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Fotovoltaico: per sfruttarlo meglio servono nuove prospettive

23 giugno 2014
  - Articolo scritto da  Daniela Z.
Voto:4/5 (5 voti)

Il fotovoltaico in Italia conquista fasce sempre più ampie del fabbisogno energetico italiano, soprattutto nelle lunghe e soleggiate giornate di tarda primavera in cui si manifestano momenti di vera e propria “overgeneration”. L’overgeneration è la produzione di energia superiore alla domanda.

Nei giorni feriali di Maggio, lunghe giornate in cui popolazione e imprese consumano molta energia,  il fotovoltaico ha coperto in maniera strutturale circa il 20% del fabbisogno elettrico diurno. Abbondante energia pulita di giorno, quando tutte le attività consumano molta energia.

Il solare fotovoltaico entra quindi in maniera sempre più preponderante nel sistema energetico del nostro paese, ma, per sfruttarlo al meglio, è necessario un cambio di rotta, un cambio di prospettiva: per sfruttare bene tutta la “curva di produzione diurna” degli impianti fotovoltaici bisogna, per quanto possibile, dirottare i consumi elettrici nelle  fasce orarie in cui il fotovoltaico produce.

Come è facilmente intuibile tutti gli impianti fotovoltaici in Italia immettono in rete abbondante energia pulita solo nelle ore diurne, con il tipico andamento “a campana”. Se anche i consumi domestici, oltre a quelli industriali, venissero “incentivati” in fascia diurna, si riuscirebbe a sfruttare al meglio la curva di produzione del fotovoltaico. Riducendo i costi di dispacciamento e quelli dovuti all’overgeneration.

 

andamento a campana del fotovoltaico

 

Se la crescita del fotovoltaico e delle altre rinnovabili rappresenta infatti un’occasione fondamentale per il nostro Paese, è anche vero che la questione dell’overgeneration (sovrapproduzione) e dei sistemi di accumulo dovrà accompagnare l’ulteriore sviluppo delle rinnovabili per i prossimi anni.

Ecco cosa si crea, a livello del sistema nazionale, nelle lunghe e soleggiate giornate di tarda primavera: grazie al fotovoltaico si crea un potenziale energetico diurno di circa 12-13 Gigawatt di potenza elettrica. Potenziale che, rispetto al fabbisogno di circa 40 Gigawatt, copre circa un terzo della domanda elettrica.

Mediamente, durante l’anno, il fotovoltaico copre (ad oggi) circa il 7% del fabbisogno elettrico del paese.

Questa situazione pone due priorità al sistema energetico del paese.
Da un lato bisogna cambiare la prospettiva sui consumi domestici: se fino ad ora i consumi serali e notturni venivano incentivati con costi minori dell’energia in bolletta, oggi bisognerebbe incentivare il consumo diurno perchè potrebbe assorbire in maniera ottimale la produzione fotovoltaica “in eccesso” prodotta di giorno (che in bolletta è la fascia F1).

Dall’altro lato bisogna inserire ed incentivare i sistemi di accumulo che hanno il vantaggio di sfruttare l’abbondante produzione diurna per fornire energia pulita (e a basso costo) la sera e la notte.

 

A spianare la strada al fotovoltaico, e a richiamare ancora di più la necessità di una presa di posizione su parecchi interrogativi, si aggiunge anche il fatto che in tante zone d’Italia, più al centro-sud che al nord, il costo dell’autoproduzione di energia con un impianto fotovoltaico si attesta ormai al di sotto dei 100 euro/MWh. Cioè: 10 centesimi per kwh prodotto. Prezzo molto inferiore al costo lordo dell’energia acquistata dalla rete che supera mediamente i 20 centesimi al kwh.

In tal senso il fotovoltaico in autoconsumo è già parecchio competitivo in tutta Italia, soprattutto al sud.

Non è invece ancora conveniente il fotovoltaico NON in autoconsumo. La rete, infatti, acquista l’energia prodotta al prezzo di mercato di circa 5 centesimi kwh (prezzo medio che varia in base alle fasce orarie ed alla regione). Con un prezzo del genere la (sola) vendita dell’energia prodotta non giustifica ancora l’investimento fotovoltaico (neanche con i prezzi minimi garantiti del “ritiro dedicato”).

 

Per sfruttare al meglio il fotovoltaico, dunque, come dice il titolo, servono “nuove prospettive”. Quali sono queste “nuove prospettive”?
I “cambi di rotta” sono due: incentivare i consumi diurni (anzichè quelli serali/notturni) e incentivare a livello “sistemico” l’autoproduzione e l’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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