio 2015 ore 20:16

    Buonasera,
    Dall’articolo non riesco a capire bene se gli incentivi per il fotovoltaico valgono anche per chi sta costruendo casa o solo per ci rinnova o ristruttura.
    Grazie
    Christian

    • Alessandro F., il 20 gennaio 2015 ore 10:24

      Le detrazioni fiscali valgono per le sole ristrutturazioni (tra le quali vengono incluse gli impianti fotovoltaici)

      • Nicola, il 8 maggio 2016 ore 17:27

        Buongiorno, un chiarimento. Sto costruendo casa, il comune prevede l’obbligo di installare un impianto fotovoltaico da 1kwp, tuttavia vorrei installare 6kwp avendo una pompa di calore e piano ad induzione. Mi chiedevo: è possibile richiedere all’ impiantista una fatturazione per con iva al 4% (non detraibile) per l’equivalente dei costi per il 1kwp è una fattura al 10% per i restanti 5kwp detraibile? L’alternativa è aspettare l’agibilità per installare i 5kwp aggiuntivi, con la scocciatura di ripresentare tutti i documenti, mi sembra una cosa stupida…una cosa all’italiana.

  3. Paolo, il 21 gennaio 2015 ore 12:16

    Buongiorno se io oggi realizzo un impianto da 500 Kw per autoconsumo, la quota di energia, che nel periodo di ferie, immetto in rete come viene remunerata?

    • Alessandro F., il 21 gennaio 2015 ore 19:11

      Dal primo gennaio 2015 con lo scambio sul posto, visto che è stato esteso agli impianti fino a 500 kw di potenza.

  4. ettore, il 4 settembre 2015 ore 17:47

    Buongiorno.
    Sto acquistando casa ristrutturata. Avendo disponibili 30 mq di tetto a sud pensavo di installare (magari in un secondo momento) un kit fotovoltaico per la produzione di 3kw a servizio dell’abitazione.
    Non mi è chiaro tuttavia la questione autoconsumo. ..produco e immetto in rete o produco per mio uso privato ed in caso di eccedenza interviene da rete?
    Perdonate l’ignoranza. Spero possiate chiarirmi le idee.

    • Alessandro F., il 7 settembre 2015 ore 17:49

      ciao ettore. Col fotovoltaico produci energia. Parte di questa produzione puoi utilizzarla nel momento stesso della produzione per soddisfare il tuo fabbisogno. Quella che non autoconsumi immediatamente la immetti in rete e poi grazie allo scambio sul posto ti viene in parte pagata (rimborsata). Autoconsumare istantaneamente la “propria” energia è l’opzione più conveniente. Immetterla per poi farsela pagare è invece l’opzione meno conveniente. Per questo più autoconsumi “sul momento”, meglio è.
      Col fotovoltaico fai sia autoconsumo, sia immissione in rete; una cosa non esclude l’altra.

      • ettore, il 8 settembre 2015 ore 00:48

        Grazie Alessandro per il chiarimento.
        Quindi mi sembra di capire che, avendone la possibilità potrei produrre 3kw per autoconsumo giornaliero che, qualora non utilizzati verrebbero immessi in rete e rimborsati. Occorre un impiantista specialista per la realizzazione dell’impianto? Occorre un contratto particolare con Enel?
        Grazie anticipatamente
        Ettore

        • Alessandro F., il 8 settembre 2015 ore 14:59

          Ciao ettore, per l’allacciamento enel c’è un’apposita pratica, da inoltrare tramite enel-distribuzione che gestisce gli allacciamenti alla rete locale di bassa tensione. Nel momento in cui ci si allaccia in rete c’è bisogno di uno specialista.
          Il contratto con enel (o altra società di vendita energia) per il prelievo di rete può rimanere lo sesso che già hai.

        • ligabue82, il 8 settembre 2015 ore 15:06

          Ciao Ettore. Qualora decidessi di effettuare l’impianto (ti ricordo che ci sono le detrazioni fiscali del 50% fino al 31/12/2015) puoi contattarmi per il disbrigo pratiche Enel, GSE e Terna e puoi chiedere un preventivo nell’apposita sezione del forum di Alessandro. Attendo tue eventuali indicazioni per trasmetterti la mia email.
          P.S: in che Regione/Provincia sarebbe l’impianto?

  5. Marilina, il 10 settembre 2015 ore 23:21

    Salve, sto valutando un impianto solare per il riscaldamento invernale.
    Attualmente ho una caldaia a Sansa per riscaldare l’acqua e farla andare in circolo nei termo.
    Esiste un impianto che non mi faccia morire di freddo in inverno per una zona di 220 mq
    Vorrei eliminare la caldaia ed accendere i termosifoni con fonte alternativa. Cosa devo fare?
    Grazie Mary

    • Alessandro F., il 14 settembre 2015 ore 10:40

      Se hai già una caldaia a gas puoi utilizzare le pompe di calore alimentate col fv per contribuire al riscaldamento dell’acqua dei termosifoni. Il fv non riesce a sostituire completamente il fabbisogno di calore, ma può contribuire a ridurre considerevolmente la spesa del gas. Per usare il SOLO fotovoltaico dovresti mettere un impianto più grande ed un adeguato sistema di accumulo con costi troppo elevati. L’operazione fotovoltaico è conveniente se autoconsumi molta dell’energia che produce. E la pompa di calore serve proprio a questo (la ammortizzeresti anche d’estate con la climatizzazione).

  6. Matteo, il 28 settembre 2015 ore 11:08

    Buon giorno a tutti volevo una informazione.sto valutando l acquisto di una casa con 2400 mq di giardino, vorrei mettere in una parte un impianto fotovoltaico di 6 kw e metterlo tutto in rete. Il terreno e agricolo la mia domanda è : oltre alla detrazione del 50 per cento dall irpef mi pagano per ogni kw che metto in rete? Grazie

    • Alessandro F., il 28 settembre 2015 ore 11:43

      se è una casa abitata non ha senso immettere tutto in rete (non ha senza dal punto di vista economico). Puoi tranquillamente fare l’impianto ed utilizzarlo in autoconsumo più scambio sul posto. Con questa formula hai risparmio in bolletta ed hai i contributi dal Gse per tutta l’energia scambiata con la rete.

      • MAry, il 28 settembre 2015 ore 18:54

        Scusi perchè attualmente si può vendere la luce non consumata come prima?

        • Alessandro F., il 29 settembre 2015 ore 15:21

          non ho capito la domanda

  7. Matteo, il 28 settembre 2015 ore 16:48

    Grazie Alessandro , ma quando si parla di autoconsumo significa usare l energia prodotta ,giusto..? E la restante immetterla nella rete, ho capito bene? Poi i contributi Gse ci sono ancora? Tutto questo perché chiedendo un mutuo abbastanza alto contavo di abbassare la rata mensile con il ricavo di tutta l energia che mi veniva pagata, ecco perché la volevo immettere tutta in rete.

    • Alessandro F., il 28 settembre 2015 ore 18:07

      Esatto quando si parla di autoconsumo si intende autoconsumo della “propria” energia nel momento stesso della produzione.
      Il contributo del gse c’è ed è il contributo dello scambio sul posto. A questo poi di aggiungono le detrazioni fiscali.

  8. congedo, il 28 settembre 2015 ore 19:04

    salve vorrei mettere un’impianto fotovoltaico di 3 kl in una villetta ,la domanda e, io risiedo all’estero consumo solo 2 mesi all’anno piu o meno, non chiedo intervento fiscale del governo ,ma posso distribbuire in rete tutto l’anno? Grazzie

    • Alessandro F., il 29 settembre 2015 ore 15:23

      Con casa non di residenza abituale avresti pochissimo autoconsumo.
      Puoi comunque scegliere di immettere in rete tutto l’anno, ma non ti conviene economicamente (a meno che il fv non abbia un prezzo molto basso che ti consenta di recuperare comunque la spesa sostenuta)

      • congedo, il 3 ottobre 2015 ore 18:21

        Ti ringrazio Alessandro vorrei ancora sapere se devo fare la richiesta al comune e se si paga la tass sul voltaico. credo che mi conviene farlo perché in solo 15 giorni o pagato 300€

        • Alessandro F., il 5 ottobre 2015 ore 16:38

          si in ogni caso in Comune va almeno depositata la dichiarazione di inizio lavori come per qualsiasi lavoro di ristrutturazione ordinaria. In ogni caso devi passare dall’uff. tecnico del Comune. Sul fotovoltaico non c’è nessuna tassa. Ci sono dei costi amministrativi del Gse, dei costi di allacciamento di Enel e delle tasse sul reddito che produci col fotovoltaico (escluso il contributo dello scambio sul posto, che è esente da tassa).

    • ligabue82, il 5 ottobre 2015 ore 15:40

      E’ necessario dimensionare nel migliore dei modi l’impianto fotovoltaico, in modo tale che su base annuale l’impianto produca più o meno l’energia consumata in quei due mesi. Forse un impianto da 3 kWp sarebbe anche esagerato e uno da 2 kWp circa (costo 4000€) potrebbe fare al Suo caso. Se vive all’estero e non paga tasse in Italia, non può accedere alla detrazione fiscale ma recuperare qualcosa (circa il 20%) con il meccanismo dei TEE (titoli efficienza energetica o certificati bianchi). Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

      saluti

  9. Fabio, il 21 ottobre 2015 ore 14:02

    Buongiorno
    è da un anno che abito in una casa nuova , è una casa non alimentata da gas consumo solo energia elettrica , sto valutando di mettere un impianto fotovoltaico da 6 kw .
    la mia domanada è : ho diritto delle detrazioni fiscali del 50 % ?
    grazie
    saluti

    • Alessandro F., il 21 ottobre 2015 ore 18:00

      ciao, si per uso abitativo hai diritto alla detrazione 50% come ristrutturazione. Sicuramente fino al 31 dicembre, ma probabilmente verrà prorogata di un altro anno

  10. roberto, il 1 novembre 2015 ore 19:55

    Salve,
    se acquisto un 3kw, ed effettuo installazione personalmente, risparmio il costo e lo spazio delle batterie se autoconsumo e irradio il restante in rete enel? La mia idea era quella di evitare il costo esoso delle batterie e lo spazio.

    • Alessandro F., il 2 novembre 2015 ore 16:14

      Per immettere in rete enel hai bisogno di fare il progetto e tutte le pratiche per l’allacciamento enel. Ma non ho capito la domanda.

  11. Carlo, il 18 novembre 2015 ore 18:33

    Salve,
    sto ristrutturando casa e sarei interessato a mettere i pannelli FV.

    Chiedo in primo luogo se le detrazioni del 50% sono valide sono se l’impianto viene installato durante la ristrutturazione o anche successivamente;

    Poi vorrei avere piccoli chiarimenti sull’autoconsumo, che reputo la cosa migliore:
    1) Se c’è un blackout della rete ed il mio impianto sta producendo, vado in blackout anche io o rimango alimentato dai FV?
    2) L’autoconsumo è ammesso da ogni fornitore di energia elettrica? (Io ho Enel Energia Mercato Libero, offerta Semplice Luce ovvero prezzo fisso e sconto del 40% sui primi 225Kw mensili)
    3) L’autoconsumo si può mescolare al prelievo? Produco 2Kwh, Consumo 3Kwh, dalla rete prelievo (e mi viene addebitato) solo 1 Kwh?
    E’ uno scenario “valido”?

    Grazie e buona serata
    Carlo

    • Alessandro F., il 18 novembre 2015 ore 19:05

      ciao le detrazioni per fv sono valide anche dopo la ristrutturazione di casa, ma attendiamo conferma definitiva dalla legge di stabilità della proroga di un ulteriore anno. (al 90% la detrazione 50% viene prorogata di un ulteriore anno)
      1) Se c’è blackout il classico impianto viene staccato dalla rete per motivi di sicurezza.
      2) si, l’autoconsumo avviene a prescindere dal proprio fornitore elettrico: riguarda la tua utenza e il tuo impianto.
      3) esatto avviene come tu hai scritto.

      ciao

      • Carlo, il 18 novembre 2015 ore 21:32

        Grazie della celere risposta; ero dell’idea che le risposte fossero proprio quelle che sono state scritte, ma in un argomento così vario ed ampio i dubbi non mancano. Sul punto 2 mi sento di dire che se NON venisse prorogata, non sparirebbe del tutto ma si assesterebbe al 36% reso permanente da una legge che attualmente non ricordo.

        Faccio solo una richiesta specifica del punto 3)
        L’ho scritto perchè altrove in rete in forum abbastanza autorevoli ho ricevuto una risposta diametralmente opposta. Lo spiego con un esempio:

        SCENARIO TEORICO CHE INTERESSA A ME -e che a quanto sopra detto sembra realtà-

        * Produco 2 Kw, Consumo 2Kw => nulla mi viene addebitato/accreditato, ed io faccio del sano ed economico autoconsumo totale.
        * Produco 1 Kw, Consumo 2Kw => faccio autoconsumo parziale e mi viene addebitato 1 Kwh al prezzo del mio fornitore, diciamo 24 cents;
        * Produco 3 Kw, Consumo 2Kw => faccio autoconsumo totale e vendo 1 Kwh al mio fornitore ad un prezzo che sia aggira sui 9 cents;

        SCENARIO CHE MI E’ STATO PAVENTATO IN TAL FORUM – e che annienterebbe qualsiasi mio interesse nei pannelli FV –

        * Produco 2 Kwh, Consumo 2 Kwh => Vendo al fornitore 2 Kwh a diciamo 18 cents totali e prelevo 2 Kwh a circa 48 cents, quindi mi vengono addebitati 30 cents.
        Il che si tradurrebbe in un mero “sconto” sui consumi che non giustifica l’investimento.

        A me di prima battuta mi sembrava un’assurdità, ma dato che sono poco informato in materia ho preferito indagare meglio.

        Ringrazio di nuovo per le informazioni e saluti
        Carlo

        • Alessandro F., il 19 novembre 2015 ore 17:18

          non si tratta proprio di uno “sconto”. Le bollette vengono pagate con la tariffa che già hai sull’energia che prelevi dalla rete. Il gse ti da un rimborso parziale delle bollette pagate in relazione all’energia immessa.

          (Il rimborso è di circa il 50-70 per cento del prezzo dell’energia pagata in bolletta, perchè vengono rimborsati anche alcuni costi di rete, non solo il prezzo energia).

          Al di là di tutto la convenienza vera è l’autoconsumo istantaneo. Lo scambio sul posto è solo un rimborso parziale sull’energia pagata al tuo operatore elettrico (che in genere propone tariffe intorno ai 0,25 €/kwh lordi).

        • ligabue82, il 23 novembre 2015 ore 17:48

          Se la produzione è contemporanea al consumo, allora si parla di autoconsumo e lo scenario 1 è esatto; solo che nella terza ipotesi dello scenario 1, non vai a vendere al tuo fornitore ma fai Scambio sul Posto (il kWh viene rimborsato a un prezzo di circa il 60% di quello pagato in bolletta). Solo se a fine anno si ha una sovraproduzione (in termini monetari di controvalore dell’energia immessa rispetto a quella prelevata) allora si può optare per la vendita di energia (liquidazione eccedenze) a un prezzo esiguo (attorno ai 5 c€).

          Se invece non si parla di autoconsumo istantaneo (es: consumi di notte e immetti di giorno), rientri nella seconda ipotesi, solo che i dati economici che hai inserito sono errati, perchè compri (prelevi) a circa 25/30 c€ e immetti (con lo Scambio sul Posto) a un prezzo pari a circa il 60% di quanto prelevato.
          A grandi linee è così, anche se i meccanismi di calcolo sono ben complessi…

          saluti

  12. MAry, il 20 novembre 2015 ore 00:46

    SAlve conviene spendere 20,000 euro per un impianto che deve riscaldare 230 mq di casa
    quindi 10 kw fotovoltaico più una pompa o caldaia da collegare all’impianto già fatto con circolo d’acqua.
    L’impianto termico da un sopra luogo l’ingegnere ha ritenuto che non sarà molto efficiente.
    La mia domanda vale la pena spendere questa cifra? Adesso invece di ammortizzarla con il tempo?

    • Alessandro F., il 20 novembre 2015 ore 18:25

      la cosa più importante che devi valutare è: “quanta dell’energia prodotta verrà utilizzata in autoconsumo?”.
      Con una casa da 230 mq sicuramente sarà una buona quota. Se hai perplessità, rimpicciolisci un po’ l’impianto in modo da aumentare la quota di autoconsumo. ciao

    • ligabue82, il 23 novembre 2015 ore 17:40

      mancano parecchi dati per dare risposte esaustive.
      20000€ cosa comprenderebbero?
      10 kwp di FTV producono circa 13/14000 kWh/anno di energia.
      Pompa di calore o caldaia c’è una grossa differenza (anche a seconda dei terminali di emissione es: pavimento radiante, fancoil o radiatori): se c’è FTV mi orienterei verso PdC.
      Comunque ribadisco che i dati indicati sono minimi e non molto chiari…

      saluti

  13. Luigi, il 5 dicembre 2015 ore 20:09

    Salve,vorrei aprire un azienda che produca energia interamente da immettere in rete, attraverso impianti fotovoltaici montati a terra. La mia domanda è: posso venderla solo a cliente finale o posso vendere a gse ? grazie.

    • Alessandro F., il 10 dicembre 2015 ore 17:54

      se il cliente finale (diciamo: un’azienda) si trova nello steso luogo la puoi vendere direttamente a lei ad un costo favorevole sia a te che all’azienda.

      Con la vendita al gse, invece, l’energia viene pagata al suo prezzo di mercato (le tariffe minime garantite del “ritiro dedicato” sono ormai talmente basse che vale il prezzo di mercato). Il prezzo di mkt varia tra i 4 ed i 9 centesimi €/kwh. Conviene solo se paghi l’impianto fv veramente poco..

  14. Vincenzo, il 14 dicembre 2015 ore 12:01

    Sto acquistando un appartamento dotato di impianto fotovoltaico. Quali saranno i vantaggi che otterro’?

    Grazie
    Vincenzo

    • Alessandro F., il 14 dicembre 2015 ore 13:09

      Di giorno, potrai utilizzare l’energia prodotta dal tuo impianto.
      Di sera, continuerai a prelevare dalla rete.

      Se fai lo scambio sul posto ricevi un rimborso parziale sull’energia immessa in rete quando non autoconsumi

      • Vincenzo, il 15 dicembre 2015 ore 15:50

        Grazie per la risposta, cosa intendi scambio sul posto?

        Grazie
        Vincenzo.

        • Alessandro F., il 16 dicembre 2015 ore 11:54

          Lo scambio sul posto è un meccanismo di compensazione parziale tra l’energia immessa in rete dal tuo impianto e quella prelevata dalla rete per i tuoi consumi. Esempio molto semplificato: di giorno c’è il sole, l’impianto produce più del necessario e quindi immette in rete. Di sera l’impianto non produce e quindi prelevi dalla rete, pagando le normali bollette. Ogni sei mesi il Gse (gestore con cui firmi la convenzione di scambio sul posto) ti fa un bonifico per rimborsare parzialmente le bollette pagate, in relazione all’energia in più che hai immesso in rete col tuo impianto. Qui trovi una guida completa.

    • ligabue82, il 14 dicembre 2015 ore 18:33

      Ciao Vincenzo.
      Se è un nuovo appartamento (e quindi il FTV è stato installato sulla singola unità immobiliare come obbligo), potrai godere del risparmio in bolletta per tutta l’energia autoconsumata di giorno contestualmente alla produzione dell’impianto. L’energia che invece consumerai quando l’impianto FTV non produce (es: notte o pioggia) ti verrà normalmente addebitata in bolletta, ma quella che durante il giorno (es: estate) non hai consumato, ti verrà conguagliata tramite il meccanismo di Scambio Sul Posto GSE, direttamente sul tuo conto corrente.
      C’è però da vedere se l’impianto è già allacciato alla rete Enel (in caso contrario va effettuata una pratica di richiesta di connessione enel) e se ha già la convenzione di Scambio sul Posto con GSE (altrimenti va fatta una pratica anche qui). Se hai problemi con queste pratiche, non esitare a contattarmi.

      Se invece l’impianto FTV è installato già da parecchi anni e già allacciato alla rete, potrai godere anche degli incentivi residui del conto energia, effettuando un cambio di titolarità al GSE (anche in questo caso resto a disposizione).

      saluti

      • Vincenzo, il 18 dicembre 2015 ore 11:27

        Ciao Ligabue82, grazie per la spiegazione è la tua disponibilità.

        Vincenzo

        • Vincenzo, il 18 dicembre 2015 ore 11:29

          Grazie Alessandro, molto gentile. Tutto molto chiaro.

          Vincenzo.

  15. davide, il 24 marzo 2016 ore 14:55

    buongiorno, io ho installato un impianto fotovoltaico da produzione intermedia nel 2012 e a tutt’oggi non ho ancora ricevuto gli incentivi previsti… nessuno sa rispondermi.
    in più sarei interessato alla batteria di accumulo visto che comunque come ritorno di produzione mi vengono attribuite cifre risibili rispetto a quanto ipotizzato .

    • Alessandro F., il 25 marzo 2016 ore 10:16

      Quale conto energia? Quinto? Quarto? Perchè non ricevi gli incentivi? Cosa di Gse?

  16. emilio, il 21 aprile 2016 ore 20:00

    buonasera,
    vorrei sapere,per fare un buon investimento, che tipo di impianto (e con quale potenza) dovrei installare per un appartamento. pago in media una bolletta bimestrale di 100 euro.Produzione acqua calda a gas, riscaldamento esclusivamente a biomassa (consumo medio 100W).
    Ringrazio anticipatamente.

    • Alessandro F., il 22 aprile 2016 ore 10:35

      Parlando di fotovoltaico potrebbero bastare i classici 3-5 kw che ti permetterebbero (sull’anno) di ammortizzare parte di questi 100 euro. Ovviamente bisogna fare analisi dettagliate per capire se può essere utile integrare con un solare termico o con altri apparecchi elettrici che ottimizzerebero lo sfruttamento del fotovoltaico.

  17. Francesco, il 25 aprile 2016 ore 03:06

    Buongiorno. Vale la pena per un privato installare un impianto 10-12 kw solo per vendita?? Avrei diritto lo stesso alla detrazione del 50%?? In alternativa, installare un tale impianto per un appartamento da 120mq con consumi medi(nord Italia) varrebbe lo stesso la pena?? é realistico il costo di 2000€ per kw di impianto fv installato?? è un prezzo “chiavi in mano”?? Grazie in anticipo.

    • Alessandro F., il 26 aprile 2016 ore 09:59

      10-12 kw per la SOLA vendita oggi non conviene. Conviene dimensionare bene l’impianto in base ai consumi domestici (o aziendali) per ottimizzare l’autoconsumo, che ti abbassa non poco i costi in bolletta.
      La detrazione 50% è solo per utenti domestici che installano al servizio dell’abitazione (o utenze “miste” casa-lavoro).
      Se installi 12 kw sul tetto di casa (o condominio) in scambio sul posto si ha diritto alla detrazione.
      Il costo di 2.000 €/kw è realistico (“chiavi in mano”).

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