Fotovoltaico: conviene sfruttare gli incentivi o la detrazione del 50% ?

19 settembre 2012

La diminuzione dei prezzi degli impianti fotovoltaici, è ormai chiaro, permette di affermare che il fotovoltaico conviene ancora.  Conviene sfruttando gli incentivi attuali, ma, in alcune condizioni installative, conviene già anche senza gli incentivi.

Al di là di questa diatriba tra incentivi e non-incentivi, che è poi il tema della grid parity, già oggi abbiamo la possibilità di bypassare gli incentivi (e tutti gli oneri burocratici che comportano) per accedere alla detrazione del 50% sui costi di realizzazione dell’impianto. La detrazione, che è quella prevista per le riqualificazioni edilizie, insieme alla possibilità di usufruire dello scambio sul posto può essere più conveniente rispetto agli incentivi.

Questa possibilità (detrazione 50%+scambio sul posto) è già realmente competitiva col ritorno che si ha con gli incentivi del quinto conto energia.
In questo articolo vediamo il perchè.

Con l’approvazione e l’avvio del quinto conto energia, e con la recente modifica delle agevolazioni per chi ristruttura casa, molti operatori si stanno chiedendo se possa convenire di più rinunciare agli incentivi del quinto conto energia in favore di un piano di investimento che preveda la detrazione fiscale del 50% (elevata dal 36 al 50%) per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico con l’utilizzo del solo scambio sul posto, senza incentivi.

Il dilemma che apre nuove prospettive di ragionamento  è il seguente:

conviene di più sfruttare gli incentivi del quinto conto energia oppure rinunciare agli incentivi per sfruttare la detrazione del 50% sui costi di realizzazione dell’impianto?

L’impianto fotovoltaico rientrerebbe, infatti (anche se non citata espressamente), tra le casistiche che prevedono, per le sole persone fisiche e per gli impianti fotovoltaici al servizio dell’abitazione, le detrazioni fiscali riservate alle ristrutturazioni edilizie. Con una recente legge queste detrazioni, da giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2013, sono passate infatti dal 36% al 50% dei costi di ristrutturazione (le ristrutturazioni edilizie non sono da confondersi con quelle del 65% per l’efficientamento energetico).

Dunque, la domanda è:

oggi, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, conviene di più sfruttare gli incentivi o sfruttare la detrazione del 50% sui costi di realizzazione? La detrazione del 50% verrebbe comunque affiancata al meccanismo dello scambio sul posto, ovvero dell’immissione in rete del surplus di energia prodotto dall’impianto e la sua valorizzazione economica.

fotovoltaico incentivi vs detrazioni

Fotovoltaico : incentivi o detrazioni fiscali ?

Dunque: tariffa omnicomprensiva + tariffa autoconsumo oppure detrazione fiscale del 50%+ scambio sul posto?

In altri articoli abbiamo visto quali sono i meccanismi, e le tariffe, del quinto conto energia: il conto energia remunera, da un lato, tutta l’energia immessa in rete (€/Kwh), dall’altro tutta l’energia autoconsumata.

La seconda soluzione, invece, prospetta la possibilità di detrarre a livello fiscale, in alcuni anni, la metà dei costi dell’impianto fotovoltaico e contemporaneamente di sfruttare i benefici dello scambio sul posto  (che ad oggi è anch’esso in via di ridefinizione da parte dell’Autorità per l’energia elettrica).

Secondo i tecnici dell’ Ater (Associazione Tecnici Energie Rinnovabili) la convenienza degli incentivi del quinto conto energia rimane per gli impianti di 3 Kw o comunque di piccola taglia. Per un impianto fotovoltaico di 20 Kw risulterebbe invece,  più conveniente sfruttare la detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni, in affiancamento al meccanismo dello scambio sul posto.

Ricordiamo che con il quinto conto energia tutti gli impianti fotovoltaici sopra i 20 Kw per accedere agli incentivi devono accedere ad un registro e devono avere particolari requisiti. Tutte queste complicazione burocratiche, oneri amministrativi,  e criteri di priorità per l’iscrizione al registro, vengono bypassate nel caso in cui si scegliesse di rinunciare agli incentivi per sfruttare la detrazione fiscale.

Dunque, questa la tesi di Ater: se per i piccoli impianti, diciamo di 3 kWp, gli incentivi del quinto conto energia sono più convenienti, (anche se non in maniera significativa), per gli impianti un po’ più grandi, diciamo 20 kWp, rinunciare agli incentivi del conto energia per optare per le detrazioni fiscali del 50% sembrerebbe più conveniente. Secondo Ater su 25 anni di produzione impianto si parla di quasi 30mila euro di guadagno in più.

L’unico “inconveniente” è che per vedersi detrarre dalle tasse le cifre spese per grandi impianti bisogna avere elevati livelli di reddito, le detrazioni sono inoltre applicabili alle sole persone fisiche e per gli impianti fotovoltaici posti al servizio dell’abitazione. Per esempio, realizzando un impianto di 10 Kw a 20 mila euro, si potrà detrarre 10 mila euro. Queste 10 mila euro vengono detratte dalle tasse irpef in 10 anni. Ciò vuol dire che le detrazioni corrispondono a circa 1 euro l’anno: in un anno, su tutto ciò che paghi in tasse, ti vengono detratte 1.000 euro.

Se questo meccanismo è fattibile per un impianto da 20 mila euro, diventa più difficilmente praticabile, ad esempio, per un impianto da 80 mila euro. C’è comunque un tetto massimo di spesa detraibile: 96mila euro. Fino al 31 dicembre 2013.

In linea generale, comunque, viste la complessità di accesso al nuove regime incentivante, in alcune condizioni, sembra ragionevole poter optare per una rinuncia completa agli incentivi gse in favore del meccanismo di rimborso indiretto (in 10 anni) attraverso le detrazioni fiscali in affiancamento al meccanismo di valorizzazione dell’energia attraverso lo scambio sul posto.

 

Aggiornamento: 3 giugno 2013

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71 Commenti

  1. Fotovoltaiconorditalia il 4 ottobre 2012 ore 08:21
  2. Pesenti valter il 1 gennaio 2013 ore 16:43

    Buongiorno
    Sono un privato, adiacente alla casa ho un terreno 1500 m quadri, esposto al sole , minimo sole d’inverno 7 ore.
    Sarei intenzionato quasi di fare il fotovoltaico 50kw.
    Andrebbe la pena?
    Grazie

    • Alessandro il 4 gennaio 2013 ore 00:24

      Gli incentivi per un impianto a terra NON li ottieni più, però devi fare due calcoli per capire, in relazione a quanto paghi l’impianto ed a quanto autoconsumi, quanti introiti ti può garantire. Non puoi accedere neanche alle detrazioni fiscali, perchè non si tratta di ristrutturazione.
      .
      Molto molto a spanne, per avere un’idea:
      50 Kw = circa 60 Mwh l’anno di energia prodotta.
      60 Mwh l’anno pagati in bolletta (a circa 0,21 €/Kwh) corrisponderebbero a circa 12.600 euro.
      Per 20 anni, sono circa 250.000 euro (senza considerare l’inflazione ed aumento del costo energetico sui 20 anni).
      Puoi farti fare un piano di rientro per un “ritiro dedicato” vendendo al gse.

      • claus il 8 gennaio 2013 ore 09:11

        …non credo che sia come hai detto tu Alessandro, la regola vale ( giustamente ) per i terreni agricoli ma se ho un terreno pivato nulla mi vieta di costruire un impianto a terra ( la definizione è ; “Altri Impianti”). Se ho un giardino posso utilizzarlo come voglio. Puoi invece accedere alla detrazione del 50% irpef ma bisogna valutare la convenienza sul dimensionamento. Naturalmente con il recupero irpef NON accedi alla tariffa omnicomprensiva e agli altri eventuali “benefit”. ma solo allo scambio sul posto.

        • Alessandro il 8 gennaio 2013 ore 19:43

          Ops.. giusto gli incentivi sono cassati solo per i terreni agricoli (è bene indicato all’art. 65 del decreto liberalizzazioni di gennaio 2012).

          Confermo, correggendomi, anche la possibilità di detrarre il 50% delle spese per l’impianto fotovoltaico (fino a giugno fine dicembre 2013). Anche se non si tratta di ristrutturazione, anche se l’impianto non è installato sull’edificio, è comunque un intervento per il risparmio energetico. Intervento rientrante tra le casistiche ammesse alla detrazione del 50%.

          grazie mille, ora mi sono chiarito anch’io.

        • Filippo il 13 gennaio 2013 ore 02:13

          Chiedo scusa ma volevo porre alcune domande:
          1) La detrazione fiscale puo essere richiesta anche da una azienda/società, quindi persona giuridica?
          2) Immaginiamo di sfruttare la formula della detrazione e attinge allo SSP, quindi senza incentivi da parte del GSE. In questo caso che fine fà la corrente in eccesso, quella prodotta e non autoconsumata?
          3)Ipotizziamo di pagare un impianto 20000€ con produzione annua di 15000kwh. Sfruttando la detrazione del 50% (10000€ vengono recuperati), gli altri 10000€ scegliendo la formula del ritiro dedicato in quanto tempo vengono recuperati (non considerando ulteriori spese dovute al pagamento delle tasse e consulenza)? Ringrazio anticipatamente

        • Alessandro il 18 gennaio 2013 ore 00:49

          1) Nella normativa vengono citate solo persone fisiche o al massimo imprenditori individuali o imprese familiari. Infatti si parla di detrazioni IRPEF (e quindi su Persone Fisiche).
          Per la precisione possono chiedere la detrazione fiscale:
          – proprietari o nudi proprietari;
          – titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
          – locatari o comodatari;
          – soci di cooperative divise e indivise;
          – imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
          – soci di società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari, alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
          – il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento di ristrutturazione, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.
          .
          2) La corrente in eccesso non immediatamente autoconsumata e immessa in rete, viene regolamentata con lo scambio sul posto (o col ritiro dedicato).
          Le formule possibili sono:
          – o incentivi col quinto conto energia
          – oppure detrazione fiscale + SSP (o RID)
          .
          3) Il tempo di recupero in ritiro dedicato dipende dai prezzi minimi garantiti, riconosciuti per “scaglioni” di energia immessa in rete. In linea di massima:
          fino a 3.750 kWh: 100 €/Mwh
          oltre 3.750 kWh fino a 25.000 kWh 90 €/Mwh
          oltre 25.000 kWh fino a 2.000.000 kWh 76,2 €/Mwh

          Questi sono i prezzi 2012. Dal 2013, fino a successive ridefinizioni,i prezzi minimi garantiti sono definiti applicando ai valori in vigore nell’anno precedente, il tasso ISTAT di “variazione annuale dei prezzi al consumo”.

          Comunque secondo me per un impianto da 15mila kwh/anno (asservito ad una utenza), conviene lo SSP.

  3. Oscar il 13 gennaio 2013 ore 14:54

    Salve, mi e’ stato proposto un impianto da 10kw da installare sul tetto della mia azienda, il costo dell’impianto si aggira su i 40.000€, il mio consumo medio annuo e’ di 9.400 kw 2 terzi dei quali consumati di giorno.
    Mi e’ stato detto che avrei la possibilita’ di effettuare lo scambio sul posto e di vendere l’eventuale energia non utilizzata.
    L’energia che venderei mi verrebbe pagata a 0,14€ kw/h se non erro ma quella che acquisterei sarebbe a circa 0,20 kw/h.
    Sinceramente ho avuto pareri discordanti sul guadagno effettivo di tale impianto, vi sarei grato se voi in quanto esperti sapreste dirmi con un po più chiarezza se ne vale la pena.
    Grazie

    • Alessandro il 18 gennaio 2013 ore 22:20

      Ciao Oscar,
      l’energia che autoconsumi in sito di giorno (al momento della produzione) non viene pagata. L’autoconsumo è il fattore di maggiore risparmio in quanto ti evita di acquistare l’energia dalla rete a circa 0,20 €/kwh.
      Per l’impianto hai due possibilità: se fai in tempo procedi con gli incentivi del conto energia (preferibili), se non fai in tempo procedi con la combinazione: “scambio sul posto” + “detrazione 50% in 10 anni”.
      .
      Il costo dell’impianto mi sembra un po’ alto, ma dipende dai moduli e da altri lavori eventuali. Se non accedi agli incentivi il costo pratiche Gse deve essere inferiore. Tieni presente che, per alcune marche di moduli, i costi arrivano a 2.000 euro “chiavi in mano” (cerca negli annunci pubblicitari in rete). 4.000 euro/Kw “chiavi in mano” nel 2013 mi sembra un po’ alto. Con la detrazione l’impianto lo pagheresti comunque, a conti fatti, la metà (recuperando dalle tasse in 10 anni la metà della spesa).
      Chiedi altri preventivi e confronta.
      .
      Sulla convenienza: ovviamente dipende anche dal costo e da quanto autoconsumi istantaneamente. Il rientro dall’investimento c’è comunque (soprattutto nel tuo caso che hai 2/3 di autoconsumo). Quello che varia semmai è il TEMPO di ritorno economico (anno più, anno meno).
      .
      Per info sullo scambio sul posto leggi gli articoli sul blog relativi allo “scambio sul posto” e “contributo in conto scambio” (usa la casella di ricerca in alto).
      L’energia pagata in bolletta comprende tasse, oneri, accise, addizionali, servizi, ecc.. ed è a circa 0,20 €/kwh. Lo scambio sul posto ti rimborsa le bollette restituendoti il valore della quota “energia”, più ALCUNI servizi. Non tutti perchè di fatto usi la rete come se fosse un “deposito virtuale” dell’energia che produci, ma che non consumi al momento. Per questo ti rimborsano circa il 70% del valore pagato in bolletta (circa 0,14 €/Kwh, ma dipende)
      .
      Mi raccomando, le detrazioni al 50% ci sono fino a fine giugno dicembre 2013, poi ritornano ad essere al 36%.

    • Giovanni Tuccio il 26 aprile 2013 ore 16:11

      10 kW a 40.000 € ?? non è un pò caruccio ??

      • Alfredo il 6 maggio 2013 ore 14:30

        “Caruccio”. Diciamo carissimo. Io l’ho fatto di 5,5 Kw a giugno 2012 costato 13500 iva compresa. Se grossolanamente fai x2 un 10 Kw non può costare più di 25-28.000 euro.

  4. Fabio Reghellin il 15 gennaio 2013 ore 13:13

    Chi vuole farsi due conti dettagliati può trovare qui dei business plan sia per il quinto conto energia che per la detrazione fiscale: reghellin.it/programmi
    Buon divertimento!

  5. Filippo il 19 gennaio 2013 ore 01:11

    Ciao Alessandro ti ringrazio per avere risposto alle mie domande. Ti pongo un caso reale cosi evito di sbagliare:
    Un cliente ha un’attività commerciale (negozio di ortofrutta), e non so ancora se si tratta di ditta individuale, srl o non so cosa (ti farò sapere). Cmq vorebbe realizzare un impianto fotovoltaico nel giardino di casa (ben distante dal negozio), dove tiene una cella frigorifera con consumi elevati. Il giardino è sicuramente di sua proprietà. Se il comune dovesse dare l’autorizzazione per l’installazione a terra, il cliente potrebbe chiedere la detrazione al 50% o non puo farlo perche non si tratta di un’abitazione? Nel caso il problema è l’installazione a terra, si potrebbe installare su pensilina? Grazie

    • Alessandro il 24 gennaio 2013 ore 22:19

      Secondo il mio personale parere, e secondo la guida di agosto 2012 del’Ag. entrate:
      – possono beneficiare della detrazione irpef le persone soggette a tassazione Irpef (quindi i soggetti sopra citati).
      – le detrazioni sono previste per tante tipologie di ristrutturazioni, non per forza realizzate sull’immobile. Per es. la costruzione di un box nuovo esterno ma pertinente all’abitazione è detraibile anche se è un’opera che non è realizzata direttamente sulla casa.
      – La normativa specifica tra le casistiche:

      Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette (Detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)

      Non vengono specificati tra i requisiti nè il tipo di intervento, nè l’ambito di installazione, nè altri limiti..
      .
      Secondo me è detraibile, ma il parere dell’agenzia è necessario..

      • claudio il 25 gennaio 2013 ore 08:28

        …assolutamente no. Se fai un impianto a terra non puoi accedere alla detrazione Irpef che si puo ottenere solo sulla abitazione e le relative pertinenze. Se il comune ti autorizza a costruire una tettoia/pensilina e questa viene accatastata come pertinenza dell’ abitazione allora si. Quindi, nel caso specifico se fai un impianto a terra, puoi solo utilizzare i benefici del V conto energia. Ma la mia curiosità e: “Perchè non realizza l’impianto sul tetto di casa?”.

        • Filippo il 26 gennaio 2013 ore 01:34

          Grazie per le risposte… Sul tetto di casa potrebbe installare un 3kwp, molto poco per i consumi!!! Cmq Oscar non sono d’accordo con te sul discorso che per un impianto a terra non si puo chiedere la detrazione, in quanto il terreno di fatto è una pertinenza dell’abitazione. Se mi indicate il link dove posso trovare informazioni piu precise sulla detrazione è cosa gradita. Un’ultima domanda, con una circolare, l’agenzia delle entrate chiariva alcuni dubbi sul fatto di dover dichiarare o meno gli introiti del GSE. In effetti si parla degli introiti della tariffa omnicomprensiva, questo vuol dire che vale solo per chi ha usufruito del V Conto Energia? Questa circolare si puo ritenere veritiera, o è una provocazione? Grazie ancora a tutti

        • Alessandro il 27 gennaio 2013 ore 02:56

          Gli introiti vanno dichiarati anche per i precedenti regimi incentivanti.
          Cambiano i conti energia, ma la regolazione fiscale rimane la stessa..

      • claus il 27 gennaio 2013 ore 18:33

        …assolutamente no…gli introiti vanno dichiarati solo in caso di costituzione di una società tra persone( anche nei condomini vige la stessa regola) ma se sei un privato sono tassati alla fonte e non devi assolutamente dichiarare nulla, tantomeno nella dichiarazione dei redditi. In buona sostanza per i privati cittadini NON fanno reddito.
        Sul discorso delle pertinenze il terreno NON può essere considerato pertinenza perchè:
        Sono ricomprese tra le pertinenze, limitatamente a una per ciascuna categoria, le unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (cantine, soffitte, magazzini), C/6 (autorimesse, rimesse, scuderie) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), che siano destinate di fatto in modo durevole a servizio della casa di abitazione oggetto dell’acquisto agevolato”. L’agevolazione in esame, quindi, si applica limitatamente a ciascuna pertinenza classificata nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, anche se detta pertinenza è situata in prossimità dell’abitazione principale, purché la stessa risulti destinata in modo durevole al servizio della casa di abitazione (cfr. circolare n. 19/E del 1 marzo 2001, punto 2.2.2, e circolare n. 1 del 2 marzo 1994, cap. 1, paragrafo IV, punto 3 ).

  6. Filippo il 27 gennaio 2013 ore 12:23

    Non sono assolutamente d’accordo!!!
    La tariffa incentivante, in quanto contributo, non è soggetta ad IVA; inoltre, non rientrando tra i compensi di lavoro autonomo previsti dall’art. 53 del TUIR, non è assoggettata a imposte dirette e neppure a ritenuta d’acconto del 4%.
    I ricavi dalla vendita di energia (quota eccedente l’autoconsumo) sono fiscalmente rilevanti e vanno dichiarati tra i “redditi diversi da attività commerciali non esercitati abitualmente” (Quadro RL di Unico). Tali ricavi non sono soggetti ad IVA (cessione effettuata da privati).
    Quanto appena riportato si diceva fino al IV Conto Energia!!! Con il V Conto e l’introduzione della tariffa omnicomprensiva le cose cambiano… Qualcuno mi da conferma o posso ritenermi un evasore fiscale?

  7. Filippo il 28 gennaio 2013 ore 01:08

    Claus sei stato molto chiaro in tutto e ti ringrazio. Volevo capire se per gli impianti del V conto energia vale quanto hai detto “gli introiti vanno dichiarati solo in caso di costituzione di una società tra persone( anche nei condomini vige la stessa regola) ma se sei un privato sono tassati alla fonte e non devi assolutamente dichiarare nulla, tantomeno nella dichiarazione dei redditi. In buona sostanza per i privati cittadini NON fanno reddito”. Ti ringrazio anticipatamente per la risposta

  8. enri il 29 gennaio 2013 ore 17:21

    ciao Alessandro, approfitto della tua professionalità per porre un quesito che forse interessa tanti piccoli privati indecisi su cosa optare dopo le recenti novità in tema di detraibilità al 50% anche per il FV.
    La questione è la scelta tra scambio sul posto o V conto energia 2013 (o addirittura il ritiro dedicato).
    Nel mio caso, installerei un impianto da 2,7 MW (costo sui 8500 euro) sulla tettoia del terrazzo di casa, che produrrebbe 3,5 MW all’anno, di cui immagino solo il 25% autoconsumati, rispetto a consumi elettrici totali per 2,3Mw. Cosa mi consigli? grazie mille!

    • Alessandro il 1 febbraio 2013 ore 04:06

      da 2,7 MW (costo sui 8500 euro)

      Magari!! Spero intendessi KW…

      Secondo me fino a quando c’è la possibilità di optare per il conto energia, conviene sfruttarlo perchè è più remunerativo.
      La seconda alternativa, con la riduzione del prezzo di installazione, è la detrazione fiscale.
      .
      In ogni caso ciò che più fa la differenza è aumentare per quanto possibile la quota di autoconsumo in sito..
      Facci sapere ciao..

      • enri il 1 febbraio 2013 ore 10:00

        Grazie Alessandro, concordo con te riguardo all’autoconsumo.
        Ti chiedo una precisazione (che forse interessa altri): secondo te è ancora più conveniente il V conto energia (ammesso rimangano fondi..) rispetto allo scambio sul posto anche se solo per quest’ultimo vale la possibilità di detrarre i costi al 50% (mi confermi che la detraibilità non è ammessa scegliendo il V conto energia?).
        Tante domande.. x tanti dubbi!
        grazie in anticipo!

        • Alessandro il 3 febbraio 2013 ore 02:26

          Si finchè c’è il conto energia conviene sfruttarlo, ma quello che fa realmente la differenza è il prezzo di installazione in rapporto al tipo di agevolazione.

          ps. confermo, gli incentivi del conto energia non sono cumulabili con la detrazione fiscale del 50%.

  9. lorenzo il 30 gennaio 2013 ore 01:39

    salve, mi chiamo lorenzo.purtroppo sono inesperto in materia ma ho sentito di questi pannelli solari…cioè, quali sono i vantaggi?e quali sono i costi_?e ci sono delle agevolazioni?per piacere mi potreste dare una mano a capire questo sistema?vi ringrazio anticipatamente

    • Alessandro il 1 febbraio 2013 ore 04:27

      Ciao Lorenzo, ben venuto.
      Beh il discorso è abb. lungo quello che ti consiglierei è di iniziare a leggere ed a seguire gli aggiornamenti del blog. Nella casella di ricerca in alto puoi inserire le tue domande e cercare le risposte..
      Comunque..
      I vantaggi del fotovoltaico (da non confondere con il solare termico che è quello per produrre acqua calda) sono il produrre autonomamente corrente elettrica pulita da utilizzare per la casa. Tutto quello che autoconsumi non lo acquisti dalla rete. Tutto quello che produci in più lo vendi alla rete, che per questo ti “paga” in diversi modi.
      Con gli attuali incentivi hai una remunerazione per tutta l’energia che autoconsumi e per tutta l’energia “in più” che cedi alla rete (tariffa omnicomprensiva e tariffa autoconsumo). In più hai il vantaggio di poter autoconsumare risparmiando sulle bollette.
      .
      Dopo la fine di questi incentivi avrai invece la sola possibilità di detrarre il 50% del costo dell’impianto fv.
      .
      Sui costi/benefici leggi qui.
      .
      ..poni pure le tue domande sotto agli articoli che leggerai (domande pertinenti all’argomento dell’articolo).
      Ciao

  10. Antonio il 21 febbraio 2013 ore 13:20

    Ciao ragazzi, ma alla fine della fiera, avendo un terreno edificabile attorno alla casa, posso installare un fv e andare in detrazione?o con gli incentivi?
    ciao grazie

    • Alessandro il 18 marzo 2013 ore 16:13

      Ancora per poco puoi scegliere tra incentivi del 5° conto energia e detrazioni.
      A breve (3-4 mesi) finisce il quinto conto energia ed allora potrai optare solo per:

      – detrazione fiscale + scambio sul posto
      – oppure: detrazione fiscale + ritiro dedicato.

      Il 14 marzo è arrivata dall’Agenzia delle entrate la conferma ufficiale della possibilità di portare in detrazione fiscale gli impianti fotovoltaici domestici, al servizio dell’abitazione.

      L’Agenzia delle Entrate:

      –> Riconosce che l’installazione di impianti fotovoltaici rientra tra gli interventi che possono fruire delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e segnatamente tra quelli finalizzati a conseguire un risparmio energetico senza dover produrre particolare documentazione che attesti il risparmio energetico.

      –> Ricorda che è necessario che l’impianto fotovoltaico sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione.

      –> Conferma il divieto di cumulo tra la detrazione fiscale e la tariffa incentivante, ma riconosce la cumulabilità tra la stessa detrazione e lo scambio sul posto ed il ritiro dedicato.

      L’aliquota del 50% detraibile rimarrà di sicuro fino a fine giugno dicembre 2013, poi probabilmente tornerà al 36%, come era in precedenza.

    • Alessandro il 18 marzo 2013 ore 16:34

      ah.. per il terreno l’ultima nota dell’agenzia delle Entrate non specifica mai che l’impianto deve essere su edificio, ma solo “al servizio dell’abitazione”.
      Secondo me potrebbe anche essere detraibile.., se il terreno privato è pertinente all’abitazione..(dentro lo stesso recinto)..

  11. Emanuele il 8 aprile 2013 ore 18:45

    Salve, avrei bisogno di un chiarimento, in pratica io abito nella seconda casa di mia nonna dove lei non è residente, ma lo sono io, e dove ho intestato il contratto enel a nome mio. Sono uno studente universitario che non raggiunge il reddito minimo, quindi per le tasse universitarie ho dato il reddito dei miei genitori residenti in un’altra casa alla facoltà,sono loro che si scaricano le tasse dato che sono a loro carico. Ora mio padre vorrebbe far istallare un impianto fotovoltaico dove abito io, lui paga e lui vuole aver diritto alla detrazione delle tasse, è fattibile la cosa? Secondo me se mi faccio la finanziaria dato che sono a suo carico potrei far scaricare l’iva a lui dato che sono a suo carico, dei pagamenti, come per le tasse universitarie, giusto??? a quale ent posso rivolgermi? perchè l’impianto se abbiamo la detrazione si fà o se no nada. Grazie in anticipo

    • Alessandro il 8 aprile 2013 ore 18:57

      Non credo ci siano problemi se risulta tuo padre il soggetto titolare dell’impianto fv.
      Dovrà comunque avere titolo dal proprietario per installare ed accedere alla detrazione.
      Prova comunque a chiedere ad un commercialista o al Caf (centro assistenza fiscale).

      • Emanuele il 8 aprile 2013 ore 19:10

        Il proprietario dello stabile e mia nonna, mamma di mio padre suo tutore. Il fatto è che la corrente è intestata a me da quando mi sono trasferito, e che l’impianto si deve fare a nome di chi è intestato il contratto (a detta dell’istallatore del fotovoltaico) ora io mi domando, dato che le mie spese universitarie e mediche i miei genitori se le scaricano (anche se non convivo con loro) se mio padre, come già fà con le spese scolastiche, mi da i soldi per pagare l’ipotetica rata della finanziaria, poi non potrebbe scaricarla anche se è a nome mio che sono a suo carico? il ragionamento logico torna perfettamente, ma dato che siamo in italia, e la burocrazia è ambigua, un lungimirante consiglio di un esperto ci vuole sempre, a scanso di ritrovarsi sorprese dopo :) Un commercialista mi ha detto che la cosa è fattibile, ma è meglio non fermarsi solo ad una persona, in fatto di consigli :) Cmq grazie per avermi risposto e buona giornata ;)

        • claus il 8 aprile 2013 ore 22:06

          …sei sicuro che tua nonna sia la sola proprietaria dello stabile?. Se lo stabile è stato ereditato per successione sicuramente una parte di questo è di proprietà di tuo padre e quindi può decidere in totale autonomia, in quanto proprietario, di installare l’ impianto ( non ci vogliono deleghe di nessun tipo ). Vera la clausola che il titolare del contatore deve essere lo stesso soggetto che si costruisce l’impianto.Il mio consiglio è quello di costruire l’impianto a nome della nonna per usufruire delle detrazioni fiscali. Un’ altra domanda: come mai il contatore è intestato a te?. Lo paghi come seconda casa?…era meglio lasciarlo intestato alla nonna!!.

    • ligabue82 il 8 aprile 2013 ore 19:12

      Se tuo padre non risiede, vive o convive in quella casa, NON può accedere alle detrazioni.

      saluti

  12. Giuseppe il 23 aprile 2013 ore 01:24

    Salve.Mi chiamo Giuseppe e sono proprietario di diversi ettari di terreno agricolo sui quali avevo pensato di montare serre fotovoltaiche.Dal momento che non ho una visione limpida del quinto conto energia vorrei avvalermi della tua competenza e professionalità per chiederti alcuni quesiti.1) innanzitutto se sono previsti incentivi a fondo perduto per la realizzazione delle suddette strutture ed a quanto ammontano le remunerazioni per l’energia prodotta 2) a quali professionisti dovrei rivolgermi per la stesura del progetto 3)gli iter burocratici da seguire ed i rispettivi tempi 4) in definitiva considerata l’estensione del fondo la convenienza dell'”operazione”.Ti ringrazio anticipatamente:)

    • Alessandro il 24 aprile 2013 ore 00:41

      1) ci sono gli incentivi del quinto conto energia, ma devi valutare con un installatore se fai ancora in tempo.
      Agli impianti installati su serre è riconosciuta una tariffa incentivante pari alla media aritmetica tra quella riconosciuta per gli impianti “su edifici” e gli “altri impianti fotovoltaici”.
      Le serre fotovoltaiche, per essere riconosciute come tali ai fini degli incentivi, devono avere la copertura occupata dai pannelli fotovoltaici per non più del 30% della superficie totale della coperura stessa, o meglio: la “proiezione al suolo dei moduli fotovoltaici” non deve superare il 30% della superficie totale occupata dalla serra.

      2) studi di progettazione impianti fotovoltaici
      3) Si inizia con un sopralluogo, progetto e autorizzazioni
      4) La convenienza dipende da tanti fattori: in primis i costi dell’operazione ed i ricavi della serra e dell’impianto su serra (che può anche vendere energia in regime di ritiro dedicato, alternativamente agli incentivi del quinto conto energia).

  13. Claudio il 9 maggio 2013 ore 10:49

    Salve,
    ho realizzato un impianto 3 Kwatt nel 2011 e stavo valutanto di estenderlo avendo ancora a disposizione spazio sulla falda condominiale per almeno altri 4 Kw.
    L’autocosumo è gia pareggiato dal precedente impianto e quindi un nuovo impianto non avrebbe agevolazioni in tal senso e quindi non riesco a capire se convenga o no e nel caso quale modalità convenga, al 50% o con conto energia. Il mio mestiere è libero professionista e di conseguenza eventuali detrazioni sono ben accette.
    Grazie

    Claudio

    • Alessandro il 9 maggio 2013 ore 11:34

      Se il nuovo impianto lo utilizzi per lo più per la cessione in rete, io proverei a valutare: detrazione fiscale 50% + ritiro dedicato (per le detrazione però l’imp. deve comunque essere al servizio dell’abitazione).

    • claus il 9 maggio 2013 ore 11:57

      …tieni presente che per estendere l’impianto esistente devono passare 2 anni dalla messa in funzione…resta comunque un investimento perchè in ogni caso ti pagano l’energia. Personalmente ne realizzerei uno nuovo , come dici, da 4 Kw mettendo un nuovo contatore…”staccherei” i prelievi del vecchio utilizzando al massimo l’autoconsumo che con il V conto energia è incentivato. Incomincerei poi a valutare molto attentamente l’installazione di batterie di accumulo, che per adesso, sono piuttosto care, circa 5-6 mila euro ma che nel giro di 1-2 anni si dimezzeranno come costi. A quel punto sarai quasi completamente indipendende dal tuo fornitore di energia elettrica. Le batterie le potrai far rientrare nell ristrutturazione energetica al 50% fino al giugno 31 dicembre 2013 e poi al 36%, sempre che non cambi la legge e lo lascino ancora al 50%. A, dimenticavo, io sto facendo proprio quello che ti ho descritto, ho un impiantpo da 20 Kw, che “staccherò” dalla casa, e ne farò uno da 6 Kw il mese prossimo !!!.

      • Claudio il 10 maggio 2013 ore 21:31

        Complimenti per il tuo impianto! Valuterò attentamente la cosa,
        Grazie
        Claudio

  14. Alberto il 11 maggio 2013 ore 16:33

    Salve, sono interessato a realizzare un impianto da 3KW sul tetto, ma ho un dubbio. Mi hanno detto che per ottenere l’incentivo del 50% non è sufficiente, come per i lavori di casa, fare i bonifici e certificare la “fine Lavori”, ma serve anche l’allaccio dell’Enel (dico per semplificare, insomma l’impianto deve produrre ed essere allacciato alla rete) quindi sarebbe fuori del controllo della ditta. E’ vero? Quanto ci può mettere l’Ente ad allacciarmi? Se partissi subito, farei ancora in tempo a chiudere tutto entro il 30/06?

    • Alessandro il 12 maggio 2013 ore 17:52

      I tempi per l’allaccio enel sono quelli che in alcuni casi portano via tempo.
      Coi tempi siamo un po’ al limite:
      le tempistiche di massima sono queste:
      – oggi fai rischiesta di allaccio
      – entro 20 giorni ti arriva il preventivo enel per allacciamento
      – intanto fai l’impianto
      – dal “fine lavori”, entro 30 giorni devono allacciare (90 per lavori definiti “complessi”)

      Puoi fare così: dopo il 30 giugno la detrazione non sparisce ma è del 36% la detrazione fiscale è prorogata fino al 31 dicembre 2013.
      Proponi una clausola all’installatore: se non rientri nella detrazione del 50%, ma del 36%, ti fai fare uno sconto del 14%.

    • claus il 12 maggio 2013 ore 19:08

      …non credo proprio… quello che fa fede è quando hai pagato, con bonifico bancario,la/le fatture che l’ installatore ti farà. Quindi l’importante è che la/le fatture non vado oltre la data fatidica del 30/06/2013. Tutto il resto comprese tempistiche di allaccio all’ Agenzia delle Entrate non interessano.Quando fai la dichiarazione dei redditi mica devi indicare quando sei stato connesso no?. Sarebbe pura follia. Infine ti do un consiglio, su un impianto da 3 Kw NON è conveniente il recupero Irpef del 50% ( non è un incentivo tra l’altro, piuttosto verifica se hai capienza! ). Meglio decisamente l’autoconsumo, così non ti poni nemmeno il problema. Piuttosto devi “giocare” con l’ installatore…. A Napoli direbbero “capisci amm’ è”.

      • Alberto il 13 maggio 2013 ore 11:23

        Anche a me sembra strana questa cosa che dipenda dall’allaccio dell’ENEL… però per il recupero energetico del 55% ho dovuto fare tante di quelle pratiche che non mi stupirei.
        La capienza la ho, “per fortuna”. Ma se prendo il recupero del 50%, su 9/10.000 euro (un buon 3KW con pannelli silicio composito UpSolar e Inverter S+ark) sono meno di 500 euro all’anno.
        A questi si AGGIUNGE l’autoconsumo, ovvero che non pago le bollette perchè conguaglio l’energia prodotta e consumata, no?
        (altri 500-600 euro all’anno).
        Tanto, tra allacci, certificazioni, etc, come è possibile che il venditore ti venga incontro? (Capisci ammè ;-)
        Anche il suggerimento di Alessandro, di trattare uno sconto nel caso non riesca ad avere gli incentivi, mi farebbe pensare che in realtà i rivenditori hanno tali margini che in realtà i prezzi sono gonfiati a tl punto dagli incentivi che se domani finissero, si dimezzerebbero? CI proverò (già ci stavo pensando) ma lui potrebbe dirmi che non dipendono da lui i tempi…
        Grazie comunque per gli spunti. E? molto complesso questo discorso. Ancora mi sfugge qualcosa:
        1) ma io non pagherò bollette oppure le pagherò e mi rimborseranno i soldi quando fanno i conti di quanto produco? Ovvero pago solo la differenza oppure devo anticipare e poi mi rimborsano?
        2) se produco di più (3Kw domestici) mi danno più soldi o vado in “credito” di Kw per il futuro?

        • Alessandro il 13 maggio 2013 ore 12:54

          Ciao Alberto,

          1) pagherai le bolletta per tutto quello che preleverai dalla rete (cioè l’energia NON consumata nel momento della produzione dell’impianto fv), e poi riceverai un contributo a titolo di rimborso dal gse (con acconti e conguaglio annuale).
          Se consumi nel momento in cui l’impianto produce non paghi nulla.

          2) se immetti in rete più energia di quanta effettivamente ne prelevi (sull’anno), allora hai un credito. Il credito è espresso in euro e può andare (a credito, appunto) nel rimborso dell’anno successivo, oppure puoi fartelo liquidare con un bonifico nei premi mesi del 2014. Ogni anno, se hai delle eccedenze, puoi scegliere se optare per la messa a credito o per il bonifico.

        • claus il 13 maggio 2013 ore 13:19

          …allora…con l’impianto fotovoltaico tu non devi fare nulla di burocratico, ci pensa l’installatore quindi è un pacchetto chiavi in mano…se spendi 10000 euro ne recuperi come hai detto 500 all’anno per 10 anni. In questo caso NON accedi alla tariffa omnicomprensiva ma puoi solo avere lo SSP. I prezzi NON sono Gonfiati e sicuramente l’ installatore non può praticarti uno sconto del 14%. I tempi ai quali ti riferisci per cosa?, mi è poco chiaro quello che intendi.Le bollette continuerai a pagarle in base a quello che avrai deciso di fare…tariffa omnicomprensiva o recupero IRPEF, nessuno ti rimborserà nulla quindi. Se produrrai di più entrerai nel regime di SSP ma solo se rinuncerai alla tariffa omnicomprensiva in favore del recupero IRPEF. Mi rendo conto che la materia è di non semplice intuizione e i dubbi crescono ma la risposta a tutte queste domande DEVE fornirtele l’installatore.

    • Daniele il 13 maggio 2013 ore 15:30

      si che farà in tempo, quello che fa fede è la data sulla fattura dell’installatore, nel nostro caso se il cliente dovesse pagare con l’aiuto delle nostre finanziarie sarà la data dell’ok finanziario a fare fede per accedere alla detrazione.
      Per certificazioni domande ecc con noi il cliente mette una firma sul contratto e poi deve solo aspettare la chiamata del nostro ingegnere per il sopralluogo e la successiva installazione, non si deve preoccupare d’altro.
      E a proposito di consumi e bollette consiglio di fare ogni mese la letture del contattore perchè fidersi è bene….ma pagare il giusto è meglio!!!!

  15. Nadia il 14 maggio 2013 ore 10:36

    Buongiorno ho questo quesito per nuove costruzioni appartamenti uso civile è possibile che la società una srl usufruisca della detrazione fiscale del 50%?

    • Alessandro il 14 maggio 2013 ore 11:56

      No la detrazione fiscale è rivolta a ristrutturazioni ed a persone fisiche..
      ciao

  16. Rosanna il 6 giugno 2013 ore 19:58

    Buongorno!
    ho letto articolo e commenti con interesse, soprattutto perchè ho appena installato i pannelli fotovoltaici sul tetto. Impianto da 2,88 kw.
    Ho un problema da risolvere (entro breve tempo)
    Ho pagato l’impianto nel 2012, ma purtroppo per ritardi dell’installatore, ad oggi NON è ancora funzionante, manca SOLO il collegamento.
    A questo punto, cosa rischio, considerato che ho già fatto la dich. redditi con mod. 730 senza indicare nulla, pensando di usufruire degli incentivi?
    Se non dovessi accedere al V° conto Energia, forse non posso più neanche usufruire della detrazione del 50%????
    Mille grazie per una gentile risposta!!!!

    Rosanna

    • Alessandro il 6 giugno 2013 ore 20:45

      Ciao, per il conto energia, da oggi hai tempo un mese esatto.
      E’ di oggi il comunicato gse che ufficializza il raggiungimento della soglia limite di spesa un mese dopo la quale termina il conto energia.

      Per le detrazioni fiscali contattando un caaf magari riesci a fare una integrazione, ma non so.. prova a chiedere ad un commercialista.

  17. MARINELLA il 10 giugno 2013 ore 10:55

    Ciao, articolo interessante.
    Intenderei usufruire della agevolazione fiscale anche trattandosi di soli 3kw, volevo però chiedere un’informazione.
    Se decido di pagare il costo dell’impianto al 50% oggi ed il resto dilazionarlo in 5 anni, per le rate che pagherò nel 2014/15/..ecc… avrò comunque diritto alla agevolazione del 50% o passerò alla aliquota che sarà decisa per quegli anni?? (tipo 36% o altro)
    Premetto che la fattura mi viene emessa oggi al costo totale.
    Grazie per il riscontro
    cordiali saluti
    marinella

    • Alessandro il 10 giugno 2013 ore 16:23

      che io sappia fanno fede le ricevute dei bonifici di pagamento: i bonifici pagati nel 2013 li puoi detrarre dal 2014 al 50% dilazionati nei successivi 10 anni.
      Se c’è di mezzo un istituto di credito non so, devi chiedere a loro.

  18. claus il 10 giugno 2013 ore 16:54

    …no non puoi, deve esserci corrispondenza tra la fattura ed il bonifico…però ci sono altri modi…non chiedermi quali…

  19. Francesco il 11 giugno 2013 ore 16:23

    Gent.mo Alessandro vorrei realizzare un impianto fotovoltaico di 3,9 kw sulla propria abitazione. il tecnico ha considerato un consumo di circa 4.000 kw/h e un accumulo di 6.000 kw/h (in puglia). il costo si aggira sui € 10.000,00; cosa mi conviene 50% di deduzione o quinto conto energia in scadenza? Cordialità Francesco.

    • Alessandro il 12 giugno 2013 ore 21:53

      Ciao, la differenza economica tra le due alternative, se c’è, dovrebbe essere minimale.
      Per il conto energia non so se fai in tempo perchè devi considerare 30 giorni di massima per l’allaccio enel.
      Io inizierei a farlo subito, poi, a impianto in funzione decidi, lasciati aperte entrambe le possibilità. Per le detrazioni paga con bonifico.

      • francesco il 13 giugno 2013 ore 10:33

        grazie alessandro, vorrei chiederti un’ultima che cosa intendi per differenza minimale: il fatto ke a venti anni quello che percepiró tra deduzioni e scambio sul posto è lo stesso tra il premio e l’ incentivo?

        • Alessandro il 14 giugno 2013 ore 00:50

          Si esatto, non è tanto quello che percepirai, ma quello che risparmierai, in termini di esborsi in bolletta e di imposte Irpef sul tuo reddito. (ps: non sono deduzioni, ma detrazioni).

  20. Vito il 13 giugno 2013 ore 15:41

    Gentilissimo Alessandro, sono Vito e abito in provincia di Taranto, vorrei realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto piano della mia casa, della potenza nominale di 5,88 KW, dovendo pagare l’impianto con un finanziamento e, il costo totale si aggira intorno a 12.500 euro, saresti cosi gentile da indicarmi quali somme avrei a disposizione attraverso l’impianto considerando lo scambio sul posto e le detrazioni fiscali al 5o%, visto che difficilmente riusciro ad avere accesso al quinto conto energia, il consumo annuale della mia famiglia si aggira intorno ai 6000 KW annui.
    Tutto questo affinchè riesca a stabilire quale importo mensile avrei a disposizione da dedicare al finanziamento evitando quindi di gravare sull’attuale bilancio familiare.

    • Alessandro il 14 giugno 2013 ore 01:20

      Dipende soprattutto dalle vostre modalità di consumo (giorno vs sera/notte):

      – Con l’autoconsumo risparmi di più se consumi di giorno ( e quindi il risparmio/guadagno può essere estremamente variabile). In questo caso il guadagno è quanto riesci ad evitare di prelevare dalla rete.
      – Con le detrazioni fiscali ti detraggono dal tuo imponibile Irpef annualmente circa 600 euro/anno per 10 anni.
      – Con lo scambio sul posto dipende da quanta energia riesci ad immettere in rete.
      In tal caso l’energia viene valorizzata, molto indicativamente (perchè cambia in base ai cambiamenti del mercato) a: 0,17 €/kwh, se la immetti prima e la prelevi poi. E’ invece a 0,10/0,09 €/kwh se la immetti e basta (eccedenze).

  21. giuseppe il 14 giugno 2013 ore 00:57

    salve, io dovrei installare un impianto fotovoltaico sul tetto della casa in cui risiedo con la mia famiglia e che tale casa è di proprietà di mia moglie. dato che mia moglie non riuscirebbe a detrarre fiscalmente il costo dell’impianto, posso farlo io interamente nonostante non sia il proprietario di casa, ma comunque sono residente ed inoltre intestatario del contratto enel? in caso di risposta negativa, c’è qualche soluzione lecita affinchè io possa detrarre il 50% dell’intera spesa? grazie in anticipo!

    • Alessandro il 14 giugno 2013 ore 01:53

      Non ci dovrebbero essere problemi. Possono detrarre, infatti, anche i locatari e gli usufruttuari delle abitazioni oggetto di intervento.

  22. claus il 14 giugno 2013 ore 10:10

    Salve a tutti…non so se ve ne siete accorti ma la sospensione del V conto energia senza nuove regole ha provocato un “vuoto legislativo”…mi spiego:

    Prima non si poteva considerare un impianto FV alla pari di un altro tipo qualsiasi di risparmio energetico perchè la motivazione data dall’ Agenzia delle Entrate era perchè gli impianti godevano degli incentivi statali.
    Successivamente è stata data la possibilità di considerare, a scelta, o la tariffa omnicomprensiva o il recupero IRPEF al 50%.
    Adesso, cosa mi vieta di considerare il mio nuovo impianto Fv fatto dal 1 Luglio 2013 in avanti come, ad esempio, una valvola termostatica?…nulla che io sappia, quindi per il mio giudizio, nulla vieta di accedere al recupero IRPEF del 65%.
    Io lo farò e andrò al recupero nella prossima dichiarazione di redditi, al massimo, di fronte ad una contestazione dell AdE, a fronte di un controllo dovranno dimostrare che la cosa non era fattibile ( quindi dovranno dichiararsi esplicitativamente ) e, nella peggiore delle ipotesi, recupereranno le cifre superiori ( il 15% in questo caso ) indebitamente da me trattenute.Cosa pensate a riguardo?.

    • ligabue82 il 17 giugno 2013 ore 19:33

      E’ stato già chiarito che l’impianto FTV è inteso come ristrutturazione e gode del 50% (parere dell’A Entrate). non può godere del 65% (è esplicitamnte dichiarato).

      Per Vito (zona Taranto): se vuoi puoi contattarmi perchè ho realizzato numerosi impianti nella tua zona (sia con incentivo che con detrazione fiscale).

      saluti

      • claus il 19 giugno 2013 ore 09:20

        …a me non sembra…la cicolare RISOLUZIONE N. 22/E Roma, 2 aprile 2013..(omissis) In merito alla documentazione attestante il conseguimento di risparmi
        energetici derivanti dall’installazione di un impianto fotovoltaico, richiesta dal
        secondo periodo della lett. h) in esame, il Ministero dello sviluppo economico,
        sulla base delle considerazioni in precedenza riportate, ha evidenziato che la
        realizzazione dell’impianto a fonte rinnovabile comporta automaticamente la
        riduzione della prestazione energetica degli edifici e qualsiasi certificazione non
        potrebbe che attestare il conseguimento di un risparmio energetico.

        Secondo me la discussione è aperta puoi dirmi dove hai visto “è esplicitamente dichiarato”…non è che ti stai riferendo a notizie ante 65%?…in questo caso avevi pienamente ragione.

  23. Roberto il 1 luglio 2013 ore 11:51

    Ciao a tutti, ho letto con interesse tutti i commenti e non avendo conoscenza specifica sono riuscito a farmi un’idea, ma non sufficiente a decidere, quindi vorrei porre il mio esempio x avere dei consigli: vorrei installare un impianto FV a casa mia, consumo circa 200€ ogni 2 mesi in bolletta, di solito il consumo è la sera ma una parte importante cioè la lavatrice potrebbe essere spostata di giorno (quali sono gli orari da considerare di giorno?), quindi di che impianto avrei bisogni 3KW…6KW? Poi in questo caso mi converrebbe il recupero del 50% oppure il discorso della bolletta in autoconsumo? Mi puoi fare il caso concreto con il calcolo spicciolo, come se lo spiegaste ad un bambino di 3 anni? Grazie ;))
    Spero di non aver dimenticato nulla, anzi, ancora non inizio ma con i tempi se faccio tutto a Settembre ci dovrei stare per il 31.12.2013? Grazie ancora

    • Alessandro il 1 luglio 2013 ore 15:25

      quanti kwh consumi mediamente in un anno? più di 5.000 kwh??
      ti conviene:
      -o la detrazione 50% + scambio sul posto
      -oppure: detrazione 50% + ritiro dedicato
      (anche perchè non ci sono altre scelte).

      evetualmente può risultare utile un piccolo sistema di accumulo per aumentare l’autoconsumo al 70%. Ma anche senza va bene, spostando ove possibile i consumi nelle ore diurne.
      Per le tempistiche: tieni in conto 60/90 giorni per allacciamento enel,in caso di problemi.

  24. gino & franca il 3 luglio 2013 ore 23:24

    Ciao, abbiamo un consumo di 3700 kw annuo, abitiamo in Lombardia e il tetto ha due falde (est e ovest).In questi giorni avremo dei contatti per dei preventivi ma volevamo da voi dei consigli spassionati riguardo a:
    1. E’ meglio usare le due falde del tetto (con 2 inverter) o una sola? (pensiamo che incida sui costi)
    2 Ci converrà chiedere la detrazione fiscale del 50% + scambio sul posto, oppure la detrazione+ ritiro dedicato (che non abbiamo ben capito cos’è)
    3 Ci conviene un impianto da 4 kw o superiore?
    Grazie per tutte le informazioni

    • Alessandro il 5 luglio 2013 ore 01:10

      1) Per valutare costi e benefici bisogna calcolare bene la produttività stimata dell’impianto su entrambe le falde. Dipende da: inclinazione, orientamento (nord-sud-est-ovest) dei moduli. Per avere un’idea della produzione stimata dai un’occhiata al simulatore PVGIS
      2) il ritiro dedicato è la vendita di energia al gse (tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata) ad un prezzo minimo garantito.
      Lo scambio sul posto è un rimborso/compensazione: con lo scambio sul posto quando non consumi istantaneamente, immetti in rete e poi riprelevi compensando l’energia immessa. Col ritiro dedicato invece immetti in rete e ti viene pagata al prezzo di mercato, ma con una soglia minima definita dalle tabelle in link.
      La convenienza di una o altra soluzione dipende da quanto è sovradimensionato l’impianto rispetto ai tuoi consumi: più è sovradimensionato più conviene il ritiro dedicato. Es. se hai un impianto da 3 Kw che produce 3.300 kwh/anno e i tuoi consumi sono di 3.300 kwh/anno, conviene lo scambio sul posto, se l’impianto è molto più grande conviene il ritiro dedicato, cioè la vendita.
      3)la convenienza è sempre un rapporto costi-benefici. Dipende da cosa volete voi.

  25. antonio il 19 maggio 2014 ore 16:16

    Buongiorno, ho istallato un impianto fotovoltaico 6kw agosto 2012 usufruisco degli incentivi + scambio sul posto, sento dire che potrei chiedere anche le detrazioni fiscali a me non e chiaro chi dice di si e invece altri di non mi aiuti a caprire per piacere. Ho pagato l’impianto con finanziaria e non con un bonifico.
    Grazie aspetto un gradita risposta. Saluti

    • Alessandro F. il 20 maggio 2014 ore 12:08

      gli sgravi fiscali sono alternativi agli incentivi. Cioè: o incentivi o detrazioni.
      Però per un pagamento del 2012 non credo tu possa richiedere oggi (2014) le detrazioni in dichiarazione dei redditi.
      Ultima cosa: pagare con bonifico è uno dei presupposti per accedere alla detrazione fiscale.

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