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Fotovoltaico: i prezzi quanto sono calati?

26 gennaio 2016
Voto:4/5 (6 voti)

I prezzi del fotovoltaico sono in continua diminuzione. Già in altri post abbiamo visto come e di quanto è già diminuito il prezzo dei pannelli fotovoltaici e degli impianti chiavi in mano rispetto agli anni precedenti. Il calo dei prezzi è stato di più del 50% in circa 5 anni tanto da renderlo conveniente anche senza incentivi, sfruttando semplicemente l’autoconsumo e lo scambio sul posto. Questo in passato. Oggi assistiamo, invece, ad una graduale stabilizzazione dei prezzi degli impianti “standard”, ovvero delle installazioni ad uso domestico e piccolo industriale. Ciò che sta scendendo rapidamente, invece, sono i prezzi degli impianti fotovoltaici con batterie.

 

Il fotovoltaico con batterie diventa via via più economico

La novità dell’ultimo anno riguarda gli impianti fotovoltaici con accumulo. Iniziamo oggi a vedere, anche su questo fronte, una decisa diminuzione dei prezzi. Il costo di questo tipo di impianti è ovviamente maggiore dei classici impianti senza accumulo, ma permettendo il maggiore autoconsumo, garantiscono maggiori risparmi energetici sui costi in bolletta.  Il prezzo del fotovoltaico, ricordiamolo, è conveniente nella misura in cui garantisce un interessante risparmio in bolletta. E questo risparmio è garantito proprio grazie all’utilizzo di batterie che rendono disponibile l’energia auto-prodotta su una fascia più ampia della giornata, garantendo un maggior autoconsumo.
quanto è calato il prezzo del fotovoltaico
I principali produttori al mondo di batterie e sistemi di accumulo stanno investendo molto in ricerca e sviluppo per aumentare l’efficienza e diminuire i costi di produzione delle batterie. Già oggi i primi risultati sul fronte dell’accumulo elettrico iniziano a vedersi con l’avvento sul mercato di numerose soluzioni di stoccaggio su piccola scala a prezzi accessibili. L’utilizzo delle batterie, infatti, per essere conveniente deve avere un prezzo minore rispetto ai vantaggi che riescono a garantire nell’intero periodo di funzionamento: nello specifico parliamo di “costo” per “capacità di accumulo effettiva”. Per ora si parla per lo più di soluzioni domestiche, soluzioni in grado di elevare la quota di autoconsumo per elevare il risparmio in bolletta. Nonostante ciò sono già in fase di attuazione interessanti progetti-pilota per utilizzare lo stoccaggio “di rete” sull’elettricità prodotta dalle centrali fotovoltaiche.

 

Ad oggi comunque, anche in presenza delle detrazioni fiscali 50% per gli impianti domestici, i prezzi degli impianti fotovoltaici continuano la loro lenta e inesorabile discesa verso il famigerato “punto di equilibrio”, la cd. grid parity, condizione di mercato in cui il “costo di utilizzo” del kwh fotovoltaico è minore del costo di acquisto dell’energia in bolletta.

Il “costo di utilizzo” è diverso dal “costo di produzione”.

 

Cosa è il “costo di utilizzo” e perchè è diverso dal “costo di produzione”?

Parlando di energia fotovoltaica, ciò che è “oneroso” non è tanto il “costo di produzione” del kWh, ma il suo “costo di utilizzo“.

Il “costo di produzione” del kWh fotovoltaico è il prezzo dell’impianto suddiviso per tutta l’energia che riesce a produrre nel suo ciclo di vita. Così, per esempio, un impianto da 3 kW che costa 5mila euro produrrà almeno 78 mila kWh ed avrà un “costo di produzione/kWh” di circa 6 centesimi/kWh. Questo costo presume, però, che tutta l’energia prodotta venga autoconsumata nel momento stesso della sua produzione. Con le detrazioni fiscali (per i soli impianti residenziali) il costo effettivo di produzione del kWh si dimezza. Per chi consuma molta energia nelle ore diurne (per esempio le aziende) il fotovoltaico è già molto conveniente.

Il “costo di utilizzo” del kWh fotovoltaico, invece, è qualcosa di un poco più complicato da calcolare e misurare: dipende, infatti, dal costo delle batterie e da quanta energia viene immagazzinata per essere utilizzata in momenti diversi dalla produzione. Il “costo di utilizzo” del kWh fotovoltaico è il prezzo finale dell’energia fotovoltaica incluso i costi delle batterie. In altre parole potremmo dire che l’energia fotovoltaica consumata nelle ore serali e notturne ha un costo maggiore perchè include il prezzo degli accumulatori.

Mentre l’autoconsumo istantaneo avviene praticamente “a costo zero”, l’autoconsumo “differito”, che avviene in fascia serale (quando il fotovoltaico non produce) ha un costo ben maggiore, proporzionale al costo del sistema di accumulo utilizzato. Se il prezzo delle batterie è conveniente l’energia serale e notturna viene presa, anzichè dalla rete, dalle batterie pre-caricate di giorno col fotovoltaico. Ecco perchè, per autoconsumare anche di sera, bisogna considerare il costo delle batterie.

 

Il trend dei prezzi a livello globale e sulla filiera

La concorrenza tra i produttori ha fatto, e sta facendo, ridurre notevolmente i loro margini di profitto dando maggiore stabilità e “prevedibilità” al mercato dei moduli fotovoltaici. In parallelo i moduli fotovoltaici, componenti principali della filiera, continuano a calare di prezzo.

Se da un lato questo cambiamento è una buona notizia per chi stà “a valle” della filiera (installatori ed utenti finali), dall’altro lato è meno buona per gli operatori “a monte” che vedono gradualmente contrarsi i loro margini di profitto. Questa situazione viene compensata, a livello globale, da un aumento quantitativo delle vendite vista la sempre maggiore accessibilità e diffusione della tecnologia fotovoltaica come strategia di produzione energetica su ampia scala.

Il calo dei prezzi del fotovoltaico, quindi, continua a livello globale e prosegue proprio in relazione, e per effetto, della diminuzione degli incentivi nei due maggiori mercati mondiali. Il taglio graduale degli incentivi, indebolendo la domanda, ha almeno l’effetto di diminuire i prezzi di vendita delle forniture dei pannelli e degli inverter.

L’analisi degli istituti di settore afferma che, anche se dal mercato sono già usciti un numero significativo di operatori, resta il problema della sovrapproduzione dei componenti. Questa quantità di produttori porta ad una forte competitività sui prezzi dei prodotti, ma anche ad un continuo miglioramento ed ottimizzazione delle strutture di costo per rimanere sul mercato con prezzi sempre più competitivi.

 

Quanto sono scesi il prezzi del fotovoltaico in Italia

fotovoltaico prezzi 2016

Il prezzo del fotovoltaico in Italia è calato di quasi l’80% in 8 anni (2008-2016)

A livello globale il prezzo del fotovoltaico diminuisce mediamente del 10% l’anno. In Italia la velocità di caduta dei prezzi ha subìto una forte accelerazione negli anni del conto energia e ad oggi, seppur continuano a scendere, assistiamo ad un generale rallentamento per via, anche, della diminuzione delle grandi installazioni realizzate per scopi puramente commerciali.

Ciò che 8 anni fa costava oltre 20 mila euro (!) costa oggi meno di 5 mila: un impianto fotovoltaico domestico da 3 kWp nell’era dei primi incentivi costava oltre i 20 mila euro. Lo stesso impianto oggi costa circa un quarto: prezzi tra i 4mila ed i 6mila euro.

Il prezzo del fotovoltaico in Italia è calato di quasi l’80 per cento in 8 anni: dal 2008 al 2016.

Il prezzo del fotovoltaico (senza batterie) per Kilowatt installato, prezzo “chiavi in mano”, è arrivato a circa 1.500 Euro/kWp.

Il prezzo degli impianti fotovoltaici con accumulo, invece, è di circa 2.000 – 2.500 Euro/kWp con un sistema di accumulo in grado di garantire un autoconsumo anche dell’80 per cento. Le batterie al Piombo sono più economiche, ma durano di meno e garantiscono minori “profondità di scarica”. Le batterie al Litio, invece, sono più costose, ma hanno durata maggiore e più efficienza.

Con 10 mila euro, per esempio, possiamo installare oggi un impianto da 6 kwp che, per gli edifici che hanno un elevato consumo elettrico diurno, vengono ammortizzati nel giro di qualche anno. Per le abitazioni, invece, con piccoli consumi domestici un impianto da 3 kw possiamo pagarlo anche 5.000 euro che, beneficiando delle detrazioni fiscali, a conti fatti, si riduce ulteriormente.

 

E il prezzo dei moduli fotovoltaici? Di quanto è sceso?

Sul mercato del fotovoltaico rivolto agli installatori, il mercato delle forniture, abbiamo prezzi dei pannelli che si aggirano su cifre ormai abbondantemente sotto l’euro al watt, anche per i marchi tradizionalmente più prestigiosi e costosi, come Sunpower.

Mediamente i prezzi presentano ancora uno “spartiacque” tra i prodotti “Made in Asia” e quelli “Made in Europe”. Nonostante ciò, la differenza di prezzo tra le due aree produttive non è più così accentuata come un tempo.

Per i moduli di origine asiatica i prezzi “di distribuzione” si aggirano mediamente attorno ai 40-50 centesimi per Watt.
Per i pannelli fotovoltaici made in Europe e made in USA, invece, i prezzi medi sono un poco più alti e si aggirano mediamente intorno ai 55 – 65 centesimi di euro per Watt.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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