Impianto fotovoltaico: progetto, connessione enel e richiesta gse

22 ottobre 2014

L’impianto fotovoltaico: dal progetto al collaudo finale. Ecco una breve guida per scoprire cosa c’è dietro alla realizzazione di un investimento fotovoltaico. Avere le idee chiare sul “cosa bisogna fare per…   ..in Italia” aiuta le persone a muoversi meglio in un contesto che è in costante cambiamento:  normative sugli allacciamenti, sull’accumulo, sullo scambio sul posto, sulle detrazioni fiscali, ecc…

 

Quali sono le fasi e gli adempimenti fondamentali per realizzare un progetto fotovoltaico?

La procedura di realizzazione di un piccolo impianto fotovoltaico, per esempio di un impianto sul tetto di casa inferiore ai 20 Kw di potenza, comprende alcune fasi più o meno standardizzate, più o meno simili in tutte le casistiche di piccoli impianti domestici o aziendali.

I lavori per la realizzazione effettiva dell’impianto fotovoltaico, il “cantiere”, non comportano moltissime ore di lavoro: si tratta infatti dell’applicazione dei pannelli solari sul tetto, dell’installazione di un inverter e di un contatore in un locale chiuso e della realizzazione di tutti i collegamenti necessari. Ciò che richiede tempo, spesso, sono le procedure amministrative per la connessione dell’impianto alla rete elettrica di Enel distribuzione, per il collaudo e per la richiesta di registrazione al Gse (il Gestore dei Servizi Energetici), che si occuperà di ritirare l’energia immessa in rete ed erogare il contributo dello scambio sul posto.

Ciò che comporta il maggior impegno e particolare attenzione, dunque, è lo svolgimento di tutte le pratiche amministrative connesse alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico: dagli iter autorizzativi in Comune (o, eventualmente, in Provincia o Regione), alle pratiche di connessione Enel (gestore di rete territorialmente competente) fino allo svolgimento delle pratiche Gse per la convenzione di ritiro dell’energia immessa in rete, che può essere lo “Scambio sul Posto” o il “Ritiro Dedicato” (RID).

In particolari Comuni sottoposti a specifici vincoli paesaggistici o ambientali le autorizzazioni possono rappresentare un vero e proprio “muro insormontabile” per la realizzazione del progetto fotovoltaico. In queste condizioni le autorizzazioni necessarie possono arrivare dopo parecchi mesi dalla richiesta, o possono non arrivare mai.

impianto fotovoltaico progetto

D’altro canto oggi, rispetto all’anno passato, non ci sono più gli incentivi del conto energia e questo agevola di molto la velocità di svolgimento delle pratiche burocratiche col gestore Gse.

Questi, i principali aspetti burocratico-amministrativi. In parallelo a questi adempimenti, poi, c’è tutta la fase “tecnica”di progettazione: dal progetto preliminare, già necessario per la richiesta di connessione Enel, al progetto definitivo, fino al progetto esecutivo, quello necessario per l’ effettivo svolgimento dei lavori per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

Ogni caso ed ogni tipologia di installazione ha ovviamente le proprie specificità, però possiamo individuare in linea generale gli step minimali, più o meno comuni a tutte le installazioni, che devono caratterizzare ogni progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico.

 

Sopralluogo fattibilità progetto preliminare

La prima fase è sicuramente quella del sopralluogo e di un primo studio di fattibilità. In questa fase un tecnico dovrà verificare alcuni requisiti minimi per poter garantire l’efficacia e l’efficienza dell’impianto ed ipotizzare una modalità di installazione. Questa fase è fondamentale per stimare la fattibilità del progetto.

A questa valutazione preliminare, da parte di un tecnico (non di un commerciale) fa seguito la scelta effettiva dell’interessato, il “Soggetto responsabile dell’impianto”, sulla realizzazione o meno del progetto.

Lo studio di fattibilità è seguito dal progetto preliminare, ovvero una prima stesura/bozza su “come verrà realizzato l’impianto e quanta energia potrà produrre negli anni”.

Sul dimensionamento dell’impianto si tengono presenti, in linea di massima, i seguenti dati:

Zona d’installazione Produzione in Kilowattora/anno
per Kwp installato
ESH
(Equivalent Sun Hours)
Produzione del fotovoltaico in Italia: i principali parametri
Nord Italia 1.100 Kwh/kwp/anno 3 Kwh/mq/giorno
Centro Italia 1.300 Kwh/Kwp/anno 4 Kwh/mq/giorno
Sud Italia 1.500 Kwh/Kwp/anno 5 Kwh/mq/giorno

Il parametro ESH indica quanti kwh produce mediamente in un giorno un metro quadrato di pannelli fotovoltaici.

Lo spazio disponibile ed il luogo di installazione, inoltre, può influenzare la scelta sul tipo di pannelli da utilizzare: monocristallini, policristallini o amorfi.

I primi ed i secondi hanno una produzione maggiore in meno spazio, ma hanno bisogno della luce diretta del sole per lavorare bene. I moduli in silicio amorfo, invece, hanno un’efficienza minore (cioè hanno bisogno di maggiori superfici), ma sono più produttivi anche in condizioni di luce “diffusa” (non “diretta”) e di alte temperature.

Questa l’efficienza per tipo di modulo. Per “efficienza” non si intende la qualità dei moduli fotovoltaici, ma il rapporto tra produzione e superficie occupata.

Efficienza produttiva per tipo di pannello
Pannello fotovoltaico in silicio Monocristallino efficienza del 17-20%
Pannello fotovoltaico in silicio Policristallino efficienza di circa 13%
Pannello fotovoltaico in silicio Amorfo efficienza di circa l’8%

 

Questa è la prima fase di lavoro.

 

Autorizzazioni

La seconda fase è quella degli iter autorizzativi. Su questi, abbiamo già accennato qui sopra.. è inutile proseguire nei lavori se non si è sicuri di poter ottenere le autorizzazioni costruttive necessarie per la realizzazione dell’impianto. Questo è in genere il primo “scoglio” contro cui scontrarsi. Nonostante le procedure si siano molto chiarite rispetto a prima, soprattutto grazie all’emanazione di linee guida nazionali per l’installazione degli impianti fotovoltaici, a volte il problema delle autorizzazioni costruttive tiene arenato un progetto per parecchi mesi. Questo può accadere per esempio in situazioni in cui si è in presenza di territori vincolati e regolati dal codice dei beni culturali e del paesaggio che richiedano particolari autorizzazioni paesaggistiche.

In genere per i piccoli impianti collocati su edifici, per esempio sui classici tetti a falda con i moduli complanari al tetto stesso, basta una semplice comunicazione preventiva al comune , in quanto i lavori necessari per la realizzazione dell’impianto sono considerati “attività di edilizia libera”.

 

Richiesta di connessione enel

Una volta risolta la questione delle autorizzazioni, lo step successivo è la richiesta di connessione alla rete elettrica nazionale. La richiesta deve essere presentata ad Enel Distribuzione o al gestore di rete territorialmente competente. In questa fase il referente a cui inviare la documentazione è Enel distribuzione ed è su questo che bisognerà avere il “nulla osta” per far si che l’impianto possa essere collegato in immissione alla rete elettrica. Il corretto allacciamento  è fondamentale per conteggiare in maniera corretta l’energia immessa in rete, quella prelevata e quella autoconsumata istantaneamente (cioè: nel momento stesso della produzione).

A tal proposito, solo una nota: ad alcuni utenti, a causa di un errato allacciamento, effettuato con contatore “NON-bidirezionale” è stata per mesi addebitata l’energia prodotta e immessa in rete come se fosse energia prelevata dalla rete… risultato: bollette raddoppiate, anzichè dimezzate.

La richiesta di connessione dell’impianto dovrà essere inviata dopo l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’impianto.

La richiesta di connessione alla rete dovrà essere inviata al gestore in relazione alle modalità indicate dalla stessa Enel Distribuzione che prevede una procedura on line di compilazione della richiesta. All’invio della domanda di connessione segue la risposta, entro tempistiche predefinite , da parte di Enel (o altro gestore) che deve comunicare al Soggetto Responsabile dell’impianto (o suo delegato) il preventivo per i costi di realizzazione della connessione, i tempi e modalità di realizzazione della connessione ed il punto esatto di connessione dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica. In accettazione del preventivo, l’utente deve pagare subito il 30% dei costi di realizzazione, per lasciare il rimanente 70% a completamento connessione.

 

Il cantiere

Solo ora, non prima, parte il cantiere.

Solo dopo la richiesta e l’ottenimento del “via libera” da parte di Enel (o altro gestore) per connettere l’impianto fotovoltaico alla rete elettrica, la quarta fase del processo di realizzazione prevede la realizzazione vera e propria dell’impianto. Questa è la fase “cantieristica” in cui l’installatore realizza fisicamente l’impianto servendosi del progetto esecutivo redatto dal progettista. In genere, per i piccoli impianti, non richiede particolari difficoltà, nè lunghi periodi. Un impianto da 3 kw su falda richiede in genere non più di tre giornate di lavoro.

 

Il “fine lavori” e la connessione enel

Al termine dei lavori che, come detto, possono essere anche abbastanza rapidi, si dovrà inviare ad Enel (o altro gestore di rete competente sul territorio) il foglio di “fine lavori” che “comunica” ad Enel che l’impianto è terminato ed è tutto pronto per effettuare i lavori di connessione dell’impianto in rete. Enel dovrà, in seguito a tale data, effettuare l’allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica, identificando univocamente il punto di connessione.

E’ in questa fase che l’utente dovrà pagare il rimanente corrispettivo di connessione ad enel, il restante 70% del 30 pagato alla data di accettazione del preventivo di allacciamento.

 

L’ entrata in esercizio dell’impianto fv

E’ solo dopo l’allacciamento che l’impianto potrà entrare in esercizio.

Dall’entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico, ed è questo il quinto “step”, il soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico (o suo delegato), ha tempo 60 giorni solari per presentare al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) la richiesta di convenzione dello Scambio sul Posto o del Ritiro Dedicato (RID). Attenzione, oggi la domanda può essere presentata al Gse solo online attraverso l’apposto portale del gestore dei servizi energetici: http://applicazioni.gse.it.

La domanda online necessita l’invio, sempre per via telematica, di diverse pratiche: documentazioni tecniche, fotografie dell’impianto e certificazioni. Nonostante ciò, con un po’ di accuratezza, questa fase può essere presa in carico direttamente dal titolare dell’impianto. Il vantaggio di avere proprie credenziali di accesso al portale è di poter visionare in ogni momento la propria situazione e di avere un canale diretto di comunicazione col gse.

La fase di raccolta e gestione della documentazione necessaria, entro le tempistiche definite, comporta particolare attenzione e precisione, pena lo slittamento dell’avvio della convenzione.

Leggi ulteriori informazioni sullo Scambio sul posto qui.
Sul ritiro dedicato (RID), invece, oggi non c’è più la convenienza che si aveva fino a ieri. Oggi i prezzi minimi garantiti, che prima garantivano un buon rientro economico dall’investimento, subentrano solo quando i prezzi di mercato sono molto molto bassi. Oggi, con la sola vendita in rete dell’energia, i prezzi di ritiro della rete sono quelli di mercato e questi non sempre sono sufficienti a garantire il rientro economico dall’investimento in tempi accettabili. Quel che più conviene oggi è realizzare un SEU (Sistema Efficiente di Utenza) in cui il titolare dell’impianto può vendere direttamente l’energia prodotta all’utente finale che la utilizza sul posto.

Per vedere cosa è e quali sono i vantaggi di un SEU leggi qui.

 

La richiesta delle detrazioni fiscali

Gli impianti fotovoltaici al servizio delle abitazioni possono usufruire fino a fine anno delle detrazioni fiscali Irpef sul 50% dei costi di realizzazione. Molto probabilmente la detrazione verrà prorogata anche per tutto il 2014. Lo sgravio fiscale è equiparabile agli incentivi e garantisce la restituzione, tramite detrazioni Irpef, della metà del costo dei lavori. La restituzione avviene in 10 anni.

Per richiedere le detrazioni fiscali bisogna pagare i lavori con bonifico bancario specificando in causale che si tratta di lavori di ristrutturazione edilizia assoggettabili a detrazione ed indicando codice fiscale del committente e partita iva dell’appaltatore.

Ecco come funzionano le detrazioni fiscali Irpef per gli impianti fotovoltaici domestici e cosa fare per accedervi.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro F. blogger fotovoltaicoAlessandro F.
blogger e micro-editore indipendente, specializzato in fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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8 Commenti

  1. Fotovoltaiconorditalia il 22 ottobre 1014 ore 11:58

    Articolo correlato: Fotovoltaico fai da te

  2. Davide il 22 ottobre 2014 ore 11:05

    Buonasera, mi sto informando per installare un impianto fv da 3 kwp e ho trovato molto chiara ed intressante questa spiegazione.
    Ho sentito che da quest’ anno (2014) hanno reintrodotto l’ obbligo di installare il cosiddetto “secondo contatore” che misura tutta l’ energia prodotta dall’ impianto.
    È vero? Se si cosa cambia a livello procedurale ed a livello di costi?
    Grazie saluti

    • Alessandro F. il 22 ottobre 2014 ore 11:10

      Anch’io ho sentito la stessa cosa. Ma credo che a livello procedurale non cambia nulla.

  3. Paolo il 22 ottobre 2014 ore 11:50

    Sto faticosamente tentando di mettere in piedi un impianto fotovoltaico allacciato alla rete con SSP.
    Sarebbe il mio elettricista di fiducia ad installare il tutto. Ha già montato altri impianti quindi non dovrebbe avere problemi.
    A questo punto mi sorgono 2 dubbi:
    1) enel, o gse, o comunque chi deve autorizzare, potrebbe proibire l’impianto? Chiedo questo perchè non vorrei trovarmi con il materiale in casa e successivamente non poterlo installare
    2) probabilmente acquisterò i moduli da un privato che ha da vendere uno stock fallimentare (ho già esaminato tutti gli aspetti negativi che la cosa potrebbe comportare), ma se lo facessi, questo comporterebbe problemi con la pratica enel/gse? In pratica potrei non avere la fattura di acquisto dei pannelli, così come accade per qualsiasi transazione che vede coinvolti soggetti privati.
    Grazie

    • Alessandro F. il 22 ottobre 2014 ore 11:55

      1) Prima di acquistare e iniziare i lavori:
      Devi far fare il progetto.
      Per le autorizzazioni edilizie chiedi all’ufficio tecnico del tuo comune. E’ lui che regola la materia.
      Per la connessione in rete senti enel prima di iniziare i lavori. Enel ti dice la fattibilità ed emette anche il preventivo per l’allacciamento.
      2) se non richiedi le detrazioni fiscali non credo ci siano problemi, ma per sicurezza verificherei anche col gse

  4. auleia il 22 ottobre 2014 ore 14:52

    mancano i tempi del gse. Quanto tempo passa? Impianto attivato il 12 agosto 2014, gse ancora non attivo.

  5. santo il 28 ottobre 2014 ore 17:43

    Salve,
    mi sa dire gentilmente l’importo da versare ad enel per l’ottenimento del preventivo di un impianto fv da 6 kWp?
    Io ricordavo euro 121,00 iva inclusa.
    Grazie

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