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Bolletta elettrica alta? Non è colpa delle rinnovabili

11 gennaio 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Bolletta elettrica alta? Smentire il luogo comune che vede la bolletta dell’energia elettrica appesantita dagli incentivi alle fonti di energia rinnovabile: questo è l’obiettivo primario della APER, L’Associazione  che riunisce i produttori di energia rinnovabile che a questo scopo ha pubblicato il dossier “Energie senza bugie”, ovvero un’analisi dell’incidenza dell’uso di fonti di energia alternative e rinnovabili sulla bolletta pagata dagli italiani.

 

Impreziosito dalle vignette ironiche nate dalla matita di Emilio Giannelli, il dossier prova a fare chiarezza sull’argomento. Come?

 

Prima di tutto individuando il vero responsabile della crescita del costo della bolletta, in larga parte dovuta alla sempre maggiore scarsità dei combustibili fossili i quali sono ancora la fonte di energia preponderante e con il passare del tempo sono destinati inevitabilmente a vedere lievitare il proprio costo come già accaduto in passato.

 

Negli ultimi dieci anni sarebbe infatti cresciuto del 300% il costo del petrolio e del 400% quello del gas con il conseguente sempre maggiore appesantimento della bolletta energetica pagata dall’Italia ai paesi esportatori. Ogni investimento dedicato a incentivare le rinnovabili, sottolinea il dossier, comporta invece un futuro risparmio e contribuisce a diminuire la dipendenza energetica del paese: già oggi la cifra risparmiata ammonterebbe a non meno di 30 miliardi euro.

bolletta elettrica e fonti rinnovabili

Bolletta elettrica alta? Non è colpa delle fonti rinnovabili.

 

Le energie rinnovabili si presentano non solo come mezzo di crescita del sistema paese ma anche come un importante opportunità di risparmio per le famiglie le quali possono scegliere di produrre almeno parzialmente l’energia domestica necessaria implementando un piccolo impianto: la crescita delle tecnologie ha consentito negli ultimi anni un vero e proprio boom della “generazione diffusa” e sono maturi i tempi perché si possa cominciare a parlare di energia a km 0, direttamente dal produttore al consumatore.

 

Un fattore di crescita della bolletta elettrica è inoltre la mancanza di concorrenza. Sul tema il contributo dato dal settore delle rinnovabili, fa notare il dossier, è fondamentale: con 5000 aziende produttrici in più negli ultimi 5 anni il consumatore può godere degli effetti della maggiore competizione sul prezzo e la qualità del servizio.

 

L’operazione verità non manca di smascherare i veri colpevoli dei costi in bolletta: il “decomissioning” del nucleare, ovvero lo smantellamento delle centrali in seguito al referendum dell’87 che decretò la rinuncia del paese a quella fonte di energia, è già costato agli italiani 20 miliardi di euro.

 

È pur vero che gli incentivi alle rinnovabili sono costati 7,5 miliardi nel 2011 ma, fa notare APER, si tratta pur sempre di un investimento ed è comunque un decimo di quanto speso dagli italiani in scommesse.

 

Inoltre le rinnovabili non sono le uniche a godere degli incentivi: nelle bollette degli italiani sono riversati 3 miliardi di costi che servono ad incentivare, tra gli altri, i CIP 6 che fonti rinnovabili non sono ma che ad esse vengono assimilate.

 

Quali che siano gli incentivi al settore delle rinnovabili, quest’ultimo si presenta quale un formidabile attore della scena economica nazionale nell’ottica di un’auspicata ripresa: solo nei prossimi otto anni sono previsti 60 miliardi di euro di investimenti che potrebbero portare nel 2020 ad impiegare in quest’ambito 250 mila persone, più del doppio delle attuali 110 mila.

 

Un attore che rimane comunque italiano mentre – conclude “energie senza bugie” – attualmente il 75% dell’energia utilizzata in Italia viene da fonti fossili quasi interamente straniere.

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4 Commenti

  1. Pier Luigi Caffese, il 11 gennaio 2013 ore 16:25

    La colpa vera del caro energia in italia(220 euro al MWh industria-200 euro agli italiani)è dell’ignoranza,della pigrizia mentale e delle lobbies che fanno apparire le corporazioni roba da ragazzi.Dei fessi in energia tipo il Galli che era DG Confindustria,ora a sinistra con Bersani hanno avvallato il 90% di gas e convincono Bersani a buttarsi su inutili gasdotti,hubs,storage gas che aumentano solo i costi.Il bluff di Passera è sintomatico:voleva spendere 140 miliardi in gas importato e ferraglie.ma ha blindato in cassaforte il piano piano acqua affinchè l’Eni non senta,non veda,non si faccia syngas ne biofuel vero,non il blended o l’etanolo del Clini a 4 euro litro.

  2. valerio pontarolo, il 4 febbraio 2013 ore 09:05

    Molto di quanto sopra lo condivido sopratutto riguardo al decomissioning nucleare.
    anche sul fatto chel’en. alternativa ci affranca dall’uso dei combustibili che dobbiamo comperare dall’estero (discutendo solo della parte economica.
    oggi l’energia alternativa costa circa 5Cent Kwh, se penso che il Kwh costa circa 8cent(senza accise ecc) i 5 sono un’ENORMITA’.
    oggi ogni Kwh prodotto con alternative costa mediamente 38cet Kw quindi circa 4,5 volte costo di mervato.
    Quel che non mi va giu’ e che il 50% circa dei parchi energetici alternativi sono in mano agli stranieri che guadagnano fior di quattrini e l’italia quindi non solo non si affranca dall’aquisto di energia ma cosi’ la paga piu’ cara. diverso se invece gli incentivi fossero per gli italiani. i soldi sarebbero comun que rimasti in italia.
    inoltre gran parte dei materiali (sia eolico che fotovoltaico) sono di produzione straniera.
    quindi sono, pragmaticamente contrario ad una gestione (attenzione, alla gestione) delle alternative fatta che ha portato a questo risultato.
    Valerio Pontarolo presidente cons pordenone energia (a unindustria); presidente ANCE FVG e vice presidente confindustria FVG

  3. valerio Pontarolo, il 19 marzo 2013 ore 14:35

    Vero che i decomissioning del nucleare ci ha creato qualche problema, ma il resto invece non lo sottoscrivo.
    La componente A3 quella legata alle rinnovabili ha raggiounto la soglia dei 5 cent al KwH, una cifra folle, sopratutto se applicata alle industrie manifatturiere.
    Io personalmente ho un azienda che ogni hanno usa circa 6.000.000 di Kwh, solo x le rinnovabili ho pagato circa 300.000€ trecentomila EURO, e’ una cifra che i miei concorrenti austriaci o sloveni (60 Km di distanza) non hanno.
    Ho installato un impianto da 200Kw ma e’ poca cosa rispetto ai consumi.

    Ma al limite mi andrebbe anche bene se chi beneficia dei dei miliardi di € di incentivi fosse italiano, i soldi rimarebbero in circolo in Italia.

    MA COSI’ NON E’, OLTRE LA META’ DEGLI IMPIANTI E’ PRORIETA’ DI PERSONE O PERSONE GIURIDICHE STRANIERE E QUESTA E’ UNA FOLLIA PURA.

    NON PRENDIAMOCI IN GIRO.

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