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Perchè un SEU conviene sia al produttore che all’utente finale

21 maggio 2014
Voto:4/5 (10 voti)

Costituire un SEU, un “Sistema Efficiente di Utenza”, conviene. Ecco perchè. Ma prima di capire cosa è un SEU e perchè conviene sia al produttore che al consumatore finale di energia, vediamo qualche dato sul costo dell’energia elettrica in Italia.

Secondo dati Bloomberg New Energy Finance l’energia elettrica in Italia ha un costo medio di circa 0,25 – 0,30 dollari per kwh.

Il prezzo dell’energia che noi paghiamo in bolletta, però, non è il prezzo effettivo dell’energia elettrica prodotta e venduta in Italia. Con la bolletta elettrica attuale, infatti, noi paghiamo in sostanza quattro principali voci di costo. Non solo l’effettiva energia prelevata dalla rete, ma anche: i servizi di rete, gli oneri di sistema e le imposte.

I primi comprendono le tariffe di trasporto, di distribuzione e di misura dell’elettricità. I secondi sono costi, fissi o proporzionali ai consumi, previsti per legge e destinati a finanziare alcune misure di incentivazione, risanamento, aggiornamento del sistema energetico generale. Ed i terzi, le imposte, includono addizionali, accise, iva, ecc..

L’insieme di questi costi fa quasi raddoppiare il costo dell’elettricità pagata in bolletta rispetto al suo prezzo effettivo di mercato.

 

Qual è il vantaggio del fotovoltaico e delle altre fonti di auto-produzione di energia?

 

Il vantaggio dell’energia auto-prodotta tramite fotovoltaico ed altre fonti rinnovabili è l’autoconsumo. L’autoconsumo, infatti, non è soggetto agli oneri ed alle imposte sopra indicate. Questo è il vantaggio economico e competitivo dell’autoconsumo fotovoltaico.

Nella bolletta elettrica tradizionale il 45% del costo è formato dai costi di trasmissione, distribuzione, dispacciamento, tasse, oneri, ecc….
Solo il 55% della bolletta è rappresentato effettivamente dal costo dell’elettricità.

Con la “bolletta fotovoltaica”, invece, il 100% della spesa è attribuibile alla quantità effettiva di energia prodotta e consumata.

seu conviene

Ecco perchè un SEU conviene

 

Qual è il costo medio dell’energia elettrica per le imprese in Italia?

Secondo REF, istituto di ricerca e consulenza milanese che ha effettuato un’indagine su 2000 imprese lombarde, le imprese che consumano meno di 50 Mwh di energia l’anno pagano mediamente in bolletta circa  0,28 €/kwh.
Solo le imprese con consumi maggiori di 10mila megawattora l’anno pagano l’elettricità circa 0,11 €/kwh.
In linea generale all’aumentare dei consumi annuali il prezzo unitario dell’energia diminuisce assumendo valori che vanno tra 0,28 e 0,11 € per kwh.

Il fotovoltaico è quindi conveniente nel momento in cui ha un costo di produzione dell’energia inferiore al prezzo in bolletta dell’elettricità.

Secondo l’indagine il 60% delle imprese sarebbe disposta a passare all’autoproduzione col fotovoltaico (com è ovvio) se il costo dell’energia fosse minore a quello attualmente pagato in bolletta.

Questo può essere ottenuto costituendo un SEU, “Sistema Efficiente di Utenza”, regolamentato, in primis, dalla normativa attraverso delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il Gas. Nello specifico, il decreto che per la prima volta regolamenta i SEU è il D.Lgsl. 115/2008.

Un SEO, secondo la normativa, non deve avere potenza superiore ai 20 Megawatt e deve avere un collegamento privato diretto all’unità di consumo di un solo utente finale. L’utente finale, inoltre, deve essere proprietario (o pieno affittuario) dell’area dove viene realizzato l’impianto di produzione elettrica.

Con un SEU i corrispettivi relativi ai servizi di rete e gli oneri sono dovuti solo sull’energia che viene prelevata dalla rete. Non su quella autoprodotta. Vale a dire: l’elettricità direttamente autoconsumata non è soggetta alle addizionali ed ai “sovraccosti” tariffari che gravano sull’elettricità che passa sulla rete pubblica.

Un SEU può essere formato da uno stesso soggetto che produce e consuma l’energia autoprodotta. Oppure può essere costituito da due soggetti diversi: uno che produce e l’altro che consuma sul posto l’energia prodotta.

Nel primo caso il titolare investe un capitale che si ammortizza nel tempo. Nel secondo caso il produttore si occupa di “fare l’investimento” e poi vende l’energia prodotta all’utente finale.

 

Perchè un SEU conviene al produttore?

Un SEU conviene al produttore perchè riesce a vendere l’energia prodotta col fotovoltaico direttamente all’utente finale e ad un prezzo maggiore rispetto a quello del mercato all’ingrosso.

La valorizzazione economica dell’energia venduta direttamente al cliente è infatti maggiore di quanto sarebbe il prezzo di ritiro da parte di un grossista con “vendita diretta” o con “ritiro dedicato”.

In questo caso l’autoconsumo istantaneo conviene sia al produttore che al cliente finale e, stipulando un contratto pluriennale fra produttore e consumatore, il titolare dell’impianto ha la possibilità di vendere negli anni tutti i servizi legati in qualche modo all’impianto elettrico (in gergo tecnico: “cross selling” e “servizi integrati“).

 

Perchè un SEU conviene al consumatore finale?

Un SEU conviene al consumatore finale perchè ha la possibilità di acquistare elettricità a prezzi inferiori ai prezzi della rete: il costo lordo dell’energia in bolletta è in fatti tra 0,25 e 0,28 euro per kwh. Costituendo un SEU il titolare di un’azienda riesce ad abbassare la bolletta energetica fin da subito e senza alcun investimento in termini di risorse e tempo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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29 Commenti

  1. Gabriel, il 10 ottobre 2014 ore 14:51

    Ciao Alessandro, senti, il meccanismo dei SEU possono inserirsi in un discorso per una utenza domestica, cioè, io famiglia che voglio installare il FV (potenza 3 kW) sul mio tetto che si affaccia a Sud, con una inclinazione di 30-35 gradi, a Palermo per esempio ma non voglio impegnare ne tempo ne risorse economiche nella installazione dell’impianto e fattibile per un investitore decidere di offrirmi questo servizio al posto mio?, sempre attraverso i SEU

    • Alessandro F., il 10 ottobre 2014 ore 16:42

      Bella domanda. Dovrei approfondire.
      Mi sa che in questo caso, però, il titolare deve rinunciare allo scambio sul posto.
      Mi riprometto di approfondire.
      .
      Intanto rigiriamo volentieri la domanda a qualche esperto.

      • Gabriel, il 10 ottobre 2014 ore 18:09

        Magari, aspetto le tue, a presto

      • Gabriel, il 10 ottobre 2014 ore 18:33

        Questo è quanto riportato dalla DELIBERAZIONE 12 DICEMBRE 2013 578/2013/R/EEL:

        CONSIDERATO CHE:

        il decreto legislativo 115/08, come modificato dal decreto legislativo 56/10:

        a) all’articolo 2, comma 1, lettera t), definisce il Sistema Efficiente di Utenza (SEU) come un “sistema in cui un impianto di produzione di energia elettrica, con potenza non superiore a 20 MWe e complessivamente installata sullo stesso sito, alimentato da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, anche nella titolarità di un soggetto diverso dal cliente finale, è direttamente connesso, per il tramite di un collegamento privato senza obbligo di connessione di terzi, all’impianto per il consumo di un solo cliente finale ed è realizzato all’interno dell’area di proprietà o nella piena
        disponibilità del medesimo cliente”;

      • Gabriel, il 10 ottobre 2014 ore 19:03

        Ecco Alessandro questo è tratto da uno speciale tecnico rilasciato da Qualenergia.it titolato “La nuova normativa SEU e le opportunità di business”, forse risponde al tuo dubbio in risposta al mio commento, cito:

        “3. Diverse strutture di rapporto fra consumatore e produttore nei SEU e conseguenze sugli incentivi”

        I rapporti fra il produttore e il consumatore possono configurarsi secondo varie strutture. A seconda della struttura selezionata sarà possibile accedere o meno a specifiche strutture incentivanti:
        1. Nel caso che il produttore e il cliente finale coincidano sarà possibile accedere allo scambio sul posto ed è possibile avere accesso ai vari sistemi incentivanti, fermi restando i limiti propri degli stessi.
        2. Nel caso che: (i) il produttore e il cliente finale siano soggetti diversi; (ii) il cliente finale acquisti direttamente il fabbisogno di energia non soddisfatto dall’autoconsumo e il produttore venda direttamente l’eccedenza di produzione: non sarà possibile il ricorso allo scambio sul posto, ma sarà possibile avere accesso sia ai sistemi incentivanti che incentivano l’energia prodotta (sistemi premio), sia a quelli che incentivano l’energia immessa in rete (tariffe omnicomprensive);
        3. Nel caso che (i) il produttore e il cliente finale siano soggetti diversi; (ii) il cliente finale provveda sia all’acquisto del fabbisogno energetico non soddisfatto dall’autoconsumo, sia alla vendita delle eccedenze del produttore (dietro mandato del produttore), sarà possibile il ricorso allo scambio sul posto e l’ottenimento degli incentivi calcolati sull’energia prodotta, ma non l’accesso agli incentivi a tariffa fissa omnicomprensiva riferiti all’energia immessa in rete (es. quinto conto energia).
        4. Nel caso che (i) il produttore e il cliente finale siano soggetti diversi; (ii) il produttore provveda non solo alla vendita delle eccedenze di produzione, ma anche all’approvvigionamento per conto del cliente finale del fabbisogno non soddisfatto dall’autoconsumo: non sarà possibile il ricorso allo scambio sul posto, ma il sistema sarà compatibile sia con gli incentivi calcolati sull’energia prodotta che con quelli calcolati sull’energia immessa in rete. In questo caso il produttore sarà però assoggettato a tutti gli obblighi regolatori a cui è assoggettato chi esercita l’attività di vendita di energia al dettaglio, il che pare implicare l’assoggettamento a procedure e limitazioni anche in relazione alla durata dei contratti, che possono rendere difficilmente utilizzabile questa configurazione.
        5. Nel caso che (i) il produttore e il cliente finale siano soggetti diversi; e (ii) il produttore e il cliente finale diano mandato a un soggetto terzo di provvedere sia alla vendita delle eccedenze che all’approvvigionamento del fabbisogno non soddisfatto dall’autoconsumo: non sarà possibile lo scambio sul posto, né sarà possibile godere degli incentivi calcolati sull’energia immessa in rete (tariffe fisse omnicomprensive, ivi compreso il quinto conto energia), ma sarà possibile al produttore godere degli incentivi che sono calcolati sull’energia prodotta.

        Gli operatori, nei limiti sopra stabiliti, ove vi siano i presupposti per configurare un SEU con modalità compatibili con il mantenimento degli incentivi, potranno dunque cumulare i vantaggi degli incentivi già ottenuti con quelli dei SEU. Il che potrebbe in alcune situazioni mitigare i minori redditi derivanti dalla riforma della disciplina in materia di prezzi minimi garantiti.
        Si evidenzia comunque l’opportunità che il GSE chiarisca in modo inequivoco nelle regole applica- tive per i SEU, quali delle modifiche di impianto che saranno necessarie per poter qualificare gli impianti come SEU siano compatibili con il mantenimento degli incentivi e quali no.

        Riguardo allo scambio sul posto va rilevato che, mentre esso può essere realizzato senza problemi nella configurazione in cui il produttore e il cliente finale sono la stessa entità, più complicata sembra invece la sua configurazione nel caso in cui il produttore e il cliente finale siano due soggetti distinti. In quest’ultimo caso, infatti, lo scambio sul posto sarà possibile solo nel caso in cui il cliente finale sia il solo titolare del contratto di scambio sul posto. Il che sembra creare qualche problema pratico, in quanto in questo modo i redditi derivanti dalle eccedenze di produzione verrebbero attribuiti non a chi ha fatto l’investimento per l’impianto di produzione, ma al cliente finale, che dovrà poi trasferirli al produttore, sicché, in caso di mancato pagamento da parte del cliente finale, il produttore non potrà neanche attingere ai ricavi della vendita dell’energia.

        Che ne pensi tu coll’occhio dell’esperto?

        • Alessandro F., il 13 ottobre 2014 ore 11:47

          Molto interessante: in effetti la normativa non è ancora molto chiara. Ci sono diversi vuoti normativi che presto dovrebbero essere “riempiti” dalla pubblicazione delle regole tecniche relative all’operatività dei SEU.
          A breve dovrebbero essere pubblicate dal GSE le regole operative sui SEU.
          In ogni caso il produttore/consumatore può decidere di demandare a terzi la vendita dell’energia non autoconsumata.
          Ma secondo me per i piccoli impianti domestici ciò che rimane più conveniente è puntare sulla massimizzazione dell’autoconsumo.

          Guarda anche questa intervista:
          http://www.youtube.com/watch?v=HZh9Qgq0s84

        • Gabriel, il 13 ottobre 2014 ore 11:58

          D’accordo con te.

          Visto intervista.

          Grazie per il tuo contributo

  2. Nicola T, il 15 gennaio 2015 ore 13:28

    Grazie delle spiegazioni.
    Ancora non mi è chiaro come tecnicamente vendere, controllare e contabilizzare l’energia al cliente finale.
    Ad esempio, ho installato su un sito di proprietà del cliente un impianto FV con 2o conto e cessione totale in rete. Se volessi vendere l’energia direttamente al cliente (società molto energivora) quali adempimenti tecnici e burocratici servono? Come sapere quanta energia consuma il cliente?
    Grazie.

  3. cristiano, il 27 gennaio 2015 ore 11:14

    Articolo interessante… ma non capisco una cosa, ovvero perchè gli impipanti esistenti (o anche futuri) in cui la stragrande maggioranza è cofigurata come produttore= consumatore (il tipico impianto del tetto di casa) dovrebbe volere la qualifica di SEU come si trova scritto nelle delibere dell’AEEG?
    Ovvero, quali sono i benefici del SEU se non c’è un produttore che vuol vendere al consumatore, ma solo autoconsumarsi l’energia come ha sempre fatto?
    grazie in anticipo per un’eventuale risposta

    • cristiano, il 4 marzo 2015 ore 16:10

      non ho finora trovato risposta in giro. Qualcuno ha idea?

  4. federico, il 3 febbraio 2015 ore 21:27

    Buonasera, io ho installato un piccolo impianto fotovoltaico sul tetto di casa mia, zona Piemonte, sono passati pero’ 2 mesi e ancora non abbiamo notizie, vale a dire, ho pannelli sul tetto, inverter nel sottotetto, tutto allacciato, pero’ , tristemente, non li usiamo! Cosa devo fare? Gli ho messi con enel energia, che si avvale di una ditta installatrice del posto. Inoltre non ho capito bene il discorso del Seu, noi dovremmo fare il regime di scambio sul posto, con enel ovviamente, ma abbiamo una alternativa?
    Gradirei una risposta, non ci sto capendo niente!;)
    Grazie
    federico
    wlochfede@yahoo.it

    • Alessandro F., il 4 febbraio 2015 ore 12:39

      ciao federico, probabilmente ti manca l’allaccio ad enel? O il colaudo finale? La ditta installatrice che fine ha fatto?
      L’enel ha delle tempistiche precise per provvedere all’allacciaento. In genere è al massimo 90 giorni dal “fine lavori”.
      Ricontatta la ditta installatrice.
      .
      Per le immissioni in rete dell’energia prodotta (e non autoconsumata sul momento) fai richiesta al GSE per lo scambio sul posto.
      La richiesta va fatta seguendo le procedure sul portale applicazioni.gse.it

  5. federico, il 4 febbraio 2015 ore 14:14

    Si, innanzitutto grazie. Per lo scambio sul posto il consulente enel mi aveva detto che la cosa sarebbe partita “in automatico”, senza che io debba fare nulla…..cioe’, dovrei essere gia’ in regime di scambio, li ho messi con la formula che pago a rate, 10 anni, poi sono miei, ecc. Ecc..
    comunque, si, mi manca solo che ditta e enel li accendano, come dire, sono gia collegati a inverter e alla linea di casa….che ddevo fa? Rompo un po a enel e ditta installatrice, giusto?
    Grazie!

    • Alessandro F., il 4 febbraio 2015 ore 18:45

      Giusto. E’ quello che farei anch’io.

  6. federico, il 5 febbraio 2015 ore 11:47

    Gent.mo,
    ancora una cosa, e per il discorso dello scambio sul posto? A me il consulente enel aveva garantito il regime di scambio sul posto, senza che io dovessi fare niente, e’ corretto?
    Grazie ancora,
    cordiali saluti
    federico

    • Alessandro F., il 5 febbraio 2015 ore 12:55

      si è possibile.. l’operatore su tua delega può portare eventi le pratiche.

  7. Paolo G., il 17 febbraio 2015 ore 13:56

    Ciao Alessandro,
    se io fossi un investitore e costrussi un impianto fotovoltaico di 300 KWp su un azienda energivora, con una quota di energia autoconsuma sul posto superiore al 90%, quante tasse dovrei far pagare al mio cliente sull’energia autoconsumata? su questa energia autoconsumata dovrei pagare, secodno il decreto legge 91/14, “il 5% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull’energia prelevata dalla rete”. Come faccio a sapere a quanto ammonta questo 5% in €/kWh? Oppure a quanto ammontano le tasse sull’energia prelevata dalla rete?

    col fotovoltaico potremmo produrre energia a 10€/MWh (oppure 0,010 €/kWh) quindi se questo “5% di tasse” non infierisse troppo sul prezzo finale, i SEU sarebbero molto convenienti per i produttori, che vendono l’energia, e i consumatori che pagano senza fotovoltaico l’energia sopra i 0,20 €/kWh.

    Potresti indicarmi come calcolare questa tassa sull’autoconsumo, in base ai consumi di una azienda senza fotovoltaico?

    Grazie in anticipo,
    Paolo

  8. federico, il 18 febbraio 2015 ore 17:40

    Ciao, innanzitutto grazie! volevo sapere se avete consigli, ho appena fatto mettere i pannelli solari, con enel, che ancora me li deve mettere in accensione, cmq hanno inverter, scambio sul posto, ecc, vedi sopra. Volevo sapere, il mio gramde problema ora e’ il riscaldamento, che ci attacco? La casa e’ in campagna, e andiamo solo a legna, che pero’ ci costa, volevamo almeno di giorno scaldare con i pannelli, e poi altra cosa, ma di notte, il discorso batterie ecc. Ha senso?o vado a spendere altri 3000/4000 euro di batterie?grazie a tutti, e se sono temi gia’ trattati, scusate!!
    i

    • Alessandro F., il 19 febbraio 2015 ore 17:42

      con una pompa di calore puoi tamponare in parte il fabbisogno del riscaldamento utilizzando il fotovoltaico e aumentando l’autoconsumo. L’utilità dipende anche dalla potenza dell’impianto e dalle stime di produzione.

  9. federico, il 4 marzo 2015 ore 14:02

    Gent.mo Alessandro,
    grazie come sempre, niente, la Pdc tra una cosa e l’altra, costo, avendo io i termosifoni, dovrei mettere una pdc ad alto rendimento, il cui costo mi dicono sia 25 000 euro, insomma, l’ho accantonata. Volevo sapere, mi hanno proposto di mettere una caldaia elettrica a celle ioniche, al posto della vecchi a metano(spenta!) E che lavori cosi’ di giorno, usando il FV. La sera farei andare la legna, il tutto collegato ad un puffer di accumulo (puffer?vabbe’..!) Cosa ne pensi? Come sono ste caldaie a celle ioniche?
    Grazie mille
    federico

  10. antongiulio piscitelli, il 21 ottobre 2015 ore 10:42

    Scusate ma mantenere la qualifica SEU ha un costo annuale?
    Ho un impianto di 4 KWp quindi la pratica mi è venuta 150 più iva dato che è stata fatta da un’agenzia. Ora mi è arrivata una fattura con questa dicitura:

    Corrispettivi di cui al DM 24/12/2014 – Richiesta di qualifica contratto n. SSPC_E019829B id richiesta n. SEU000025763

    sapete dirmi a cosa si riferisce?

    • cristiano, il 22 ottobre 2015 ore 07:04

      mi pare che la qualifica abbia un costo istruttoria una tantum del GSE, per un impianto del genere dovrebbe essere 250€

  11. Davide, il 17 gennaio 2016 ore 11:13

    Salve a tutti, io lavoro con una società che tramite un investitore installa ad uso gratuito un impianto FV con la normativa SEU bloccando il prezzo dell’energia F1 per 20 anni, facendosi carico di tutte le pratiche, la manutenzione ecc.
    Potrebbe essere interessante?

  12. Giacomo Auberi, il 1 febbraio 2016 ore 20:56

    buonasera,
    se ho capito bene con i SEU il proprietario del capannone dove ho l’attività potrebbe smaltire amianto e mettere il fv, vendendomi poi l’energia prodotta. Esatto?
    In questo caso avrebbe detrazione fiscale x amianto ma niente x FTV, però potrebbe guadagnare dalla vendita di energia.
    mi sembra fin troppo bello e semplice… nessuna controindicazione?

    • Alessandro F., il 2 febbraio 2016 ore 18:45

      La vendita di energia la deve fare all’utilizzatore del capannone. Tutta l’energia che non autoconsuma immediatamente (e che non venderà all’utilizzatore) finisce in rete e viene remunerata con lo scambio sul posto o, in alternativa, con la “pura” vendita alla rete (dipende dalle dimensioni dell’impianto, fino a 200 kW si può sfruttare lo scambio sul posto).
      Col “collegato ambiente” ho letto che le aziende potranno smaltire amianto sfruttando le detrazioni fiscali (in 3 anni anzichè 10).

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