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Il fotovoltaico nella Strategia Energetica Nazionale

19 marzo 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Con decreto dell’8 marzo 2013 il governo ha approvato la Strategia Energetica Nazionale (SEN) che esplica in maniera chiara i principali obiettivi energetici da raggiungere nei prossimi anni. Si tratta di un documento che definisce le priorità d’azione in ambito energetico per l’Italia. Si parla quindi di una strategia energetica generale, che comprende tutte le forme di approvvigionamento energetico. Cosa dice il documento sul fotovoltaico?

Una breve premessa: due le parole d’ordine poste a titolo del documento: energia “più competitiva” ed energia più “sostenibile”. Come a voler porre l’accento prima di tutto sugli obiettivi di completa liberalizzazione del mercato energetico, liberalizzazione che dovrebbe portare ad una maggiore competitività ed ad una ulteriore riduzione dei costi. Maggiore competitività, in primis, tra fonti rinnovabili e tecnologie convenzionali.

 

Cosa dice la SEN sul fotovoltaico

fotovoltaico e rinnovabili prezzi nei prossimi anniNei prossimi 20 anni è attesa una forte ulteriore riduzione dei costi delle tecnologie rinnovabili: ad oggi i costi di investimento in rinnovabili si aggirano mediamente, a livello europeo, a 2010 $/Kw.

Guardando al solo fotovoltaico installato su edifici, ad esempio, il costo di investimento al 2035 sarà del 53% inferiore al costo del 2010 (che era già inferiore di gran lunga ai prezzi del 2007). Il fotovoltaico raggiungerà un costo di investimento di non più di 1.750 $/Kw (dati “WorldEnergy Outlook 2011”).

Lo sviluppo vigoroso del settore è avvenuto in Italia grazie ad incentivi “storicamente più elevati d’Europa” , quasi “il doppio rispetto a quelli tedeschi” (circa il 93% in più). Se da un lato questi hanno causato la crescita esponenziale del fotovoltaico, dall’altro avrebbero, secondo le dichiarazioni espresse nel documento, un forte impatto sul costo dell’energia in bolletta: “oltre il 20% della bolletta elettrica (escluse le imposte) è destinato ad incentivi alla produzione tramite fonti rinnovabili”.
Queste affermazioni sono state nel corso del 2011 e del 2012 oggetto di molte controversie, ecco la verità secondo Aper, l’Associazione dei Produttori di Energia da Rinnovabili, ed altre associazioni.

Il fotovoltaico in questi anni in Italia ha contribuito in maniera determinante, più rispetto ad altre fonti, a far raggiungere all’Italia gli obiettivi al 2020 del protocollo di Kyoto, gli obiettivi 20 20 20, con quasi 8 anni di anticipo. Dal 2010, infatti, l’Italia ha incrementato la capacità installata di circa 13 Gigawatt, raggiungendo oggi quasi i 17 GW complessivi, rimanendo secondi solo alla Germania.

Il governo, col quinto conto energia, ha puntato alla riduzione degli incentivi unitari, avvicinandoli ai livelli europei,  per un graduale accompagnamento verso il raggiungimento della grid parity, cioè verso la piena competitività del fotovoltaico con le fonti convenzionali. Così facendo, si afferma ancora nel documento, si “stabilizza l’incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica” producendo una riduzione di spesa di circa 2,5 – 3 miliardi di euro l’anno.

La cosiddetta grid parity è vicina e in molti casi è già realtà. Nelle regioni del Sud Italia la tecnologia fotovoltaica usata in autoconsumo è già competitiva, anche senza incentivi, con i prezzi dell’energia prodotta da fonti convenzionali. A breve, d’altronde, finirà l’ultimo conto energia fotovoltaico e si potrà fare affidamento solo sulla ulteriore diminuzione dei prezzi e su alcune altre forme di agevolazione “oltre gli incentivi”.

In particolare la Strategia Energetica Nazionale, per quanto riguarda il fotovoltaico e le altre rinnovabili, punta a:

  • semplificazione delle autorizzazioni e degli allacciamenti degli impianti in rete e snellimento della burocrazia;
  • detrazioni e vantaggi fiscali per il risparmio energetico e per gli impianti di produzione da fonti rinnovabili;
  • semplificazione dello scambio sul posto, che oggi è un macchinoso meccanismo, sconosciuto ai più;
  • diffusione e sostegno della generazione distribuita. Cioè: tanti piccoli impianti destinati all’autoconsumo;
  • risolvere il problema degli oneri di sbilanciamento, cercando di programmare e gestire in maniera efficace i flussi di immissione nella rete elettrica, flussi che col fotovoltaico diventano molto altalenanti e in parte imprevedibili;
  • integrazione del fotovoltaico e delle altre rinnovabili col mercato energetico e con la rete nazionale.

In numeri: ciò a cui punta la strategia energetica nazionale attraverso il fotovoltaico e le altre fonti rinnovabili, è una produzione di circa 120-130 Terawattora/anno di energia pulita, sia quella incentivata dai precedenti conti energia, sia quella nuova, non incentivata, installata in grid parity.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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Un commento

  1. salvatore, il 20 marzo 2013 ore 11:44

    per quanto riguarda nuovi impianti a Terra da 50 a 200 kw , pur non potendo ricevere incentivazione ed non sussistendo dell’autoconsumo.cosa consigliate, come comportarci , chiedo ciò in quanto ho circa 12 Ha di terreno abbandonato (solo pascolo ) e vorrei investire su di esso, premetto che sul tetto di casa ho un impianto di circa 3Kw, quindi conosco la produzione reale della zona dove installare il medio impianto.
    grazie

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