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Autorizzazione impianti fotovoltaici : linee guida nazionali

8 gennaio 2011

Dal 3 ottobre 2010 sono entrate in vigore le nuove linee guida nazionali per l’ iter autorizzativo finalizzato alla installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili.

L’obiettivo di tali linee guida, è quello di snellire e uniformare a livello nazionale il procedimento autorizzativo. Infatti, fino ad oggi
la mancanza di linee guida nazionali ha fatto si che in ogni Regione si adottassero criteri propri, legiferando di fatto in maniera autonoma, cosicchè ogni regione ha adottato fino ad ora proprie deliberazioni per individuare i criteri e le autorizzazioni necessarie.

Le linee guida per l’autorizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, pubblicate in Gazzetta Ufficiale n.218 il 19 settembre 2010, sono state create con l’intento di affrontare e definire alcuni problemi interpretativi della precedente normativa, nello specifico l’art.12 del D.Lgs 387/2003. Il decreto di fatto ha dato un ampio potere decisionale alle Regioni che spesso hanno legiferato arbitrariamente in favore di procedure autorizzative semplificate facendo bastare la semplice Denuncia di Inizio Attività (DIA) laddove invece doveva prevedersi l’ Autorizzazione Unica (AU), procedimento autorizzativo più complesso e “tutelante” del territorio, per autorizzare le installazioni di impianti eolici e fotovoltaici.

Le linee guida sono state individuate quindi con lo scopo di uniformare i criteri autorizzativi a livello nazionale individuando una disciplina specifica, dettagliata e univoca.

Il testo è diviso in quattro prati principali: la prima è sul campo di applicazione delle linee guida, la seconda sul regime autorizzatorio, la terza individua il procedimento per il rilascio dell’ Autorizzazione Unica e la quarta parte esplica i criteri per l’ inserimento nel paesaggio e nel territorio delle installazioni.

Autorizzazioni impianti fotovoltaiciCampo di applicazione

Le linee guida vengono applicate negli iter procedurali per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione da fonti rinnovabili situati sulla terraferma, nonché per gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale (o riattivazione) degli stessi impianti. Le linee guida sono applicabili, inoltre, per lo svolgimento di lavori connessi e per la costruzione di infrastrutture indispensabili alla messa in opera e funzionamento degli impianti medesimi.

Il regime autorizzatorio

In generale, pensando ad esempio agli impianti sopra i 20 Kw di potenza fino alle centrali, ecc.. la costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti a fonti rinnovabili (come delle opere connesse) sono soggette ad Autorizzazione Unica. Autorizzazione rilasciata dalla Regione o dalla Provincia da essa delegata, a seguito di un procedimento unico.

Pensando invece ai piccoli e medi impianti, situazioni molto più diffuse, la normativa prevede due possibili atti amministrativi: la comunicazione preventiva al Comune, oppure la Denuncia di inizio attività.

In particolare è considerata edilizia libera la realizzazione di impianti fotovoltaici

  • aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi
  • la cui superficie non e’ superiore a quella del tetto su cui viene realizzato
  • realizzati su edifici esistenti o sulle loro pertinenze;
  • aventi una capacita’ di generazione compatibile con il regime di scambio sul posto (fino ai 200 Kwp);
  • realizzati al di fuori di una specifica zona (“zona A”) definita con decreto del Ministro per i lavori pubblici (2 aprile 1968, n. 1444)

In questi casi basta la comunicazione preventiva al Comune (anche per via telematica) di inizio lavori

E’ prevista invece la DIA (Denuncia di Inizio Attività) per gli impianti fotovoltaici:

  • non rientranti nell’elenco sopra indicato, ma comunque collocati sugli edifici e la cui superficie complessiva non sia superiore a quella del tetto dell’edificio sul quale i moduli sono collocati
  • non rientranti negli elenchi sopra indicati, ma aventi potenza comunque fino ai 20 Kwp (come definito dalla finanziaria 2008 art. 2 comma 161)

In generale è buona norma rivolgersi comunque al Comune di ubicazione dell’impinato per i primi step autorizzativi.

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20 Commenti

  1. Giancarlo, il 3 febbraio 2013 ore 22:55

    Vorrei sapere se la la seguente sentenza “Il TAR Puglia, con Sentenza n. 1241 del 12 luglio 2012” per l’ autorizzazione dell’ installazione di impianto fotovoltaico in centro storico e’ da ritenersi valida anche per il Piemonte.

    • Alessandro, il 5 febbraio 2013 ore 19:46

      Parliamo di fotovoltaico nei centri storici vincolati dal parere della sovrintendenza.
      La Sentenza TAR Puglia n. 1241 del 12 luglio 2012 afferma che è legittima l’installazione di impianti fotovoltaici nei centri storici che non produca alcun effetto visivo che distorca la visione degli elementi architettonici di base. Questo, in sintesi, il contenuto della sentenza.

      Secondo me la sentenza potrebbe essere estendibile anche al Piemonte. Però la normativa è di competenza regionale (ovviamente sempre all’interno delle linee guida).
      E’ comunque un precedente utile su cui rivalersi anche per altri casi simili.
      Ultima cosa: secondo me dipende soprattutto dalla motivazione del diniego autorizzativo da parte del dirigente comunale.

  2. Nicola, il 27 maggio 2014 ore 14:09

    Salve, sono il progettista di una struttura “leggera” in acciaio zincato su una terrazza di un appartamento a 2 piani. Volendo coprire questa terrazza, che ha superficie complessiva in pianta di circa 90 metri quadri, con pannelli fotovoltaici o comunque con pannelli coibentati predisposti per la successiva collocazione di tegole fotovoltaiche, il comune di appartenenza ha rigettato il mio titolo abilitativo (scia edilizia) sostenendo che fa effettuato il deposito al genio civile per le verifiche sismiche (provincia di reggio calabria).
    Esiste qualche riferimento legislativo con il quale posso concludere l’intervento in oggetto?
    grazie

    • Alessandro F., il 27 maggio 2014 ore 15:05

      io mi informerei presso la Regione

  3. Stella C., il 14 settembre 2014 ore 10:17

    Buongiorno, volevo chiedere una precisazione,
    per mia ignoranza in questo campo ho iniziato a installare sul tetto della mia casa un impianto solare termico poi ho saputo di dover chiedere le autorizzazioni in comune e mi sono autodenunciata, a quel punto il comune mi ha proposto di richiedere l’autorizzazione in sanatoria e mandare la richiesta di compatibilità ambientale perchè la mia casa è situata in zona di vincolo paesaggistico. La commissione paesaggistica del comune ha dato parere favorevole ma la sopraintendenza della regione Lombardia, conoscendo la mia zona, dice di dare parere contrario a prescindere. Preciso che i pannelli non sono visibili a nessuno.
    Grazie della disponibilità.
    Stella

  4. Stella C., il 15 settembre 2014 ore 14:00

    Scusi, non ho scritto la mia domanda,
    è vincolante il parere della sopraintendenza ed è permesso alla sopraintendenza dare parere negativo a prescindere da dove e come sono posizionati i pannelli?
    Ribadisco che i pannelli non sono visibili.
    Grazie
    Stella

    • Alessandro F., il 15 settembre 2014 ore 14:31

      ciao Stella, purtroppo se il territorio è vincolato il parere della soprintendenza è vincolante e scavalca il parere del tuo Comune. Non ti so dire se c’è qualche “via di fuga” passando da qualche ufficio regionale.

  5. Antonio Carrozza, il 16 ottobre 2014 ore 12:35

    Salve, dovrei realizzare un impianto FTV da 5,25 kwp su di un tetto inclinato ( aderente-non supero la superficie- etc etc) quindi mi basterebbe una Comunicazione al comune sennonchè ci troviamo in zona a vincolo paesaggistico. Mi trovo in provincia di Reggio Calabria, prima di imbattermi nel geometra comunale di turno e/o il tecnico della Provincia che fa solo il passacarte, qual’è l’attuale orientamento normativo? Esiste una procedura semplificata? Se si,in cosa consiste?
    Grazie

    • Alessandro F., il 16 ottobre 2014 ore 14:50

      Col vincolo paesaggistico la normativa dipende dalla regione Calabria (o provincia delegata).

  6. Eleonora, il 16 novembre 2014 ore 16:16

    Salve, chiedo solo un’informazione. Abito a nave (bs), in una frazione che sul prg è segnata come centro storico e sensibilitá paesistica alta.avrei intenzione di istallare i fotovoltaici (3kw). In comune mi hanno detto che devo aprire una pratica con un geometra poi la manderanno alla soprintendenza.

    • Alessandro F., il 17 novembre 2014 ore 11:55

      esatto se si tratta di territori vincolati ci vuole il parere della soprintendenza (regione o provincia)

  7. Giovanni, il 25 gennaio 2015 ore 18:45

    Buongiorno. Avrei bisogno di un suggerimento.
    Voglio installare un impianto da 8 kw in un centro storico. Chiedo informazioni al comune che mi risponde “non ci sono vincoli particolari visto che il tuo tetto non è visibile dalla piazza e dalla strada principale”, al che stipulo il contratto con versamento di cospicuo anticipo. Dopo una settimana mi viene comunicato dall’installatore che bisogna istruire una pratica da far approvare alla Commissione paesaggistica della Comunità Collinare.
    Si presenta la pratica con relativi disegni di posizione dei pannelli e dei camini esistenti con foto del luogo, dopo un mese e mezzo arriva la risposta:
    Parere favorevole all’intervento proposto con le seguenti prescrizioni: si richiede che i pannelli siano integrati nella copertura del fabbricato, siano nella tonalità del colore del laterizio e che vengano riposizionati in moduli compatti secondo le indicazioni fornite dalla Commissione.
    Chiedo al Presidente della Comunità se in questa commissione c’è un tecnico competente in materia la risposta è “No, ma il compito della commissione è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale”.
    Risultato delle indicazioni dalla “Commissione”:
    1. sono stati spostati i pannelli da zone di piena luce in zone d’ombra con il risultato che l’impianto non sarà più produttivo al 100%;
    2. per mettere i pannelli integrati bisogna creare un fondo di impermeabilizzazione in lamiera a filo gronda con il risultato che dalla strada si vedrà il “passafuori del tetto” metà di lamiera e metà di laterizio (questo risultato il Comune non lo accetta);
    3. unica richiesta fattibile è sul colore dei pannelli.
    Secondo Lei a questo punto che devo fare?
    Dimenticavo, ho fatto un giro nei comuni della stessa Comunità Collinare ed ho visto di tutto! Mi hanno risposto: “La Commissione che c’era prima forse era meno esigente”!
    Ma le regole erano le stesse o se le inventa la Commissione?! E allora?…
    La ringrazio per la pazienza.

    • Alessandro F., il 29 gennaio 2015 ore 18:48

      Se è una zona vincolata, tutelata, ecc.. decide la sovrintendenza.
      Se non è una zona vincolata, decide il Comune (puoi considerare quindi il suo “si” iniziale).

      In ogni caso è stato inadeguato l’ufficio tecnico comunale che non ti ha fin da subito rimandato alla soprintendenza.
      Classici “rimpalli” all’italiana.

  8. William, il 29 febbraio 2016 ore 14:42

    Anche per fotovoltaico da 12v 200w serve un autorizzazione in comune?

    • Alessandro F., il 29 febbraio 2016 ore 15:42

      non te lo so dire nello specifico.. si tratta di un solo pannello..
      In linea di massima è sempre meglio fare comunicazione in comune, o meglio rendere noto il comune visto che si tratterebbe di depositare una semplice comunicazione preventiva come per qualsiasi altro piccolo lavoro di ristrutturazione.

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