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Fotovoltaico, come pagano lo scambio sul posto ?

21 novembre 2013
Voto:4/5 (10 voti)

Chi installa oggi il fotovoltaico può scegliere, oltre alle detrazioni fiscali, tra due possibili convenzioni col Gse, il Gestore dei Servizi Energetici.
Il titolare dell’impianto può scegliere alternativamente tra:

  • scambio sul posto
  • ritiro dedicato (RID)

Il primo tipo di convenzione prevede che l’utente immetta in rete tutta l’energia non immediatamente autoconsumata, per portarla in compensazione con l’energia prelevata dalla rete (per esempio la sera).
In questo caso si paga a prezzo pieno, in bolletta, tutta l’energia prelevata dalla rete e si riceve un compenso per tutta l’energia immessa in rete fino a compensare il valore dell’energia precedentamente prelevata.
Più sotto vediamo meglio come pagano lo scambio sul posto.

Il secondo tipo di convenzione Gse, invece, prevede la possibilità di immettere in rete tutta l’energia (non immediatamente autoconsumata) per venderla al Gse col meccanismo dei “prezzi minimi garantiti”. In questo caso si paga a prezzo pieno, in bolletta, tutta l’energia prelevata e si riceve, con prezzi minimi garantiti, un compenso per tutta l’energia immessa in rete (ceduta al Gse).

Per approfondire il meccanismo del ritiro dedicato leggi qui.

Qui vediamo, invece, lo scambio sul posto.

 

Come pagano lo scambio sul posto?

fotovoltaico come pagano lo scambio sul postoIl Gse, gestore dei servizi energetici, è l’ente che paga il contributo della scambio sul posto all’utente che scambia l’energia con la rete:

  • da un lato: preleva energia pagando le normali bollette
  • dall’altro: immette l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico

Il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto permette una compensazione economica tra energia immessa ed energia prelevata.

Come viene pagato lo scambio sul posto dal Gse?

Viene remunerato con due tipi di contributi:

  • il contributo in conto scambio, una sorta di rimborso di tutta l’energia immessa in rete nei limiti di quella prelevata
  • la liquidazione delle eccedenze. La “eccedenza” è la differenza tra il valore economico di tutta l’energia immessa ed il valore economico di tutta l’energia prelevata.

L’Autorità per l’energia, per garantire una compensazione tra immissioni e prelievi, ha individuato in un’apposita delibera la formula che serve a calcolare il “contributo in conto scambio” ed un’altra per conteggiare le “eccedenze” del valore dell’energia immessa rispetto a quella prelevata.

Ecco la formula per il contributo in conto scambio:

Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf  x  Es

Il “contributo in conto scambio” è uguale al valore Minimo (min) tra l’”Onere Energia” (Oe) ed il “Controvalore dell’Energia Immessa in rete” (Cei) + il “Controvalore Unitario relativo ai Servizi” (Cus) della “Energia scambiata con la rete” (Es).

Ecco la legenda e poi una breve spiegazione.

  • Oe = Onere energia, cioè il prezzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagato dall’utente. Il prezzo dell’energia è espresso in euro ed è il prodotto tra i Kwh prelevati ed il prezzo unico nazionale (PUN) (questo è un elemento di novità delle semplificazioni attuate da inizio 2013). Il prezzo unico nazionale è variabile in base ai prezzi di mercato ed è una media nazionale dei prezzi rilevati ogni mese in ogni regione.Quindi: Oe = Kwh x PUN.
  • Cei = Controvalore dell’energia immessa, cioè il prezzo, o meglio il valore economico, dell’energia immessa in rete. Questo è il prodotto tra Kwh immessi ed il prezzo zonale dell’energia sul “mercato del giorno prima”. Ogni giorno infatti, in tempo reale, come una vera e propria borsa, i prezzi di acquisto e vendita dell’energia fluttuano in base alle dinamiche del mercato.Quindi: Cei = Kwh x prezzo energia sul mercato del giorno prima.
  • CUsf = Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, cioè un valore espresso in centesimi di euro calcolato forfettariamente dal gse in base a vari parametri. Nel dettaglio questo valore contiene le tariffe di: trasmissione, distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri normalmente addebitati in bolletta (componenti A, UC, UC3 e UC6) vigenti nel mese in corso (non viene rimborsata la componente MCT).Quindi: CUsf = c€/kwh
  • Es = Energia Scambiata, cioè i Kwh che ho prima immesso e poi ri-prelevato per i miei consumi. Tecnicamente è pari al minimo tra kwh immessi e kwh prelevati in totale durante l’anno.
    Quindi: Es = Kwh scambiati con la rete (il valore minimo tra energia immessa ed energia prelevata)

Ecco come pagano lo scambio sul posto: è un rimborso del minimo tra: il valore dell’energia prelevata, e già pagata in bolletta(*), e il valore dell’energia complessivamente immessa in rete. A questo valore minimo si aggiunge il rimborso, per la sola energia scambiata, di alcuni servizi pagati in bolletta (il “CUsf”).

 

Come calcolano lo scambio sul posto

Facciamo un po’ di chiarezza con i numeri.

Definiamo prima le variabili:

  • ipotizziamo il prezzo di mercato dell’energia a 0,10 €/kwh. Quindi:
    –  PUN (prezzo unico nazionale) = 0,10 €/kwh
    –  “Prezzo energia sul mercato del giorno prima” = 0,10 €/kwh
  • ipotizziamo un corrispettivo unitario di scambio forfetario di 0,04 €/kwh. Quindi:
    –  CUsf = 0,04 €/kwh
  • ipotizziamo questi dati di produzione, immissione e prelievo nell’anno:
    –  energia prodotta dal fv: 3.500 Kwh
    –  energia autoconsumata: 800 Kwh
    –  energia immessa: 2.700 kwh
    –  energia prelevata: 1.500 kwh
    –  energia scambiata con la rete: 1.500 kwh (cioè il minimo tra 2.700 e 1.500)

 

(Per il calcolo del contributo dello scambio sul posto sono sufficienti due informazioni: energia immessa in rete ed energia prelevata dalla rete).

Ecco come calcolare il contributo dello scambio sul posto e le eccedenze di energia immessa in più rispetto a quella prelevata.

 

Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf  x  Es

Cs = min [ 1.500 kwh x 0,10 € ; 2.700 x 0,10 € ] + 0,04 € x 1.500 kwh

Cs = min [ 150 € ; 270 € ] + 60 €

Cs = 150 + 60 = 210 €

 

Contributo scambio sul posto = 210 €

Eccedenze = 270 € – 150 € = 120 €

 

Dal Gse l’utente dello scambio riceverà:

  • 210 euro per l’energia immessa in rete e riprelevata
  • 120 euro per l’energia immessa in rete e non riprelevata (per ricevere questo bonifico dal Gse deve essere richiesta annualmente online la “liquidazione delle eccedenze”)

Il primo importo non è soggetto a tassazione.
Il secondo è soggetto a imposizione Irpef nella dichiarazione dei redditi come “Altro reddito occasionale”.

Per la guida completa allo scambio sul posto leggi qui.

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3 Commenti

  1. gianfranco monni, il 26 novembre 2013 ore 13:52

    ???

    L’energia elettrica scambiata con la rete è uguale al minimo tra
    l’energia elettrica annualmente prelevata Ep e l’energia annualmente
    immessa in rete: Es = min [Ei;Ep] non la differenza!

    • Alessandro, il 26 novembre 2013 ore 14:21

      ops.. giusto. 210 anzichè 198. correggo.
      Grazie per la segnalazione

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