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A ruba le batterie Tesla per il fotovoltaico

25 maggio 2015
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

La produzione di batterie e sistemi di accumulo energetico sono un’ottima risposta alla crescente domanda di generazione elettrica: sia per uso viabilistico che per uso civilistico e industriale. Le fonti rinnovabili, infatti, danno un forte slancio alla generazione elettrica distribuita.

Del mega impianto produttivo dell’americana Tesla, famosa per le auto elettriche di lusso, avevamo già avuto modo di parlare in un post precedente. Quello che in realtà nessuno si aspettava è che i prodotti di Tesla potessero avere una richiesta così alta.

 

Batterie per il fotovoltaico domestico e commerciale

Tesla non è più solo sinonimo di supercar ecologiche. Infatti la produzione di batterie stazionarie per gli impianti fotovoltaici del marchio americano ha raccolto talmente tanto consenso da far ricevere all’azienda circa 38mila prenotazioni  per Powerwall, un sistema di accumulo pensato per le utenze domestiche e 2.500 per Powerpack, l’equivalente per l’utilizzo dell’energia da fotovoltaico su larga scala, studiato per le utility e le attività commerciali.

tesla motors

Il record di prenotazioni è avvenuto in soli sei giorni dall’inizio delle stesse (il via è stato dato nei primi giorni di maggio); il successo probabilmente era inaspettato anche da parte della stessa azienda, che stando agli standard di produzione attuali, dovrebbe lavorare fino a metà del prossimo anno per smaltire tutte le ordinazioni.

Secondo l’editore americano Bloomberg il volume economico delle prenotazioni sarebbe pari a 800 milioni di dollari, fattore che fa presupporre un possibile ulteriore ampliamento del super impianto di produzione del Nevada.

 

Domanda in crescita per le batterie

Tesla ha dimostrato come all’atto pratico il mercato delle batterie abbia enormi margini di sviluppo, nonostante l’ostacolo più alto, cioè quello del prezzo di accesso elevato, sia ancora molto lontano dall’essere superato. Secondo le stime effettuate da Forbes, l’accumulo di energia tramite le batterie Tesla (prodotte in collaborazione con Panasonic), avrebbe un costo di 0,15 dollari per kWh, un valore ancora alto. La batteria Powerwall è infatti venduta a partire da 3.000 dollari (7 kWh di accumulo elettrico), mentre per i 10kWh sono richiesti circa 500 dollari in più.

Nonostante il prezzo giudicato ancora elevato dalla stessa rivista (assolutamente scettica sul successo dell’operazione, prima dei dati sulle prenotazioni), sembra che la produzione di Tesla abbia intercettato una domanda finora rimasta insoddisfatta dalle proposte del mercato.

Solo considerando gli Stati Uniti questo prodotto potrebbe soddisfare i bisogni di una grossa fetta di mercato composta non solo da coloro che vogliono utilizzare esclusivamente energia pulita, ma anche dagli utenti per i quali l’allacciamento alla rete elettrica rimane complesso se non impossibile, come avviene nelle aree più remote o dove l’elettricità ha costi altissimi (è il caso delle isole Hawaii americane).

Non è possibile sapere se tutte le prenotazioni effettuate si tradurranno effettivamente in acquisti, ma l’enorme interesse suscitato dalla produzione di Tesla fa comprendere come il mercato delle batterie da accumulo abbia ancora enormi margini di sviluppo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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